Ultimo aggiornamento il 26 luglio 2026

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LezFilm: vi parliamo della pellicola "Ammonite - Sopra un'onda del mare" che narra la storia d'amore tra la paleontologa vissuta nella prima metà dell'ottocento, Mary Anning e Charlotte Murchison

 
_MduL, 16 gennaio 2022_
 
Approfittando del fatto che mercoledì prossimo, 19 gennaio 2022, alle h. 10:45, andrà in onda su Sky-Cinema Due, cogliamo l'occasione per parlarvi del film "Ammonite - Sopra un'onda del mare", scritto e diretto da Francis Lee, prodotto da USA, Australia, Gran Bretagna ed uscito nei cinema nel 2020 (in Italia, invece, è stato distribuito dal 23 aprile 2021 sulle piattaforme streaming on demand).
 
La vera Mary Anning (wikipedia)
Ve ne parliamo perché, pur non essendoci prove effettive sulla relazione omosessuale tra Mary Anning e Charlotte Murchison (a quanto riporta wikipedia, due discendenti della paleontologa hanno espresso opinioni contrastanti sulle scelta del regista di rappresentarla come lesbica: Lorraine Anni ha apprezzato la scelta di Lee, mentre Barbara Anning è stata più critica. In ogni caso, il regista ha difeso la propria scelta, affermando che spesso l'industria cinematografica ha rappresentato come eterosessuali numerose figure storiche omosessuali e che il suo film vuole invertire questo trend immaginando una relazione saffica della Anning), questo film narra delle vicende della paleontologa Mary Anning, realmente esistita nella prima metà dell'ottocento, qui interpretata da Kate Winslet, e della sua relazione con la geologa Charlotte Murchison (interpretata dall'attrice Saoirse Ronan).
 
Se merita non lo sappiamo, perché ancora non lo abbiamo visto, ma vi possiamo anticipare che il film è stato selezionato per il Festival di Cannes 2020 e per il Telluride Film Festival dello stesso anno (entrambi annullati a causa della pandemia di COVID-19), ed è stato presentato al Toronto International Film Festival l'11 settembre 2020, prima di essere distribuito nelle sale cinematografiche statunitensi a partire dal 13 novembre 2020.
 
Questa la trama del film e, quindi, la storia della vita di Mary Anning, così come riportata da wikipedia. Attenzione: evitare la lettura se non si vuole lo spoiler del film (cioè l'anticipazione della trama del film e dell'evolversi della storia).
Lyme Regis, anni 1840. Dopo che l'alta società londinese ha perso interesse nella paleontologia, Mary Anning trascorre le giornate a cercare fossili sulla costa della Cornovaglia per venderli ai turisti insieme alla madre. 
Un giorno si presenta al negozio il geologo e paleontologo Roderick Impey Murchison con la moglie Charlotte e lo studioso la convince a portarlo con sé per mostrargli come lavora sul campo. 
Charlotte intanto fatica a riprendersi dopo la morte del figlio e il marito decide di lasciarla temporaneamente a Lyme Regis prima di partire per la sua spedizione in Europa. Roderick la affida alle cure di Mary, che trova l’incarico svilente ma non può permettersi di rifiutare l'impiego.
La paleontologa comincia così a portarsi dietro Charlotte durante le sue ricerche lungo la spiaggia, ma il carattere ruvido di Mary e le loro differenze sociali le spingono presto allo scontro. 
Quando la salute di Charlotte si aggrava, Mary si prende cura di lei premurosamente e la loro vicinanza favorisce l'amicizia. 
Le due vengono invitate a una serata mondana dal dottor Lieberson, ma Mary scappa via perché si sente fuori posto e avverte pesantemente le differenze tra lei e Charlotte. Charlotte però la conforta e le assicura che era lei la più interessante e la più bella tra gli ospiti. 
Kate Winslet e Saoirse Ronan (foto vanityfair.it)
Il giorno dopo sulla spiaggia le due trovano un grosso fossile e mentre lo ripuliscono quella sera a casa si baciano e passano la notte insieme.
La loro felicità è guastata da una lettera di Roderick, che richiede il suo ritorno a casa. Dopo una notte di passione, Charlotte lascia Lyme Regis e Mary cade nello sconforto, essendo rimasta sola con la madre malata che muore poco dopo. 
In seguito alla perdita della madre, Mary riceve la visita della sua vecchia amante Elizabeth Philpot (interpretata dall'attrice Fiona Shaw), con cui si era lasciata perché incapace di vivere a pieno le proprie emozioni. 
Tempo dopo la paleontologa riceve un telegramma da Charlotte, che la invita a Londra. Giunta nella capitale, Mary scopre che Charlotte le ha preparato una camera in casa propria in cui trasferirsi definitivamente, ma la paleontologa rimane esterrefatta dall'atteggiamento prevaricatore di Charlotte e si rende conto ancora una volta dell'abissale differenza sociale che le separa. 
Mary lascia casa Murchison e si reca al British Museum per vedere il fossile di ittiosauro che aveva scoperto durante l'infanzia. Qui viene raggiunta da Charlotte e le due donne rimangono a fissarsi dai lati opposti della teca, vicine ma divise da una barriera insormontabile. 
 
Se, invece, volete conoscere la vita del personaggio storico di Mary Anning, così come riportata dalle fonti, vi rinviamo qui, alla pagina wikipedia a lei dedicata.
 
E per concludere, ecco qui il Trailer del film:
 

 
Buona visione.
MduL

"Mademoiselle": finalmente nei cinema italiani il film di Park Chan-wook, tratto dal libro "Fingersmith" ("Ladra") di Sarah Waters

La locandina del film, dal sito comingsoon.it
_MduL, 15 settembre 2019_

Ecco una delle notizie lette in questa lunga estate e delle quali volevamo assolutamente rendervi partecipi. Leggendo il settimanale "il venerdi" di repubblica nel mese di luglio, infatti, abbiamo avuto modo di leggere, prima distrattamente e poi con sempre maggiore interesse, l'articolo di Marco Scognamiglio, dal titolo "Oriente Estremo", che, riportando stralci dell'intervista fatta dal giornalista della repubblica al regista Park Chan-wook, ospite del "Korean Film Fest" di Firenze, ci faceva sapere che, finalmente!!, dopo ben tre anni dalla sua presentazione al Festival di Cannes (era il 2016), il film "Mademoiselle" (conosciuto anche come "The Handmaiden") sarebbe uscito nelle nostre sale cinematografiche il 29 agosto.
Finalmente perché di questo film già ne abbiamo accennato diverso tempo fa, aspettandolo in gloria, visto che la trama ricalca fedelmente quella del libro di Sarah Waters "Fingersmith" (in italia con il titolo "Ladra") che tanto successo ha avuto anche da noi, e dal quale è già stata tratta una mini serie televisiva inglese "Fingersmith", che tutte noi sicuramente abbiamo visto e rivisto più volte, con Elaine Cassidy (nel ruolo di Maud Lilly) e Sally Hawkins (nel ruolo di Sue Trinder). La differenza, fondamentale, oltre alle attrici protagoniste, è che la trama del libro e della serie inglese è ambientata a Londra alla fine dell'800 (1862), mentre quella del film "Mademoiselle" nella Corea degli anni trenta.
Trama che, è presto detto, per quelle di noi che ancora non ne avessero sentito parlare, è la seguente:
La giovane ereditiera Hideko (nel libro Maud), alle soglie della maggiore età, è orfana di entrambi i genitori ed ha perso suicida una zia, a cui era particolarmente legata. Vive quasi reclusa nella grande villa dello zio, un ricco collezionista di libri erotici che intende sposarla per impadronirsi del suo patrimonio. Uno spregiudicato truffatore, che si fa chiamare conte Fujiwara e millanta origini nobiliari, riesce a far assumere come domestica di Hideko l'abile borseggiatrice Sook-hee (nel libro Sue). Egli intende servirsi della ragazza per scardinare l'equilibrio della casa, sposare Hideko, mettere le mani sul suo patrimonio e infine sbarazzarsene, rinchiudendola in manicomio (fonte: wikipedia)...sennonché, i piani degli uomini, spesso, non tengono conto delle donne...e non vi diciamo altro...
Vi consigliamo, comunque, di leggere il bel libro della Waters e -dopo- di vedere la serie inglese citata perché entrambi meritano.
In ogni caso, senza tergiversare oltre, ribadiamo la notizia: è appena uscito nei cinema il film "Mademoiselle", tratto dal libro "La ladra" di Sarah Waters, del quale il regista aveva comprato i diritti cinematografici e con protagoniste le attrici Kim Min-hee nel ruolo della giovane ereditiera Hideko e Kim Tae-ri nel ruolo della domestica/borseggiatrice Sook-hee.
Per tutte quelle di noi che hanno amato il libro e la serie tv, non resta che precipitarsi al cinema, anche perché, a leggere l'intervista citata ad inizio post, sembra che il regista abbia molto indugiato sulle scene di sesso tra le due donne...Vedremo...

Per farvi un'idea, ecco qui il trailer:


Ecco, ora lo sapete. Buona visione.
MduL

Segnalazione: attenzione al film "Disobedience" di prossima uscita al cinema, con storia d'amore lesbico tra Rachel Weisz e Rachel McAdams - AGGIORNAMENTO: ci siamo, il film sarà al cinema dal prossimo giovedi, 25 ottobre



AGGIORNAMENTO DEL 21 OTTOBRE 2018:
E' arrivato, il film è arrivato!!! Dal prossimo 25 ottobre lo potete finalmente andare a vedere nei nostri cinema!!!...Qui il Trailer in italiano:


Buona visione.
MduL
*****_____*****

POST ORIGINARIO (10/03/2018):
Si, è vero, c'è ancora da aspettare dei mesi. L'uscita del film, infatti, è prevista per il mese di aprile in America, ma avendo ormai a disposizione il primo Trailer ufficiale, ve lo segnaliamo già ora, in modo da preparvi a questo bellissimo film. Bellissimo perché le due attrici protagoniste di questa intensa quanto contrastata storia d'amore sono Rachel Weisz e Rachel McAdams!!.

Stiamo parlando del film "Disobedience", film del 2017, diretto da Sebastián Lelio, con la sceneggiatura dello stesso Lelio e Rebecca Lenkiewicz, e tratto dall'omonimo romanzo di Naomi Alderman del 2007.
Come detto, il film, presentato al Toronto International Film Festival il 10 settembre 2017, verrà distribuito nelle sale cinematografiche statunitensi solo a partire dal 27 aprile 2018.

Trama:
La pellicola narra la storia di questo amore impossibile perché vissuto in una comunità ortodossa. Più in dettaglio, la trama ci dice che l'ambientazione è nella comunità ebraica ortodossa della Londra contemporanea, ed il film racconta la storia della quarantenne Ronit Krushka (Rachel Weisz), emancipata e anticonformista donna che vive a New York, che torna a Londra, nella comunità ebraica ortodossa, per i funerali del padre e qui incontra e ritrova una coppia di amici d'infanzia che nel frattempo si sono sposati. Coppia composta dal rabbino Dovid Kuperman (Alessandro Nivola) e da sua moglie Esti Kuperman (Rachel McAdams).
Ebbene, ri/frequentandosi le due amiche Ronit ed Esti, ritrovano, più forte che mai la loro giovanile passione ed amore, che, come è ovvio aspettarsi, desta scandalo nella comunità. Come finirà?
Non vediamo l'ora di scoprilo.

Intanto, ecco il trailer (in inglese):



Buona visione.
MduL

AGGIORNAMENTO AL POST: "In lavorazione il Film "Rub & Tug", sulla vita di Jean Marie Gill. Interprete principale Scarlette Johansson. Molte le polemiche già in atto sulla scelta dell'attrice per interpretare una donna transessuale" - Scarlette Johansson si è tirata indietro. Non sarà più lei l'interprete principale del film. La parte verrà data ad un'attrice effettivamente transessuale?

Scarlette Johansson e la gangster Dante "Tex" Gill che avrebbe dovuto portare sullo schermo nel film "Rub&Tug" (Foto di mondofox.it)


Che dire, è stato bello, anche se è durato poco...
Stiamo parlando del film in lavorazione "Rub & Tug", sulla vita di Jean Marie Gill, che doveva vedere come interprete principale Scarlette Johansson. 
Ne abbiamo parlato la scorsa settimana, con un post "In lavorazione il Film "Rub & Tug", sulla vita di Jean Marie Gill. Interprete principale Scarlette Johansson. Molte le polemiche già in atto sulla scelta dell'attrice per interpretare una donna transessuale", di segnalazione per la prossima uscita del film, raccontandovi oltre alla trama ed agli interpreti anche della problematica sorta a causa della futura intepretazione da parte dell'attrice Scarlette Johansson di una transessuale, lei che transessuale non è. La comunità di riferimento, infatti, stufa di vedere le parti da trans affidate ad attori e/o attrici che non lo sono, ha sollevato una forte e sentita polemica che, come è di tutta evidenza, ha portato ad un passo indietro da parte dell'attrice. Scarlette Johansson, infatti, ha deciso che non interpreterà più la protagonista del film, il gangster Jean Marie Gill, che aveva iniziato il percorso per il cambiamento di sesso in Dante "Tex" Gill.
Se, dunque, all'inizio la stessa attrice aveva reagito agli attacchi sostenendo che le stesse potevano essere rivolte a colleghi come Jeffrey Tambor, Jared Leto o Felicity Huffman che già in passato hanno portato sul grande schermo vite di transessuali pur non essendolo, con i nuovi attacchi e sviluppi della questione, la Johansson ha deciso di tirarsi fuori e non interpretare più il ruolo del gangster Dante 'Tex' Gill.
Attacchi portati principalmente dall'attrice transessuale Trace Lysette, famosa per aver lavorato nella serie 'Transparent', che, alla notizia che fosse la Johansson ad interpretare una transessuale, così scriveva su Twitter: “Voi potete continuare a interpretare noi, ma perché noi non voi? Non solo ci rubate la nostra storia, ma vi date pacche sulle spalle e vincete trofei scimmiottando quello che abbiamo vissuto”.
A questo punto, quindi, la Johansson ha ritenuto opportuno fare un passo indietro rispetto alle sue dichiarazioni precedenti rilasciando ad "Out Magazine", le seguenti nuove dichiarazioni: “Alla luce delle questioni etiche sollevate relativamente al mio ruolo ho deciso di abbandonare il progetto. Stiamo facendo dei progressi, a livello culturale, nella comprensione delle persone transgender e io in prima persona ho imparato molto sulla comunità da quando ho scelto di accettare questo ruolo e ho capito che alcune mie dichiarazioni sono state poco sensibili”.
E, ancora, ha dichiarato che ha deciso di non andare avanti nella collaborazione con il regista del film, Rupert Sanders, con il quale, ricordiamolo, aveva girato anche 'Ghost in the Shel', "nonostante sarei stata felice dell’opportunità di portare la storia di Dante e della sua transizione sullo schermo. Ma comprendo il motivo per cui secondo molti a farlo dovrebbe essere un transessuale e sono contenta che questa discussione sul casting abbia aperto il dibattito sulla diversità e la rappresentanza nei film”. “Provo ammirazione per la comunità trans e sono felice che la discussione sull’inclusione ad Hollywood continui”. 


Ecco fatto. Ora, almeno, siamo aggiornate.
MduL



Fonti: 
*Articolo "La comunità trans dice no, Scarlett Johansson non sarà più il gangster Dante 'Tex' Gill" della redazione di repubblica/spettacoli del 18/07/2018

In lavorazione il Film "Rub & Tug", sulla vita di Jean Marie Gill. Interprete principale Scarlette Johansson. Molte le polemiche già in atto sulla scelta dell'attrice per interpretare una donna transessuale

Scarlette Johansson e Dante "Tex" Gill (Foto di mondofox.it)



Mamma mia che polemiche. Neanche è iniziata la lavorazione del film che già si è scatenato il finimondo.
Stiamo parlando delle reazioni esplose alla notizia che Scarlette Johansson sarà la prossima interprete protagonista del film "Rub & Tug", con la regia di Ruper Sanders.

'Tex' Gill (Pittsburg Post-Gaxette)
Il film, infatti, è basato sulla vera storia di Jean Marie Gill, famoso boss del crimine nella Pittsburg degli anni '70, dove acquisì fama e potere costruendo un impero basato sullo spaccio illegale di steroidi anabolizzanti e centri massaggi di natura, per così dire, equivoca.
E fin qui, direte voi, nulla di strano. Ma il fatto è che Jean Marie Gill si farà strada nella malavita, assumendo in tutto e per tutto un'identità maschile, quella di Dante "Tex" Gill.
Trasformazione poi che, stando alle ricostruzioni storiche non si limitava ad una semplice messinscena. Nel corso della sua vita, infatti, Gill rese molto chiaro e noto che si identificava in tutto e per tutto con un uomo e potrebbe aver intrapreso persino i primi passi a livello medico per un cambio di sesso, così come si legge, del resto, nel necrologio pubblicato alla morte del gangster nel 2003.
Insomma, una indubbia e fondamentale componente transessuale ha imperniato la vita di Jean Marie Gill, detta Dante "Tex", al punto che, come è giusto che sia, il film esplorerà anche l'influenza di questa donna nella comunità gay dell'epoca e di come, suo malgrado, contribuì alla crescita del suo impero del crimine. Senza tacere poi il fatto che Dante "Tex", sposò ed ebbe una complicata relazione con Cynthia Bruno, già definita "il cuore" della storia.

"Tex" con Cynthia Bruno (mondofox.it)
Fin qui, dunque, la vera vita della donna Jean Marie Gill, sulla quale nessuno ha da eccepire (se non, ai tempi, le forze dell'ordine e le persone oneste, ovviamente). I problemi e le polemiche, soprattutto da una parte e da alcune componenti e membri della comunità Lgbtq, allorquando il regista ha scelto per la parte di Dante Gill proprio Scarlette Johansson.
Perché? Ma perché, il ruolo di una donna transessuale viene affidato ad un'attrice che transessuale non è. La parte dovrebbe andare, invece, ad un'attrice effettivamente transessuale anche nella vita.
Altro punto controverso e molto contestato è poi il fatto che il film "Rub & Tug" è stato annunciato come un film dove l'attrice interpreterà "una donna che si veste come un uomo", così alimentando il  dibattito in atto ad Hollywood in merito alla presunta "cancellazione delle minoranze", in questo caso di quella transessuale (nel senso che, definire il film con una trama dove vi è una donna che si traveste da uomo e non che vuole diventare ed essere uomo, rimuoverebbe a monte la tematica transessuale della trama). 

Scarlett Johansson (hdqwalls.com)
E qui arriviamo alla fase successiva delle polemiche. In risposta alle polemiche sopra elencate, infatti, la stessa Johansson, ha così ha dichiarato: "Dite [a chi si lamenta] che possono chiedere ai rappresentanti di Jeffrey Tambor, Jared Leto e Felicity Huffman per un commento".
Ed i nomi così tirati in gioco dall'attrice non sono casuali. Tutti e tre gli attori, infatti, sono cisgender esattamente come la Johansson (il genere loro affidato alla nascita coincide con quello con cui si identificano), ma sono stati celebrati per le loro interpretazioni di personaggi transgender. Più in dettaglio, Jeffrey Tambor è noto per il ruolo di Maura nella serie "Transparent"; Jared Leto è stato Rayon in "Dallas Buyers Club" (ruolo che gli valse l'Oscar nel 2014 come Miglior attore non protagonista) e Felicity Huffman ha interpretato Bree in "Transamerica".

Trace Lysette (Depositphotos)
E dalle sue parole, altre polemiche e risposte. Su tutte, quella di Trace Lysett, nota per il suo lavoro nella serie Transparent, che così si è sfogata su Twitter: "Non sarei così adirata se mi fossi mai trovata in competizione con Jennifer Lawrence o Scarlett Johansson per un ruolo 'cis', citando il termine cisgender riferito a chi si trova a proprio agio nel genere in cui è nato. - Sappiamo che non è successo. Voi potete continuare a interpretare noi, ma perché noi non voi?". 
E, sempre Trace, ha accusato il sistema del cinema dichiarando: "Non solo ci rubate la nostra storia, ma vi date pacche sulle spalle e vincete trofei scimmiottando quello che abbiamo vissuto". 
A supporto della Lysette, poi, anche Jamie Clayton di "Sense8" e Neon Demon che hanno dichiarato: "Gli attori trans non hanno provini se non per ruoli di personaggi trans".

Sulla polemica noi, certamente non abbiamo titolo alcuno per parlare, dunque, ci asteniamo da ogni commento.
Ci tenevamo, però, a farvi sapere che è di prossima uscita questo film, "Rub & Tug", con la regia di Ruper Sanders e con interprete principale Scarlette Johansson, nella parte di Jean Marie Gill, detta Dante "Tex", donna transessuale, boss della malavita degli anni settanta a Pittsbur.

Ecco, solo questo.
MduL


>> ATTENZIONE! AGGIORNAMENTO: Scarlette Johansson non interpreterà più questo film!! -  QUI IL NUOVO POST  - <<



Fonti:
* Articolo "Scarlett Johansson, polemica sui social per il ruolo di un gangster trans" della redazione di repubblica.it/spettacoli;

Segnalazione: in uscita giovedi 21 giugno il film "Thelma" di Joachim Trier, un thriller con al centro una storia d'amore lesbico



Il presente post, solo per segnalare l'imminente uscita, giovedi prossimo 21 giugno 2018, anche del thriller paranormale "Thelma" di Joachim Trier, presentato dalla Norvegia agli oscar per la categoria miglior film straniero, ma non entrato nella shortlist.
La trama del film è presto detta: "Thelma è una timida ragazza, proveniente da una famiglia molto cattolica, che lascia la campagna per trasferirsi a Oslo per intraprendere gli studi universitari. Un giorno, mentre si trova in biblioteca, viene colta da un attacco epilettico e viene soccorsa dalla studentessa Anja. Tra le due ragazze si instaura una forte amicizia che in seguito diventa attrazione, che però Thelma tenta di respingere a causa della sua educazione religiosa. Gli attacchi epilettici di Thelma diventano sempre più frequenti e sembrano coinvolgere l'ambiente circostante, in particolare gli uccelli, che impazziscono quando Thelma sta male". (wikipedia.it)
Protagonista principale, Thelma, è l'attrice Eili Harboe, la co-protagonista della storia d'amore, Anja, è invece l'attrice Kaya Wilkins.
Per vedere di cosa si tratta, ecco QUI il link al trailer ufficiale del film.

Se vi capita di andare al cinema, dunque, Buona visione.
MduL

Segnalazione: esce nei cinema, ma solo per tre giorni (dal 25 al 27 giugno), il film "Favola", con protagonista un amore 'lesbico'

Leggiamo nella rubrica "Spettacoli" del settimanale "Il venerdi" della Repubblica della settimana scorsa, che è in arrivo nelle sale italiane il nuovo film dell'attore di Vincere, Filippo Timi, che vede la storia di un'amore tra due signore americane degli anni cinquanta, anzi, come riportato testualmente nell'inciso dell'articolo di Alba Solaro "l'amore fra due signore americane nell'estremo kitsch anni 50...".
Ma, andiamo con ordine, e cerchiamo di spiegare di cosa stiamo parlando.
Allora, prima di tutto la storia di questo film. Il film, infatti, altro non è se non la trasposizione cinematografica della omonima piece teatrale che tanto successo ha avuto nei teatri italiani. Protagonisti sempre Filippo Timi e Lucia Mascino.
Riferimento del film, come dichiarato dalla stesso Timi, è il film "Donne" di George Cukor del 1939 (film che noi conosciamo, nella versione più recente, quella del 2008, con il titolo "The Women", ma che potete indagare con il link in fondo al post).

Filippo Timi e Lucia Mascino (foto da LetteraDonna)
Regista del film è Sebastiano Mauri e protagonisti principali del film sono, come detto, Filippo Timi (attore con tanti film alle spalle, ora conosciuto anche per la serie cult "I delitti del BarLume") e Lucia Mascino (diventata famosa con la webserie, che andò in onda anche su rai due tempo addietro "Una mamma imperfetta", ma protagonista anche lei di tantissimi film, molti anche davvero belli, come Timi del resto, ed anche lei protagonista della serie tv "I delitti del Bar Lume"). Vi è poi la partecipazione di Piera Degli Esposti (sulla quale non vi scriviamo niente, perché è tra le grandi in assoluto. Impossibile non sapere di chi stiamo parlando) e tanti altri personaggi di contorno.
Altra notizia sul film è che, il prossimo 21 giugno, aprirà il Festival MIX di Milano, dedicato, come saprete, al cinema Lgbtqi ed uscirà nelle sale italiane per soli tre giorni, tra il 25 ed il 27 giugno prossimi.

Ecco fatto. Inquadrato così il film, passiamo ora alla TRAMA.
L'epoca di riferimento, come detto, è quella degli anni cinquanta, nel boom del dopoguerra, che fa da "sfondo technicolor di questa dark comedy vertiginosa, colorata coe la casa dove tutto si svolge e che sembra una bomboniera in acido, prina di oggetti kitsch, curve esagerate" (le parole sono dell'autrice dell'articolo citato in calce, Alba Solaro).
Mrs. Emerald (Mascino) & Mrs. Fairytale( Timi)_(foto MoviePlayer)
In questo contesto, Filippo Timi è Mrs. Fairytale (si, avete capito bene. Un uomo, Filippo Timi, interpreta la signora Fairytale), la protagonista principale, che ha una madre schietta e tosta (Piera Degli Esposti), che va in giro con la pistola in mano ed una cagnetta di nome Lady (impagliata!), ma ha anche un'amica del cuore, Mrs. Emerald (Lucia Mascino), la coprotagonista del film, appunto. 
Le due donne, in particolare, sono, come detto, due casalinghe americane degli anni cinquanta dei sobborghi middle class, che hanno dei mariti che, nella migliore delle ipotesi, le ignorano e nella peggiore le picchiano e che passano il loro tempo tra i lavori di casa, le chiacchere, lo scambio di ricette...
Infine, come accennato più sopra, nella trama che, ricordiamolo, è una Favola ed è anche fantascienza, vi sono altri personaggi, come i tre gemelli vicini di casa, gli alieni in giardino e la cagnetta Lady (che, come detto, è impagliata) che ogni tanto sparisce...
Ecco, da questi pochi elementi potete già capire che è un film davvero particolare e fuori da ogni stereotipo, una favola, appunto, dove, in ogni caso, possiamo assistere al lieto fine ed al trionfo dell'amore tra le due donne (perché, non ve l'abbiamo ancora detto, Mrs. Fairytale diventa maschio, suo malgrado, durante la narrazione, ma, all'inizio del film, è femmina...).
Insomma, un film, secondo noi da segnalare e da vedere, avvertendovi subito che verrà trasmesso nei cinema soltanto per tre giorni, da lunedi 25 a mercoledi 27 giugno della prossima settimana.

Ecco il trailer:



Buona visione.
MduL


Fonte e link utili:
Fonte è l'Articolo "Filippo Timi e una casalinga da favola" di Alba Solaro per il settimanale "Il Venerdi" della Repubblica dell'8 giugno 2018;
Pagina Wikipedia al film "Donne" di George Cukor del 1939;
Pagina Wikipedia Filippo Timi
Pagina Wikipedia Lucia Mascino
Pagina Wikipedia Piera Degli Esposti

Segnaliamo, in uscita nel 2019, per Netflix, il Film "First Lady" con Jennifer Aniston e Tig Notaro

Le protagoniste (Jennifer Aniston e Tig Notaro) del film "First Lady" di prossima uscita su Netfllix (foto da dituttounpop.it)
 Che bello poter segnalare questi film. E' infatti prevista la prossima uscita (il film verrà distribuito nel 2019), del Film "First Lady" per la piattaforma Netflix.
Il film, che vede come protagonista Jennifer Aniston, narrerà la storia, tenetevi forte, della prima donna alla Casa Bianca, per giunta omosessuale!!. Fantastico!
Tig Notaro (in giacca) con la moglie Stephanie Allyne
Moglie del Presidente degli Stati Uniti Jennifer Aniston sarà poi l'attrice comica lesbica, star della serie 'One Mississippi' Tig Notaro (l'attrice è sposata con Stephanie Allynne, conosciuta sul set del film 'In a Word', dal 2015 e con la quale, grazie alla inseminazione artificiale ha avuto due figli, Max e Finn, nati nel 2016).
Il progetto è stato ideato, per Netflix, da Tig Notaro e da sua moglie Stephanie Allynne e tra i produttori si fanno i nomi anche di Adam McKay, Will Ferrell, Jessica Elbaum e Betsy Koch.
Questa la sinossi che è stata anticipa da alcuni siti: "Quando Beverly e Kasey Nicholson si trasferiscono alla Casa Bianca dimostrano che dietro una grande donna... c'è un'altra donna grandiosa".

E per ora non si sa altro, ma a noi sembra già abbastanza!.
MduL

"Napoli Velata": personaggi lesbici anche nell'ultimo film di Ferzan Ozpetek

Ancora un film per ora nelle sale italiane, che vede tra i suoi personaggi anche delle lesbiche. Stiamo parlando dell'ultimo film di Ferzan Ozpetek, il Thriller "Napoli Velata".
Protagonisti principali di questo film: Giovanna Mezzogiorno, che ha già collaborato con il regista nel bellissimo "La finestra di fronte" ed Alessandro Borghi, noto ai più per essere stato il 'madrino' dell'ultima mostra cinematografica di Venezia, ha avuto riscontri come uno dei protagonisti del film e della serie "Suburra".
Nel cast però altre attrici notevoli, quali: Anna Bonaiuto (protagonista del sempre bellissimo, quanto troppo sottovalutato "L'amore molesto"), Luisa Ranieri ("Antò...fa caldo..." ma anche, con il tempo, attrice sempre più brava) e Maria Pia Calzone (si, ancora lei. Da quando il suo personaggio in Gomorra è stato ucciso - che lacrime! - ha trovato finalmente il meritato successo. Non vi è ora film o serie tv che non abbia tra le sue interpreti, questa meravigliosa cinquantenne..). Oltre a loro, poi, abbiamo le due attrici che qui ci interessano, entrambe mostri sacri, Lina Sastri e Isabella Ferrari. 
Ma andiamo con ordine e proviamo a spiegare la trama. A tal fine, vi riportiamo la Trama proposta dal sito comingsoon.it: In una Napoli sospesa tra magia e superstizione, follia e razionalità, un mistero avvolge l'esistenza di Adriana (Giovanna Mezzogiorno) travolta da un amore improvviso e un delitto violento....
Cambia ancora città il cinema di Ferzan Ozpetek e in una Napoli enigmatica, barocca, carnale, pagana e “femmina” trova la sua natura più ipnotica e avvolgente. Guidato da una protagonista che riscopre la propria sensualità, da fantasmi e da facce e luoghi eri, il regista compie un viaggio nei misteri di un delitto e di una mente tortuosa e misteriosa. Il film dà il meglio di sé in una serie di tableau vivant che trascinano lo spettatore in una vera e propria esperienza estetica, perdendosi invece nella parte thriller, che resta parzialmente irrisolta...
Dite la verità, voi, come noi, non ci avete capito granché, vero? Ebbene, l'effetto è voluto. Ozpetek ha fatto di tutto per mantenere il riserbo su questa trama (in effetti, essendo un thriller). Sappiate però che Adriana (Giovanna Mezzogiorno) è un medico legale che in una notte di festa incontra Andrea (Alessandro Borghi), con il quale passerà una notte di sesso sfrenato (e la pellicola, pare, non si fa mancare nulla al proposito...). I due restano quindi d'accordo di rivedersi, sennonché, Andrea non si presenta all'appuntamento...verrà incontrato di nuovo da Adriana sul tavolo per l'autopsia...
Questo l'incipit...per il resto, la trama si sviluppa tutta tra vari piani narrativi e scoperte della protagonista, con eventi che si sviluppano all'esterno ed all'interno di sè...
Valeria (Isabella Ferrari) & Ludovica (Lina Sastri) nel film. Foto da movieplayer.it
Ed ora arriviamo al dunque. Tra i protagonisti del film, le due antiquarie, coppia di fatto, Ludovica (Lina Sastri) e Valeria (Isabella Ferrari)...
A differenza del film di Verdone, di cui vi abbiamo parlato in altro post, in questo caso, le due donne e la loro storia, non sono marginali e funzionali al solo sviluppo delle dinamiche del protagonista. Come in tutti i film di Ozpetek sono, al contrario, due tra i personaggi assolutamente principali e centrali della narrazione. Inutile parlarvi della bravura delle due interpreti, interpreti che, in questo film, vediamo per la prima volta insieme.
Decidete voi se sono all'altezza delle aspettative o meno. Certo è che, ad onor del vero, la critica al film, questa volta, non è dalla parte di Ozpetek, anzi...

Intanto, per capire di cosa si tratta, ecco qui il link al trailer del film: Napoli Velata-Trailer

Un'ultima notazione, poi, sulla colonna sonora del film che, anche in questo caso, come sempre nei film di Ozpetek merita una menzione. In particolare, segnaliamo la versione di "Vasame", cantata da Arisa. Ma anche le altre tracce meritano. Per le appassionate, ecco qui la lista:
    Arisa – Vasame – 4:12
    Pasquale Catalano – Napoli velata – 2:42
    Pasquale Catalano – Decumano inferiore – 5:59
    Souad Massi – Ghir Enta – 5:05
    Pasquale Catalano – Adriana – 2:57
    Pasquale Catalano – Museo archeologico – 4:22
    Pietra Montecorvino – Senza voce – 2:29
    Pasquale Catalano – Il corpo mirabile – 3:28
    Pasquale Catalano – Obitorio – 0:29
    Stany Roggiero & I Bottari della Cantica Popolare – Ritmo terra e cuore – 1:34
    Pasquale Catalano – Stazione toledo – 2:13
    Pasquale Catalano – Luca – 3:32
    Pierre Terrasse – Sexy rouge – 3:25
    Pasquale Catalano – Porta Nolana – 1:37
    Pasquale Catalano – Cappella Sansevero – 1:37
    Lino Cannavacciuolo – Tanos – 4:38
    Pasquale Catalano – Lost Adriana – 2:56


Buona visione.
MduL

"Benedetta Follia": personaggi lesbici anche nell'ultimo film di Carlo Verdone


Ligie al nostro dovere, anche se le recensioni non sembrano essere esaltanti, vi segnaliamo l'ultimo film di Carlo Verdone, uscito in queste settimane al cinema. Stiamo parlando del film "Benedetta Follia", di e con Carlo Verdone e con protagonista principale la giovane Ilenia Pastorelli, già vista in "Lo chiamavano Jeeg Robot" di Mainetti.
La trama è presto detta: Guglielmo (Verdone), uomo di specchiata virtù e fedina cristiana immacolata, è proprietario di un negozio di articoli religiosi e alta moda per vescovi e cardinali. Un giorno la moglie Lidia (Lucrezia Lante della Rovere) decide di mollarlo proprio nel giorno del loro 25° anniversario, stravolgendo il suo mondo e tutte le sue certezze. Ma poi nel suo negozio arriva un'imprevedibile candidata commessa: Luna (Ilenia Pastorelli), una ragazza di borgata sfacciatissima, travolgente, volenterosa e incapace, adatta a lavorare in un negozio di arredi sacri come una cubista in un convento. Da quel giorno niente sarà più come prima..[Trama dal sito comingsoon.it].
Insomma, come potete vedere, più o meno la stessa trama di sempre e le solite tematiche e luoghi comuni, con i personaggi femminili, come sempre nei film di Verdone, certo non entusiasmanti. Nel cast, in questo caso, tante le attrici, anche brave, come Maria Pia Calzone (Ornella), ormai famosa grazie a Gomorra prima e Sirene poi e Paola Minaccioni (Raffaella), nata dalla 'scuderia' di Serena Dandini, già interprete di molti film, alcuni anche belli (ha partecipato a molti dei film di Ozpetek, ma anche a film di Garrone ecc...) e già protagonista di parti da lesbica.
Ma non divaghiamo. Se volete andare a vedere il film, fatelo con fiducia perché la persona con la quale Lidia (Lucrezia Lante della Rovere), la moglie del protagonista, lo tradisce e per la quale lo lascia, altri non è che Silvana, interpretata da una giovane ed assolutamente sconosciuta Valentina D'Ulisse, [qui in foto] che abbiamo scoperto essere alla sua prima esperienza assoluta nel mondo del cinema. Già solo nel 2015, a 21 anni, aspirava a diventare 'semplicemente' modella. Questa la sua grande occasione...giudicate voi!.
Certo, ricordate che, come in tutti i film di Verdone, la dinamica lesbica è si trattata, ma solo di sfuggita ed in modo funzionale alle vicende del protagonista. Non troverete, dunque, certo, la storia tra Lidia e Silvana, ma avrete dei semplici rimandi...

Qui, il link al Trailer del film: "Benedetta Follia-Trailer"


Buona visione.
MduL

Segnaliamo il Film "La Battaglia dei Sessi", con Emma Stone, sulla storica partita di tennis vinta dalla campionessa lesbica Billie Jean King contro Bobby Riggs


Vi segnaliamo il film "La Battaglia dei Sessi", con Emma Stone che veste i panni della campionessa di tennis lesbica, Billie Jean King, che nel 1973 sconfisse Bobby Rings, ex numero uno del ranking maschile, in una partita memorabile. Ma andiamo con ordine. 

Il Film:

I "veri" Riggs e King negli anni '70 (foto newsmax)
il film di cui vi vogliamo parlare si intitola, come detto, "La battaglia dei sessi" (titolo originale: "Battle of the Sexes") ed è un film USA del 2017, diretto da Jonathan Dayton e Valerie Faris.
La pellicola è l'adattamento cinematografico della celebre partita di tennis, nota come la battaglia dei sessi, avvenuta il 20 settembre 1973 tra Bobby Riggs e Billie Jean King e vinta da quest'ultima con il punteggio di «6-4, 6-3, 6-3».
Quindi una donna (campionessa indiscussa del tennis femminile dei tempi), finalmente!, non solo aveva potuto giocare, ma aveva anche vinto contro un uomo (lui ex campione assoluto dei tempi!) nel tennis.
Ora, dell'importanza di tale partita, è rimasta anche per le generazioni future una indelebile traccia, tanto che, appunto, tale partita venne definita "La battaglia dei sessi". 
Del resto, erano i primi degli anni settanta e la parità tra uomo e donna era ben lungi dall'essere raggiunta (e sorvoliamo sul fatto che, ancora oggi, non solo non sia stata raggiunta se non formalmente, ma che addirittura sta regredendo...). Vi era, però, finalmente!, un fermento nuovo e rivoluzionario in tutto il mondo, fermento che ha portato anche la 'questione femminile' alla ribalta (sono di quegli anni i movimenti femministi). Ed ecco che, come riportato dalla pagina wikipedia relativa al film in questione "Sulla scia della rivoluzione sessuale e all'ascesa del movimento femminista, la partita di tennis del 1973 tra la campionessa mondiale femminile Billie Jean King e l'ex campione maschile, nonché baro di professione, Bobby Riggs fu etichettata come La battaglia dei sessi, diventando uno degli eventi sportivi televisivi più visti di tutti i tempi, raggiungendo 90 milioni di spettatori in tutto il mondo". 
Film, quindi, indubbiamente interessante per noi donne. Ma non è tanto per questo che ci interessa, in questa sede, ma per un altro aspetto che, si suppone, il film non ha potuto far a meno di indagare e cioè il fatto che, sempre con le parole di wikipedia "La riservatissima King non solo gareggiava per l'uguaglianza, ma lottava anche per venire a patti con la propria sessualità mentre la sua amicizia con Marilyn Barnett - la sua segretaria - andava approfondendosi". 
Perché è di questo che si tratta, la campionessa di tennis Billie Jean King è stata la prima lesbica, quasi ufficiale (ma sul punto, vedi infra), del mondo del tennis, anni prima di Martina Navratilova.

Billie Jean King. Ecco chi è e cosa ha fatto la King anche per tutte noi.

Billie Jean King (foto Bitch Media)
E' vero, di Billie Jean King, per ovvie ragioni, ne abbiamo parlato in più occasioni ed in più sezioni del nostro sito, ma qui ricapitoliamo volentieri almeno le notizie principali tratte da wikipedia.
Nata come Billie Jean Moffitt, crebbe in una famiglia tradizionalista, figlia di un vigile del fuoco e di una casalinga. Imparò a giocare a tennis nei campi da tennis pubblici di Long Beach, in California. Dopo aver frequentato la Long Beach Polytechnic High School ed essere diventata membro del Zayn Welfare Sorority, ottenne le luci della ribalta nel 1961 quando, all'età di 17 anni, vinse il titolo del doppio femminile a Wimbledon alla sua prima apparizione (con la partner Karen Hantze Susman). Sempre a Wimbledon nel 1962, sconfisse la numero uno al mondo e prima testa di serie Margaret Court in una sbalorditiva partita di primo round dopo che la Court stava conducendo 5-2 nel terzo set.
E via discorrendo, avendo vinto, tra il 1966 ed il 1975, tantissimi tornei, sia in singolo che in doppio.
Billie Jean King & Marilyn Barnett oggi (foto zimbio)
A noi, infatti, interessa di più parlare della sua vita privata. La sua biografia, infatti, ci dice che, dopo essersi sposata nel 1965 con lo studente di giurisprudenza Lawrence King (da qui, il cognome King), nel 1971, iniziò una relazione intima con la sua segretaria Marilyn Barnett. Relazione che, però, riconobbe solo dieci anni più tardi e solo perché questa emerse pubblicamente durante una causa. 
La King, dunque, divenne, suo malgrado, la prima atleta statunitense a riconoscere apertamente di aver intrattenuto una relazione omosessuale.
Si, è vero, le è costata tanta fatica - e la possiamo capire - ma tant'è... Pensate che in un programma della PBS, trasmesso il 20 marzo 2005, dichiarò che l'affermazione del proprio orientamento sessuale è stata la lotta più grande della sua vita, precisando di esser cresciuta in una famiglia tradizionalista, che le ha impedito di esprimere apertamente il suo orientamento, in contrasto a giocatrici meno inibite quali Martina Navrátilová che, però, ripetiamo, è arrivata nel mondo del tennis dopo la King.
Certo è che, una volta riuscita a fare il coming out, si è prodigata per la tutela dei diritti Lgbt e non solo. Nel 2001 ha anche ricevuto il riconoscimento dal Gay And Lesbian Alliance Against Defamation (un'organizzazione nata per ridurre la discriminazione contro le persone gay, lesbiche e bisessuali), per "aver dato visibilità e importanza alla comunità nel proprio lavoro" e nel 2013 è stata scelta come rappresentante statunitense della delegazione in missione ai Giochi olimpici di Sochi 2014, assieme ad altri atleti omosessuali, come chiaro messaggio politico da parte dell'amministrazione Obama alla Russia ed alle sue leggi molto restrittive nei confronti delle persone omosessuali.

Due parole anche su Emma Stone che interpreta  Billie Jean King.

Emma Stone è Billie Jean King (cinema fanpage)
Solo una nota al riguardo perché ci fa sorridere l'idea di come una donna minuta come Emma Stone sia riuscita ad interpretare una donna come la King, tanto diversa fisicamente da lei.
Abbiamo scoperto così, leggendo l'articolo di Marisa Labanca per repubblica.it che "c'è voluto molto più del trucco di scena per trasformare Emma Stone, minuta e agile protagonista di La La Land, nella celebre tennista Billie Jean King. Per il ruolo da protagonista in La Battaglia dei Sessi, l'attrice si è sottoposta a un rigido programma alimentare e sportivo che in tre mesi l'ha portata a guadagnare ben 7 chili di muscoli". Sappiamo anche che "per acquisire maggior resistenza fisica si è allenata trainando una slitta del doppio del suo peso e sollevando pesi fino a 136 chili. Raggiunto il fisico adatto per il film, l'attrice ha iniziato un programma di mantenimento: ha ridotto il sollevamento pesi per dedicarsi ad allenamenti cardio due volte a settimana". 
Stupidaggini da sapere, certo, ma è carina la dichiarazione fatta da Emma Stone stessa al riguardo. Ha dichiarato, infatti che "Giocare come un'atleta, così Billie ha potuto cambiare il mondo. Rendere la fisicità incredibilmente importante era l'unico modo per far sentire la sua voce".
Per l'attrice premio Oscar modellare il proprio corpo, senza il timore di rinunciare a un fisico esile e longilineo, dunque, era necessario per rendere giustizia alla tennista che, con la sua forza e la sua tenacia, ha segnato la storia dello sport e dei diritti delle donne.

E, per finire, ecco il Trailer del film:

 

Se non riuscite a vederlo, qui il link.

Ecco fatto.

MduL




Per approfondimenti: 
Pagina wikipedia sul film "La battaglia dei sessi";
Pagina wikipedia su Billie Jean King;
Articolo «La battaglia dei sessi», Emma Stone in versione tennista di Nicola Bambini per vanityfair.it

Parliamo di Soko, di Loïe Fullere del film "Io danzerò"

Alcune righe per parlarvi  di Stéphanie Sokolinski (Bordeaux, 26 ottobre 1985), in arte Soko, cantante ed attrice francese di origine polacca, nonché ex fidanzata, presto mollata, di Kristen Stewart.
Soko (foto MYMag)
Soko, seppur ancora giovane, pur avendo recitato in alcuni film francesi, per il cinema e per la televisione, tra cui "Mes Copines" per la regia di Sylvie Ayme e "Augustine" di Alice Winocour, in proiezione speciale alla Settimana Internazionale della Critica, nell'ambito del Festival di Cannes 2012, non ha fatto molto e non è ancora molto famosa.
Per quanto riguarda, invece, la sua carriera come cantante, possiamo dire solo che ha già avuto almeno un'impennata. Nel novembre del 2006, infatti, ha messo su MySpace una sua canzone, registrata con il cellulare in camera da letto, intitolata "I'll kill her", il cui video ha ottenuto oltre tre milioni di contatti. Pubblicata in seguito da Believe Digital e disponibile su iTunes e su altri portali europei di musica, ha venduto oltre ottantamila copie e ha scalato le classifiche digitali in diversi paesi europei ed extraeuropei, oltre ad essere stata utilizzata da Stella McCartney come tema musicale per la sfilata parigina dell'ottobre 2007.
Ed ecco qui, con queste poche notizie abbiamo già finito di riepilogare la sua vita artistica, ma non è per questo che stiamo scrivendo questo post. Vogliamo infatti parlarvi non di lei, ma del nuovo film che ha interpretato e che uscirà nelle sale italiane il prossimo 15 giugno, dal titolo (italiano) "Io danzerò", con la regia di Stephanie Di Giusto.
E' il film, infatti, che più di tutto ci interessa portare alla vostra attenzione perché "Io danzerò" è un film sulla vita di Loïe Fuller, la danzatrice farfalla, pioniera, con Isadora Duncan, del balletto moderno americano, combinando giochi di sete e tessuti (usava un'imbragatura collegata a due lunghi bastoni che le prolungavano le braccia) con le luci e diventando una delle icone del periodo della Belle époque.
E Loïe Fuller era lesbica. Da qui, il nostro inevitabile interesse per lei e per il film, interpretato dalla lesbica Soko, che la celebra.
Vero è che la pellicola, haimé, racconta - falsamente - di una sua storia d'amore con il conte Louis d'Orsay (Gaspard Ulliel) e fa soltanto intuire la realtà e cioè che la Fuller viveva con la sua assistente, Gabrielle, ma almeno ha il merito di portare all'attenzione delle nostre generazioni una donna lesbica del periodo della belle epoque che ha segnato un epoca.
Ma vediamo, più in dettaglio e grazie al sito wikipedia, chi è Loïe Fuller.
Loïe Fuller, nome d'arte di Mary-Louise Fuller (Fullersburg, 15 gennaio 1862 – Parigi, 1º gennaio 1928), è stata una danzatrice e attrice teatrale statunitense.
Pur non avendo mai studiato danza fu, con Isadora Duncan e Ruth St. Denis, una delle pioniere del balletto moderno statunitense, artefice di una nuova idea di balletto, basata sugli effetti combinati del movimento del corpo con stoffe e luci colorate.
Scritturata dal 1892 alle Folies Bergère, riscosse enorme successo e fu immediatamente ricercata e ritratta dagli artisti dell'epoca, tra i quali Henri de Toulouse-Lautrec. Il suo nome venne spesso ricordato come Loïe Fuller o, più semplicemente, La Loïe: in origine il suo nome d'arte fu Louie, gioco di parole fra l'abbreviazione del suo nome e il termine "l'ouïe", espressione che in francese indica l'udito, ma in seguito acquisì il suo soprannome più famoso per corruzione dell'espressione medievale francese "l'oïe", precorritrice di "l'ouïe", che indicava ricettività e comprensione.
Fisicamente non molto alta, ma aggraziata e di bell'aspetto, fortemente miope, Loïe Fuller non si definì mai una danzatrice nel senso stretto della parola: non aveva mai studiato danza, ma riteneva il movimento corporeo una necessità imperativa per l'espressione teatrale.
Le innovazioni della Fuller, ballerina dilettante, sono quindi da ricercarsi soprattutto nella cura illuminotecnica degli allestimenti più che per veri e propri meriti legati alla disciplina. Precorse e influenzò, rimanendone influenzata a sua volta, il liberty, con continui richiami al floreale ed al virtuosismo cromatico, sempre presente nelle sue performance. Alla sua formazione contribuì anche il teatro simbolista, nonostante la Fuller non avesse mai avuto contatti diretti con esso.
Morì di cancro a Parigi, città a lei molto cara, il 1º gennaio 1928, quasi certamente per le forti dosi da radiazioni ionizzanti dovute all'utilizzo di ali di farfalla al radium, che rendevano fluorescenti (e non solo) gli spettacoli parigini. È sepolta nel cimitero di Père Lachaise.
Ed arrivamo al punto. La Fuller era apertamente omosessuale e, pur non avendo mai fatto del suo orientamento sessuale uno scandalo, non lo nascose alle sue allieve, con le quali sovente ebbe rapporti che andavano al di là di quello professionale. 
Loïe Fuller, comunque, come abbiamo già accennato in precedenza, pur avendo avuto diverse storie con le sue allieve, ha diviso tutta la sua vita con la sua compagna ed assistente, Gabrielle (interpretata nel film da Mélanie Thierry) e pare che avesse un'adorazione per la  stessa Isadora Duncan, per lei inarrivabile.
Ecco fatto, il film ora ve lo abbiamo segnalato ed anche i motivi di interesse per noi. Non resta che riportarvi qui di seguito il link alla scheda del film ed al suo trailer.
Come detto, dovrebbe uscire nelle sale cinematografiche italiane il prossimo 15 giugno 2017.
Buona visione.
MduL


Fonti:
Articolo "Soko o tutto o niente" di Ilaria Solari, pubblicato sul settimanale "Gioia!" n.23 del 17/06/2017 
Pagina wikipedia su Soko
Pagina wikipedia su Loïe Fuller

Segnaliamo il film "Libere, disobbedienti, innamorate" della regista Maysaloun Hamoud, non solo e non tanto per il personaggio lesbico di Salma, quanto per solidarietà femminile...


Vi segnaliamo il film "In Between-Libere, disobbedienti, innamorate" (titolo originale del film "Bar Bahar"), della regista Maysaloun Hamoud e di produzione israelo/francese, premiato a Toronto, al San Sebastian ed al Haifa Film Festival ed uscito nelle sale italiane l'altro ieri, 6 aprile 2017, con il titolo "Libere disobbedienti innamorate".
Lo segnaliamo non solo perché, come vedremo in seguito, è presente un personaggio lesbico, ma anche, e soprattutto, perché, da donne, vogliamo dare testimonianza del nostro sostegno alla regista Maysaloun Hamoud (nata a Budapest, in Ungheria, e cresciuta in israele) ed alle tre attrici protagoniste del film (Shaden Kanboura, Sana Jammalieh e Hana Mouna) che devono affrontare una fatwa da parte della cittadina palestinese di Umm al-Fahm, con tanto di minacce di morte per tutte loro e con il divieto del sindaco - diretto soltanto alle donne - di vedere questo film, per non commettere haram, cioè peccato.
E tutto questo perché il film, ambientato all'interno della comunità palestinese di Tel Aviv, vede come protagoniste queste tre donne che non accettano di essere sottomesse agli uomini!. Tre giovani ostinate e coraggiose per una riflessione a cuore aperto sull'indipendenza femminile.

Sana Jammelieh nella parte di Salma
La trama, infatti, è presto detta. 
Tre ragazze palestinesi, fuggite alle origini, condividono un appartamento a Tel Aviv, considerata dagli israeliani liberale e aperta alle alterità, al riparo dallo sguardo della società araba patriarcale. Leila è un avvocato penalista che preferisce la singletudine al fidanzato, rivelatosi presto ottuso e conservatore. Salma è una DJ stigmatizzata dalla famiglia cristiana per la sua omosessualità. Noor è una studentessa musulmana osservante originaria di Umm al-Fahm, città conservatrice e bastione in Israele del Movimento islamico. Noor è fidanzata con Wissam, fanatico religioso anaffettivo che non apprezza l'emancipazione delle coinquiline della futura sposa. Ostinate e ribelli, Leila, Salma e Noor faranno fronte comune contro le discriminazioni in quanto donne e palestinesi, procedendo a testa alta dentro un film che non risparmia loro nulla, nemmeno lo stupro... 

Mouna Hawa nella parte di Leila
Ecco, dunque, che questo film diventa importante ed oggetto di riflessione. Riflessione le cui basi possiamo iniziare a porre, riportando qui, ora pedissequamente, parte della recensione al film "Tutta la potenza sovversiva della donna nel ritratto di una generazione disorientata, alla ricerca di libertà, gelosa della propria identità", scritta da Marzia Gandolfi, lo scorso 6 aprile, per il sito MYmovies.it: 
<< Israeliani ebrei e israeliani arabi, laici e religiosi, cristiani e musulmani, nessuno si senta escluso. Lo spettro del patriarcato, dal simbolico al doloso, si incarna progressivamente nei padri come nei fidanzati, predatori frustrati imprevedibili. Colte tra due mondi, la cultura araba musulmana tradizionale e quella ebraico israeliana, le protagoniste si sono lasciate alle spalle interdizioni familiari, comunità religiose e società conservatrici per ritagliarsi un'esistenza nuova e costruirsi una vita sociale a misura dei loro desideri e delle loro volontà. Bar Bahr, il titolo originale, in arabo tra terra e mare, in ebraico né qui né altrove, traduce il disorientamento (meta)fisico di una generazione, quella dei giovani arabo-israeliani che in Israele sono uno su cinque, emancipata dalla propria cultura per adottarne una occidentale. Una generazione che non sa più se appartiene al mare o alla terra. Una generazione, ancora, alla ricerca di libertà che prova a preservare il cuore della propria identità.
Shaden Kanboura nella parte di Noor
È Noor a impersonare meglio delle altre lo iato, con gli sguardi affamati di vita sotto l'hijab, il velo islamico che non preclude la corsa della ragazza incontro alla modernità. La regressione nel film è appannaggio degli uomini, guardiani (ipocriti) dell'ordine morale che tradiscono un bisogno di controllo che quando sfugge volge in violenza.
Gineceo deciso a deporre l'autorità patriarcale, In Between resiste con le sue eroine, accompagnandole, proteggendole, incoraggiandole, desiderando quello che desiderano loro lungo le rispettive linee di fuga. E l'energia drammatica del film riposa sulle scintille prodotte dal confronto delle personalità piuttosto che sull'inventiva della sceneggiatura. Alla denuncia, Maysaloun Hamoud preferisce l'empatia, alla messa alla gogna la conversazione intima. L'autrice incarna i tabù e si concentra sul quotidiano degli israeliani arabi, offrendo ai palestinesi un corpo altro e fiero, che condivide con quello ebraico le stesse tribolazioni, gli stessi problemi finanziari e sociali, la stessa città, lo stesso Paese. Un Paese pieno di contraddizioni a cui tutti partecipano.
Gli israeliani ebrei non fanno che qualche apparizione nel film: la commessa di un negozio che guarda con rimprovero Leila e Salma, il manager hipster di un ristorante che proibisce a Salma di parlare arabo o il titolare di un locale dietro al bancone incapace di identificare l'accento arabo di Salma. Attraverso un corpo collettivo superbamente femminile, fluido e cangiante, In Between ripiega in un appartamento da cui apre e chiude una battaglia contro i corsetti morali. Un'isola domestica in cui convivono tre identità distinte con distinti destini alla mano. Destini appesi a un'ultima sigaretta e gravati sugli sguardi distanti. Dentro un finale ammutolito e una terrazza separata, dove la regista isola le sue eroine per guardare da presso un paese, le sue violenze e le sue ineguaglianze. >>
 
La regista: Maysaloun Hamoud
A riprova di quanto sopra esposto da Marzia Gandolfi, le affermazioni estratte dall'intervista alla regista Maysaloun Hamoud riportata dal settimanale Gioia: "L'elemento che cratterizza tutte le società conservatrici è l'ipocrisia", afferma la regista Hamoud e prosegue, "spesso sotto la copertura del buon nome della religione si compiono azioni atroci. Ma anche molti uomini che si dichiarano laici aderiscono ai modelli di oppressione, soprattutto nei confronti delle donne" e conclude "Il sistema maschilista che eiste da sempre - e non soltanto in Medio Oriente - ci ha portato a una situazione di conflitto e di arretratezza. Ma le donne hanno diritto di decidere il loro destino e avviare una nuova era".
 
Vero, verissimo ed è per quello che, nel nostro piccolo microcosmo, vogliamo contribuire segnalando il suo film. 
Insomma, un film, secondo noi, da vedere, a prescindere dalla presenza in esso del personaggio lesbico di Salma...
MduL


Fonti: 
- Articolo "Il mio film, vietato alle donne" di Paola Casella per il settimanale "Gioia!" n.14 15/04/2017;
- Articolo "Tutta la potenza sovversiva della donna nel ritratto di una generazione disorientata, alla ricerca di libertà, gelosa della propria identità", scritto da Marzia Gandolfi, lo scorso 6 aprile, per il sito MYmovies.it (link nel testo del post)

Un film da vedere: "3 Generations-Una famiglia quasi perfetta".

Come al solito, sorvolando sul pessimo titolo dato al film nella versione italiana, ecco che vi presentiamo un film che secondo noi vale la pena vedere. Si tratta del film "About Ray", tradotto per la versione italiana in "3 Generations - Una famiglia quasi perfetta". Il film, diretto da Gaby Dellal, è del 2015 ed è stato presentato in anteprima, il 12 settembre 2015, al Toronto International Film Festival, per poi essere distribuito nelle sale cinematografiche statunitensi a partire dal 18 settembre 2015. Da noi però è appena arrivato, anzi ancora no, arriverà nelle nostre sale soltanto il prossimo giovedi, 24 novembre.
La Trama è presto detta: Ramona, interpretata dalla giovane quanto brava Elle Fanning, è un'adolescente che si sente maschio e per questo si fa chiamare Ray. Decide quindi di intraprendere le fasi mediche per cambiare sesso, ma per farlo serve il consenso di entrambi i genitori, per cui la madre Maggie, Naomi Watts, ricontatta il padre Craig (Tate Donovan), lontano dalla famiglia da anni. Ma, a sostegno della famiglia e con la famiglia anche la nonna Dolly, Susan Sarandon e la sua compagna....
Ecco dalla trama, come è di tutta evidenza, si può dedurre perchè questo film viene segnalato dal nostro sito. La storia indubbiamente ci riguarda perchè parla sia del rapporto lesbico tra Dolly, la nonna di Ray, e la sua compagna ma anche e soprattutto, perché indaga la vicenda transgender di Ramona, ragazza transessuale che si sente da sempre Ray, un uomo, e lo fa, e qui sta il bello!, non in modo cupo e tragico, ma, finalmente!, trattando la questione con lievità ed umorismo, rendendo così il messaggio ancora più forte e penetrante...Fantastico!.
Non parliamo poi delle attrici protagoniste perché non ve ne è bisogno. Di Naomi Watts si conosce la bravura, di Susan Sarandon inutile parlare, è uno dei mostri sacri del nostro cinema...ad averci colpito, almeno da queste prime battute viste dai trailer, è invece Elle Fanning, davvero brava ed all'altezza della Watts e della Sarandon...
Altri interpreti:  Maria Dizzia (Sinda); Sam Trammell (Matthew) e Linda Emond (Frances)
Insomma, un bel film con delle attrici strepitose, da vedere, appunto...
Qui il trailer ufficiale:


E, nel caso non riusciste a vederlo da qui, ecco il link "Trailer film 3 generations"
   
Ecco fatto.
MduL

Al via oggi la 6^ edizione del Sicilia Queer Film Festival 2016 - RINVIO


Prende il via oggi, domenica 29 maggio, il Queer Film Festival di Palermo. La rappresentazione, che terminerà domenica prossima, 5 giugno, vede in concorso quest'anno 17 cortometraggi e 7 film provenienti da tutto il mondo. Inoltre, per la prima volta il concorso lungometraggi "Nuove Visioni". La SIAE tra gli sponsor. Tra gli ospiti di questa manifestazione,  personaggi di fama internazionale come la regista Valérie Donzelli, l'attrice Dominique Sanda e il regista Lionel Baier. 
Ma per avere tutte le informazioni sul festival, si rinvia alle news del sito cinemagay.it e più precisamente alla news "LA SESTA EDIZIONE DEL SICILIA QUEER FILMFEST" dello scorso 28/05/2016.
Qui, invece, direttamente il sito del sqff: siciliaqueerfilmfest.it

Ecco fatto, ora lo sapete.
MduL