Ultimo aggiornamento il 26 luglio 2026

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Ancora sulle trascrizioni dei matrimoni gay contratti all'estero: grazie a Firenze, un punto per noi!

(Foto da sito travelgay.it)

Si apprende grazie alle news del sito cinemagay.it, (tutti i link in fondo al post) che la città di Firenze si appresta ad approvare la delibera sul "Nuovo registro delle Unioni Civili".
Ora, sappiamo ormai tutte quante noi che il recepimento delle unioni civili da parte dei singoli Comuni d'Italia viene comunque cassato a livello nazionale, grazie al Ministro degli Interni, Angelino Alfano e, per lui, dai vari Prefetti italiani che, ultimo e più eclatante esempio a Roma, provvedono ad eliminare la procedura di riconoscimento avviata dai sindaci e, dunque, a togliere di nuovo dai registri dell'anagrafe i matrimoni gay inseriti soli pochi mesi addietro.
Certo, in questa sede, i risvolti più o meno (in)costituzionali non ci interessano, avendo ormai chiaramente tutte capito che si tratta solo ed esclusivamente di una questione politica che trova, come sempre ormai, il parlamento completamente assente; ciò che in questo post vogliamo segnalare è, invece, l'intrepida condotta dei dirigenti del Comune di Firenze e degli altri enti coinvolti, che, nei fatti, stanno cercando di baipassare il problema creato dal Ministero.
Ma andiamo con ordine. Anche perché la materia non è proprio di agevole ed immediata comprensione per i non addetti ai lavori. Che cosa vuole proporre il Comune di Firenze con la delibera di prossima (si spera) approvazione? 
(da sito indelebilmente.forumfree.it)
Il Comune, per evitare gli strali del Ministero, vuole proporre una nuova ed aggiornata versione del suo registro delle unioni civili, già in uso nel comune dal 1998, ma utilizzato da pochissime coppie (sia etero che omo) perché non consente comunque l'acquisizione di diritti fondamentali, quali, ad esempio, la possibilità di ottenere la pensione di reversibilità e di succedere alla propria compagna/o. Lo stesso registro, dunque, solo con la possibilità di ampliare la sfera dei diritti che l'iscrizione nello stesso può portare. 
Sennonché, anche in questo modo, non è possibile inserire il riconoscimento dei diritti fondamentali sopra citati (pensione di reversibilità e successioni) perché, haimè, il riconoscimento di tali diritti a delle coppie, a delle persone, è prerogativa esclusivamente parlamentare (un Comune non può farlo).
L'unica cosa che si può fare, e che il Comune di Firenze sta provando a fare in questi giorni, è estendere il più possibile la sfera dei diritti, fino a dove possibile.
Nello specifico il Comune di Firenze, intende far iscrivere tutte le coppie che ne facciano richiesta: di fatto, sia etero che omosessuali ma anche, e qui una delle principali novità, le coppie gay già sposate all'estero, a questo registro per poter garantire loro almeno: l’accesso ad eventuali bandi che dovessero essere emessi per l'assegnazione delle case popolari ed i contributi sociali per le famiglie bisognose.
Oltre a questi, minimi, diritti, ne dovrebbero poi seguire altri, molto importanti, come il diritto a poter stare accanto alla propria compagna in ospedale oppure il diritto a far visita al proprio compagno/a in carcere (sperando che, in entrambi i casi, non ve ne sia mai bisogno!). In tal caso però, non è possibile prevedere tali diritti tout court, ma occorre coinvolgere le altre istituzioni ed enti coinvolti e cioè l'Asl ed il carcere del Comune.
Ebbene, Firenze questo ha fatto: ha preventivamente coinvolto i dirigenti dell'Asl 10 del proprio comune ed anche la Direttrice del carcere di Sollicciano. In merito a questa iniziativa, infatti, Paolo Morello, Direttore dell'Asl 10, sostiene che "bisognerà tenere conto dei diritti che già esistono per legge" ma certo "avere un certificato che legittimi una persona a stare accanto a qualcuno, faciliterebbe le cose a tutti". Dello stesso tenore le parole della Direttrice del carcere di Sollicciano, la Dott.ssa Maria Grazia Giampiccolo, per la quale "Sarebbe  un riconoscimento importante, che favorirebbe l'incontro e lo sviluppo degli affetti fra le persone". 
(sa sito notiziarioitaliano.it)
Dunque, tutto pronto nel Comune di Firenze. Sono tutti favorevoli all'accoglimento di queste novità e, quindi, a Firenze, una coppia di donne lesbiche (sia di fatto che sposata all'estero), iscrivendosi in questo registro delle Unioni Civili, potrà: avere diritto all'assegnazione di una casa popolare, usufruire di eventuali contributi sociali per le famiglie bisognose che dovessero essere elargiti dal comune e, con il consenso degli enti di riferimento, per ora, stare accanto alla propria compagna che dovesse sentirsi male o andare a fare visita alla propria moglie arrestata.
Non potranno, invece, usufruire della pensione di reversibilità della moglie/compagna oppure entrare nel suo asse ereditario e non potranno nemmeno prendere decisioni sulle cure o quant'altro presuppone una disposizione per altri.
Iniziativa encomiabile e meritoria, ma non ci si può esimere dal fare alcune osservazioni. Su tutte, la principale è che si trova assurdo e ridicolo dover ancora oggi, in Italia (e, ormai, quasi solo in Italia), dover fare ricorso a questi artifici amministrativi per poter consentire un riconoscimento ed una tutela attenuati dei diritti delle coppie omosessuali (ma anche etero).
Come da sempre sostenuto, il Ministro degli Interni, Angelino Alfano, dovrebbe essere sfiduciato perché utilizza la sua funzione per biechi interessi politici di bottega ed il parlamento tutto dovrebbe essere chiamato alla assunzione di responsabilità: non operano e non toccano assolutamente tali, fondamentali, argomenti perché cadrebbero tutte le varie alleanze...e, intanto, in sempre più paesi del mondo per due donne che si amano è possibile sposarsi e vivere in pace, con i propri diritti e doveri la vita insieme, qui da noi è ancora solo un sogno poter vantare alcuni fondamentali diritti.
Comunque, per farvi un'idea ancora più chiara e completa, vi rinvio ai due articoli sotto riportati, di Ernesto Ferrara e Maria Cristina Carratù.
MduL

Articoli utilizzati per la redazione di questo Post:
- News cinemagay.it: "Firenze - Unioni civili, il registro si apre alle coppie gay sposate all’estero" di Ernesto Ferrara
- "Unioni civili, il registro si apre alle coppie gay sposate" si Maria Cristina Carratù per la repubblica.it/firenze

Ancora sul riconoscimento dei matrimoni gay contratti all'estero e altri diritti delle coppie omosessuali

Foto presa tramite google immagini dal sito donna.fanpage.it

Avrete sicuramente sentito, in questa ultima settimana, che stanno succedendo tante/troppe cose che coinvolgono i nostri diritti e riconoscimenti di diritti in quanto coppie di persone gay e lesbiche che si amano e chiedono solo di poter vivere con un minimo di tutela giuridica riconosciuta.
Il momento è estremamente delicato: vi è il Sinodo sulla famiglia in Vaticano, vi sono i Sindaci di tante città italiane (non solo, in questo caso, il mitico Marino, a Roma, che ha provveduto giusto ieri a riconoscere di persona ben 16 matrimoni omosessuali contratti all'estero) che continuano a riconoscere il diritto di gay e lesbiche sposati all'estero di vedere trascritto nei registri dello stato civle italiano anche il loro matrimonio, con le conseguenti tutele giuridiche; vi è il Ministro dell'Interno che, abusando della propria posizione istituzionale, continua a voler vietare il riconoscimento di questi matrimoni omosessuali contratti in altro paese; vi è l'attesa per il pronunciamento del Tribunale dell'Emilia-Romagna su un'altra causa che vede coinvolte due donne sposate da tanti anni in America che hanno creato una famiglia effettiva, composta anche dai figli delle due donne legittimamente adottati e riconosciuti, e che ora chiedono semplicemente che venga riconosciuto il loro matrimonio e, soprattutto, la loro famiglia (qui da noi, infatti, i figli di una non contano nulla a livello giuridico per l'altra madre) anche in Italia, dove si sono trasferite; vi è la minoranza PD che, con l'ausilio delle forze di opposione (compresa, incredibile, Forza Italia) pressa il Governo perché, finalmente!, metta mano ad una legge che possa regolamentare le unioni/pacs/matrimoni (chiamateli come vi pare, ma chiamateli!!) e vi è il Governo stesso che, per non sfigurare almeno davanti ai vescovi che, di fatto, lo hanno già battuto in quanto a tempestività, sta portando avanti i proclami di adozione di una legge che possa istituire anche in Italia un qualche tipo di tutela alle coppie omosessuali (diritto alla successione, all'assistenza del congiunto in ospedale, alla possibilità di prendere decisioni importanti sempre in caso di malattia del coniuge, alla educazione e gestione dei figli ecc...).
Vedremo come si sviluppano le cose in questi giorni, nel frattempo non resta che dire: stiamo accorte, il momento è davvero molto delicato.
MduL

Omofobia e riconoscimento unioni civili: le contraddizioni italiane

Solo per segnalare anche l'iniziativa dei lacci arcobaleno, portata avanti dai calciatori a sostegno dei diritti glbt

Visto l'argomento di cui stiamo parlando in questo Post, prima una parola anche su questa meravigliosa, quanto coraggiosa, iniziativa portata avanti da alcuni, pochi, calciatori italiani a sostegno dei diritti glbt: "i lacci arcobaleno" (che non so se si chiama così, ma rende l'idea). 
L'iniziativa è semplice quanto efficace: i calciatori scendono in campo senza alcuna azione eclatante o appariscente, semplicemente sostituiscono i loro lacci delle scarpette da calcio con altri, color arcobaleno, come la bandiera simbolo del movimento per i diritti glbt.
E' una spendida idea che, vista l'omofobia marcata del mondo del calcio, richiede una dose di coraggio notevole e tanto, tanto appoggio...ed allora, per quel che può valere, anche da questo Blog: Bravi!! Coraggio, siamo tutti/e con voi..
*****
Ma che paese strano che siamo e che cose strane succedono: mentre in Trentino, l'arcigay del luogo, in persona del suo presidente, Flavio Romani, ha dovuto far fronte ad una proposta shock presentata al consesso comunale dal consigliere comunale Claudio Cia della Lista civica Trentino, con l'appoggio di alcuni colleghi della destra, per ottenere che alle coppie o ai single gay venissero tolti i figli!, dall'altra parte (in questo caso anche fisicamente) cioè in Sicilia, si assiste ad un'apertura senza precedenti in materia di diritti GLBT: è di questo mese infatti la conferma della notizia che anche il Comune di Taormina  ha adottato il regolamento di disciplina delle unioni civili per le coppie di fatto!.
Ma andiamo per ordine. Dicevamo della proposta del "nostro" Claudio Cia, a Trento, che chiedeva al Consiglio Comunale di togliere i figli affidati alle persone glbt, siano esse in coppia o single. E notate bene: non di "non affidare" ma "di togliere"!. Ma si, avete letto bene: non chiedevano di non affidare i figli a coppie glbt ma di togliere eventuali figli che già erano in custodia, per collocarli in "un ambiente che favorisca il suo pieno sviluppo umano". Secondo il testo presentato da Cia, infatti, "il sindaco che si trovasse di fronte ad una famiglia omogenitoriale, dovrebbe disporre immediatamente la collocazione del bambino in un ambiente che favorisca il suo pieno sviluppo umano sino a quando si possa provvedere in modo definitivo alla sua protezione riferendo nel contempo all'Autorità giudiziaria"".
La segnalazione, nelle intenzioni dei firmatari dell'ordine del giorno, ambiguamente intitolata "Save the Children" (e vergogna per tale accostamento proposto!_scusate il commento), dovrebbe partire dai servizi sociali del comune che, "individuati sul territorio casi di omogenitorialità singola o multipla, verifichino l'ambiente di crescita del bambino, in considerazione dell'assenza di una figura materna o paterna, per deliberata scelta che sottende motivi di illegalità e la segnali immediatamente al sindaco".
Ma quello di Cia è stato un attacco a tutto tondo alla comunità lgbt trentina, perché lo stesso ordine del giorno chiedeva alla giunta di non promuovere più "azioni culturali orientate a confondere e a sminuire il significato e il valore del matrimonio tra uomo e donna e della famiglia eterosessuale".
Famiglia eterosessuale, ma si, certo, magari tipo quella formata da Alessandra Mussolini ed il marito, Mauro Floriani, prostitute minorenni comprese?! E non si commenta oltre.
Si ricorda soltanto, a cotal esempio di italico ingegno, che, come si è avuto modo di scrivere lo scorso mese di aprile, perfino la Suprema Corte di Cassazione, sez. I civile, 11 gennaio 2013, n. 601 (pronunciata l'8/11/2012, è stata depositata l'11/01/2013) si è ormai pronunciata confermando l'affidamento di un bambino alla madre separata dal marito ed ora convivente con un'altra donna!!. Di più, per i supremi giudici "Non risulta alcuna specificazione delle ripercussioni negative, sul piano educativo e della crescita dle bambino, dell’ambiente familiare in cui il bambino viveva presso la madre (...). Alla base della doglianza del ricorrente non sono poste certezze scientifiche o dati di esperienza, bensì il mero pregiudizio che sia dannoso per l’equilibrato sviluppo del bambino il fatto di vivere in una famiglia incentrata su una coppia omosessuale. In tal modo, si da per scontato ciò che invece è da dimostrare, ossia la dannosità di quel contesto familiare per il bambino, che dunque, correttamente la Corte d’Appello ha preteso fosse specificamente argomentata."

Vista di Taormina dal Teatro Greco (in fondo l'Etna)
Per quel che riguarda, invece, la bella iniziativa del Comune di Taormina, che segue, in ordine di tempo, quella degli altri comuni siciliani di Mazzarà Sant’Andrea, Torregrotta e Milazzo, che hanno già completato le procedure per l’approvazione e l’adozione dei  registri delle unioni civili, non resta che dire: hip hip urrà!! Dai, una cosa è "sposarsi" a Torregrotta (?), altra farlo a Taormina (très chic).
Intendiamoci, qui, non stiamo parlando dei primi comuni che approvano il registro delle unioni civili; tanti-tantissimi e sempre più sono i comuni che lo hanno già approvato, magari anche da diverso tempo, ma stiamo parlando di comuni siti in territori da sempre considerati "più resistenti" alle istanze glbt. Nella stessa Sicilia, poi, pare che la provincia Messinese fosse meno aperta di altre provincie...fa piacere in questa sede notare il cambio di direzione e lo segnaliamo per questo.
Insomma, occorre gioire per questa conquista anche in terra sicula. I diritti conseguenti a questa vittoria, sono tanti e tutti molto importanti: l'iscrizione nelle graduatorie per l’assegnazione di alloggi di edilizia residenziale pubblica; le graduatorie per l’agevolazione sui servizi rivolti alle coppie; l'utilizzazione della medesima classe di rischio nell’adozione di una assicurazione RC auto prevista per il convivente; il rilascio permessi di sosta e circolazione in zone a traffico limitato Z.T.L. (convivenza di fatto); l'ottenimento di informazioni circa lo stato di salute del convivente ed il risarcimento di danni morali e materiali in caso di morte del convivente causata colpevolmente da terzi.
Fantastico, non trovate?. Per completezza, si aggiunge che, sempre in Sicilia, stante la congiuntura astrale che ha visto un presidente di regione, Crocetta, gay dichiarato, oltre che di sinistra, anche Messina, comune capoluogo, oltre che Sant’Agata di Militello, Barcellona Pozzo di Gotto (sindaco, in questo caso, una donna: Collica Maria Teresa), Sant’Alessio, Valdina e a Monforte San Giorgio stanno adottando il registro delle unioni civili. Per tutti questi ultimi comuni citati, manca "soltanto" il passaggio in consiglio comunale...e noi incrociamo le dita.
MduL

Gli articoli utilizzati per questo Post sono i seguenti: