Ultimo aggiornamento il 17 maggio 2026...

Legge Cirinnà: sono passati 10 anni dalla legge che ha riconosciuto le unioni civili anche alle coppie omosessuali. A che punto siamo.

 UNIONI CIVILI E CONVIVENZE DI FATTO

LEGGE 20 MAGGIO 2016, N. 76 

MduL, 20 maggio 2026

Prima una premessa alla quale teniamo molto: la legge 20 maggio 2016, n. 76 viene chiamata anche Legge Cirinnà poiché frutto dell'indefessa battaglia condotta dalla relatrice di detta legge, la senatrice Monica Cirinnà, eletta nelle fila del partito democratico e rimasta in Senato dal 2013 al 2022. Senza il suo impegno e la sua grande dedizione, la legge non ci sarebbe stata. Ed è giusto ricordarlo in questo anniversario.

Sono passati ormai 10 anni dalla entrata in vigore della Legge 20/05/2016, n. 76 che ha dettato la "Regolamentazione delle unioni civili tra persone dello stesso sesso e disciplina delle convivenze.", quindi appare doveroso un pensiero a questa importantissima legge che le più giovani di noi danno come acquisita, ma che, invece, è stata frutto di una grande e lunga battaglia parlamentare che, oggi più che mai, deve essere ricordata. 

Ricordata perché, come sintetizzato perfettamente nell'articolo di repubblica di Maria Novella De Luca (link in calce al post) dalla prima coppia omosessuale che ne ha usufruito, Elena Vanni e Deborah Piccinini, spose in Bologna, “Il nostro rapporto è saldo e felice ma l’Italia, invece, è tornata indietro. L’omofobia è una pianta dura da sradicare, i diritti vacillano". 

Se, infatti, la legge n. 76/2016 ha permesso a tante coppie omosessuali di poter regolamentare i propri rapporti giuridici, permettendo finalmente di avere riconosciuti gli stessi diritti delle coppie sposate, tante, troppe cose sono ancora da conquistare e/o cambiare.

Su tutte, e prima di tutto, l'ampliamento dell'assimilazione al matrimonio attraverso il riconoscimento giuridico della genitorialità che dieci anni fa è stata sacrificata per poter far approvare la legge alla parte più retriva del paese che non voleva in alcun modo il riconoscimento di tali diritti per le coppie omosessuali.

Ancora oggi, infatti, i figli delle coppie omosessuali, pur se 'sposate' con legge n. 76/2016, non sono riconosciuti, facendo sì che persista una aberrante discriminazione tra detti bambini ed i figli delle coppie sposate con il matrimonio.

Oltre a ciò, bisogna conquistare e cambiare la mentalità di tanta parte degli Italiani, i quali, più che mai in questo periodo di impoverimento culturale e sociale a livello planetario, continuano a pensare che i diritti siano prerogativa esclusiva delle persone bianche/etero/cattoliche, con esclusione, dunque, dei 3/4 del mondo intero.

Ancora oggi, infatti, dopo 10 anni dalla Legge Cirinnà, ci sono ragazzini italiani che picchiano, fino ad ucciderlo, un ragazzo solo perché di colore; italiani che, ancora oggi, hanno da ridire se prendi la mano alla tua compagna ed italiani che crescono dei figli che prendono in giro e fanno sentire sbagliati i figli delle coppie omosessuali...e potremmo, haimè continuare ancora, ma fermiamoci qui, perché è di questi giorni l'articolo di Veronica Mazza su D di repubblica dal titolo inequivocabile "Simona viene presa in giro perché ha due mamme. Siamo una bella famiglia ma ora si vergogna di noi" (link in calce al post), laddove si racconta la storia di questa ragazzina che, per colpa di alcuni compagni - e non solo - si trova a disagio ed arriva a sentirsi 'sbagliata' solo perché figlia di due mamme e non di una coppia etero!. E questo, come detto, nel 2026, dopo ben 10 anni dalla legge Cirinnà!

Insomma, anche se ancora c'è tanto da fare, almeno oggi, tanti Auguri a tutte noi per il 10° anniversario dell'entrata in vigore della legge 20/05/2016, n. 76 che permette di regolamentare le unioni civili anche tra pesone dello stesso sesso.

MduL



Bibliografia:

- Articolo “La nostra unione civile cambiò l’Italia 10 anni fa: oggi i diritti vacillano” di Maria Novella De Luca per Repubblica

- Articolo "Simona viene presa in giro perché ha due mamme. Siamo una bella famiglia ma ora si vergogna di noi" di Veronica Mazza per D di Repubblica

FESTIVAL LGBTQ+: si terrà a Roma, dall'8 al 10 maggio, il 21st International Film Festival of Lesbians & Other Rebellious Women "IMMAGINARIA"

 

La locandina del 21 Festival Immaginaria

 MduL, 26 aprile 2026

Ci viene segnalato e volentieri condividiamo la notizia che dal 08 al 10 maggio, si terrà "IMMAGINARIA", 21st International Film Festival of Lesbians & Other Rebellious Women, organizzato dall'Associazione Culturale Visibilia APS.

Il Festival, che si terrà al Cinema Nuovo Sacher, prevede/auspica tre giorni di cinema delle donne tra visioni, politica e desiderio, dedicato al cinema lesbico e femminista, con lungometraggi, documentari e cortometraggi, anche in anteprima italiana. Tre giorni di proiezioni, incontri e dialoghi con registe e attrici per dare spazio a narrazioni ancora marginalizzate nei circuiti mainstream e riflettere sul ruolo del cinema indipendente contemporaneo. Dedica a Edda Billi, apertura con When Night is Falling di Patricia Rozema. 

Ma chi era Edda Billi e perché la  XXI edizione di Immaginaria è dedicata a questa donna?

Edda Billi (1933–2026), era una figura storica del movimento femminista e lesbico italiano, recentemente scomparsa. Attivista, teorica e poetessa, lesbica dichiarata, ha attraversato più di cinquant'anni di lotte influenzando generazioni di donne. Tra i suoi contributi fondamentali, la fondazione del Centro di Studi e Iniziative Alma Sabatini, la partecipazione all'occupazione di Via del Governo Vecchio e alla fondazione della Casa Internazionale delle Donne di Roma.

Testimonial di Immaginaria è Federica Rosellini.

Federica Rosellini è regista, drammaturga, performer e musicista elettronica, tra le voci più originali e visionarie del teatro italiano contemporaneo. Due premi UBU, Premio Hystrio Mariangela Melato, Artista Associata del Piccolo Teatro di Milano, direttrice del Festival delle Colline Torinesi e fondatrice della compagnia Ariel dei Merli. Ha portato in scena lavori potenti e radicali tratti da Mary Shelley, Paul B. Preciado, Virginie Despentes, Hildegard von Bingen. Autrice del libro Carne blu e docente di Regia Teatrale presso il DAMS dell'Università di Torino. E’ l’incarnazione perfetta dello spirito ribelle e creativo di Immaginaria.

Questa l'offerta del festival:

Il festival prende il via con la serata inaugurale venerdì 8 maggio alle ore 20:00, seguita dalla proiezione evento di When Night is Falling (1995), capolavoro della regista canadese Patricia Rozema, presentato per la prima volta in Italia nella versione recentemente restaurata in 4K. Considerato un pilastro del cinema indipendente, When Night is Falling ha lasciato un segno indelebile nella rappresentazione delle relazioni fra donne, conquistando il pubblico di tutto il mondo per la sua capacità di raccontare il desiderio femminile con autenticità e forza poetica. A distanza di trent'anni dalla sua uscita, When Night is Falling mantiene intatta la sua carica rivoluzionaria. (MduL concorda pienamente!! E siamo felici che sia stato restaurato in 4k, perché, in effetti, la qualità non rendeva giustizia al film)

Tra gli appuntamenti di punta, la prima italiana del documentario A Culinary Uprising: The Story of Bloodroot di Annie Laurie Medonis, che sarà presente al festival insieme alla produttrice associata Julie Zimmermann e all’assistente di produzione Victoria Torres Bolaños per un incontro con il pubblico dopo la proiezione. Il film preserva la memoria del Bloodroot di Bridgeport, Connecticut: ristorante vegano, libreria e spazio di resistenza femminista e lesbica, rimasto aperto per quasi cinquant’anni e chiuso dopo la scomparsa di una delle sue fondatrici, Selma Miriam.

Immaginaria dedica uno spazio speciale al cortometraggio italiano, con una selezione di opere e il panel di discussione dal titolo Senza chiedere il permesso: i female gazes nel cortometraggio italiano contemporaneo. Ne discuteranno – moderate da Domizia De Rosa di WIFTM Italia – le registe Giulia Cosentino, Perla Sardella, Bianca Arnold, Moss Berke, Anna Coccoli e l’attrice Dharma Mangia Woods. L’incontro intende offrire visibilità a un formato spesso sottovalutato che si conferma invece spazio privilegiato di libertà e possibilità espressiva. Il festival presenta opere -lungometraggi, documentari e corti– provenienti da tutto il mondo che affrontano temi quali la maternità e l'omogenitorialità, l'identità e la scoperta di sé, la rappresentazione e la visibilità, il corpo e la sessualità, l'età e l'invecchiamento, la discriminazione e le barriere istituzionali, gli spazi comunitari di resistenza.

Quattro i lungometraggi in programma. Oltre a When Night is Falling di Patricia Rozema, in cartellone:

Hot Milk, diretto da Rebecca Lenkiewicz, produzione anglo-greca che segue Sofia (Emma Mackey), giovane donna che ha dedicato la vita alla madre malata (Fiona Shaw) e che ad Almería scopre l’amore e la libertà grazie all’incontro con Ingrid (Vicky Krieps). 

Il francese Des preuves d'amour presentato al Festival di Cannes 2025, segna il debutto di Alice Douard nel lungometraggio, con due interpreti d'eccezione, Ella Rumpf e Monia Chokri: Céline e Nadia aspettano una figlia, ma per Céline, madre non biologica, il riconoscimento legale è una battaglia contro stigma e ambiguità giuridiche. 

Chiude la selezione The Queen of My Dreams, commedia drammatica pakistano-canadese, scritta e diretta da Fawzia Mirza: Azra, giovane lesbica musulmana trasferitasi in Canada per studiare, alla morte del padre è costretta a tornare nella casa d'infanzia in Pakistan e a confrontarsi con la madre severa.


Tre dei quattro documentari in programma esplorano il tema della memoria da prospettive diverse. Oltre a A Culinary Uprising: the Story of Bloodroot di Annie Laurie Medonis, che ricostruisce la storia del ristorante Bloodroot, Sally, della statunitense Deborah Craig, porta sullo schermo una figura chiave del femminismo lesbico negli Stati Uniti, oggi quasi dimenticata: attivista, scrittrice e docente, Sally Gerheart ha combattuto le battaglie degli anni Settanta con carisma e radicalità. Il quarto documentario, il canadese Bulletproof - A Lesbian's Guide to Surviving the Plot, di Regan Latimer, è un viaggio ironico e personale che analizza il potere delle serie TV nel modellare l’immaginario e l’identità LGBTQ+.

Quindici i cortometraggi presentati, di cui quattro in anteprima italiana e tre di animazione provenienti da Belgio, Canada, Francia, Giappone, Inghilterra, Italia, Stati Uniti e Australia.

Il claim che accompagna la XXI edizione è "The Power of Love", una visione dell'amore come forza rivoluzionaria e potenza trasformatrice capace di sovvertire le strutture del potere patriarcale. L'amore tra donne, l'amore per la libertà, l'amore come pratica di autodeterminazione e solidarietà sono gli strumenti con cui costruire mondi nuovi. In un'epoca segnata da violenza, guerra e oppressione, rivendicare il potere dell'amore è una dichiarazione di forza: l'amore è un atto politico radicale.

Questi i contenuti del festival. Non resta ora che darvi le indicazioni pratiche per poter partecipare. Eccole.

Programma completo al link: www.immaginariaff.it

Modalità di ingresso: per accedere al festival si richiede la Tessera 2026 dell’Associazione Culturale Visibilia APS, che dà diritto ad assistere alle proiezioni e agli eventi in programma al Cinema Nuovo Sacher di Roma. Su www.immaginariaff.it la nuova piattaforma di Tesseramento 2026

Per maggiori informazioni:

www.immaginariaff.it
www.youtube.com/channel/UCJ-rgasj7C9LGoQ0r3bs1AA
www.facebook.com/ImmaginariaByVisibilia/
www.instagram.com/immaginaria_film_festival/ 

Ecco fatto, ora sapete tutto.

MduL 

Solo per dirvi, oggi, più che mai, se ancora non l'avete fatto, leggete e/o guardate 'Il Racconto dell'Ancella'

 

Nella foto, la locandina della serie in onda su Prime Video

MduL, 26 gennaio 2026 

E' da tanto tempo che, visto la piega che ha preso il mondo per ora, non scriviamo più, ma oggi, con un moto di orgoglio, abbiamo deciso di dire comunque la nostra....certo, non serve a niente, ma almeno oggi, ecco quello che pensiamo e che vogliamo condividere:

"Oggi, più che mai, vi consigliamo di leggere il romanzo  "Il racconto dell'ancella" (The Handmaid's Tale), il celeberrimo romanzo di Margaret Atwood del 1985 e/o, se non avete voglia di leggere (sigh! leggere è così bello) vi consigliamo di guardare la serie (stagioni da 1 a 5 su Amazon Prime - stagione 6 sulla piattaforma MGM), ma non perché ci sono anche personaggi centrali lesbici, ma perché sembra proprio di poter tristemente e paurosamente trovare, e riscontrare, tante similitudini con il nostro attuale mondo, soprattutto in America...ICE docet...

Oltretutto, il libro davvero merita e la serie l'abbiamo trovata bella ed appassionante, anche dopo aver letto il libro, perché riesce a non tradire le aspettative..."

Ecco fatto, noi ve lo abbiamo detto.

MduL 

Diritti Lgbtq+: con la sentenza n. 68/2025 la Corte Costituzionale riconosce il diritto del bambino ad essere riconosciuto da entrambe le mamme

Foto da https://silerenonpossum.com

MduL, 25 maggio 2025

E quando pensi che il mondo non abbia più nulla di bello da darti in questo terribile periodo storico, arriva la sentenza della nostra Corte Costituzionale n. 68 del 22 maggio 2025, che ti fa sperare in un mondo migliore e più bello, al punto da spingerci a scriverne.

Ma, bando alle ciance e passiamo subito ai fatti, scusandoci in anticipo per eventuali e più che probabili errori e/o inesattezze dovute all'impossibilità di una rilettura.

Premessa

La Corte Costituzionale è un organo costituzionale 'terzo', chiamato a giudicare la congruità e correttezza delle nostre leggi e la correttezza dei rapporti tra i poteri dello stato (es. Parlamento-Ministeri-Regioni ecc..). Qui, ci interessa la sua funzione di 'giudice delle leggi'. 

Nel suo ruolo di 'giudice delle leggi' può essere attivata quando in una causa pendente in un Tribunale, il Giudice, autonomamente o su istanza, decide si debba rimettere alla Corte una questione giuridica che non è chiara o una valutazione della congruità delle norme vigenti in riferimento ai principi costituzionali, l'interpretazione delle quali incide sulla decisione del giudizio.

foto da www.serchioindiretta.it

Ecco, questo è quello che è successo in questo caso. Davanti al Giudice del Tribunale di Lucca, infatti, è stata sollevata la questione di costituzionalità "con riguardo all’atto di nascita del minore G. G.P., formato dall’ufficiale dello stato civile del Comune di C. e iscritto nei registri dello stesso Comune. L’atto è stato impugnato dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Lucca in quanto riportava la dichiarazione di riconoscimento resa da due donne nelle rispettive qualità di madre biologica (G. G.) e madre intenzionale (I. P.) in contrasto con quanto previsto dalla circolare del Ministero dell’interno – Dipartimento per gli Affari interni e territoriali 19 gennaio 2023, n. 3". 

In pratica, il Comune di Lucca aveva riconosciuto e registrato il bambino con tutte e due le mamme, sia quella biologica che quella intenzionale, sennonché, il Governo, in attuazione della Circolare del Ministro degli Interni n. 3/2023, ha ritenuto dover imporre a livello nazionale e, dunque, anche al Comune di Lucca, l'impossibilità di registrazione e la cancellazione dei certificati anagrafici già rilasciati, per sostituirli con uno dove veniva riconosciuta una sola madre, quella biologica, lasciando la madre intenzionale come un'estranea nei confronti del piccolo.

https://pma.centropalmer.it/procreazione-medicalmente-assistita/
Nello specifico, usando le parole della Corte a proposito delle incongruenze del nostro ordinamento in merito, ecco com'è la vicendda: "la coppia, facendo ricorso alla PMA all’estero, nel rispetto della lex loci, ha avuto una prima figlia, il cui atto di nascita riporta anche la madre intenzionale e non è stato (sino ad ora) oggetto di istanza di rettificazione. A distanza di un anno e mezzo, sempre facendo ricorso alla PMA all’estero, ha avuto un secondo figlio, il cui atto di nascita, ugualmente riportante anche l’indicazione della madre intenzionale, è stato, invece, oggetto di istanza di rettificazione dal pubblico ministero, che, in caso di accoglimento, porterà alla cancellazione dell’indicazione della madre intenzionale. Peraltro, nel giudizio di fronte al Tribunale di Lucca, la richiesta al pubblico ministero di estendere l’istanza di rettificazione anche all’atto di nascita della prima figlia è stata negata, con la conseguenza quindi che, in caso di accoglimento dell’istanza di rettificazione avanzata dal pubblico ministero nel giudizio a quo, si avrebbero due figli, frutto del condiviso percorso genitoriale di coppia, privi di legame tra loro e con un diverso status: la primogenita risulterebbe figlia di entrambe le madri, mentre il secondogenito solo della madre biologica".

A tale stato di cose, per fortuna di tutte noi, si opponevano le due mamme (ma anche il Sindaco del Comune di Lucca) che aprivano il giudizio presso il Tribunale di Lucca che qui ci occupa, nel contesto del quale è stata posta, tecnicamente, la seguente questione di costituzionalità.

La questione di costituzionalità.

Il Tribunale ordinario di Lucca, sezione civile, in composizione collegiale, ha sollevato questioni di legittimità costituzionale degli artt. 8 e 9 della legge 19 febbraio 2004, n. 40 (Norme in materia di procreazione medicalmente assistita) e dell’art. 250 del codice civile, in riferimento agli artt. 2, 3, 30, 31 e 117, primo comma, della Costituzione, quest’ultimo in relazione: agli artt. 8 e 14 della Convenzione europea dei diritti dell’uomo, come interpretati dalla Corte europea dei diritti dell’uomo; all’art. 24 della Carta dei diritti fondamentali dell’Unione europea (CDFUE); agli artt. 2, 3, 4, 5, 7, 8, 9 e 18 della Convenzione ONU sui diritti del fanciullo approvata dall’Assemblea generale delle Nazioni Unite il 20 novembre 1989, ratificata e resa esecutiva con legge 27 maggio 1991, n. 176 e agli artt. 1 e 6 della Convenzione europea sull’esercizio dei diritti dei fanciulli, firmata a Strasburgo il 25 gennaio1996, ratificata e resa esecutiva con legge 20 marzo 2003, n. 77. 

Il complesso delle disposizioni è censurato nella misura in cui impediscono, al nato nell’ambito di un progetto di procreazione medicalmente assistita (PMA) eterologa praticata da una coppia di donne, l’attribuzione dello status di figlio riconosciuto anche dalla cosiddetta madre intenzionale che, insieme alla madre biologica (per tale dovendosi intendere la donna che ha partorito), abbia prestato il consenso alla pratica fecondativa e, comunque, laddove impongono la cancellazione dall’atto di nascita del riconoscimento compiuto dalla madre intenzionale. 

 

Cosa dice la Corte Costituzionale

Rinviando alla lettura completa delle motivazioni della Sentenza n. 68/2025, della quale inseriremo il link in fondo a questo post, vi segnaliamo alcuni passaggi.

 

a) sulla "Responsabilità Genitoriale":

"Dal comune impegno volontariamente assunto discendono i doveri inerenti alla responsabilità genitoriale".

Come già rimarcato da questa Corte, la legge non dà una definizione della responsabilità genitoriale, ma nell’art. 147 cod. civ. prevede i doveri dei coniugi verso i figli, individuandoli negli obblighi di mantenere, istruire, educare e assistere moralmente i figli, nel rispetto delle loro capacità, inclinazioni naturali e aspirazioni. La norma ripete la formula dell’art. 30, primo comma, Cost. e «dal combinato disposto delle due disposizioni si evince il nucleo di detta responsabilità, che si collega all’obbligo dei genitori di assicurare ai figli un completo percorso educativo, garantendo loro il benessere, la salute e la crescita anche spirituali, secondo le possibilità socioeconomiche dei genitori stessi» (sentenza n. 31 del 2012).

A tali doveri corrisponde un insieme di diritti in capo al figlio, articolati dal legislatore, per l’appunto, nel «diritto di essere mantenuto, educato, istruito e assistito moralmente dai genitori, nel rispetto delle sue capacità, delle sue inclinazioni naturali e delle sue aspirazioni»; nel «diritto di crescere in famiglia e di mantenere rapporti significativi con i parenti» (art. 315-bis cod. civ.) e nel «diritto di mantenere un rapporto equilibrato e continuativo con ciascuno dei genitori, di ricevere cura, educazione, istruzione e assistenza morale da entrambi e di conservare rapporti significativi con gli ascendenti e con i parenti di ciascun ramo genitoriale» (art. 337-ter cod. civ.).

 

b) sull'"interesse del minore":

Emerge, in tale contesto, il secondo concetto guida rilevante, costituito dall’interesse del minore o, per come si esprimono le fonti internazionali, dal “miglior interesse del minore”

Il primario interesse del minore, titolare dei diritti corrispondenti al fascio di doveri sopra ricordati, è stato costantemente affermato da questa Corte, quale «principio che è riconducibile agli artt. 2, 30 (sentenze n. 102 del 2020 e n. 11 del 1981) e 31 Cost. (sentenze n. 102 del 2020, n. 272, n. 76 e n. 17 del 2017, n. 205 del 2015, n. 239 del 2014) e che viene proclamato anche da molteplici fonti internazionali, indirettamente o direttamente vincolanti il nostro ordinamento» (sentenza n. 79 del 2022).

Qualora vi sia una coppia di persone che ha intrapreso il percorso genitoriale, non è sufficiente il solo riconoscimento del rapporto con la madre biologica, sussistendo il «diritto del minore di mantenere un rapporto con entrambi i genitori» (sentenza n. 102 del 2020), diritto riconosciuto a livello di legislazione ordinaria (art. 315-bis, primo e secondo comma, e 337-ter, primo comma, cod. civ.) e affermato altresì da una pluralità di strumenti internazionali e dell’Unione europea (art. 8, comma 1, della Convenzione ONU sui diritti del fanciullo nonché art. 24, paragrafo 3, CDFUE). In altri termini – come osservato nella sentenza n. 33 del 2021 – ciò che è qui in discussione è unicamente l’interesse del minore a che sia affermata in capo a costoro la titolarità giuridica di quel fascio di doveri funzionali ai suoi interessi che l’ordinamento considera inscindibilmente legati all’esercizio di responsabilità genitoriali. Doveri ai quali non è pensabile che costoro possano ad libitum sottrarsi.

Questa Corte ha, dunque, più volte ribadito la progressiva emersione della centralità dell’interesse del minore nel sistema normativo, alla luce dei princìpi costituzionali e della stessa evoluzione della legislazione ordinaria (da ultimo, sentenza n. 55 del 2025, nella materia penale).  

 

c) sull'"unicità dello stato di figlio":

In parallelo alla considerazione della centralità dell’interesse del minore, si è venuta delineando, strettamente correlata allo stesso, l’affermazione dell’unicità dello stato di figlio, quale principio ispiratore della riforma della filiazione, introdotta nel biennio 2012-2013, compendiato dal nuovo art. 315 cod. civ. per cui «[t]utti i figli hanno lo stesso stato giuridico». In forza di tale principio tutte le forme di filiazione riconosciute dal nostro ordinamento (all’interno del matrimonio, fuori del matrimonio, adottiva nelle sue varie forme) godono della medesima considerazione, con riferimento sia alle situazioni giuridiche soggettive imputate al figlio (art. 315-bis cod. civ.), sia alla sua posizione nella rete formale dei rapporti familiari (art. 74 cod. civ.).

 

d) sulle "coppie omogenitoriali":

Nel quadro di princìpi testé delineato, il carattere omosessuale della coppia che ha avviato il percorso genitoriale in questione non può costituire impedimento allo stato di figlio riconosciuto per il nato.

L’orientamento sessuale, infatti, «non evoca scenari di contrasto con princìpi e valori costituzionali» (sentenza n. 32 del 2021), né «incide di per sé sull’idoneità all’assunzione di responsabilità genitoriale» (sentenza n. 33 del 2021).

Un’inidoneità genitoriale, in sé, della coppia omossessuale è stata costantemente esclusa da questa Corte che, in linea anche con la giurisprudenza di legittimità in materia di accesso alla PMA (Corte di cassazione, sezione prima civile, sentenza 22 giugno 2016, n. 12962), ha già avuto occasione di affermare che «non esistono neppure certezze scientifiche o dati di esperienza in ordine al fatto che l’inserimento del figlio in una famiglia formata da una coppia omosessuale abbia ripercussioni negative sul piano educativo e dello sviluppo della personalità del minore» (sentenze n. 32 del 2021 e n. 221 del 2019; nello stesso senso, sentenze n. 79 del 2022 e n. 230 del 2020).

La centralità dell’interesse del minore, raccordata con la responsabilità dei genitori che hanno legittimamente avviato di comune accordo il percorso di PMA, richiede di individuare in concreto quale sia il livello di protezione di tale interesse e quali siano le condizioni perché al nato possa essere riconosciuto lo stato di figlio anche della madre intenzionale.

L’interesse del minore consiste nel vedersi riconoscere lo stato di figlio di entrambe le figure – la madre biologica e la madre intenzionale – che abbiano assunto e condiviso l’impegno genitoriale attraverso il ricorso a tecniche di procreazione assistita. Il riconoscimento, per sua natura, opera da subito e indipendentemente dalle vicende della coppia e da eventuali mutamenti, al momento della nascita, della stessa volontà delle due donne che hanno fatto ricorso alla PMA e in particolare della madre intenzionale. 

La necessità di una «diversa tutela del miglior interesse del minore, in direzione di più penetranti ed estesi contenuti giuridici del suo rapporto con la “madre intenzionale”, che ne attenui il divario tra realtà fattuale e realtà legale», era stata poi evidenziata con la sentenza n. 230 del 2020 e di recente – come si è detto – ribadita dalla sentenza n. 32 del 2021, che, nel segnalare la ricordata «preoccupante lacuna dell’ordinamento nel garantire tutela ai minori e ai loro migliori interessi», lamenta che questi, «destinati a restare incardinati nel rapporto con un solo genitore, proprio perché non riconoscibili dall’altra persona che ha costruito il progetto procreativo, vedono gravemente compromessa la tutela dei loro preminenti interessi».  


e) sulle "carenze della Step Child Adoption"

Scrive la Corte sul punto: "A tal fine è stato anche posto in rilievo come l’attuale disciplina dell’adozione in casi particolari di cui all’art. 44, comma 1, lettera d), della legge n. 184 del 1983, in favore del partner dello stesso sesso del genitore biologico, appaia insufficiente per sanare il vulnus all’identità personale e all’interesse del minore a vedersi riconosciuto lo stato di figlio ai sensi dell’art. 8 della legge n. 40 del 2004 (sentenza n. 32 del 2021)". 

Ma, ciò che più rileva sul piano delle tutele, il lasso di tempo intercorrente tra la nascita e il perfezionamento dell’(eventuale) adozione lascia il minore in uno stato di incertezza e imprevedibilità in ordine al suo stato, e, quindi, alla sua identità personale, esponendolo alle vicende della coppia e comunque alla mera volontà di uno dei due soggetti, e in particolare della madre intenzionale.

Infatti, l’avvio del procedimento è rimesso all’esclusiva iniziativa dell’adottante e la volontà di adottare deve permanere fino alla sua conclusione, con la conseguenza che si lascia completamente alla volontà proprio di chi ha condiviso il ricorso alla PMA di decidere se assumersi o meno gli obblighi genitoriali conseguenti alla sua scelta.

Di contro, non è prevista alcuna legittimazione in capo al minore (o a chi ne ha la rappresentanza legale) né, tantomeno, in capo alla madre biologica e, più in generale, nessuno strumento di tutela è accordato agli stessi per l’eventualità in cui la madre intenzionale decida di non procedere all’adozione, sicché proprio a lei viene a essere consentito di sottrarsi ai doveri assunti al momento della decisione di intraprendere con la partner il percorso genitoriale.

Ancora, in caso di morte della madre intenzionale o di intervenuta crisi della coppia nessun diritto potrà configurarsi in capo al minore nei confronti della madre intenzionale. 

 

f) Sull'"incertezza ed imprevedibilità nel riconoscimento del figlio": 

"Non possono poi essere sottaciute le ulteriori ragioni per cui l’acquisizione dello stato giuridico del nato è attualmente caratterizzato da assoluta incertezza e imprevedibilità.

Sul territorio nazionale, ad oggi, si assiste a una significativa eterogeneità di comportamenti tenuti dagli ufficiali di stato civile in ordine alla decisione di iscrivere o meno il nome della madre intenzionale del nato da PMA, oltre che dai pubblici ministeri in ordine alla decisione, in caso di iscrizione, di chiedere la rettificazione dell’atto. 

 

LA CONCLUSIONE DELLA CORTE:

"In conclusione, questa Corte ritiene che il mancato riconoscimento – riconoscimento effettuato secondo le modalità previste dall’ordinamento (artt. 250 e 254 cod. civ. e d.P.R. n. 396 del 2000) − al nato in Italia dello stato di figlio di entrambe le donne che, sulla base di un comune impegno genitoriale, abbiano fatto ricorso a tecniche di PMA praticate legittimamente all’estero costituisca violazione: dell’art. 2 Cost., per la lesione dell’identità personale del nato e del suo diritto a vedersi riconosciuto sin dalla nascita uno stato giuridico certo e stabile; dell’art. 3 Cost., per la irragionevolezza dell’attuale disciplina che non trova giustificazione in assenza di un controinteresse; dell’art. 30 Cost., perché lede i diritti del minore a vedersi riconosciuti, sin dalla nascita e nei confronti di entrambi i genitori, i diritti connessi alla responsabilità genitoriale e ai conseguenti obblighi nei confronti dei figli. La lesione ricondotta dal rimettente al «complesso delle disposizioni censurate» va ascritta in particolare all’art. 8 della legge n. 40 del 2004".  

Dai che questa volta ci siamo!!

MduL


Sentenza della Corte Costituzionale n. 68 del 22 maggio 2025

 


Diritti Lgbtqi+: ci è stata segnalata la lodevole iniziativa dell'Arcigay "UGUAGLIANZA PER TUTT*!", tesa a contrastare l'enorme passo indietro fatto dall'Italia in Europa, in merito ai diritti Lgtbqi+

La foto della campagna Arcigay (https://actionnetwork.org/forms/insieme-contro-lomotransfobia)
 
 
"UGUAGLIANZA PER TUTT*!"
 
Questo il titolo dato alla campagna/iniziativa promossa dall'Arcigay, che volentieri e sentitamente condividiamo.
 
Per quante di voi volessero far sentire la propria voce, vi rinviamo, dunque, a visitare il sito actionnetwork.org (link infra), dove troverete tutti gli elementi utili per fronteggiare, per quanto nelle nostre possibilità, l'incredibile ed incomprensibile passo indietro fatto dal Governo italiano in occasione della giornata internazionale contro omolesbobitransfobia, laddove, come avete avuto modo di leggere nel nostro precedente post, si è rifiutato di sottoscrivere la dichiarazione Ue per la promozione dei diritti delle persone LGBTQI+.
 
Firmate, dunque, il modulo predisposto dall'Arcigay, al fine di supportare l'iniziativa e, per favore, andate a votare il prossimo 8 e 9 giugno, anche un solo voto può fare la differenza.
 
Fatte queste necessarie premesse, vi rinviamo al sito actionnetwork.org, alla pagina dedicata all'iniziativa in oggetto "UGUAGLIANZA PER TUTT*!"
 
MduL




Approfondimenti:

Il NO dell'Italia alla sottoscrizione della dichiarazione UE per la promozione delle politiche europee a favore delle comunità Lgbtq+. Queste le motivazioni addotte dal Governo, nella persona della Ministra per la Famiglia, la natalità e le pari opportunità, Eugenia Roccella.

Foto tratta da Articolo Ansa del 17.05.2024 

_MduL, 19 maggio 2024_

E ci sembrava strano. Dopo il moto di, relativo, giubilo dovuto all'adesione dell’Italia, lo scorso 7 maggio, alla dichiarazione contro l’Omofobia, Transfobia, Bifobia del Servizio di Azione Esterna Ue e dei 27, ecco che ora viene nuovamente 'fuori' la natura di questo governo per ciò che concerne i nostri diritti Lgbtq+.

Ma, andiamo con ordine. A tal fine, usufruendo dell'articolo di F.Q. su "ilfattoquotidiano.it" del 17/05/2024 (link in calce al post), vi spieghiamo cosa è successo in questi giorni in merito al mancato riconoscimento da parte dell'Italia delle politiche europee per il riconoscimento dei diritti e la tutela della comunità Lgbtq+.

Oggetto:

Stiamo parlando della mancata sottoscrizione da parte dell'Italia della dichiarazione per la promozione delle politiche europee a favore delle comunità Lgbtq+, preparata in occasione della Giornata Mondiale contro l’Omofobia, la Transfobia e la Bifobia.

La firma della dichiarazione è avvenuta lo scorso 17 maggio 2024, nel contesto della conferenza ad alto livello organizzata a Bruxelles dalla presidenza di turno belga. L’evento ha riunito la commissaria europea per l’uguaglianza, i ministri e i segretari di Stato competenti di diversi Stati membri dell’Ue, membri del Parlamento europeo, altri esperti e organizzazioni della società civile. 

Con questa dichiarazione, gli stati firmatari si impegnano (non l'Italia!) in, particolare, ad attuare le strategie nazionali Lgbtq+ e a sostenere la nomina di un nuovo Commissario per l’Uguaglianza quando sarà formata la prossima Commissione. Invitano inoltre la Commissione a perseguire e attuare una nuova strategia per migliorare i diritti delle persone Lgbtq+ durante la prossima legislatura, stanziando risorse sufficienti e collaborando con la società civile.
Dunque, nè più nè meno di una dichiarazione di intenti. Eppure, l'Italia si è sentita in dovere di non sottoscriverla, con delle motivazioni che non possono che lasciare esterrefatti e che vedremo in seguito.

La posizione dell'Italia:

Il nostro paese è stato l'unico tra i grandi paesi dell'Unione a non voler firmare la dichiarazione Ue, in compagni di: Ungheria, Romania, Bulgaria, Croazia, Lituania, Lettonia, Repubblica Ceca e Slovacchia.

La dichiarazione è stata, invece, sottoscritta da: Belgio, Francia, Germania, Spagna, Polonia, Danimarca, Cipro, Irlanda, Grecia, Lussemburgo, Paesi Bassi, Malta, Estonia, Austria, Finlandia, Portogallo, Slovenia e Svezia. 

La motivazione del Governo alla mancata sottoscrizione:

Fonti del ministero della Famiglia hanno spiegato all’Ansa che è stato deciso di non aderire alla dichiarazione perché “era in realtà sbilanciata sull’identità di genere, quindi fondamentalmente il contenuto della legge Zan“. 

E non è un errore, tanto che la ministra per la famiglia, la Natalità e le Pari Opportunità, Eugenia Roccella, ha rivendicato la scelta, con queste parole: “Non abbiamo firmato e non firmeremo nulla che riguardi la negazione dell’identità maschile e femminile, che tante ingiustizie ha già prodotto nel mondo in particolare ai danni delle donne”. 

Queste, nello specifico, le parole della Ministra della Famiglia del Governo Meloni: “Ancora una volta la sinistra non ha il coraggio delle proprie posizioni e preferisce nascondersi dietro le solite bugie. Il governo italiano è in prima linea contro ogni discriminazione mentre la sinistra usa la lotta contro le discriminazioni legate all’orientamento sessuale per nascondere il suo vero obiettivo, il gender“. Quindi, aggiunge ciò che abbiamo già evidenziato nel paragrafo precedente: “Il nostro governo (si ricorda che la sig.ra Roccella è la Ministra della Famiglia_ndr) ha firmato la dichiarazione europea contro omofobia, bifobia e transfobia. Non abbiamo invece firmato e non firmeremo nulla che riguardi la negazione dell’identità maschile e femminile, che tante ingiustizie ha già prodotto nel mondo in particolare ai danni delle donne”. 
Infine, chiosa: “Se la sinistra ed Elly Schlein vogliono riproporre la legge Zan, il gender e la possibilità di dichiararsi maschio o femmina al di là della realtà biologica, abbiano il coraggio di dirlo con chiarezza. Se è il gender che vogliono, lo propongano apertamente e lo facciano in campagna elettorale, così da consentire agli elettori di esprimersi anche su questo”.

A favore della sottoscrizione da parte dell'Italia della dichiarazione, le opposizioni.

Sul punto, queste le dichiarazioni della segretaria del partito democratico, Elly Schlein: “Che rabbia e che vergogna questo governo che nella giornata internazionale contro l’omobilesbotransfobia decide di non firmare la dichiarazione per le politiche europee a favore delle persone Lgbtqia+. Non è accettabile“. E, ancora: “L’Italia è scivolata di una posizione indietro nella classifica annuale di Ilga-Europe, è trentaseiesima su quarantotto paesi. Non è accettabile. Il Partito Democratico continuerà a battersi per una legge contro l’omobilesbotransfobia come il ddl Zan che questa destra che oggi governa aveva vergognosamente affossato con un applauso e con delle risate sguaiate sulla pelle delle persone lgbt, e dall’altra parte continueremo a batterci per assumere i pieni diritti e il pieno riconoscimento dei diritti della comunità lgbtqia+ a partire dai figli e dalle figlie delle coppie omogenitoriali, a partire dalla rafforzamento delle adozioni e dal contrasto alle teorie riparative, così come per un matrimonio egualitario perché l’amore non si può discriminare”.

Queste, invece, le parole del segretario del Movimento 5 stelle, Giuseppe Conte, rilasciate sui social: “L’Italia non firmando la dichiarazione Ue che mira a promuovere le politiche europee che combattono le discriminazioni legate all’orientamento sessuale, ha deciso di inseguire il modello culturale orbaniano. Questa è la posizione di chi ci governa. Ma il Paese, ne sono convinto, è più avanti di questa politica reazionaria“. E, ancora, il M5s vuole “realizzare concretamente una società radicata nella tolleranza, nella libertà e nell’uguaglianza, in cui tutti siano davvero liberi di vivere la propria vita senza dover rendere conto a nessuno delle proprie scelte”.

Ecco fatto. 
E, per favore, ricordatevi di andare a votare alle prossime europee. Potete anche scegliere fino a 3 candidati del vostro partito che, secondo voi, sono i più idonei a rivestire tale importante ruolo.

MduL


Fonti ed Approfondimenti:

- Articolo "L’Italia non firma la dichiarazione Ue per i diritti Lgbtq+. Schlein: “Che vergogna”. Conte: “Meloni insegue modello orbaniano”", su ilfattoquotidiano.it del 17/05/2024;

- Articolo "Roccella: “Libertà di essere chi si vuole? No, è una negazione della realtà. Esistono femmine e maschi”" di F.Q. su ilfattoquotidiano.it del 19/05/2024;

- Articolo "Omobilesbotransfobia, l’Italia perde due posizioni nella classifica di Ilga-Europe: sui diritti Lgbtq+ è tra gli ultimi in Ue" di F.Q. su ilfattoquotidiano.it del 16/05/2024.

Lesmovie: dal 7 marzo nei cinema il film "Drive-Away Dolls"- Una commedia lesbica cd "road movie"

Locandina film "Drive-Away Dolls" (dal sito universalpictures.it)

 

_MduL, 24 marzo 2024_

In questo nefasto periodo, pieno di guerra e vittime innocenti, parliamo di un film appena uscito nelle sale italiane che, viste le premesse, sembra poter alietare 84 minuti, tanto dura, della nostra vita.
 
Stiamo parlando del film "Drive-Away Dolls", scritto e diretto a 4 mani da uno dei due fratelli Coen, Ethan, e dalla di lui moglie Tricia Cooke.
Moglie che, come le ben informate già sapranno, è lesbica e vive con la sua compagna, mentre Ethan Coen vive, a sua volta con la propria compagna. Entrambi, comunque, risultano ancora sposati ed hanno 2 figli.
 
Fatta questa premessa pettegola, veniamo al film. Scritto da Tricia, è una commedia romantica, ambientata negli anni '90, che vede protagoniste due ragazze che trasportano, a loro insaputa, un carico che dei personaggi cattivi, non meglio identificati ma molto fumettosi, cercano. Da qui, il road movie...
 
Che altro dire? Ah, si, certo. Protagonista del film è Margaret Qualley, la figlia di Andie McDowell (che già avete visto nel film "C'era una volta ad Hollywood" di Quentin Tarantino) e Geraldine Viswanathan. Nel cast anche Pedro Pascal, Colman Domingo e, in piccoli ruoli, Matt Damon e Miley Cyrus.
 
Da segnalare che il film è uscito qui in Italia, solo in lingua originale con i sottotitoli, quindi, inutile cercarlo in versione doppiata.
 
Ecco, ora abbiamo detto bene o male tutto.
 
E, per quante di voi fossero interessate, qui il link al trailer: 
 
Buona visione.
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LesMovies: ma che bello il film "Settembre" (2022)

(Foto mymovies.it)

 _ MduL, 12 novembre 2023_

In effetti, non vi sappiamo dire se il film "Settembre", visto, per sbaglio, lo scorso venerdì sera, in prima serata, su Rai Tre, possa definirsi oggettivamente bello, ma a noi è piaciuto davvero tanto, per questo abbiamo deciso di parlarvene.

Allora, "Settembre" è un film italiano del 2022, diretto da Giulia Steigerwalt ed interpretato da Barbara Ronchi, Fabrizio Bentivoglio e dalla cantante e attrice Thony che, ambientato nel mese di settembre, narra la storia di tre persone che si rendono conto che la vita che stanno vivendo non è quella che avevano sognato. 

Un film che, con le parole di Mymovies, è "Un racconto corale che esplora le relazioni umane, la nostra natura più profonda, la ricerca di un contatto più autentico tra le persone" che, aggiungiamo noi, coglie perfettamente nel segno e ti lascia dentro qualche cosa.
Non per niente, come abbiamo scoperto poi, il film ha ottenuto 5 candidature e vinto un premio ai Nastri d'Argento, nonché 2 David di Donatello.

Questa la trama, dalla quale poter desumere quanto sopra: "Francesca "non sta più bene" con suo marito Alberto da tempo, e confida la sua tristezza alla migliore amica Debora, a sua volta in crisi con il marito Marco. Il figlio di Francesca, Sergio, dà lezioni di sesso a Maria, una ragazzina alle prime esperienze, che condivide dubbi e paure con l'amica Simona. Guglielmo, il ginecologo di Francesca, frequenta Ana, una giovanissima prostituta croata, che si sta innamorando del panettiere Matteo. I loro percorsi sono destinati ad intersecarsi, e le loro vite sono prossime a cambiare."

Dove Francesca è interpretata da una incredibile e sempre più brava Barbara Ronchi (attrice, secondo noi, straordinaria, che ha fatto tantissimi film, oltre al teatro, ma che è diventata famosa con il personaggio di Diana De Santis, cancelliera del sostituto procuratore Tataranni, nella fiction omonima) e Debora dalla cantante e attrice Thony (anche lei, in questo film davvero brava) che, insieme, sono riuscite a creare quella magia che a noi piace tanto.

Per il resto, onde evitare di fare un tanto odiato spoiler, non diremo altro, limitandoci ad evidenziare che, come è evidente, se il film è segnalato su questo Blog, ci sarà un motivo...

Insomma, secondo noi questo film merita assolutamente una visione, sia per la storia lesbica (vabbè, tanto avete capito che di questo si tratta), sia per la profondità con la quale sono delineati i personaggi ed i dialoghi. Non ci resta che fare i complimenti alla regista, Giulia Steigerwalt, agli sceneggiatori ed a tutto il cast, ragazzini compresi.
Un'ovazione, poi, per la scena finale, in ospedale...

Ecco fatto.
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Celesbian: un dovuto omaggio alla Contessa del Cinema, Marina Cicogna

La Contessa Marina Cicogna (1934-2023) [foto repubblica.it]

 _MduL, 5 novembre 2023_

Come sapete, è da un po' di tempo che non scriviamo più, ma questa volta faremo un'eccezione, per parlarvi di Marina Cicogna, morta ieri, 4 novembre 2023, ad 89 anni, nella sua casa di Roma, per un cancro.

I motivi per cui vogliamo parlarvi di lei, in questo giorno di lutto, è per condividere con tutte voi l'affetto per questa donna che, non solo è stata la Prima donna produttrice cinematografica in Europa, ma anche fotografa, sceneggiatrice e attrice italiana; non solo parlava fluentemente inglese, francese e portoghese; non solo il New York Times l'ha descritta come "la prima grande produttrice cinematografica italiana" e "una delle donne più potenti del cinema europeo"; non solo è stata inserita dalla rivista statunitense Vanity Fair nella sua International Best-Dressed Hall of Fame List (la lista delle personalità meglio vestite al mondo) per l'anno 2010; ma anche, con il suo modo di essere e di vivere, ha contribuito non poco all'evoluzione sociale che oggi ci permette, almeno in questa parte del mondo, di parlare di persone e diritti Lgbtqi+.

La copertina del libro della Cicogna
Già, il suo modo di essere e di vivere che, come potete leggere sulla pagina wikipedia a lei dedicata ed anche nel libro autobiografico "Ancora spero. Una storia di vita e di cinema", uscito nel maggio di quest'anno per Marsilio editore, ci spinge a scrivere questo suo ricordo. Ma, andiamo con ordine.

La Contessa Marina Cicogna Mozzoni Volpi di Misurata, nasce a Roma, a Palazzo Volpi di Misurata (in Via del Quirinale), dal conte Cesare Cicogna Mozzoni e dalla contessa Annamaria Volpi di Misurata (appartenenti rispettivamente all'antico casato lombardo dei Cicogna Mozzoni e ai veneti Volpi di Misurata) il 29 maggio 1934.

Dai suoi indubbi natali agiati, riceve anche 'in dote' un forte ed indissolubile legame con il cinema. Suo nonno, il conte Giuseppe Volpi, governatore della Tripolitania, infatti, era il presidente della Biennale di Venezia e, come tale, fondatore della Mostra del Cinema di Venezia (1932), tanto che da lui prende nome la Coppa Volpi, mentre il padre co-produsse il film reputato il capolavoro del neorealismo italiano "Ladri di biciclette" nel 1948.

Inevitabili, dunque, appaiono le conoscenze e le strade che la portereanno, dopo la separazione dei genitori, a conseguire la maturità classica ed a frequentare il "Sarah Lawrence College" di New York (dove avrà come insegnante financo Marguerite Yourcenar), corso di arte, cinema e letteratura, dove farà amicizia con Barbara Warner, figlia di Jack, che le schiuderà le porte di Hollywood, facendole conoscere i più grandi attori del tempo, come, ad esempio, Marilyn Monroe e Lauren Bacall, conosciute sul set del film "Come sposare un milionario".

Dopo l'università a New York, torna quindi a Roma, dove, esponente del jet set e della dolce vita romana degli anni sessanta che gravitava attorno a Via Vittorio Veneto, cresce tra Milano, Venezia e Cortina in un ambiente agiato e cosmopolita.

Nel 1967 diventa titolare, assieme al fratello minore Ascanio detto “Bino”, della casa di produzione e distribuzione "Euro International Films", che sua madre aveva rilevato, immettendo nel mercato cinematografico italiano una grande quantità di film prodotti all'estero spesso da case indipendenti, a partire da "L'uomo del banco dei pegni" di Sidney Lumet. 

Si afferma in un mondo esclusivamente maschile con intuizioni vincenti, come l'acquisto di "Helga" (primo film sull'educazione sessuale distribuito al cinema) e di "Bella di giorno" di Luis Buñuel, su cui nessuno scommetteva, poi Leone d'oro a Venezia.

La svolta come produttrice arriva con "Metti, una sera a cena" (1969) di Giuseppe Patroni Griffi, da lei fortemente voluto contro lo scetticismo della stessa Euro. Seguono film come "C'era una volta il West" di Sergio Leone, "Teorema" e "Medea" di Pier Paolo Pasolini, "Uomini contro" di Francesco Rosi, "Anonimo veneziano" di Enrico Maria Salerno, "Mimì metallurgico ferito nell'onore" di Lina Wertmüller, "Fratello sole, sorella luna" di Franco Zeffirelli e soprattutto "Indagine su un cittadino al di sopra di ogni sospetto" di Elio Petri che, al netto di furiose polemiche politiche, vince il Premio Oscar 1971 per il miglior film straniero.

Marina Cicogna (foto da it.italy24.press)

In seguito, come apprendiamo sempre da wikipedia, dopo il tragico suicidio del fratello Bino a Rio de Janeiro e la crisi finanziaria della "Euro", passa per un breve periodo alla "Paramount" (che le rifiuta "Ultimo tango a Parigi" di Bernardo Bertolucci e "Il portiere di notte" di Liliana Cavani) prima di cessare del tutto l'attività di produttrice e trasferirsi negli Stati Uniti. 

Nel 1976 appare come interprete in una piccola parte di "Il comune senso del pudore". Di ritorno in Italia, le viene offerta la presidenza di Italia Cinema (2002). Era presidente onoraria dell'Accademia Internazionale d'Arte di Ischia.

Nel 2021 è protagonista del documentario "Marina Cicogna - La vita e tutto il resto" di Andrea Bettinetti, in cui ripercorre le tappe della propria vita. Infine, nel 2023 scrive con Sara D'Ascenzo la propria autobiografia intitolata "Ancora spero. Una storia di vita e di cinema", che, come abbiamo visto, è uscito nel mese di maggio e riceve il Premio alla carriera nel corso della 68ª edizione dei David di Donatello.

Insomma, una vita da scrivere. Una vita che, però, soprattutto, nel suo turbinio e nel suo divenire è stata sempre caratterizzata da una profonda quanto gloriosa ed encomiabile integrità intellettuale e morale, posto che la Contessa del Cinema Marina Cicogna, mai, in nessuna occasione ed in nessun momento, ha taciuto o mentito sul suo essere bisessuale. Attenzione, non ha mai fatto "coming out", definendolo "una volgarità", ma non ha mai nascosto il suo modo di essere, vivendo le sue storie, anche lesbiche, alla luce del sole.
Bisessuale in un tempo, è bene chiarirlo e ricordarlo anche alle più piccole di noi, dove esserlo era ancora considerato una colpa e contro natura; in un tempo in cui, in Italia, se anche lo eri, lo tenevi ben nascosto e, più spesso, lo reprimevi, vivendo una vita non tua, ma dettata dalla società (quanti i mariti gay e le mogli lesbiche, sposi solo perché non era permesso fare diversamente?).

Ma quali erano questi amori della Contessa Cicogna?

La Bolkan con la Contessa Cicogna (foto corriere.it)
La Contessa ebbe flirt con Alain Delon, Warren Beatty e Farley Granger ma, ciò che qui più conta, fu anche la compagna di vita per oltre vent'anni dell'attrice Florinda Bolkan (da lei stessa scoperta) ed in seguito con Benedetta Grandona. 
 
Circa la lunga storia d'amore tra la Contessa e Florinda Bolkan, sappiamo che Florinda Bolkan, pseudonimo di Florinda Soares Bulcão (Uruburetama, 15 febbraio 1941), è un'attrice brasiliana, figlia di Maria Hosana Sousa Bulcão, e del politico José Pedro Soares Bulcão, che la lascia presto orfana.Poliglotta, ha cominciato a lavorare come hostess nella compagnia aerea brasiliana Varig dove avrebbe incontrato proprio la Contessa Cicogna.
 
Ma, sull'incontro tra la Contessa Cicogna e la Bolkan, le notizie sono divergenti. Dalla pagina wikipedia dedicata a Florinda Bolkan, infatti, come detto, si può dedurre che l'incontro con la  Contessa Cicogna, avvenne per caso nel 1968, allorquando, in uno dei suoi numerosi spostamenti per lavoro, la Bolkan veniva notata dalla contessa che la introduce nel mondo del jet-set portandola con sé in vacanza a Ischia. 
 
La Contessa Cicogna con Benedetta Gardona (foto repubblica.it)
Da quanto si legge, invece, nell'intervista rilasciata dalla Contessa al Messaggero (link in fondo al post): "Florinda la conobbi a Parigi, lei era tornata da una vacanza a casa Kennedy. La trovavo speciale, solare, libera, disinibita, fisico asciutto, sorriso infantile, aspetto androgino. Alle sue scappatelle davo poco peso ma si rifiutava di accettare la mia con Benedetta, che dovette nascondersi in un armadio, tra i miei vestiti. Ci vivo da 40 anni»"

Dove Benedetta è Benedetta Gardona che, sua compagna per circa quarat'anni e diventata poi sua figlia tramite adozione, come da lei dichiarato, per tutelare sia sé stessa che la compagna, e per problemi in famiglia.

Ecco, questa, a grandi linee la sua vita. Impossibile, dunque, non renderle omaggio.

MduL

 

 

Fonti ed Approfondimenti:

Pagina Wikipedia su Marina Cicogna;
Pagin Wikipedia su Florinda Bolkan;
Articolo "Marina Cicogna, l'ultima intervista: «Florinda Bolkan? Mi tradiva ma ci passavo sopra. Alain Delon? Ero invaghita di un mito»" su ilmessaggero.it;
Articolo "La Contessa di Cinecittà" di Mariella Boerci sul settimanale "F" del 2023.