Ultimo aggiornamento il 26 luglio 2026

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Ancora sul riconoscimento dei matrimoni gay contratti all'estero e altri diritti delle coppie omosessuali

Foto presa tramite google immagini dal sito donna.fanpage.it

Avrete sicuramente sentito, in questa ultima settimana, che stanno succedendo tante/troppe cose che coinvolgono i nostri diritti e riconoscimenti di diritti in quanto coppie di persone gay e lesbiche che si amano e chiedono solo di poter vivere con un minimo di tutela giuridica riconosciuta.
Il momento è estremamente delicato: vi è il Sinodo sulla famiglia in Vaticano, vi sono i Sindaci di tante città italiane (non solo, in questo caso, il mitico Marino, a Roma, che ha provveduto giusto ieri a riconoscere di persona ben 16 matrimoni omosessuali contratti all'estero) che continuano a riconoscere il diritto di gay e lesbiche sposati all'estero di vedere trascritto nei registri dello stato civle italiano anche il loro matrimonio, con le conseguenti tutele giuridiche; vi è il Ministro dell'Interno che, abusando della propria posizione istituzionale, continua a voler vietare il riconoscimento di questi matrimoni omosessuali contratti in altro paese; vi è l'attesa per il pronunciamento del Tribunale dell'Emilia-Romagna su un'altra causa che vede coinvolte due donne sposate da tanti anni in America che hanno creato una famiglia effettiva, composta anche dai figli delle due donne legittimamente adottati e riconosciuti, e che ora chiedono semplicemente che venga riconosciuto il loro matrimonio e, soprattutto, la loro famiglia (qui da noi, infatti, i figli di una non contano nulla a livello giuridico per l'altra madre) anche in Italia, dove si sono trasferite; vi è la minoranza PD che, con l'ausilio delle forze di opposione (compresa, incredibile, Forza Italia) pressa il Governo perché, finalmente!, metta mano ad una legge che possa regolamentare le unioni/pacs/matrimoni (chiamateli come vi pare, ma chiamateli!!) e vi è il Governo stesso che, per non sfigurare almeno davanti ai vescovi che, di fatto, lo hanno già battuto in quanto a tempestività, sta portando avanti i proclami di adozione di una legge che possa istituire anche in Italia un qualche tipo di tutela alle coppie omosessuali (diritto alla successione, all'assistenza del congiunto in ospedale, alla possibilità di prendere decisioni importanti sempre in caso di malattia del coniuge, alla educazione e gestione dei figli ecc...).
Vedremo come si sviluppano le cose in questi giorni, nel frattempo non resta che dire: stiamo accorte, il momento è davvero molto delicato.
MduL

Il matrimonio gay nel mondo: ecco la mappa


Anche in questo Blog, non ci si poteva esimere dal pubblicare la mappa dei luoghi, paesi, in cui è possibile celebrare o meno un matrimonio gay, tra persone dello stesso sesso! [inutile dirvi che tale mappa ed anche l'articolo di lettura ad essa collegato è opera della redazione del sito di cinemagay, che in questo Blog ci si limita a riportare con poche e marginali modifiche. Per il link all'articolo originale, dunque, vedi in fondo al post.]



Partiamo dalla nostra Europa. Allo stato attuale, è possibile che due persone dello stesso sesso possano unirsi in matrimonio nei seguenti Stati: Belgio, Olanda, Spagna, Portogallo, Svezia, Danimarca, Norvegia, Islanda, Francia, Inghilterra e Galles
Vi sembra che manchi qualche paese? Vi colpisce la sua assenza da tale lista? Si, anche a me: che la Germania ancora non avesse una legislazione in tal senso mi ha molto colpito, hanno "soltanto" il riconoscimento delle unioni....(ma non mi dite che avete pensato, anche solo per un momento, che stessi parlando dell'Italia....Per il nostro povero paese mettetevi il cuore in pace e continuate a leggere...sigh!)
Dal 2001, anno dell’approvazione nei Paesi Bassi, fino alla recentissima legge nel Regno Unito, approvata nel marzo 2014, sono stati fatti enormi passi avanti nell’Unione Europea riguardo la legalizzazione del matrimonio gay, e in molte nazioni si è passati prima per l’unione civile (spicca, appunto, l’assenza dell’Italia, in cui tutti i tentativi di arrivare a formule di unione civile - Pacs, Dico - sono miseramente naufragati).

Ma non solo l'Europa. Sono state approvate leggi sui matrimoni gay anche in Sudafrica, Canada, Brasile, Argentina, Uruguay, Nuova Zelanda e Messico (in quest’ultimo paese previsti però nella capitale e nello stato di Quintana Roo). 

A questi vanno aggiunti 19 dei 50 Stati degli Usa, che dopo una sentenza della Corte Federale del 2013, che ha bocciato la legge che vietava l’unione omosessuale, hanno avuto il via libero definitivo per la legalizzazione. I 19 Stati sono, oltre la capitale Washington D.C., Massachusetts, Connecticut, Vermont, New Hampshire, Iowa, New York, Maine, Maryland, Rhode Island, New Jersey, Delaware, Minnesota, lo Stato di Washington, New Mexico, Oregon, Pennsylvania, Illinois, California e Hawaii.
 
Certo, come si evince dalla mappa, esiste poi gran parte del mondo in cui o non esiste alcun riconoscimento per le coppie di persone dello stesso sesso (colore grigio), o dove, addirittura, l’omosessualità viene perseguita penalmente e, haimè, in alcuni casi punita financo con l’ergastolo e la pena di morte (questo in molte nazioni africane e in quelle asiatiche a prevalenza musulmana), ma siamo fiduciose che il vento, almeno su questo, sta finalmente cambiando!...almeno nel resto del mondo (in Italia, ci dobbiamo accontentare dei piccoli ma preziosi mutamenti intervenuti, grazie alla magistratura, in questi ultimi mesi)..
MduL

Link all'articolo "Paesi dove il matrimonio gay è legale" dal sito cinemagay.it