Ultimo aggiornamento il 26 luglio 2026

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Prima edizione del Diversity Media Awards: domani sera, 23 maggio, la cerimonia di premiazione


Ed eccoci quasi arrivati alla premiazione della prima edizione del Diversity Media Awards italiano. La cerimonia, che avrà luogo domani, 23 maggio, presso l'Unicredit Pavillon di Milano, è stata voluta ed organizzata dall’associazione no-profit Diversity per premiare i media (tv, radio, web, cinema, pubblicità, stampa e tg) ed i personaggi che nel 2015 hanno rappresentato con simpatia e positività le tematiche e della comunità Lgbt. 

Ma cos'è Diversity?
Diversity, presieduta da Francesca Vecchioni, con le parole contenute nel sito ufficiale, è un’associazione di persone che si impegnano per l’abbattimento del pregiudizio e della discriminazione legati al concetto di diversità, nell'ottica di favorire una visione del mondo che consideri la molteplicità come valore e preziosa risorsa per tutti. Le tematiche primarie di cui l’associazione si occupa riguardano i diritti individuali di ogni persona e la lotta contro le forme di discriminazione che ne minano lo sviluppo, con particolare attenzione nei confronti dei temi relativi all’orientamento affettivo e sessuale, all’identità ed espressione di genere, e alle diverse forme di famiglia.
Le principali attività di Diversity sono molteplici e variegate. Tra queste vi è il diffondere la conoscenza di questi temi tramite la cultura per disinnescare i meccanismi di paura derivanti dal “non sapere”,  posti alla base di preconcetti negativi sul mondo lgbt che alimentano anche le reazioni omofobiche più gravi e violente. 
A tal fine, utilizzando come riferimento i più autorevoli indici internazionali (Cei, H.R.C. Glaad), l’associazione è il principale organizzatore dei Diversity Media Awards, manifestazioni che premiando i prodotti mediali e le aziende capaci di veicolare in maniera migliore il concetto di diversità come valore.
Nello specifico, questo primo Diversity Media Awards, nasce nell’ambito di una ricerca interdisciplinare, il Diversity Media Report, coordinata da Diversity in collaborazione con otto università italiane: qui 42 ricercatori hanno selezionato 200 tra programmi, produzioni e personaggi dello spettacolo attraverso una analisi qualitativa di prodotti mediali segnalati dalla rete. La proclamazione dei vincitori si avrà grazie alla sinergia di due diversi sistemi di votazione e valutazione: per il 50% sarà il pubblico che ha votato online ad eleggere i vincitori di ciascuna delle 8 categorie; per il restante 50% i vincitori saranno invece decisi dai centri di ricerca scientifica coinvolti.

Il Diversity Media Awards
Eccoci dunque arrivate al punto, alla prima edizione del Diversity Media Awards. Il tema della serata è ‘Change is coming out’ che, con le parole della presidente di Diversity, Francesca Vecchioni, indica che "Negli ultimi anni qualcosa è cambiato nella trattazione dei temi Lgbt, anche se ancora molto è da fare per raggiungere una visione condivisa che consideri la diversità come valore e risorsa per tutti". “Ogni cambiamento inizia dalla conoscenza e solo con un’informazione corretta è possibile superare pregiudizi e paure verso le diversità”.
La manifestazione consta di una previa selezione dei programmi dei vari media, tv-radio-cinema-stampa-web, che nel 2015 si ritiene abbiano contribuito all'abbattimento delle barriere omofobe ed al disvelamento delle tematiche lgbt ed una successiva e conseguente votazione (tenutasi in questi primi mesi del 2016) del miglior programma, in tale ottica, tra la terna di quelli individuati per ogni categoria.

LE NOMINATION:
Ma vediamo, dunque, quali sono le categorie individuate e quali le nomination e cioè le terne di "concorrenti" per ognuna di esse, in vista della proclamazione di domani sera.

> Per il CINEMA: Miglior film italiano
1.  Io e lei
Perché rivolgendosi a un pubblico ampio e mainstream racconta una storia d’amore tra donne utilizzando gli stessi codici narrativi impiegati per raccontare le storie d’amore tra personaggi di sesso opposto.
2.  Né Giulietta né Romeo
Perché (e per come) racconta la storia di una famiglia italiana come tante, in cui il figlio fa (come tanti) coming out con genitori e parenti.
3.  Vergine Giurata
Perché trae ispirazione da un’antica tradizione albanese per utilizzarla come strumento per sfidare gli stereotipi di genere.

> Per la RADIO – Miglior programma radio
1. Pinocchio – Radio Deejay
Perché sa parlare di temi LGBT, tra cui il matrimonio egualitario e l’omogenitorialità, anche in chiave pop rendendoli fruibili a un’audience giovane e ampia
2. Caterpillar AM – Radio2
Perché tratta notizie e storie a tema LGBT in modo positivo, sfidando la narrazione dominante.
3. Lateral – Radio Capital
Perché inserisce in modo ordinario i temi LGBT nella rassegna stampa quotidiana con puntuale ironia e disarmante efficacia.

> Per la PUBBLICITÀ – Miglior campagna
1. Milioni di passioni – Tim Vision
Perché, tra le molteplici famiglie che si godono una serata sul divano, di fronte alla televisione, mostra anche una coppia gay. Una bella novità nella storia dell’advertising in Italia.
2. Microonde e gustose sorprese – Findus
Perché racconta una storia di coming out dove, tipicamente, accade: una cena in famiglia, ma cotta al microonde, per mostrare che i tempi stanno cambiando.
3. Buone feste dalla famiglia Frozen
Perché Disney ci ricorda che il vero centro di tutto sono le bambine e i bambini. I suoi auguri di Buone Feste sono rivolti a loro, e alle loro famiglie, di qualunque origine o colore, anche arcobaleno, perché ogni bambina e bambino ci si possa ritrovare

> Per la TV – Miglior serie italiana
1. Un posto al sole – Rai Tre
Perché è la prima soap di produzione nostrana a incorporare temi LGBT nel suo arco narrativo, raccontando una storia di scoperta di se stessi e coming out in contesti differenti (in famiglia, con gli amici, eccetera).
2. È arrivata la felicità – Rai Uno
Perché è una serie, prodotta dalla televisione pubblica, che utilizza una narrazione rassicurante e quotidiana anche per raccontare, tra le altre, la storia di una coppia di giovani lesbiche in procinto di diventare mamme.
3. Ragion di Stato – Rai Uno
Perché è un film per la TV, andato in onda sulla televisione pubblica, in cui l’orientamento sessuale della protagonista è un dato di fatto e non un problema.

> Per la TV – Miglior serie straniera
1. Grey’s Anatomy – La7 e Fox Life 
Perché è una delle serie TV più popolari e ha portato in Italia la prima rappresentazione realistica di una storia d’amore tra donne.
2. Beautiful – Canale 5
Perché è una soap opera di culto che, di recente, ha introdotto un personaggio transgender attraverso cui ha spiegato, con tatto e accuratezza, argomenti delicati come il coming out e l’outing.
3. Faking It – MTV
Perché parla a spettatrici e spettatori giovani raccontando i momenti tristi e quelli felici che attraversano gli adolescenti LGBT nella scoperta di se stessi e nel rapporto con genitori, parenti e amici. Il tutto mantenendo un raro equilibrio tra ironia, leggerezza e profondità.

> Per la TV – Miglior programma
1. Che Tempo che Fa – Rai Tre
Perché è un talk show che affronta temi LGBT senza controversie e polemiche. Il momento di comicità finale diventa spesso l’occasione per invitare il pubblico e, in particolare, la classe politica a ricordarsi che i diritti umani e civili riguardano indistintamente tutte le persone.
2. Pechino Express – Rai Due
Perché è un reality show di successo, considerato il più gay friendly della TV, in cui la presenza di diverse persone LGBT dichiarate non ne determina la cifra narrativa principale.
3. Italia’s Got Talent – Sky Uno
Perché, per la prima volta nella storia della TV italiana, ha ospitato una proposta di matrimonio tra due uomini. Il video è diventato subito virale ed è stato ripreso da notiziari e altri programmi.
4. Sconosciuti – Rai Tre
Perché ha raccontato le vite di tutti i giorni delle persone LGBT, riuscendo sempre a evitare sensazionalismi e stereotipi.
5. Vite Divergenti – Real Time
Perché racconta in modo innovativo e autentico le vite e le esperienze delle persone transgender attraverso la loro stessa voce.

> Per il WEB – Miglior produzione video
1. 10percento Badhole Video
2. Fuori!
3. The Jackal

> PEOPLE – Personaggio dell’anno
Chi si è distinto nel rappresentare la realtà LGBT sostenendo la causa contro pregiudizi e discriminazioni. Candidati:
1. Mika
2. Laura Pausini
3. Tiziano Ferro
4. Barbara D’Urso
5. Fedez
6. Daria Bignardi

Premi all'informazione:
> TV – MIGLIOR SERVIZIO TG
TG1, TG2, TG3, TG4, TG5, Studio Aperto
> STAMPA – MIGLIOR ARTICOLO DI INFORMAZIONE
Corriere della Sera – Internazionale – La Stampa – L’Espresso – La Repubblica – Panorama
> STAMPA – MIGLIOR ARTICOLO DI COSTUME
Donna Moderna – Grazia – Oggi – SportWeek – Vanity Fair – Wired

Altri premi:
> PREMIO MEDIA YOUNG 
Assegnato dai ragazzi delle scuole superiori che partecipano all’analisi utilizzando gli stessi strumenti di valutazione della ricerca qualitativa.

> LGBT AT WORK
Un premio per chi rappresenta le persone LGBT in contesti lavorativi in termini valorizzanti, anche in ragione dei bisogni di cui esse e le loro famiglie possono essere portatrici.

La cerimonia di premiazione
Siete curiose? Niente paura, come detto domani sera, nel corso della cerimonia in live streaming verranno disvelati i vincitori per ogni categoria.  
Alcune ultime notazioni sulla cerimonia. La serata, condotta da Fabio Canino e Syria, vedrà presenti non solo i nominati ma anche ospiti dal mondo dello spettacolo, della cultura e dello sport. Tra questi: la cantante Malika Ayane, l’ex calciatore Beppe Baresi, Chef Rubio, i giornalisti Daria Bignardi, Luca Bottura e Luca Sofri, i presentatori Valeria Marini, Enzo Miccio, Barbara D’Urso e Costantino della Gherardesca, il politico Vladimir Luxuria e i deejay la Pina, Diego e la Vale. Oltre, ovviamente, al presidente dell’associazione Diversity Francesca Vecchioni

Diretta streaming
Diretta steaming sul sito ufficiale Diversity e su Dplay (il servizio OTT gratuito di Discovery Italia).

Ecco, ora lo sapete. Buona visione.
MduL


Articolo utilizzato per la redazione di questo post:

Lily Tomlin e Jane Wagner finalmente spose

Finalmente è successo, finalmente hanno potuto farlo, finalmente è stato coronato il loro sogno: Lily Tomlin e Jane Wagner, lo scorso gennaio, si sono sposate!.
E' importante segnalare questa bellissima notizia perché la storia d'amore tra queste due fantastiche donne va avanti da tempo immemore. Ma, come sempre, andiamo con ordine.
Lily Tomlin
Dunque, parliamo prima della più famosa delle due spose, Lily Tomlin. LilyTomlin, all'anagrafe Mary Jane Tomlin, è un'attrice comica statunitense, nata a Detroit, il 1 settembre 1939 (quindi, ha 75 anni). 
Figlia di una casalinga, Lillie Mae Ford, e di un contadino, Guy Tomlin, una coppia di religione battista che migrò nel Kentucky durante la Grande depressione, Lily Tomlin ha studiato alla Wayne State University dove ha scoperto il proprio interesse per il cinema e le arti, partecipando come attrice a spettacoli universitari, prima a Detroit e poi a New York: il suo esordio televisivo avvenne nel 1965 con The Merv Griffin Show.
Nel 1969 Tomlin entra nel cast di un popolare programma televisivo, il Rowan & Martin's Laugh-In, basato su sketch comici, quindi il vero successo, con il regista Robert Altman che la sceglie tra i protagonisti dei seguenti suoi film: "Nashville", "America Oggi" e "Radio America". Tra il primo di questi film di Altman, "Nashville" e l'ultimo "Radio America", tanti film, anche molto famosi, che l'anno vista sempre come ottima interprete comica, tanto da farle ottenere tanti premi e riconoscimenti, tra i quali: 2 Tony Awards, 5 Emmy Awards, 5 American Comedy Awards, un Grammy Awards, una Coppa Volpi, un Orso d'argento, un Premio Golden Globe, un BAFTA, una nomination al Premio Oscar, una ai Satellite Award, 2 agli Screen Actors Guild Awards e una agli Writers Guild of America Awards.
Curiosità: Lily Tomlin è anche tra le interpreti del film "Un Tè con Mussolini", del nostro Franco Zeffirelli (in onda in tv anche questa settimana..).

Jane Wagner
Jane Wagner, è una scrittrice, sceneggiatrice e producer americana, nata nel Tennessee, il 26 febbraio 1935 (ha 79 anni). Ha studiato alla Morristown High School, scrivendo per il giornale della scuola, quindi, a 17 anni, ha lasciato il Tennessee per tentare la carriera di attrice a New York, contestualmente studiando il piano ed anche pittura e scultura alla scuola Visual Arts.
Alla fine degli anni sessanta inizia la sua carriera come sceneggiatrice e, nel 1969, conosce Lily Tomlin che stava cercando qualcuno che la aiutasse a sviluppare il programma "Laugh-In" (ma vedi sotto per l'altra versione del loro incontro). Da li in poi, la loro granitica ed ecomiabile storia d'amore che dura tutt'oggi.
Non crediate, comunque, che Jane Wagner sia famosa solo per essere la compagna, ora la moglie!, di Lily Tomlin, perché anche lei ha ricevuto tanti ambiti premi e riconoscimenti nel suo lavoro.


Ecco, fatte queste necessarie premesse, passiamo alla loro storia d'amore. 

Lily & Jane negli anni novanta
Come detto, queste due meravigliose quasi ottantenni si sono conosciute alla fine degli anni sessanta, inizi anni settanta. Una delle loro biografie, ci dice infatti che le due spose si sono incontrate nel 1971, dopo che la Tomlin aveva visto uno special dopo la scuola, scritto dalla Wagner. Da li, Lily invitò Jane a Los Angeles per collaborare ad un comdey album e non si sono più lasciate.
Attenzione, però, perché, anche se il suo orientamento sessuale non era realmente un segreto, Lily Tomlin ha ufficializzato la sua omosessualità alla stampa soltanto nel 2001, in un’intervista nella quale esplicitava anche il lungo rapporto con la Wagner. La Tomlin è stata coinvolta in numerose produzioni cinematografiche gay-friendly. (ma vedi infra blog, Tomlin tra le Celesbian).
Si arriva così ai nostri giorni, anzi, per l'esattezza al Capodanno dell'anno in corso, 2014, allorquando le due splendide donne, con una cerimonia rigorosamente privata, tenutasi a Los Angeles, si sono finalmente - dopo ben 44 anni d'amore - SPOSATE!! 
Unica reazione nota della Tomlin, come sempre abituata alla discrezione, è stata data attraverso il suo portavoce ed è la seguente: "Sono molto felice“, basta, niente altro: nessuna foto o commento. Ripeto, Fantastica donna anche per questo.
[Notizia tratta dal sito Gossipblog: articolo "Access Lily Tomlin si è sposata con la sua compagna Jane Wagner", pubblicato alle 10:02 di mercoledì 08 gennaio 2014].
Immensi Auguri, di cuore!!!

Lily & Jane in una foto più recente
Ed Immensi Auguri anche a tutte noi, visto che la legge che consente i matrimoni in America è recente e si è ottenuta solo grazie ad un'altra grande ed immensa donna lesbica, Edith Windsor, che ha lottato tutta l'ultima parte della sua vita per ottenere il riconoscimento dovuto, dopo la morte della sua compagna, dei diritti lei spettanti in quanto compagna di una vita che non ha potuto sposarsi per colpa delle leggi federali, fino a quel momento in vigore. Ha quindi presentato ricorso alla Corte Suprema ed ha vinto...da li in poi, in America, procedono in discesa e, infatti, come detto, è stato reso possibile il matrimonio - dico: matrimonio! - anche tra le persone dello stesso sesso (per l'esattezza: La Corte Suprema americana ha bocciato la legge federale che definisce matrimonio solo quello tra uomo e donna e, dunque, ha, di fatto, permesso il matrimonio anche tra persone dello stesso sesso!). 
E noi, qui in Italia, siamo ancora qui a parlare di Dico, Pacs ecc...
MduL

Articoli utilizzati per scrivere il Blog:
Pagina Wikipedia su Lily Tomlin;
Pagina Wikipedia su Jane Wagner
Articolo sul matrimonio di Lily e Jane

Il gruppo "lesbo" delle t.A.T.u. alla cerimonia di apertura dei giochi olimpici di Sochi

Ed ecco che, inevitabilmente, occorre parlare della cerimonia di apertura dei giochi olimpici invernali che si è svolta lo scorso 7 febbraio 2014 a Sochi, in Russia.
Occorre parlarne perché, come avrete sicuramente sentito su tutti i giornali e tg, la Russia, al momento, non è certo rinomata per la sua apertura verso i gay e, anzi, l'omofobia del suo Capo di Governo, indiscusso leader, Vladimir Putin, è nota.
Ma andiamo con ordine. La cerimonia di apertura delle Olimpiadi invernali di Sochi era prevista come una delle più spettacolari nella storia dei Giochi Olimpici. Alla vigilia dello show, il presidente del comitato organizzativo Sochi 2014, Dmitry Chernyshenko, stuzzicava i giornalisti, senza svelare i dettagli. Tutto sarebbe stato svelato dopo le 20.14 ora locale (17.14 ora italiana), dopo che il presidente russo Vladimir Putin in persona, avrebbe dato il via alla cerimonia inaugurale. 
Una cosa si sapeva però, e cioè che la colonna sonora dello show d’apertura sarebbe stata la grande musica classica russa, Chaikovsky in primis, e che l’inno olimpico sarebbe stato cantato dal soprano russo di fama internazionale Anna Netrebko, ma anche che avrebbero presenziato sul palco le due giovani cantanti russe che una decina di anni addietro avevano scalato le classifiche mondiali con tre famosissimi tormentoni "All the Things She Said (2002)" seguito da "Not Gonna Get Us (2003)" e da "All About Us (2005)", le due giovani amiche Elena Katina Sergeevna e Yulia Volkova Olegovna, in arte le t.A.T.u. .

Ma come chi sono le t.A.T.u.?!. Le  "t.A.T.u." (in russo: Тату, tradotto: "Questa Quella", inteso come "questa ragazza quella ragazza", a volte anche scritto tatu) è un gruppo musicale russo nato a Mosca nel 1999 e composto dalle cantanti Lena Katina e Julija Volkova, che ha ottenuto una rilevante notorietà internazionale. Il loro album di debutto 200 Po Vstrečnoj è il primo album russo a ricevere una certificazione d'oro a livello internazionale. Nel 2002 con la pubblicazione del loro primo album di debutto inglese 200 km/h in the Wrong Lane le t.A.T.u. diventano le prime ed uniche cantanti a ricevere l'IFPI Platinum Europe Award per lo stesso album in due lingue diverse. Nel 2004 il gruppo prende una pausa dopo essersi separato dal proprio manager, finito in carcere, nel frattempo Julija Volkova è rimasta incinta del suo ex fidanzato; nel 2005 il duo ritorna in studio per registrare Dangerous and Moving e Ljudi Invalidy; nel corso del 2006 le t.A.T.u. pubblicano la compilation The Best e poi lasciano la Universal; nel 2008 il loro terzo album russo, Veselye Ulybki, viene pubblicato il 21 ottobre in Russia e sullo store digitale iTunes. Nel 2009 il gruppo t.A.T.u. cessa di esistere a tempo indeterminato, Julija Volkova e Lena Katina iniziano le loro carriere da soliste, fino alla data della cerimonia di Sochi, appunto.  

Il 7 Febbraio, infatti, le t.A.T.u. si esibiscono con Nas Ne Dogonjat (versione russa di Not Gonna Get Us) al pre-show delle Olimpiadi Invernali di Sochi 2014. L'esibizione riscuote subito un grandissimo successo mediatico, tanto da far parlare nuovamente del duo in tutto il mondo. Molti gli articoli e i servizi, ma altrettanti i commenti di disapprovazione riguardo la performance: dopo le leggi "anti-gay" approvate dalla Russia nel 2013, la scelta di far esibire alle Olimpiadi invernali di Sochi un gruppo diventato famoso per una presunta relazione lesbica, viene interpretata come una decisione estremamente ipocrita agli occhi di molti. Il 28 Febbraio, Lena e Julija terranno un concerto a Minsk" [fonte wikipedia].
Ecco, la sensazionale notizia e la questione di cui venire a discutere è proprio questa: la partecipazione delle t.A.T.u. alla cerimonia di apertura dei giochi olimpici russi. Questo perché, agli occhi del mondo, come riportato anche da wikipedia, la loro presenza è apparsa essere, come in effetti è stata, una risposta di Putin alle critiche ricevute dall'Occidente circa le violazioni dei diritti degli omosessuali nella Federazione, simboleggiate dalla controversa legge contro la 'propaganda gay tra i minori.
E questo anche se il produttore, a suo tempo, non aveva confermato questa lettura, limitandosi a ricordare che le ragazze sono state uno dei pochi gruppi musicali russi a raggiungere un successo di livello mondiale ed è per quello che hanno presenziato; in ciò, supportato dall'organizzatore dell'evento, il quale, nella conferenza stampa antecedente la cerimonia, ha dichiarato che, "non essendo il pop locale famoso come quello inglese, non potevamo fare come a Londra nel 2012", e, dunque, poco pop, con uno dei gruppi russi più famosi, le t.A.T.u. appunto, e tanta musica classica e balletto".
Ma perché, direte voi, la loro esibizione alla cerimonia di Sochi ha rivestito (o meglio, avrebbe dovuto rivestire) una così grande importanza? Semplice, perché la presunta relazione lesbica tra le due ragazze, già ai tempi del loro enorme successo, era sulla bocca di tutti, al punto che Elena e Yulia hanno fatto anche un documentario per smentire queste presunte voci sul loro rapporto saffico, il documentario "Anatomy of t.A.T.u." e questo, nelle intenzioni degli organizzatori dei giochi e dello stesso Vladmir Putin avrebbe dovuto essere la degna risposta alle molteplici defezioni e rimostranze portate avanti da tutti gli Stati, e da tantissimi singoli atleti, che avrebbero dovuto partecipare e/o hanno partecipato a detta cerimonia di apertura dei giochi e, più in generale, ai giochi olimpici stessi.

Su questo punto, sorvolando sulla presenza e sulle prese di posizione del nostro Stato (assolutamente inesistenti ed inconcludenti), che ha visto la partecipazione del nostro Presidente del Consiglio, Letta, alla manifestazione (uno dei pochi Capi di Stato che hanno partecipato alla cerimonia, ma, si sa, da noi le ragioni di stato e gli interessi economici prevalgono da sempre sui diritti umani!! Destra o Sinistra che sia, sigh!!), tra gli Stati che si sono strenuamente battuti contro l'omofobia russa nei confronti delle persone gay, oltre agli Stati Uniti, la Germania che, proprio alla cerimonia di apertura dei giochi, ha fatto sfilare tutti i suoi atleti con una divisa arcobaleno (Grandi!!). A riprova del fatto che un gesto può più di mille parole.
MduL


Per scrivere questo Post, ci si è avvalse dei seguenti articoli: