Ultimo aggiornamento il 26 luglio 2026

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Addio ad Edith Windsor e Grazie di tutto...

Edith - Edie - Windsor (foto: cultura e colori)

Addio ad Edith Windsor, l'icona dei diritti Lgbt la cui perseveranza in tribunale aprì la strada alla legalizzazione dei matrimoni omosessuali negli Usa. Martedi scorso, ad 88 anni, infatti, è morta serenamente nella sua casa di Manhattan. Ad annunciarlo Judith Kasen-Windsor, la donna che Edie, come la chiamavano gli amici, aveva sposato in seconde nozze. 
Hilary Clinton al funerale di Edith Windsor (fonte repubblica)
Al suo funerale, anche Hillary Rodham Clinton, la candidata alla Presidenza degli USA battuata da Trump, che nel suo elogio funebre ha esordito: "Edie è la donna che più ha saputo cambiare il cuore e le mente di questa nazione. E per questo noi tutti oggi le siamo grati". 
Ed è vero, questa piccola donna, ha cambiato non solo il nostro mondo, in quanto donne e lesbiche, ma anche il mondo intero.
Suo, infatti, il ricorso alla Corte suprema USA, presentato contro tutto e tutti, per vedersi riconoscere il diritto ad essere l'erede legittima della sua compagna, l'amatissima Thea Spyer, morta nel 2009 e sposata in Canada nel 2007 dopo ben 40 anni di vita in comune.
Ricorso vinto nel 2012, con una sentenza che ha fatto la storia di tutte noi e del mondo intero. Grazie ad essa, infatti, si aprirono le porte alla legalizzazione del matrimonio gay che fu infine ammessa e rogolamentata nel 2015.
In merito, stante l'importanza di tale notizia, nel lontano agosto del 2013, scrivemmo anche noi un post che, per quante di voi fossero interessate, vi riproponiamo: "Edith e Thea: l'amore tra due donne dietro la storica sentenza della Corte Suprema USA".
Insomma, è solo grazie a Lei se, di rimando, noi in Italia siamo riuscite, un anno dopo, nel 2016, ad avere almeno una regolamentazione ad hoc, con la legge n. 76/2016, cd. Cirinnà, sulle Unioni Civili.
 
Grazie, dunque, Edie e Buon viaggio.
MduL 


Fonti:
Articolo "Addio a Edith Windsor, eroina e attivista per i diritti Lgbt" di Greta di Maria per repubblica.it del 13 settembre 2017
Articolo di repubblica: "Edith Windsor, l'elogio funebre di Hillary Clinton: "Ha cambiato cuore e mente degli Usa"" di Anna Lombardi per repubblica.it del 15 settembre 2017

L'ordinanza emessa dalla Corte d'Appello di Trento lo scorso 23 febbraio, applicando la sentenza della Corte di Cassazione n. 19599/2016, innova il diritto italiano: mai più stepchild adoption. I figli di una coppia lesbica nati all'estero sono, a tutti gli effetti, figli di entrambe le mamme e come tali vanno riconosciuti.

(da Gay Lex)
Ed eccoci qui a scrivere, con incontenibile gioia, di questa ordinanza dirompente e dirimente emessa dalla Corte d'Appello di Trento lo scorso 23 febbraio 2017, in merito al riconoscimento anche in italia della genitorialità di due padri che avevano dato 'alla luce' i loro figli all'estero, con la procreazione assistita.
Dirompente perché, per la prima volta, da applicazione al dettato disposto della sentenza di disciplina dettata della Corte di Cassazione n. 19599 del 2016, in merito ad analoga richiesta prodotta dalle nostre due mitiche eroine che, coppia ormai consolidata, volevano veder riconosciuto anche in italia lo stato di figlia alle loro bimbe nate all'estero e li già riconosciute (tecnicamente, la Corte di Cassazione si è pronunciata in tema di trascrizione dell'atto di nascita straniero recante l'indicazione di due genitori dello stesso sesso).
Dirimente perché, con l'adozione di tale decisione da parte della Corte d'Appello di Trento, le cose non potranno più essere come prima. L'evoluzione ora sarà inevitabile, che il Parlamento lo voglia o meno!.
Ma andiamo con ordine e cerchiamo di far capire perché è così importante l'Ordinanza della Corte d'Appello di Trento di cui vi stiamo parlando.
Come molte di voi sapranno, in questi ultimi anni ci sono state delle lunghe e controverse vicende che vedevano contrapposte alcune istituzioni pubbliche e delle coppie omogenitoriali che, avendo creato la loro famiglia, con prole, all'estero, tornando (o venendo) in italia, volevano vedere riconosciuto anche nel nostro paese il loro diritto alla genitorialità (in senso lato: il loro diritto, cioè, ad essere riconosciuti/e entrambi come genitori dei figli nati nella coppia), a prescindere dal metodo di procreazione.
In Italia, infatti, stante ai paurosi ritardi nella normativa di riferimento, non ancora colmati neanche con l'intervento della Legge Cirinnà sulle unioni civili, non vi è una disciplina che definisca la posizione dei figli di genitori gay/lesbiche nati dalla loro unione. Ad oggi, per legge, vale il principio secondo il quale i figli di una coppia di lesbiche sono sempre e solo riconosciuti come i figli di una delle due madri, cioè di quella che li ha generati (con o senza procreazione assistita e non importa se con ovulo o meno della compagna). All'altra madre, quella non biologica, solo la possibilità, al limite, di vedersi riconosciuto il diritto di adottare il proprio figlio (la famosa stepchild adoption, per altro ancora non legislativamente prevista), con tutte le riserve ed incogruenze del caso, visto che tale riconoscimento deve essere richiesto ad un giudice, sopportando la relativa alea.
Fin qui la legge o, meglio, la mancanza della disciplina di legge. Per fortuna, in questi anni è intervenuta però la magistratura a tutti i livelli. Tante sono state le sentenze dei Tribunali a favore delle coppie omosessuali che volevano tenere la loro famiglia anche in Italia.
Tra queste sentenze quelle più importanti, emesse in merito al ricorso presentato da due madri che avevano creato la loro famiglia in Spagna e che volevano vivere come una famiglia anche in Italia, di cui abbiamo accennato in precedenza.
Su tali sentenze, infatti, di impugnazione in impugnazione, si è arrivati alla Corte di Cassazione la quale si è pronunciata nel merito con una sentenza innovativa e dirimente (anche questa), la sentenza n. 19599/2016 (qui il link a tale sentenza), grazie alla quale si è finalmente dettata una disciplina innovativa e coerente a questa materia, sanando l'inattività legislativa.
Disciplina che ha trovato la sua prima applicazione proprio in occasione dell'ordinanza della Corte d'Appello di Trento che così si è pronunciata in merito al ricorso presentato questa volta da due padri che volevano vedere riconosciuto il loro diritto genitoriale anche in Italia, venendo essi ed i loro figli, nati grazie alla maternità surrogata dall'estero.
Ma cosa dice questa ordinanza? Cosa innova?
Corte d'Appello di Trento (Wikipedia)

Ebbene, la Corte d'Appello di Trento ha disposto il riconoscimento di efficacia giuridica "al provvedimento straniero che stabiliva la sussistenza di un legame genitoriale tra due minori nati grazie alla gestazione per altri e il loro padre non genetico".
In pratica ha sancito che anche il padre (la madre in caso di coppia lesbica) non biologico, cioè quello che non ha materialmente partorito il bambino o dato i propri spermatozoi (nel caso delle madri, i propri ovuli in caso di procreazione assistita), deve essere considerato padre a tutti gli effetti. Ne consegue che non vi sarà più il problema della stepchild adoption perché esso è superato! Il padre non biologico non dovrà più adottare il bambino del compagno perché quel bambino è già anche suo!!. Ma non è meravigliosa questa novità nel nostro ordinamento?!!
In altri e più pertinenti termini, come riportato dall'articolo del Tirreno/Toscana, <<nell'ordinanza della Corte d'Appello di Trento, che porta la data 23 febbraio, si stabilisce un "principio importantissimo", come spiega il direttore del portale di studi giuridici di "Articolo 29", Marco Gattuso, e cioè "l'assoluta indifferenza delle tecniche di procreazione cui si sia fatto ricorso all'estero, rispetto al diritto del minore al riconoscimento dello status filiationis nei confronti di entrambi i genitori che lo abbiano portato al mondo, nell'ambito di un progetto di genitorialità condivisa">>.
Ciò, in quanto "l'insussistenza di un legame genetico tra i minori e il padre non è di ostacolo al riconoscimento di efficacia giuridica al provvedimento straniero: si deve infatti escludere che nel nostro ordinamento vi sia un modello di genitorialità esclusivamente fondato sul legame biologico fra il genitore e il nato; all'opposto deve essere considerata l'importanza assunta a livello normativo dal concetto di responsabilità genitoriale che si manifesta nella consapevole decisione di allevare ed accudire il nato; la favorevole considerazione da parte dell'ordinamento al progetto di formazione di una famiglia caratterizzata dalla presenza di figli anche indipendentemente dal dato genetico, con la regolamentazione dell'istituto dell'adozione; la possibile assenza di relazione biologica con uno dei genitori - nella specie il padre - per i figli nati da tecniche di fecondazione eterologa consentite".

(da Tempi.ti)
In pratica, come dichiarato dal senatore del Partito Democratico, Sergio Lo Giudice: "La Corte d'Appello di Trento, con una sentenza storica, scrive una nuova pagina della giurisprudenza sui diritti dei figli di coppie dello stesso sesso. Per la prima volta in Italia viene riconosciuto il legame non biologico tra un padre gay e i suoi figli non attraverso un'adozione ma riconoscendo il certificato di nascita di un altro Stato attestante la doppia paternit di un bambino nato attraverso la gestazione per altri. La sentenza si muove nel solco dei principi segnati dalla Corte di Cassazione: assenza di problematiche legate all'ordine pubblico, supremo interesse del minore, indifferenza delle tecniche di procreazione medicalmente assistita utilizzate, in questo caso la gestazione per altri". "Laddove la politica non riesce, arenandosi su quella adozione del figlio del partner già superata da questa sentenza, arriva la giurisprudenza, grazie alla tenacia di quelle coppie che non si sono arrese all'idea che lo Stato tratti i propri figli come figli di un dio minore", conclude il parlamentare democratico.
Insomma, grazie a queste pronunce giurisprudenziali, l'Italia, almeno per ora, è riuscita a baypassare il Parlamento italiano, mettendoci in pari con il resto del mondo. Resta il fatto che ancora oggi manca una normativa di disciplina ma, almeno, ora si può andare davanti al Funzionario del Comune che dovrà riconoscere la eventuale nostra famiglia ed i nostri figli, forti di queste sentenze per opporsi ad un suo eventuale quanto immotivato diniego.

Con Gioia.
MduL

UNIONI CIVILI: E' LEGGE!!!

11 maggio 2016 - Ci siamo finalmente!! (illibraio.it)

Che Gioia incommensurabile!! Il Disegno di Legge Cirinnà sulle Unioni Civili (e le convivenze di fatto) finalmente è Legge!!. Un omaggio ed un sentito ringraziamento alla senatrice Monica Cirinnà che ha lottato contro tutto e tutti per riuscire a far approvare questa legge...legge che prevede due diversi istituti giuridici: le convivenze di fatto (che valgono sia per le persone omosessuali che eterosessuali) e le unioni civili (che invece valgono soltanto per le persone lgbt e sono l'equivalente del matrimonio etero)...
Si è vero, in quest'ultimo passaggio parlamentare vi è stato bisogno di porre la fiducia...si è vero: manca la parte fondamentale (ed imprescindibile) della stepchild adoption e della tutela dei bimbi nati e/o adottati dalle coppie che si uniranno civilmente...si è vero: poteva essere una legge migliore poichè sussistono ancora delle carenze ed incongruenze giuridiche cui bisognerà necessariamente porre rimedio in seguito...si è vero: il partito democratico è dovuto di nuovo scendere a patti con l'ncd di Alfano, promettendo anche per il futuro un patto sulla disciplina delle adozioni che dovrà essere necessariamente messa in cantiere (tanto che persone degne della più totale stima, come la scrittrice/deputata Michela Marzano si sono addirittura dimesse perché ritengono la legge troppo blanda - massimo rispetto e stima per tale decisione!-)...si, è tutto vero...poteva essere una legge migliore...ma E' LEGGE!!!
Questo significa che dalla sera dell'11 maggio 2016 (data in cui è stata approvata la legge alla Camera dei Deputati) tutte noi possiamo ora affrontare la vita ed i nostri rapporti d'amore in modo diverso e completo.
Tra un mesetto (il tempo di pubblicare la legge sulla Gazzetta Ufficiale e far passare il periodo per la tanto sospirata entrata in vigore), infatti, ognuna di noi potrà impostare il rapporto di coppia con la propria amata in ben tre modi e gradi differenti:

1. Si sta insieme e basta:
decidiamo di vivere la nostra storia in modo free, ognuna a casa sua o nella stessa casa ma senza troppi vincoli (fino ad oggi, haimè, la regola);

2. Convivenza di fatto:
vogliamo fare un passo in avanti, vogliamo convivere e regolare legalmente alcuni nostri rapporti (successioni, uso della casa in coabitazione, visite all'ospedale ecc...) ma non vogliamo sposarci...ed allora possiamo da oggi optare per la Convivenza di fatto, istituita anch'essa dalla Legge Cirinnà e che riguarda sia le coppie omosessuali che quelle etero;

3.  Unione civile:
vogliamo invece proprio passare tutta la vita insieme e buttarci in questa impresa di creare una famiglia: bhè, in questo caso di corsa all'anagrafe (vedremo con quali modalità, devono infatti essere approvati i decreti attuativi da parte del governo) ed a celebrare la nostra Unione Civile che è, a tutti gli effetti, tranne che per il nome datole, un matrimonio, con gli stessi identici diritti e doveri (tranne, come detto, haimè, la parte sulla tutela dei figli nati nel "matrimonio gay"). Mia moglie potrà così succedermi in caso di morte, abitare nella nostra casa, divorziare da me ed avere gli alimenti (e speriamo di no!!), avere la pensione di reversibilità ecc...insomma, tutti i diritti e doveri previsti già per il matrimonio etero (tranne che per i figli)...
Certo, rimane anche la questione del nome...ma come la chiamo mia moglie? A regola "moglie" non è...e come la chiamo allora?: "la mia unita"? Bhò...vedremo...sta di fatto che da oggi, svegliandovi/svegliandoci, la nostra vita è oggettivamente cambiata: ora possiamo, volendo, costruire qualche cosa di serio e duraturo...Da oggi, quando guarderai una donna, potrai pensare: "Io questa me la sposo!"...
E' qualche cosa di immensamente grande, importante e fantastico...e questo è quanto!!


Ma per capire in dettaglio di cosa tratta la legge e quali sono i nostri nuovi diritti, andate qui, al Post MduL: "ED ECCO LA LEGGE SULLE UNIONI CIVILI SPIEGATA IN 20 PUNTI DALLA STESSA SENATRICE MONICA CIRINNA' (Espresso.repubblica.it)"


Con la gioia incommensurabile di cui sopra...
MduL

E' arrivata la campagna "Si lo voglio!" a favore delle Unioni Civili e della Stepchild adoption. Aderite numerose...


Il presente Post per segnalare questo bel video della campagna "Si lo voglio" che, speriamo!, diventi virale su tutti i social e non solo.
E' inutile dirvi quanto è importante mettere mi piace a questo video, direttamente su youtube e quanto è utile che venga condiviso sul vostro profilo nei vari social. Pensate che il video è stato caricato soltanto ieri e già sono in tanti ad averlo condiviso...alcune di noi lo hanno già condiviso su facebook ed è lì che è stato scoperto ieri sera...
Divulgate, aderite e condividete, dunque, e fatelo fare anche a tutti i vostri amici e parenti che sono d'accordo con questa - importante - iniziativa....o, meglio ancora, postate un vostro video a sostegno di questa iniziativa, all'indirizzo evidenziato più sotto, verso la fine della descrizione del video-campagna stesso.
Dimostriamo a tutti i catto/omofobi/fascisti che la società civile vuole ben altro e, soprattutto, dimostriamo loro che siamo tanti, molti di più anche come numero!!!....
Per quel che concerne il video, qui di seguito si riportano i dati riportati i dati informativi presenti nella descrizione del video stesso...

Guest stars:
Luca Argentero, attore
Alessandro Roja, attore
Valentina Arrighetti, campionessa di volley
Tatiana Lepore, attrice
Michela Murgia, scrittrice
Carlotta Natoli, attrice
Claudio Santamaria, attore
Arianna Cau, campionessa di snowboard
Giorgia, cantante
Lunetta Savino, attrice
Emma Marrone, cantante
Chiara Civello, cantautrice
Lucia Mascino, attrice
Giulia Bevilacqua, attrice
Giovanni Caccamo, cantante

Video di Carlotta Cerquetti

Perché "Sì lo voglio"?
E’ una formula che tutti conosciamo bene, che abbiamo sentito dire spesso nel corso della nostra vita. A volte l’abbiamo detta anche noi.
E’ una promessa d’amore? E’ l’espressione di una volontà profonda e condivisa? E’ una scelta?
Certamente, è tutte queste cose. E molto di più.
E’ un modo di stare al mondo, è la frase che diciamo quando desideriamo. Sì, lo voglio.
Un Paese che non riconosce i desideri di tutti coloro che lo abitano è un Paese incivile.
Un Paese che non rispetta le scelte di vita dei suoi cittadini, che fa finta di non vedere, che mette veti all’amore, che Paese è?
“La verità, vi prego, sull’amore”, chiedeva il grande poeta Auden, ed è per amore della verità che oggi noi chiediamo a gran voce di sostenere questo primo passo delle unioni civili e della stepchild adoption, ovvero la possibilità per uno dei partner di adottare il figlio biologico dell’altro, sia nelle coppie eterosessuali che in quelle omosessuali.
Chi ama la verità non può continuare a ignorare che tutto questo esiste già.
Esistono coppie eterosessuali e omosessuali che si amano, vivono insieme, crescono figli o progettano di farlo. Chi può impedire o vietare che questo continui ad esistere? E con quale diritto?
Un Paese civile è chiamato a riconoscere e regolare, non a vietare e a discriminare.
Il prossimo 28 Gennaio al Senato si aprirà il dibattito sul disegno di legge per le unioni civili, una legge di libertà, di uguaglianza e di progresso.
La nostra campagna “Sì lo voglio” nasce per sostenere l’approvazione di questa legge e nasce con un video pieno di volti noti e di persone comuni, perché questo tema riguarda tutti e tutte, senza esclusioni.
Perchè l’amore riguarda tutti e tutte, senza esclusioni. E perché chi sceglie di amarsi sceglie di condividere gioie e dolori, in salute e in malattia, e ha diritti e doveri.
Chi è contrario alle unioni civili ha provato a immaginare che cosa significhi non poter assistere il proprio partner quando sta male? O non poter accedere alla sua pensione dopo aver condiviso con lui/lei un pezzo della propria esistenza? Non veder riconosciuto e tutelato quello che si è costruito insieme, nella vita di tutti i giorni?
Chi si oppone all’articolo 5 (stepchild adoption) ha provato a immaginare che ne sarebbe dei bambini che sono stati cresciuti e amati da una coppia non sposata - eterosessuale o omosessuale - nel momento in cui il genitore biologico, per qualche ragione, venisse a mancare? Il diritto primario di questi bambini è il diritto alla continuità affettiva dei genitori che li hanno cresciuti. Di questo parla l’articolo 5, è bene che sia chiaro.
Chi crea confusione cercando di gettare ombre sulle unioni civili e prefigurando scenari apocalittici è semplicemente fuori dalla realtà e dalla storia del Paese in cui vive.
Chi ama la verità, chi conosce e riconosce l’amore, non può tirarsi indietro: mettiamoci la faccia, mettiamoci il cuore. Diciamo sì, lo voglio.

Se anche tu vuoi partecipare alla campagna Sì lo voglio invia il tuo video tramite wetransfer alla mail: silovoglio2016@gmail.com

Campagna SI LO VOGLIO a cura di:
Elisabetta Addis
Alessandra Bocchetti
Tatiana Campioni
Carlotta Cerquetti
Francesca Comencini
Sara De Simone
Ilaria Fraioli
Licia Martella
Marinella Perroni
Lunetta Savino

Ah, dimenticavo,...."Si, lo voglio!!!!"
MduL

Flash: il Parlamento europeo ha sancito il principio per cui "i matrimoni gay sono un diritto umano"!! - Rinvio ad articolo di lezpop.it


(quintopoderbcs.com)
Un altro punto a favore del mondo Glbt per la difesa contro le Sentinelle in piedi, i 'moschettieri' ed altro catto destrorso....
(www.osservatorioantitrust.eu)
La notizia, riportata dal sito lezpop.it, nel suo articolo "Il parlamento europeo: "i matrimoni gay sono un diritto umano" ci fa tirare un altro sospiro di sollievo, stante il perdurare della offensiva del mondo che si schiera a tutela di una non meglio identificata e poco realistica "famiglia naturale". Non ultimi Domenico Dolce & Stefano Gabbana che hanno dato il meglio di se, dopo l'episodio dell'evasione fiscale questo è davvero un colpo inaspettato, rilasciando un'intervista nella quale ci rendono noto che loro sono a per la tutela della "famiglia naturale": le coppie gay non dovrebbero avere dunque, in alcun modo, men che mai con la procreazione assistita, dei figli. La coppia di stilisti ha avuto un encomio da Forza Nuova e vari encomi dal mondo da noi così tanto concettualmente ed emotivamente avversato.
(lesboblog.it)
Non mi dilungherò sulle varie e forti reazioni di esponenti di spicco del mondo dello spettacolo a tali affermazioni degli stilisti (veramente è stato uno solo dei due ad asserire tali nefandezze, mi pare Domenico, però non ci giurerei, faccio sempre confusione tra i due), su tutte quella di Elton Jhon che ha avuto due figli con suo marito giusto grazie alla procreazione assistita...
Vi rimando, invece, alla lettura dell'articolo sopra citato per poter godere di questa notizia positiva per il nostro mondo e, dunque, di riflesso, per il mondo intero (visto che 'noi' siamo per l'amore e 'loro' per l'odio). Ecco, dunque, il link diretto all'articolo di lezpop.it:

 
Buona lettura.
MduL

Celesbian: reso pubblico, dopo due anni, il matrimonio tra Saffron Burrows & Alison Balian

Saffron Burrows (sn) con la moglie Alison Balian (ds) [da sito gma.yahoo.com]

Si apprende dal sito lezpop.it che l'attrice britannica Saffron Dominique Burrows (nata a Londra, il 22 ottobre 1972), che dei suoi amori anche saffici non ha mai fatto mistero, in una intervista rilasciata al "The Guardian" ha liberamente parlato, ufficializzandolo, del suo matrimonio, celebrato ben due anni fa, con l'autrice televisiva Alison Balian.
La Burrows, come si apprende da wikipedia, è figlia di attivisti politici socialisti, il padre è un architetto ed insegnante mentre la madre è un'insegnante e femminista. Scoperta da un talent scout inizia a lavorare come modella, in seguito studia recitazione presso l'Anna Scher Theatre School. In merito alla sua carriera cinematografica, sappiamo che debutta con il piccolo ruolo nel film di Jim Sheridan "Nel nome del padre" in seguito recita in "Amiche" di Pat O'Connor. Sul set di questo film incontra Alan Cumming, cui si lega sentimentalmente per due anni per restarne, dopo la rottura del fidanzamento, ottima amica. Nel 1998 viene scelta da Woody Allen per recitare nel suo "Celebrity", ma all'ultimo momento viene sostituita da Charlize Theron, così si "accontenta" di recitare in "Wing Commander - Attacco alla Terra" e "Blu profondo".
Nel 2001 recita in "Enigma" e ottiene delle parti in "Frida" e "Troy", inoltre è la voce narrante nella versione nel "Peter Pan" di P.J. Hogan.
Nel 2007 recita in "Reign Over Me" di Mike Binder ed entra nel cast della serie televisiva "Boston Legal", dove interpreta Lorraine Weller. Nel 2008 è invece impegnata nella serie TV "My Own Worst Enemy" al fianco di Christian Slater.
Nel 2010 ha fatto parte dell'ultima stagione di "Law&Order: Criminal Intent". Nel 2011 ha registrato una puntata di "Bones", doveva far parte dello Spin-Off (The Finder) di questa serie ma non è stata confermata.
Fiona Shaw (da sito harrypotter.wikia.com)
Ma non è tanto questo che ci interessa di lei, quanto la sua vita privata. Sappiamo, infatti, che nel 1999 lavora nel film "La perdita dell'innocenza" di Mike Figgis, con il quale instaura una relazione sentimentale, recitando in altri due suoi film, quindi, alla fine di questa relazione, la vediamo confessare in una intervista la sua bisessualità ed il suo nuovo rapporto d'amore con l'attrice irlandese Fiona Shaw, con la quale si esibisce a teatro in "The Power Book", tratto dall'omonimo romanzo di Jeanette Winterson [Alcune notizie su Fiona Shaw per rinfrescarci le idee. Fiona Shaw è un'attrice irlandese. Nasce, infatti, nel 1958 nella contea di Cork (Repubblica d'Irlanda) da genitori appartenenti a diverse religioni. È considerata una delle attrici più dotate della sua generazione. Ha lavorato anche per il grande schermo, recitando in film come "Il mio piede sinistro" (1989), "Jane Eyre" (1996), "Persuasione" (1995), e in vari film della saga di Harry Potter, in cui interpreta il ruolo di zia Petunia. Nel 2011 prende parte alla quarta stagione della serie televisiva "True Blood", nel ruolo della strega wiccan Marnie Stonebrook].
Alison Balian (news.com.au)
La storia tra le due donne prosegue dunque fino al 2012, allorquando la Burrows da alla luce un figlio e si sposa, non ufficializzando però l'evento, con  l'autrice dello show Ellen De Generes, Alison Balian.
Infine, come detto, è di questi giorni la notizia che Saffron Burrows, dopo due anni, ha reso pubblico anche il suo matrimonio con la Alison Balian. 
Ma per i dettagli di questa notizia vi rimando all'Articolo "Il bellissimo coming out di Saffron Burrows che ringrazia Ellen Page, Jodie Foster e Maria Bello. FOTO" di La Mile per il sito lezpop.it.
A noi non resta che dire: Auguri!.
MduL

Lily Tomlin e Jane Wagner finalmente spose

Finalmente è successo, finalmente hanno potuto farlo, finalmente è stato coronato il loro sogno: Lily Tomlin e Jane Wagner, lo scorso gennaio, si sono sposate!.
E' importante segnalare questa bellissima notizia perché la storia d'amore tra queste due fantastiche donne va avanti da tempo immemore. Ma, come sempre, andiamo con ordine.
Lily Tomlin
Dunque, parliamo prima della più famosa delle due spose, Lily Tomlin. LilyTomlin, all'anagrafe Mary Jane Tomlin, è un'attrice comica statunitense, nata a Detroit, il 1 settembre 1939 (quindi, ha 75 anni). 
Figlia di una casalinga, Lillie Mae Ford, e di un contadino, Guy Tomlin, una coppia di religione battista che migrò nel Kentucky durante la Grande depressione, Lily Tomlin ha studiato alla Wayne State University dove ha scoperto il proprio interesse per il cinema e le arti, partecipando come attrice a spettacoli universitari, prima a Detroit e poi a New York: il suo esordio televisivo avvenne nel 1965 con The Merv Griffin Show.
Nel 1969 Tomlin entra nel cast di un popolare programma televisivo, il Rowan & Martin's Laugh-In, basato su sketch comici, quindi il vero successo, con il regista Robert Altman che la sceglie tra i protagonisti dei seguenti suoi film: "Nashville", "America Oggi" e "Radio America". Tra il primo di questi film di Altman, "Nashville" e l'ultimo "Radio America", tanti film, anche molto famosi, che l'anno vista sempre come ottima interprete comica, tanto da farle ottenere tanti premi e riconoscimenti, tra i quali: 2 Tony Awards, 5 Emmy Awards, 5 American Comedy Awards, un Grammy Awards, una Coppa Volpi, un Orso d'argento, un Premio Golden Globe, un BAFTA, una nomination al Premio Oscar, una ai Satellite Award, 2 agli Screen Actors Guild Awards e una agli Writers Guild of America Awards.
Curiosità: Lily Tomlin è anche tra le interpreti del film "Un Tè con Mussolini", del nostro Franco Zeffirelli (in onda in tv anche questa settimana..).

Jane Wagner
Jane Wagner, è una scrittrice, sceneggiatrice e producer americana, nata nel Tennessee, il 26 febbraio 1935 (ha 79 anni). Ha studiato alla Morristown High School, scrivendo per il giornale della scuola, quindi, a 17 anni, ha lasciato il Tennessee per tentare la carriera di attrice a New York, contestualmente studiando il piano ed anche pittura e scultura alla scuola Visual Arts.
Alla fine degli anni sessanta inizia la sua carriera come sceneggiatrice e, nel 1969, conosce Lily Tomlin che stava cercando qualcuno che la aiutasse a sviluppare il programma "Laugh-In" (ma vedi sotto per l'altra versione del loro incontro). Da li in poi, la loro granitica ed ecomiabile storia d'amore che dura tutt'oggi.
Non crediate, comunque, che Jane Wagner sia famosa solo per essere la compagna, ora la moglie!, di Lily Tomlin, perché anche lei ha ricevuto tanti ambiti premi e riconoscimenti nel suo lavoro.


Ecco, fatte queste necessarie premesse, passiamo alla loro storia d'amore. 

Lily & Jane negli anni novanta
Come detto, queste due meravigliose quasi ottantenni si sono conosciute alla fine degli anni sessanta, inizi anni settanta. Una delle loro biografie, ci dice infatti che le due spose si sono incontrate nel 1971, dopo che la Tomlin aveva visto uno special dopo la scuola, scritto dalla Wagner. Da li, Lily invitò Jane a Los Angeles per collaborare ad un comdey album e non si sono più lasciate.
Attenzione, però, perché, anche se il suo orientamento sessuale non era realmente un segreto, Lily Tomlin ha ufficializzato la sua omosessualità alla stampa soltanto nel 2001, in un’intervista nella quale esplicitava anche il lungo rapporto con la Wagner. La Tomlin è stata coinvolta in numerose produzioni cinematografiche gay-friendly. (ma vedi infra blog, Tomlin tra le Celesbian).
Si arriva così ai nostri giorni, anzi, per l'esattezza al Capodanno dell'anno in corso, 2014, allorquando le due splendide donne, con una cerimonia rigorosamente privata, tenutasi a Los Angeles, si sono finalmente - dopo ben 44 anni d'amore - SPOSATE!! 
Unica reazione nota della Tomlin, come sempre abituata alla discrezione, è stata data attraverso il suo portavoce ed è la seguente: "Sono molto felice“, basta, niente altro: nessuna foto o commento. Ripeto, Fantastica donna anche per questo.
[Notizia tratta dal sito Gossipblog: articolo "Access Lily Tomlin si è sposata con la sua compagna Jane Wagner", pubblicato alle 10:02 di mercoledì 08 gennaio 2014].
Immensi Auguri, di cuore!!!

Lily & Jane in una foto più recente
Ed Immensi Auguri anche a tutte noi, visto che la legge che consente i matrimoni in America è recente e si è ottenuta solo grazie ad un'altra grande ed immensa donna lesbica, Edith Windsor, che ha lottato tutta l'ultima parte della sua vita per ottenere il riconoscimento dovuto, dopo la morte della sua compagna, dei diritti lei spettanti in quanto compagna di una vita che non ha potuto sposarsi per colpa delle leggi federali, fino a quel momento in vigore. Ha quindi presentato ricorso alla Corte Suprema ed ha vinto...da li in poi, in America, procedono in discesa e, infatti, come detto, è stato reso possibile il matrimonio - dico: matrimonio! - anche tra le persone dello stesso sesso (per l'esattezza: La Corte Suprema americana ha bocciato la legge federale che definisce matrimonio solo quello tra uomo e donna e, dunque, ha, di fatto, permesso il matrimonio anche tra persone dello stesso sesso!). 
E noi, qui in Italia, siamo ancora qui a parlare di Dico, Pacs ecc...
MduL

Articoli utilizzati per scrivere il Blog:
Pagina Wikipedia su Lily Tomlin;
Pagina Wikipedia su Jane Wagner
Articolo sul matrimonio di Lily e Jane

Matrimonio gay: la storica sentenza del Giudice del Tribunale di Grosseto!


Ebbene sì, è successo anche in Italia!! In modo assolutamente inaspettato, è accaduto anche da noi che un Giudice abbia avuto la forza ed il coraggio di sostituirsi all'inerte quanto assolutamente inefficace parlamento, facendo proprie le istanze politiche e civili di gran parte del paese italiano, facendo recepire, di fatto, in Italia un matrimonio gay contratto all'estero, con tutte le conseguenze del caso.

Stefano Bucci & Giuseppe Chigiotti
La notizia è questa: i sig.ri Stefano Bucci, giornalista del Corriere della Sera, e Giuseppe Chigiotti, architetto, di 68 e 57 anni, dopo essersi sposati con rito civile a New York, nel dicembre 2012, chiesero al Comune di Grosseto di trascrivere le nozze nel registro di stato civile del Comune di Grosseto, ma l’Ufficiale di stato civile si rifiutò, sostenendo che «la normativa italiana non consente che persone dello stesso sesso possano contrarre matrimonio». 
A quel punto, assistiti dall’avvocato Claudio Boccini, i due hanno fatto ricorso in Tribunale. Ad esito del giudizio, nonostante anche il pm fosse contrario all’accoglimento della loro istanza, il giudice di Grosseto, il grande e lungimirante Dott. Paolo Cesare Ottati, ha dato il via libera al riconoscimento della loro unione anche in Italia, con ciò regalando ai due coniugi i diritti ed i doveri di una coppia regolarmente sposata. Ciò, in quanto, come espresso dal Giudice Ottati nella sua sentenza, nel codice civile «non è individuabile alcun riferimento al sesso in relazione alle condizioni necessarie» al matrimonio. Infatti, continua il Giudice nella motivazione della sua rivoluzionaria sentenza, non è «previsto, nel nostro ordinamento» alcun «impedimento derivante da disposizioni di legge alla trascrizione di un atto di matrimonio celebrato all’estero». E poi, la trascrizione non ha natura «costitutiva, ma soltanto certificativa e di pubblicità di un atto già valido di per sé».
In pratica: il matrimonio celebrato negli Stati Uniti è valido - argomenta il giudice - e non c’è norma che ne impedisca la trascrizione in Italia. Fra l’altro, il giudice di Grosseto cita la Corte Europea dei diritti dell’Uomo che «non ritiene più che il diritto al matrimonio» debba essere «limitato in tutti i casi al matrimonio tra persone di sesso opposto» e che ha affermato come «il diritto al matrimonio» abbia «acquisito un nuovo e più ampio contenuto, inclusivo anche del matrimonio contratto tra due persone dello stesso sesso».
Ecco dunque che, così argomentando, il Dott. Paolo Cesare Ottati, Presidente del Tribunale di Grossetto, ha fatto emesso questa storica ed innovativa sentenza, con la quale ha ordinato all’Ufficiale di stato civile di Grosseto di trascrivere nei registri il matrimonio fra Stefano e Giuseppe, rendendoli così, finalmente!, la prima coppia gay legalmente sposata in Italia!!.
Perché il punto è proprio questo: non si parla più in questo caso di un "banale" riconoscimento da parte dello Stato Italiano di una coppia di fatto; non si tratta cioè di un "Dico" e dei pochi, ma pur sempre importanti, diritti che con questi contratti la coppia gay riesce a strappare (su tutti, la possibilità di succedere al proprio compagno e tanti altri non meno importanti diritti), ma del riconoscimento del matrimonio tra due persone dello stesso sesso, con tutti i diritti ed i doveri propri del matrimonio!!.
La portata della sentenza è storica anche se sono iniziati tutti i movimenti contro, su tutti quelli, ovvi, del vaticano e della Cei, ma anche della destra e degli estremisti omofobi, e dei sempre troppi ottusi ecc....E' anche già pronto, ovviamente, il ricorso per far "bocciare" tale sentenza, e le argomentazioni contrarie e/o limitative della portata della sentenza non mancano (vedete, in tal senso, l'ultimo degli articoli riportati nelle note in fondo, di Davide Mura) ma il dado è tratto!.
Si dirà: vabbè, ma tanto in Italia una sentenza vale solo con riferimento al caso specifico deciso, poiché il nostro sistema giuridico, a differenza di quello americano ed anglosassone in generale, non prevede che la sentenza possa acquisire una efficacia cd di "precedente" vincolante per i Giudici che poi dovranno decidere sulla stessa questione....Questo è vero, ma, accipicchia, vale pur sempre come uno splendido precedente e le argomentazioni riportate dal Giudice nella motivazione della sua storica sentenza, per essere contestate, devono trovare dei validi e convincenti supporti giuridici: sarà dura, dunque, riuscire a far cassare questa fantastica sentenza. Ci riusciranno, non temete (haimé, ci riusciranno, inutile sperare diversamente nel nostro paese), ma per farlo dovranno forzare l'interpretazione delle nostre leggi in senso restrittivo e questo non può essere definitivo, prima o poi cadrà di nuovo e di nuovo e di nuovo....fino a quando non si riuscirà ad ottenere gli stessi diritti coraggiosamente riconosciuti in sempre più paesi del mondo!.
Insomma, godiamoci questa meravigliosa ed inaspettata vittoria dei diritti civili, in quanto lesbiche, ma non facciamo illusioni per il futuro.
Il consiglio? Correte a sposarvi a Grosseto.....fate presto!!..
Auguri.
MduL

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Ancora un Film a tematica gay/lesbica al Cinema: "Sarebbe stato facile"

Ma cosa si può dire? Incredibile! Ecco, si, questa è l'unica parola che viene in mente in questo momento storico, in Italia. Ci sono, infatti, in programmazione, nei nostri cinema non uno, non due, ma ben tre film a tematica lesbica e nemmeno solo accennata ma, anzi, apertamente dichiarata!, che meritano assolutamente di essere visti.
Si è già detto del film di Emma Dante, "Via Castellana Bandiera", presentato a Cannes; si è detto anche del film di Daniele Luchetti, "Anni Felici", presentato al Festival di Toronto; non resta ora che parlare di quest'altro film, di Graziano Salvadori, pronto da circa un anno ed uscito nelle sale italiane proprio in questi giorni, "Sarebbe stato facile".
La storia è presto detta (anche perchè si riporta qui il testo della scheda del film del sito cinemagay): ci sono due coppie. "Una ragazza determinata alla Lilli Salander, un giovane deciso con l'aria da macho, un' imprenditrice raffinata, cattolica e di buona famiglia, un giovane dolce, sensibile, intelligente, anche lui di buona famiglia e soprattutto carico di dubbi esistenziali. Quattro persone normalissime che condividono un segreto: agli occhi di tutti sono due belle coppie eterosessuali, ma nella realtà sono tutti e quattro omosessuali e innamorati tra di loro. Di fare outing non se ne parla assolutamente e nel tempo, grazie ad una profonda amicizia reciproca, si crea un'alleanza per "sopravvivere" al giudizio altrui. L'esistenza quasi fosse un banalissimo mazzo di carte da gioco finisce per essere "mescolata": ne escono così due finte coppie etero. Necessità che si fa più forte allorché il desiderio di avere una famiglia con figli adottivi non è più arginabile. 
Ci sono adesso due matrimoni "finti" da organizzare e bisogna imparare a muoversi in una fitta rete sotterranea in grado di aiutare le due coppie gay: medici, avvocati, addirittura un alto prelato che diventa il vero Deus ex machina ed una delle figure centrali ed emblematiche del film. Saranno queste le persone che aiuteranno i quattro a realizzare il proprio sogno. Matrimonio civile prima, poi il matrimonio religioso di coscienza (i parenti ci tengono e anche due di loro sono credenti), due case comunicanti, le pratiche per l'adozione, arrivano finalmente i figli. Quello che appare come un inganno e un monumento all'ipocrisia diventa in realtà un'impresa pionieristica e rivoluzionaria: la costruzione di un nuovo modello di famiglia. Il film si apre e si conclude con il pranzo di Natale in un futuro indeterminato, con i figli ormai grandi e sposati. In un contesto apparentemente normale e borghese si affacciano sulla scena uno alla volta i personaggi il cui ruolo inizialmente per lo spettatore rimane vago. Due mariti e due mogli, normali battibecchi, la comparsa di un foglio di giornale che suscita emozione e turbamento in una delle donne. Un flashback che ripercorre tutte le tappe della vicenda fino a tornare ai giorni nostri. Il giornale? Il giornale datato 24 Dicembre 2041 dà la notizia della benedizione da parte della Chiesa delle unioni gay e relative adozioni ma loro ormai sono già oltre con la loro famiglia allargata. Paradossalmente le due figure di rottura e rivoluzionarie per il quieto vivere sono costrette ad accettare il "perbenismo" degli altri due, che alla fine si rivela più dirompente ed innovativo, tale da portare ad un modello di famiglia diverso dai canoni ai quali siamo abituati. Insomma, una commedia all'italiana vecchio stile, comica ma anche con dei risvolti drammatici, dove il "bene", quello che adesso è bloccato da restrizioni e ghettizzazioni, in un futuro prossimo forse... riuscirà a vincere. (Cinemaitaliano.info)"
Due parole sugli attori protagonisti della pellicola, che sono, oltre a Niki Giustini ed Alessandro Paci, che, in questa sede, interessano meno, Katia Beni e Cristina De Pin.
Katia Beni, nata a Scandicci nel 1961 è nota per la sua interpretazione del personaggio di Tina nella serie televisiva "Carabinieri" e recita anche, nel 2012, nella web-serie "Bagnini". A parte queste "debolezze" però, Katia Beni è un'attrice notevole che lavora per lo più a teatro (il Trio Le Galline) e che ha recitato in diversi film di Benvenuti e Parenti, oltre che di Panarello..
Di Cristina De Pin (si chiama Cristina e non Cristiana, avevo sbagliato: scusate), invece, non ha trascorsi da attrice ma ha lavorato in Tv, principalmente nei programmi Mediaset.  Su internet, di lei non si trova niente sul suo passato da attrice ma molto sulla sua vita privata. Si scopre così, semmai a qualcuna interessa, che è (era, non seguo molto questo tipo di gossip) la compagna di Riccardo Monteolivo, il calciatore del Milan e che è stata la vincitrice di Playmate nel 2009....
Il film, opera prima del comico toscano Graziano Salvadori, è stato presentato per la prima volta al pubblico lo scorso 25 settembre, debuttando al cinema Eden di Viareggio. Il Film, girato in italia con maestranze solo italiane, è stato proiettato nel cinema tutto esaurito, dove ha avuto una fantastica accoglienza, con tanto di applausi scroscianti e standing ovation finale per il regista. Da li in poi, ha proseguito la presentazione in Toscana per arrivare, infine, in tutta italia. Ecco qui di seguito il link alla pagina facebook ufficiale del Film dove poter trovare le date di uscita nei cinema:  https://www.facebook.com/pages/Sarebbe-stato-Facile/169073379778094
Insomma, pare sia una commediola senza tante pretese, che dovrebbe scorrere piacevolmente e spensieratamente: una comicità toscana alla mordi e fuggi.
Di seguito altri link utili:
Scheda Film: http://www.cinemagay.it/schede.asp?IDFilm=5273
Trailer: http://www.youtube.com/watch?v=dCIl1giAhak
Buona visione.
MduL

Edith e Thea: l'amore tra due donne dietro la storica sentenza della Corte Suprema USA

Edith Windsor (sin) e Thea Spyer (ds)
Ed eccoci qui. Finalmente stiamo parlando di due donne incredibili, che con il loro amore hanno contribuito a migliorare un pochino questo schifosissimo mondo. Stiamo parlando di Edith Windsor e Thea Spyer. 
Edith, per tutti "Eddie", lavorava all'IBM come analista dei sistemi informatici, mentre Thea era una psicoterapeuta. Si conobbero nella loro città, New York, nel Greenwich Village, nel lontano 1963 e fu subito amore. Cinque anni dopo Thea chiese ad Eddie di sposarla, donandole una spilla al posto dell'anello di fidanzamento per consentire ad Eddie di portare il pegno d'amore anche a lavoro, senza dover dare alcuna spiegazione ai colleghi.
Thea e Eddie nel 1969
Sennonchè, visto che la vita deve spesso far schifo per forza, nel 1977 venne diagnosticata ad Thea una terribile malattia, cioè la sclerosi multipla che, haimè, porta chi ne soffre a subire prima la progressiva paralisi del corpo ed infine degli organi interni, fino alla irrimediabile morte.
Comunque, stoiche e tenaci, Eddie e Thea continuano a lottare per il loro amore, provando a sposarsi in suolo americano, ma non ci fu niente da fare. 
Thea già con le stampelle
Quando, dunque, nel 2007, arrivò il responso terribile del medico curante di Thea che disse che non le sarebbe rimasto più di un anno o due da vivere, le due donne affrontarono il viaggio ed i disagi per poter coronare il loro sogno d'amore, se non in America, almeno in Canada, dove, in quei di Toronto, si sposarono nel maggio di quello stesso anno (2007).
Il giorno delle nozze
Il loro sogno d'amore dura quindi altri due anni, fino al 2009, quando Thea purtroppo muore. Eddie e Thea sono rimaste insieme ben 44 anni!!.
Thea ed Eddie più anziane
Fino a qui, la loro bellissima e travagliata storia d'amore. Ora, però, si arriva al punto centrale della questione che ha portato un paese come gli Stati Uniti d'America finalmente a pronunciarsi a favore dei matrimoni gay: tutto grazie proprio ad Eddie.
Ma proseguiamo con calma.
Dicevamo: Eddie e Thea si erano sposate in Canada nel 2007 e Thea era poi morta nel 2009. Ebbene, alla sua morte Thea lasciò in eredità alla sua compagna di una vita, come è logico, la parte della loro casa, dove avevano vissuto la loro vita e gli averi della consorte. Fin qui niente di strano e niente di strano nemmeno nel fatto che la legislazione americana comunque aveva riconosciuto il loro matrimonio, contratto in Canada.
Eddie oggi (83 anni)
Ciò che ha innescato la "guerra di Eddie" è stato il fatto che, dato che il loro matrimonio era stato riconosciuto dallo stato di New York, Windsor ha chiesto di poter beneficiare della esenzione dalla tassa di successione prevista dalla legge federale a favore del coniuge superstite. La sua richiesta è stata però respinta sulla base della Sezione 3 del DOMA, che prevedeva che il termine "coniuge" si applicasse solo a un matrimonio tra un uomo e una donna: "l'Internal Revenue Service" ha ritenuto che l'esenzione in questione non fosse applicabile al matrimonio fra persone dello stesso sesso e ha quindi respinto la richiesta di Windsor, imponendole di pagare la tasse di successione nella misura di $ 363.053.
Insomma, anche se formalmente riconosciuto, il matrimonio contratto tra le due donne non dava ad Eddie alcun diritto di moglie, nemmeno nel territorio dell'avanzata America.
La legge federale, Defense of marriage act (Doma), infatti, sottoscritta nel 1996 da Bill Clinton ed in vigore  fino alla sua dichiarazione di incostituzionalità di cui oggi si riporta, non riconosceva il matrimonio tra persone dello stesso sesso. 
Eddie con il suo Avvocato
Da qui, per una questione di principio (per fortuna), la battagliera Eddie ha iniziato la sua guerra di carte bollate e tribunali, coadiuvata dall'Avvocato Roberta Kaplan, che le promise: «Ci volesse anche una vita, devo farcela. Per noi, per lei». Ed ecco l'iter processuale che ha portato alla storica sentenza:
in data 9 novembre 2010, dunque, Eddie intraprese un'azione legale contro il governo federale avanti alla Corte Distrettuale del distretto sud dello Stato di New York, domandando il rimborso della tassa di successione pagata e sostenendo che la DOMA discriminasse le coppie dello stesso sesso legalmente sposate attuando un "differente trattamento rispetto ad altre coppie in situazioni simili, senza giustificazione". 
Il 23 febbraio 2011, il Procuratore generale degli Stati Uniti d'America, Eric Holder, diffuse una dichiarazione del Presidente Obama che affermava di concordare con la dichiarazione della ricorrente, circa la incostituzionalità della DOMA e che pertanto il Dipartimento di Giustizia degli Stati Uniti d'America non avrebbe sostenuto in giudizio la norma. 
Il 18 aprile 2011 ha spiegato intervento in giudizio, Paul Clement, in rappresentanza del Bipartisan Legal Advisory Group (BLAG), un organismo della Camera dei rappresentanti, a difesa della costituzionalità della legge. 
Il 6 giugno 2012, il Giudice Barbara S. Jones ha stabilito che la Sezione 3 del DOMA era incostituzionale in base alle previsioni del V Emendamento che tutelano il principio di uguaglianza ed ha ordinato al Governo Federale di provvedere al rimborso fiscale, comprensivo di interessi. 
La Corte d'Appello federale per il Secondo Circuito ha confermato la decisione con sentenza del 18 ottobre 2012.
Infine, il BLAG e il Dipartimento di Giustizia hanno appellato la decisione avanti alla Corte Suprema, che ha accolto il certiorari nel dicembre 2012. 
In data 27 marzo 2013, la Corte ha tenuto la discussione orale della causa. 
Eddie Windsor il giorno della storica sentenza
Il 26 giugno 2013, la Corte ha emesso la storica sentenza, con una maggioranza di 5 a 4, che ha dichiarato incostituzionale la Sezione 3 del DOMA costituendo una "privazione della eguale libertà delle persone protetta dal V Emendamento".
Da quest'anno, dunque, le coppie omosessuali degli Stati Uniti d'America verranno trattate esattamente come quelle eterosessuali, con gli stessi diritti e doveri!!....Una grande conquista per Eddie ed una grande conquista per tutta l'umanità.
Il principio infatti, ad oggi, è diventato finalmente solo questo: sei lesbica e ti vuoi sposare? 
No. E allora convivi ed accetti le limitazioni del regime giuridico riconosciute alla convivenza.
Si. E allora puoi vivere il tuo impegno con gli stessi diritti e doveri delle altre coppie sposate!. 
A te la scelta (finalmente!).  
Evviva.
MduL
***
Per la redazione del presente articolo mi sono avvalsa, tra gli altri, dei seguenti articoli:
- Articolo di Wikipedia "United States v. Windsor":
- "Eddie e Thea, quando l'amore cambia la Storia" di Lavinia Farnese
- "Widow who led gay marriage fight mourns death of partner of 44 years"
By Erica Pearson / DAILY NEWS STAFF WRITER