Ultimo aggiornamento il 17 maggio 2026...

Visualizzazione post con etichetta scuola. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta scuola. Mostra tutti i post

Licenziamento della professoressa Giovanna Cristina Vivinetto: è stata discriminazione di genere. Questi gli sviluppi degli ultimi giorni.

La Prof.ssa Giovanna Cristina Vivinetto (huffingtonpost.it)
_MduL, 17 novembre 2019_

Vi segnaliamo la notizia che ha visto coinvolta la giovane, solo 25 anni, Giovanna Cristina Vivinetto, professoressa transessuale licenziata dall’istituto paritario “Kennedy” di Roma, dopo neanche due settimane di lezione.
La poetessa Giovanna Cristina Vivinetto (vincitrice del premio Viareggio Opera Prima per la poesia con “Dolore minimo”), infatti, insegnava letteratura italiana al triennio del liceo linguistico dell’istituto paritario Kennedy di Roma, dove era stata assunta lo scorso 23 settembre, per poi essere licenziata in tronco dopo pochi giorni.
Questo il suo lungo sfogo su Facebook: “Dopo appena due settimane di servizio, ieri la scuola paritaria mi ha licenziata in tronco, con motivazioni confuse e poco credibili come: sono indietro col programma, spiego troppo velocemente, non riesco a farmi rispettare dai ragazzi, non ho la tempra del docente perché, per ‘vocazione’, sono una poeta tout court. Ora, dopo cinque anni di studi letterari e tutta l’esperienza fatta da oratrice nel corso gli ultimi due anni in giro per l’italia, vi immaginate mentre spiego gli ‘Inni Sacri’ e le tre edizioni dei ‘Promessi Sposi’ di Manzoni e nel frattempo parlo di tutt’altro passando di palo in frasca?”.
La cosa, dunque, è parsa strana da subito, anche perché i ragazzi, suoi allievi, al contrario, le hanno testimoniato personalmente il loro entusiasmo per le sue lezioni. Riporta infatti la Vivinetto: “Venivano da me per confidarmi i loro problemi, gli eventi di ‘bullismo’ dentro la scuola, i loro desideri e aspirazioni. Volevano leggere le mie poesie, scriverne di loro pugno. Uno di loro è venuto a portarmi il suo prezioso quaderno con tutte le sue poesie scritte a mano”.
Da qui, dunque, il legittimo dubbio e la convinzione della Vivinetto che alla base del licenziamento ci sia tutt'altro che la presunta inefficienza e mancanza di giusta metodica educativa. Queste le sue parole: “Probabilmente c’entra il fatto che io sia una donna transessuale, e questo sarebbe molto più triste e ingiusto”.
Queste le reazioni della Vivinetto nell'immediatezza dell'evento, così come riportate dall'articolo dell'huffingtonpost.it del 15/10/2019 (link in calce al post) da noi sopra sintetizzato. Sennonché, oggi si torna a parlarne sono le nuove azioni intraprese dalla professoressa la quale ha dichiarato “Andrò fino in fondo. Son pronta a fare causa alla scuola per discriminazione di genere”. 
A spingere la Vivinetto all'iniziativa giudiziaria, la testimonianza di due ex colleghi universitari che hanno svolto un colloquio di assunzione nella stessa scuola. 
Grazie infatti al racconto di uno di questi suoi due colleghi, è venuta a sapere che immediatamente, il giorno dopo il suo allontanamento, si sono tenuti nuovi colloqui per sostituirla e solo il caso ha voluto che uno dei candidati per questi colloqui, fosse un suo collega universitario, il quale, subito dopo l’incontro l'ha contattata via Facebook, raccontandogli che la proprietaria della scuola si era lamentata del fatto che lui avesse un piercing e che quindi doveva escluderlo tra la rosa dei candidati al posto, anche perché, così a motivato la preside “nella scuola ci sono molte famiglie ricche e bigotte, tanto che abbiamo dovuto anche licenziare Giovanna Vivinetto, perché transessuale”.
Ecco fatto!. Ecco, la dimostrazione e la prova dell'avvenuta discriminazione di genere. Alla Vivinetto, dunque, non resta che adire le vie legali per far valere un suo (e nostro, di noi tutti, società civile intera) diritto fondamentale, contestualmente denunciando la discriminazione.
A tal fine, avendo la professoressa Vivinetto registrato tali parole della preside, è ora pronta a mettere tutto in atti per poter finalmente dimostrare che il suo licenziamento non è stato dovuto alla sua incapacità professionale, con le conseguenze che da ciò potevano derivare, ma da una discriminazione di genere, con tutte le conseguenze - qui si - che ciò comporta e cioè un inevitabile quanto legittima richiesta di risarcimento dei danni, dovuta dal fatto che così agendo la scuola ha screditato l'immagine sia di insegnante sia di scrittrice.
Ma non basta, perché, come riportato nell'articolo del corriere.it (link in calce al post) nei giorni scorsi la Vivinetto  ha lanciato la seguente petizione su change.org, che ha raggiunto in pochi giorni quasi 15mila firme, “Mi rivolgo innanzitutto alla scuola nel tentativo di una saggia presa di coscienza circa l’errore commesso in modo da poter correggere il tiro e risolvere il problema prima di dover arrivare in tribunale e, in tal caso, dover rispondere ad un giudice del lavoro. Mi rivolgo alle associazioni LGBT e a tutte le realtà che tutelano le minoranze in difficoltà, per creare una maggiore e capillare sensibilizzazione in merito alla tematica della discriminazione in contesto lavorativo. Mi rivolgo ai sindacati affinché simili incomprensibili ambiguità non avvengano più nei luoghi di lavoro e affinché possano fare chiarezza indagando su questo caso increscioso e assurdo, analizzando tutti i contratti di lavoro stipulati nella scuola con gli altri docenti”.
Chiude, infine, rivolgendosi direttamente al Ministro Lorenzo Fioramonti “poiché possa prendersi carico di questa vicenda rappresentativa di molte altre e avvii un’ispezione in tutte quelle scuole che assumono docenti con contratti poco chiari, mettendo poi in atto dinamiche oscure e spesso illegittime per licenziarli”. 

Non possiamo che essere d'accordo con la professoressa Vivinetto e darle tutto il nostro sostegno.
MduL





Fonti
Articolo Roma, la prof transessuale licenziata dopo nove giorni di lezione: “Pronta a fare causa per discriminazione” di Alex Corlazzoli per ilfattoquotidiano.it del 16/11/2019
Articolo Roma, prof transessuale licenziata: «Discriminata, farò causa alla scuola» della redazione di roma.corriere.it del 13/11/2019
Articolo "Licenziata perché trans". La denuncia della prof poetessa Giovanna Cristina Vivinetto, su huffingtonpost.it del 15/10/2019

Festa Arcobaleno per i bambini del campo estivo di Casalecchio (BO): il fatto, le reazioni, gli attacchi, le risposte, le riflessioni e..le vostre conclusioni

Il Cartellone 'incriminato' (foto da Gaypost.it)

In questo post vogliamo parlarvi dell'amore, del rispetto e della tolleranza. Amore, rispetto e tolleranza che ognuno, haimé, coniuga a propria immagine e somiglianza. Questa la vicenda. 

* Il fatto. 
 
Nel centro estivo di Casalecchio (Bologna), aperto nei mesi di luglio ed agosto ai bambini da zero ai sei anni e gestito dalla cooperativa "Dolce", una educatrice ha scritto su un cartellone tutto colorato, pieno di foto dei bambini, la seguente frase: “Oggi ci siamo dipinti la faccia con i colori dell’arcobaleno per festeggiare insieme il Gay Pride. Viva l’amore!”. 
Accanto a questo, poi, un altro cartello con la seguente dicitura: “In cortile abbiamo letto “Buongiorno postino” e “Piccolo uovo” perché esistono tanti tipi di famiglie”. 


* Le reazioni.

Apriti cielo!! Alcuni genitori dei bambini, avuta la notizia dell'attività svolta dai loro pargoli al centro, hanno subito scatenato una bufera, arrivando a coinvolgere i ministri dell'Istruzione Marco Bussetti e della famiglia, Lorenzo Fontana, a mezzo di un'interpellanza parlamentare firmata dal deputato di Forza Italia Galeazzo Bignami. A questa, poi, è seguita la richiesta da parte della leghista Lucia Borgonzoni delle dimissioni dell'educatrice responsabile. 

Ministro Fontana (CheDonna.it)
Nel merito, questa è la reazione del Ministro della disabilità e famiglia, Lorenzo Fontana, espressa tramite un tweet: “Ma è possibile che si faccia una cosa del genere all’insaputa dei genitori, tra l’altro a bambini fra 1 e 5 anni? Educazione o ideologia? Adesso i buonisti e i politicamente corretti non hanno niente da dire?” scrive in un tweet Fontana. Che intervistato dal Quotidiano Nazionale, che aveva riportato per primo la notizia, dice: “Fatto gravissimo, sono allibito”.
Il tutto, infatti, ha avuto inizio allorquando alcuni genitori, vedendo i lavoretti ed i disegni dei piccoli, si sono rivolti al consigliere comunale Andrea Tonelli, della “Lista civica Casalecchio di Reno”, denunciando il fatto di non essere stati avvertiti e di non aver gradito l'iniziativa. Da qui, come abbiamo visto, l'arrivo della questione addirittura al parlamento, con i coinvolgimento dei ministri competenti e non solo.

Dott.ssa Albano (felicitapubblica.it)
Questa la reazione, dell’Autorità garante per l’infanzia e l’adolescenza Filomena Albano, la quale, interpellata dal FattoQuotidiano.it, ha così dichiarato: “Nelle attività educative è necessario che genitori ed educatori collaborino tra loro. Di conseguenza è importante una condivisione di obiettivi e strumenti tra tutte le agenzie educative. L’unità di intenti è il presupposto essenziale per l’efficacia di qualsivoglia intervento”. 

Chiesa di Bologna
Dello stesso tenore la reazione della diocesi di Bologna, la quale, nell’editoriale di Bologna Sette, settimanale dell’Arcidiocesi di Bologna, così si esprime “La Chiesa di Bologna ha appreso con sconcerto che al centro estivo di una scuola dell’infanzia di Casalecchio di Reno è stato presentato l’evento del Gay pride a bambini in una fascia di età delicata come quella prescolare. Un tema così complesso meriterebbe di essere affrontato con maggiori cautele e sicuramente  si legge – con il coinvolgimento pieno delle famiglie, prime responsabili dell’educazione dei figli”. 
“Immaginiamo – continua poi la diocesi – che i genitori dei bambini non avessero dato mandato alle educatrici di affrontare queste tematiche. L’effetto di questa arbitraria iniziativa ha scatenato contrapposizioni e strumentalizzazioni che non giovano alla costruzione di un clima sereno di reciproca fiducia tra la scuola e i genitori. Interpretiamo come un gesto che va nella direzione di un dialogo positivo le scuse presentate dall’ente educatore. Poiché siamo consapevoli della complessità del cammino di crescita dei nostri figli, questo ci sta a cuore. Tutto ciò può avvenire in una stretta alleanza educativa tra scuola e famiglia”.

Massimo Gandolfini (bergamopost.it)
Ma non basta, per andare ancora oltre, basta citare la reazione a tali avvenimenti del leader del Family day Massimo Gandolfini, il quale così ha dichiarato: “Le colonizzazioni ideologiche sono arrivate anche nei centri estivi. In Emilia si è andati oltre ogni limite. Facciamo appello a tutte famiglie italiane di buon senso affinché si oppongano a queste nuove scuole di indottrinamento ideologico che – dice il  – si permettono di violentare la serena crescita umana dei più piccoli. Cosa che solamente le disumane dittature del XX secolo avevano avuto la sfrontatezza di attuare. Dobbiamo tutti insieme opporci facendo le opportune pressioni sulle amministrazioni locali affinché vigilino sui progetti educativi che si propongono di disegnare una società in contrasto con la storia e la tradizione del nostro paese oltre che con l’antropologia che da sempre caratterizza l’umano. Ogni persona è degna di accoglienza e di rispetto ma ciò non significa indottrinare la menti dei bambini”.

Simone Pillon (lafedequotidiana.it)
Ed infine, la reazione del senatore Simone Pillon, capogruppo Lega Nord in Commissione Giustizia, il quale così dichiara: “Quanto accaduto nell’asilo di Casalecchio, con bambini piccolissimi spinti a festeggiare e vivere un gay pride è davvero grave. Condanniamo apertamente questa violenta colonizzazione ideologica. Faremo le opportune verifiche circa la posizione della Cooperativa Dolce, che gestisce l’asilo". E, ancora, “Riteniamo del tutto fuori luogo portare nelle aule di un asilo tematiche così delicate. I bambini hanno diritto di essere bambini, giocare e crescere in piena libertà senza che le ore di asilo e scuola diventino momenti di indottrinamento. 
Allo stesso tempo i bambini hanno diritto ad avere una mamma ed un papà, e spetta solo ai genitori il diritto e il dovere di provvedere alla loro educazione. 
Ognuno rimane libero di manifestare per i propri diritti ma reagiremo con tutti gli strumenti legali contro chi tenta di strumentalizzare i figli degli altri, per promuovere temi ideologici”.

 
* Le risposte e le spiegazioni 
 
Il Presidente della Coop. Dolce, Pietro Segata
A spiegare quanto è accaduto ci prova Pietro Segata, il presidente della cooperativa 'Dolce' (coop. che, come dichiarato dallo stesso Segata, ha 3500 dipendenti “etero e omosessuali con idee diverse”_ndr) dove lavora l’operatrice che ha voluto far festeggiare ai bambini il Gay Pride. Queste le sue dichiarazioni in risposta agli attacchi: “Dalle relazioni che abbiamo raccolto e da quanto ci riferisce il coordinatore è stata fatta un’iniziativa nell’ambito di un programma educativo sulle diversità che comprende anche l’idea che ci possano essere famiglie diverse. È stata organizzata una festa con i colori dell’arcobaleno sfociata con un cartellone che collegava questo progetto didattico al Gay Pride. L’arcobaleno di per sé non ha scosso le famiglie ma il cartellone ha richiamato la manifestazione che quest’anno a Bologna è stata particolarmente vivace”.
Continua poi Segata, assumendosi ogni responsabilità per l'accaduto: “La via dell’inferno è lastricata di buone intenzioni. Noi non siamo respingenti ma accoglienti. Certo è che non ci dobbiamo sostituire alle famiglie nell’educazione dei bambini. L’ho ricordato anche ai miei operatori. Il nostro errore è stato quello di non esserci confrontati con i fruitori del servizio. Sono educatrici di lungo corso che gestiscono il nido anche durante l’anno scolastico, non è personale estemporaneo. Martedì prossimo le incontrerò ma non scatterà alcuna sanzione disciplinare, non ci sono gli estremi per farla”.

Francesca Pardi (uovonero.com)
A difendere a spada tratta l’iniziativa dell’educatrice, senza se e senza ma, è, invece, Francesca Pardi l’autrice di “Piccolo Uovo” (sposata con una donna e madre di 4 figli), uno dei due libri 'incriminati', che racconta dei diversi tipi di famiglia ai più piccoli. Queste le sue parole sulla vicenda: “Si può parlare anche a dei bambini così piccoli di Gay Pride soprattutto ora che la manifestazione ha cambiato anche le sue modalità di espressione. A Milano hanno sfilato 250mila persone e non c’era un solo elemento di esibizionismo. È un’iniziativa di rivendicazione dei diritti civili di persone che si amano. I bambini da zero a sei anni conoscono benissimo l’amore. Si può parlare loro di Gay Pride con un linguaggio compatibile alla loro età”. 
Ma non basta, la Pardi, in risposta alle mamme che hanno parlato di “trauma” dicendo che “per fortuna i bambini non sono nell’età di capire”, così risponde: “Che cosa dovevano capire? Non credo gli abbiano parlato di cose disdicevoli. Se poi qualcuno ritiene tale l’amore tra due persone dello stesso sesso è un problema suo”. 
Infine, una stoccata anche al Garante dell’infanzia, al quale la Pardi fa presente che: “In linea di massima non devono essere informate le famiglie: se a scuola si fa un lavoro contro il razzismo non si informano i genitori perché lo si dovrebbe fare se si parla di questo argomento?”


* Le riflessioni 
 
Vincenzo Branà (repubblica.it/bologna)
Per operare le opportune riflessioni, sull'argomento, appare molto utile lo spunto fornito da Vincenzo Branà, Presidente Circolo Arcigay Il Cassero, il quale, in risposta alle reazioni sopra elencate, così si è espresso: «Si parla di famiglie indignate, ma poi si scopre che le famiglie in realtà sono d'accordo con le educatrici e ne consegue un uso delle categorie molto curioso. I bambini non devono essere strumentalizzati politicamente, non devono essere bottini di guerra, sono i cittadini del futuro". 
Ma il punto della dichiarazione che vogliamo segnalarvi è il seguente: "Non è una dimenticanza se la nostra Carta Costituzionale in tema di scuola lascia fuori le famiglie (articolo 33), semmai un atto di grande lungimiranza che ci fa riflettere sulla pericolosità del concordare l'educazione scolastica con le famiglie: i bambini a volte vanno ancora salvati dalle famiglie. Succede ancora anche a Bologna che ragazzi gay e lesbiche vengano messi alla porta dai loro genitori perchè omosessuali».
Certo, è una frase dura, dettata forse in risposta al clima di intolleranza ed agli attacchi che sono stati citati, ma il concetto appare più che condivisibile: la scuola è chiamata ad educare, anche, e soprattutto, alla diversità, in qualsiasi forma essa si manifesti. E' la scuola che deve fornire gli strumenti ed i mezzi ai più piccoli per poter conoscere e comprendere la realtà. Comprendere, non venirne 'plagiati' . Se ad un bambino spieghi perché un suo compagno ha due papà e non una mamma ed un papà, lo aiuti a capire il mondo, non lo inciti certo a divenire un gay che voglia farsi una famiglia con un'unione civile e non un matrimonio!!.
In altre parole, educhi il bambino all'amore, al rispetto ed alla tolleranza, in modo che, una volta diventato adulto, non agisca, come ora stanno facendo tanti dei loro genitori, istigato dall'odio e dalla mancanza di rispetto per le altrui diversità.

Foto pubblicitaria dal sito PensieriParole
Genitori, come ad esempio, uno dei (meravigliosi) papà di una bimba coinvolta nel progetto educativo tanto discusso, il quale così dichiara: «Preferisco che mia figlia capisca che il mondo non è solo bianco o nero». E, ancora: «Vorrei esprimere il mio dissenso nel vedermi rappresentato da quel gruppo di genitori che si sono risentiti. Così come alcuni media hanno scritto in favore di chi ha visto questa attività in malo modo (quanti? chi?) si dovrebbe scrivere anche a proposito di ciò che pensa l'altra parte di mamme e papà che non vede di cattivo occhio un cartellone con su scritto Viva l'amore (probabilmente la vera maggioranza)».
Anche in questo caso, poi, il genitore si è sentito in dovere di porre l'accento sulla eco data dalla stampa alla vicenda, senza alcuno spazio per i necessari approfondimenti, ma trattando tutto in modo superficiale e, aggiungiamo noi, sensazionalistico. Queste le sue parole: «Sono state riportate delle cose in maniera superficiale. Ad esempio, le letture citate fanno parte della collezione di libri che da almeno inizio anno stanno lì all'asilo: i genitori che tanto tengono all'educazione dei propri figli hanno mai dato un occhiata alla biblioteca del nido? Al progetto didattico? I media sono riusciti a far diventare un'attività fatta da dei bimbi che sarà durata al massimo un'ora fra letture e disegni, in una succursale della parata per l'orgoglio gay. Io non sono uno psicologo, nè un pedagogista, ma preferisco che mia figlia capisca che il mondo non è solo bianco o nero così, in maniera graduale, leggera e spensierata, e non in modo violento e discriminatorio proprio di molti adulti».
«Di sicuro mia figlia e gli altri bimbi non diventeranno gay per aver disegnato un arcobaleno, e se un giorno qualcuno di loro scoprisse di esserlo spero che questo bigottismo spesso causa di episodi di bullismo e discriminazione che hanno portato al suicidio di molti ragazzi, sia superato. Vorrei che si facesse percepire quanto sia stato importante il lavoro delle dade per i nostri figli. Non mi va che degli articoli scritti in maniera superficiale gettino fango sul loro meraviglioso lavoro nonostante uno stipendio di sicuro non adeguato all'importanza che rivestono per le famiglie di oggi».

Ecco fatto. Secondo noi le sue parole valgono molto più di tutte le altre reazioni che potremmo citare e che, siamo sicure, si continueranno a produrre nei prossimi giorni.
Questo e quanto.
MduL




Fonti:
* Articolo <<Festa per il Gay pride nel centro estivo per bambini. Genitori: “Un trauma”, cooperativa: “Iniziativa su diversità”>> di Alex Corlazzoli per ilfattoquotidiano.it del 14/07/2018
* Articolo  <<Festa per Gay pride nel centro estivo per bambini, diocesi di Bologna: “Sconcerto”>> di F.Q. per ilfattoquotidiano.it del 14/07/2018
* Articolo  <<Festa per il Gay Pride al centro estivo, l'Arcidiocesi: "La famiglia andava coinvolta">> della redazione del ilrestodelcarlino.it/bologna del 14/07/2018
* Articolo  <<Pride all'asilo, un papà: 'Mia figlia non sarà gay per aver disegnato un arcobaleno'>> di Erika Bertossi per bolognatoday.it del 16/07/2018
* Articolo  <<A Bologna festa arcobaleno a un centro estivo per bimbi, Fontana: "Ideologia">> della redazione di tgcom24.it del 16/07/2018

Torniamo per un attimo sulla vicenda riproposta da facebook in questi giorni, relativa al ritiro da una scuola di un bambino per 'colpa' dei libri gender: osservatorio gender contro la scrittrice Bianca Pitzorno

La copertina del libro "Ascolta il mio cuore" di Bianca Pitzorno e l'autrice (YouTG.net)
In questo (triste) caso, la notizia è la seguente: su facebook, in questi giorni, la pagina della "Casa delle donne" condivideva, inorridita, la pagina facebook "Osservatorio gender" che riportava la seguente notizia (notizia che, però, sul sito osservatorio gender è datata giugno 2016 ma, si sa, su facebook le notizie ritornano periodicamente): "Carpi: genitori costretti a cambiare scuola al figlio per i libretti gender" (in calce l'articolo originario, che vi preghiamo di leggere nella sua interezza). 
La storia è presto riassunta: una coppia di genitori cattolici (il sito osservatorio gender, ci tiene molto a specificarlo) ha ritirato il loro figlio di 10 anni dalla Scuola Statale Primaria “Carlo Collodi” di Carpi perché la maestra ha affidato alla classe la lettura del testo “Ascolta il mio cuore” di Bianca Pitzorno
Queste le due posizioni in merito a questo evento. Noi abbiamo deciso di non spendere nemmeno una parola, saranno i testi proposti dalle stesse parti in causa, osservatorio gender da un lato ed autrice del libro dall'altro a parlare per noi/voi. Decidete voi chi ha ragione e chi torto. 

Logo sito Osservatorio Gender
* Posizione Osservatorio Gender (estratti testuali dall'articolo "Carpi: genitori costretti a cambiare scuola al figlio per i libretti gender):

-Omissis-
<< Ma veniamo ora ai fatti che più ci interessano. Stiamo parlando ovviamente di una famiglia cattolica, ben conscia di ciò che accade al di fuori dei recinti delle mura domestiche; cosciente che, volente o nolente, iscrivere un figlio ad una scuola statale comporta enormi rischi, visti i risultati con cui la “cultura” del gender si è rapidamente inserita, ancor più grazie a quell’auto-incensante “legge” cosiddetta “Buona Scuola”.
Avvalendosi di tutte le possibilità di tutela possibili, che si riassumono poi nell’invio del consenso informativo con diffida, spedito tramite raccomandata alla scuola ad inizio anno scolastico, la famiglia carpigiana sperava di poter dormire sonni tranquilli, o meglio, forse non tranquilli… Ma perlomeno certa di essere informata sulle porcherie che un sistema d’istruzione malato vuole propinare ai bambini.
Tutto bene, a parte i soliti scontri con genitori anestetizzati da ciò che accade intorno, insegnanti che non sono a conoscenza di ciò che veramente sta passando per spiragli ideologici sempre più ampi, o se ne sono a conoscenza se ne stra-fregano. Tutto sommato però sembra che al figlioletto non sia stato proposto niente di quanto impone il globale “gender-diktat” che nelle scuole primarie e negli asili fa ormai da padrone.
Proprio negli ultimi giorni però, arriva un’amara ed inaspettata sorpresa: la maestra affida alla classe la lettura di un libro, distribuendo a tutti i bambini il medesimo testo, dal titolo “Ascolta il mio cuore”. Il compito dato per casa è quello di leggere il libretto e capirne i contenuti, senza particolari mansioni.
La madre si presta dunque ad una lettura condivisa con il bambino, ignara di quanto stava per passare sotto i suoi occhi. Riportiamo qualche stralcio qui di seguito per dare un’idea di quello che questi due poveri genitori si sono trovati davanti.
Si sta qui parlando, nel libro, di “toreri” e il discorso è tra un bambino e una bambina:

    “E poi le donne a fare i toreri non ce le vogliono” – aggiungeva Gabriele dispettoso.
    “Bè vuol dire che cambierò sesso” – pensava Prisca.
    Elisa le aveva mostrato, su una rivista medica dello zio Leopoldo, la foto di un camionista svedese che si era fatto fare un’operazione ed era diventato una bellissima ragazza.
    “Se fossi maschio potrei anche fare il mozzo su una nave mercantile e andarmene in giro per il mondo” – pensava Prisca.
    (…) “Va bé, vuol dire che prima mi sposerò e avrò i miei diciassette bambini, e solo dopo cambierò sesso e farò il torero”. Era un pensiero consolante avere quella doppia possibilità grazie al progresso della scienza. >>

- Omissis - [tutta la parte contro la scrittrice]

<< Cosa rimane da fare a questa povera famiglia disperata, se non ritirare il figlio da una scuola che ha tutti gli scopi possibili ed immaginabili fuorché quello fondamentale da cui dovrebbe dipendere, ovvero l’educazione e la formazione di bambini/ragazzi moralmente saldi?
Queste scelte però, comportano conseguenze, danni, dolori e lesioni a bambini che ancora così piccoli sono costretti a dover cambiare – ovviamente per il loro bene – a causa di un mostruoso insegnamento che avanza sempre più fra le mura della scuola pubblica? La superficialità e l’incompetenza del personale scolastico, come in questo caso, meriterebbe un po’ più di attenzione, ma non vogliamo avvelenare ulteriormente il sangue ai lettori. 
Per concludere, e riassumere: se a tuo figlio vogliamo insegnare il gender a scuola tu devi tacere. O se anche hai intenzione di parlare devi sapere che non ti ascolterà nessuno, che del tuo consenso informativo con diffida non ce ne frega nulla, e che sei l’unico pazzo fermo alla concezione di maschio e femmina come unica cosa possibile salvo denaturalizzare la società. >>


Bianca Pitzorno (Edizioni EL)
* Posizione dell'autrice del Libro, Bianca Pitzorno (estratti dall'articolo "Bianca Pitzorno, c’è chi chiede la censura dei suoi libri in nome del “gender”. La scrittrice: “Sono esterrefatta” di F.Q. per ilfattoquotidiano.it):

Ecco la dichiarazione, in risposta a quanto sopra, di Bianca Pitzorno.
<<Posso dirvi che sono esterrefatta? Scopro solo oggi che una famigliola di Carpi, dopo aver ritirato il figlio da una scuola perché vi si insegnava, a loro dire, la cosiddetta ‘teoria gender‘, ha scoperto con orrore che nella nuova scuola si faceva leggere ai bambini Ascolta il mio cuore, e ha chiesto che il libro fosse ritirato dalla biblioteca e MAI PIÙ LETTO”. 
La scrittrice di libri per bambini Bianca Pitzorno ha raccontato su Facebook come, per caso, mentre faceva una ricerca sul web si sia imbattuta in un articolo che la riguardava e che l’accusava di essere “pericolosa” per i bambini.
“Troverete tutte le accuse al libro nell’articolo (pubblicato da Osservatoriogender.it) – prosegue nel post -. E le accuse a me, ‘questa personaggia’, tanto pericolosa da far sì che i genitori non mandino più i figli alla scuola pubblica ma li tengano in casa e formino, come nell’America più retriva, ‘scuole paterne’, per evitare loro di imbattersi in uno dei miei libri. 
Ora, poiché so che molti dei visitatori di questa pagina mi hanno letto quando erano piccoli, vi chiederei una testimonianza personale. Vi ho spinto a diventare omosessuali? O vi ho semplicemente ‘spinto’ a rispettare tutti gli altri anche se non la pensano come voi e non hanno fatto le vostre stesse scelte?”.
Molte le esperienze riportate dai suoi follower nei commenti, Bianca Pitzorno ha risposto con un altro post: “Grazie dei vostri molti commenti. Vorrei aggiungere due cose: la prima, che ringrazio il Direttore, gli insegnanti e i bibliotecari della scuola primaria di Carpi (sì, perché va aggiunto che il preside ha risposto di no alla richiesta di censurare il libro, ndr); la seconda è che comincio ad avere paura. Non per me, che ormai la mia vita l’ho vissuta, ma per chi è bambino oggi (…)”. 
Aggiungendo poi: “E poi, comunque, tutti i bambini, a prescindere di chi ameranno da adulti, che mondaccio li aspetta? Questo è solo un segnale. Staranno tornando i roghi?“. L’episodio da lei riferito risale al giugno 2016, ma non è il primo caso di polemiche sul gender nei confronti dei suoi libri.>>

Queste le posizioni e le reazioni dei soggetti in 'causa'. A noi non resta che farvi solo una domanda: quale delle due posizioni esprime il maggior decoro, considerazione e rispetto del prossimo? Perché, in effetti, è questa la linea di discrimine tra chi ha ragione e chi torto...

MduL



Articoli:
* Osservatorio Gender: "Carpi: genitori costretti a cambiare scuola al figlio per i libretti gender";
* "Bianca Pitzorno, c’è chi chiede la censura dei suoi libri in nome del “gender”. La scrittrice: “Sono esterrefatta” di F.Q. per ilfattoquotidiano.it

Sullo studente gay di Monza, lasciato fuori dalla classe per colpa di una foto.

Bullismo omofobico (psicozoo.it)
E' di questi giorni la polemica scoppiata per l'ennesimo caso di omofobia, mascherata dalla solita ed ormai non più scusabile ipocrisia!. I fatti dovrebbero essere a tutte voi ormai noti (i tg non hanno parlato d'altro), ma è bene riepilogarli.
La vicenda, trae origine da un articolo pubblicato sul Giornale di Monza. Riporta tale articolo, infatti, che un ragazzo di 16 anni (ragazzo che, scopriamo dalla Repubblica/Monza, seguito da un anno dai servizi sociali del Comune), iscritto al secondo anno all’Istituto cattolico professionale Ecfop della città brianzola [si prega di porre attenzione a questo dato della notizia: stiamo parlando dunque di una scuola paritaria!] è stato costretto dal Preside dell'Istituto a separarsi dai compagni per essere sistemato a parte, in fondo ad un corridoio e lontano dall'aula.
Ciò in quanto, a detta del Preside dell'Istituto, i compagni del ragazzo, a cui lui aveva mostrato la foto sul social network, hanno prima chiesto e ottenuto dal sito la rimozione dell'immagine "pedopornografica", e dopo si sono rivolti agli insegnanti.
Una situazione inaccettabile per la famiglia del ragazzo, che già l'anno scorso, in seguito alla scoperta dell'omosessualità del ragazzo e di alcune frequentazioni con adulti maggiorenni, si era rivolta alla scuola per chiedere assistenza. Di qui, la decisione di scrivere al preside e, soprattutto, di denunciare l'accaduto ai Carabinieri. In tal modo, la madre del ragazzo, si è presentata a scuola, accompagnata dai militari della Compagnia di Monza, facendo finalmente riammettere il ragazzo in classe.
* * * * *
Fin qui i fatti. Le riflessioni da compiere però sono altre e molto gravi.
   * Prima di tutto, direi, la foto che è stata pubblicato dal ragazzo su Instagram. A quanto riferito dal Preside per i compagni di classe del ragazzo si tratterebbe di pedopornografia.
Sul punto, come dichiarato dalla madre stessa del ragazzo al Giornale di Monza, “Si tratta di una fotografia scattata quest’estate e messa sui social che qualche altro compagno di classe deve aver mostrato agli insegnanti, ma non capisco dove sia il problema. Non l’ha scattata a scuola".
Ebbene, io stessa ho avuto modo di vedere sulla mia pagina facebook, la foto "incriminata" postata, mi pare dai Sentinelli di Milano, quelli buoni (ma non sono sicura, dovrei controllare. L'avrei voluta inserire nel post ma su google non si riesce a trovare. Cercate, dunque, come detto, su facebook): è una foto talmente dolce e pura che mi ha fatto venire i capelli dritti. Ma come è possibile definire una tale foto pedopornografica? Si tratta semplicemente di due ragazzi teneramente abbracciati ed uno di essi porge la schiena all'altro. Si è vero, sono a torso nudo e allora? In quel gesto ed in quell'abbraccio non vi è nulla di perverso o pornografico, solo affetto ed amore!!!.
Questo, dunque, il primo e fondamentale elemento sul quale riflettere: chi ed in base a quale criteri definisce una foto pedopornografica??!!! Quella era una foto d'amore, vi prego, cercatela su facebook, così potete farvi una vostra idea...
   * Altro elemento. Stiamo parlando, ancora una volta, di una scuola cattolica/paritaria. Stiamo parlando ancora una volta di discriminazione e rifiuto del diverso. In questo caso, poi, i genitori avevano pure chiesto aiuto e sostegno per gestire ed aiutare questo loro figlio in questo momento così difficile della sua vita. Il risultato è sotto l'occhio di tutte noi. Vergogna!. Sia ben inteso, questo Blog rispetta profondamente le persone che frequentano e/o insegnano nelle scuole paritarie, ben consapevoli che sono i singoli che sbagliano, si auspica però una diversa e più consona disciplina legislativa.
   * Ed ancora, altro ed ancor più sconcertante elemento da valutare è l'erroneo ed omofobico atteggiamento dei compagni di classe del ragazzo. Se è vero che sono stati loro a chiedere la rimozione di tale foto dal social network ed anche ad attivare le autorità competenti della loro scuola, bhè, occorre dire con sgomento che il sistema educativo proprio non funziona più completamente!.
Ai ragazzi di quell'età, nel periodo più difficile della loro vita -l'adolescenza-, deve essere insegnato non dico l'amore per l'altro, ma almeno il Rispetto!! In quella classe, se davvero le cose sono andate nel modo in cui si legge sui quotidiani, i ragazzi non hanno ancora imparato tale importante e fondamentale elemento del vivere comune, della socialità. Che adulti saranno? Che uomini (e donne) stanno crescendo e preparando al mondo in quella scuola?. Aiuto!.
   * Infine, come sempre in questi casi, l'ipocrisia sconcertante nelle parole del Preside. "Non è questione di discriminazione, i cristiani non discriminano: accettiamo tutti, abbiamo ragazzi di tutte le religioni. Volevamo proteggere sia il corsista sia i suoi compagni". Ed al fatto quotidiano, limitandosi a rispondere con un breve comunicato: “Vi assicuriamo che non facciamo discriminazioni sessuali né razziali. La nostra attenzione – si legge nella nota – è alla formazione professionale dei giovani, seguendo il dettame della pastorale sociale della Chiesa cattolica”."
Educare i giovani seguendo il dettame della pastorale sociale della Chiesa cattolica!. E proteggere il corsista da chi? Ed i suoi compagni da che cosa? Cosa può fare una foto come quella a dei ragazzi di quell'età? Li fa diventare gay per osmosi od empatia? Li turba? E per che cosa? Perché fa vedere che esiste l'amore anche tra due uomini?! Vergogna di nuovo!.
   * La conclusione di questa storia? Il ragazzo, dopo l’episodio, il ragazzo è tornato a casa piangendo. “Non vuole più tornare a scuola e questo mi dispiace – ha detto il padre – non è in questo modo che si educano i ragazzi”. 
Siamo assolutamente d'accordo: non è in questo modo che si educano i ragazzi.
MduL


Articoli utilizzati per la redazione del Post:
- Articolo <<Monza,16enne gay lasciato fuori dalla classe per una foto."Intervenga il ministero">> di Alessandra Corica per la Repubblica/Milano.

Omofobia: ecco l'elenco dei libri per bambini e ragazzi che Forza Nuova vuole mettere al rogo

(da libriebit.com)

Prima i fatti. Forza Nuova, una delle organizzazioni di estrema destra del nostro paese, aveva indetto per il giorno 28 marzo, alle h. 15, nella città di Milano, a piazza Oberdan, una manifestazione con lo scopo di mettere fisicamente al rogo i libri illustrati per bambini e ragazzi che, secondo questa organizzazione di estrema destra,  vengono "subdolamente fatti leggere nelle scuole ai nostri bambini per indottrinarli secondo la cultura del gender che mira a sovvertire la normale natura sessuale".
(da facebook.com)
A tale scioccante annuncio, come è normale, è fioccata la reazione non solo di tutto il mondo glbt, su tutti "I sentinelli" laici (che stanno dalla nostra parte!) ma anche del mondo di buon senso (bruciare i libri: orrore!!), al punto che, almeno questa volta, la prefettura e la questura hanno egregiamente assolto al loro ruolo istituzionale minacciando l'impedimento della manifestazione se Forza Nuova avesse voluto insistere con tale assurdo intento di creare un falò in piazza con i libri indicati.
Grazie, dunque, all'intervento delle istituzioni FN ha deciso di porre fine al suo intento per poter procedere alla manifestazione preannunciata.
Risultato: alla manifestazione di FN vi erano si e no 20 partecipanti. Alla contromanifestazione del mondo glbt e non solo, più di 300; tutti divisi dalle forze di polizia in tenuta antisommossa..
Per questa volta, dunque, pericolo scongiurato: i libri sono stati risparmiati dal rogo, la nostra dignità è stata risparmiata e, per fortuna, anche le istituzioni hanno egregiamente fatto il loro dovere.
Fine della questione, direte voi. E no. Perchè, comunque, resta il fatto che, a parte questa deriva nazista, l'atteggiamento e la predisposizione omofoba sempre più, come detto in altri post, prende piede e trova referenti nel nostro paese, al punto da doverci enormemente preoccupare.
Nel caso specifico ci si occupa dei libri proposti agli alunni delle scuole primarie italiane (e non solo, visto il pandemonio scoppiato per il libro consigliato a suo tempo al liceo romano Tasso a tema glbt che fiumi di inchiostro a fatto scrivere), in precedenza ci siamo dovute occupare di "sentinelle in piedi" (quelle 'omofobe') e di convegni omofobi sponsorizzati financo dalle istituzioni e di personaggi più o meno illustri, come i "quattro moschettieri" che girano l'italia trovando sempre più ascolto nei più svariati contesti o, ancora, di Ministri che [secondo me, ovviamente!] piegano le istituzioni ed il nostro ordinamento per fini meramente polito/ideologici, inibendo il riconoscimento di diritti con strumenti non consoni ecc...Prestate sempre attenzione, dunque, e non lasciate che le loro idee e convinzioni omofobe prendano il definitivo sopravvento in questa già povera e martoriata italia!. Guardatevi dal tutto questo agglomerato di catto-destra che propugna la "tutela della famiglia naturale"
(queerblog.it)
Ecco, dopo questa importante premessa ed inquadramento sistematico, passiamo nuovamente al (gravissimo) fatto in sé. Dunque, dicevamo, Forza Nuova è convinta che nelle scuole italiane, e non solo, sia in atto un'offensiva "gender" (così la chiamano) che istiga i bambini ed i giovani a scoprire e/o sviluppare pulsioni omosessuali contro natura! ed a danno della "famiglia naturale".
La soluzione? Per gli altri esponenti del movimento di cui vi dicevo sopra, di cui fa parte anche FN, è tentare con ogni mezzo di avere l'avallo istituzionale di esponenti politici di rilievo che possano bloccare tali iniziative (su tutti, Angelino Alfano e l'NCD e Roberto Maroni con la Lega lombarda); per FN, invece, non avendo evidentemente i loro esponenti una tale finezza politica, è il rogo dei libri incriminati di nazista memoria. E per meglio chiarirvi il concetto, ecco cosa dice in merito il portavoce di FN, Marco Carucci: "Basta con i giochini sconci sulla mastubazione nelle materne, i libretti osceni spacciati nelle elementari e nelle medie come iniziative contro il razzismo e il bullismo. Ma basta anche con le iniziative aziendali per tutelare gli omosessuali. In privato i gay facciano quel che credono, ma non chiedano di essere privilegiati in pubblico". E se non vi basta ad inquadrare l'organizzazione, posso aggiungere che sul volantino di covocazione della manifestazione vi erano slogan roboanti, tipo: 'La battaglia è adesso! E' giunta l'ora di accendere i fuochi , è giunta l'ora di sguainare le spade'....ogni altro commento su questo appare inutile.
(linklibri.info)
Ma vediamo quali sono i libri che secondo loro meritano di essere bruciati sul rogo. Bhè, prima di tutto, sono i testi della casa editrice, Lo Stampatello, che ha pubblicato negli ultimi anni diversi albi illustrati anche da Altan e che raccontano i tanti diversi tipi di famiglie che esistono al mondo: famiglie monogenitoriali, omosessuali, separate, ricomposte, allargate, formate, con bambini adottivi o affidatari, ma anche tanti altri.
Ecco, infatti, l'elenco dei libri che FN vorrebbe mettere al rogo [elenco estrapolato dall'Articolo "Forza Nuova in piazza a Milano contro "i libri della propaganda gender"" di Arianna Ascione su booksblog.it (link in fondo al post)]: 

    IL MATRIMONIO DELLO ZIO, Lo Stampatello Editore
    PERCHÉ MAI DUE PAPÀ, Lo Stampatello Editore
    IL PIANETA DEI CALZINI SPAIATI, ADD Editore
    TANTE FAMIGLIE TUTTE SPECIALI, Gribaudo Editore
    50 MODI PER DIRE FAVOLOSO, Edizioni del Cardo
    COSA SUCCEDE NELLA PUBERTÀ, Giunti Junior Editore
    IL LIBRO DELL'AMORE DI GUS E WALDO, TEA Editore
    PIÙ RICCHE DI UN RE, Lo Stampatello Editore
    IL GRANDE GROSSO LIBRO DELLE FAMIGLIE, Lo Stampatello Editore
    DI CHE GENERE SEI, Edizioni La Meridiana
    ROSA CONFETTO, Motta Junior Editore
    QUAL È IL SEGRETO DI PAPÀ, Lo Stampatello Editore
    PICCOLO UOVO, Lo Stampatello Editore
    PICCOLA STORIA DI UNA FAMIGLIA, Lo Stampatello Editore
    IL PIANETA STRAVAGANTE, EDT Giralangolo Editore
    IL LIBRO DI TOMMI, Il Dito e la Luna Editore
 
Buona lettura.
MduL


Articoli utilizzati per la redazione del Post:
- Articolo "Forza Nuova, dietrofront sul rogo dei libri pro gay. "Ma l'omosessualità è contro natura"" sempre di Zita Dazzi per la repubblica.it/milano;

Forza Nuova: ora Basta, occorre fermare il nuovo medio evo che avanza!!

Ora Basta!. Davvero, Bastaa!!. E' di questi giorni la notizia che Forza Nuova ha pensato bene, in quei di Milano, notte tempo, di affiggere, davanti ad alcune scuole, i manifesti di cui a margine, dal testo, come potete vedere, inequivocabile: "Mamma, papà. Segnalate le iniziative di propaganda omosessualista nelle scuole dei vostri figli. Lottate per la vostra famiglia, difendete i vostri figli!". A seguire, tutti i recapiti utili, compreso anche un numero verde (!) ai quali tutte "le Mamme ed i Papà che vogliano difendere la loro famiglia ed i loro figli" possono rivolgersi.
Ma andiamo con ordine. Vediamo di inquadrare subito di cosa stiamo parlando scrivendo di Forza Nuova (FN). Come, haimè, ormai e vostro malgrado saprete tutte, viste le sempre più numerose ed eclatanti iniziative, Forza Nuova è un movimento politico italiano nazionalista di estrema destra (o ultradestra. Definito anche come destra antagonista o neofascista) che è stato fondato nel 1997 da Roberto Fiore e Massimo Morsello e che, dopo vari appoggi e sinergie con il partito di Alternativa sociale della Mussolini e Forza Italia, dal 2008 è presente con proprie sedi in tutte le regioni d'Italia e partecipa alle elezioni nazionali con un proprio simbolo, indipendente da altri schieramenti.
Per ciò che in questa sede rileva, la posizione di questo movimento politico (mi rifiuto di definirlo partito, perché un tale partito, in Italia, come stabilito dalla Costituzione, dalla legge Scelba e, da ultimo, dalla Legge n. 205/1993, cd. Mancino, non potrebbe esistere poiché ha come scopo "gesti, azioni e slogan legati all'ideologia nazifascista, e aventi per scopo l'incitazione alla violenza e alla discriminazione per motivi razziali, etnici religiosi o nazionali"!!) in merito ai matrimoni e, più in generale, all'omosessualità, è la seguente (fonte wikipedia): "Forza Nuova difende la famiglia naturale (uomo, donna, figli) e si oppone a matrimoni gay e adozioni gay." Tra i loro manifesti, possiamo trovare slogan, tipo: "L'Italia ha bisogno di figli, non di gay" oppure un laconico "Basta froci". 
Ma, tranquille, Forza Nuova ha replicato spiegando che i manifesti non sono omofobi. Dichiarano, infatti: "La nostra omofobia sta nel fatto che proviamo ribrezzo e repulsione. Per i gay l’omosessualita’ è normale, per noi è una patologia". !!!
dal sito glbtshirts.com
Specificano, poi, che FN non attacca la sessualità privata di ognuno, bensì chiede solo "di riconoscere valore aggiunto per la famiglia tradizionale che può e deve creare figli, o comunque la possibilità di adottare figli solo a coppie composte come per natura da un uomo e una donna: "Noi rispettiamo la sessualita’ privata pur non comprendendo lo stare insieme tra persone dello stesso sesso perché siamo per l’ordine naturale delle cose, ma con il manifesto esprimiamo la nostra più totale contrarieta’ alle unioni civili, ai matrimoni e alle adozioni".
Ecco, ora che abbiamo ripassato i "valori" ed i "principi" di questo movimento, torniamo al fatto in sé e cioè all'affissione dei manifesti "pro-famiglia" al di fuori delle scuole di Milano.
Di tutta evidenza, oltre che facilmente desumibile, l'intento perseguito in questo caso da FN con questa iniziativa: crearsi uno spazio e dare risposte all'elettorato ultra conservatore e di estrema destra, lo stesso che, per intenderci, la Curia Milanese, solo poche settimane addietro aveva provato a coinvolgere inviando una circolare contenente una richiesta scritta ai 6.102 insegnanti di religione della Diocesi ambrosiana affinché venissero da loro segnalati i colleghi ed i progetti che nella loro scuola trattavano con gli alunni temi legati all'omosessualità ed all'identità di genere.!!
La lettera, inviata da don Rota e riservata, è stata messa a suo tempo on line sul portale a cui accedono solo i professori di religione con una password ma, per fortuna, si è avuta lo stesso la fuga di notizie che ha la Repubblica a parlarne, il mondo ad indignarsi e la Curia stessa a fare marcia indietro con tanto di scuse!.
Il messaggio, però, era stato lanciato: per la chiesa cattolica italiana nelle scuole italiane vi sono, con le parole di FN "insegnanti ed iniziative di propaganda omosessualista" che, se non bloccate, porteranno al più cupo ed orribile degli scenari possibili futuri: i ragazzi potrebbero iniziare a ragionare con il loro cervello e potrebbero addirittura arrivare a vivere la loro omosessualità con consapevolezza e, ciò che è più imperdonabile, senza paura o timore di commettere chissà quale orribile delitto!!..
Coraggio, ce la possiamo fare: opponiamoci con tutte le nostre forze a questo terribile e buio periodo evolutivo. Forza Nuova, CasaPaund, Sentinelle in piedi  e/o sedute e la Chiesa ultra ortodossa e conservatrice non sono la risposta e non sono la maggioranza, anzi....sembrano più forti solo perché fanno più rumore...iniziamo a fare rumore anche noi: tutta la comunità glbt, i veri cattolici (che sono tanti, ma davvero tanti), aperti e rispettosi dell'altrui modo di essere ed esistere e tutte le persone che hanno nel "rispetto altrui" il loro primo e più saldo principio!!...
MduL

Articoli utilizzati per la redazione del Post:
>  Articolo "Milano, campagna shock di Forza Nuova in 40 scuole: 'Segnalate la propaganda gay'" di Massimo Pisa per la repubblica.it/Milano
> Articolo "Milano, la Curia ai professori di religione: 'Segnalateci tutte le scuole pro omosessuali' di Zita Dazzi per la repubblica.it/Milano
> La foto sono state prese dai seguenti siti:
  - Foto n. 1 da sito: oea-glbt.ohea.us
  - Foto n. 2 (Manifesto di Forza Nuova) da sito: milano.repubblica.it;
  - Foto n. 3 da sito: glbtshirts.com;
  - Foto n. 4 da sito: pidivi.wordpress.com