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| Il volto tumefatto di Giada (repubblica.it) |
Omofobia - Palermo: ragazza picchiata a sangue da baby gang solo per il suo aspetto 'mascolino' e perché lesbica
Omofobia: a Napoli cerca casa, la trova, ma quando la proprietaria scopre che la ragazza che vuole affitare ci andrà a vivere con la sua compagna, le nega l'affitto. Ecco lo screenshot della conversazione.
Omofobia - ad Alessandria un'aggressione omofoba da parte di un vicino ad una donna di 53 anni, solo perché lesbica
Articolo "Alessandria, "Sei una lesbica di m...": il vicino la picchia e la butta giù dalle scale" di Carlotta Rocci per repubblica.it del 9/05/2022
Omofobia - Pesaro. Ancora un brutto episodio omofobo ad opera di un padre che, con l'ausilio della madre, picchia la figlia solo perché lesbica
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| La foto dell'hotel "Due Pavoni" riportata nell'articolo del corriere.it |
_MduL, 14 novembre 2021_
Non è possibile dover scrivere ancora di questi fatti assurdi, ma tant'è...
In questo caso, vi parliamo e raccontiamo la storia di una ragazza lesbica che, a Pesaro, è stata aggredita dal padre, con l'ausilio della madre, solo ed esclusivamente perché lesbica e che è stata salvata grazie all'intervento di un addetto dell'albergo davanti al quale ha avuto luogo l'aggressione.
Ma vediamo, più in dettaglio cosa è successo sabato scorso, nel primo pomeriggio, vicino al lungo mare di Pesaro, davanti all'hotel "Due pavoni", nel racconto della giornalista Margherita Montanari (link all'articolo in calce al post).
"Non era un caso che l’uomo, quel pomeriggio, si trovasse proprio nella stessa zona frequentata dalla figlia. L’ha seguita per coglierla in presenza della fidanzata e allontanarla da lei. Ha iniziato a urlarle contro, l’ha afferrata per i capelli e ha scagliato tutta la sua ira su di lei, spronato dalla moglie e madre della ragazza. Quando il padre ha alzato le mani, la 59enne pesarese, anziché mettersi a scudo della figlia, le urlava contro.
Una scena da far gelare il sangue, ma davanti alla quale un dipendente dell’hotel Due Pavoni, vicino al luogo dell’aggressione, è intervenuto. In uno scatto, ha preso la ragazza e l’ha portata all’interno della hall, mettendola al sicuro. A maggior ragione, l’ha tenuta dentro quando ha scoperto il motivo del litigio.
«La ragazza piangeva, era agitata, sembrava sul punto di esplodere. Mi ha detto che era stata schiaffeggiata dal padre e che anche la madre le rendeva la vita impossibile perché non accettavano il suo essere lesbica — ha riferito Roberto al Resto del Carlino — Ho impedito ai genitori di metter piede nell’hotel, ordinando loro di stare fuori dalla proprietà o avrei chiamato la polizia.
Mi sono preoccupato della ragazza ferma in macchina, dicendole di scendere e di venire in hotel senza paura. Nessuno l’avrebbe toccata».
Poi, la ragazza ha chiesto di fare entrare la madre per poter parlare. Ma tra le due è scoppiato subito un diverbio acceso.
A quel punto, Roberto ha di nuovo allontanato la 59enne per evitare una nuova escalation.
Sul momento, la figlia non ha voluto chiamare la polizia, per evitare guai ai genitori. Ma a quanto dichiarato dal dipendente dell’hotel sarebbe andata a sporgere denuncia.
Quando i genitori si sono allontanati dall’hotel, sono arrivati degli amici delle ragazze, con cui si sono allontanati. Da quel giorno, la ragazza è andata fuori di casa".
E come non concordare con le parole di Giacomo Galeotti, presidente provinciale di Arcigay, il quale, dopo l’affossamento del Ddl Zan, il disegno di legge pensato per inasprire le pene contro i reati d’odio motivati dall’orientamento sessuale, avvenuto in parlamento, registra come «Negli ultimi tempi abbiamo notato un aumento delle aggressioni verbali e anche quelle fisiche. Questa è la terza di cui abbiamo riscontro dall’inizio dell’anno, ma ovviamente immaginiamo che sia un dato molto sottostimato. Ora, dopo aver visto quanto avvenuto in Parlamento, la situazione è tanto più grave, perché alcune persone si sentiranno legittimate a compiere questi gesti».
Parimenti pienamente concordi sulle parole di Galeotti rilasciate in merito al rapporto tra forti credenze religiose e la denegazione del diritto alla sessualità dei propri figli, laddove dichiara che «la questione non riguarda una cultura in particolare, o genitori di specifiche provenienze». «Si tratta di un problema di mentalità che è trasversale, anche se lo riscontriamo molto di più in famiglie con forti credenze religiose».
Figli che, per fortuna, sono tanto più avanti. E' di questi giorni la notizia della protesta dei ragazzi di un liceo di Monza che sono andati a lezione con delle gonne, per rimarcare il diritto di ognuno ad essere come ritiene più giusto ed è sempre di questi giorni la notizia delle ragazze di un'altra scuola che, all'invito della Preside ad omettere il top per le attività scolastiche perché potrebbero turbare i maschi, si sono tutte presentate in top.
Non resta che affidarci alla loro generazione.
MduL
DDL ZAN: tutto da rifare!! Ancora una volta nel nostro paese i diritti Lgbtqi+ sono stati calpestati in funzione delle alleanze per l'elezione del prossimo Presidente della Repubblica. La storia secondo noi: un nome su tutti, Matteo Renzi
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| (Foto cgil.lombardia.it) |
_MduL, 31 ottobre 2021_
Prima di aggiornarvi con la sciagurata e vergognosa pagina di storia italica che si è avuta lo scorso 27 ottobre, abbiamo aspettato qualche giorno, giusto il tempo di sbollire almeno un pochino della rabbia e della delusione che ci attanagliano.
Rabbia perché una legge così importante (cioè la legge contro l'omotransfobia ed i reati di odio, cd "legge Zan") è stata fatta oggetto di rivalse/conteggi/prove tecniche di maggioranze politiche che andranno a votare in Parlamento congiunto, tra pochi mesi, il prossimo Presidente della Repubblica; delusione perché, ancora una volta, non ci si sente rappresentati da questo parlamento che sempre più e sempre più platealmente calpesta i diritti civili dei cittadini - tutti - che dovrebbe rappresentare.
Ciò posto, la notizia è questa.
Lo scorso 27 ottobre, in Senato, si è tenuta l'ultima votazione del Disegno di legge "Zan", relativo a "Misure di prevenzione e contrasto della discriminazione e della violenza per motivi fondati sul sesso, sul genere, sull’orientamento sessuale, sull’identità di genere e sulla disabilità". Ultima votazione, nel senso che il disegno di legge, dovendo essere approvato nello stesso testo sia dalla Camera dei deputati che dal Senato della Repubblica, dopo essere stato approvato definitivamente alla Camera, era passato, appunto, al Senato per l'ultima approvazione definitiva. Fosse stato approvato, infatti, sarebbe diventato finalmente Legge, entrando in vigore la sua tutela decorsi i termini per la pubblicazione.
Non stiamo qui a spiegarvi e ricapitolarvi tutte le vicissitudini ed i giochetti parlamentari che sono stati posti in essere dalla destra, in particolare dalla Lega, per evitare/snaturare/posticipare l'approvazione del ddl Zan mentre era alla Camera, perché, alla fine, il testo è comunque stato licenziato ed è passato, come detto, al Senato per la sua definitiva approvazione.
Di tale passaggio e calendarizzazione in Senato si è fatto portavoce e sostenitore il segretario del Pd, Enrico Letta, che su detta legge si è molto speso. E proprio questo è stato il primo guaio: dove c'è Letta, c'è Matteo Renzi e quest'ultimo, certo, non poteva farsi sfuggire l'occasione di dare - ancora una volta (ormai è proverbiale e di uso comune il "stai sereno", rivolto da Renzi a Letta anni fa, poco prima di pugnalarlo alle spalle e di prendergli la Presidenza del Consiglio) - una lezione a Letta, forte del numero dei suoi senatori di Italia Viva (senatori che, è bene comunque ricordarlo, sono stati a suo tempo eletti nel e per il Partito Democratico...ma questa è un'altra storia), che, haimé, nel Senato della Repubblica fanno la differenza tra la bocciatura o l'approvazione di una legge.
Ma non è solo per questo che i senatori renziani (Renzi, si segnala, non era nemmeno presente, essendo occupato in Arabia Saudita...) hanno affossato il ddl Zan, ma anche, e soprattutto, perché tale prova di forza di Italia Viva è servita a Renzi per rendersi quasi indispensabile alla destra per l'elezione di un Capo dello Stato di loro gradimento.
Nella partita dell'elezione del prossimo Presidente della Repubblica, infatti, la destra, con anche i voti di Italia Viva (e della maggior parte dei grandi elettori, visto che gran parte dei Governatori delle Regioni sono stati eletti dalla destra), potrebbe, dal 4 scrutinio in poi, arrivare a far eleggere un proprio candidato, a differenza della sinistra che, almeno sulla carta, non avrebbe alcuna possibilità. Insomma, così agendo - cioè affossando il ddl Zan - Renzi ha dimostrato alla destra di poter essere l'ago della bilancia per le prossime votazioni importanti, e questo ha, indubbiamente, un forte peso politico.
Nel caso specifico del DDL Zan, quindi, come detto, si suppone (dobbiamo scrivere così, ma la matematica non è un'opinione) che siano stati proprio i senatori di Italia Viva a fare la differenza e, dunque, a far bocciare la legge, votando in modo opposto rispetto a come avevano votato alla Camera dei deputati (lì, infatti, avevano votato a favore del ddl).
Insomma, senza continuare a dilungarsi (scusate, ma come detto, la rabbia e la delusione continuano ad avere la meglio) il DDL Zan è stato affossato in Senato grazie all'opera congiunta del Presidente del Senato, Alberti Casellati (la quale, secondo noi forzando il regolamento parlamentare, ha riconosciuto la possibilità del voto segreto e non palese, così consentendo l'agire dei franchi tiratori renziani e non solo), prima ancora del Leghista Calderoli (ideatore della proposta di 'tagliola', cioè di non voto agli articoli), di Renzi e della destra tutta.
Deprecabile e disgustoso, poi, il giubilo e gli applausi dei senatori di destra, seguiti alla proclamazione della bocciatura del ddl Zan.
Ma ecco, tecnicamente, cosa è successo in Senato mercoledì scorso, nella ricostruzione fattane da tg24.sky.it (qui link all'articolo).
L’Aula di Palazzo Madama, con voto segreto, si è espressa a favore della cosiddetta “tagliola” (frutto della mente di Calderoli) che fa saltare l’esame degli articoli ed emendamenti al testo.
La "Tagliola" è una procedura parlamentare, prevista all'art. 96 del regolamento del Senato, relativo alla "Proposta di non passare all'esame degli articoli", che recita: "Prima che abbia inizio l'esame degli articoli di un disegno di legge, un senatore per ciascun gruppo può avanzare la proposta che non si passi a tale esame". E ancora: "La votazione della proposta ha la precedenza su quella degli ordini del giorno".
A richiederla, come detto, sono stati Lega e Fratelli d'Italia, su un'idea del leghista Calderoli, che così hanno raggiunto il loro scopo di bloccare il disegno di legge.
Ma non basta, perché, sempre Lega e Fratelli d'Italia, appellandosi all'art. 133 del Regolamento, hanno richiesto il voto segreto, anziché palese. Tale richiesta, che deve essere sostenuta da almeno 20 senatori e che viene decisa dalla presidenza di Palazzo Madama, è stata dalla Presidente Elisabetta Alberti Casellati accolta, richiamando il regolamento ed i precedenti.
Quindi, dopo la discussione generale sul disegno di legge, a causa di questo procedimento (tagliola + voto segreto), non si è andati avanti con l'esame dei vari articoli e con il voto degli emendamenti presentati.
Il disegno di legge che, quindi, risulta essere stato bocciato, essendo stato in tal modo l'intero iter parlamentare bloccato.
Si dovrà ripartire da zero presentando una nuova proposta di legge, non prima però di 6 mesi.
Si specifica che a favore della tagliola, chiesta, come detto, da Lega e Fratelli d’Italia, hanno
votato 154 senatori, mentre 131 hanno detto no e due si sono astenuti:
ad affossare la legge sono stati quindi 23 voti (di cui 16 inaspettati perché avrebbero dovuto essere a favore della legge..e, se ve lo state chiedendo, i senatori di Italia Viva, se non ci ricordiamo male, sono circa 14...).
Ad oggi, dunque, il tanto lavoro portato avanti per riuscire a far avere anche all'Italia - finalmente - una legge contro l'omofobia ed i crimini d'odio è stato buttato alle ortiche e si dovrà ricominciare tutto daccapo, non prima, però, di altri sei mesi, tanto è il termine di legge previsto per poter ripresentare una legge sullo stesso argomento.
Disegno di legge che, come già scritto altre volte, altro non voleva se non equiparare le manifestazioni di odio fondate sull'omofobia e sulla transfobia a quelle, già riconosciute e punite dal nostro ordinamento, fondate su motivi razziali, etnici, nazionali, religiosi o rivolte contro gli appartenenti alle minoranze linguistiche.
Cosa c'era di male? Cosa di sbagliato?
MduL
P.S.: per capire davvero che cosa era il ddl Zan, vi riportiamo anche qui le parole introduttive del DDL Zan, cioè della proposta di legge n. 868, presentata alla Camera dei Deputati lo scorso 4 luglio 2018:
"La presente proposta di legge è volta a estendere alle discriminazioni fondate sull'omofobia e la transfobia le sanzioni penali introdotte dall'articolo 3 della legge 13 ottobre 1975, n. 654 (cosiddetta «legge Reale», poi modificata dal decreto-legge 26 aprile 1993, n. 122, convertito, con modificazioni, dalla legge 25 giugno 1993, n. 205 – cosiddetta «legge Mancino»), che ha reso esecutiva la convenzione internazionale sull'eliminazione di tutte le forme di discriminazione razziale, fatta a New York il 7 marzo 1966, da ultimo trasposte negli articoli 604-bis e 604-ter del codice penale.
L'intenzione è quella di equiparare le manifestazioni di odio fondate sull'omofobia e sulla transfobia a quelle, già riconosciute e punite dal nostro ordinamento, fondate su motivi razziali, etnici, nazionali, religiosi o rivolte contro gli appartenenti alle minoranze linguistiche.
In questo modo si potrà finalmente rimuovere l'irrazionale differenza che esiste nel nostro Paese, per esempio, tra l'apporre uno striscione gravemente razzista in uno stadio – il che può, almeno in teoria, configurare una condotta antigiuridica – e l'apporre il medesimo striscione, riportante le medesime parole di dileggio, nei confronti delle persone omosessuali.
Ultime notizie ed aggiornamenti flash prima delle ferie
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| Paola Egonu (foto mondotv24.it) |
La pallavolista Paola Egonu, che tante soddisfazioni ci ha dato a fine 2018, allorquando ha resa pubblica la sua omosessualità, è stata scelta dal CIO come portabandiera delle Olimpiadi di Tokyo 2020, che si svolgereanno nel paese nipponico, salvo imprevisti dell'ultimo minuto, nei prossimi giorni.
Notizia, dunque, molto bella e che ci coinvolge direttamente, essendo, come detto, la Egonu lesbico, certo, ci dispiace un pochino che in ognuno degli articoli che abbiamo letto si parla della sua libertà, del suo carisma, della sua bravura e di altre cose tutte giuste e vere, ma nessuno, almeno fino agli articoli letti ad oggi, ha parlato o parla direttamente del suo essere anche meravigliosamente lesbica.
Post MduL "Le pallavoliste Paola Egonu & Kasia Skorupa si sono lasciate..." del 30/12/2018;
Articolo "Paola Egonu scelta tra i portabandiera del Cio nella cerimonia di apertura a Tokyo 2020" su sport.sky.it del 20/07/2021;
Articolo "Paola Egonu scelta dal Cio come simbolo delle Olimpiadi di Tokyo: «Sfilerò per ogni atleta del mondo»" di Gaia Piccardi per corriere.it del 20/07/2021.
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| Elisa Pomarelli (foto repubblica.it) |
Ricordate dell'atroce femminicidio che ha coinvolto la poco meno che trentenne Elisa Pomarelli, uccisa nel Piacentino dal suo 'amico', il quarantasettenne Massimo Sebastiani, che la strangolò nel suo pollaio, nascose il suo corpo nelle colline di Piacenza e poi scappò per giorni, nel tentativo di non farsi trovare dai carabinieri?
Post MduL "Elisa Pomarelli, la giovane donna lesbica vittima di 'femminicidio' ad opera del 'mostro' Massimo Sebastiani..." del 22/09/2021;
Articolo "Omicidio Elisa, vent'anni a Sebastiani. I familiari della vittima: "Non è giustizia"" su repubblica.it del 19/07/2021.
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| Alcuni fermo immagine dal video della vicenda (Foto bufale.net) |
Ed ecco che, come accade periodicamente, due ragazze lesbiche sono state verbalmente aggredite e cacciate da una spiaggia del napoletano perché, per il solo loro esistere "disturbano i bambini".
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| Il deputato Claudio Borghi (foto kulturjam.it) |
Siamo costrette a darvi anche questa notizia: il deputato della repubblica italiana, il leghista Claudio Borghi, stressato dalle continue domande dei giornalisti in merito alla circostanza se avesse già fatto o meno il vaccino anti Covid, è così sbottato su Twitter: “Terzo giornalista che chiama per sapere se sono vaccinato. Finora sono stato gentile, al prossimo parte il vaffan…e la cancellazione dalla lista dei contatti. Perché questi eroi la prossima volta che intervistano un Lgbt non gli chiedono se è sieropositivo e se fa profilassi?”.
Articolo "Borghi (Lega): “Io sono vaccinato? Allora chiedete a un omosessuale se è sieropositivo”. Letta: “E noi dobbiamo dialogare con questi?”" di F.Q. per ilfattoquotidiano.it del 20/07/2021;
Articolo "Medioevo leghista: Claudio Borghi accosta omosessuali a sieropositivi" della redazione di kulturjam.it del 20/07/2021.
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| (Foto ilmessaggero.it) |
Dall'ultima volta che vi abbiamo aggiornate sull'iter parlamentare che sta seguendo il disegno di legge Zan, sono intervenuti nuovi fatti e notizie che qui vi riportiamo molto schematicamente.
Diritti Lgbtqi+ - l'Unione Europea reagisce compatta: al via le procedure d'infrazione per violazione dei diritti Lgbtqi+ nei confronti di Ungheria e Polonia
| Viktor Orban (wikipedia.org) |
| Pres. Duda (wikipedia.org) |
| Morawiecki (wikipedia.org) |
Tutto ciò, contestualmente introducendo ed imponendo una concezione della società sempre più aderente a quelli che il governo considera “i valori tradizionali, nazionali e cattolici”.
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| La sede della Corte di Giustizia UE (foto lastampa.it) |
Con una procedura di infrazione, la Commissione Europea può richiamare uno Stato membro al rispetto dei trattati comunitari e, in caso di inadempienza, deferirlo alla Corte di Giustizia Europea.
La riforma della giustizia polacca è valsa da sola quattro procedure tra il 2017 e il 2020, che in alcuni casi hanno prodotto misure cautelari in grado di rintuzzare i singoli assalti del PiS alla magistratura, ma mai di intaccare l’intero progetto di controllo del sistema giudiziario.
Tramite l’Articolo 7, invece, la Commissione denuncia un serio rischio di violazione dei valori fondamentali dell’Unione. Dopo una procedura lunga e complessa, che prevede un ampio confronto e il voto favorevole dei due terzi del Parlamento Europeo, lo Stato interessato può perdere temporaneamente i suoi diritti in seno all’Unione, fra cui quello di voto. Ma questa misura estrema si può adottare solo con un voto all’unanimità degli altri Capi di Stato e di governo riuniti nel Consiglio Europeo, come racconta al Tascabile Terry Reintke, europarlamentare dei Verdi tedeschi che si occupa del caso nella commissione parlamentare per le Libertà Civili (LIBE). “L’attivazione dell’Articolo 7 (20/12/2017, ndr) – è stata utile, perché ha favorito il dialogo, il monitoraggio, l’emersione dei problemi della Polonia. Ma non si arriverà mai fino in fondo, perché al Consiglio l’Ungheria protegge la Polonia e viceversa”.
Il periodo storico, inoltre, non è dei più propizi: come ha dimostrato il recente negoziato sul Recovery Fund e sul bilancio pluriennale dell’Unione, gli altri Paesi sembrano poco disposti a fare la voce grossa con il governo polacco, che come tutti gli altri dispone del potere di veto nel Consiglio Europeo. Per non inficiare la delicata trattativa, si è sostanzialmente sorvolato sulle questioni di principio, evitando di vincolare in maniera stringente l’erogazione dei fondi europei al rispetto dello Stato di Diritto.>>
| Ursula von der Leyen (wikipedia.org) |
Lo scorso 14 luglio (se non ricordiamo male) Bruxelles ha quindi inviato una lettera di messa in mora e ora Budapest e Varsavia hanno due mesi di tempo per rispondere ai rilievi della Commissione, trascorsi i quali l’esecutivo comunitario potrà decidere di inviare pareri motivati e successivamente deferire i casi alla Corte di giustizia dell’Ue.
Articolo "Polonia 2020: come si distrugge una democrazia" di Vincenzo Genovese per iltascabile.com del 24/08/2020;
Articolo "Ungheria e Polonia pongono il veto sui fondi UE" della redazione di sicurezzainternazionale.luiss.it del 16/11/2020;
Articolo "Legge anti-Lgbtq, l'Ue lancia la procedura di infrazione contro Orban" di Angela Mauro per huffingtonpost.it del 15/07/2021;
Articolo "Ue contro Polonia e Ungheria: diritti violati, via alla procedura d’infrazione" di Francesca Basso per corriere.it del 15/07/2021;
Articolo "L’Unione europea apre una procedura d’infrazione contro Polonia e Ungheria per violazione dei diritti Lgbtqi" di F.Q. per ilfattoquotidiano.it del 15/07/2021.
Omofobia - DDL Zan: vediamo a che punto siamo arrivati
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| (foto fanpage.it) |
Articolo "Ddl Zan, Renzi dà della ‘qualunquista’ a Chiara Ferragni che ha criticato la sua giravolta sui diritti. Fedez risponde: ‘Matteo stai sereno’" di F.Q. per ilfattoquotidiano.it del 6/07/2021;
Quindi, volutamente sorvolando sull'uscita della Garante dell'infanzia della Regione Umbria, Maria Rita Castellani, per la quale l'approvazione del DDL Zan potrebbe aprire le porte al sesso con i bambini o con gli animali (Articolo "Umbria, la garante dell’infanzia: «Con il ddl Zan sesso anche con animali e cose»" su corriere.it del 7/07/2021), si arriva, come detto, alle ultime lotte parlamentari tra maggioranza ed opposizione (ma, in realtà, come abbiamo visto, principalmente tra Pd, Lega ed Italia Viva), con la prima - cioè con il Pd/Letta - che ha vinto la battaglia (non ancora della 'guerra') sulla calendarizzazione al 13 luglio del disegno di legge Zan in aula, al Senato per la sua approvazione (o sarebbe meglio dire per il tentativo di approvazione), battendo con i voti espressi la posizione di Renzi che chiedeva il ritorno in Commissione della discussione della legge e di altri emendamenti nel frattempo proposti, che avrebbe, di fatto, rinviato sine die l'approvazione della legge stessa.
Passando dall'astratto al concreto, per capire meglio di cosa stiamo parlando, ecco l'esempio che vi abbiamo sottoposto tempo addietro:
Post MduL: "Omofobia: la Lega blocca la calendarizzazione della Legge Zan in Commissione. Così facendo, lascia l'Italia ancora senza una legge contro l'omotransfobia" del 3/04/2021;
Post MduL: "Omofobia: DDL Zan - il difficile rapporto tra la tutela dei diritti e le posizioni delle "Femministe radicali trans escludenti" (Terf) e dell'Arcilesbica" dell'8/05/2021;
Post MduL: "Omofobia - Parliamo ancora del DDL Zan, dell'intervento a gamba tesa del VATICANO e dei nuovi 'intoppi' e 'trappole' alla sua approvazione" del 26/06/2021.














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