Ultimo aggiornamento il 26 luglio 2026

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Celesbian - Lucilla Boari, medaglia di bronzo alle olimpiadi di Tokyo nel tiro con l'arco, che in occasione della medaglia, ha semplicemente comunicato al mondo che la collega olandese Sanne de Laat è la sua ragazza. Non chiamiamolo, dunque, coming out: è la normalità

Lucilla Boari sul podio, medaglia di bronzo nel tiro con l'arco (eurosport.it)

_MduL, 2 ottobre 2021_

Vi vogliamo parlare questa settimana di Lucilla Boari, una delle nostre atlete olimpiche che tante soddisfazioni, non solo sportive, ci hanno regalato alle ultime olimpiadi di Tokyo. 

Ma chi è Lucilla Boari? 

Lucilla Boari al tiro (fanpage.it)
Apprendiamo da Wikipedia che la nostra atleta è nata a Mantova, il 24 marzo 1997 (dunque, ha solo 24 anni), che gareggia per la società sportiva "Arcieri Gonzaga" e che dal 2018 fa parte delle "Fiamme Oro", il gruppo sportivo della Polizia di Stato. Sappiamo, poi, che le piace la musica malinconica degli anni 90 e niente altro.

Dal punto di vista sportivo, sappiamo che ha rappresentato l'Italia ai Giochi olimpici estivi di Rio de Janeiro 2016, classificandosi al quarto posto nella prova a squadre insieme a Claudia Mandia e Guendalina Sartori (miglior risultato di sempre per la selezione femminile dell'Italia) e che già, in tale occasione, giovanissima (aveva solo 19 anni), ha dovuto subire una prima esposizione mediatica, insieme alle sue compagne di squadra, essendo tutte state apostrofate come "il trio delle cicciottelle" (ricordate? Noi si, perché è una cosa che ci ha fatto arrabbiare tantissimo: cioè, sono lì che si giocano la medaglia olimpica per la prima volta nella storia e voi, commentatori e giornalisti vari, vi concentrate solo sul loro aspetto fisico? Vergogna. Bene a fatto la Boari a non voler parlare più con i giornalisti per lungo tempo). Quindi, quest'estate, ha partecipato ai Giochi olimpici di Tokyo 2020 (disputatisi nel 2021 causa Covid), vincendo la medaglia di bronzo nell'individuale femminile e diventando, così, la prima arciera italiana a vincere una medaglia olimpica.

Dallo scorso 30 luglio 2021, di lei sappiamo, infine, che è la fidanzata dell'arciera della nazionale olandese Sanne de Laat.

E chi è Sanne de Laat?

Sanne Laat (ilmessaggero.it)
Queste le scarne notizie che abbiamo di lei. Sanne de Laat è, come detto, arciera olimpica per l'Olanda, ha ventisei anni ed è amante dei dinosauri, del Natale e del colore verde, come recita la sua descrizione su Instagram. E' fidanzata con Lucilla Boari.

Per il resto, non sappiamo altro. Come vedete, le notizie per entrambe le atlete sono molto poche, questo perché tengono alla loro privacy ed a tenere la loro vita privata lontano dai riflettori, senza neanche postare sui social foto insieme o altro, a differenza di quanto fanno tanti altri personaggi famosi. Ora, premesso che non vi è nulla di male a postare ciò che si vuole sui social, anzi, e premesso anche che più le celesbian postano, più è facile per noi, ci sentiamo di dire che a noi queste due ragazze, per questo, piacciono anche di più.

Ma andiamo ai fatti: come è andata quella meravigliosa sera del 30 luglio?

Ebbene, in quella splendida notte estiva di Tokyo, rinviando a quanto riportato estesamente dall'articolo del mattino.it (link in calce) ecco cosa è successo.

Nella giornata del 30 luglio 2021, dopo aver vinto la medaglia di bronzo, Lucilla viene messa in "diretta video dal villaggio con Casa Italia, di fronte a dirigenti e giornalisti, quando le mostrano due messaggi registrati. Il primo dell'amicizia («è Sandro, grande amico e primo tifoso», spiega aggiungendo particolari), il secondo del cuore.. «Hai fatto un grande lavoro, sono orgogliosa di te: ti amo molto», dice Sanne, arciera olandese, chiudendo con «I love you so much».
Lucilla in quel momento non è più il bronzo azzurro Boari, ma semplicemente Lucilla. Nasconde dietro gli occhiali le lacrime, e dice semplicemente: «È la mia ragazza»".

Condividendo pienamente con il messaggero.it, non si tratta, dunque, di un coming out, e nemmeno di un outing: "è un'altra era...Basta dire "lei è la mia ragazza", così, naturale, senza bisogno di spiegare e tantomeno di preoccuparsi del giudizio altrui".

Come è evidente, visto il mondo in cui ancora viviamo, dall'annuncio in poi vi è stata un'esposizione mediatica, come sempre, esagerata, che ha fatto passare in secondo piano perfino il miracoloso e meraviglioso risultato sportivo raggiunto dalla nostra atleta. Quasi tutti i giornali, infatti, dando la notizia della medaglia hanno aperto il servizio dicendo del coming out.

Queste, le parole a commento di Lucilla Boari, rilasciate nell'intervista a repubblica.it del 28/09/2021 scorso (link in calce), "....Alcuni ne hanno parlato con equilibrio e delicatezza, altri hanno insistito pesantemente su quell'aspetto e hanno sottolineato una cosa non vera: che io avessi dedicato la medaglia a Sanne. No, non è andata così, ma pareva bello e utile scriverlo".

E, alla domanda del giornalista Cito, su cosa rimproverava ai giornalisti, rispondeva: "L'interesse esagerato per la vita privata degli atleti. Spesso ci si dimentica che, al di là del nostro vissuto, innanzitutto siamo in gara per portare al massimo compimento le nostre qualità sportive, e di quello dovremmo soprattutto parlare. Capisco la voglia di mostrare anche il nostro lato umano, è giusto e condivisibile, ma c'è un limite che non deve essere mai superato".

Del resto, come dichiarato sempre dalla stessa Boari nell'intervista citata, lei stessa non avrebbe proprio voluto che venisse fuori la sua vita privata. Queste, le sue parole: "Non avrei voluto che la mia storia venisse fuori in quel modo. Non so come dire, volevo che fosse un fatto solo privato, che venisse trattato soprattutto come una cosa normale".

Ed infatti, per Lucilla, di soli 24 anni, così come per tutti gli altri giovani personaggi famosi odierni, avere una compagna con la quale condividere la propria vita è una cosa assolutamente "normale" e così dovrebbe essere, peccato che in Italia - e non solo - si assiste ad un reale scollamento della società che vede i giovani e giovanissimi ormai in grado di comprendere loro stessi ed il mondo senza farsi problemi e senza pregiudizi, dando per scontato di potersi innamorare sia di un uomo che di una donna e di poter essere ciò che si sentono di essere liberamente, ed i meno giovani e gli anziani ancora ancorati a vecchi/inutili/stantii/superati pregiudizi e schemi che rendono la società ancora oggi, nel 2021, così rigida e poco permiabile ai cambiamenti.

I genitori di Lucilla Boari (huffingtonpost.it)
Sul punto, una notazione allo splendido padre di Lucilla, Antonio Boari, il quale, in un intervento in diretta alla trasmissione "Il circolo degli anni" di Rai 2, in merito a questa questione, ha pronunciato le seguenti, meravigliose parole: “Lucilla? È la nostra vita e quando si accetta tutto della vita lo si accetta, incondizionatamente. Si diventa campioni nella vita quando si impara ad accettarla, ad esplorarsi, a proporsi, ad accogliere”. E, a seguire: “Potrei aggiungere che la vita è un po’ come lo sport, i genitori sono i primi allenatori che conducono per mano i figli e gli insegnano tante cose, ma poi sono i figli a fare le proprie scelte”. Quindi ha concluso: “In nome dell’amore nei loro confronti bisogna rispettarle e lasciare che la loro vita vada avanti. Tutti possono diventare campioni nelle piccole sfide di ogni giorno”.

Grande uomo e padre. Largo ai giovani, dunque. Il guaio è che il potere giuridico-economico-sociale è ancora saldamente nelle mani delle vecchie (e superate) generazioni. A quando un reale avvicendamento?

Noi siamo fiduciose.
MduL

 

 

Fonti ed Approfondimenti:
Articolo "Lucilla Boari: "A Tokyo il mio amore svelato in tv. Non volevo andasse così"" di Cosimo Cito per repubblica.it del 28/09/2021;
Articolo "Sanne de Laat, chi è la fidanzata (arciera) di Lucilla Boari bronzo a Tokyo" su ilmattino.it del 30/07/2021;
Articolo "Il papà di Lucilla Boari sul coming out: "Si diventa campioni quando si accoglie e si accetta la vita"" su huffingtonpost.it del 10/08/2021
Pagina Wikipedia su Lucilla Boari.

DDL Zan/Celesbian: grazie al disegno di legge Zan ed alla lotta per la sua approvazione, ci è stato regalato in questi giorni il coming out della Senatrice di Forza Italia, Barbara Masini. Ecco la sua storia.

 
La Senatrice Masini (bionda, a ds), con la compagna (foto ansa da corriere.it)
_MduL, 17 luglio 2021 (Agg.to il 18/07/21)_ 

Ed ecco che, grazie alla battaglia per l'approvazione del DDL Zan, abbiamo potuto assistere al primo (e lo definiamo il 'primo' non a caso) coming out tra le senatrici presenti nel nostro Parlamento, quello della Senatrice di Forza Italia, Barbara Masini.
 
Ma, come sempre, andiamo con ordine e vediamo prima, grazie a Wikipedia, di chi stiamo parlando.
Barbara Masini nasce a Pistoia, in Toscana, il 22 gennaio 1974.  
Diplomata al liceo classico Niccolò Forteguerri di Pistoia, si laureata in scienze politiche all'Università degli Studi di Siena, per poi svolgere attività di grafica e comunicazione occupandosi di visual communication come libero professionista.
Alle amministrative del 2017 viene eletta consigliere comunale di Forza Italia a Pistoia, risultando la donna più votata della coalizione di centro-destra a sostegno del sindaco Alessandro Tomasi e divenendo quindi presidente della V commissione consiliare (Sociale e sanità, attività produttive, commercio, politiche giovanili, pari opportunità).
Alle elezioni politiche dell'anno successivo è eletta al Senato della Repubblica nel collegio proporzionale Toscana 1, dove Forza Italia riesce a conquistare l'unico senatore eletto al proporzionale in Toscana. È proclamata senatrice della Repubblica il 16 marzo 2018. 
Ha aderito al gruppo parlamentare "Forza Italia-Berlusconi Presidente". A palazzo Madama fa parte della commissione Politiche dell'Unione Europea. 
Sulla sua vita privata, wikipedia riporta che il 6 luglio 2021, dunque la settimana scorsa, ha fatto coming out, dichiarando di avere una compagna, niente di più, niente di meno.

Noi l'abbiamo scoperto leggendo l'intervista rilasciata dalla senatrice alla giornalista di repubblica Giovanna Casadio (link in calce al post) qualche giorno prima della discussione in aula sul DDL Zan, nella quale esordiva dichiarando: "Ho una compagna, ma non mi batto a favore del ddl Zan mossa da ragioni personali. La mia è una battaglia di giustizia e libertà. Non capisco perché un omosessuale non dovrebbe sentirsi rappresentato da un partito di destra e soprattutto da un partito liberale come Forza Italia". 
 
Subito interessate, abbiamo continuato a leggere l'intervista, per scoprire anche che la senatrice toscana non si sente una mosca bianca nel suo partito, il quale, lo ricordiamo, è tra quelli che chiede di cambiare il testo del disegno di legge, posto che, come dalla stessa dichiarato "Alla Camera c'è stata un pattuglia di liberal forzisti, tra cui Elio Vito, che hanno votato a favore della legge Zan. Al Senato non sono sola e, soprattutto nei voti segreti, ci sarà più di qualcuno pro".
 
Interessante anche la sua risposta alla domanda diretta: "Vuole che il disegno di legge sia approvato così com'è?", dove dichiara "Non ho difficoltà a votare il ddl Zan così com'è. Devo dire che nel centrodestra ho visto un cambiamento: da quando si diceva che la legge contro l'omofobia non era necessaria, che le aggressioni omofobe non c'erano o erano poche, a oggi. Finalmente si è preso atto che una legge ci vuole, mi auguro di avere contribuito un po' anch'io a questo cambiamento".
 
Sen. Masini durante suo intervento al senato su ddl Zan (foto corriere.it)
Assolutamente condivisibile, poi la sua ricostruzione del rapporto tra la destra e la legge sull'omotransfobia. Queste le sue parole: "I diritti non sono di sinistra o di destra. La destra ci deve mettere più coraggio. Per quale motivo un omosessuale non deve sentirsi rappresentato da un partito di centrodestra ed essere messo in una condizione di estraneità? Comunque se uscissero dal gioco di piantare ciascuno la sua bandierina, i partiti farebbero fare un passo avanti anche culturale al Paese, che è quello di cui c'è più bisogno". E, nello specifico dell'obiezione principale, portata avanti dai partiti di destra, in merito ad una presunta limitazione alla libertà di espressione, dichiara "Non credo. Comunque la libertà d'espressione va bilanciata con i diritti inviolabili garantiti dalla Costituzione, come quello alla dignità, all'identità, all'eguaglianza, alla libertà personale. Per prima cosa bisogna essere liberi dalla paura di potere essere se stessi".

Molto lucida e pragmatica appare anche la risposta data dalla senatrice Masini in merito a possibili eventuali modifiche al DDL Zan, da fare prima (ed in funzione) della sua approvazione. Queste le sue parole in merito al ddl: "Ripeto: a me va bene così com'è. Se vogliamo essere pragmatici però, ammetto che sarebbe bello un testo condiviso purché non si eliminino elementi fondanti della legge. All'articolo 1 la definizione di identità di genere è prevista persino dalla Consulta. L'articolo 4 lo ha voluto Forza Italia, ma se sta lì il problema, lo si tolga. E il 7 si può cambiare sì, ma non eliminare. Tutto questo purché ci sia un patto tra gentiluomini affinché alla Camera passi in fretta".
 
Glorioso appare infine l'auspicio con il quale la senatrice chiude l'intervista. Rispondendo alla domanda di Giovanna Casadio, che le chiede cosa vorrebbe che Forza Italia facesse in tale contesto, risponde "Che lasciasse libertà di voto". 

Avendo in tal modo scalato vertiginosamente la scala del nostro interesse, abbiamo quindi iniziato e continuato a leggere di lei nelle varie e principali testate giornalistiche online, per scoprire, nella nuova intervista rilasciata dalla senatrice alla giornalista Alessandra Arachi per corriere.it, dopo il suo intervento in Senato nella discussione sul DDL Zan, tenuto lo scorso giovedì, aspetti più personali della vita della senatrice Masini.
 
Sen. Barbara Masini (letteradelgusto.it)
Scopriamo così che è figlia di due medici che, con le sue parole "hanno una mentalità apertissima, hanno sempre votato per i radicali. A mia madre poi non ho dovuto nemmeno dirlo (di essere omosessuale, ndr.)" e che tra i 18 ed i 25 anni è stata fidanzata con un ragazzo per poi capire che non era questo quello che voleva e sentiva, fino a quando non si è innamorata di una donna...

Ad oggi, come apprendiamo sempre dalle sue dichiarazioni, la senatrice Masini abita da ben 12 anni con la sua compagna e, a quanto abbiamo avuto modo di capire, non è intenzionata a 'sposarsi' civilmente.
Aggiornamento: abbiamo il nome della (bellissima) compagna della senatrice Masini: si chiama  Pamela Kustermann, nipote dell'attrice Manuela e per il momento non sappiamo altro. Comunque, siamo sicure che questa estate seguiranno altre notizie ed approfondimenti su di loro.

Carina e molto condivisibile la specificazione in merito alla giustezza e convinzione dell'utilità del suo coming out: «Servirà ad aiutare qualcuno. Sono contenta di poter essere un modello. Ai miei tempi di modelli non ce n’erano. Per noi lesbiche nate negli anni Settanta c’era soltanto Lady Oscar».
Vero, verissimo!!

Parzialmente diversa, invece, la posizione della senatrice nel merito dell'approvazione parlamentare del DDL Zan, visto che in questa seconda intervista, successiva alla prima che vi abbiamo riportato sopra, ha dichiarato «L’articolo 1 lo cancellerei, sono solo definizioni che esistono già nella giurisprudenza e non deve essere certo Zan a spiegarcele. È l’articolo 2 che da le tutele. Poi toglierei il 4, non stravolge la legge. E sul 7 metterei dei limiti: nessuna educazione ai bambini delle elementari. Però siamo chiari: se la legge rimane così com’è io la voto tutta la vita». 
 
Che dire? Grazie Senatrice Masini per averci messo, oltre alla faccia, la sua vita privata, siamo certe che è e sarà di aiuto.

MduL 
 


Fonti ed Approfondimenti:
Articolo <<Masini: "Io, senatrice forzista e omosessuale: sosterrò il ddl Zan">> di Giovanna Casadio per repubblica.it del 6/07/2021;
Articolo <<Ddl Zan, Masini la senatrice di Forza Italia che ha fatto coming out: "Mia madre mi disse 'ho paura per te'">> su repubblica.it del 15/07/2021
Articolo <<Ddl Zan, Barbara Masini di FI difende la legge e si commuove: «Mia madre mi disse: ho paura per te»>> della redazione politica del corriere.it del 15/07/2021;
Articolo <<Ddl Zan, Masini la senatrice di Forza Italia che ha fatto coming out: "Mia madre mi disse 'ho paura per te'">> Video, per huffingtonpost.it del 15/07/2021;
Articolo <<Ddl Zan, Barbara Masini: «Abito con la mia compagna da dodici anni»>> di Alessandra Arachi per corriere.it del 16/07/2021;
Articolo <<Barbara Masini, senatrice forzista "ribelle" e sommelier: "Il vino è amore: va assaggiato senza pregiudizi">> di Federico Taddia per repubblica.it/ilgusto del 15/07/2021.

Transgender - Ecco due recenti coming-out di personaggi noti: Sapir/Sagi Berman, arbitro di calcio israeliano e Chloe/Riccardo Facchini, cuoco nel programma della Clerici

 
The Transgender Pride Flag designed in 1999 by Johnathan Andrew of the trans male website "Adventures in Boyland" (1999–2004) (wikipedia.it)

_MduL, 15 maggio 2021_
 
In questo periodo nel quale tanto si parla di omotransfobia e dell'importanza dell'approvazione del Disegno di Legge cd Zan, ancora pendente in Senato, nel tentativo di rimediare, almeno in parte, ai continui rimproveri che riceviamo dalle nostre lettrici trans, vi vogliamo parlare in questo post di altri due coming-out di due donne nate uomo.
 
Sapir/Sagi Berman (foto repubblica.it)
 
Il primo di questi casi, reso pubblico nei giorni scorsi, riguarda Sapir Berman, la prima arbitra transgender in Israele, la quale, in una conferenza stampa, ha deciso di rendere pubblica la sua decisione di effettuare la transizione. 
La 26enne, nata biologicamente maschio, ha deciso di abbandonare il suo nome maschile Sagi e fare coming out "per me stessa e per i miei cari, affinché smettano di vedermi soffrire". 
A quanto è dato sapere, grazie alle dichiarazioni della stessa Sapir, generalizzato ed ampio è stato il sostegno da parte della famiglia e del mondo del calcio israeliano.
Da segnalare che quello di Sapir non è il primo caso nel mondo del calcio, essendoci stata prima di lui, nel 2018, Lucy Clark, all'epoca 46enne, che arbitrava nel campionato inglese.
 
Chloe/Riccardo Facchini (foto repubblica.it)

A seguire, un altro coming-out, questa volta in Italia, dove Riccardo Facchini, chef del programma televisivo “La prova del cuoco” della Rai, è oggi una donna transgender e si fa chiamare Chloe.
La modalità del coming-out, in questo caso è stata un post su instagram, con il quale Facchini ha deciso di dare la notizia a tutti i suoi fan. Queste, le sue parole: "Sin da piccolo mi sono sempre sentito una bambina. Ho iniziato il mio percorso di transizione due anni e mezzo fa e ora mi sento pronta per fare l’ennesimo e ultimo coming out con voi che mi avete seguito con affetto per anni alla Prova del Cuoco".
Anche in questo caso, così come raccontato da Chloe sui social, il senso di vicinanza nel suo percorso di transizione, da parte non solo della sua famiglia e del suo compagno.
Nata biologicamente maschio, Chloe ha ereditato dalla nonna la passione per la cucina. Dopo anni di gavetta in ristoranti bolognesi e francesi ha debuttato in televisione nel 2011. Si è fatta amare dal pubblico per le sue abilità culinarie.
 
Ecco fatto.
MduL 


Fonti ed Approfondimenti:
Articolo "La storia di Sapir, prima arbitra transgender in Israele: "Il mio coming out per smettere di soffrire"" di Serena Console per repubblica.it/video del 6/05/2021;
Articolo "In Israele il primo arbitro transgender: "Mi sono sempre sentita una donna" di Giulia Maini per europa.today.it del 3/05/2021;
Articolo ""Sono donna trans e mi chiamo Chloe": il coming out della chef della Prova del Cuoco" di Serena Console per repubblica.it dell'11/05/2021;
Articolo "Per la prima volta nella storia, un arbitro transgender dirigerà un incontro di calcio in Inghilterra" su ITASportPress.it del 20/08/2018.

Celesbian: il coming out di Carolina Morace ed il suo (doppio) matrimonio con Nicola Jane Williams

 
Carolina Morace oggi (foto unionesarda.it)
_MduL, 17 ottobre 2020_
 
Premesso che, per gli addetti ai lavori, soprattutto per chi segue il calcio femminile, la rivelazione di Carolina Morace sul suo (doppio) matrimonio con Nicola Jane Williams non è lo svelamento di un mistero, ma l’intervista al Corriere della Sera, con cui la Morace fa coming out e dalla quale si è diffusa la notizia, ripresa da tutti i maggiori quotidiani online, è soprattutto un gesto di valenza politica contro l’omofobia, un messaggio di speranza e solidarietà. E in quanto tale ha una valenza universale. 
 
Per noi, in particolare, parlarvi del coming out di Carolina Morace è doppiamente una gioia: in quanto lesbiche ed ex giocatrici di calcio. La Morace, infatti, era il nostro (di tutte noi calciatrici) faro e meta inarrivabile per tutte noi, che crescevamo nel suo mito. Pensate che era praticamente l'unica calciatrice conosciuta anche nel mondo dei maschi 'medi' che seguivano il calcio in tv, tanto era brava (insieme a lei, ma a distanza, Elisabetta Vignotto e Patrizia Panico). Ma, andiamo con ordine.
 
Carolina Morace nel 1989 circa (wikipedia)
Carolina Morace
, nata a Venezia il 5 febbraio 1964, oggi è un'allenatrice di calcio ed una dirigente sportiva, ma nel passato è stata, in assoluto, la miglior giocatrice di calcio femminile italiana: eletta e premiata come "miglior calciatrice del mondo" nel 1995 ed inserita nella "Hall of Fame del calcio italiano", nella categoria Calciatrice italiana, nel 2014 e tra le "Leggende del calcio del Golden Foot" nel 2019.
 
Nel ripercorrere la sua carriera calcistica, grazie a wikipedia, scopriamo che debuttò con la Nazionale italiana nel 1978, contro la Jugoslavia; da allora è scesa in campo con la maglia azzurra per 153 volte ed ha segnato 105 reti. 
Nella sua carriera ha vinto 12 scudetti, 2 Coppe Italia e 1 Supercoppa italiana, oltre ad essere stata 12 volte capocannoniere della Serie A (11 consecutivamente).
Con la nazionale ha sfiorato la vittoria nel Campionato europeo in due occasioni, nel 1993 e 1997 (finalista entrambe le volte), quindi, nel 1998, dopo ben 19 anni dalla sua prima partita in Nazionale, decide di ritirarsi.

Subito dopo il ritiro agonistico, ha quindi intrapreso la carriera da allenatrice, in panchina, guidando il settore femminile della Lazio per un anno, per poi, nell'estate 1999, passare al campionato maschile di serie C1, allenando la Viterbese del presidente Luciano Gaucci (risultando la prima donna a guidare una formazione maschile in ambito professionistico).

Dal 2000 al 2005 sedette quindi sulla panchina della Nazionale femminile azzurra, guidando poi la rappresentativa parlamentare. Poi, nel febbraio 2009 diviene l'allenatrice della nazionale femminile canadese, aggiudicandosi il titolo continentale nel 2010. L'anno seguente, però, a seguito della deludente partecipazione ai Mondiali 2011, con le nordamericane estromesse al primo turno, rassegnò le dimissioni.

Prima donna a entrare nella Hall of Fame del calcio italiano, dal 2016 al 2018 ha guidato la Nazionale di calcio femminile di Trinidad e Tobago, assumendo al contempo l'incarico di responsabile del settore giovanile, prima di accordarsi con la neonata Milan, dove ha alleanto fino al maggio 2019, dopo un terzo posto in Serie A.
 
Del resto della sua vita sappiamo che ha trovato anche il tempo per laurearsi in giurisprudenza presso l'Università degli Studi di Roma "La Sapienza" e che, dal 1998, anno del suo addio al 'calcio giocato', esercita la professione legale.
 
Notevole anche il suo ruolo di conduttrice e/o opinionista nei programmi tv sul calcio. Questa attività l'ha inizia già nel 1992, mentre era ancora in attività, con la sostituzione di Alba Parietti nel programma "Galagoal", quindi, nel 2005, è commentatrice per "Campioni, il sogno". Nel 2006, in occasione dei mondiali di calcio, affianca Darwin Pastorin nella trasmissione "Il gol sopra Berlino" e nella stagione 2006-07 ha partecipato al programma "Le partite non finiscono mai", in onda su LA7, comparendo poi anche in Rai, in concomitanza degli Europeo 2008. Nel 2019, dopo l'abbandono alla panchina milanista, svolge il ruolo di commentatrice per Sky Sport durante il Mondiale femminile, per poi passare al commento tecnico per la Serie A 2019-2020.
 
Carolina Morace e sua moglie Nicola Jane Williams (foto goal.com)

E qui arriviamo alla sua vita privata, dove, grazie all'intervista di Roberta Scorranese, ora sappiamo anche ufficialmente, che Carolina Morace ama e vive con Nicola Jane Williams.
Questo l'inizio della loro storia, così come ce lo racconta la Scorranese: "Tutto è cominciato con una gaffe. A Tokyo, a un evento della Fifa. 
Da una parte c’è Carolina Morace, tra le più forti calciatrici di tutti i tempi. Dall’altra c’è una bellissima donna che si chiama Nicola. «Ma si legge Nìcola, non potevo saperlo. La chiamai con il secondo nome, Jane, mi sembrava più “da donna”, e lei, guardandomi intensamente, mi disse: “Perché mi chiami Jane?”». 
Da allora Carolina Morace e l’australiana Nicola Jane Williams non si sono più separate. 
Si sono sposate due volte, nei primi tempi della loro relazione hanno preso decine di aerei per trascorrere del tempo assieme, hanno costruito pazientemente un amore che solo adesso la cinquantaseienne ex calciatrice e coach — inserita tra le «Leggende del calcio» del Golden Foot Award — ha deciso di raccontare". 
 
Questi, poi, i dettagli della proposta di matrimonio: "La proposta gliel’ho fatta nel giorno del mio quarantottesimo compleanno. Avevo comprato gli anelli, avevo ripassato per ore la frase “vuoi sposarmi?”. Sono una donna tradizionale, sì, anche in questo caso sono rimasta me stessa. E credere che prima nella mia vita non avevo mai pensato al matrimonio. Ci siamo sposate una prima volta a Bristol, sul piroscafo SS Great Britain e poi in Australia". 

Bello anche il riferimento della Morace a suo padre ed alla sua reazione alla notizia del suo matrimonio: «Gli dissi: “Papà, mi sposo”. E lui: “Bene!” “Sì, ma non con un uomo”. “Va bene! Basta che tu sia felice”». 

Altra parte dell'intervista, che vi segnaliamo è quella relativa alla volontà delle due spose di avere un figlio. Questo il passaggio: «Sì, lo desideriamo. Lei ha già una figlia ed è una bravissima madre, mi commuovo nel vederla parlare così intensamente con la sua bambina, il tempo che le dedica e il modo con cui sta seguendo la sua crescita. Non sarà facile per noi, specie in questo periodo in cui spostarsi per il mondo è complicato a causa della pandemia. So già che dovremo avere pazienza, sia per questo che per tutte le difficoltà che incontreremo».
 
Questo, infine, quello che pensa la Morace di sua moglie Nicola: «Lei è bellissima, è intraprendente, è dinamica. Pensi che ha cambiato volto alla mia casa, ma intendo dire sul serio, mettendoci le mani: pavimenti, arredo. È pragmatica, diretta, schietta. Così facendo mi ha aiutata a far luce su di me, a capire chi sono».
 
Nicola Jane Williams, moglie di Carolina Morace (foto wikipedia.org)

Ma chi è  Nicola Jane Williams?
Nicola Jane Williams, 38 anni, nasce a Lancaster, in Inghilterra. Da bambina si trasferisce in Australia dove, fin da subito, coniuga una duplice passione: quella del calcio praticato e quella del calcio insegnato. 
E così, grazie a questa sua grande passione che, tra i 18 ed i 34 anni vince sul campo 9 titoli australiani per club e 7 coppe nazionali, segnando 156 gol, mentre, dal 2008, comincia la sua carriera di allenatrice, forte del diploma come "Approved Specialist Sport Teacher", conseguito presso l’Università del Western Australia nel 2002. Quindi, dopo un breve passaggio al Perth entra nell’orbita delle allenatrici della Nazionale dall’Under 14 fino all’Under 20.
Nel 2013 sbarca alla "Juventus Academy" di Roma, per poi diventare la vice di Carolina Morace, prima presso la Nazionale di Trinidad & Tobago e poi al Milan.
 
Comunque, tranquille: per tutte quelle di voi che fossero interessate ad approfondire la cosa, segnaliamo che è uscito lo scorso 13 ottobre 2020, il libro-confessione di Carolina Morace, dal titolo "Fuori dagli schemi", scritto con la giornalista Alessia Tarquinio, edizioni Piemme.
 
Ed ecco fatto, ora tutte noi sappiamo sappiamo, ufficialmente, dell'amore tra Carolina Morace e Nicola Jane Williams. 

Per chiudere, però, fateci usare la splendida chiusura dell'intervista di Roberta Scorranese:
 
"E oggi come si definirebbe (in amore) Carolina Morace?
«Sono una donna che ama una donna».

Semplicemente".
 

MduL
 


Fonti:
Articolo "Carolina Morace fa coming out: «Amo una donna, Nicola Jane. Nel calcio c’è troppa omofobia»" di Roberta Scorranese per corriere.it dell'11/10/2020;
Articolo "Nicola Jane Williams, ecco chi è la moglie di Carolina Morace" su corriere.it dell'11/10/2020;
Pagina wikipedia su Carolina Morace;
Biografia di Carolina Morace. 

Parliamo di Fey Di Patrizi e del suo coming-out pubblico a mezzo della sorella, la cantante Elodie

Fey ed Elodie Di Patrizi (foto instagram, su sito gossip.fanpage.it)
_MduL, 1 marzo 2020_
 
Solo per far sapere, a quante di voi fossero interessate, che la sorella della cantante Elodie è lesbica.
La notizia è di ieri e ve la riportiamo così come l'abbiamo letta sull'huffingtonpost.it (link articolo in calce al post), ma andiamo con ordine.

Elodie di Patrizi, in arte Elodie (foto cronacasocial.com)
Elodie Di Patrizi, conosciuta solo come Elodie, nata a Roma, il 3 maggio 1990, è una cantante italiana. 
Nata da padre italiano, Roberto Di Patrizi, (artista di strada) e madre francese creola, Claudia Marthe Mitai, (ex modella e cubista), originaria della Guadalupa, dopo la separazione dei genitori, avvenuta quando lei e la sorella minore, Fey, erano molto piccole, è cresciuta nella borgata romana di Quartaccio.
Giovanissima, si trasferisce a Lecce, dove lavora nelle discoteche prima come cubista e poi come vocalist. Nel 2009 partecipa al programma X Factor, dove però viene eliminata durante le fasi iniziali.
Il successo per Elodie arriva nel 2015, quando arriva 2a al talent show "Amici" di Maria De Filippi (programma nel quale, sempre nel 2009, aveva già provato ad entrare, senza riuscirci), vincendo anche i premi Premio della critica giornalista Vodafone e Premio RTL 102.5 - Amici alla radio.
Dopo il successo di amici i dischi. Ne ha già fatti tre:  Un'altra vita (2016); Tutta colpa mia (2017) e This Is Elodie (2020), dove c'è anche l'ultimo singolo presentato al Festival di Sanremo, lo scorso mese di febbraio, "Andromeda".
Della sua vita privata, sappiamo ora che vive e convive con il collega, il cantante Marracash.

Detto questo, arriviamo allo notizia - fondamentale - di quest'oggi: la sua sorellina, Fey, è lesbica. Direte voi, e allora? Infatti, non c'è niente di strano, ma è come stato montata la notizia che può essere interessante. A leggere l'articolo di riferimento, sembra, infatti, che la piccola Fey sia disperata nell'essere lesbica, mentre sua sorella maggiore Elodie ed i suoi genitori non hanno mai fatto e non fanno ancora oggi una piega...
Questa la notizia, riportata dai quotidiani a seguito dell'intervista rilasciata da Elodie al settimanale Grazia: Elodie, in merito alla sua sorellina Fey, di tre anni più piccola (che oggi dovrebbe avere, dunque, circa 27 anni e che, a detta di Elodie, era il suo opposto: Metodica, studiava, non beveva, non fumava, faceva sport, risparmiava), dichiara: “Mia sorella è omosessuale, l’ho capito prima di lei. Quando me l’ha confidato piangeva”. 
E, ancora: “Che lei fosse omosessuale l’ho capito prima di lei. È stato un percorso lungo. Nella vita ci siamo sostenute a vicenda, ma ancora oggi non ci diciamo tante cose, ci amiamo e basta. Quando me l’ha confidato, piangeva”.
Ma non basta, perché, sul coming out della sorella, Elodie ha proseguito dicendo: “Tutti in famiglia l’avevamo capito, mio padre in questo è sempre stato aperto e ci ha parlato con naturalezza di sesso, senza fare riferimento al genere”. 
Chiude poi l'intervista, dichiarando che, come abbiamo detto, il carattere della sorella è opposto al suo e che, non solo fin da piccola la cantante si è occupata di lei, ma che oggi è per lei quasi una figlia.

Fey Di Patrizi (foto da instagram, su sito donnaglamour.it)
Gia, la sorellina...ma chi è Fey Di Patrizi? Di lei, grazie all'articolo di gossip.fanpage.it (link in calce al post), abbiamo scoperto che, in passato, ha giocato a calcio, financo nella Lazio e che lavora in un locale della Capitale. 
Abbiamo poi notizie anche riguardo alla sua situazione sentimentale. Riporta, infatti, l'articolo citato che Fey, nel suo profilo Instagram, parla di una storia d'amore con una ragazza di nome Marta Gaeta, pasticcera di un ristorante fusion di Roma.
 
Sarà, ma noi davvero non riusciamo a comprendere tutta questa enfasi sul fatto che Fey sia stata o stia ancora oggi  male per il suo essere lesbica, vieppiù se la sua famiglia è così aperta.
Altra cosa che ci lascia alquanto interdette è che è stato fatto un coming-out per interposta persona: Elodie lo ha fatto per la sorella Fey e questo, se avvicina, ancora di più, le lesbiche alla cantante, certo non crediamo possa aiutare la sorella, a maggior ragione se, come raccontato, vive abbastanza male il suo modo di essere.

E, comunque, la notizia è questa, decidete voi come interpretarla.
Ora lo sapete.
MduL



Fonti:
Articolo "Elodie: "Mia sorella è omosessuale: me l’ha confidato piangendo. Io l'avevo capito prima di lei"" su huffingtonpost.it del 29/02/2020;
Articolo "Chi è Fey Di Patrizi, la sorella della cantante Elodie;
Pagina Wikipedia su Elodie.

Elly Schlein: ecco a voi il meraviglioso ed inaspettato coming out della Vicepresidente della Regione Emilia-Romagna nell'intervista di Daria Bignardi per il programma l'Assedio

Elly Schlein (foto facebook riportata da articolo su ilpost.it)
_MduL, 13 febbraio 2020_
 
Ma quanto ci piace riportarvi queste notizie, vieppiù perché inaspettate. Ci riferiamo al bellissimo coming out di Elly Schlein durante l'intervista rilasciata a Daria Bignardi nel programma L'Assedio, sul canale 9, andato in onda, nella prima puntata di stagione, lo scorso 12 febbraio.

Ma chi è Elly Schlein?
Elena Ethel Schlein, detta Elly (Lugano, 4 maggio 1985), è una politica italiana, Vicepresidente della Regione Emilia-Romagna, già europarlamentare eletta nelle liste del PD, passata a Possibile dal maggio 2015 fino al maggio 2019. 
Abbiamo iniziato a sentire parlare di lei in occasione di un video, diventato virale, che la ritraeva a San Giovanni in Persiceto mentre rinfacciava a Matteo Salvini la sua assenza al Parlamento europeo in occasione delle votazioni importanti sui temi da Salvini attribuiti alle inadempienze del governo. La sua notorietà è poi esplosa solo di recente, in occasione delle ultime elezioni regionali in Emilia-Romagna, dove, grazie al risultato della sua  lista “Emilia-Romagna Coraggiosa”, ha iniziato ad essere considerata da molti osservatori, anche internazionali, una possibile nuova leader della Sinistra italiana.

Elly Schlein (foto affaritaliani.it)
Della sua vita privata e politica sappiamo, grazie a Wikipedia, che è la nipote dell’avvocato senese Agostino Viviani e figlia dei professori universitari Melvin Schlein, americano, e Maria Paola Viviani Schlein.
Dopo aver conseguito nel 2004 la maturità al Liceo cantonale di Lugano si trasferisce a Bologna dove, nel marzo 2011, si laurea in Giurisprudenza. 
Su questo periodo della sua vita, l'articolo de ilpost.it (link in calce al post) è più dettagliato. Scopriamo, infatti, che Schlein (si legge shlàin), dietro di lei ha una storia familiare piuttosto turbolenta. Suo nonno materno era Agostino Viviani (l'avvocato senese visto sopra), partigiano e poi rispettato senatore del Partito Socialista. Il nonno paterno invece emigrò negli Stati Uniti da Lviv, che oggi si trova in Ucraina, per sfuggire alle persecuzioni contro gli ebrei. Schlein arrivò in Italia a 19 anni e si stabilì a Bologna, dove studiò giurisprudenza. Sono gli anni in cui diventò politicamente attiva: fu eletta due volte nel Consiglio di facoltà come rappresentante degli studenti.

Quale figlia di un cittadino degli Stati Uniti, è anche cittadina americana e ciò ha molta importanza, in quanto la sua formazione politica inizia proprio in America, in occasione delle elezioni politiche che vedono Barack Obama come candidato Presidente.
Nel 2008 a Chicago, infatti, partecipa come volontaria alla campagna elettorale di Barack Obama per le elezioni presidenziali statunitensi e nel 2012, sempre a Chicago, partecipa anche alla campagna di Barack Obama per la sua rielezione.

Contestuale al suo impegno in America, vi è l'impegno politico in Italia, dove, nel 2011, contribuisce a fondare a Bologna l'associazione studentesca universitaria Progrè che si occupa di approfondire e sensibilizzare l'opinione pubblica sui temi legati alle politiche migratorie e alla realtà carceraria, pubblicando una propria rivista e organizzando, dal 2012 e con cadenza annuale, ProMiGrè, un "festival" con incontri e tavole rotonde con la partecipazione di politici ed esperti.

Nell'aprile 2013, dopo l'affossamento della candidatura al Quirinale di Romano Prodi a causa di un centinaio di franchi tiratori tra le file del PD, i cosiddetti 101, decide con altri di dare vita alla campagna di mobilitazione "#OccupyPD", poi sfociata nell'occupazione di numerose sedi del partito per dare voce al malumore di parte della base giovanile circa la scelta dei vertici nazionali di far nascere il Governo Letta con una maggioranza basata sulle cosiddette "larghe intese".
Nel dicembre dello stesso anno aderisce alla mozione che, in vista delle elezioni primarie, sostiene la candidatura di Pippo Civati a segretario nazionale del PD. È quindi eletta come esponente della corrente "civatiana" alla Direzione nazionale del partito.

La Schlein durante l'intervista all'Assedio (today.it)
Nel febbraio 2014 si candida con il Partito Democratico per un seggio all'Europarlamento nella circoscrizione nord-orientale, dando vita a una campagna elettorale, ribattezzata "Slow Foot", all'insegna della sostenibilità e lanciando l'hashtag, che presto diventa virale, "#siscriveschlein". 
Alle elezioni europee del 25 maggio 2014 risulta eletta parlamentare europea con 53.681 voti di preferenza. Una volta eletta, nel contesto europeo, diviene vicepresidente della delegazione alla commissione parlamentare di stabilizzazione e di associazione UE-Albania (D-AL) e membro della Commissione per lo sviluppo (DEVE).
Dopo la sua prima legislatura sceglie di non candidarsi per le elezioni europee del 2019.

Nel maggio 2015, tramite un post su Facebook, annuncia l'abbandono del Partito Democratico, essendo in dissenso con la nuova linea politica del partito impressa dal Segretario Matteo Renzi, e aderisce a Possibile, il partito fondato da Giuseppe Civati.

Si candida e viene eletta consigliere regionale in Emilia-Romagna alle regionali del 2020 con 22.098 voti personali, distribuiti tra i collegi di Bologna (15.975), Reggio Emilia (3.896) e Ferrara (2.227), nella lista Emilia-Romagna Coraggiosa Ecologista e Progressista formata da Articolo Uno, Sinistra Italiana, èViva e realtà politico-associative locali.
Ed è con queste elezioni che arriva il grande successo politico di Elly Schlein che risulta la candidata con più preferenze personali in tutta la regione, superando anche i candidati di partiti maggiori.
Per questo motivo, quindi solo grazie al suo successo personale, l'11 febbraio 2020, Stefano Bonaccini la nomina Vicepresidente della Regione Emilia-Romagna, con delega al Welfare e al Patto per il Clima.

La notizia.
Elly Schlein, è stata invitata alla prima puntata di stagione del programma L'Assedio di Daria Bignardi, andata in onda lo scorso 11 febbraio sul canale 9, per parlare del suo enorme successo politico nelle ultime elezioni regionali in Emilia-Romagna e per parlare di se stessa.
Quindi, nel corso dell'intervista, dopo la prima fase nella quale, in effetti, la conduttrice e la Schlein hanno parlato di politica, le domande della Bignardi virano verso la parte più divertente ed interessante, relativa alla vita privata della Schlein e qui arriva l'inaspettato...
Queste le sue parole "Di solito sono molto riservata però faccio un'eccezione: sì sono fidanzata, ho avuto diverse relazioni in passato: ho amato molti uomini e ho amato molte donne. In questo momento sto con una ragazza e sono felice finché mi sopporta...". 
Bellissima anche la risposta alla conseguente domanda di Daria Bignardi, che ha chiesto se la compagna camminasse un passo avanti o indietro la neo vicepresidente. Queste le sue parole: "Sempre fianco a fianco. Questo è l'importante". 

Il Video.
Ma bando ad ulteriori ciance...ecco qui il video con la parte dell'intervista di Daria Bignardi ad Elly Schlein, dove si parla dei suoi amori.



Qui, invece, il link al video con l'INTERVISTA INTEGRALE, sul sito del canale 9, che vi invitiamo a guardare perché più interessante del solo estratto sopra riportato.

Che dire, speriamo si candidi alle prossime elezioni politiche nazionali...
MduL



Fonti:
Articolo "Il coming out di Elly Schlein: "Ho amato molti uomini e donne. Ora sto con una ragazza e sono felice"" su repubblica.it del 12/02/2020
Articolo "Da dove arriva Elly Schlein" su ilpost.it del 13/02/2020
Pagina Wikipedia su Elly Schlein

Regine di bellezza e coming-out: Miss Nyanmar, Sew Zine Htet, al concorso per Miss Universo e Miss Utah, Rachel Slawson, al concorso per Miss America hanno trovato il coraggio, per motivi diversi, di dichiarare pubblicamente il loro orientamento sessuale

Miss Myanmar, Swe Zin Htet (foto huffingtonpost.it)
_MduL, 25 gennaio 2020_

Cosa accomuna le due splendide reginette di bellezza: Swe Zin Htet, Miss Myanmar, e Rachel Slawson, partecipante al concorso di Miss America? Per la gioia di tutte noi, il loro fantastico coming-out!. Ma, come sempre, andiamo con ordine.

Swe Zin Htet, nata in Myanmar (Birmania) nel 1998 (o 1999, wikipedia mette doppia data), è una modella 21enne birmana, vincitrice del concorso di bellezza del suo paese "Miss Universo Myanmar 2019", che, in quanto tale, ha rappresentato il suo paese, il Myanmar, nel concorso Miss Universo 2019.
Concorso di Miss Universo 2019 vinto dalla bellissima Zozibini Tunzi, proveniente dal Sudafrica e che ha visto la nostra eroina Swe Zin Htet piazzarsi in fondo alla classifica, cioè non tra le prime 20, ma non è questo quello che conta, quanto il fatto che, con la sola sua presenza, grazie al coming-out da lei fatto prima di partecipare a tale concorso, ha fatto sì che questa sessantottesima edizione del concorso di bellezza Miss Universo venga ricordata nella storia.
Prima di lei, infatti, nessuna modella - mai - aveva osato dichiarare il prorpio orientamento sessuale in sede di concorso, anche se c'è stato il caso della modella Patricia Yurena Rodríguez, Miss Spagna, che nel 2013 partecipò alla manifestazione, ma dichiarò di essere lesbica solo a concorso concluso.
Gesto che è stato apprezzato anche dalla presidente del The Miss Universe Organization, Paula Shugart, che a People ha commentato: “Siamo onorati di dare spazio a donne forti e fonti d’ispirazione come Miss Universo Myanmar, che è stata talmente coraggiosa da condividere la sua storia unica con il mondo intero. Il concorso Miss Universo premierà sempre le donne che sono orgogliose di essere quello che sono”. Onore al merito, dunque, alla meravigliosa Swe Zin Htet.

Onore, poi, amplificato dal fatto che il suo coming-out è stato dettato dall'esigenza (coraggiosa) di porre sotto i riflettori della stampa e, quindi, del mondo intero, le discriminazioni che subiscono gli omosessuali nel suo Paese, la Birmania, dove essere gay è ancora un crimine. Queste, infatti, le parole della modella a "People": “Se ora dirò di essere lesbica, questo avrà un grande impatto nella comunità LGBTQ del mio Paese. In Myanmar le persone LGBTQ non vengono accettate. Vengono guardate male dagli altri e discriminate”.
A riprova di ciò, quanto riportato dal Myanmar Times, dove si sostiene che nel paese, nel 2019, si è portata avanti una politica “repressiva” nei confronti degli omosessuali, i quali “possono andare incontro a condanne che vanno dai dieci anni all’ergastolo”. I matrimoni tra persone dello stesso sesso, poi, manco a dirlo, sono proibiti.
Ed è proprio per questa situazione che la giovane Swe Zin Htet (la "Superman" della Birmania come la definiscono i suoi fan), approfittando della vittoria del concorso interno di Miss Birmania, ha voluto far sentire ancora più chiara e forte la sua voce in occasione della partecipazione al concorso di Miss Universo, dichiarando prima di tale evento il suo orientamento sessuale, il suo essere lesbica.

Swe Zin Htet e Gae Gae (foto inclusiveindia.in)
Ma vediamo, grazie all'articolo pubblicato dallo huffingtonpost.it ed utilizzato come fonte (cfr link in calce al post), questo aspetto della vita di Swe Zin Htet ancora in più in dettaglio. 
La Htet, oltre ad essere una reginetta di bellezza, è anche una cantante ed un’attrice che ha fatto il suo primo coming out a fine novembre, sul blog di bellezza Missology. 
In tale contesto, ha ricordato le prime “strane” sensazioni, provate intorno ai quindici - sedici anni, quando ha iniziato a sentirsi attratta dalle ragazze e, anche se per lei non è stato facile accettare i suoi sentimenti, “Dopo un po’ però ho capito di essere lesbica e l’ho accettato”.
E non solo lo ha accettato, ma lo ha anche detto quasi subito ai suoi genitori, i quali, come da lei stessa dichiarato “All’inizio si sono arrabbiati.  Ma più tardi, quando ne hanno saputo di più sulla comunità LGBTQ, hanno iniziato ad accettarmi”. 
Per il resto, sempre grazie all'articolo dell'huffingtonpost.it, della sua vita privata sappiamo che, sebbene abbia avuto una relazione con Gae Gae, una cantante del Myanmar, molto famosa nel Paese, ha mantenuto la relazione segreta: “Non molti sapevano che stavamo insieme”, ha rivelato a People. 

Miss Utah, Rachel Slawson (foto advocate.com)
Quindi, la piccola-grande Swe Zin Htet ha fatto il suo coraggioso coming-out già nel novembre del 2019, prima di partecipare al concorso di Miss Universo, Rachel Slawson, invece, ha dichiarato di essere bisessuale, in occasione del concorso di Miss Usa e, che ci crediate o no, anche in questo caso siamo di fronte ad un evento epocale, poiché, anche nella grandiosa e civilissima america, nessuna modella/reginetta di bellezza partecipante ad un concorso interno, ha mai avuto la forza e/o la possibilità di dichiarare al mondo il proprio orientamento sessuale.
Lo ha fatto quest'anno, per la prima volta, Rachel Slawson, la quale, prima della vittoria come Miss Utah, ha postato su Instagram: "Potrei essere LGBTQ, ma questo è solo un dettaglio dell'elenco delle cose che mi rendono Rachel".
Così facendo, Rachel Slawson, 25 anni, diventerà la prima concorrente apertamente bisessuale nella competizione Miss USA, una delle prime nella storia dei quasi 70 anni del concorso, secondo NBC News. Prima di lei, nel 2016, solo Erin O'Flaherty, incoronata Miss Missouri, è stata la prima concorrente apertamente gay a competere nel concorso di Miss America.
Ma non basta, perché anche la Slawson ha dimostrato e dimostra coraggio da vendere, visto che, dopo aver dichiarato, con un altro post su Instagram, che le è stato diagnosticato un disturbo bipolare, ha anche parlato della sua esperienza con la malatti mentale sui social media e sul suo sito web. Queste le sue parole a Mashable Usa, in una dichiarazione via e-mail : "Attraverso la mia esperienza personale con il Disturbo Bipolare e alla mia ricerca di un posto all'interno della comunità LGBTQ +, mi chiedevo spesso: 'Ma perché sono qui?'. Sono me stessa, sono il mio perché.". La modella, conclude poi lanciando un'iniziativa online, chiamata #IAMWHY, per incoraggiare le persone che lottano con problemi di salute mentale a parlarne.
Dunque, anche Rachel Slawson è, suo malgrado, un'innovatrice ed una paladina dei diritti Lgbtq, come confermato da Anthony Ramos, attore e cantante USA, attivista Lgbtq+ a Mashable "Come donna apertamente bisessuale, Rachel Slawson incoronata Miss Utah è una grande vittoria per la visibilità LGBTQ". E, ancora, "La presenza di Rachel sul palco della Miss USA alla fine di quest'anno sicuramente invia un potente messaggio agli americani LGBTQ, in particolare a quelli della comunità + bisessuale, che sentono di non essersi mai stati rappresentati in quello spazio prima''.

Con gioia ed orgoglio,
MduL



Fonti:

Articolo <<Miss Myanmar è la prima concorrente di Miss Universo apertamente gay>> su huffingtonpost.it del 9/12/2019;
Articolo <<La sfida di Rachel Slawson, la prima bisessuale in concorso a Miss Usa: "Essere me stessa mi ha salvato la vita, ora aiuto gli altri">> a cura di Mario Di Ciommo, video per repubblica.it del 24/01/2020;
Articolo <<Rachel, la prima bisessuale dichiarata a partecipare a Miss Usa: ''Non basta a definire chi sono''>> di Natasha Pinon per it.mashable.com del 24/01/2020.

Nel programma tv di rai tre "Le Ragazze", la storia di Marilisa Del Vecchio, fidanzata con una ragazza. Scopriamo chi è.

Gloria Guida, conduttrice del programma di rai tre "Le Ragazze" (Foto dal sito superguidatv.it)

_MduL, 20 ottobre 2019_

Il presente post solo per segnalarvi che, nell'ultima puntata del programma di rai tre, "Le ragazze", andato in onda ieri sera, sabato 19 ottobre 2019, l'ultima ragazza, quella del Nuovo Millennio (solo 25 anni), Marilisa Del Vecchio, la vita della quale siamo state rese partecipi, è fidanzata con una ragazza.
Nello specifico, grazie alla narrazione della sua storia, abbiamo saputo che, dopo il diploma da perito informatico, si è laureata in Sicurezza dei Sistemi e delle Reti Informatiche presso l’Università statale di Milano. Quindi, dopo un’esperienza nell’information risk management, ha iniziato a lavorare come consulente del settore IT Security (più in dettaglio, per le informatiche, Marilisa Del Vecchio, così come evidenziato dal 'She Tech Italy', oggi ricopre il ruolo di IT Security Analyst in Accenture, occupandosi principalmente di Data Protection nel dominio Application Security). 

Marilisa Del Vecchio (foto viagginews.com)
Una 'ragazza', dunque, molto preparata ed una pioniera che lavora in un mondo, da sempre, prettamente maschile e maschilista. E di questo, anche di questo, complimenti Marilisa.
Ma complimenti anche, e soprattutto, per la tua meravigliosa vita privata che hai voluto condividere con noi. Oltre a renderci edotte, infatti, dei suoi hobby e del suo amore per la fotografia e la musica, ci ha raccontato della sua famiglia, composta dalla sua compagna - hanno appena comprato casa - e da due gattini piccoli e, a quanto sembra di capire, abbastanza pestiferi...
Ottimi i rapporti con la mamma e con la nonna, con la quale, da sempre, ha un ottimo rapporto e che, quando lei le ha rilevato di essere gay (pansessuale_ndr) le ha semplicemente risposto: "L'importante è che tu sia felice"...(dunque, anche in questo caso, come nel caso della calciatrice della nostra nazionale italiana Elena Linari, siamo in presenza di nonne fantastiche che, grazie alla loro età, sanno benissimo distinguere tra ciò che è importante e giusto da ciò che non lo è e che, quindi, non si scompongono più di tanto nel sapere che le loro nipotine sono lesbiche...).
Sul punto, bella la frase della Del Vecchio: "ci sono tre coming out: uno con sé stessi, uno con la propria famiglia ed uno con la gente"... (frase che abbiamo citato a memoria, scusateci, quindi, per eventuali inesattezze. Per sentirla dalla viva voce della protagonista, si rinvia al link alla puntata, in fondo al post)

Ecco questo il motivo per il quale vi segnaliamo la puntata di ieri, 19 ottobre 2019, del programma "Le Ragazze", trasmessa da rai tre, ma non solo, visto che, come sempre, nel programma avrete modo di assistere alla narrazione delle storie, così come introdotte dalla conduttrice, Gloria Guida, suddivise per decenni (si inizia dalle 'ragazze' oggi più anziane, per passare a quelle che erano giovani negli anni 50, poi a quelle giovani negli anni 90 e quindi alla ragazza del nuovo millennio) delle seguenti altre "Ragazze": 
Isa Bellini, che è stata Ragazza negli anni ’40 ed oggi ha 97 anni. Non è ancora maggiorenne quando vince il concorso per cantanti indetto dalla Rai nel 1940. Da allora procede senza soste: canta nel Trio Primavera, affianca attori del calibro di Totò e Anna Magnani, diventa una star della radio.
Dopo di lei si intrecciano le storie di due combattive Ragazze degli anni ’50. 
Vera Pegna è poco più che ventenne quando approda in Sicilia attratta dal mito di Danilo Dolci e della non-violenza. Lì militerà nel PCI e arriverà a sfidare un boss mafioso. 
Giannola Nonino, invece, è un’imprenditrice, nata in una concreta famiglia friulana. Ha due passioni: i vigneti e Benito, l’uomo che sposa e con cui inizia a distillare la grappa. Con lui, avrà tre figlie femmine. Suo il marchio della famosa grappa "Nonino".
Seguono le storie di due Ragazze che sono state ventenni negli anni ‘90.
Michela Murgia, la scrittrice di successo che tutte noi conosciamo, ci racconta della sua vita, del suo lavoro al call center che ha dato inizio alla sua carriera di blogger e scrittrice (vi ricordiamo che il bel film "Tutta la vita davanti" è tratto proprio dal suo primo libro), del suo matrimonio, degli haters ed anche del suo tumore e della diagnosi infausta che le aveva dato pochi mesi di vita. Il tutto, affrontato con determinazione e coraggio.
Valeria Imbrogno. Valeria era la compagna di Dj Fabo, Fabiano Antoniani, il giovane rimasto tetraplegico e cieco a seguito di un incidente d’auto, che lei ha accompagnato nella difficile scelta di porre fine alla sua vita e che tanto ha fatto e fa discutere, visto che si sta parlando di eutanasia.
Chiude la puntata, come detto, la storia della 'nostra' Marilisa Del Vecchio, in quanto ragazza del Nuovo Millennio...

Dunque, per quelle di voi interessate alla puntata, ecco il link alla pagina del programma di rai tre: "Le Ragazze", su raiplay.it


Ecco fatto, tanto dovevamo.
MduL


Fonti:
Articolo Ufficio stampa rai "Le Ragazze"
Articolo "Marilisa Del Vecchio/ Dalla sicurezza informatica all’attivismo LGBT+ (Le ragazze)" di Carmine Massimo Balsamo per ilsussidiario.net del 19.10.2019
Articolo "Marilisa Del Vecchio, chi è: età, carriera e vita privata" di Enrico per viagginews.com del 19.10.2019
Foto Le Ragazze da sito superguidatv.it
Foto di Marilisa Del Vecchio da viagginews.com

Finalmente il coming out ufficiale di Sara Ramirez, attrice che interpreta(va) Callie Torres nella serie tv "Grey's Anatomy"

Sara Ramirez (sito Mazul)
L'altro giorno, così, per caso, la notizia: "Dallo schermo alla realtà, la finzione si è trasformata in quotidianità. Sara Ramirez ha deciso di rompere il silenzio sulla sua vita privata e ha dichiarato che le piacciono le donne." Chi, cosa, come?? Maddaii!! Ovviamente si va subito a leggere l'articolo, anche se la fonte, sul momento, non appare molto attendibile e si scopre che, in effetti, a quanto riportato dal sito caffeinamagazine.it, l'attrice Sara Ramirez avrebbe fatto il suo coming out in occasione del 40esimo to Nonte Summit, organizzato il 7 e l'8 ottobre a Los Angeles dalla The True Colors Fund, un'associazione fondata (tra gli altri) da Cyndi Lauper, che ha come obiettivo di aiutare i giovani LGBT senza fissa dimora. 
L'attrice, infatti, l'ultimo giorno dell'evento pare sia salita sul palco emozionando la platea con un discorso toccante e molto personale, durante il quale ha dichiarato di essere bisessuale e di sentirsi vicina ai ragazzi e alle ragazze che vivono un'esistenza complessa. Queste le sue parole: "Tanti dei nostri giovani che vivono per strada sono giovani le cui vite sono determinate dall'incrocio di molteplici fattori: identità ed espressione di genere, razza, classe, orientamento sessuale, religione, cittadinanza. E in virtù delle intersezioni che esistono nella mia vita - donna, donna multirazziale, donna di colore, lesbica, bisessuale, mi sento profondamente coinvolta". 
Callie & Arizona (UrbaPost.it)
Ma come, chi è Sara Ramirez? Ma è la Callie (Calliope) Torres di Grey's Anatomy!! Vabbè, è vero, prima di essere la Torres, ha fatto molto altro e la sua vita non può racchiudersi solo in questo personaggio, infatti, come riportato da wikipedia, Sara Ramírez è nata a Mazatlán, Sinaloa, una popolare cittadina messicana nel Pacifico. All'età di otto anni si è trasferita nella città di Tierrasanta, San Diego, California. Dopo il diploma conseguito alla San Diego School of Creative and Performing Arts in San Diego, California, si è laureata alla Juilliard School in New York City, dove ha migliorato le sue abilità nella recitazione. 
Della sua vita sentimentale fino ad oggi si conosce solo la versione ufficiale, quella riportata su wikipedia e cioè "Sara Ramirez si è ufficialmente fidanzata col il suo compagno storico Ryan Debolt il 17 giugno del 2011 a Parigi. I due sono successivamente convolati a nozze il 4 luglio 2012 a New York". Al momento, non si sa altro e non è dato conoscere il nome di nessuna delle sue ragazze, vedremo nel proseguo...
In merito alla sua carriera, il suo debuttato si ha a Broadway recitando il ruolo di Wahzinak in The Capeman (1998) di Paul Simon. Nel 1999, è apparsa in The Gershwins' Fascinating Rhythm (1999) ed è anche apparsa in A Class Act (2001) e in Dreamgirls (2006). Ha poi recitato in The Vagina Monologues con Tovah Feldshuh e Suzanne Bertish. Infine, ha anche doppiato il personaggio principale del gioco per la PlayStation UmJammer Lammy nel 1999. Ma il ruolo che l'ha fatta conoscere al grande pubblico è, come detto sopra, Calliope Torres, la dottoressa bisex della serie "Grey's Anatomy", nella quale la Ramirez ha recitato a partire dalla seconda stagione (nel cast fisso poi solo dalla terza stagione) e fino alla dodicesima, quando, è notizia di solo qualche mese fa,  la Ramirez ha annunciato il suo addio alla serie!. La vedremo, dunque, e questa è l'altra notizia di questo post, solo fino all'ultima puntata della dodicesima stagione e dovremmo farcene una ragione.
Nella serie TV l’assenza della Ramirez sarà giustificata dal fatto che il suo personaggio si è trasferito a New York, per amore della sua nuova compagna Penny Blake (Samantha Sloyan).
L’addio di Sara al medical drama ha anche sentenziato la fine di una delle coppie più amate della serie, soprattutto da noi!, quella formata da Callie e Arizona (Jessica Capshaw). Certo, per consolarci Shonda Rhimes, il deus ex machina della serie, ha già anticipato che nella stagione 13 Arizona si rimetterà sentimentalmente in gioco, ma non può certo bastarci....la Torres se ne è andata!!...Sigh!!
E mettetevi/iamoci il cuore in pace, la Ramirez ha già dichiarato che lasciare Grey's Anatomy è stata la decisione migliore che poteva prendere e che non ha alcuna intenzione di ripensarci. Tanta fortuna ai suoi colleghi, ma lei non ne vuole più sapere!. Amen.

Che altro dire? Ah, si. Per completezza vi dobbiamo dire anche che, nel frattempo, mentre i suoi amati ex colleghi sono sul set della serie, la Ramirez sta dedicando molto del suo tempo a tentare di sensibilizzare le persone al tema dei diritti civili e sociali, oltre che Lgbt. A tal fine, dimostrando non poco coraggio visto il lavoro che fa, si è tagliata i capelli cortissimi, in modo da sensibilizzare le persone in nome dell'associazione no profit Locks of Love. Inoltre, ha anche partecipato a uno speciale per PBS volto a mostrare e svelare le problematiche sottese al sistema di istruzione americano, ancora in molti casi discriminante per molte categorie di ragazzi e ragazze. In fondo, come abbiamo più sopra riportato, ... "E in virtù delle intersezioni che esistono nella mia vita - donna, donna multirazziale, donna di colore, lesbica, bisessuale, mi sento profondamente coinvolta". Più di così...

Ecco, ora ci sembra di avervi detto proprio tutto.
MduL


Fonti:
- Articolo sul coming out di Sara Ramirez del sito caffeinamagazine.it;
- Articolo 'Lasciare Grey's Anatomy è la migliore decisione che abbia mai preso’ di Sandra Martone per Mondofox.it
- Pagina Wikipedia su Sara Ramirez