Ultimo aggiornamento il 26 luglio 2026

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Diritti Lgbtqi+: ancora una conquista per i diritti delle coppie omogenitoriali e dei loro figli, ancora una sentenza, questa volta è la sentenza della Corte di Cassazione, S.U., 31/03/2021, n. 9006, che abbatte definitivamente il muro dell'adozione del figlio da parte di entrambi i genitori Lgbtqi+. Vediamo come e perché.

Il palazzo della Corte di Cassazione a Roma (foto wikipedia)
 
_MduL, 10 aprile 2021_
 
Se non fosse stato per l'autorevolezza delle fonti, avremmo pensato ad un pesce d'aprile, visto che i pezzi sono stati pubblicati proprio in tale data, ma non è così e possiamo quindi darvi con immensa gioia la seguente notizia: "Le Sezioni Unite, pronunciando su questione di massima di particolare importanza, hanno affermato il seguente principio di diritto: “Non contrasta con i principi di ordine pubblico internazionale il riconoscimento degli effetti di un provvedimento giurisdizionale straniero di adozione di minore da parte di coppia omoaffettiva maschile che attribuisca lo status genitoriale secondo il modello dell’adozione piena o legittimante, non costituendo elemento ostativo il fatto che il nucleo familiare del figlio minore adottivo sia omogenitoriale ove sia esclusa la preesistenza di un accordo di surrogazione di maternità a fondamento della filiazione”.
Dove le Sezioni Unite sono quelle della Corte di Cassazione e le parole riportate sono quelle della massima della sentenza della Corte di Cassazione, S.U., 31/03/2021, n. 9006 (link in calce al post), che segna un altro fondamentale e meraviglioso passo verso la conquista dei diritti Lgbtqi+.
 
Per capire l'importanza e l'innovativa statuizione della Corte, basta leggere la legenda fornita dalla Corte medesima sul suo sito, per identificare la materia di cui tratta la sentenza n. 9006: "Coppia omosessuale maschile - Minore - Adozione legittimante - Provvedimento straniero di attribuzione - Riconoscimento - Condizioni".
Dove la parola "Riconoscimento" segna la vittoria del diritto per noi Lgbtqi+.

Ma cosa dice la sentenza e qual'è la questione ad essa sottesa? Vediamo.
Essendo l'Italia, ancora oggi, nonostante l'esplicito e diretto sollecito financo della Corte Costituzionale, in assenza di una legge di disciplina, la Suprema Corte di Cassazione, chiamata a pronunciarsi, è intervenuta a sua volta sull’argomento, innovando definitivamente il nostro ordinamento.
Ma andiamo con ordine.
Una coppia omogenitoriale maschile, composta da un italiano ed un cittadino americano, dopo l'avvenuta adozione del loro figlio a New York, una volta in Italia, chiedeva al sindaco del Comune lombardo di Samarate dove si suppone volessero vivere, la trascrizione dell'adozione del bambino avvenuta in America.
Il Sindaco, però, rigettava la loro richiesta e proebiva l'iscrizione all'anagrafe cittadina del bimbo, come figlio di entrambi i padri. A questo punto, i padri adivano l'autorità giudiziaria ed instauravano un giudizio per ottenere il riconoscimento del loro figlio.
Al giudizio così instaurato dai genitori del piccolo, il 9 giugno 2017, la Corte d’appello di Milano, in secondo grado, diceva sì al riconoscimento dell’adozione del piccolo, che oggi ha circa dieci anni, ma la relativa sentenza veniva ancora una volta impugnata, questa volta direttamente dall'Avvocatura dello Stato, per conto del sindaco di Samarate quale ufficiale di governo, che proponeva ricorso avanti alla Corte di Cassazione.
A questo punto la Corte, investita di una questione molto delicata, quale è quella delle adozioni di figli nati da coppie omosessuali e riconosciuti negli ordinamenti stranieri ma non da noi in Italia, ha ritenuto opportuno affrontarla a Sezioni Unite, presieduta dal Primo presidente della Corte Pietro Curzio, relatrice Maria Acierno.
Così facendo è addivenuta alla storica Sentenza n. 9006 che ha dato definitivamente il via libera al riconoscimento dei bambini adottati all’estero da coppie gay. Ciò, in quanto, come abbiamo visto nella massima, i giudici sostengono che non può essere un "elemento ostativo all’adozione" il fatto che "il nucleo familiare sia omogenitoriale".
 
Certo, sussiste nella sentenza il limite - forte seppur normativamente coerente - dell'esclusione di quanti fanno ricorso alla "maternità surrogata", in quanto da noi è reato e vi è il limite della valutazione dell'idoneità della coppia per il provvedimento di adozione che “non si è fondato solo sul consenso dei genitori biologici ma anche sugli esiti di un’indagine relativa all’idoneità della coppia adottante“, così sancendo che le eventuali future richieste di adozione, cioè di trascrizione di bambini adottati all'estero, da parte di coppie omogenitoriali dovranno essere valutate caso per caso, ma la porta ormai è aperta!.
 
E consentiteci un'ultima notazione: la relatrice di questa storica questione davanti alle sezione unite della Corte di Cassazione era una donna, il Giudice Maria Acierno e, secondo noi, vuol dire...tutto il nostro amore e la nostra riconoscenza...

Con Gioia.
MduL


Fonti:
Articolo "Coppie gay, sentenza storica della Cassazione: “Trascrivere in Italia le adozioni all’estero”. Ma rimane il no alla gestazione per altri" di F.Q. per ilfattoquotidiano.it dell'1/04/2021;
Articolo "Bimbo adottato all'estero da coppia gay, la Cassazione: sì alla trascrizione in Italia" su rainews.it del 31/03/2021;
Sentenza n. 9006/2021: qui il della sentenza per esteso, in formato pdf, così come messo a disposizione dalla Corte di Cassazione.

Un'altra buona notizia per noi: anche il sindaco di Parma, Pizzarotti, riconosce i figli delle coppie omosessuali - Il botta e risposta con il Vescovo della città

Il Sindaco, Federico Pizzarotti, mentre trascrive il riconoscimento del figlio di una coppia omogenitoriale (foto da articolo in calce)
Sapete quanto ci piace scrivere questi post. In questo odierno, vi raccontiamo della meravigliosa iniziativa del sindaco di Parma, Federico Pizzarotti, il quale ha registrato all'anagrafe comunale i figli di quattro coppie omogenitoriali, facendoli così diventare cittadini ad ogni effetto.
Certo, Pizzarotti, per fortuna, non è stato il primo sindaco - e speriamo non sia l'ultimo - che ha applicato la carente normativa oggi in vigore nel modo corretto (nel modo, cioè, auspicato anche dai massimi consessi giurisprudenziali e di legge). Prima di lui, hanno agito in tal senso la Appendino, sindaco di Torino, De Magistris, sindaco di Napoli e Sala, sindaco di Milano, dunque non è, ripetiamo, per fortuna, una novità e quindi non scriviamo di questo, ma ciò che qui vi riportiamo è la bellissima reazione del sindaco stesso, Pizzarotti, alle parole che sulla vicenda ha voluto spendere il Vescovo della città di Parma, Enrico Solmi.
Il Vescovo Solmi (gazzettadiparma.it)
Solmi, infatti, durante l'omelia della messa solenne celebrata nella parrocchia della Famiglia di Nazareth, in via Navetta, aveva sottolineato che "due uomini e due donne che vivono assieme come marito e moglie non sono famiglia, anche se mettono al mondo dei figli, dirattamente o indirettamente" E non si è fermato qui. Ha aggiunto "Anche se viene ratificata da una legge o in qualche comune di Italia, questa non è famiglia. Vivere sotto lo stesso tetto non basta per essere una famiglia. Fondamentale è la presenza di un uomo e una donna uniti nel matrimonio. La verità non è un pesce da tirare in faccia ma deve aiutare a fare chiarezza".
Il Sindaco Pizzarotti (Parma Repubblica)
A queste parole, la risposta del sindaco di Parma, Pizzarotti che scende sul terreno del Vescovo e cita proprio il Vangelo secondo Giovanni: "Se il mondo vi odia, sappiate che prima di voi ha odiato me". 
Continua, poi, il Sindaco: "Ribadisco che sono felice di averlo fatto. Lo rifarei oggi, domani e nei giorni a venire. Dove c'è amore e cura, chi sono io per dire chi è o cos'è una famiglia ? La sottoscrizione di due genitori dello stesso sesso è un puro atto di anagrafe, un riconoscimento legale, non concettuale. Non sottoscrivere gli atti di anagrafe non farà di quelle persone dei genitori meno di tutti gli altri, ma farà di quei bimbi dei bambini con meno diritti di tutti gli altri.
E noi istituzioni dobbiamo per primi saper riconoscere e tutelare diritti rispetto ad una società che cambia, che non va giudicata, ma compresa. L'amore è la forza che muove il mondo, non può essere arginata ma solo accompagnata, e soprattutto difesa. Guai a noi se perdessimo questo sguardo sulla società, ci rinchiuderemmo da soli dentro un nostro steccato dividendo il mondo tra 'noi e gli altri'".
Insomma, le due massime autorità cittadine, religiosa ed istituzionale, si sono invertite i ruoli e le parole. Nelle parole del Vescovo, la chiusura agli altri e l'intolleranza, oltre che la mancanza di rispetto; nelle parole del Sindaco, l'amore, l'inclusione ed il rispetto...
Decidete voi da che parte stare e, soprattutto, da che parte vi sembra possa stare, se pensate che esiste, il "Capo Supremo".

Meraviglioso Pizzarotti.
MduL


Fonte:
Articolo "Parma, Pizzarotti riconosce i figli di coppie gay. Vescovo: "Non sono una famiglia"" della redazione di parma.repubblica.it del 31/12/2018

Notizie Flash: ecco cosa è successo in questi mesi estivi nel mondo Lgbtqi - Le istituzioni

Il Ministro Lorenzo Fontana (foto da articolo di lettera43.it)

Si, è vero, abbiamo già parlato del Ministro della famiglia e della disabilità, Lorenzo Fontana, prima della vacanze estive, ma siamo costrette ora a riparlarne, in modo da prepararvi a possibili future azioni di governo.
E' del 26 luglio scorso, infatti, la notizia (apparsa su tutti i maggiori quotidiani) che il Ministro Fontana ha creato una delle prime crisi di governo, presentando il proprio programma di governo in un'audizione alla Commissione per gli Affari sociali, in base al quale, oltre ad un riordino delle normative sui disabili che porti ad un "Codice della disabilità", riteneva doversi dare un "fermo no al riconoscimento delle famiglie gay, opposizione alla maternità surrogata — anche se fatta all’estero —, sostegno alla genitorialità eterosessuale, introduzione degli accordi prematrimoniali".
In altre parole (e, per l'esattezza, con le parole della giornalista Elena Tebano, scritte per il suo articolo "Figli di coppie gay, il ministro Fontana dice no al riconoscimento" in corriere.it, la cui versione integrale ed originale potete trovare nel link in calce a questo post), il Ministro Fontana era tornato a ribadire di non voler riconoscere i figli delle coppie gay (in coerenza, del resto, con la sua precedente affermazione, in base alla quale «le famiglie gay non esistono»), soprattutto se nati grazie alla maternità surrogata. 
Dichiarò, infatti, il Ministro: «Rilevo come l'attuale assetto del diritto di famiglia non possa non tenere in conto di cosa sta accadendo in questi ultimi mesi in materia di riconoscimento della genitorialità, ai fini dell'iscrizione dei registri dello stato civile di bambini concepiti all'estero da parte di coppie dello stesso sesso facendo ricorso a pratiche vietate dal nostro ordinamento e che tali dovrebbero rimanere». 
Un’espressione un po’ criptica, che fa riferimento al riconoscimento dei figli di coppie di uomini italiani nati all’estero (prevalentemente in Canada e California) grazie alla gestazione per altri arrivato in Italia prima per via giudiziaria, con una sentenza della Corte di appello di Trento del 2017 (in autunno se ne occuperà la Corte di Cassazione) e poi per via politica per mano dei sindaci. 
A inaugurare i riconoscimenti amministrativi è stata quest’anno la sindaca di Torino Chiara Appendino dei 5 Stelle, che con Fontana sono al governo. 

Matteo Salvini (foto Libero Quotidiano)
A giugno Salvini dopo le esternazioni di Fontana sulle famiglie gay a giugno aveva detto che questi temi «non sono una priorità e non sono nel contratto di governo». Però, rispondendo a un’interrogazione parlamentare in merito, è tornato sulla questione con tutt’altri toni: «Il diritto dei bambini ad avere una mamma e un papà» è una delle questioni a cui «il governo darà voce e difesa in ogni sede» ha affermato. 
Salvini ha quindi spiegato di aver chiesto all’Avvocatura dello Stato di «dare le sue valutazioni legali» prima di «definire linee di indirizzo che ho intenzione di diramare alle prefetture e agli enti locali interessati». 
Secondo il ministro dell’Interno «alcuni ufficiali di stato civile hanno correttamente opposto il diniego alle trascrizioni ritenendole contro la legge altri sono andati a mio avviso oltre le norme vigenti»
Salvini però ha anche ammesso di dover tenere «conto dell’orientamento del Consiglio di Stato, volto ad escludere che il prefetto possa annullare l’atto del ufficiale dello stato civile in assenza di un’espressa previsione di legge». Significa cioè che i prefetti, e quindi il ministero dell’Interno da cui dipendono, non hanno il potere di annullare i riconoscimenti.

Il sottosegretario Spadafora (Stylo24)
In serata ai ministri della Lega ha risposto il sottosegretario con delega alle Pari opportunità Vincenzo Spadafora «Su questi temi è necessario andare al di là delle battaglie identitarie, perché tutto questo incide realmente nella nostra società e coinvolge i più indifesi, i bambini. 
Non esistono infatti, bambini di serie A o di serie B, tutti devono essere tutelati —ha detto —. Per questo la Corte Costituzionale, con la sentenza 162 del 2014, ha superato il principio espresso dalla legge 40 del 2004, per il quale vi doveva essere coincidenza fra genitorialità biologica e genitorialità sociale». E ha spiegato che «Il preminente interesse del minore è l’unico principio che deve guidare tutte le scelte nella materia dello status familiare. Proprio per questo, secondo la giurisprudenza, è illegittimo il rifiuto dell’Ufficio di Stato Civile di iscrivere nei registri i bambini concepiti con tecniche di procreazione medicalmente assistita da coppie dello stesso sesso. Invito — ha concluso il Ministro Fontana a fermare la propaganda ed aprire un dialogo culturalmente serio, di riflessione e di discussione, per evitare che il nostro Paese torni 10 anni indietro».
Il Ministro Luigi di Maio (wikipedia)
Poi è intervenuto anche il vicepremier Luigi Di Maio: «Nel contratto di governo non ci sono queste materie — ha ricordato — perché non siamo d’accordo con la Lega. Il ministro Fontana ha espresso la sua opinione ma un ministro che dice che in Italia è illegale l’utero in affitto dice la verità». 
Di Maio ha poi aggiunto che «per quanto riguarda i bambini l’obiettivo è tutelarli, ma in questa legislatura non ci occuperemo di questa materia e non legifereremo»

Infine le reazioni dei sindaci: «Torino è stata la prima città in Italia a riconoscere i figli di coppie dello stesso sesso, di questo siamo orgogliosi — ha rivendicato la prima cittadina torinese Chiara Appendino in un tweet —. Continueremo su questa strada, per garantire alle bambine e ai bambini il diritto di avere una famiglia in cui l’amore sia l’unica condizione necessaria». 
Mentre il Sindaco di Milano Beppe Sala ha invitato il ministro Fontana a «regolamentare queste situazioni» perché «quando i cittadini ti chiedono il riconoscimento di un diritto non puoi girarti dall’altra parte».
Il Miinistro Lorenzo Fontana (politichefamiglia.it)
Ecco, queste le posizioni e le dichiarazioni del ministro della famiglia in merito ai diritti delle persone Lgbtqi. Ma Fontana non si è fermato qui. Egli, infatti, sempre in sede di audizione alla Commissione, ha anche annunciato misure a sostegno della maternità, ma solo per le coppie “tradizionali”.
Ha dichiarato, infatti, «Occorre rafforzare le misure già esistenti in materia di indennità di maternità, congedo parentale, congedo retribuito obbligatorio per il padre lavoratore. Tutto ciò affinché la maternità non rappresenti più una ragione di discriminazione sui luoghi di lavoro».
E, ancora, «Interventi mirati potranno anche essere adottati per l'estensione dell'Istituto del part-time alla fine della maternità, anche con riferimento al potenziamento dell'assegno di maternità di base per le madri disoccupate casalinghe che non beneficiano dell'indennità di maternità».
Infine, si è pronunciato anche su gli accordi prematrimoniali, ritenendoli fattibili. Ha sostenuto, infatti, che «Mi sembra che sia arrivato il tempo per dotarsi di una serie di discipline sull’accordo prematrimoniale che siano volte a ridurre i contrasti di tipo essenzialmente economico tra i genitori nella fase di dissolvimento del vincolo».
*****

Don Vilmar Pavesi (FSSP Roma)
Direte voi, ebbene? Cosa c'è di male al sostegno alla maternità? No, assolutamente nulla, anzi, sennonché, a parte il non trascurabile dettaglio che tale aiuto e sostegno alla maternità verrebbe erogato solo ed esclusivamente per le donne/madri di "una famiglia tradizionale" (!)  [per intenderci, secondo Fontana, quella composta da un papà ed una mamma e non anche le famiglie arcobaleno], lascia un attimo sconcertati constatare come tali posizioni sembrino essere lo specchio fedele delle posizioni (medievali) che sulla donna e sul ruolo della donna - ma non solo, vedi infra - porta avanti il mentore e consigliere spirituale del ministro Lorenzo Fontana, don Vilmar Pavesi.
Apprendiamo, infatti, dall'anticipazione all'Articolo "«I gay sono istigati dal diavolo»: parla il prete consigliere del ministro Lorenzo Fontana" di Elena Testi per il settimanale l'Espresso, pubblicata su espresso.repubblica.it (link all'articolo in fondo al post) che "Ogni mattina, alle sette e un quarto, a pochi passi da palazzo Farnese, ponte Sisto e via Giulia, un uomo varca la porta dell'imponente chiesa della Santissima Trinità dei Pellegrini, si inginocchia e partecipa all'antico rito tridentino, la messa in latino che si celebrava prima della riforma liturgica fortemente voluta dalla Santa Sede dopo il Concilio Vaticano II. L'uomo che nella penombra si percuote il petto con il pugno in segno di contrizione per tutti i suoi peccati, è il ministro Lorenzo Fontana.
Terminata la solenne liturgia, si dirige dentro la sacrestia e incontra la sua guida spirituale, nonché consigliere fidato, don Vilmar Pavesi.
Di questo padre brasiliano, amico non solo di Fontana ma anche di Matteo Salvini, non si è saputo nulla, eppure la sua chiesa, la santissima Trinità dei Pellegrini, è frequentata da politici di spicco e da quei porporati che mettono in discussione il pontificato di Francesco (Papa Francesco!).
Più in dettaglio, l'internazionale sovranista ha qui, nel cuore di Roma, tra madonne, crocifissi ed evangelisti, uno dei suoi nascosti punti di riferimento. Una rete che comprende il cardinale Raymond Leo Burke, il segretario di Ratzinger, Georg Ganswein e l'ultracattolico Steve Bannon, intenzionato a dirigere l'Europa. Intrighi, accademie finanziate con soldi che arrivano da oltreoceano e un passato che rende chiaro il futuro.  

Ma chi è Don Vimar Pavesi? Apprendiamo, sempre dall'anticipazione dell'articolo di Elena Testi, che questo sacerdote, vestito con la tunica nera, per anni ha animato la vita politica veronese, benedicendo sedi di partito del Carroccio (cioè della Lega) e lanciando castighi divini ogni volta che gli veniva impedito di celebrare cerimone reazionarie (cerimonie che, come abbiamo visto sopra, vengono celebrate in contrapposizione al Papa stesso).
Ma don Pavesi non è solo questo. Ecco il pensiero del mentore e confessore del ministro della famiglia (non dimentichiamolo).

«In questa Chiesa vengono solo uomini perché ci vuole uno sforzo mentale per seguire la messa in latino». Avete capito, si? Sta dicendo che le donne sono troppo stupide per poter seguire una messa in latino.
Questo, invece, il suo pensiero sui gay: «I gay? Sono istigati dal diavolo, dietro ogni peccato di sensualità e lussuria c'è la mano del maligno».
Infine, come è di tutta evidenza viste le premesse, ecco il pensiero di don Pavesi sull'aborto, che per lui diventa un crimine, la civiltà necessita di una nuova alleanza tra trono e altare, bisogna tornate agli antichi regni italici e sui migranti che, sempre secondo il suo pensiero, «non mi sembra scappino dalle guerre».
Parole che, come scrive Elena Testi, lasciano perplessi, ancor di più se pronunciate da un prete che dovrebbe gridare dignità, perdono e carità, ma parla solo di gerarchia, dipendenza e legame.
Parole che, visti i rapporti tra questo prete e due dei nostri ministri della repubblica, fanno tremare i polsi.
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Il Ministro Matteo Salvini (cityjournal.it)
Per farvi capire di cosa stiamo parlando, passiamo ad un'altra notizia che ha coinvolto il nostro mondo Lgbtqi di questa estate e che riguarda proprio il Ministro degli Interni, Matteo Salvini.
Il Ministro, infatti, dopo un primo - breve - periodo durante il quale si è tenuto fuori da queste discussioni, asserendo che non facevano parte del patto e programma di governo, ha iniziato a cambiare posizione (a voler pensare male, si potrebbe supporre che il ministro sia stato spinto ad assumere tali nuove posizioni facendo riferimento ai dati riportati dal terribile e terrifico software 'la bestia' che consente al suo staff di avere sempre sotto controllo le reazioni della gente alle sue dichiarazioni sui social. Se, ad esempio, dai commenti dei suoi elettori dovesse risultare che essi vogliono tornare al medioevo, togliendo nuovamente i diritti alle persone Lgbtqi, ed alle donne, lui li fa tornare al medioevo...) sostenendo "il diritto dei bambini ad avere una mamma ed un papà", poi, seppur - per fortuna - conformandosi alle sentenze del Consiglio di Stato, appoggiando i funzionari che si rifiutano di trascrivere allo stato civile atti coinvolgenti figli di coppie omosessuali, infine, e qui è la notizia dell'estate, ha annunciato in un'intervista alla testa cattolina online 'Nuova bussola quotidiana': "Via "genitore 1" e "genitore", e ritorno all'antico con "madre" e "padre" sui moduli del Viminale per richiedere la carta di identità elettronica per i figli minori.

Queste le parole di Salvini: "...Per fare un esempio: la settimana scorsa mi è stato segnalato che sul sito del ministero dell'Interno, sui moduli per la carta d'identità elettronica c'erano 'genitore 1' e 'genitore 2'. Ho fatto subito modificare il sito ripristinando la definizione 'madre' e 'padre'. È una piccola cosa, un piccolo segnale, però è certo che farò tutto quello che è possibile al ministero dell'Interno e che comunque è previsto dalla Costituzione. Utero in affitto e orrori simili assolutamente no".
E, ancora, rispondendo alle dure critiche pervenute dal mondo della sinistra (che, è bene ricordarlo, ha almeno approvato la legge sulle unioni civili): "Per la sinistra, difendere il concetto di mamma e papà significa essere 'trogloditi'. Allora sono orgoglioso di essere un troglodita!".
E questo anche se, in realtà, andando a verificare sul sito del ministero, il modulo che si trova come esempio non porta più effettivamente "genitore 1" e "genitore 2" ma solo "genitori". Ma, "L'impegno politico del ministro - confermano dal Viminale - è ridare dignità alla figura di madre e padre. Al momento sui moduli è stata inserita la definizione Genitore". Probabilmente l'intento di Salvini di tornare alla vecchia dicitura "madre" e "padre" è in contrasto con le leggi in vigore e con le tante sentenze che riconoscono la genitorialità di madri e padri dello stesso sesso.
Del resto, è bene ribadirlo, anche per ciò che concerne i matrimoni gay (riconosciuti come unioni civili dalla legge Cirinnà) Salvini ha dichiarato e confermato tutta la sua avversità. Questo infatti il suo pensiero: "La trascrizione dei matrimoni gay? Ci stiamo lavorando, ho chiesto un parere all'avvocatura di stato, ho dato indicazione ai prefetti di ricorrere. La mia posizione è fermamente contraria". E sorvoliamo sul fatto che pretenderebbe di ovviare ad una legge dello stato con un atto amministrativo del suo ministero, come a suo tempo provò a fare Angelino Alfano...

*****
Presentazione dell'Intergruppo Famiglia e Vita (foto da Nozie proVita)
E se tutto questo ancora non bastasse, ecco altre notizie di questa estate che non possiamo omettere. La prima, che abbiamo appreso dall'articolo "I parlamentari del Family Day fanno squadra" della redazione di lettera43.it (link in calce al post)  riguarda la creazione di un intergruppo parlamentare chiamato "Famiglia e Vita" che riunisce tutti i parlamentari del centrodestra, più una senatrice del Movimento Cinque Stelle Tiziana Drago (una professoressa già nota alle cronache per il suo sostegno alle Sentinelle in piedi) vicini ai cattolici del Family Day.
Promotore dell'iniziativa è Massimo Gandolfini, il neurochirurgo di Brescia organizzatore delle manifestazioni contro l'approvazione delle unioni civili e, ancor prima, della legge contro l'omofobia (mai approvata).

L'intergruppo vuole battersi contro la gestazione per altri (che in Italia comunque è già vietata), le adozioni omogenitoriali (già vietate, a meno che con ciò non si intenda il riconoscimento del secondo genitore non biologico nelle coppie omosessuali), la legalizzazione delle droghe leggere (non esiste in Italia), il contrasto al siucidio assistito (anch'esso vietato) e «la valorizzazione del prinicipo di obiezione di coscienza e l'educazione del gender nelle scuole», ovvero lo stop alle iniziative di contrasto del bullismo. Si tratta, dicono i promotori, di «valori non negoziabili».

Secondo gli organizzatori, gli aderenti sarebbero 150 tra deputati e senatori. Tra gli aderenti figurano Maurizio Gasparri (Forza Italia), Gaetano Quagliariello (Idea) e l'onorevole Giovanni Donzelli (Fratelli d'Italia).

Gaetano Quagliarello (moliseweb.it)
Una prima riunione si è tenuta 18 settembre scorso, a Palazzo Madama ed una seconda è convocata per il 12 ottobre al Pirellone di Milano con anche gli amministratori locali. «Ci ritroveremo speriamo in tanti - ha detto il professor Gandolfini - sindaci, governatori, consiglieri e anche i parlamentari che vorranno partecipare per valutare cosa si può fare sul territorio, sia le regioni che i comuni per le loro competenze soprattutto su temi di educazione e anche sulle trascrizione e iscrizione delle adozioni avvenute all'estero». «Inoltre - ha aggiunto - il prossimo congresso Mondiale in favore della famiglia si terrà a fine marzo 2019 in Italia, precisamente a Verona».
Ma non è finita qui, ciò che più conta, per noi, è che uno degli obiettivi dichiarati dell'integruppo è smontare le riforme approvate durante la precedente legislatura. Dichiara infatti Quagliariello: «Quella scorsa è stata una legislatura orribile: è passata con il voto di fiducia una legge sulle unioni civili che come previsto ha aperto alla stepchild adoption per via giudiziaria ed è stata approvata una cattiva legge sul testamento biologico, eutanasica. L'intergruppo Famiglia e Vita, quindi, è stata un'azione di resistenza e di testimonianza. Serve un'azione che non si limiti solo alle aule parlamentari. Agendo con provvedimenti parlamentari e agendo nella società per frenare gli effetti perversi dei provvedimenti della scorsa legisaltura, forse è possibile recuperare un po' del terreno che si è perso, spostare un po' più indietro il confine». Ottimista anche Maurizio Gasparri: «In questa legislatura - afferma - c'e' un contesto trasversale più fecondo per trovare determinazione e coraggio, c'è un clima interessante».
Alessandro Pagano (wikipedia)

Sconvolte? Aspettate perché possiamo continuare, citandovi le posizioni del leghista Alessandro Pagano, il quale promette «stavolta non giocheremo più una partita di rimessa, ma una partita d'attacco» e parla di «deriva antropologica frutto di una cultura cosmopolita e perversa». «Siamo al governo - incalza - e abbiamo un contratto che rispetteremo in toto. Ma ricordo che le battaglie non sono soltanto parlamentari: sono anche culturali. Non sono battaglie di qualche retrogrado medievale ma battaglie di civiltà. C'è un popolo italiano che si è risvegliato dal torpore voluto dalla massoneria internazionale, possiamo essere promotori di un grande cambiamento umano, culturale e politico».
Ed infine, ecco il pensiero del forzista Malan che indica alcuni punti ritenuti critici: «I sindaci che riconoscono le coppie omogenitoriali. E qualche giudice che ha fatto delle sentenze diciamo così, creative».

*****
Il senatore Pillon (foto de l'Espresso)
E non è ancora finita perché tra gli aderenti a questo intergruppo parlamentare, vi è il leghista Simone Pillon, organizzatore dei Family Day e noto allle cronache per aver presentato una proposta di legge su figli e divorzi molto contestata perché ritenuta lesiva dei diritti delle donne (tra l'altro vuole cancellare l'assegno di mantenimento), che ci porta ad un'altra -triste- notizia estiva da segnalare.
Stiamo parlando del testo di legge proposto da Pillon per l'affido condiviso. Testo che non convince nessuno, nè esperti di diritto di famiglia, nè le associazioni per la tutela dei figli di genitori separati. Nel mirino sia l’automatismo per cui i bambini dovrebbero trascorrere metà del tempo con il padre e metà con la madre e avere quindi due case sia il colpo di spugna sull’assegno di mantenimento in favore del “mantenimento diretto”, nonostante in Italia più di metà delle donne non abbia un’occupazione. A questo, si aggiunga poi che chi mantiene la residenza nella casa familiare – ora assegnata quasi sempre alle madri “tenendo prioritariamente conto dell’interesse dei figli” – debba versare all’altro, se ne è proprietario, un canone di affitto.
Testo che poi, ciò che in questa sede ancor più conta, è basato su un'ideologia vecchia e molto pericolosa, che vorrebbe riportare la donna indietro di tanti decenni. Concorda su questo anche l’avvocatessa Annamaria Bernardini De Pace che reputa il testo  del disegno di legge “imbarazzante“ e “maschilista” , disponendo “un’assurda parità materiale e di contabilità”.
Ma su questo punto, rinviamo all'Articolo riportato tra gli approfondimenti dal titolo "Affido condiviso, il ddl Pillon e i pericoli di una legge infarcita di ideologia" di Mauro Grimoldi per ilfattoquotidiano.it.

Ecco fatto. Queste le notizie estive di rilievo istituzionale coinvolgenti il mondo Lgbtqi. Sorvoliamo sui fatti di cronaca, specchio fedele di questo nuovo (brutto) mondo che si sta venendo a creare per non tediarvi ulteriormente, ma sappiate che, anche in questo caso, di notizie da dare, haimé, ce ne sarebbero diverse.


MduL



Fonti:
> Articolo "Figli di coppie gay, il ministro Fontana dice no al riconoscimento" di Elena Tebano per corriere.it del 26/07/2018;
>Anticipazione all'Articolo "«I gay sono istigati dal diavolo»: parla il prete consigliere del ministro Lorenzo Fontana" di Elena Testi per il settimanale l'Espresso, pubblicata su espresso.repubblica.it;
> Articolo "Carta d'identità, colpo di spugna di Salvini: "No a genitore 1 e 2, si torna a madre e padre". Ma in realtà sul sito appare "genitori"" di Alessandra Ziniti per repubblica.it
> Articolo "I parlamentari del Family Day fanno squadra" della redazione di lettera43.it
> Articolo "Affido condiviso, il ddl dell’organizzatore dei Family day: ‘Basta assegno mantenimento. Chi resta in casa paghi affitto’" di Chiara Brusini per ilfattoquotidiano.it



Altri articoli ed Approfondimenti:
Articolo "Coppie gay, il ministro Fontana: “No al riconoscimento di bambini concepiti all’estero. Far rispettare divieto”" di F.Q. per il fattoquotidiano.it del 26/07/2018
Articolo "Fontana sui figli di coppie gay: "Maternità surrogata è vietata, stop riconoscimenti"" della redazione di repubblica.it del 26/07/2018
Articolo "Come funziona il riconoscimento dei figli delle coppie gay" della redazione di lettera43.it del 26/07/2018
Articolo "Salvini: “Via Genitore 1 e Genitore 2, sui moduli Viminale ‘madre’ e ‘padre’. Negozi marijuana legale? Fenomeno pericoloso”" di F.Q. per ilfattoquotidiano.it
Articolo "Salvini patria e famiglia: sulla carta d'identità tornano madre e padre al posto di genitore 1 e genitore 2" della redazione di huffingtonpost.it
Articolo "Nasce “Famiglia e Vita”: gli omofobi si riuniscono in un intergruppo parlamentare" della redazione di gaypost.it
Articolo "Affido condiviso, il ddl Pillon e i pericoli di una legge infarcita di ideologia" di Mauro Grimoldi per ilfattoquotidiano.it

Ancora sulle trascrizioni dei matrimoni gay contratti all'estero: grazie a Firenze, un punto per noi!

(Foto da sito travelgay.it)

Si apprende grazie alle news del sito cinemagay.it, (tutti i link in fondo al post) che la città di Firenze si appresta ad approvare la delibera sul "Nuovo registro delle Unioni Civili".
Ora, sappiamo ormai tutte quante noi che il recepimento delle unioni civili da parte dei singoli Comuni d'Italia viene comunque cassato a livello nazionale, grazie al Ministro degli Interni, Angelino Alfano e, per lui, dai vari Prefetti italiani che, ultimo e più eclatante esempio a Roma, provvedono ad eliminare la procedura di riconoscimento avviata dai sindaci e, dunque, a togliere di nuovo dai registri dell'anagrafe i matrimoni gay inseriti soli pochi mesi addietro.
Certo, in questa sede, i risvolti più o meno (in)costituzionali non ci interessano, avendo ormai chiaramente tutte capito che si tratta solo ed esclusivamente di una questione politica che trova, come sempre ormai, il parlamento completamente assente; ciò che in questo post vogliamo segnalare è, invece, l'intrepida condotta dei dirigenti del Comune di Firenze e degli altri enti coinvolti, che, nei fatti, stanno cercando di baipassare il problema creato dal Ministero.
Ma andiamo con ordine. Anche perché la materia non è proprio di agevole ed immediata comprensione per i non addetti ai lavori. Che cosa vuole proporre il Comune di Firenze con la delibera di prossima (si spera) approvazione? 
(da sito indelebilmente.forumfree.it)
Il Comune, per evitare gli strali del Ministero, vuole proporre una nuova ed aggiornata versione del suo registro delle unioni civili, già in uso nel comune dal 1998, ma utilizzato da pochissime coppie (sia etero che omo) perché non consente comunque l'acquisizione di diritti fondamentali, quali, ad esempio, la possibilità di ottenere la pensione di reversibilità e di succedere alla propria compagna/o. Lo stesso registro, dunque, solo con la possibilità di ampliare la sfera dei diritti che l'iscrizione nello stesso può portare. 
Sennonché, anche in questo modo, non è possibile inserire il riconoscimento dei diritti fondamentali sopra citati (pensione di reversibilità e successioni) perché, haimè, il riconoscimento di tali diritti a delle coppie, a delle persone, è prerogativa esclusivamente parlamentare (un Comune non può farlo).
L'unica cosa che si può fare, e che il Comune di Firenze sta provando a fare in questi giorni, è estendere il più possibile la sfera dei diritti, fino a dove possibile.
Nello specifico il Comune di Firenze, intende far iscrivere tutte le coppie che ne facciano richiesta: di fatto, sia etero che omosessuali ma anche, e qui una delle principali novità, le coppie gay già sposate all'estero, a questo registro per poter garantire loro almeno: l’accesso ad eventuali bandi che dovessero essere emessi per l'assegnazione delle case popolari ed i contributi sociali per le famiglie bisognose.
Oltre a questi, minimi, diritti, ne dovrebbero poi seguire altri, molto importanti, come il diritto a poter stare accanto alla propria compagna in ospedale oppure il diritto a far visita al proprio compagno/a in carcere (sperando che, in entrambi i casi, non ve ne sia mai bisogno!). In tal caso però, non è possibile prevedere tali diritti tout court, ma occorre coinvolgere le altre istituzioni ed enti coinvolti e cioè l'Asl ed il carcere del Comune.
Ebbene, Firenze questo ha fatto: ha preventivamente coinvolto i dirigenti dell'Asl 10 del proprio comune ed anche la Direttrice del carcere di Sollicciano. In merito a questa iniziativa, infatti, Paolo Morello, Direttore dell'Asl 10, sostiene che "bisognerà tenere conto dei diritti che già esistono per legge" ma certo "avere un certificato che legittimi una persona a stare accanto a qualcuno, faciliterebbe le cose a tutti". Dello stesso tenore le parole della Direttrice del carcere di Sollicciano, la Dott.ssa Maria Grazia Giampiccolo, per la quale "Sarebbe  un riconoscimento importante, che favorirebbe l'incontro e lo sviluppo degli affetti fra le persone". 
(sa sito notiziarioitaliano.it)
Dunque, tutto pronto nel Comune di Firenze. Sono tutti favorevoli all'accoglimento di queste novità e, quindi, a Firenze, una coppia di donne lesbiche (sia di fatto che sposata all'estero), iscrivendosi in questo registro delle Unioni Civili, potrà: avere diritto all'assegnazione di una casa popolare, usufruire di eventuali contributi sociali per le famiglie bisognose che dovessero essere elargiti dal comune e, con il consenso degli enti di riferimento, per ora, stare accanto alla propria compagna che dovesse sentirsi male o andare a fare visita alla propria moglie arrestata.
Non potranno, invece, usufruire della pensione di reversibilità della moglie/compagna oppure entrare nel suo asse ereditario e non potranno nemmeno prendere decisioni sulle cure o quant'altro presuppone una disposizione per altri.
Iniziativa encomiabile e meritoria, ma non ci si può esimere dal fare alcune osservazioni. Su tutte, la principale è che si trova assurdo e ridicolo dover ancora oggi, in Italia (e, ormai, quasi solo in Italia), dover fare ricorso a questi artifici amministrativi per poter consentire un riconoscimento ed una tutela attenuati dei diritti delle coppie omosessuali (ma anche etero).
Come da sempre sostenuto, il Ministro degli Interni, Angelino Alfano, dovrebbe essere sfiduciato perché utilizza la sua funzione per biechi interessi politici di bottega ed il parlamento tutto dovrebbe essere chiamato alla assunzione di responsabilità: non operano e non toccano assolutamente tali, fondamentali, argomenti perché cadrebbero tutte le varie alleanze...e, intanto, in sempre più paesi del mondo per due donne che si amano è possibile sposarsi e vivere in pace, con i propri diritti e doveri la vita insieme, qui da noi è ancora solo un sogno poter vantare alcuni fondamentali diritti.
Comunque, per farvi un'idea ancora più chiara e completa, vi rinvio ai due articoli sotto riportati, di Ernesto Ferrara e Maria Cristina Carratù.
MduL

Articoli utilizzati per la redazione di questo Post:
- News cinemagay.it: "Firenze - Unioni civili, il registro si apre alle coppie gay sposate all’estero" di Ernesto Ferrara
- "Unioni civili, il registro si apre alle coppie gay sposate" si Maria Cristina Carratù per la repubblica.it/firenze

Trascrizioni dei matrimoni gay contratti all'estero: il Prefetto di Roma le cancella d'ufficio. Vergogna!!

Una delle 16 coppie il cui matrimonio è stato registrato dal Sindaco Marino all'anagrafe del comune di Roma (da dagospia.com)

Prima una premessa che è anche uno sfogo di indignazione. E' di tutta evidenza la totale mancanza del senso delle istituzioni e dei confini dei poteri, stante il fatto che questa gente, Angelino Alfano e Giuseppe Pecoraro (Ministro e Prefetto), per altro del tutto impreparata, agisce in tal modo solo ed esclusivamente a fini politici. 
Del resto, Alfano, sul punto, è sempre stato molto chiaro: si alla "famiglia tradizionale" delle sentinelle in piedi ed abbasso tutto il mondo glbt!!. Il guaio è che certe affermazioni le fa in veste di Ministro degli Interni e non di Segretario del suo partito e questa è già la prima, macroscopica, mancanza di rispetto delle istituzioni cui siamo costrette ad assistere...a seguire tutte le altre violazioni come, in questo caso, la solerte applicazione dell'ordinanza da parte di un prefetto di chiaro identico colore politico (ma i Prefetti, non avrebbero dovuto essere i rappresentati dello Stato, super partes, dunque, per definizione?)...
Il Prefetto Pecoraro (repubblica.it)
Dopo questo inevitabile sfogo, eccovi il fatto: leggo tra le news dell'inestimabile sito cinemagay.it, che il Prefetto di Roma, Giuseppe Pecoraro, nato a Palma Campania nel 1950 e prefetto già dai primi anni '90, il quale ha ricoperto anche incarichi governativi nei governi Berlusconi e Dini ed è Prefetto di Roma dal 2008, con i solerti quanto incostituzionali modi di fare propri del suo Ministro di riferimento (cioè, ovviamente, il ministro degli interni Angelino Alfano, già prodigatosi con la vergognosa quanto assolutamente incostituzionale circolare ministeriale che ordinava, appunto, ai Prefetti italiani di annullare ed impedire la trascrizione dei matrimoni gay contratti all'estero) ha provveduto a sostituirsi al Sindaco del Comune di Roma, Ignazio Marino (preso da ben altri problemi in questo periodo), inviando alle 16 coppie sposate lo scorso mese di ottobre dal primo cittadino romano una lettera per renderle edotte dell'imminenza dell'annullamento dei matrimoni testè registrati all'anagrafe civile e, cioè che è peggio, inviando subito in loco una funzionaria della prefettura per operare materialmente la cancellazione dai registri.
Il segnale è chiaro ed inequivocabile: io Prefetto, dando attuazione alla (incostituzionale) Circolare Alfano agisco (incostituzionalmente) surrogandomi al Sindaco della città di Roma e procedendo, dunque, alla cancellazione coatta della registrazione dei matrimoni delle 16 coppie gay contratti a suo tempo all'estero. Questi matrimoni, in tal modo, non saranno e non potranno essere riconosciuti (di nuovo) dal nostro ordinamento e le coppie in questione perderanno i (pochi) diritti appena acquisiti. Poco importa se in tale materia non potrei intervenire poiché di competenza sindacale (cioè dei sindaci dei singoli comuni) [o meglio, per restare più aderenti al dettato normativo, al parlamento. Il Ministero degli Interni ha competenza infatti in materia di stato civile, questo è indubbio, ma per ciò che compete le procedure e le funzioni, non anche i diritti e le fattispecie ad esso sottese. Registrare o meno un matrimonio gay contratto all'estero presuppone l'acquisto di diritti e doveri che non possono essere decisi dal solo ministero degli interni!!] e poco importa se, di certo, non potrei agire in questo modo (inviando un funzionario della prefettura ad agire materialmente, sostituendosi ai funzionari comunali), io agisco e così facendo faccio contento il mio elettorato, del resto chi se ne frega!!....Ovviamente, le coppie colpite da tale modo di agire, stanno predisponendo i ricorsi dovuti. 
Si prega quindi tutte noi/voi di effettuare una forte e decisa mobilitazione, in primis diffondendo a chiunque vi capiti questa vergognosa notizia che rischia di passare del tutto inosservata.
Ciò detto, per farvi un'idea precisa e completa sulla questione segnalata, ecco qui di seguito l'articolo di Gabriele Isman "Nozze gay il prefetto cancella le trascrizioni" per il quotidiano "La repubblica/Roma" riportato dal sito cinemagay.it. Lì stesso, poi, troverete anche tutti i link utili agli articoli di riferimento.
MduL

Milano: fatto slittare il convegno relativo a "La tutela dei diritti nelle famiglie omogenitoriali" perché erano previsti troppi interventi a favore dei diritti delle coppie gay

Aula magna del Palazzo di Giustizia di Milano (dal sito fondazionetriulza.org)

Questa settimana, haimè, occorre dare notizia e diffondere questi incresciosi episodi che coinvolgono il nostro povero, ed ormai allo stremo, paese. Nel post precedente si è parlato dell'operato del solerte Prefetto di Roma che ha dato attuazione alla circolare ministeriale Alfano cancellando d'ufficio la registrazione dei matrimoni gay all'anagrafe del comune di roma fatta dal sindaco Marino nei mesi scorsi. Nel presente post, occorre dare atto di quest'altra notizia, letta sempre sull'inestimabile sito cinemagay.it, che lascia sgomenti: il Convegno relativo a "La tutela dei diritti nelle famiglie omogenitoriali", organizzato dalla Scuola superiore della Magistratura del distratto di Milano in collaborazione con l'Associazione degli avvocati per la famiglia (Aiaf) e per i minori, è stato spostato di due mesi perché, a quanto si apprende, qualcuno aveva espresso il timore vi fossero troppi interventi a favore della famiglia omogenitoriale, quindi troppo a favore dei diritti delle famiglie omosessuali!!. 
Le parole, anche in questo caso, mancano, vi riporto dunque l'articolo "Slitta in tribunale un convegno sui genitori gay. E' polemica" di Franco Vanni per la Repubblica riportato dal sito cinemagay.it
«LA TUTELA dei diritti nelle famiglie omogenitoriali ». È il tema del convegno organizzato dalla Scuola superiore di magistratura (Ssm, distretto di Milano) e Aiaf, l’associazione degli avvocati per la famiglia e per i minori. L’incontro era previsto per il 15 dicembre nell’aula magna del palazzo di Giustizia, ma ieri i partecipanti hanno ricevuto via email la notizia del rinvio al 27 febbraio, per «arricchire il seminario con ulteriori opinioni e spunti », come scrive Giuseppe Buffone, giudice della nona sezione civile e docente della Ssm. Una scelta presa dopo che, nei giorni scorsi, diversi magistrati avevano espresso la volontà di intervenire nel dibattito.
L’annuncio del rinvio solleva polemiche fra le correnti in cui è divisa la magistratura, di cui ha dato notizia per primo il blog giustiziami. It. Per i magistrati “di sinistra” di Area Milano, che riunisce Magistratura Democratica e Movimento per la Giustizia, il rinvio «sarebbe in realtà originato dalla perplessità di alcuni colleghi », che avrebbero ritenuto il convegno «troppo “a favore” dei diritti delle famiglie omosessuali ». Questo sarebbe «francamente preoccupante», dal momento che «l’incontro voleva trattare sotto un profilo tecnico-giuridico argomenti di interesse per gli operatori del diritto». E la nota rincara: «È impensabile che possano intervenire veti o pressioni», che comprometterebbero «l’indipendenza della scuola di magistratura».
Nel pomeriggio, la risposta dei magistrati “moderati” di Unità per la Costituzione: «La formazione dei magistrati non può prescindere dal pluralismo culturale. Solo occasioni di confronto prive di ipoteche ideologiche costituiscono vera formazione, offerta ai colleghi ed alla loro elaborazione critica, e non indottrinamento». E ancora: «Il rinvio è stato disposto per favorire il pluralismo, non per comprimerlo». A questo punto, la corrente assicura che «continuerà a contrapporsi alle omologazioni culturali, di qualsiasi segno ».
Il giudice Buffone — non riconducibile a correnti — non scende in polemica e osserva: «A Milano mancano casi di famiglie omogenitoriali, il convegno servirà proprio a fare il punto». Cinzia Calabrese, presidente di Aiaf Lombardia, dice: «Se ci fossero state pressioni sarei sbalordita, abbiamo organizzato convegni in altre città senza alcun problema». Tra i relatori ci sono Giuseppe Spadaro, presidente del tribunale di Bologna che firmò una sentenza di affido di una bambina a una coppia gay, lo psichiatra Vittorio Lingiardi, autore del saggio Citizen gay, e il giudice civile Olindo Canali."
Ma per questo, come per tutti gli altri articoli che trattano l'argomento, vi rinvio alla pagina dedicata a tale news dal sito cinemagay.it, qui: "Rinviato il Convegno sui genitori gay"
Buona lettura.
MduL

Due parole sulla nuova serie "The Fosters"

Ebbene si, dopo il parziale coming-out di Jennifer Lopez (mirato?, sincero?...decidete voi), che si è pubblicamente dichiarata praticamente bisex, tra poco - il prossimo 3 giugno - assisteremo alla messa in onda sulla tv americana "ABC Family" della serie "The Fosters", prodotta proprio dalla società di Jennifer Lopez, la Nuyorican Productions.
Mi direte, vabbè che cosa c'è di speciale, sarà una serie televisiva come le altre...ed invece no! La variegata e multietnica famiglia di cui tratta questa nuova serie è composta da due mamme lesbiche, interpretate dalle attrici Teri Polo e Sherry Saum ed i loro figli, sia adottivi che biologici.
Più in dettaglio, Stef Foster (Teri Polo) è un ufficiale di polizia e la sua compagna, Lena Adams (Sherry Saum) è la vice-preside di una scuola ed insieme sono riuscite a costruirsi questa famiglia composta dal figlio biologico di Stef, Brandon, avuto in un suo precedente matrimonio, e dai due gemelli adottati Mariana  e Jesus.
E questa è la parte bella della notizia. Ora è dovere di questo blog, riportare l'ultima parte della notizia così come letta sul meraviglioso, quanto imperdibile, sito cinemagay.it: 
"Purtroppo, come già accaduto con la serie "The New Normal", la notizia della conferma ufficiale della serie "The Fosters" ha scatenato l'ira del gruppo One Million Moms, nota associazione anti-gay che ha rilasciato un comunicato delirante che spiega come il serial sia una grave minaccia alla santità del matrimonio, e non sia quindi adatto alle famiglie. Il presidente del canale ABC Family, Michael Riley, per niente intimidito, ha dichiarato: "Questi due nuovi serial hanno tutti i requisiti per creare nuovi e profondi legami con il pubblico attraverso i loro personaggi, le loro storie umane, i problemi e i sentimenti universali che ci accomunano a loro"."
Si ritiene ogni ulteriore commento inutile.
MduL

Il coraggio della prima rivista lesbica russa "Agens"

E' vero, qui da noi, in Italia le cose per le donne che amano altre donne (gay, lesbiche, lelle ecc.., chiamateci e chiamiamoci come ci pare, tanto il succo non cambia..) non vanno benissimo: non solo non ci sono leggi a tutela delle coppie createsi tra donne, ma vi è un quasi totale silenzio e censura ad ogni livello, quasi che a non parlarne le cose non debbano più esistere...
Comunque, a parte alcune isole felici, almeno se ne può parlare e, quel che è ancora più importante, si può più o meno vivere bene la propria sessualità....in Russia no!!! In Russia ora, nel 2013, più che mai, stanno vivendo un periodo di oscurantismo e repressione da fare paura.
E' di pochi giorni fa l'approvazione della Duma delle leggi restrittive volute da Vladimir Putin che, ormai, tra Presidenza della Repubblica e Presidenza del Consiglio (per usare schemi nostri) è al potere da tempo immemore ed ha un potere assolutamente sconfinato.
Ebbene, il nostro caro Putin, essendo omofobo di suo e dovendo comunque accontentare la chiesa ortodossa (anch'essa, come la nostra cattolica da noi, molto forte e "penetrante" in patria), ha dichiarato guerra più che mai agli omosessuali, lesbiche, trans e, insomma, a tutte le persone diverse da lui...
Ma non si ferma qui. Semmai il messaggio non fosse chiaro con le leggi assurde che ha approvato, ha deciso pure di minacciare il blocco delle adozioni in Francia (dove, ricordo e segnalo con gioia, è stata ormai DEFINITIVAMENTE approvata la legge sui matrimoni tra gay) e negli altri paesi dove sono state riconosciute le unioni gay, con la conseguente possibilità di adottare.
Ebbene si. Il Presidente Russo ha proprio minacciato di bloccare le adozioni internazionali per evitare che i poveri pargoli vengano affidati a delle coppie omosex estere...E ogni altro commento appare superfluo!!! (e, comunque, "tranquille", tanto in Italia ancora siamo anni luce dalla possibilità che venga riconosciuta la facoltà di adottare ad una coppia di lesbiche e gay...).
Ecco, in questo contesto nefasto, si inserisce l'incredibile coraggio ed intrapendenza di una giovane ragazza russa di 24 anni, Milena Chernyavskaya, che è l'editrice e direttrice di questa nuova - ed unica! - rivista lesbica russa, dedicata a donne che amano donne: "Agens".
E, allora, Tanti Auguri Milena, che la forza e l'Amore di tutte noi ti possa sostenere in questi momenti terribili che sta vivendo questo nostro povero mondo...Coraggio!
MduL