Ultimo aggiornamento il 26 luglio 2026

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Sulla sentenza della Corte d'Appello di Torino che ordina l'iscrizione all'anagrafe del figlio di due donne lesbiche spose in spagna

(da sito notizie.tiscali.it)

Di questa storia si è già avuto modo di parlare, ma è di queste settimane la notizia della storica sentenza emessa dalla Corte d'Appello di Torino, presieduta dalla presidente Silvia Daniela, e con relatrice Daniela Giannone e la giudice Federica Lanza (e si prega con forza di far caso al fatto che sono tutte donne!!).
Ma ricapitoliamo i fatti. Due donne, una spagnola ed una italiana, dopo essersi (regolarmente!) sposate in Spagna, hanno avuto un figlio grazie all'inseminazione eterologa; figlio che, così come previsto dalla normativa spagnola, è stato lì registrato come figlio di due mamme (mamma A e mamma B), così creando una famiglia a tutti gli effetti di legge.
Ora, fino a quando le due donne vivevano in Spagna niente da dire (lì, a differenza che da noi, sigh!), il guaio è però che le due donne, prima della loro separazione, avevano deciso di trasferirsi in Italia per un periodo. E qui iniziano i problemi. La mamma non biologica, infatti, per il nostro ordinamento non solo non ha alcun diritto ma non viene proprio riconosciuta in alcun modo per e nella vita dal figlio. La mamma biologica, dunque, doveva in continuazione sottoscrivere delle deleghe all'altra mamma per poterle consentire di esercitare i suoi diritti/doveri genitoriali (tipo: parlare con gli insegnanti del bambino, andare dal pediatra, dal dentista ecc...). Stante questo (straziante e per loro oggettivamente incomprensibile) stato di cose, le due donne hanno quindi deciso di ricorrere al Tribunale per veder riconosciuto anche in Italia la loro famiglia e, quindi, il loro diritto ad essere considerate entrambe (e non solo la madre biologica) le madri del bambino nato dal loro amore.
Ebbene, dopo che in primo grado il Tribunale di Torino ha rigettato la loro richiesta adducendo i 'fantomatici' - nel senso di ormai arcinoti - motivi di ordine pubblico (il fatto, cioè, che due donne richiedano il riconoscimento della loro unione, legalmente contratta all'estero, anche nel nostro stato ed il conseguente riconoscimento della potestà sul figlio per entrambe, potrebbe integrare gli estremi di una violazione dell'ordine pubblico italiano), vi è stato il ricorso delle due donne alla Corte d'Appello; ricorso che, in questo caso, ed è questa la notizia di questi giorni, è stato vinto!!.
(pensareliberi.com)
Nello specifico, la Corte d'Appello di Torino era stata chiamata a giudicare se "l’atto di nascita del bambino nato da inseminazione eterologa, figlio secondo la legge spagnola sia della madre che lo ha partorito sia della partner di sesso femminile coniugata con la prima, non sia contrario all’ordine pubblico, e se l’omosessualità dei genitori sia di ostacolo alla formazione di una “famiglia” secondo la legge italiana» (da articolo aleteia.org). E la Corte ha dato risposta affermativa!.
Le mitiche giudici di Torino, infatti, hanno valutato che «la mancata trascrizione dell’atto di nascita limita e comprime il diritto all’identità personale del minore e il suo status» in Italia, dove non avrebbe alcuna relazione parentale con la mamma non partoriente, «non avrebbe un esercente la responsabilità genitoriale con riferimento a problematiche sanitarie, scolastiche, ricreative», e «verrebbe anche privato dei rapporti successori nei confronti della famiglia della signora» esclusa.
Per la prima volta in Italia, dunque, è stato riconosciuto il diritto a due donne (ma, più in generale, ad una coppia gay) di veder trascritto il loro matrimonio (ripeto: legittimamente contratto in un paese straniero che lo riconosce) e, ciò che più conta, di veder anche e soprattutto riconosciuto il diritto alla potestà nei confronti dei figli per entrambe le mamme (non più solo, dunque, per la sola mamma biologica, come è stato fino ad oggi). 
(ilreferendum.it)
Ecco dunque che, a fronte di tale epica sentenza, il Comune di Torino è ora tenuto per legge a dare esecuzione alla sentenza stessa (sentenza che è del 24 dicembre scorso, se non erro, e dunque dovrebbe essere recepita per forza entro questi giorni), senza più scuse. Certo, vivendo in Italia si assiste ancora al balletto di rinvii e chiamate in causa che coinvolgono, haimè, le Prefetture e, quindi, il nostro Ministro degli Interni, quell'Angelino Alfano del quale abbiamo avuto modo di parlare svariate volte e sul quale non è il caso di doversi ulteriormente soffermare. Basta in questa sede ribadire che vi è in corso 'una guerra' tra il Ministero (e quindi le Prefetture) che non vogliono far registrare i matrimoni gay contratti all'estero ed i Sindaci dei vari Comuni che, al contrario, spingono per registrare all'anagrafe dei loro comuni anche le coppie gay sposate all'estero. Questa sentenza, come è di tutta evidenza, da un grande appoggio e sostegno alla posizione dei Sindaci ed è questa la sua forza dirompente.
Non riporto ma lascio alla vostra immaginazione le reazioni dei vari vescovi, chiellini, leghisti e Giovanardi alla notizia della sentenza...
Comunque, se volete farvi un'idea completa sulla questione, vi riporto in fondo al post tutti i link utili. A noi non resta  che dire Grazie a queste donne (i guidici della Corte d'Appello) che hanno applicato il diritto in modo innovativo, coerente e corretto, così aiutando a cambiare questo mondo un pochino in meglio.
MduL

Articoli utilizzati per la redazione del Post:
- Articolo ""Nato" da una coppia lesbica, il Comune di Torino ferma la trascrizione" di Gelsomino del Guercio (?) per sito aleteia.org
- Articolo "Figlio di coppia lesbica, stallo a Torino: sospesa trascrizione atto di nascita" per il sito tgcom24.mediaset.it
- Articolo "Bimbo figlio di due mamme, i giudici al Comune: "E' di entrambe" per il sito della repubblica/torino
- Articolo "Torino, bimbo nato da due donne: per il tribunale sono entrambe mamme" di F.Q. per il sito ilfattoquotidiano.it

Ancora sulle trascrizioni dei matrimoni gay contratti all'estero: grazie a Firenze, un punto per noi!

(Foto da sito travelgay.it)

Si apprende grazie alle news del sito cinemagay.it, (tutti i link in fondo al post) che la città di Firenze si appresta ad approvare la delibera sul "Nuovo registro delle Unioni Civili".
Ora, sappiamo ormai tutte quante noi che il recepimento delle unioni civili da parte dei singoli Comuni d'Italia viene comunque cassato a livello nazionale, grazie al Ministro degli Interni, Angelino Alfano e, per lui, dai vari Prefetti italiani che, ultimo e più eclatante esempio a Roma, provvedono ad eliminare la procedura di riconoscimento avviata dai sindaci e, dunque, a togliere di nuovo dai registri dell'anagrafe i matrimoni gay inseriti soli pochi mesi addietro.
Certo, in questa sede, i risvolti più o meno (in)costituzionali non ci interessano, avendo ormai chiaramente tutte capito che si tratta solo ed esclusivamente di una questione politica che trova, come sempre ormai, il parlamento completamente assente; ciò che in questo post vogliamo segnalare è, invece, l'intrepida condotta dei dirigenti del Comune di Firenze e degli altri enti coinvolti, che, nei fatti, stanno cercando di baipassare il problema creato dal Ministero.
Ma andiamo con ordine. Anche perché la materia non è proprio di agevole ed immediata comprensione per i non addetti ai lavori. Che cosa vuole proporre il Comune di Firenze con la delibera di prossima (si spera) approvazione? 
(da sito indelebilmente.forumfree.it)
Il Comune, per evitare gli strali del Ministero, vuole proporre una nuova ed aggiornata versione del suo registro delle unioni civili, già in uso nel comune dal 1998, ma utilizzato da pochissime coppie (sia etero che omo) perché non consente comunque l'acquisizione di diritti fondamentali, quali, ad esempio, la possibilità di ottenere la pensione di reversibilità e di succedere alla propria compagna/o. Lo stesso registro, dunque, solo con la possibilità di ampliare la sfera dei diritti che l'iscrizione nello stesso può portare. 
Sennonché, anche in questo modo, non è possibile inserire il riconoscimento dei diritti fondamentali sopra citati (pensione di reversibilità e successioni) perché, haimè, il riconoscimento di tali diritti a delle coppie, a delle persone, è prerogativa esclusivamente parlamentare (un Comune non può farlo).
L'unica cosa che si può fare, e che il Comune di Firenze sta provando a fare in questi giorni, è estendere il più possibile la sfera dei diritti, fino a dove possibile.
Nello specifico il Comune di Firenze, intende far iscrivere tutte le coppie che ne facciano richiesta: di fatto, sia etero che omosessuali ma anche, e qui una delle principali novità, le coppie gay già sposate all'estero, a questo registro per poter garantire loro almeno: l’accesso ad eventuali bandi che dovessero essere emessi per l'assegnazione delle case popolari ed i contributi sociali per le famiglie bisognose.
Oltre a questi, minimi, diritti, ne dovrebbero poi seguire altri, molto importanti, come il diritto a poter stare accanto alla propria compagna in ospedale oppure il diritto a far visita al proprio compagno/a in carcere (sperando che, in entrambi i casi, non ve ne sia mai bisogno!). In tal caso però, non è possibile prevedere tali diritti tout court, ma occorre coinvolgere le altre istituzioni ed enti coinvolti e cioè l'Asl ed il carcere del Comune.
Ebbene, Firenze questo ha fatto: ha preventivamente coinvolto i dirigenti dell'Asl 10 del proprio comune ed anche la Direttrice del carcere di Sollicciano. In merito a questa iniziativa, infatti, Paolo Morello, Direttore dell'Asl 10, sostiene che "bisognerà tenere conto dei diritti che già esistono per legge" ma certo "avere un certificato che legittimi una persona a stare accanto a qualcuno, faciliterebbe le cose a tutti". Dello stesso tenore le parole della Direttrice del carcere di Sollicciano, la Dott.ssa Maria Grazia Giampiccolo, per la quale "Sarebbe  un riconoscimento importante, che favorirebbe l'incontro e lo sviluppo degli affetti fra le persone". 
(sa sito notiziarioitaliano.it)
Dunque, tutto pronto nel Comune di Firenze. Sono tutti favorevoli all'accoglimento di queste novità e, quindi, a Firenze, una coppia di donne lesbiche (sia di fatto che sposata all'estero), iscrivendosi in questo registro delle Unioni Civili, potrà: avere diritto all'assegnazione di una casa popolare, usufruire di eventuali contributi sociali per le famiglie bisognose che dovessero essere elargiti dal comune e, con il consenso degli enti di riferimento, per ora, stare accanto alla propria compagna che dovesse sentirsi male o andare a fare visita alla propria moglie arrestata.
Non potranno, invece, usufruire della pensione di reversibilità della moglie/compagna oppure entrare nel suo asse ereditario e non potranno nemmeno prendere decisioni sulle cure o quant'altro presuppone una disposizione per altri.
Iniziativa encomiabile e meritoria, ma non ci si può esimere dal fare alcune osservazioni. Su tutte, la principale è che si trova assurdo e ridicolo dover ancora oggi, in Italia (e, ormai, quasi solo in Italia), dover fare ricorso a questi artifici amministrativi per poter consentire un riconoscimento ed una tutela attenuati dei diritti delle coppie omosessuali (ma anche etero).
Come da sempre sostenuto, il Ministro degli Interni, Angelino Alfano, dovrebbe essere sfiduciato perché utilizza la sua funzione per biechi interessi politici di bottega ed il parlamento tutto dovrebbe essere chiamato alla assunzione di responsabilità: non operano e non toccano assolutamente tali, fondamentali, argomenti perché cadrebbero tutte le varie alleanze...e, intanto, in sempre più paesi del mondo per due donne che si amano è possibile sposarsi e vivere in pace, con i propri diritti e doveri la vita insieme, qui da noi è ancora solo un sogno poter vantare alcuni fondamentali diritti.
Comunque, per farvi un'idea ancora più chiara e completa, vi rinvio ai due articoli sotto riportati, di Ernesto Ferrara e Maria Cristina Carratù.
MduL

Articoli utilizzati per la redazione di questo Post:
- News cinemagay.it: "Firenze - Unioni civili, il registro si apre alle coppie gay sposate all’estero" di Ernesto Ferrara
- "Unioni civili, il registro si apre alle coppie gay sposate" si Maria Cristina Carratù per la repubblica.it/firenze

Trascrizioni dei matrimoni gay contratti all'estero: il Prefetto di Roma le cancella d'ufficio. Vergogna!!

Una delle 16 coppie il cui matrimonio è stato registrato dal Sindaco Marino all'anagrafe del comune di Roma (da dagospia.com)

Prima una premessa che è anche uno sfogo di indignazione. E' di tutta evidenza la totale mancanza del senso delle istituzioni e dei confini dei poteri, stante il fatto che questa gente, Angelino Alfano e Giuseppe Pecoraro (Ministro e Prefetto), per altro del tutto impreparata, agisce in tal modo solo ed esclusivamente a fini politici. 
Del resto, Alfano, sul punto, è sempre stato molto chiaro: si alla "famiglia tradizionale" delle sentinelle in piedi ed abbasso tutto il mondo glbt!!. Il guaio è che certe affermazioni le fa in veste di Ministro degli Interni e non di Segretario del suo partito e questa è già la prima, macroscopica, mancanza di rispetto delle istituzioni cui siamo costrette ad assistere...a seguire tutte le altre violazioni come, in questo caso, la solerte applicazione dell'ordinanza da parte di un prefetto di chiaro identico colore politico (ma i Prefetti, non avrebbero dovuto essere i rappresentati dello Stato, super partes, dunque, per definizione?)...
Il Prefetto Pecoraro (repubblica.it)
Dopo questo inevitabile sfogo, eccovi il fatto: leggo tra le news dell'inestimabile sito cinemagay.it, che il Prefetto di Roma, Giuseppe Pecoraro, nato a Palma Campania nel 1950 e prefetto già dai primi anni '90, il quale ha ricoperto anche incarichi governativi nei governi Berlusconi e Dini ed è Prefetto di Roma dal 2008, con i solerti quanto incostituzionali modi di fare propri del suo Ministro di riferimento (cioè, ovviamente, il ministro degli interni Angelino Alfano, già prodigatosi con la vergognosa quanto assolutamente incostituzionale circolare ministeriale che ordinava, appunto, ai Prefetti italiani di annullare ed impedire la trascrizione dei matrimoni gay contratti all'estero) ha provveduto a sostituirsi al Sindaco del Comune di Roma, Ignazio Marino (preso da ben altri problemi in questo periodo), inviando alle 16 coppie sposate lo scorso mese di ottobre dal primo cittadino romano una lettera per renderle edotte dell'imminenza dell'annullamento dei matrimoni testè registrati all'anagrafe civile e, cioè che è peggio, inviando subito in loco una funzionaria della prefettura per operare materialmente la cancellazione dai registri.
Il segnale è chiaro ed inequivocabile: io Prefetto, dando attuazione alla (incostituzionale) Circolare Alfano agisco (incostituzionalmente) surrogandomi al Sindaco della città di Roma e procedendo, dunque, alla cancellazione coatta della registrazione dei matrimoni delle 16 coppie gay contratti a suo tempo all'estero. Questi matrimoni, in tal modo, non saranno e non potranno essere riconosciuti (di nuovo) dal nostro ordinamento e le coppie in questione perderanno i (pochi) diritti appena acquisiti. Poco importa se in tale materia non potrei intervenire poiché di competenza sindacale (cioè dei sindaci dei singoli comuni) [o meglio, per restare più aderenti al dettato normativo, al parlamento. Il Ministero degli Interni ha competenza infatti in materia di stato civile, questo è indubbio, ma per ciò che compete le procedure e le funzioni, non anche i diritti e le fattispecie ad esso sottese. Registrare o meno un matrimonio gay contratto all'estero presuppone l'acquisto di diritti e doveri che non possono essere decisi dal solo ministero degli interni!!] e poco importa se, di certo, non potrei agire in questo modo (inviando un funzionario della prefettura ad agire materialmente, sostituendosi ai funzionari comunali), io agisco e così facendo faccio contento il mio elettorato, del resto chi se ne frega!!....Ovviamente, le coppie colpite da tale modo di agire, stanno predisponendo i ricorsi dovuti. 
Si prega quindi tutte noi/voi di effettuare una forte e decisa mobilitazione, in primis diffondendo a chiunque vi capiti questa vergognosa notizia che rischia di passare del tutto inosservata.
Ciò detto, per farvi un'idea precisa e completa sulla questione segnalata, ecco qui di seguito l'articolo di Gabriele Isman "Nozze gay il prefetto cancella le trascrizioni" per il quotidiano "La repubblica/Roma" riportato dal sito cinemagay.it. Lì stesso, poi, troverete anche tutti i link utili agli articoli di riferimento.
MduL