Ultimo aggiornamento il 26 luglio 2026

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L'inqualificabile quanto incomprensibile dietrofront di Grillo sulle Unioni Civili

Beppe Grillo (loschifo.it)

Avremmo voluto evitare di scrivere un post su quest'ultimo brutto episodio della nostra povera Repubblica Italiana ma tant'è...
E' notizia dell'altro ieri: Beppe Grillo, comunque e sempre leader del movimento politico Cinque Stelle, ha inopinatamente deciso di lasciare libertà di coscienza ai parlamentari del suo movimento in materia di unioni civili e, in particolare, in materia di stepchild adoption (l'adozione del figlio del partner). 
Ma si, avete letto bene. Il Beppe Grillo che fino a qualche giorno fa andava ribadendo che il movimento cinque stelle, dopo il referndum interno dello scorso ottobre 2014, dava la più ferma e convinta adesione all'approvazione del disegno di legge Cirinnà sulle Unioni Civili e che, anzi, non avrebbe votato tale ddl Cirinnà se non fosse stato mantenuto nel suo impianto generale (dunque, con la stepchild adoption). 
Aula parlamentare (massimobrugnone.it)
Tutte quante noi, dunque, forti di tale "inamovibile" posizione, oltre che del Pd e della Sinistra italiana anche del movimento di Grillo, che in parlamento conta diversi deputati e senatori, pur rimanendo in apprensione (conosciamo i nostri politici) riponevamo in marginale quanto ingenua fiducia in un moto di orgoglio del paese (dei loro rappresentanti): il Presidente della Camera, il Presidente del Senato ed i parlamentari degli schieramenti sopra indicati sono sempre stati a favore dell'adozione di tale legge, ce la possiamo fare...
Già avremmo potuto farcela!!... Avremmo, prima di questa terribile, quanto infelice, incongrua ed oscena "uscita" di Beppe Grillo che, rimettendo alla coscienza dei singoli deputati del movimento il voto, fa saltare il già molto precario equilibrio che si era creato e lascia spazio ai sostenitori della restaurazione medievale. E' del nostro ministro degli interni, Angelino Alfano la seguente affermazione (su twitter): "Su #cirinnà grillo non assicura più i voti M5s, si riapre la partita. Potrebbe saltare l'intera legge. Bene, scenario molto interessante".
La scusa di Grillo per l'inspiegabile dietrofront? Il referendum bandito nell'ottobre 2014 per consultare la base non prevedeva margini di scelta per quel che concerne specificatamente la stepchild adoption: era stato chiesto se si doveva votare per la legge sulle Unioni Civili oppure no, in generale.
(cronachedellacampania.it)
Ecco, infatti, l'annuncio di Grillo sul suo Blog, così come riportato dal sito della repubblica.it: "La prossima settimana - scrive il leader M5s - si voterà al Senato per il ddl Cirinnà sulle unioni civili. Nel disegno di legge è prevista la stepchild adoption, letteralmente 'adozione del figliastro', per le coppie omosessuali. Questo è il punto in cui le sensibilità degli elettori, degli iscritti e dei portavoce Movimento 5 stelle sono varie per questioni di coscienza. Nella votazione online che si è svolta a ottobre 2014 non era presente alcun accenno alle adozioni e gli iscritti del M5s non hanno potuto dibattere su questo argomento specifico. In seguito alle tante richieste da parte di elettori, iscritti e portavoce M5s su questo tema etico si lascia pertanto libertà di coscienza ai portavoce M5s al Senato sulle votazioni agli emendamenti della legge Cirinnà e alla legge nel suo complesso anche se modificata dagli emendamenti. Non si fa ricorso a un'ulteriore votazione online perché su un tema etico di questa portata i portavoce M5s a Palazzo Madama possono comunque, in base ai dettami della loro coscienza, votare in maniera difforme dal gruppo qualunque sia il risultato delle votazioni".
Certo, ad onor del vero, e per fortuna, tanti dei parlamentari ed iscritti al movimento dei cinque stelle si sono e si stanno ribellando a tale assurda apertura di Grillo al mondo catto-conservatore, ma ormai il dado è tratto e mancano davvero pochi giorni alla votazione. Vedremo.
Particolare di una manifestazione pro Unioni Civili (nostrofiglio.it)
Ciò detto, ogni altro commento appare inutile e superfluo ma si rende necessaria una notazione a margine: lasciare libertà di coscienza nelle votazioni che occupano grandi ed importanti temi sociali, come in questo caso, è un non senso istituzionale: ruolo dei partiti politici dovrebbe essere quello di migliorare questo paese e di farlo evolvere. Nel caso specifico di questo disegno di legge Cirinnà si tratterebbe di estendere dei diritti acquisiti per gran parte della popolazione alla restante parte, con ciò senza nulla togliere o ledere ad alcuno. La libertà di coscienza, dunque, non c'entra niente. Il partito detta la linea ed il parlamentare che lo rappresenta vota in coerenza con tale orientamento. Non può essere una questione di coscienza del singolo individuo, come nel caso dei temi etici, tipo la fine vita.
Senza più parole e speranze...
MduL

Diritti GLBT: sui matrimoni gay e sul giudice della Corte Suprema USA Ruth Bader Ginsburg

Vivian Boyack (91) & Alice 'Nonie' Dubes (90) finalmente spose, nel 2014, a Davenport (dailymail.co.uk)
Abbiamo scelto la foto del matrimonio delle ultranovantenni Vivian Boyack ed Alice Bubes per celebrare l'amore ed il riconoscimento che di questo amore, finalmente!, forse, si sta per fare in tutti gli Stati Uniti d'America (vi ricordate di loro, vero? Ne abbiamo parlato su questo Blog lo scorso 14 settembre. Per chi si fosse persa la notizia, il link in fondo al Post). Ma andiamo con ordine. Prima l'inquadramento sistematico.

E' di questi giorni la (meravigliosa) notizia che la Corte Suprema USA è stata chiamata ad esprimersi sulla estensione del ricoscimento dei matrimoni gay su tutti gli stati della confederazione USA. Fino ad oggi, infatti, sono 37 su 50 gli Stati dove è già possibile sposarsi, ma la Corte è stata chiamata a pronunciarsi sul principio di diritto che consenta l'equiparazione assoluta di tali matrimoni con quelli eterosessuali, con buona pace della pur cospicua opposizione a tale riconoscimento.
La Corte Suprema USA (lapresse.it)
Dunque questi 9 supremi giudici americani, sono chiamati ad esprimersi su una questione della massima importanza, non solo e non tanto per la tutela dei diritti delle persone glbt in particolare, ma per il riconoscimento di un principio di evoluzione della società umana tutta. I tempi, comunque, appaiono maturi. Pensate che nessun grande studio legale, in tutta l'america, si è offerto di rappresentare i detrattori di questa rivoluzionaria riforma civile, nessuno!!. Questo è un ottimo segno sul possibile pronunciamento finale della Corte. Incrociamo le dita...

Passiamo ora alla notizia letta sul sempre inestimabile sito cinemagay.it che ha dato impulso a tale post. Tra le news, infatti, si legge la seguente: "La lezione della giudice della Corte Suprema agli Anti-Gay" di Giovanni Drogo da nextquotidiano.it 
Ruth Bader Ginsburg (notablebiographies.com)
Tale notizia riporta le argomentazioni a sostegno del riconoscimento dei matrimoni gay, anticipate da una dei nove giudici della Corte Suprema, certa Ruth Bader Ginsburg, nel contesto di una intervista rilasciata sulla questione. 
In particolare, ciò che colpisce è il seguente brano estratto dell'intervista (domande di 'Argument' e risposte del Giudice Ruth Bader Ginsburg: 'RBG') dove la Bader risponde alle obiezioni classiche che vengono poste sul riconoscimento dei matrimoni gay:

Argument: La corte non ha alcun diritto legale di cambiare una tradizione millenaria.
RBG: “Oggi il matrimonio non è la stessa cosa di quello che era secondo la common law, sotto la civil law. Una volta il matrimonio era una relazione tra un uomo (in posizione dominante) e una donna (in posizione subordinata). Nel 1982 questa situazione è cambiata in virtù di una decisione di questa stessa Corte che ha rigettato la Head and Master Rule della Lousiana. È quella una scelta che lo stato dovrebbe poter avere? Aggrapparsi all’idea di matrimonio come era una volta?
Anche una tradizione “millenaria” (qualsiasi cosa voglia dire) può e deve cambiare, stando al passo con i tempi ma soprattutto con l’avanzare dei diritti civili. Per tutti gli altri c’è “Sposati e sii sottomessa”. Il fatto che in passato non esistesse il matrimonio per le coppie omosessuali non significa che la situazione debba continuare a rimanere così come “è sempre stata”;
 
Argument: Il matrimonio tra persone dello stesso sesso non è stato consentito per la maggior parte della storia. Perché proprio ora?
RBG: “Le coppie gay non chiederebbero questo riconoscimento se la legge matrimoniale fosse quella di mille anni fa. Voglio dire, non era possibile. Perché le unioni tra persone dello stesso sesso non sarebbero ricadute nello schema del matrimonio, che era un rapporto di subordinazione. Certamente era un matrimonio tra un uomo e una donna, ma era sempre l’uomo a decidere dove la coppia sarebbe andata ad abitare ed era dovere della donna seguirlo.”
Di nuovo la storia non ci dice altro che come le cose andavano nel passato, non di come dovrebbero andare nel presente o di come andranno nel futuro. L’estensione dei diritti ad un maggior numero di persone possibili è il senso di quello che è lentamente accaduto in questi ultimi secoli. È un procedimento lineare che non si può fermare solo perché “una volta non era così
”.
 
La linearità, coerenza e logicità di tali risposte è evidente, dunque, detto giudice, secondo noi, merita un approfondimento. Ecco quello che abbiamo scoperto su questo giudice, RUTH BADER GINSBURG
La Bader giovanissima (huffingtonpost.com)
Ruth Joan Bader è nata a Brooklyn, New York, il 15 marzo 1933 da Nathan Bader e Cecelia Amster.
Sua madre è sempre stata per lei un esempio e l'ha sempre incoraggiata a diventare ciò che voleva essere, emancipandosi come donna, anche se, vivendo la Bader nei primi del secolo scorso, le è toccato, come a tante altre ragazze, di dover andare a lavorare in una fattoria per poter aiutare i genitori nelle spese per il sostentamento agli studi di suo fratello maschio. Comunque, malgrado ciò, e per fortuna, la giovane Ruth è riuscita a studiare. 
Ruth, infatti, ha sempre amato leggere ed imparare, ed il suo amore specifico per la Legge è nato alle superiori, mentre scriveva degli articoli sulla "Magna Carta" richiesti dal giornale scolastico. Carriera scolastica di tutto rispetto, visto che frequenta Cornell University e si laurea con lode in "Government".
E' di questi anni, poi, l'incontro con il suo futuro marito, anche lui studente universitario in legge, certo Martin Ginsburg,
che sposerà subito dopo la laurea.
Il matrimonio, comunque, non la blocca e la Bader continua la sua carriera alla Harvard Law School, dove, suo malgrado, le viene dato modo già di mettere se stessa al servizio dell'emancipazione femminile. Le donne del suo corso, infatti, erano soltanto 8 su 500 e le discriminazioni erano evidenti. Pensate che arriverà, per protesta, a rifiutare anche ruoli di prestigio in quel contesto accademico.
La Bader inizi carriera(oprah.com)
Nel proseguo della sua vita e carriera, per seguire il marito, ormai noto ed affermato avvocato, va a vivere New York e passa ad insegnare alla Columbia University.
Andrà quindi avanti con la sua folgorante quanto meritata carriera, riuscendo pure a conciliare i suoi figli e la sua famiglia con tutte le sue affermazioni, quali, per esempio, il fatto di essere stata la prima docente femminile di diritto ad Harvard e tra le 20 donne professori di diritto di tutti gli USA di quei tempi (e stiamo però già parlando degli anni '70!!).
Tra le sue principali attività e meriti anche il suo servizio come avvocato per
un'organizzazione non governativa orientata a difendere i diritti civili e le libertà individuali negli Stati Uniti, denominata ACLU: American Civil Liberties Union (Unione Americana per le Libertà Civili, acronimo ACLU), con la quale collabora praticamente da sempre.
Ha quindi sempre operato per la tutela dei diritti civili ma di tutte le categorie, non solo delle donne e, essendo molto brava e preparata, sotto la Presidenza Carter, ha ottenuto anche un posto di giudice alla Corte d'Appello del Distretto di Columbia. Questo anche perché, tutelando i diritti civili delle varie categorie svantaggiate, era riuscita a vincere, come avvocato, ben cinque cause su sei presentate davanti alla Corte Suprema degli Stati Uniti.
La Bader più matura (aclu.org)
Ed ecco che, infine, Ruth Bader Ginsburg approda come giudice proprio alla Corte Suprema USA, allorquando viene eletta (seconda donna in assoluto) dal Presidente Bill Clinton a tale carica, e ciò anche per poter fronteggiare la preponderanza schiacciante di giudici conservatori che ne facevano parte (ricordiamo che i giudici della corte sono 9). 
Una donna, dunque, che seppur nata agli inizi del secolo scorso, non dimentichiamo che è del 1933 (ha da qualche mese compiuto 82 anni), riesce ancora oggi, alla sua età, ad essere innovativa e salda sulla salvaguardia dei diritti civili e politici delle minoranze, rappresentando, nel caso specifico, una delle donne - poche - che nel mondo cambiano ed hanno cambiato le cose.
Del resto, che la Bader è una donna che era destinata a cambiare in meglio il mondo si è visto: tra le prime a studiare legge, tra le prime ad insegnarla, tra le prime ad essere nominata giudice del massimo organo giurisdizionale degli USA. E tutto questo, pur essendo sposata fin da giovane e con dei figli da accudire!.
Perché è anche questo il punto, non importa se la Bader (il suo cognome da ragazza, quello che mi piace usare) è eterossesuale, oppure, magari, lesbica, bisessuale (o come altro le pare) non dichiarata, sono fatti suoi. Ciò che importa è che una donna così esista e sia esistita per rendere la posizione delle donne, e dunque il mondo, migliore.
Ecco chi è Ruth Bader.
Che dire? Complimenti e Grazie al giudice Ruth Bader.
MduL

Articoli e pagine web utilizzati per la redazione del Post:
- Articolo cinemagay.it "La lezione della giudice della Corte Suprema agli Anti-Gay" di Giovanni Drogo da nextquotidiano.it;
- Pagina wikipedia su Ruth Bader Ginsburg;
- Biografia (in inglese) su Ruth Bader Ginsburg:

Ancora sul riconoscimento dei matrimoni gay contratti all'estero: nuova offensiva del Ministro Alfano

Certo che, doversi trovare costrette a scrivere delle 'gesta' del nostro Ministro degli Interni, Angelino Alfano, dopo aver parlato della probabile rivoluzione sociale che attende gli Stati Uniti con il giudizio al momento sottoposto alla Corte Suprema USA per il riconoscimento dei matrimoni gay in tutti gli stati americani, è veramente avvilente. Ma tant'è.

Il Ministro Angelino Alfano (siracusaoggi.it)
La settimana scorsa, infatti, si è avuto l'ennesimo atto del 'conflitto costituzionale' tra la magistratura ed il Ministero degli Interni in merito al riconoscimento nel nostro paese dei matrimoni tra persone delle stesso sesso contratti all'estero. Passando volontariamente sopra all'ultimo pronunciamento, in ordine di tempo, del TAR Lazio che aveva annullato sia il Provvedimento prefettizio che la Circolare del Ministro Alfano nella parte in cui prevedevano l'intervento diretto da parte del Prefetto sui registri dello stato civile, il nostro Ministro degli Interni, lo scorso 2 aprile 2015, ha emanato una nota ministeriale con la quale ha richiamato il Prefetto di Reggio Emilia ad intervenire per 'richiedere' al Sindaco della città di cancellare la trascrizione di due matrimoni gay contratti all'estero fatta pochi giorni addietro. Dunque il Ministro ha deciso di andare avanti per la sua strada senza guardare niente e nessuno, non per niente ci saranno a breve le prossime elezioni amministrative. Non ci sono parole per esprimere il disgusto di simili azioni 'politiche' operate dal nostro Ministro, in spregio alle più elementari quanto basilari norme ordinamentali italiane.
Logo Rete Lenford (dal sito)
Comunque, visto che tale argomento offusca la mia lucidità, per rendervi meglio edotte della questione, vi riporto qui di seguito il comunicato "Un ministro renitente alla legge" redatto dal sito "Rete Lenford" - Avvocatura per i diritti LGBTI (Link diretto in fondo al Post).
<<Con una forzatura al limite dell’abuso di potere il Ministro Alfano ha nuovamente calpestato i principi dello stato di diritto, disattendendo la recente sentenza con la quale il TAR del  Lazio ha accertato l’illegittimità del potere amministrativo di disporre la cancellazione delle trascrizioni dei matrimoni same-sex celebrati all’estero.
A distanza di un mese dalla pronuncia che ha annullato sia il provvedimento di cancellazione del Prefetto di Roma sia la circolare del Ministro Alfano nella parte in cui attribuiva ai prefetti un potere di intervento diretto sui registri dello stato civile, una nota ministeriale datata 2 aprile 2015 ha richiamato il prefetto di Reggio Emilia a “procedere senza indugio” a rivolgere al Sindaco della città emiliana formale richiesta di cancellazione delle trascrizioni effettuate il 25 di marzo, di due matrimoni esteri, entrambi di due coppie di donne.
L’ordinanza del Prefetto rivolta al Sindaco ha prodotto l’annullamento delle trascrizioni, determinando per l’ennesima volta una situazione di illegittimità e di prevaricazione di facoltà e prerogative che, come ha accertato lo stesso TAR, appartengono unicamente al Giudice ordinario.
“Nessuno può cancellare un atto dai registri di stato civile se non ottemperando ad un provvedimento giudiziale reso all’esito di un giudizio che garantisca ogni diritto di difesa” dichiara l’avv. Maria Grazia Sangalli, presidente di Avvocatura per i Diritti LGBTI - Rete Lenford “diversamente si produrrebbero situazioni di abuso che incidono sullo status dei cittadini e sui loro rapporti: il ministro di un governo xenofobo potrebbe, un domani, ordinare la cancellazione dal registro di un matrimonio interraziale. Il ripristino del principio dello stato di diritto e della divisione dei poteri è questione che dovrebbe interessare tutti, a partire dal Governo del quale questo Ministro fa parte, al quale chiediamo di non avallare oltre questa situazione di illegalità”>>. 
Non aggiungo altro.
MduL

Qui potete trovare la versione originale del Comunicato "Un ministro renitente alla legge" della redazione di retelenford.it

Contro l'omofobia il video italiano "Ognuno ha i suoi gusti"

Nel contesto della lotta all'omofobia, carino il video tutto italiano "Ognuno ha i suoi gusti" che ho trovato sia sul sito queerblog.it che sul sito Lezpop.it 
Ecco qui, dunque, il video anche in questo Blog. Se non vi si dovesse caricare, però, niente paura, cliccate sui link sopra riportati alle pagine queerblog e lezpop che lo ripropongono e, comunque, lo ritrovate anche su youtube.
Buona visione.
MduL

Omofobia: ecco l'elenco dei libri per bambini e ragazzi che Forza Nuova vuole mettere al rogo

(da libriebit.com)

Prima i fatti. Forza Nuova, una delle organizzazioni di estrema destra del nostro paese, aveva indetto per il giorno 28 marzo, alle h. 15, nella città di Milano, a piazza Oberdan, una manifestazione con lo scopo di mettere fisicamente al rogo i libri illustrati per bambini e ragazzi che, secondo questa organizzazione di estrema destra,  vengono "subdolamente fatti leggere nelle scuole ai nostri bambini per indottrinarli secondo la cultura del gender che mira a sovvertire la normale natura sessuale".
(da facebook.com)
A tale scioccante annuncio, come è normale, è fioccata la reazione non solo di tutto il mondo glbt, su tutti "I sentinelli" laici (che stanno dalla nostra parte!) ma anche del mondo di buon senso (bruciare i libri: orrore!!), al punto che, almeno questa volta, la prefettura e la questura hanno egregiamente assolto al loro ruolo istituzionale minacciando l'impedimento della manifestazione se Forza Nuova avesse voluto insistere con tale assurdo intento di creare un falò in piazza con i libri indicati.
Grazie, dunque, all'intervento delle istituzioni FN ha deciso di porre fine al suo intento per poter procedere alla manifestazione preannunciata.
Risultato: alla manifestazione di FN vi erano si e no 20 partecipanti. Alla contromanifestazione del mondo glbt e non solo, più di 300; tutti divisi dalle forze di polizia in tenuta antisommossa..
Per questa volta, dunque, pericolo scongiurato: i libri sono stati risparmiati dal rogo, la nostra dignità è stata risparmiata e, per fortuna, anche le istituzioni hanno egregiamente fatto il loro dovere.
Fine della questione, direte voi. E no. Perchè, comunque, resta il fatto che, a parte questa deriva nazista, l'atteggiamento e la predisposizione omofoba sempre più, come detto in altri post, prende piede e trova referenti nel nostro paese, al punto da doverci enormemente preoccupare.
Nel caso specifico ci si occupa dei libri proposti agli alunni delle scuole primarie italiane (e non solo, visto il pandemonio scoppiato per il libro consigliato a suo tempo al liceo romano Tasso a tema glbt che fiumi di inchiostro a fatto scrivere), in precedenza ci siamo dovute occupare di "sentinelle in piedi" (quelle 'omofobe') e di convegni omofobi sponsorizzati financo dalle istituzioni e di personaggi più o meno illustri, come i "quattro moschettieri" che girano l'italia trovando sempre più ascolto nei più svariati contesti o, ancora, di Ministri che [secondo me, ovviamente!] piegano le istituzioni ed il nostro ordinamento per fini meramente polito/ideologici, inibendo il riconoscimento di diritti con strumenti non consoni ecc...Prestate sempre attenzione, dunque, e non lasciate che le loro idee e convinzioni omofobe prendano il definitivo sopravvento in questa già povera e martoriata italia!. Guardatevi dal tutto questo agglomerato di catto-destra che propugna la "tutela della famiglia naturale"
(queerblog.it)
Ecco, dopo questa importante premessa ed inquadramento sistematico, passiamo nuovamente al (gravissimo) fatto in sé. Dunque, dicevamo, Forza Nuova è convinta che nelle scuole italiane, e non solo, sia in atto un'offensiva "gender" (così la chiamano) che istiga i bambini ed i giovani a scoprire e/o sviluppare pulsioni omosessuali contro natura! ed a danno della "famiglia naturale".
La soluzione? Per gli altri esponenti del movimento di cui vi dicevo sopra, di cui fa parte anche FN, è tentare con ogni mezzo di avere l'avallo istituzionale di esponenti politici di rilievo che possano bloccare tali iniziative (su tutti, Angelino Alfano e l'NCD e Roberto Maroni con la Lega lombarda); per FN, invece, non avendo evidentemente i loro esponenti una tale finezza politica, è il rogo dei libri incriminati di nazista memoria. E per meglio chiarirvi il concetto, ecco cosa dice in merito il portavoce di FN, Marco Carucci: "Basta con i giochini sconci sulla mastubazione nelle materne, i libretti osceni spacciati nelle elementari e nelle medie come iniziative contro il razzismo e il bullismo. Ma basta anche con le iniziative aziendali per tutelare gli omosessuali. In privato i gay facciano quel che credono, ma non chiedano di essere privilegiati in pubblico". E se non vi basta ad inquadrare l'organizzazione, posso aggiungere che sul volantino di covocazione della manifestazione vi erano slogan roboanti, tipo: 'La battaglia è adesso! E' giunta l'ora di accendere i fuochi , è giunta l'ora di sguainare le spade'....ogni altro commento su questo appare inutile.
(linklibri.info)
Ma vediamo quali sono i libri che secondo loro meritano di essere bruciati sul rogo. Bhè, prima di tutto, sono i testi della casa editrice, Lo Stampatello, che ha pubblicato negli ultimi anni diversi albi illustrati anche da Altan e che raccontano i tanti diversi tipi di famiglie che esistono al mondo: famiglie monogenitoriali, omosessuali, separate, ricomposte, allargate, formate, con bambini adottivi o affidatari, ma anche tanti altri.
Ecco, infatti, l'elenco dei libri che FN vorrebbe mettere al rogo [elenco estrapolato dall'Articolo "Forza Nuova in piazza a Milano contro "i libri della propaganda gender"" di Arianna Ascione su booksblog.it (link in fondo al post)]: 

    IL MATRIMONIO DELLO ZIO, Lo Stampatello Editore
    PERCHÉ MAI DUE PAPÀ, Lo Stampatello Editore
    IL PIANETA DEI CALZINI SPAIATI, ADD Editore
    TANTE FAMIGLIE TUTTE SPECIALI, Gribaudo Editore
    50 MODI PER DIRE FAVOLOSO, Edizioni del Cardo
    COSA SUCCEDE NELLA PUBERTÀ, Giunti Junior Editore
    IL LIBRO DELL'AMORE DI GUS E WALDO, TEA Editore
    PIÙ RICCHE DI UN RE, Lo Stampatello Editore
    IL GRANDE GROSSO LIBRO DELLE FAMIGLIE, Lo Stampatello Editore
    DI CHE GENERE SEI, Edizioni La Meridiana
    ROSA CONFETTO, Motta Junior Editore
    QUAL È IL SEGRETO DI PAPÀ, Lo Stampatello Editore
    PICCOLO UOVO, Lo Stampatello Editore
    PICCOLA STORIA DI UNA FAMIGLIA, Lo Stampatello Editore
    IL PIANETA STRAVAGANTE, EDT Giralangolo Editore
    IL LIBRO DI TOMMI, Il Dito e la Luna Editore
 
Buona lettura.
MduL


Articoli utilizzati per la redazione del Post:
- Articolo "Forza Nuova, dietrofront sul rogo dei libri pro gay. "Ma l'omosessualità è contro natura"" sempre di Zita Dazzi per la repubblica.it/milano;

Flash: il Parlamento europeo ha sancito il principio per cui "i matrimoni gay sono un diritto umano"!! - Rinvio ad articolo di lezpop.it


(quintopoderbcs.com)
Un altro punto a favore del mondo Glbt per la difesa contro le Sentinelle in piedi, i 'moschettieri' ed altro catto destrorso....
(www.osservatorioantitrust.eu)
La notizia, riportata dal sito lezpop.it, nel suo articolo "Il parlamento europeo: "i matrimoni gay sono un diritto umano" ci fa tirare un altro sospiro di sollievo, stante il perdurare della offensiva del mondo che si schiera a tutela di una non meglio identificata e poco realistica "famiglia naturale". Non ultimi Domenico Dolce & Stefano Gabbana che hanno dato il meglio di se, dopo l'episodio dell'evasione fiscale questo è davvero un colpo inaspettato, rilasciando un'intervista nella quale ci rendono noto che loro sono a per la tutela della "famiglia naturale": le coppie gay non dovrebbero avere dunque, in alcun modo, men che mai con la procreazione assistita, dei figli. La coppia di stilisti ha avuto un encomio da Forza Nuova e vari encomi dal mondo da noi così tanto concettualmente ed emotivamente avversato.
(lesboblog.it)
Non mi dilungherò sulle varie e forti reazioni di esponenti di spicco del mondo dello spettacolo a tali affermazioni degli stilisti (veramente è stato uno solo dei due ad asserire tali nefandezze, mi pare Domenico, però non ci giurerei, faccio sempre confusione tra i due), su tutte quella di Elton Jhon che ha avuto due figli con suo marito giusto grazie alla procreazione assistita...
Vi rimando, invece, alla lettura dell'articolo sopra citato per poter godere di questa notizia positiva per il nostro mondo e, dunque, di riflesso, per il mondo intero (visto che 'noi' siamo per l'amore e 'loro' per l'odio). Ecco, dunque, il link diretto all'articolo di lezpop.it:

 
Buona lettura.
MduL

No Omofobia: le vittorie GLBT di questa settimana...


In risposta all'avanzata omofoba della quale, haimè, nostro malgrado siamo costrette a parlare, ecco le meravigliose conquiste del mondo Glbt di questa settimana.

1. ANCHE LA SLOVENIA HA RICONOSCIUTO I MATRIMONI GAY.

Cartina e bandiera della Slovenia (da bbc.com)
La prima notizia viene dalla Slovenia. La Slovenia, infatti, è diventata l’undicesimo paese europeo, e il ventunesimo nel mondo, ad aver approvato una legge che permette i matrimoni tra persone dello stesso sesso!!!.
L'epilogo si è avuto lo scorso 3 marzo, allorquando il parlamento sloveno ha adottato un emendamento, proposto dal partito d’opposizione Sinistra unita e sostenuto dal partito centrista e da quello socialdemocratico, con 51 voti a favore e 28 contrari. Certo, come è di tutta evidenza, i partiti di opposizione di centrodestra si sono dichiarati contrari alla misura, perché temono che possa portare alla legalizzazione dell’adozione per le coppie omosessuali e durante il voto circa duemila persone hanno manifestato fuori del parlamento e promettono di raccogliere le quarantamila firme necessarie per l’approvazione di un referendum per cancellare la norma, ma la legge è stata approvata e secondo i sondaggi effettuati il 60 per cento della popolazione slovena è a favore della legge!.

* * * * *

2. LA SICILIA HA RICONOSCIUTO E NORMATO LE "UNIONI CIVILI"

La sede dell'Ars a Palermo (da theapricity.com)

La seconda notizia arriva invece dalla Sicilia, dove l'Ars (L'Assemblea Regionale Siciliana) ha approvato, unica regione italiana a farlo dopo la Liguria, le "Unioni Civili"!!.
La norma, fortemente voluta dal Partito democratico e dal Governatore della Regione, Rosario Crocetta, omosessuale dichiarato, pur essendo stata osteggiata anche da pezzi della sua stessa maggioranza, a partire dall'Udc, è passata con 50 voti favorevoli, 5 contrari e 15 astenuti. Un successo incredibile!.

Questo comporta che, a partire da questo mese, occorre aspettare che venga effettivamente istituito un "registro regionale delle unioni civili", al quale poi potranno iscriversi tutte le coppie di fatto che lo vorranno, anche quelle dello stesso sesso!!. 
E questa, badate bene, non è solo una questione di forma. L'iscrizione al costituendo registro regionale permetterà alle coppie di accedere a tutti i benefici in ambito socio-sanitario di competenza regionale: dalle graduatorie per le case popolari, al bonus di povertà ed a qualsiasi altra norma presente e/o futura inserita in questo campo.
Ma c'è di più: le coppie potranno avere accesso paritario alle cartelle cliniche del compagno o della compagna in caso di ricoveri negli ospedali siciliani. Infatti, riporta il testo: "Chiunque  abbia  raggiunto la  maggiore  età  può designare  una  persona che abbia accesso alle  strutture di  ricovero  e  cura per ogni esigenza  assistenziale e psicologica  del  designante e a cui gli operatori  delle strutture pubbliche e private socio-assistenziali  devono riferirsi  per  tutte le comunicazioni  relative  al  suo  stato di salute - si legge nel testo della norma -  La  persona  designata acquisisce il diritto ad accedere alle strutture di ricovero  e  cura  per  ogni esigenza  di  assistenza  e  sostegno  psicologico  della persona  designante, nel rispetto delle modalità definite dai regolamenti delle strutture di ricovero e cura". E possiamo renderci conto tutte quante noi dell'importanza di tale norma!.
Certo, anche in questo caso, in aula non sono mancati momenti di tensione. Il disegno di legge sulle unioni civili oggi approvato, infatti, è stato portato avanti prima in commissione, ascoltando associazioni e rappresentanze di diverse categorie, in modo da arrivare nel miglior modo possibile all'aula. Aula dove, per fortuna, è prevalso il buonsenso. In ogni caso, hanno votato no Udc, Lista Musumeci e Ncd (quello di Angelino Alfano!), che aveva annunciato l'abbandono dell'Aula.
Ma il Governatore Crocetta è soddisfatto (e ne ha davvero motivo!): "La decisione del parlamento siciliano è importante. Il legislatore non legifera per far e in modo che la società sia regolamentata sulla base delle proprie scelte di vita, ma affinché a tutti i cittadini vengano garantite opportunità pari per tutti." (Sante parole Governatore!!)
E poi, continua Crocetta, "Questo è il tema. Il ddl riconosce il diritto di accedere ad una casa popolare anche ad una coppia di fatto con figli, come alle famiglie tradizionali, è una scelta di civiltà". Del resto, con le parole sempre del Governatore, "Anche sul piano della carità cristiana ci viene chiesto l'esercizio cristiano del perdono, e chi siamo noi per giudicare delle persone che hanno scelto di vivere nell'amore pubblicamente? Dobbiamo solo vivere nei diritti, cercando di non imporre agli altri scelte che non condividiamo".
E possiamo concludere la notizia con le altrettanto belle parole del capogruppo del Pd Baldo Guicciardi:  è "un reale avanzamento in senso politico e democratico. Una legge che finalmente da attuazione all'articolo 3 della Carta costituzionale. La Regione contribuisce a rimuovere gli ostacoli per il pieno svolgersi della personalità dell'uomo. Una bella pagina della storia della Sicilia". 

Con gioia.
MduL


Articoli utilizzati per scrivere questo Post:
- Articolo "In Slovenia il parlamento approva i matrimoni gay" di Afp per sito Internazionale.it;
- Articolo "Unioni civili, via libera dell'Ars alla legge per la Sicilia" di Antonio Franschilla per la Repubblica/Palermo

Diritti, Unioni Civili e Matrimoni omosessuali: scontro di civiltà

(da sito ntacalabria.it)

Nostro malgrado, siamo costrette a tornare sulla questione del riconoscimento delle coppie omosessuali e, dunque, sulle Unioni Civili, sul riconoscimento dei matrimoni Gay contratti all'estero, sulle invettive dei vescovi e delle varie organizzazioni catto-fasciste (senza tema di querela, visto che ad alcune di questa manifestazioni hanno aderito anche esponenti di Forza Nuova!) che hanno organizzato diversi 'eventi' a difesa della 'famiglia naturale', su tutti, il Convegno di Milano, organizzato fregiandosi del supporto delle istituzioni, sulla guerra in atto tra il Ministero degli Interni ed i Sindaci dei comuni italiani in materia di anagrafe e stato civile ecc....
La questione, infatti, è sempre la stessa: da un lato il sindaco di un comune, in questo caso Roma, capitale d'Italia, e dall'altro il Ministro degli Interni (Angelino Alfano, ncd), le varie organizzazioni catto-fasciste di cui sopra ed i vescovi (oltre alla lega, ovviamente).
Ultima, variazione sul tema, in ordine di tempo,  il fatto che Marino, sindaco di Roma, sia riuscito a far approvare (in realtà ad ampliarne la portata) nella sua città il "Registro delle Unioni civili" che dovrebbe entrare in vigore domani, 2 febbraio (data tanto attesa anche per il responso che dovrebbe dare il Tar in merito al ricorso presentato a suo tempo per il riconoscimento dei matrimoni gay contratti all'estero). Inutile dirvi quanti e quali reazioni questo ha scatenato, ve le lascio leggere negli articoli di riferimento, ma ciò che conta sottolineare è che, ora, il fronte del no alle unioni gay (di qualsiasi natura esse siano: matrimoni o convivenze riconosciute) usa un nuovo e fuorviante argomento: il riconoscimento delle unioni gay nel nostro ordinamento non è possibile. I sindaci agiscono oltre ed al di fuori dei loro poteri e delle loro prerogative di legge. 
Ebbene, questa è una bufala!! La questione è nata dall'agire del nostro Ministro degli Interni, il quale, per bieco e miope interesse politico, ha emanato una circolare che vieta categoricamente ai sindaci (e per essi, ai funzionari dell'anagrafe) di registrare i matrimoni omosessuali contratti all'estero e proebisce la loro iscrizione, sostenendo che la competenza in materia di anagrafe e stato civile è di esclusiva competenza ministeriale. Vero, ma, appunto solo ed esclusivamente per ciò che riguarda gli aspetti certificativi, non anche per ciò che concerne i diritti/doveri sottesi agli atti da registrare (in questo caso, il diritto delle coppie omosessuali al riconoscimento nello stato italiano dei diritti e doveri del matrimonio contratto all'estero). Il funzionario dell'anagrafe, dunque, sarà vincolato e costretto dalla legge ad accettare l'iscrizione di tali matrimoni, legittimamente contratti all'estero, così come avviene per le coppie eterosessuali senza nulla poter eccepire e ciò, fino a quando il parlamento non si pronunci sulla validità di tale riconoscimento nel nostro ordinamento. In altri termini, fino a quando il parlamento non si pronuncia sulla materia vale il solo ed unico vincolo del rispetto dell'ordine pubblico: il riconoscimento in italia di un matrimonio omosesssuale contratto all'estero, viola l'ordine pubblico? (Inutile ricordare che in Italia il matrimonio omosessuale non è riconosciuto nè possibile. Possono aversi solo delle unioni civili con il riconoscimento di diritti variabili da comune a comune). Comunque, dicevamo, viola l'ordine pubblico o no? No. E questa risposta non l'ho data io ma la magistratura, quindi, per ora e fino a quando non verrà legiferato in proposito, il ministero non ha il ben che minimo potere di inibire tali registrazioni!!!.
Comunque, su questo non si commenta oltre (si è già fatto più volte), ma è opportuno segnalare come questo modo di agire abbia creato ormai una enorme ed irrimediabile confusione. Il gruppo del NO, infatti, si  è scagliato contro Marino sostenendo non abbia la facoltà di istituire il Registro delle Unioni Civili e/o di estendere i diritti che nello stesso possono essere ricompresi. Per loro può agire solo e soltanto il (loro) Ministro degli Interni.
Attenzione, non cascateci, perché così non è assolutamente! Si può discutere, ed a lungo, della eventuale competenza istituzionale nella effettuazione del riconoscimento dei matrimoni gay contratti all'estero nel nostro ordinamento e se essi violino o meno l'ordine pubblico costituito (chi scrive, come avete visto, è assolutamente convinta della legittima competenza sindacale e/o parlamentare, non certo ministeriale), ma non si può tornare a mettere in dubbio competenze e prerogative ormai acquisite, come, appunto, la possibilità per i comuni di prevedere un registro delle unioni civili!!!.
La vicenda, comunque, è e rimane molto fluida ed in evoluzione, non resta, dunque, che tenervi aggiornate sui vari sviluppi. A tal fine,  ecco qui di seguito i link agli ultimi articoli scritti sul questa delicata questione. I primi li ha ripubblicati l'inestimabile sito cinemagay.it sulla pagine che ha dedicato all'argomento. L'altro è un'articolo dedicato all'avvenuta iscrizione di un matrimonio gay contratto all'estero nel Comune di Castelnuovo Magra, in Liguria, lo scorso 30 gennaio (sperando che sia di buon auspicio, ma comunque consapevoli che il Prefetto invaliderà tale iscrizione):

-  Articolo "«Unioni civili, bluff ideologico» L’atto d’accusa del Vicariato" da Corriere della Sera (Roma), riportato sul sito cinemagay.it/news;
- Articolo "Sì alle unioni civili L’affondo dei vescovi contro il Comune “Soltanto un bluff”" di Orazio La Rocca per la Repubblica, riportato sul sito cinemagay.it/news;
-  Articolo "Dove c'è famiglia c'è Marino: si al registro delle unioni civili" di Aurelio Mancuso (Il garantista) su cinemagay.it/news
Buona lettura.
MduL

Finalmente le nostre "Sentinelle SEDUTE"


da sito photozok.com
"Restate in piedi, non c'è posto per l'intolleranza". Questo il (bel) messaggio della contro manifestazione tenuta dalle cd "Sentinelle Sedute" (in contrapposizione alle cd "Sentinelle in piedi") che all'arco della Pace di Milano ha radunato gay e lesbiche di varie associazioni per contrapporsi, appunto, al movimento delle "Sentinelle in piedi" che da un po' di tempo manifestano nelle nostre piazze italiane contro la proposta di legge contro l'omofobia (legge Scalfarotto) ed a favore della cd "famiglia naturale" (con un padre ed una madre, se poi il primo ammazza la seconda non importa, sono una famiglia..) e contro la fecondazione assistita eterologa e tutte le altre "amenità" da diritti civili!!!. Ah, e per inciso, dicono infatti di non aver alcun partito politico di riferimento ma tra le loro fila e fondatori si trovano elementi adirittura di Forza Nuova.
Comunque, qui il link al video con la notizia dal sito ansa.it "E ora arrivano le sentinelle sedute" ansa.it
Ben arrivate, dunque, "sentinelle Sedute"! Tutta la nostra stima.
MduL

Milano: fatto slittare il convegno relativo a "La tutela dei diritti nelle famiglie omogenitoriali" perché erano previsti troppi interventi a favore dei diritti delle coppie gay

Aula magna del Palazzo di Giustizia di Milano (dal sito fondazionetriulza.org)

Questa settimana, haimè, occorre dare notizia e diffondere questi incresciosi episodi che coinvolgono il nostro povero, ed ormai allo stremo, paese. Nel post precedente si è parlato dell'operato del solerte Prefetto di Roma che ha dato attuazione alla circolare ministeriale Alfano cancellando d'ufficio la registrazione dei matrimoni gay all'anagrafe del comune di roma fatta dal sindaco Marino nei mesi scorsi. Nel presente post, occorre dare atto di quest'altra notizia, letta sempre sull'inestimabile sito cinemagay.it, che lascia sgomenti: il Convegno relativo a "La tutela dei diritti nelle famiglie omogenitoriali", organizzato dalla Scuola superiore della Magistratura del distratto di Milano in collaborazione con l'Associazione degli avvocati per la famiglia (Aiaf) e per i minori, è stato spostato di due mesi perché, a quanto si apprende, qualcuno aveva espresso il timore vi fossero troppi interventi a favore della famiglia omogenitoriale, quindi troppo a favore dei diritti delle famiglie omosessuali!!. 
Le parole, anche in questo caso, mancano, vi riporto dunque l'articolo "Slitta in tribunale un convegno sui genitori gay. E' polemica" di Franco Vanni per la Repubblica riportato dal sito cinemagay.it
«LA TUTELA dei diritti nelle famiglie omogenitoriali ». È il tema del convegno organizzato dalla Scuola superiore di magistratura (Ssm, distretto di Milano) e Aiaf, l’associazione degli avvocati per la famiglia e per i minori. L’incontro era previsto per il 15 dicembre nell’aula magna del palazzo di Giustizia, ma ieri i partecipanti hanno ricevuto via email la notizia del rinvio al 27 febbraio, per «arricchire il seminario con ulteriori opinioni e spunti », come scrive Giuseppe Buffone, giudice della nona sezione civile e docente della Ssm. Una scelta presa dopo che, nei giorni scorsi, diversi magistrati avevano espresso la volontà di intervenire nel dibattito.
L’annuncio del rinvio solleva polemiche fra le correnti in cui è divisa la magistratura, di cui ha dato notizia per primo il blog giustiziami. It. Per i magistrati “di sinistra” di Area Milano, che riunisce Magistratura Democratica e Movimento per la Giustizia, il rinvio «sarebbe in realtà originato dalla perplessità di alcuni colleghi », che avrebbero ritenuto il convegno «troppo “a favore” dei diritti delle famiglie omosessuali ». Questo sarebbe «francamente preoccupante», dal momento che «l’incontro voleva trattare sotto un profilo tecnico-giuridico argomenti di interesse per gli operatori del diritto». E la nota rincara: «È impensabile che possano intervenire veti o pressioni», che comprometterebbero «l’indipendenza della scuola di magistratura».
Nel pomeriggio, la risposta dei magistrati “moderati” di Unità per la Costituzione: «La formazione dei magistrati non può prescindere dal pluralismo culturale. Solo occasioni di confronto prive di ipoteche ideologiche costituiscono vera formazione, offerta ai colleghi ed alla loro elaborazione critica, e non indottrinamento». E ancora: «Il rinvio è stato disposto per favorire il pluralismo, non per comprimerlo». A questo punto, la corrente assicura che «continuerà a contrapporsi alle omologazioni culturali, di qualsiasi segno ».
Il giudice Buffone — non riconducibile a correnti — non scende in polemica e osserva: «A Milano mancano casi di famiglie omogenitoriali, il convegno servirà proprio a fare il punto». Cinzia Calabrese, presidente di Aiaf Lombardia, dice: «Se ci fossero state pressioni sarei sbalordita, abbiamo organizzato convegni in altre città senza alcun problema». Tra i relatori ci sono Giuseppe Spadaro, presidente del tribunale di Bologna che firmò una sentenza di affido di una bambina a una coppia gay, lo psichiatra Vittorio Lingiardi, autore del saggio Citizen gay, e il giudice civile Olindo Canali."
Ma per questo, come per tutti gli altri articoli che trattano l'argomento, vi rinvio alla pagina dedicata a tale news dal sito cinemagay.it, qui: "Rinviato il Convegno sui genitori gay"
Buona lettura.
MduL

Ancora sul riconoscimento dei matrimoni gay contratti all'estero e altri diritti delle coppie omosessuali

Foto presa tramite google immagini dal sito donna.fanpage.it

Avrete sicuramente sentito, in questa ultima settimana, che stanno succedendo tante/troppe cose che coinvolgono i nostri diritti e riconoscimenti di diritti in quanto coppie di persone gay e lesbiche che si amano e chiedono solo di poter vivere con un minimo di tutela giuridica riconosciuta.
Il momento è estremamente delicato: vi è il Sinodo sulla famiglia in Vaticano, vi sono i Sindaci di tante città italiane (non solo, in questo caso, il mitico Marino, a Roma, che ha provveduto giusto ieri a riconoscere di persona ben 16 matrimoni omosessuali contratti all'estero) che continuano a riconoscere il diritto di gay e lesbiche sposati all'estero di vedere trascritto nei registri dello stato civle italiano anche il loro matrimonio, con le conseguenti tutele giuridiche; vi è il Ministro dell'Interno che, abusando della propria posizione istituzionale, continua a voler vietare il riconoscimento di questi matrimoni omosessuali contratti in altro paese; vi è l'attesa per il pronunciamento del Tribunale dell'Emilia-Romagna su un'altra causa che vede coinvolte due donne sposate da tanti anni in America che hanno creato una famiglia effettiva, composta anche dai figli delle due donne legittimamente adottati e riconosciuti, e che ora chiedono semplicemente che venga riconosciuto il loro matrimonio e, soprattutto, la loro famiglia (qui da noi, infatti, i figli di una non contano nulla a livello giuridico per l'altra madre) anche in Italia, dove si sono trasferite; vi è la minoranza PD che, con l'ausilio delle forze di opposione (compresa, incredibile, Forza Italia) pressa il Governo perché, finalmente!, metta mano ad una legge che possa regolamentare le unioni/pacs/matrimoni (chiamateli come vi pare, ma chiamateli!!) e vi è il Governo stesso che, per non sfigurare almeno davanti ai vescovi che, di fatto, lo hanno già battuto in quanto a tempestività, sta portando avanti i proclami di adozione di una legge che possa istituire anche in Italia un qualche tipo di tutela alle coppie omosessuali (diritto alla successione, all'assistenza del congiunto in ospedale, alla possibilità di prendere decisioni importanti sempre in caso di malattia del coniuge, alla educazione e gestione dei figli ecc...).
Vedremo come si sviluppano le cose in questi giorni, nel frattempo non resta che dire: stiamo accorte, il momento è davvero molto delicato.
MduL

La Circolare del Ministro Alfano contro il riconoscimento dei matrimoni gay contratti all'estero


E siamo arrivate così, pochi giorni dopo le manifestazioni promosse dalle cd "sentinelle in piedi", ad un altro fulgido esempio di italianità: la Circolare emanata dal Ministero degli Interni, a nome del ministro Angelino Alfano, indirizzata a tutti i Prefetti del territorio italico affinché vengano vietate le trascrizioni dei matrimoni gay legittimamente contratti all'estero e vengano immediatamente annullate le trascrizioni che in questo ultimo periodo molti comuni avevano già ufficializzato nei prorpri registri di Stato Civile.
La questione, infatti, è un pochino tecnica, dunque occorre prima spiegarsi.
Premesso che, per la normativa italiana, allorquando dei cittadini italiani si sposano all'estero, essi possono poi far riconoscere il loro vincolo matrimoniale anche in italia (cioè possono dire governo italiano: guarda, noi ci siamo sposati all'estero ma ora viviamo in italia e vogliamo che vengano riconosciuti i nostri diritti/doveri di coniugi nei confronti di noi stessi, della nostra prole, dei parenti, del datore di lavoro e, più in generale della pubblica amministrazione). Per far ciò, occorre che chiedano la registrazione ed il recepimento del matrimonio così contratto all'estero all'Ufficio della anagrafe e stato civile del comune dove hanno spostato o vogliono spostare la propria residenza.
A fronte di tale richiesta, l'ufficiale di stato civile del comune di riferimento, dunque, se non ostano motivi di ordine pubblico e sicurezza, registra l'avvenuto ricepimento del matrimonio sul suolo italico e, da quel momento, la coppia di sposi è riconosciuta a tutti gli effetti di legge dallo Stato Italiano.
Questa la nostra normativa. Sennonchè, tempo addietro (qualche mese fa per l'esattezza), si è assistito ad un evento assolutamente imprevisto quanto dirompente: il Comune di Grosseto ha recepito ed ha provveduto a registrare all'anagrafe del proprio stato civile, il primo matrimoio gay legittimamente contratto in un paese estero (perché, per chi di voi non lo sapesse, ormai ci si può sposare, ma si, proprio sposare!, in tanti Stati esteri!! Nello specifico, a Grosseto, a seguito di un’ordinanza del Tribunale, il Comune ha dichiarato ‘sposo’ e ‘sposo’ Giuseppe Chigiotti e Stefano Bucci, trascrivendo il loro matrimonio avvenuto a New York il 6 dicembre 2012 ).
Apriti cielo, è successo di tutto, ma la correttezza e la legittimità dell'agire del funzionario comunale di Grosseto non è stato possibile metterla in dubbio in alcun modo: il matrimonio tra due uomini o tra due donne, contratto all'estero nel rispetto della normativa del paese dove è stata formalizzata l'unione, può e deve essere recepito nei registri di stato civile dello stato italiano poiché non viola in alcun modo la normativa nazionale e, soprattutto, non incide in alcun modo sulla tutela dell'ordine pubblico (unico motivo ostativo alla registrazione di un matrimonio, riconosciuto dal nostro ordinamento).
Non solo Grosseto però. Vi sono anche altri fulgidi esempi di progresso sociale, Fano, per esempio, è stata la prima città in Italia a trascrivere un matrimonio gay con un atto diretto del sindaco. E a luglio il sindaco di Napoli Luigi De Magistris ha iscritto all’anagrafe i primi due sposi dello stesso sesso, che nel 2008 si sono uniti in matrimonio in Spagna. Sul fronte dei diritti gay, inoltre, a Palermo una coppia omosessuale ha ottenuto il congedo matrimoniale da azienda comunale, mentre ad agosto il tribunale di Roma ha riconosciuto l’adozione di una bimba che vive in una coppia omosessuale (lesbiche), estendendo i diritti alla convivente della madre biologica.
Forti di questi magnifici precedenti, molti Comuni si sono quindi mossi subito in tal senso, deliberando la possibilità per i loro uffici di registrare matrimoni anche gay, al punto che, fino a pochi giorni addietro, si poteva essere finalmente orgogliose del nostro paese e si poteva scrivere alle amiche straniere che, ormai, anche da noi i matrimoni gay potevano essere, se non celebrati, almeno riconosciuti, se contratti all'estero.
Dico fino ad un paio di giorni fa perché è notizia di questa settimana l'emanazione da parte del ministro degli interni, Angelino Alfano, di una Circolare ministeriale che esorta ed obbliga tutti i Prefetti sparsi per il territorio italiano ad annullare ogni e qualsiasi riconoscimento dei matrimoni gay che dovesse essere recepito dai singoli comuni italiani.
Anche in questo caso, però, è necessario fare una premessa: il Ministero degli Interni, in quanto rappresentante primo dello Stato Italiano ha la competenza esclusiva in materia di anagrafe e stato civile. Questo significa che il Ministero, emanando appunto anche una semplice circolare, può e deve gestire la pubblica amministrazione ad esso sottoposta e/o con funzioni istituzionalmente concorrenti, emanando ordini e direttive comuni in materia, per quel che ci interessa in questo caso, di "stato civile" (nel senso che il nostro ordinamento sancisce che la competenza in tale materia è dello stato e non delle regioni o comuni).
Ora, su questo, "nulla quaestio" . E' vero, lo Stato ha la competenza esclusiva in tale materia di stato civile. Ciò che però lo Stato non ha e non potrà mai avere è invece la competenza esclusiva sulla gestione dei diritti fondamentali delle persone e dei suoi cittadini.
Nello specifico, Angelino Alfano, non avrebbe potuto in alcun modo emanare una Circolare Ministeriale (atto normativo non approvato dal Parlamento italiano nè discusso almeno in Consiglio dei Ministri) con l'intento di limitare uno o più diritti costituzionali espressamente garantiti dalla nostra Costituzione. Tale retriva ed eventuale limitazione può e deve essere sancito solo ed esclusivamente dal Parlamento Italiano, unico depositario costituzionale della gestione dei diritto fondamentali.
In altri termini. In alcun modo, mai, una circolare ministeriale può inibire il riconoscimento dei matrimoni gay contratti all'estero, ciò, in quanto, nel vuoto terrificante della nostra normativa sul punto, non esiste alcuna norma del nostro ordinamento che lo vieti, anzi.
L'Ufficiale di Stato Civile di un Comune è tenuto, per legge, a recepire un matrimonio contratto all'estero, siano i coniugi fucsia, verdi, arancioni, etero o gay!!. Ciò che deve controllare e che può spingerlo a non accettare la richiesta di riconoscimento del matrinio anche sul suolo italiano è solo la tutela dell'ordine pubblico.
Ora, come è di tutta evidenza, il recepimento di un matrimonio gay in alcun modo può ledere l'ordine pubblico e le trascrizioni sono più che legittime!.
Fatta dunque tutta questa necessaria ed indefettibile premessa, arriviamo al punto principale di questo Post: come può un politico qualsiasi (perchè Angelino Alfano in questo frangente non ha in alcun modo agito in qualità di ministro degli interni ma in qualità di politico che si è avvalso della propria investitura a ministro degli interni!), poter anche solo tentare di piegare le istituzioni italiane, tutte, ai suoi più biechi interessi di bottega politica? Come può permettersi che resti indisturbato al suo posto?
Per Angelino Alfano, infatti, i matrimoni di persone dello stesso sesso non sono conformi alle nostre leggi. Pertanto non si possono registrare in Italia e per quelli già trascritti si procederà all’annullamento. Questo, in sostanza, è il contenuto della Circolare di cui stiamo parlando e che il ministro ha annunciato di inviare ai prefetti !!!.
Ma così facendo, egli ha "semplicemente" abusato, per altro in modo scorretto, come abbiamo visto, del suo potere istituzionale per dare un segnale ai suoi possibili elettori di destra, rispondendo così all'appello portato avanti dalle cd "sentinelle in piedi" che tanto hanno fatto parlare di loro nei giorni scorsi (omofobia, discriminazione, questi i principi su cui poggiano le rivendicazioni delle "sentinelle in piedi": no alla legge sull'omofobia, no ai matrimoni gay, no alla fecondazione eterologa ma tutela della "famiglia naturale" intesa solo ed esclusivamente nel loro modo di sentire....).
Nonostante, infatti, l’esecutivo a cui Alfano appartiene ha annunciato prima dell’estate un ddl, da presentare in Parlamento in autunno, in cui le unioni civili tra persone dello stesso sesso potranno godere di tutti i diritti previsti dal matrimonio tranne uno, quello di adottare (modello che ricalca quello tedesco delle civil partnership), l’opposizione del ministro dell’Interno alle unioni gay era sempre stata netta e su quella, eventualmente, si sarebbe anche giocata la tenuta del governo. “Se propongono il matrimonio gay - aveva detto a gennaio quando Letta era ancora a Palazzo Chigi - ce ne andiamo a gambe levate denunciandolo all’opinione pubblica”. E ancor prima aveva già frenato il segretario del Pd Matteo Renzi sull’ipotesi di inserire le unioni civili nel patto di coalizione.
Per fortuna, ormai il "dado è tratto" e molti, tanti, sindaci si stanno opponendo, anche di fatto, all'assurda circolare ministeriale, tra essi, il sindaco di Bologna ed i Comuni di Udine, Milano, Roma e Napoli che stanno continuando tranquillamente a registrare tali matrimoni. E meno male, Bravi, Grazie!!
Ma non è nemmeno questo il punto, il punto è invece, si vuole ribadirlo con forza, che se ALfano avesse fatto un accorato appello o proclama in Parlamento o in un'intervista, in qualità di segretario del nuovo centro destra, non si sarebbe obiettato nulla: è un politico, vuole attirare i voti del suo possibile elettorato conservatore e di destra, massimo rispetto per questo. Quello che non puoi fare è agire come ministro degli interni della repubblica italiana per tutelare solo ed esclusivamente il tuo elettorato!!.
VERGOGNA!.
MduL

> Articolo utilizzato per questo Post:
> Le foto sono state prese dai seguenti siti:
http://www.ilgazzettino.it/MsgrNews/MED/20141007_matrimonio_gay_piccola.jpg
http://www.si24.it/wp-content/uploads/2014/09/alfano-alla-camera.jpg
http://www.dimissionietuttiacasa.it/wp-content/uploads/2014/10/SINDACO-UDINE-GAY-ALFANO.jpg

Lecce: siete gay, non potete donare il sangue!

Questa settimana rattrista dover parlare solo di evidenti violazioni dei diritti GLBT, ma tant'è...
La seconda notizia di questi giorni, anzi, per la verità proprio di quest'oggi, è che in Puglia, a Santa Caterina Novella di Galatina, in provincia di Lecce, i responsabili del reparto immuno-trasfusionale dell’ospedale hanno impedito a due giovani gay di donare il sangue.
Nello specifico, Salvatore Antonio Schimera Ceci ed il suo compagno, Beniamino Sabetta, sono due donatori di sangue abituali che, a differenza di tanti di noi, trovano il tempo e la volontà per andare ogni anno presso il presidio ospedaliero per donare il loro sangue a quanti dovessero averne bisogno.
Per tutti questi anni tutto bene, loro donavano ed il presidio ospedaliero prelevava, sennonché, proprio pochi giorni addietro, Schimera Ceci e Sabetta, si sono sentiti rifiutare la loro offerta di sangue perché dichiaratamente omosessuali!. Si, avete letto bene: hanno rifiutato di effettuare il prelievo poiché Salvatore Antonio e Beniamino sono gay! ed è stato loro detto, cito testualmente "Siete omosessuali, non potete donare". I due, quindi, ritenuti soggetti a rischio, sono stati invitati a tornare a casa.
Ma vi è di più. Nella concitazione del momento, un'infermiera ha provato anche a dissuaderci dicendo che già in passato (si ricorda che entrambi erano/sono donatori abituali_ndr) il loro sangue era stato buttato. Si, avete letto bene: il loro sangue era stato buttato!!.
E' di tutta evidenza la sconcertata reazione dei due uomini i quali, giustamente, hanno chiamato subito i carabinieri ed il loro avvocato e, forti della presenza delle istituzioni, si sono finalmente visti accogliere la loro richiesta di donazione.
Questa la triste giustificazione addotta dal responsabile del reparto immuno-trasfusionale: è stata applicata la legge che, però, non discrimina i donatori per l’orientamento sessuale ma solo per eventuali “comportamenti a rischio”. 
Lecito a questo punto sostenere e far osservare che la risposta del responsabile del reparto altro non fa che avallare il giudizio omofobo espresso dal personale sanitario intervenuto in occasione del prelievo. Vi è stata, infatti, da parte di tutti i sanitari coinvolti una presunzione di non idoneità del sangue offerto, a causa di sicuri comportamenti a rischio tenuti dai due uomini in quanto omosessuali!.
Cioè, per intenderci, donano tranquillamente il sangue i tanti, tantissimi, uomini che vanno a prostitute (con tutto il rispetto possibile per le donne che esercitano tale attività e/o professione), magari pagando il sovraprezzo per poter copulare senza preservativo e due uomini che vivono insieme non possono?...L'assurdità della questione credo non richieda ulteriori commenti.
Infine, poco importa, l'intervenuto anche del direttore generale dell’Asl di Lecce, Valdo Mellone, il quale, pur avendo, come di dovere, avviato gli accertamenti sul sangue buttato, ha dichiarato che: “Si tratta di un ingiustificato e grossolano errore – ha detto – che ha i connotati di una discriminazione espressamente vietata anche dalla nostra Costituzione, ma immagino che il medico abbia agito in buona fede”.
No, non è buona fede....è ignoranza!.
MduL

Articoli utilizzati per la redazione del Post:
- La notizia è stata trovata qui, sul sito intopic.it ;
- “Siete gay, non potete donare il sangue”: la coppia chiama i carabinieri" della redazione del sito Apocalisse Laica; a sua volta preso dal sito Articolo Tre;
- "Lecce, i medici a una coppia: “Siete gay, non potete donare sangue” della redazione del sito fanpage.it
- La foto è state presa tramite google immagini, dal seguente indirizzo: http://www.gaywave.it/img/donare-sangue-gay.jpg

Perchè non si può essere d'accordo con le "Sentinelle in piedi"



Questo Post sembra rendersi necessario per tutte quante quelle di noi che avessero voglia di capire che cosa è il movimento delle "Sentinelle in piedi" (perché la prima cosa da dire e specificare subito è che ormai stiamo parlando di un vero e proprio movimento: hanno un sito internet dedicato, una pagina facebook ed un loro video di presentazione ed organizzano eventi ormai anche di portata nazionale, come quello di oggi, domenica 5 ottobre). Ma andiamo con ordine.
"Le Sentinelle in piedi" sono un gruppo di persone che si definiscono i custodi della famiglia e della morale e che organizzano delle manifestazioni (loro le definiscono "veglie") davanti al Municipio o a dei monumenti delle singole città con una coreografia sempre identica e di sicuro impatto visivo: si ergono, infatti, fermi, ritti ed in piedi, silenziosi, con un libro in mano e leggono...niente altro.
Ma come nascono?. Si legge dall'articolo (sconvolgente!) del sito tempi.it - link in fondo al Post - che tale movimento sarebbe nato lo scorso 31 luglio 2013, in uno "scalcagnato" (parole dell'articolo) Bar di Brescia dove, si legge testualmente nel testo dell'articolo, "tra birre, succhi e zanzare, giovani mamme e giovani papà nel numero di 8 si danno appuntamento per «fare qualcosa, più che interrogare le previsioni» (Emanuele), e impegnarsi «per i figli e per la difesa del reale, in una dolce lotta, più gioiosa di ogni pace» (Lucia). L’idea è questa: prendere l’esperienza dei Veilleurs Debout, i resistenti francesi, e organizzare in fretta la prima veglia italiana. «Ci chiameremo Sentinelle in piedi» (Matteo), con in mente una famosa omelia di Giovanni Paolo II a Washington nel 1979: «Ci alzeremo in piedi ogni volta che la vita umana è minacciata. Ci alzeremo quando un bambino è visto solo come un mezzo per soddisfare un’emozione…».".
Dunque questa la matrice: 8 genitori che si ritrovano in un Bar di Brescia e decidono di dover adottare il modello di lotta francese (seppur pacifico e silenzioso, di questo va dato atto) cd "Veilleurs Debout" [letteralmente "Vigilanti in piedi", movimento a suo tempo formatosi in Francia per contrastare l'annunciata adozione della legge Taubira (Le marriage pour tous) adottata dal Governo di Hollande, la legge, cioè che ha istituito in francia la possibilità del matrimonio anche per le coppie omosessuali] per contrastare il disegno di legge Scalfarotto sull'omofobia, arenato, come è risaputo, nel parlamento italiano da diverso tempo.
Comunque, dicevamo, le "Sentinelle in piedi" italiane hanno deciso di manifestare il loro dissenso al disegno di legge sull'omofobia dichiarando che, laddove venisse applicata, tale legge ostacolerebbe e limiterebbe troppo la libertà di espressione con conseguenze anche grottesche. Del resto, continuano nelle loro dichiarazioni i vari esponenti di questo movimento, tutti sono comunque tutelati dalla legge italiana (!), non vi è bisogno di tutelare in modo specifico le categorie glbt (perché di questo, in sintesi, come anticipato, si tratta) eppoi, è un diritto costituzionalmente garantito, oltre che regola di buon senso e civile vivere comune, che ognuno possa pensarla come meglio crede, esprimendo le proprie idee senza aver tema di dover essere sanzionato. Il confronto aiuta e nobilita tutti. 
Su questo specifico aspetto della questione si è perfettamente d'accordo. Il confronto e lo scambio di idee e diversi principi è il primo e fondamentale elemento che deve fondare una sana ed equilibrata repubblica. Inoltre, si da atto che alcuni punti e principi del disegno di legge Scalafarotto lasciano interdetti anche gli stessi rappresentati delle "minoranze" che vorrebbe tutelare, ma il punto di tutta la questione non è affatto questo. 
Il punto è, semmai, che il disegno di legge Scalfarotto, in quanto tale, è solo una proposta di legge che, in quanto tale, è aperta agli interventi ed agli apporti di tutti i parlamentari che, in rappresentanza delle categorie e delle persone che li hanno eletti (!) [e sorvoliamo su questo specifico tristissimo punto della legittimità dei nostri parlamentari a rappresentare le istanze di cittadini che, grazie al sistema delle cd "liste bloccate", non li hanno neanche eletti] dovrebbero arrivare alla stesura di un testo di legge definitivo che contempli ed integri i diritti di ognuno e di tutti...
Ma il movimento delle "Sentinelle in piedi" contesta tale disegno di legge (dunque tale proposta) tout court, cioè contesta proprio che venga posto il problema della tutela delle minoranze e dei diritti glbt, non il suo contenuto. Non ne vuole proprio parlare, non vuole confrontarsi, vuole invece che venga rigettato e basta. Tutto deve restare così com'è adesso, con il modello di "famiglia naturale" fino ad oggi riconosciuto ed imposto a tutti i consociati, a tutti gli italiani.
Peccato, perché su alcune, poche, questioni che magari hanno portato alla luce potevano ampiamente trovare l'accordo anche trasversale di tanti. L'intento anti-omofobo della legge, infatti, è encomiabile ma tutta la struttura del testo, così come è adesso, lede di converso tanti, troppi, diritti costituzionalmente garantiti - su tutti il diritto di opinione e di libertà di espressione - ma ciò non toglie che, in ogni caso, una legge contro l'omofobia ed a favore dei diritti delle persone glbt è necessaria. Chi sostiene il contrario o è in mala fede o è avulso dal mondo che lo circonda.
Fatta dunque questa utile quanto doverosa premessa, ciò che non si può tollerare è il fine ultimo che si pone il movimento. Le "Sentinelle in piedi", infatti, manifesteranno (tra l'altro, proprio in queste ore,  essendosi dati appuntamento a partire dalle h. 18.00 in tutte le piazze d'italia) per la tutela della famiglia naturale come da loro intesa ed imposta. A tal fine, si dichiarano assolutamente contrari ai matrimoni gay (per non dire al loro stesso riconoscimento, visto che del movimento pare facciano parte esponenti dell'ex casa pound) ed all'inseminazione eterologa.
Si legge infatti nella home-page del loro sito: "Ritti, silenti e fermi vegliamo per la libertà d’espressione e per la tutela della famiglia naturale fondata sull’unione tra uomo e donna. La nostra è una rete apartitica e aconfessionale: con noi vegliano donne, uomini, bambini, anziani, operai, avvocati, insegnanti, impiegati, cattolici, musulmani, ortodossi, persone di qualunque orientamento sessuale, perché la libertà d’espressione non ha religione o appartenenza politica, ci riguarda tutti e ci interessa tutti."
E' di tutta evidenza l'insanabile contraddizione in termini: come può un movimento libero, aconfessionale ed aperto a tutti pretendere che si mantenga come valido e possibile il solo modello da loro concepito come giusto e corretto, cioè quello formato dalla cd "famiglia naturale fondata sull'unione tra uomo e donna"?.
Con quale presunzione si arrogano il diritto di imporre a tutti i loro concittadini, a tutti gli italiani, il loro dogma come l'unico possibile a base della nostra legislazione e, dunque, del nostro vivere civile?
Perché mai una coppia omosessuale non dovrebbe essere rappresentata, protetta e tutelata dalle istituzioni dello Stato, inquanto famiglia?
Chi individua il concetto di famiglia naturale? Il movimento cattolico o loro stessi, le "sentinelle in piedi"?
Nessuno, in nessun momento, in questo Post, si sogna o pensa di voler sostenere che la famiglia "naturale" sia quella formata in un determinato modo piuttosto che in un altro, non spetta a noi dirlo e, soprattutto, imporlo come dogma.
dal sito www.supportourribbons.com
Ciò che però possiamo rimarcare, e con forza, anzi, con tutta la forza di cui siamo capaci, è che ognuno è libero, per fortuna, di pensare, dire e sostenere i principi e le convinzioni in cui crede; è libero, altresì, di educare e crescere i figli nel modo in cui ritiene più giusto ed aderente ai propri principi e modi di essere; è libero di manifestare ed indignarsi ma, certamente, non è libero di imporre la sua visione del mondo a tutti quanti gli altri!!!.
Lo Stato serve/dovrebbe servire proprio a questo, cioè a tutelare e riconoscere i diritti di tutti, ma proprio di tutti, poi ognuno, nel suo mondo e nel suo modo di essere è/deve essere libero di poter fare le sue scelte e seguire i propri principi e dogmi con l'unico invalicabile limite del rispetto altrui.
Che ognuno di noi sia libero di creare la famiglia "naturale" così come la concepisce, nel rispetto della legge e del rispetto altrui, questo è ciò che deve fare lo Stato, niente altro. 
Di tutto il resto può occuparsene il singolo e la Chiesa. Ognuno e libero di trovarsi con quanti la pensano ed operano come lui, ma deve rispettare anche "gli altri", quelli che la pensano, educano ed operano diversamente. Non è compito dello Stato decidere chi ha ragione, quale è e come è la famiglia cd naturale, il suo compito e permettere a chiunque di cercarla e crearla. E' la Chiesa, semmai, che si occupa di questi aspetti dell'esistenza del singolo ma, badate bene, del singolo, non di tutta la comunità italiana!!. E' il singolo che si rivolge alla chiesa e cerca in essa e con essa conforto non la chiesa che deve imporre al singolo come vivere e sulla base di quali principi.
Ecco. Rispetto, insomma e niente altro.
MduL


Articoli utilizzati per questo Post:
- "Sentinelle sempre in piedi e pronti al salto, di qualità" di Claudia Arletti per la rubrica Bioritmi del settimanale il Venerdì di Repubblica di questa settimana;