Ultimo aggiornamento il 26 luglio 2026

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L'ordinanza emessa dalla Corte d'Appello di Trento lo scorso 23 febbraio, applicando la sentenza della Corte di Cassazione n. 19599/2016, innova il diritto italiano: mai più stepchild adoption. I figli di una coppia lesbica nati all'estero sono, a tutti gli effetti, figli di entrambe le mamme e come tali vanno riconosciuti.

(da Gay Lex)
Ed eccoci qui a scrivere, con incontenibile gioia, di questa ordinanza dirompente e dirimente emessa dalla Corte d'Appello di Trento lo scorso 23 febbraio 2017, in merito al riconoscimento anche in italia della genitorialità di due padri che avevano dato 'alla luce' i loro figli all'estero, con la procreazione assistita.
Dirompente perché, per la prima volta, da applicazione al dettato disposto della sentenza di disciplina dettata della Corte di Cassazione n. 19599 del 2016, in merito ad analoga richiesta prodotta dalle nostre due mitiche eroine che, coppia ormai consolidata, volevano veder riconosciuto anche in italia lo stato di figlia alle loro bimbe nate all'estero e li già riconosciute (tecnicamente, la Corte di Cassazione si è pronunciata in tema di trascrizione dell'atto di nascita straniero recante l'indicazione di due genitori dello stesso sesso).
Dirimente perché, con l'adozione di tale decisione da parte della Corte d'Appello di Trento, le cose non potranno più essere come prima. L'evoluzione ora sarà inevitabile, che il Parlamento lo voglia o meno!.
Ma andiamo con ordine e cerchiamo di far capire perché è così importante l'Ordinanza della Corte d'Appello di Trento di cui vi stiamo parlando.
Come molte di voi sapranno, in questi ultimi anni ci sono state delle lunghe e controverse vicende che vedevano contrapposte alcune istituzioni pubbliche e delle coppie omogenitoriali che, avendo creato la loro famiglia, con prole, all'estero, tornando (o venendo) in italia, volevano vedere riconosciuto anche nel nostro paese il loro diritto alla genitorialità (in senso lato: il loro diritto, cioè, ad essere riconosciuti/e entrambi come genitori dei figli nati nella coppia), a prescindere dal metodo di procreazione.
In Italia, infatti, stante ai paurosi ritardi nella normativa di riferimento, non ancora colmati neanche con l'intervento della Legge Cirinnà sulle unioni civili, non vi è una disciplina che definisca la posizione dei figli di genitori gay/lesbiche nati dalla loro unione. Ad oggi, per legge, vale il principio secondo il quale i figli di una coppia di lesbiche sono sempre e solo riconosciuti come i figli di una delle due madri, cioè di quella che li ha generati (con o senza procreazione assistita e non importa se con ovulo o meno della compagna). All'altra madre, quella non biologica, solo la possibilità, al limite, di vedersi riconosciuto il diritto di adottare il proprio figlio (la famosa stepchild adoption, per altro ancora non legislativamente prevista), con tutte le riserve ed incogruenze del caso, visto che tale riconoscimento deve essere richiesto ad un giudice, sopportando la relativa alea.
Fin qui la legge o, meglio, la mancanza della disciplina di legge. Per fortuna, in questi anni è intervenuta però la magistratura a tutti i livelli. Tante sono state le sentenze dei Tribunali a favore delle coppie omosessuali che volevano tenere la loro famiglia anche in Italia.
Tra queste sentenze quelle più importanti, emesse in merito al ricorso presentato da due madri che avevano creato la loro famiglia in Spagna e che volevano vivere come una famiglia anche in Italia, di cui abbiamo accennato in precedenza.
Su tali sentenze, infatti, di impugnazione in impugnazione, si è arrivati alla Corte di Cassazione la quale si è pronunciata nel merito con una sentenza innovativa e dirimente (anche questa), la sentenza n. 19599/2016 (qui il link a tale sentenza), grazie alla quale si è finalmente dettata una disciplina innovativa e coerente a questa materia, sanando l'inattività legislativa.
Disciplina che ha trovato la sua prima applicazione proprio in occasione dell'ordinanza della Corte d'Appello di Trento che così si è pronunciata in merito al ricorso presentato questa volta da due padri che volevano vedere riconosciuto il loro diritto genitoriale anche in Italia, venendo essi ed i loro figli, nati grazie alla maternità surrogata dall'estero.
Ma cosa dice questa ordinanza? Cosa innova?
Corte d'Appello di Trento (Wikipedia)

Ebbene, la Corte d'Appello di Trento ha disposto il riconoscimento di efficacia giuridica "al provvedimento straniero che stabiliva la sussistenza di un legame genitoriale tra due minori nati grazie alla gestazione per altri e il loro padre non genetico".
In pratica ha sancito che anche il padre (la madre in caso di coppia lesbica) non biologico, cioè quello che non ha materialmente partorito il bambino o dato i propri spermatozoi (nel caso delle madri, i propri ovuli in caso di procreazione assistita), deve essere considerato padre a tutti gli effetti. Ne consegue che non vi sarà più il problema della stepchild adoption perché esso è superato! Il padre non biologico non dovrà più adottare il bambino del compagno perché quel bambino è già anche suo!!. Ma non è meravigliosa questa novità nel nostro ordinamento?!!
In altri e più pertinenti termini, come riportato dall'articolo del Tirreno/Toscana, <<nell'ordinanza della Corte d'Appello di Trento, che porta la data 23 febbraio, si stabilisce un "principio importantissimo", come spiega il direttore del portale di studi giuridici di "Articolo 29", Marco Gattuso, e cioè "l'assoluta indifferenza delle tecniche di procreazione cui si sia fatto ricorso all'estero, rispetto al diritto del minore al riconoscimento dello status filiationis nei confronti di entrambi i genitori che lo abbiano portato al mondo, nell'ambito di un progetto di genitorialità condivisa">>.
Ciò, in quanto "l'insussistenza di un legame genetico tra i minori e il padre non è di ostacolo al riconoscimento di efficacia giuridica al provvedimento straniero: si deve infatti escludere che nel nostro ordinamento vi sia un modello di genitorialità esclusivamente fondato sul legame biologico fra il genitore e il nato; all'opposto deve essere considerata l'importanza assunta a livello normativo dal concetto di responsabilità genitoriale che si manifesta nella consapevole decisione di allevare ed accudire il nato; la favorevole considerazione da parte dell'ordinamento al progetto di formazione di una famiglia caratterizzata dalla presenza di figli anche indipendentemente dal dato genetico, con la regolamentazione dell'istituto dell'adozione; la possibile assenza di relazione biologica con uno dei genitori - nella specie il padre - per i figli nati da tecniche di fecondazione eterologa consentite".

(da Tempi.ti)
In pratica, come dichiarato dal senatore del Partito Democratico, Sergio Lo Giudice: "La Corte d'Appello di Trento, con una sentenza storica, scrive una nuova pagina della giurisprudenza sui diritti dei figli di coppie dello stesso sesso. Per la prima volta in Italia viene riconosciuto il legame non biologico tra un padre gay e i suoi figli non attraverso un'adozione ma riconoscendo il certificato di nascita di un altro Stato attestante la doppia paternit di un bambino nato attraverso la gestazione per altri. La sentenza si muove nel solco dei principi segnati dalla Corte di Cassazione: assenza di problematiche legate all'ordine pubblico, supremo interesse del minore, indifferenza delle tecniche di procreazione medicalmente assistita utilizzate, in questo caso la gestazione per altri". "Laddove la politica non riesce, arenandosi su quella adozione del figlio del partner già superata da questa sentenza, arriva la giurisprudenza, grazie alla tenacia di quelle coppie che non si sono arrese all'idea che lo Stato tratti i propri figli come figli di un dio minore", conclude il parlamentare democratico.
Insomma, grazie a queste pronunce giurisprudenziali, l'Italia, almeno per ora, è riuscita a baypassare il Parlamento italiano, mettendoci in pari con il resto del mondo. Resta il fatto che ancora oggi manca una normativa di disciplina ma, almeno, ora si può andare davanti al Funzionario del Comune che dovrà riconoscere la eventuale nostra famiglia ed i nostri figli, forti di queste sentenze per opporsi ad un suo eventuale quanto immotivato diniego.

Con Gioia.
MduL

Stepchild Adoption in Italia: la storia (infinita) del piccolo Ruben Conte Loi: ma i "detrattori" si rendono conto che stanno giocando con la vita di un bambino?

La famiglia Corte Loi con il Sindaco De Magistris il giorno del riconoscimento (napoli.repubblica.it)

In questo post parliamo/dobbiamo parlare del piccolo Ruben Conte Loi. Non vorremmo mai farlo: parlare di un bambino così piccolo, dando il suo nome in pasto al pubblico è opinabile, ma, visto l'accerchiamento mediatico incivile ed indecoroso cui sono costrette a far fronte le sue mamme e visto che il suo nome, comunque, è sulla bocca di tutti, sembra il minimo poter far sentire la nostra piccolissima voce a loro sostegno, a sostegno del progresso di civiltà, senza biechi e meschini interessi politici.
Ma ricapitoliamo la storia di questo bambino e delle loro mamme perché ha dell'incredibile ed è contestualmente di enorme e basilare importanza per il progresso sociale e culturale di questo nostro (povero) paese.
Allora, la vicenda di Ruben Conte Loi e delle sue mamme Daniela Conte e Marta Loi, ha inizio in Spagna, dove le sue mamme, dopo essersi sposate, hanno dato alla luce, sempre in suolo spagnolo, il bel Ruben. Per i casi della vita (perché ne avevano voglia o per qualsiasi altro motivo che può spingere una famiglia a spostarsi), le due donne, dopo la nascita del loro bambino, decidono di registrare la loro famiglia anche in Italia, a Napoli e richiedono, dunque, come previsto dalla legge italiana, la trascrizione all'anagrafe cittadina del loro nucleo familiare. 
Già, peccato che siamo in Italia e tale trascrizione non è sancita nè disciplinata da alcun testo normativo (per l'Italia, la possibilità che esistano due mamme - o due papà - con dei figli non è prevista proprio), si naviga, dunque, a vista, driblando ed affidandosi alla sorte nella scelta del funzionario in quel momento in servizio e poi dei suoi organi di vertice, fino ad arrivare al Sindaco.
In questo caso, per fortuna, siamo a Napoli, ed il sindaco è De Magistris. Nessun problema, dunque, al riconoscimento, per la prima volta!, anche nello Stato Italiano di questa famiglia ed alla conseguente trascrizione all'anagrafe del comune lo scorso 30 settembre.
Ancora la famiglia Conte/Loi (napoli.repubblica.it)
Nello specifico, viene trascritto l'atto di nascita di Ruben, nato in Spagna e riconosciuto da due donne sposate, indicando il nome di Daniela Conte come madre del bambino e di Marta Loi, come secondo genitore (utilizzando la dicitura dei moduli "padre"). Coerente, chiaro, logico e corretto. La famiglia è riconosciuta anche da noi, a tutti gli effetti di legge. Daniela, Marta ed il piccolo Ruben ora possono essere tranquilli: entrambe le mamme possono decidere del bambino davanti alle autorità, alla scuola, in ospedale ecc..ed il bambino è doppiamente tutelato perché tra queste due donne, tra le sue mamme, vigono anche, e soprattutto, le leggi che prevedono il 'dovere di cura' del piccolo Ruben: Daniela e Marta dovranno prendersi cura di Ruben ora e per sempre, entrambe: anche se divorziano, anche se una delle due - facciamo scongiuri - non vi sarà più o non potrà più accudirlo...sempre!. Insomma, hanno visto riconosciuto il diritto al dovere di cura del loro bambino (ci pensate, che assurdità? Non dovrebbe essere scontato? Non dovrebbe bastare un minimo di buon senso per capire che tale diritto/dovere è imprescindibile per un bambino ed il suo benessere? E chi è contro dice di pensare al bene dei bambini...).
Comunque, tutto questo accadeva a settembre e da quel momento: "apriti cielo!!". Angelino Alfano ha iniziato a fare, come sempre, propaganda politica abusando della sua posizione istituzionale di Ministro degli Interni (pensiero assolutamente personale, anche se molto condiviso!), ordinando ai Prefetti (uso il plurale perché i sindaci che avevano registrato matrimoni contratti all'estero di coppie omosessuali erano stati diversi, in tutta italia. Su tutti Marino, a Roma....che ancora sta pagandone le conseguenze..) di cancellare i matrimoni già trascritti e di vietare la trascrizione di nuovi.
I Sindaci, in tutta risposta, si sono - giustamente - rivolti alla magistratura amministrativa contestando l'uso improprio della macchina burocratica da parte del Ministro.
La magistratura di primo grado, i TAR delle varie regioni interessate hanno quindi dato ragione ai sindaci, sostenendo che, effettivamente, il Ministro non poteva decidere di tale materia in codesto modo.
L'ultimo pronunciamento, però, del superiore Consiglio di Stato ha lasciato tutti di stucco, sostenendo che il Ministro, invece, poteva agire così come ha agito (in effetti, quest'ultima affermazione non è corretta fino in fondo, ma scriviamo così per agevolare la comprensione della vicenda) e quindi i matrimoni tra persone dello stesso sesso contratti all'estero possono ancora oggi - di nuovo - NON essere trascritti alle anagrafi cittadine, lasciando così le coppie sposate senza alcun diritto e, quel che più conta, i loro bambini senza uno straccio di tutela e/o diritto, come nel caso di Ruben.
Prefetto Gerarda Pantalone ai tempi in Salerno (basenews24)
Già Ruben. E' di tutta evidenza che, dopo questi incresciosi ed inaspettati sviluppi della vicenda (guerra, direi, tra i vari alfaniani e conservatori della prima ora e le persone semplicemente socialmente più disponibili e, in questa materia, sicuramente più evolute!!), il piccolo vi è andato di mezzo in pieno. E' di alcune settimane fa la notizia che, ormai, nei documenti italiani, il piccolo Ruben Conte Loi, di nuovo, non ha più il doppio cognome ed ha una sola mamma!!
Questo perchè il solerte prefetto di Napoli, Gerarda Maria Pantalone, ha annullato l'atto di nascita del bimbo con due madri nelle parti non previste dalla legge italiana. Nello specifico, il provvedimento prefettizio cancella il doppio cognome del bambino e l'indicazione del nome della seconda madre che, nell'atto di trascrizione, era stata inserito nella sezione in cui normalmente si indica il nominativo del padre. 
Ma vi è di più. Nella bieca, insulsa e terribilmente impersonale burocrazia, si deve anche scrivere che la Prefettura ha fatto sapere che "non c'è alcuna proroga concessa al sindaco perché la cancellazione è stata fatta dal prefetto" (emanazione del Ministero dell'interno) e, quindi, viene affidato al sindaco De Magistris direttamente e solo il compito di "annotare gli estremi dell'atto nel registro di Stato civile del Comune". 
Punto, basta, finito. Ogni altra discussione è chiusa. E chi se ne frega se, in soli tre mesi, il piccolo Ruben, suo malgrado, è stato: apolide, poi cittadino italiano con due mamme ed ora "orfano" di un genitore (perché riconosciuto figlio della sola madre biologica).
Certo, il filo di speranza c'è ancora, rimane, visto che il sindaco di Napoli, Luigi de Magistris, ha già annunciato che procederà per le vie legali, presentando ricorso al Tar Campania. "C'è questa situazione perché il legislatore non ha il coraggio e la voglia di legiferare sui diritti - spiega Luigi de Magistris - In attesa della legge vediamo che cosa diranno i magistrati". E, ancora, "Questo bambino è nato per amore e per un fatto un po' di bigottismo, un po' di pressapochismo e un po' di legalitarismo incostituzionale non gli si riconosce un diritto - conclude il sindaco - Noi abbiamo la coscienza a posto perché abbiamo fatto un atto giusto".
Siamo pienamente d'accordo con Lei, sindaco. 
Robert Lewis Dear (syracuse.com)
Vediamo, dunque, che ulteriori sviluppi ci saranno. Per il momento concedete una digressione: tutto il 'movimento' ultra-conservatore di destra che non vuole il riconoscimento dei matrimoni gay e nemmeno una loro seppur minima e basilare regolamentazione, si appella più di tutto e sempre al principio della tutela dei figli e bambini eventualmente coinvolti da tali vicende...ebbene, appaiono assai simili nel loro modo di pensare al tipo, certo Robert Lewis Dear, che soltanto qualche giorno fa è entrato in una clinica americana che operava le interruzioni di gravidanza (ma non solo), la "Planned Parenthood" in Colorado, ammazzando ben tre persone e ferendone molte altre. Era, infatti, un membro del movimento contro l'aborto e per tutela la vita del nascituro ad oltranza...Percepite anche voi, vero, l'assurdità di questa cosa? 
Sei a favore della vita al punto da voler impedire sempre e comunque l'aborto (ad oltranza!!) e però ammazzi tranquillamente delle persone??!! Ma che senso ha!! E' assurdo!!.
E lo stesso vale per i nostri prodi difensori della cd famiglia naturale e dei bambini: meglio senza diritto alcuno che amati e gestiti da persone dello stesso sesso!!. Ipocriti!.
MduL


Per saperne di più, si rinvia alla lettura dell'articolo "Napoli, il prefetto annulla l'atto di nascita del bimbo con due mamme" di Cristina Zagaria per Repubblica.it/Napoli
Se, poi, volete anche voi dare il vostro contributo, votando sulla questione nel sito del fattoquotidiano.it, ecco qui di seguito il link all'articolo di Piero Ricca che si occupa della vicenda "La storia del bimbo con due mamme divide Napoli: voi cosa ne pensate? Vox e sondaggio"

Ancora sul riconoscimento dei matrimoni gay contratti all'estero: nuova offensiva del Ministro Alfano

Certo che, doversi trovare costrette a scrivere delle 'gesta' del nostro Ministro degli Interni, Angelino Alfano, dopo aver parlato della probabile rivoluzione sociale che attende gli Stati Uniti con il giudizio al momento sottoposto alla Corte Suprema USA per il riconoscimento dei matrimoni gay in tutti gli stati americani, è veramente avvilente. Ma tant'è.

Il Ministro Angelino Alfano (siracusaoggi.it)
La settimana scorsa, infatti, si è avuto l'ennesimo atto del 'conflitto costituzionale' tra la magistratura ed il Ministero degli Interni in merito al riconoscimento nel nostro paese dei matrimoni tra persone delle stesso sesso contratti all'estero. Passando volontariamente sopra all'ultimo pronunciamento, in ordine di tempo, del TAR Lazio che aveva annullato sia il Provvedimento prefettizio che la Circolare del Ministro Alfano nella parte in cui prevedevano l'intervento diretto da parte del Prefetto sui registri dello stato civile, il nostro Ministro degli Interni, lo scorso 2 aprile 2015, ha emanato una nota ministeriale con la quale ha richiamato il Prefetto di Reggio Emilia ad intervenire per 'richiedere' al Sindaco della città di cancellare la trascrizione di due matrimoni gay contratti all'estero fatta pochi giorni addietro. Dunque il Ministro ha deciso di andare avanti per la sua strada senza guardare niente e nessuno, non per niente ci saranno a breve le prossime elezioni amministrative. Non ci sono parole per esprimere il disgusto di simili azioni 'politiche' operate dal nostro Ministro, in spregio alle più elementari quanto basilari norme ordinamentali italiane.
Logo Rete Lenford (dal sito)
Comunque, visto che tale argomento offusca la mia lucidità, per rendervi meglio edotte della questione, vi riporto qui di seguito il comunicato "Un ministro renitente alla legge" redatto dal sito "Rete Lenford" - Avvocatura per i diritti LGBTI (Link diretto in fondo al Post).
<<Con una forzatura al limite dell’abuso di potere il Ministro Alfano ha nuovamente calpestato i principi dello stato di diritto, disattendendo la recente sentenza con la quale il TAR del  Lazio ha accertato l’illegittimità del potere amministrativo di disporre la cancellazione delle trascrizioni dei matrimoni same-sex celebrati all’estero.
A distanza di un mese dalla pronuncia che ha annullato sia il provvedimento di cancellazione del Prefetto di Roma sia la circolare del Ministro Alfano nella parte in cui attribuiva ai prefetti un potere di intervento diretto sui registri dello stato civile, una nota ministeriale datata 2 aprile 2015 ha richiamato il prefetto di Reggio Emilia a “procedere senza indugio” a rivolgere al Sindaco della città emiliana formale richiesta di cancellazione delle trascrizioni effettuate il 25 di marzo, di due matrimoni esteri, entrambi di due coppie di donne.
L’ordinanza del Prefetto rivolta al Sindaco ha prodotto l’annullamento delle trascrizioni, determinando per l’ennesima volta una situazione di illegittimità e di prevaricazione di facoltà e prerogative che, come ha accertato lo stesso TAR, appartengono unicamente al Giudice ordinario.
“Nessuno può cancellare un atto dai registri di stato civile se non ottemperando ad un provvedimento giudiziale reso all’esito di un giudizio che garantisca ogni diritto di difesa” dichiara l’avv. Maria Grazia Sangalli, presidente di Avvocatura per i Diritti LGBTI - Rete Lenford “diversamente si produrrebbero situazioni di abuso che incidono sullo status dei cittadini e sui loro rapporti: il ministro di un governo xenofobo potrebbe, un domani, ordinare la cancellazione dal registro di un matrimonio interraziale. Il ripristino del principio dello stato di diritto e della divisione dei poteri è questione che dovrebbe interessare tutti, a partire dal Governo del quale questo Ministro fa parte, al quale chiediamo di non avallare oltre questa situazione di illegalità”>>. 
Non aggiungo altro.
MduL

Qui potete trovare la versione originale del Comunicato "Un ministro renitente alla legge" della redazione di retelenford.it

Diritti, Unioni Civili e Matrimoni omosessuali: scontro di civiltà

(da sito ntacalabria.it)

Nostro malgrado, siamo costrette a tornare sulla questione del riconoscimento delle coppie omosessuali e, dunque, sulle Unioni Civili, sul riconoscimento dei matrimoni Gay contratti all'estero, sulle invettive dei vescovi e delle varie organizzazioni catto-fasciste (senza tema di querela, visto che ad alcune di questa manifestazioni hanno aderito anche esponenti di Forza Nuova!) che hanno organizzato diversi 'eventi' a difesa della 'famiglia naturale', su tutti, il Convegno di Milano, organizzato fregiandosi del supporto delle istituzioni, sulla guerra in atto tra il Ministero degli Interni ed i Sindaci dei comuni italiani in materia di anagrafe e stato civile ecc....
La questione, infatti, è sempre la stessa: da un lato il sindaco di un comune, in questo caso Roma, capitale d'Italia, e dall'altro il Ministro degli Interni (Angelino Alfano, ncd), le varie organizzazioni catto-fasciste di cui sopra ed i vescovi (oltre alla lega, ovviamente).
Ultima, variazione sul tema, in ordine di tempo,  il fatto che Marino, sindaco di Roma, sia riuscito a far approvare (in realtà ad ampliarne la portata) nella sua città il "Registro delle Unioni civili" che dovrebbe entrare in vigore domani, 2 febbraio (data tanto attesa anche per il responso che dovrebbe dare il Tar in merito al ricorso presentato a suo tempo per il riconoscimento dei matrimoni gay contratti all'estero). Inutile dirvi quanti e quali reazioni questo ha scatenato, ve le lascio leggere negli articoli di riferimento, ma ciò che conta sottolineare è che, ora, il fronte del no alle unioni gay (di qualsiasi natura esse siano: matrimoni o convivenze riconosciute) usa un nuovo e fuorviante argomento: il riconoscimento delle unioni gay nel nostro ordinamento non è possibile. I sindaci agiscono oltre ed al di fuori dei loro poteri e delle loro prerogative di legge. 
Ebbene, questa è una bufala!! La questione è nata dall'agire del nostro Ministro degli Interni, il quale, per bieco e miope interesse politico, ha emanato una circolare che vieta categoricamente ai sindaci (e per essi, ai funzionari dell'anagrafe) di registrare i matrimoni omosessuali contratti all'estero e proebisce la loro iscrizione, sostenendo che la competenza in materia di anagrafe e stato civile è di esclusiva competenza ministeriale. Vero, ma, appunto solo ed esclusivamente per ciò che riguarda gli aspetti certificativi, non anche per ciò che concerne i diritti/doveri sottesi agli atti da registrare (in questo caso, il diritto delle coppie omosessuali al riconoscimento nello stato italiano dei diritti e doveri del matrimonio contratto all'estero). Il funzionario dell'anagrafe, dunque, sarà vincolato e costretto dalla legge ad accettare l'iscrizione di tali matrimoni, legittimamente contratti all'estero, così come avviene per le coppie eterosessuali senza nulla poter eccepire e ciò, fino a quando il parlamento non si pronunci sulla validità di tale riconoscimento nel nostro ordinamento. In altri termini, fino a quando il parlamento non si pronuncia sulla materia vale il solo ed unico vincolo del rispetto dell'ordine pubblico: il riconoscimento in italia di un matrimonio omosesssuale contratto all'estero, viola l'ordine pubblico? (Inutile ricordare che in Italia il matrimonio omosessuale non è riconosciuto nè possibile. Possono aversi solo delle unioni civili con il riconoscimento di diritti variabili da comune a comune). Comunque, dicevamo, viola l'ordine pubblico o no? No. E questa risposta non l'ho data io ma la magistratura, quindi, per ora e fino a quando non verrà legiferato in proposito, il ministero non ha il ben che minimo potere di inibire tali registrazioni!!!.
Comunque, su questo non si commenta oltre (si è già fatto più volte), ma è opportuno segnalare come questo modo di agire abbia creato ormai una enorme ed irrimediabile confusione. Il gruppo del NO, infatti, si  è scagliato contro Marino sostenendo non abbia la facoltà di istituire il Registro delle Unioni Civili e/o di estendere i diritti che nello stesso possono essere ricompresi. Per loro può agire solo e soltanto il (loro) Ministro degli Interni.
Attenzione, non cascateci, perché così non è assolutamente! Si può discutere, ed a lungo, della eventuale competenza istituzionale nella effettuazione del riconoscimento dei matrimoni gay contratti all'estero nel nostro ordinamento e se essi violino o meno l'ordine pubblico costituito (chi scrive, come avete visto, è assolutamente convinta della legittima competenza sindacale e/o parlamentare, non certo ministeriale), ma non si può tornare a mettere in dubbio competenze e prerogative ormai acquisite, come, appunto, la possibilità per i comuni di prevedere un registro delle unioni civili!!!.
La vicenda, comunque, è e rimane molto fluida ed in evoluzione, non resta, dunque, che tenervi aggiornate sui vari sviluppi. A tal fine,  ecco qui di seguito i link agli ultimi articoli scritti sul questa delicata questione. I primi li ha ripubblicati l'inestimabile sito cinemagay.it sulla pagine che ha dedicato all'argomento. L'altro è un'articolo dedicato all'avvenuta iscrizione di un matrimonio gay contratto all'estero nel Comune di Castelnuovo Magra, in Liguria, lo scorso 30 gennaio (sperando che sia di buon auspicio, ma comunque consapevoli che il Prefetto invaliderà tale iscrizione):

-  Articolo "«Unioni civili, bluff ideologico» L’atto d’accusa del Vicariato" da Corriere della Sera (Roma), riportato sul sito cinemagay.it/news;
- Articolo "Sì alle unioni civili L’affondo dei vescovi contro il Comune “Soltanto un bluff”" di Orazio La Rocca per la Repubblica, riportato sul sito cinemagay.it/news;
-  Articolo "Dove c'è famiglia c'è Marino: si al registro delle unioni civili" di Aurelio Mancuso (Il garantista) su cinemagay.it/news
Buona lettura.
MduL

Sulla sentenza della Corte d'Appello di Torino che ordina l'iscrizione all'anagrafe del figlio di due donne lesbiche spose in spagna

(da sito notizie.tiscali.it)

Di questa storia si è già avuto modo di parlare, ma è di queste settimane la notizia della storica sentenza emessa dalla Corte d'Appello di Torino, presieduta dalla presidente Silvia Daniela, e con relatrice Daniela Giannone e la giudice Federica Lanza (e si prega con forza di far caso al fatto che sono tutte donne!!).
Ma ricapitoliamo i fatti. Due donne, una spagnola ed una italiana, dopo essersi (regolarmente!) sposate in Spagna, hanno avuto un figlio grazie all'inseminazione eterologa; figlio che, così come previsto dalla normativa spagnola, è stato lì registrato come figlio di due mamme (mamma A e mamma B), così creando una famiglia a tutti gli effetti di legge.
Ora, fino a quando le due donne vivevano in Spagna niente da dire (lì, a differenza che da noi, sigh!), il guaio è però che le due donne, prima della loro separazione, avevano deciso di trasferirsi in Italia per un periodo. E qui iniziano i problemi. La mamma non biologica, infatti, per il nostro ordinamento non solo non ha alcun diritto ma non viene proprio riconosciuta in alcun modo per e nella vita dal figlio. La mamma biologica, dunque, doveva in continuazione sottoscrivere delle deleghe all'altra mamma per poterle consentire di esercitare i suoi diritti/doveri genitoriali (tipo: parlare con gli insegnanti del bambino, andare dal pediatra, dal dentista ecc...). Stante questo (straziante e per loro oggettivamente incomprensibile) stato di cose, le due donne hanno quindi deciso di ricorrere al Tribunale per veder riconosciuto anche in Italia la loro famiglia e, quindi, il loro diritto ad essere considerate entrambe (e non solo la madre biologica) le madri del bambino nato dal loro amore.
Ebbene, dopo che in primo grado il Tribunale di Torino ha rigettato la loro richiesta adducendo i 'fantomatici' - nel senso di ormai arcinoti - motivi di ordine pubblico (il fatto, cioè, che due donne richiedano il riconoscimento della loro unione, legalmente contratta all'estero, anche nel nostro stato ed il conseguente riconoscimento della potestà sul figlio per entrambe, potrebbe integrare gli estremi di una violazione dell'ordine pubblico italiano), vi è stato il ricorso delle due donne alla Corte d'Appello; ricorso che, in questo caso, ed è questa la notizia di questi giorni, è stato vinto!!.
(pensareliberi.com)
Nello specifico, la Corte d'Appello di Torino era stata chiamata a giudicare se "l’atto di nascita del bambino nato da inseminazione eterologa, figlio secondo la legge spagnola sia della madre che lo ha partorito sia della partner di sesso femminile coniugata con la prima, non sia contrario all’ordine pubblico, e se l’omosessualità dei genitori sia di ostacolo alla formazione di una “famiglia” secondo la legge italiana» (da articolo aleteia.org). E la Corte ha dato risposta affermativa!.
Le mitiche giudici di Torino, infatti, hanno valutato che «la mancata trascrizione dell’atto di nascita limita e comprime il diritto all’identità personale del minore e il suo status» in Italia, dove non avrebbe alcuna relazione parentale con la mamma non partoriente, «non avrebbe un esercente la responsabilità genitoriale con riferimento a problematiche sanitarie, scolastiche, ricreative», e «verrebbe anche privato dei rapporti successori nei confronti della famiglia della signora» esclusa.
Per la prima volta in Italia, dunque, è stato riconosciuto il diritto a due donne (ma, più in generale, ad una coppia gay) di veder trascritto il loro matrimonio (ripeto: legittimamente contratto in un paese straniero che lo riconosce) e, ciò che più conta, di veder anche e soprattutto riconosciuto il diritto alla potestà nei confronti dei figli per entrambe le mamme (non più solo, dunque, per la sola mamma biologica, come è stato fino ad oggi). 
(ilreferendum.it)
Ecco dunque che, a fronte di tale epica sentenza, il Comune di Torino è ora tenuto per legge a dare esecuzione alla sentenza stessa (sentenza che è del 24 dicembre scorso, se non erro, e dunque dovrebbe essere recepita per forza entro questi giorni), senza più scuse. Certo, vivendo in Italia si assiste ancora al balletto di rinvii e chiamate in causa che coinvolgono, haimè, le Prefetture e, quindi, il nostro Ministro degli Interni, quell'Angelino Alfano del quale abbiamo avuto modo di parlare svariate volte e sul quale non è il caso di doversi ulteriormente soffermare. Basta in questa sede ribadire che vi è in corso 'una guerra' tra il Ministero (e quindi le Prefetture) che non vogliono far registrare i matrimoni gay contratti all'estero ed i Sindaci dei vari Comuni che, al contrario, spingono per registrare all'anagrafe dei loro comuni anche le coppie gay sposate all'estero. Questa sentenza, come è di tutta evidenza, da un grande appoggio e sostegno alla posizione dei Sindaci ed è questa la sua forza dirompente.
Non riporto ma lascio alla vostra immaginazione le reazioni dei vari vescovi, chiellini, leghisti e Giovanardi alla notizia della sentenza...
Comunque, se volete farvi un'idea completa sulla questione, vi riporto in fondo al post tutti i link utili. A noi non resta  che dire Grazie a queste donne (i guidici della Corte d'Appello) che hanno applicato il diritto in modo innovativo, coerente e corretto, così aiutando a cambiare questo mondo un pochino in meglio.
MduL

Articoli utilizzati per la redazione del Post:
- Articolo ""Nato" da una coppia lesbica, il Comune di Torino ferma la trascrizione" di Gelsomino del Guercio (?) per sito aleteia.org
- Articolo "Figlio di coppia lesbica, stallo a Torino: sospesa trascrizione atto di nascita" per il sito tgcom24.mediaset.it
- Articolo "Bimbo figlio di due mamme, i giudici al Comune: "E' di entrambe" per il sito della repubblica/torino
- Articolo "Torino, bimbo nato da due donne: per il tribunale sono entrambe mamme" di F.Q. per il sito ilfattoquotidiano.it