Ultimo aggiornamento il 26 luglio 2026

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Signora 'razzista e leghista' nega la casa in affitto ad una ragazza lesbica di Foggia perché meridionale...Razzismo batte omofobia (?!)

Deborah Principe nella foto del profilo facebook (foto dal sito leggo.it)
_MduL, 15 settembre 2019_

Non possiamo evitare di parlarvi della notizia di cronaca che ha tenuto banco questa settimana, ci riferiamo alla notizia riportata da tutti i tg e dai maggiori quotidiani online relativa al denegato rilascio di un immobile in affitto ad una ragazza di Foggia.
Ma andiamo con ordine e cerchiamo di capire perché questa notizia, già interessante di suo per poter capire il 'clima' del momento, è per noi lesbiche anche più importante.
Dunque, prima i fatti.

Tutto ha inizio lo scorso mese di luglio, quando Deborah Prencipe, una ragazza foggiana di 28 anni, che, vivendo in Brianza già dal 2011, decide di volersi avvicinare ancor più alla sua compagna, Laura Ortolani, 26 anni, che vive nel Milanese.
Cerca e visita, dunque, diverse case offerte in affitto fino a quando non trova a Malvaglio, piccola frazione di Robecchetto Con Induno, uno dei comuni più a Nord della provincia di Milano, a due passi dall’aeroporto di Malpensa, la casa perfetta per lei e procede quindi subitaneamente con gli accordi di rito per poter entrare nell'immobile a far data dai primi del mese di ottobre.
A questo punto, proseguendo con le parole di Deborah, l'imprevisto. Ecco quanto dichiarato dalla ragazza: “Cercavo una casa in affitto, la trovo e me ne innamoro. Così mi metto d’accordo con la proprietaria che però, quindici giorni prima dell’inizio del contratto, mi manda un messaggio posticipando il tutto di un mese con scuse poco credibili". Ma non basta, perché dopo ancora la proprietaria rincara la dose e comunica a Deborah che "non se ne fa più nulla, perché preferisce vendere la casa piuttosto che affittarla". 
A ciò, Deborah, che nel frattempo, stante gli accordi presi, non aveva cercato altri immobili e, dunque, era in difficoltà, ha risposto che non trovava "corretto cambiare le carte in tavola all’ultimo minuto e che i patti erano altri”.  
È a questo punto che interviene Patrizia, la madre cinquantenne, che dice alla povera ragazza quanto segue: “In casa mia i meridionali non devono entrare”. E dopo, scrivendo su WhatsApp le motivazioni della sua decisione: “Come facciamo noi del Nord, la casa se la può acquistare. Basta avere la volontà, basta rimboccarsi le maniche”.

Ecco quindi che, in risposta a queste - terribili - frasi, Deborah prova a ragionare, spiegando a Patrizia che “l’origine non determina né la forza di volontà di una persona né la sua voglia di fare”, ma ciò, come poteva essere prevedibile, ottiene l’effetto opposto a quello sperato da Deborah, al punto che, in un messaggio vocale rilasciato su whatsapp, Patrizia si scatena e dichiara, testualmente:

“Per me i meridionali, i neri e i rom sono tutti uguali. 
Io sono una razzista al 100 per cento. 
Lombarda, proprio di Salvini. 
Lei può essere qui fin da piccolina, ma per me conta quello che c’è scritto sulla carta d’identità. 
E lei è meridionale, non è svizzera. 
Di quello che pensa lei, sinceramente, non me ne frega un cazzo”. 

Ma non è finita qui, perché vi è anche questa parte dell'audio file: 
“Scriva sotto il post la signora è una salviniana, il suo capitano è Salvini, da quando c’era ancora Bossi la signora era in prima linea. 
Lo scriva: ecco le leghiste cosa fanno, scriva pure, lo dica pure e metta anche questo: che sono felicissima di essere una leghista. 
Lo scriva pure e lo pubblichi pure, perché tanto non ho vergogna. 
Quello è importante da scrivere, lo scriva”.

Insomma, semmai ci fosse qualche dubbio, la signora Patrizia si definisce orgogliosamente legista e “razzista al 100 per cento”, al punto che, per lei, “i meridionali sono sempre meridionali, nell’anno 2000 come nel 4000”.

Come è di tutta evidenza, Deborah e la sua compagna Laura non potevano restare, e non sono rimaste, con le mani in mano, infatti è stata proprio Laura a rendere noto l’episodio, pubblicando su Facebook l'accaduto, ma non solo: le due donne hanno già attivato il loro avvocato e procederanno con la denuncia affinché, come dichiarato a ilfattoquotidiano.it "simili comportamenti siano sempre di meno”.

Questo, dunque, quanto successo a Deborah Principe. Ma passiamo ora alle reazioni.
Stante, infatti, le dichiarazioni di amore leghista della signora Patrizia, Deborah si è sentita in dovere di inviare un invito sulla pagina facebook di Salvini, nella speranza che, come dichiarato dalla ragazza stessa, “...Salvini si dissocerà da tutto questo visto che per lui, oggi, la distinzione tra meridionale e settentrionale non esiste più. Giusto, Matteo?”.
E, in effetti, a rigor del vero, Salvini si dissociato. Questo, infatti, il commento del leader della Lega in merito alla questione, rilasciato ai giornalisti presenti in occasione dell’assemblea degli amministratori leghisti a Milano, tenutasi il giorno dopo l'accaduto: 
“Quella signora è una cretina. Se uno è un imbecille è fuori dal tempo. Non la conosco ed e’ lontanissima dal mio pensiero”. 
E meno male. Ottima risposta.

Dunque, per ciò che concerne le reazioni alle parole della signora Patrizia, oltre alla subitanea dissociazione del sindaco di Robecchetto con Induno, Giorgio Braga, (sindaco di uno dei comuni con la maggior percentuale di votanti leghisti_ndr) vi è la dissociazione financo del segretario nazionale del partito del quale si sente tanto fiera di appartenere la signora Patrizia e ciò ha portato ad una clamorosa marcia indietro della stessa signora, fino al giorno prima 'orgogliosamente' razzista e leghista.
Queste, infatti, le dichiarazioni del giorno dopo, rilasciate dalla sig.ra Patrizia al programma "La Zanzara", su Radio 24: "Non sono di Salvini, non sono di nessuno, ho anche parenti meridionali. Ditemi cosa devo fare, mi devo sparare?"
“Mi ha fatto sbroccare, non so neanche io cosa mi è partito nel cervello di dire quella cosa, non so come mi è uscito”, ma “non sono né razzista, né salviniana”. 
E, di nuovo: “Non sono di Salvini, non sono di nessuno, mi ha fatto talmente sbroccare che non so neanche io perché mi è partito di dirle così. Ho anche parenti meridionali, non so come mi è uscito, il cervello mi è partito. Ma ditemi cosa devo fare, mi butto nel Naviglio? Mi devo sparare?” 
A chiusura di intervento, poi, la sig.ra ha spiegato di aver chiesto scusa alla ragazza, dicendosi disposta a ripensarci e ad affittarle l’appartamento. “Ma lei non mi ha più risposto - ha concluso - Le ho perfino chiesto di incontrarci, sono disposta a chiedere scusa, ma non mi risponde più”...e chissà come mai, aggiungiamo noi...

Ma eccoci arrivate al punto cruciale di tutta questa - assurda e - triste storia. La sig.ra Patrizia, prima razzista e leghista e poi non più, ha offeso, villipeso e denigrato Deborah Principe in quanto meridionale, non anche in quanto lesbica...sul fatto che Deborah volesse la casa per stare più vicino e con la sua compagna Laura, la signora Patrizia non ha avuto niente da ridire, ma sul fatto che era foggiana si...cioè, per assurdo, ha prevalso il razzismo sull'omofobia...

Non sappiamo se ridere o piangere per questo.
MduL




Fonti ed Approfondimenti:
Articolo <<Milano, 28enne si vede rifiutare una richiesta d’affitto perché nata a Foggia: “I meridionali son sempre meridionali. Uguali a neri e rom”>> di Ersilio Mattioni per ilfattoquotidiano.it del 13/09/2019
Articolo <<La donna che ha negato l'affitto a una ragazza del sud: "Mi ha fatto sbroccare, non sono razzista">> su huffingtonpost.it del 14/09/2019
Articolo <<Matteo Salvini: "La signora che non affitta ai meridionali è una cretina">> su huffingtonpost.it del 14/09/2019

I guai della nuova normativa voluta da Salvini: "Madre" e "Padre" al posto di "Genitore 1" e "Genitore 2" - Primo caso di discriminazione per la figlia di una coppia di donne: la piccola ha potuto ottenere la carta d'identità solo grazie ad un cavillo trovato dal suo avvocato.

(Foto aeroporto.net)
_ MduL, 15 giugno 2019 _
Venezia. Questa storia, riportata nei giorni scorsi dal corriere del veneto, ha dell'incredibile e riguarda il mancato rilascio della carta d'identità ad una bimba di 6 anni, figlia di una coppia di donne  (figlia naturale di una delle due donne ed adottata regolarmente anche in Italia dall'altra madre).
La bimba, infatti, avendo bisogno del documento d'identità, è stata, suo malgrado, oggetto di una questione giurdica tanto importante, quanto assurda, che ha avuto origine dalle nuove norme volute dal Ministro degli Interni, Matteo Salvini, per ciò che concerne l'aspetto nominalistico dei moduli da compilare per la richiesta di documenti anagrafici. Per opera di Salvini, infatti, si è passati da un generico, quanto inclusivo, "Genitore 1" e "Gentitore 2" a "Madre" e "Padre" (per un ovvio ritorno al medioevo).
A fronte di tale modifica, ecco che, nel caso della piccola, figlia di due madri, gli incolpevoli funzionari del Comune di Favaro Veneto, si sono trovati nell'impossibilità di poter riconoscere alla bimba il diritto ad avere la sua carta d'identità. Come fare, infatti, senza dichiarare il falso, a far risultare la realtà dei fatti e, cioè, che la bambina è figlia di due donne? 
Se il funzionario avesse messo e/o accettato sotto la dicitura "Padre" il nome della seconda mamma, infatti, avrebbe potuto scattare per lui la denuncia di falso in atto pubblico, con tutto ciò che tale reato comporta.

Il Ministro Salvini (foto TPI)
Più in dettaglio, il  decreto ministeriale voluto da Matteo Salvini (e controfirmato dai colleghi della Pubblica amministrazione, Giulia Bongiorno, e dell’Economia, Giovanni Tria) da aprile di quest’anno, ha sostituito la voce «Genitore o chi ne fa le veci», presente dal 2015 nell’attestato rilasciato ai minorenni, con i termini: «Madre» e «Padre». 
Ed il problema nasce proprio da qui: la piccola, infatti, che ha sei anni, a settembre andrà in seconda elementare e le madri volevano avesse, come è giusto, il suo documento d'identità, che certificasse, come acccade per tutti noi, la sua posizione anagrafica nel nostro paese.
Ebbene, sebbene gli impiegati dell’Anagrafe si siano da subito dimostrati molto collaborativi, dopo qualche telefonata andata a vuoto, sono stati costretti a fermarsi poiché non sapevano come compilare i dati anagrafici. Inserire un nome palesemente femminile di fronte alla dicitura “padre”, infatti, come detto, rischierebbe di trasformare quel documento in un falso».
A questo punto, malgrado la presenza dei legali della coppia di donne, Valentina Pizzol e Umberto Saracco, che già le avevano seguite durante la vertenza per l'adozione della piccola, gli impiegati hanno preferito sospendere l’emissione della carta d’identità della bambina e chiesto chiarimenti al ministero dell’Interno che, però, a distanza di oltre due settimane, ancora non ha risposto». 
Risultato: la piccola veneziana è senza carta d’identità. E nella stessa condizione rischiano di ritrovarsi anche gli altri figli delle famiglie arcobaleno, pur riconosciuti dalla sentenze dei tribunali.

(Foto LifeGate)
Sennonché, e per fortuna, l'altro ieri si è riusciti a dare soluzione a tale questione, ma non in punta di diritto condiviso, ma, come sempre più spesso accade in questo povero paese, utilizzando un escamotage, pur sempre legittimo e di buon senso, ma, per sua natura, provvisorio.
Ecco, dunque, la brillante soluzione proposta dalla legale della coppia di donne, l'Avvocatessa Pizzol, così come data da Giornalettismo e riportata dal sito bufale.net: richiedere ed ottenere una carta d'identità in formato cartaceo e non digitale.
Questo escamotage, infatti, consente a tutte le parti coinvolte di operare nel rispetto della legalità ed alla coppia di far avere il documento alla propria figlia.
Se, infatti, nel modulo informatizzato per l'ottenimento della carta d'identità in formato digitale, occorre far riferimento alle modifiche di Salvini e, dunque, occorre tener conto delle diciture "Madre" e "Padre", nel modulo di richiesta per la vecchia carta d'identità, quella cartacea, tali mofiche non sono entrate in vigore, essendo il modulo su supporto cartaceo e compilato direttamente dai funzionari dell'anagrafe e, soprattutto, avendo questo vecchio modulo ancora le diciture "Genitore 1" e "Genitore 2".
Ora, vero è che il Comune può optare per questo formato in presenza, solo di “gravi motivi” ma, nel caso in esame, essi appaiono sussitere a pieno diritto, stante il fatto che vi è stata e vi è una oggettiva  difficoltà a rilasciare il documento, visto che il decreto ministeriale non disciplina l’ipotesi di un minore con genitori dello stesso sesso.
Insomma, si è fatta valere l'eccezione alla nuova regola e si è fatto in modo che tale caso rientrasse nella seguente fattispecie: per una serie di gravi motivi che non consentono il rilascio del documento digitale può essere rilasciato un documento cartaceo, equipollente alla carta di identità ed identico alle carte di identità “vecchio stile” ancora nelle tasche dei cittadini che le hanno ottenute anteriforma e che può essere rilasciato con le vecchie diciture di "Genitore 1" e "Genitore 2".

Che dire, complimenti all'Avvocatessa Pizzol ed immensi auguri alla piccola che, finalmente, ha potuto avere la sua carta d'identità ed ha visto il suo diritto ad esistere come tutti i suoi amici, ma resta il fatto che tale "nuova" normativa, fortemente voluta ed introdotta dal Ministro Salvini, come è evidente, non va bene, è deprecabile e discriminatoria, creando, di fatto, bambini di serie A, riconosciuti e bambini di serie B, figli delle famiglie arcobaleno.

(Foto Tp24.it)
Sul punto, dichiara infatti una delle due mamme della piccola: «Mi chiedo come lo Stato possa mettere in una simile condizioni di disparità dei bambini rispetto ai loro coetanei, perché è evidente che un simile documento potrebbe risultare sospetto, se non addirittura irregolare, e metterli in difficoltà. Il decreto Salvini discrimina mia figlia ma anche la mia compagna, che ovviamente non ha alcuna intenzione di apparire nella carta d’identità della nostra bambina sotto la voce “padre”. Spero solo che si esca al più presto da questo vicolo cieco».

E queste, infine, per far capire in che direzione invece va (dovrebbe andare) il mondo, le parole dell'Avvocatessa Pizzol, in merito alla normativa di settore italiana, «Il governo italiano non può ignorare che l’Europa va in direzione diametralmente opposta, basti pensare che l’Unione nei giorni scorsi ha approvato un regolamento che invita i governi a valutare se è il caso di includere il genere di una persona nei documenti di identità e, nel caso, di inserire oltre a “maschio” e “femmina”, anche la voce “X”, per chi non si riconosce in nessuna delle due categorie».


Non resta altro da dire, se non: Auguri Piccola.
MduL




Fonti:
Articolo "Carta di identità negata a figlia di coppia omosessuale: arriva il lieto fine" di Shadow Ranger per bufale.net del 14/06/2019
Articolo "Carta d’identità negata a figlia di coppia gay" di Andrea Priante per corriere del veneto. corriere.it dell'11/06/2019
Articolo "L'anagrafe non sa cosa scrivere su "padre" e "madre": negata carta d'identità alla figlia di coppia gay" su huffingtonpost.it dell'11/06/2019

Caltanissetta. Comizio della Lega Nord. Meravigliose Gaia & Matilde che con un semplice bacio hanno realizzato una potente protesta contro il ministro degli Interni, Matteo Salvini, ed a favore dei diritti Lgbtqi.

Caltanissetta, ecco il momento del bacio tra Gaia e Matilde mentre facevano il 'finto' selfie con Matteo Salvini (Foto Il Gazzettino)

_ MduL, 4 maggio 2019 _

Il presente post solo per riportare la bella notizia che ha tenuto banco la settimana scorsa e che coinvolge il mondo Lgbtqi e noi lesbiche in particolare. 
La notizia è la seguente: Gaia e Matilde, questi i nomi delle due mitiche ragazze, al termine di un comizio della Lega Nord, dove era intervenuto anche il segretario del partito, nonché Ministro degli Interni, Matteo Salvini, sono salite sul palco per chiedere un selfie, uno dei tanti, proprio con Salvini, il quale, come sempre, di buon grado ha accettato.
A questo punto, però, le due ragazze, anziché mettersi in posa con e per lui, mentre Salvini guardava l'obiettivo del cellulare si sono baciate, con il plauso dei presenti...
Fantastica la faccia di Salvini quando ha realizzato cosa era appena successo e, viste le sue posizioni sempre più omofobe, inevitabili i fiumi di parole e gli sfottò sui social...
Comunque, per farvi un'idea, ecco QUI il link al video che cattura il momento, riportato nell'articolo  <<Si fingono fan di Salvini per chiedergli un selfie, ma poi le due ragazze si baciano: il gesto spiazza il ministro, che reagisce così>> di F.Q. sul ilfattoquotidiano.it del 26/04/2019, fonte del post.
 
Che altro dire? Meravigliose ragazze!!!

Brave!!!
MduL

Si è appena concluso il XIII Congresso Mondiale delle Famiglie di Verona. Facciamo il punto della situazione

Il Manifesto del XIII Congresso Mondiale delle famiglie (foto di Generazione Famiglia)
_ MduL, 31 marzo 2019 _

Come a suo tempo anticipato anche da questo Blog, la notizia di questi giorni, coperta da tutte le testate giornalistiche e televisive ed anche da tutti i programmi di intrattenimento e di approfondimento politico è che, proprio questo fine settimana, tra il 29 ed il 31 marzo, si sta tenendo a Verona, presso Palazzo della Gran Guardia, il XIII Congresso Mondiale delle Famiglie (World Congress of Families).

LE ASSOCIAZIONI che hanno organizzato l'evento
 
(foto Sky TG24)
Le organizzazioni che hanno organizzato questo XIII Congresso mondiale delle famiglie, oltre al Comune di Verona (si, avete letto bene!), sono le seguenti:
Organizzazione Internazionale per la Famiglia (IOF)
Generazione Famiglia
ProVita Onlus
CitizenGo
National Organization for Marriage
Comitato Difendiamo i Nostri Figli.


'MISSION' del Congresso Mondiale delle Famiglie è il seguente

Sulla mission del Congresso sulle Famiglie (Foto AiBi)
Prima il sottotitolo del sito ufficiale del Congresso delle Famiglie che reca, testualmente: "Il Vento del Cambiamento: L’Europa e il Movimento Globale Pro-Family". 
Dopo, la specificazione del concetto, grazie a quanto testualmente riportato sul sito di una delle associazioni che, come abbiamo visto, ha contribuito all'organizzazione dell'evento, www.generazionefamiglia.it:
<<....Si tratta di una delle più grandi iniziative internazionali che afferma e difende la famiglia naturale come unità fondamentale della società. 
Sono previste migliaia di persone per la tre giorni nella città di Romeo e Giulietta, ma soprattutto nella città modello a favore della vita, come è stata recentemente indicata per la sua mozione a favore dei bambini nel grembo materno, e per la sua battaglia ai libri gender.

Tra i temi del Congresso ci sono la bellezza del matrimonio, i diritti dei bambini, la donna nella storia, la crescita e il calo demografico, la dignità e la salute delle donne, il divorzio: cause ed effetti. 
E poiché la maternità surrogata deve diventare un crimine universale il Presidente del Congresso Mondiale (WFC), Brian Brown, ha annunciato che anche questo tema verrà discusso in quella occasione con tutti i presenti.
Trattandosi di un incontro prestigioso, è prevista la partecipazione di leader mondiali, organizzazioni, esperti e famiglie per affermare, celebrare e sostenere la famiglia naturale come la sola unità stabile e fondamentale della società.
Tra i relatori che hanno già confermato la propria presenza ci sono Matteo Salvini, Vicepresidente del Consiglio; Igor Dodon, Presidente della Repubblica Moldava; Lorenzo Fontana, Ministro per la Famiglia e le Disabilità; Katalin Novak, Segretario di Stato e Ministro per la famiglia ungherese; Attila Beneda, Vice Ministro per la famiglia ungherese; Federico Sboarina, Sindaco di Verona; Massimo Gandolfini, Presidente del Family Day; Dr. Allan Carlson, autore e co-fondatore dell’Howard Center; S.E. Ignazio Giuseppe III, Patriarca della Chiesa cattolica sira; S.E. Konrad Glebocki, Ambasciatore Polacco in Italia.>>
E, in chiusura << Registratevi, fatelo per voi e per le vostre famiglie.>>


I RELATORI

I relatori ospiti del Congresso di Verona (foto corriere.it)
Ma, vediamoli più in dettaglio, questi relatori. Infatti, come già accennato nel nostro precedente post dedicato a questo Congresso (vedi infra), i relatori stranieri invitati a parlare sono l'emblematico esempio di ciò di cui stiamo parlando. Essi sono.

Dimitrij Smirnov
E' un importante esponente della Chiesa ortodossa russa. Parlando di aborto, ha affermato che «Aspettarsi qualsiasi tipo di vita felice dopo l’infanticidio è semplicemente ridicolo. Una persona non può trovare la felicità se è l’assassino dei suoi figli. Se vogliamo essere salvati questi cannibali devono essere spazzati via dalla faccia della terra».
Secondo Smirnov esiste un assioma: uomo e donna non sono uguali. In un’intervista, l’arciprete ha attaccato la «propaganda che ha spinto la donna fuori casa instillando in lei pensieri nocivi».
Nello stesso dialogo, il prelato russo ha affermato «Non dovremmo permettere alle lesbiche e omosessuali occidentali di adottare bambini russi».

Theresa Okafor
E' un'attivista nigeriana, che si oppone alle rivendicazioni della comunità omosessuale, ed è una fervente sostenitrice della legge che ha vietato i matrimoni gay (norma che, approvata nel 2014, prevede pene di reclusione che possono andare fino ai 14 anni per i membri di coppie omosessuali). La Okafor, poi, si è dichiarata a favore di qualsiasi norma «lotti contro le derive delle unioni omosessuali».
Infine, in un paese dove 3 milioni di persone vivono con l’HIV, ha condannato la contraccezione e i rapporti sessuali protetti, perché «L’aspetto di unione e procreazione del sesso non deve cambiare altrimenti porterà a promiscuità e omosessualità».

Brian Brown
è il presidente dell’Organizzazione Internazionale della Famiglia e rappresenta in America la lotta contro i diritti degli omosessuali.
Autore di numerosi post che chiedono donazioni agli utenti per «combattere i piani degli estremisti LGBT», Brown ha giocato un ruolo fondamentale nell’approvazione della "Proposta numero 8", il referendum sul divieto di celebrare matrimoni omosessuali in California. Ma anche in quella della norma che mette al bando i transessuali dall’esercito americano.
Queste le sue affermazioni in merito: “L’esercito è per la guerra, non per le erezioni”, una frase che si riferiva, appunto, alla sua opposizione all’ingresso dei transessuali nell’esercito.
Brown sta ora facendo lobbying all’estero per marginalizzare chi lotta per i diritti dei queer e per rendere illegale «la ridefinizione del matrimonio».
Recentemente, l’attivista americano ha paragonato la rivisitazione della famiglia tradizionale alla normalizzazione della pedofilia.
Ha anche affermato: «Quando si abbattono pilastri della società come il matrimonio e poi si definiscono "bigotte" posizioni bibliche sulla famiglia, ci saranno conseguenze» specificando, «una di queste potrebbe essere la normalizzazione della pedofilia».
Secondo Brown ogni bambino dovrebbe avere il diritto di «avere genitori normali: una madre e un padre».

Alexey Komov
Alexey Komov milita insieme a Brown nella CitizenGo, l'associazione internazionale pro-vita che aveva diffuso manifesti in cui si affermava che l’aborto fosse la prima cause di femminicidio.
E' il presidente onorario dell’associazione Lombardia-Russia ed ambasciatore dell’Organizzazione Internazionale della Famiglia.
Komov, uno dei promotori della legge russa contro la «campagna omosessuale», ha affermato che «lo stile di vita omosessuale non è salutare» ed ha giustificato la sua posizione spiegando che «Ci sono diverse statistiche che mostrano che il tasso di mortalità tra le persone omosessuali è 10 o 20 volte più elevato."
Ma non basta, per lui "i gay sono più colpiti da depressione, suicidi e abuso di sostanze, quindi il loro stile di vita non è dei più salutari».
Infine, sempre a suo dire, la teoria di genere e le politiche a tutela dei diritti degli omosessuali diffuse in occidente sono una nuova forma di «totalitarismo».
In Russia invece, l’introduzione dell’educazione sessuale nelle scuole «È un complotto di Soros».

Katalin Novak
vicepresidente della Duma russa, è un'arcigna oppositrice delle famiglie omosessuali.

Lucy Akello
E' una parlamentare ugandese che sostiene che l’omosessualità andrebbe sanzionata con la pena di morte.


LE REAZIONI

Foto della contromanifestazione tenutasi a Verona il 30/03/2019 (foto Ilpost.it)

Ora, come potete capire bene e come è evidente, una tale mission, così come esposta e supportata da cotali relatori, presuppone un chiaro ed univoco pensiero che va contro, in modo chiaro ed inequivocabile, le donne, le persone Lgbtqi e la società così come oggi è strutturata ed organizzata.
Chiara intenzione degli astanti è, infatti, il disconoscimento di alcuni diritti delle donne, tipo autodeterminazione, possibilità di abortire ecc...e di quei pochi diritti faticosamente conquistati dal mondo Lgbtqi, tra tutti, la negazione delle famiglie arcobaleno, l'auspicata abolizione delle Unioni Civili, la guerra al "gender" (espressione e guerra inventate di sana pianta) ecc...
Insomma, il Congresso delle Famiglie, auspica una società nella quale esista solo ed esclusivamente una famiglia cd "naturale" (tanto, come sostenuto dal Ministro Fontana, le famiglie arcobaleno non esistono!), basata solo ed esclusivamente sul vincolo matrimoniale e composta da padre lavoratore, madre casalinga e feconda e figli ariani e cattolici...
Divorziare? Impossibile. Abortire? Sarebbe un reato, non se ne parla nemmeno. Figli gay? Basta curarli, perché l'omosessualità è una malattia dalla quale si può guarire...
Ecco il pensiero che verrà condiviso e discusso in questo Tredicesimo congresso mondiale delle Famiglie. Pensiero che, è bene sottolinearlo subito, non appartiene neanche più alla Chiesa Cattolica che, suo malgrado, si è trovata a dover prendere le distanze da tale Consesso.

Con tali premesse, potete capire lo scandalo e le rimostranze che stanno arrivando da tutte le parti del mondo. Rimostranze che vertono su più questioni e che sono state - e sono tutt'oggi - indicate ed analizzate da tutte le maggiori testate giornalistiche italiane e non solo. Lo scorso 23 febbraio, ne abbiamo parlato anche noi, nel nostro post "Mala tempora currunt": si terrà a Verona il prossimo "XIII Congresso mondiale delle famiglie", ma solo di quelle 'naturali', perché, tanto, per gli organizzatori le famiglie arcobaleno "non esistono"; post che, stante i continui spunti problematici che sono stati via via individuati, abbiamo dovuto aggiornare già una volta, lo scorso 3 marzo e che ora richiederebbe un nuovo aggiornamento.
Aggiornamento che, come avete avuto già modo di intuire, non faremo più nel modo classico, il Congresso in questo momento è in corso, ma rinviandovi a tutti gli articoli - e, credeteci, sono davvero tanti - che in questo periodo hanno parlato di tale evento.
Ciò che preme in questa sede evidenziare, invece, è che, a nostro modesto parere, tanto-troppo se ne è parlato e così facendo si è perso di vista il punto nevralgico di tutta la questione: il punto, infatti, non è chi parla di cosa. Questo Congresso mondiale delle famiglie è arrivato alla sua 13esima edizione, ospitato da svariati paesi del mondo e continuerà le sue edizioni negli anni a venire ospitato da questi o altri paesi.
I relatori, bene o male, sono sempre gli stessi così come gli argomenti affrontati e le risposte e le politiche proposte. Nulla è cambiato da 13 anni a questa parte.
Il clamore che sta suscitando qui in Italia non dovrebbe essere dovuto, quindi, all'oggetto del Congresso: un gruppo 'sparuto' di persone la pensa in un determinato modo e si riunisce per parlarne e per poter diventare gruppo di pressione su eventuali future scelte politiche dei governi e delle società. Gruppo che, volenti o nolenti, in ossequio al principio di democrazia e di libera manifestazione del pensiero, deve essere non solo accettato, ma tutelato, anche da tutti coloro, noi tra le prime, che non solo non sono d'accordo, ma addirittura aborrono tali pensieri.
Insomma, era necessario e corretto un atteggiamento come quello avutosi nel periodo dello scontro ideologico tra le cd "sentinelle in piedi" e tutti i movimenti ad esse contrapposti (tra cui noi stesse).
In quel periodo vi furono manifestazioni degli uni e degli altri, contestuali o successive e basta. Ognuno è stato libero di manifestare così il suo pensiero ed il suo modo di sentire senza ulteriori conseguenze pratiche.


I PARTECIPANTI AL CONGRESSO

I partecipanti al Congresso sulle Famiglie (foto gaypost.it)

Ebbene, ciò che in questo contesto, con riferimento a questo Congresso delle Famiglie è venuto a mancare è proprio il distacco ed il rispetto delle ideologie contrapposte da parte dell'unico soggetto istituzionale che non doveva e poteva permetterselo: IL GOVERNO.

Cerchiamo di spiegarci meglio. Ben vengano tutti gli invitati al Congresso stesso, ben vengano i sostenitori e gli auditori di tali oscuranti e retrogadi pensieri di vita, ciò che non è concepibile nè scusabile è la partecipazione, prima preannunciata e poi effettivamente avvenuta e/o in corso, di esponenti di primo piano del nostro governo della repubblica italiana.
Partecipano al Congresso, infatti:
Il VicePremier e Ministro degli Interni, Matteo Salvini
Il Ministro della Famiglia e della Disabilità Lorenzo Fontana
Il Ministro dell’Istruzione Marco Bussetti
Il presidente del Parlamento europeo Antonio Tajani (ma sembra abbia, infine, rinunciato)
Il senatore Simone Pillon
La leader di Fratelli d’Italia Giorgia Meloni


Giorgia Meloni (foto youtube)
Ora, mentre è del tutto evidente che la leader di un partito politico, nel caso specifico Giorgia Meloni, sia libera di presenziare a tutte le manifestazioni e Congressi che ritenga più opportuni, ciò non possono fare i tre membri (e si sottolinea 3!!) del Governo della repubblica italiana.
E' altresì evidente che, il sig. Matteo Salvini, in quanto segretario del partito della Lega ed il sig. Fontanta, in quanto esponente di tale partito, avrebbero potuto tranquillamente presenziare e relazionare in tale contesto, così come tutti gli altri esponenti di governo sopra elencati. Ciò che non potevano e non possono fare e presenziare a nome e per conto del Governo Italiano!!.
I Ministri, infatti, nell'assolvimento della loro funzione, debbono rappresentare gli italiani tutti e non una loro piccola e sparuta parte. La loro partecipazione è inconcepibile ed imperdonabile! E non solo dal punto di vista dell'opportunità politica ma anche, e soprattutto, di quella istituzionale!.
Stessa cosa dicasi, anche solo dell'annunciata partecipazione di Antonio Tajani, che, in quanto Presidente del Parlamento Europeo, avrebbe creato un 'vulnus' istituzionale anche a livello europeo!! Non si fa, non si può fare!!.
La questione, dunque, è inscindibilmente connessa con il patrocinio istituzionale dato all'evento a più livelli: nazionale e locale.


I PATROCINI 

Ecco la dicitura, ancora ben visibile, del patrocinio della Presidenza del Consiglio (foto repubblica.it)
Lo stesso dicasi per i patrocini riservati a tale evento. Anche in questo caso, infatti, non abbiamo proprio nulla da obiettare sul fatto che tale Congresso sia stato organizzato dalle associazioni pro-famiglia 'tradizionale' e 'naturale' che, da sempre, lavorano in Italia per lottare contro il mondo Lgbtq, la donna, le unioni civili, l'aborto ecc....Il rispetto della manifestazione di pensiero, con i soli limiti delle ipotesi di reato, pensiamo debba essere garantito a tutti, indistintamente.
Nulla di nuovo, dunque, o di deprecabile anche in tale contesto. Queste associazioni, in coerenza con il loro 'credo', hanno organizzato un Congresso Mondiale delle Famiglie.

Ciò che non torna e non può essere né tollerato né accettato, di nuovo, è che, per la prima volta nella storia della nostra repubblica, un tale Congresso venga sponsorizzato e patrocinato anche e, soprattutto, dalle maggiori istituzioni repubblicane.

Questi i soggetti istituzionali che hanno dato il proprio patrocinio all'iniziativa:
Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia, 
Regione Veneto
Provincia di Verona
Comune di Verona (che, come abbiamo visto sopra, è pure tra i promotori ed organizzatori dell'evento). 

Ma non basta, perché, vi è anche, addirittura, il Patrocinio del Ministero per la famiglia e la disabilità (dicastero retto, è bene ricordarlo, dal Ministro Lorenzo Fontana) e tale è rimasto anche dopo la lunga querelle che era scoppiata allorquando si era saputo che perfino la Presidenza del Consiglio dei Ministri aveva dato il proprio patrocinio a tale iniziativa.
Infatti, dopo vari tira e molla e finti passi indietro, finalmente, solo pochi giorni fa, si è riusciti a far eliminare tale sponsorizzazione della Presidenza del Consiglio dei Ministri ma è rimasta quella del Ministero della Famiglia e della Disabilità.
Ministero che, come è di tutta evidenza, dovrebbe tutelare le famiglie, ampiamente intese. Le famiglie, cioè, degli italiani: etero o gay, con figli o senza figli, in costanza di matrimonio, di convivenza o di unione civile, con divorzi o senza divorzi ecc...Non certo, solo ed esclusivamente la famiglia intesa nel senso restrittivo ed assolutamente difforme dalla struttura sociale attualmente esistente.
Sul punto, poi, onde evitare di far saltare le coronarie, evitiamo di approfondire il fatto che, ad oggi, mentre il Congresso è in svolgimento, il patrocinio della Presidenza del Consiglio dei Ministri sia ancora in bella vista nei vari opuscoli delle manifestazione. Evitiamo anche, e soprattutto, di riportare quanto in merito ha dichiarato l'organizzatore dell'evento (una cosa tipo: non avevamo i soldi per ristampare il materiale del Congresso. Se ce li davate voi, li avremmo stampati di nuovo, corretti...).

Insomma, a noi è parso che sia stato perso di vista il punto nevralgico della questione: non è cosa viene detto e sostenuto al Congresso e da chi, ognuno è libero di pensarla come crede e vuole, ma il fatto che allo stesso partecipino dei Ministri della repubblica italiana e che tale manifestazione abbia il patrocinio delle nostre istituzioni.
Questo si che è vergognoso ed imperdonabile!! Ed è questo che andrebbe con tutte le forze combattuto, stigmatizzato e portato all'attenzione di tutta la società civile a che non debba mai più ripetersi...


ALTRI PUNTI EMERSI CON IL CONGRESSO - ACCENNI.

(Foto ilfattoquotidiano.it)
Altre questioni, poi, sono sorte ed andrebbero approfondite con l'avvenuta indizione e svolgimento di questo Congresso delle Famiglie, prima tra tutte, la grande mobilitazione 'contra' che vede coinvolte le maggiori associazioni femministe e Lgbtqi, l'università (il Rettore a suo tempo aveva chiuso le porte dell'Università agli organizzatori di tale Congresso e più di 200 accademici avevano fatto appello affinché la Presidenza del Consiglio dei Ministri toglesse il suo patrocinio all'evento) e della società civile più in generale. L'apice delle proteste, ieri, 30 marzo, con la grandiosa partecipazione alla manifestazione tenutasi a Verona contro tale Congresso.

Sen. Tiziana Drago (foto repubblica.it)
Altro punto che, se volete, potete approfondire, è quello della netta contrapposizione tra la Lega ed i 5 stelle sugli argomenti trattati nel Congresso delle Famiglie. Di Maio, che ha più volte definito i temi dell'incontro "una visione del mondo da Medioevo", e tutti gli altri esponenti del partito non hanno perso occasione per delegittimare e sminuire, per fortuna, l'importanza e la valenza, anche e soprattutto istituzionale, di tale evento.
Su quest'aspetto, da citare, comunque, la partecipazione al Congresso della 'profuga' grillina, la senatrice Tiziana Drago, che si è presentata a Verona violando il diniego alla partecipazione pronunciato nei giorni scorsi dal suo capo politico Di Maio. A giustificazione, questa la sua dichiarazione: "Il problema della natalità è oggettivo e va affrontato"...

Mon. Piero Parolin (foto repubblica)
Non possiamo omettere poi di trattare la posizione defilata della Chiesa Cattolica in merito a tale evento. Queste, le parole del Segretrio di Stato Vaticano, Piero Parolin:” Siamo d’accordo sulla sostanza, le differenze ci sono sulle modalità”.
Ed a seguire, ecco la nota del vescovo di Verona Mons Giusepper Zenti: “La Diocesi di Verona si astiene dal prendere parte al conflitto politico su di un tema che, ritiene, non meriti il linguaggio violento e ideologico di questi giorni”.

Altro punto molto dibattuto in questi giorni, il costo di tale evento e chi, in effetti, si è fatto caso delle ingenti spese sostenute per la sua organizzazione e realizzazione. Anche in questo caso, infatti, nulla da eccepire se i soldi venissero solo ed esclusivamente dalle associazioni e dai rappresentanti delle categorie coinvolte, il dubbio - atroce - che è sorto, però, riguarda il presunto sostegno anche economico riconosciuto a tale evento dalle istituzioni, primo tra tutti il Comune di Verona, convinto sponsor dell'evento.

Il 'Gadget' del Congresso delle Famiglie (foto repubblica.it)
Ulteriore punto molto controverso al quale accennare è stato poi il terrificante gadget dato ai partecipanti al Congresso stesso, un mini-feto di plastica assolutamente inquietante che ha suscitato reazioni - giustamente - veementi. Tra queste, solo per citarne alcune, quella delle donne del Pd di Towandadem, l'associazione di donne nata per cambiare il Pd e combattere le disuguaglianze nel Paese, che così si esprimono: "Come ben sapevamo il cosiddetto Congresso mondiale delle famiglie è in verità un meeting internazionale di gruppi d'odio. La distribuzione di un feto di plastica come gadget conferma, se ce ne fosse ancora bisogno, che i rappresentanti di governo della Lega, Regione Veneto e Friuli-Venezia Giulia sono i principali sponsor di un incontro di barbari". O come quella della deputata Leu, Laura Boldrini, la quale così si esprime: "È semplicemente mostruoso fare un'operazione di questo genere. Se l'obiettivo è quello di suscitare sdegno collettivo nei confronti delle donne che sono costrette a interrompere la loro gravidanza sappiano, questi signori, che a vergognarsi dovrebbero essere loro". O, come, infine, la reazione della segretaria di Possibile, Beatrice Brignone, che definisce il gadget "robaccia feticista". Questa la sua dichiarazione: "Ecco il valore che questi individui danno alla vita e alla maternità. Il feto diventa un gadget per perorare una battaglia ideologica, che vuole imporre la propria abominevole visione a tutte. Questa robaccia è contro il rispetto della vita e della maternità ed è di una violenza raccapricciante. E trova l'appoggio del governo. Più che feto, è feticismo".

Salvini con maglietta del Congresso (foto repubblica.it)
Dovremmo poi parlare dell'intervento tenuto da Salvini a tale manifestazione e del suo discorso pieno di equilibrismi tra le posizioni retrograde degli astanti e quelle che, suo malgrado, se non vuole perdere troppi voti, sono proprie della società civile tutta...e senza dimenticare che tra qualche mese si vota per le europee...



O, ancora, del nuovo ed ulteriore scontro interno al Governo, questa volta tra la Presidenza del Consiglio, dunque, tra il Premier Conte e Matteo Salvini, con l'appoggio a/del Ministro della Famiglia Fontana, in merito alla mancata attivazione delle procedure previste per lo snellimento e la velocizzazione delle adozioni internazionali. Conte dice la competenza essere del Ministro Fontana che ha esplicita delega. Fontana sostiene di aver rinunciato a tale delega; Conte dice che non è vero e Salvini che ha dato fuoco alle polveri, attribuendo la responsabilità dello stallo, appunto, al Presidente del Consiglio Conte...ecc...la questione è ancora in discussione...vedremo come va a finire...


LE LORO CONCLUSIONI

Ma ecco che, proprio in questi minuti, è finito il Congresso. Queste le risultanze e le conclusioni, nell'immediato, con le parole estratte dell'articolo di repubblica.it <<Verona, si chiude il congresso della famiglia. Gli organizzatori: "Alle europee vedremo chi è con noi e chi ci insulta. Di Maio studi">>, pubblicato pochi minuti fa:
Jacopo Coghe (foto La Fede Quotidiana)
Come previsto e come facilmente intuibile, il messaggio conclusivo di tale evento, per bocca di uno degli organizzatori, il vicepresidente del Congresso mondiale, Jacopo Coghe, contiene un riferimento esplicito alla prossima scadenza elettorale, quella delle europee.  "Le famiglie non hanno colore politico ma alle prossime elezioni europee prenderemo atto di chi è dalla nostra parte e di chi ci insulta". E, ancora, "In questo incontro volevamo parlare alle istituzioni. Abbiamo mandato inviti a tutti, il vicepremier Di Maio non ci ha risposto, altri lo hanno fatto. E il silenzio vuol dire tanto".
Che, detta in altri termini e più chiaramente: il nostro voto ed il voto degli integralisti cattolici, nelle imminenti elezioni europee, andrà a Salvini ed al partito della Lega; Di Maio piangerà sangue per averci dato contro...
Toni Brandi (foto Avvenire)
Su Di Maio e sulla sua affermazione che ha paragonato tale consesso al Medioevo, infatti, un'altro degli organizzatori dell'evento, Toni Brandi, ha dichiarato: "Di Maio studi la storia del Medioevo! È stato invitato a questo Congresso e fa molto male sentire che abbia scelto di insultarci, invece di venire qui ad esporre le sue idee". E, continua: "È molto triste vedere che dei politici non pensano a ciò che è giusto ma agli interessi del proprio partito". E, sul medioevo, questo il pensiero di Brandi: "Le prime sante sono state donne. Si è mai domandato perché? E' il cristianesimo che ha rivalutato la donna. La storia nel Medioevo l'hanno fatta le donne, filosofe, pensatrici, badesse. Per pietà, informatevi" (si, avete letto bene). 
Insomma, come riporta giustamente repubblica.it, "tra benedizioni e invettive, il messaggio all'elettorato è chiaro. E gli strascichi dello scontro andato in scena nelle ultime ore tra Salvini da una parte, Conte e i 5Stelle dall'altra - sulle adozioni e non solo - potrebbero essere difficili da gestire".Del resto, sul punto, Coghe, che, come abbiamo visto, ha dato una vera e propria indicazione di voto a favore della Lega, così ha concluso il suo intervento: "Siamo soddisfatti per la presenza e l'assonanza delle istituzioni che hanno partecipato ieri al congresso. Siamo rimasti molto soddisfatti delle loro risposte ma ovviamente non ci fermiamo, da qui parte una nuova politica per la famiglia non più in difesa ma in attacco. Bisogna pensare alle nuove generazioni".

Infine, haimé, dobbiamo dare conto del documento finale del congresso, dove non manca l'attacco al gender e alla maternità surrogata con queste parole: "Contrasto alla pratica dell'utero in affitto tramite una rogatoria internazionale e la protezione dei minori, a partire dai loro diritti ad avere una mamma e un papà, a non diventare oggetti di compravendita, di abusi sessuali e pedopornografia e a ricevere un'educazione che non metta in discussione la loro identità sessuale biologica e non li induca a una sessualizzazione precoce".


LE NOSTRE CONCLUSIONI

Una meravigliosa famiglia arcobaleno (foto espresso.it)
In merito alle nostre conclusioni, invece, non abbiamo proprio null'altro da dire, convinte del fatto che chi legge sappia capire bene da che parte stare e vivere.
Se così non fosse, vi esortiamo a leggere i molteplici articoli che le maggiori testate on line hanno riservato all'argomento e/o a vedere i programmi che hanno dedicato all'argomento molto spazio e che sono andati in onda su praticamente tutti i maggiori canali della tv generalista.
Per chiudere, vi ricordiamo, solo, che nel prossimo mese di maggio ci saranno le elezioni europee, a voi il voto....


Viva le famiglie (tutte!), viva le donne, viva i componenti del mondo Lgbtqi+ e viva i diritti di tutti!...
Amen.
MduL

Notizie Flash: ecco cosa è successo in questi mesi estivi nel mondo Lgbtqi - Le istituzioni

Il Ministro Lorenzo Fontana (foto da articolo di lettera43.it)

Si, è vero, abbiamo già parlato del Ministro della famiglia e della disabilità, Lorenzo Fontana, prima della vacanze estive, ma siamo costrette ora a riparlarne, in modo da prepararvi a possibili future azioni di governo.
E' del 26 luglio scorso, infatti, la notizia (apparsa su tutti i maggiori quotidiani) che il Ministro Fontana ha creato una delle prime crisi di governo, presentando il proprio programma di governo in un'audizione alla Commissione per gli Affari sociali, in base al quale, oltre ad un riordino delle normative sui disabili che porti ad un "Codice della disabilità", riteneva doversi dare un "fermo no al riconoscimento delle famiglie gay, opposizione alla maternità surrogata — anche se fatta all’estero —, sostegno alla genitorialità eterosessuale, introduzione degli accordi prematrimoniali".
In altre parole (e, per l'esattezza, con le parole della giornalista Elena Tebano, scritte per il suo articolo "Figli di coppie gay, il ministro Fontana dice no al riconoscimento" in corriere.it, la cui versione integrale ed originale potete trovare nel link in calce a questo post), il Ministro Fontana era tornato a ribadire di non voler riconoscere i figli delle coppie gay (in coerenza, del resto, con la sua precedente affermazione, in base alla quale «le famiglie gay non esistono»), soprattutto se nati grazie alla maternità surrogata. 
Dichiarò, infatti, il Ministro: «Rilevo come l'attuale assetto del diritto di famiglia non possa non tenere in conto di cosa sta accadendo in questi ultimi mesi in materia di riconoscimento della genitorialità, ai fini dell'iscrizione dei registri dello stato civile di bambini concepiti all'estero da parte di coppie dello stesso sesso facendo ricorso a pratiche vietate dal nostro ordinamento e che tali dovrebbero rimanere». 
Un’espressione un po’ criptica, che fa riferimento al riconoscimento dei figli di coppie di uomini italiani nati all’estero (prevalentemente in Canada e California) grazie alla gestazione per altri arrivato in Italia prima per via giudiziaria, con una sentenza della Corte di appello di Trento del 2017 (in autunno se ne occuperà la Corte di Cassazione) e poi per via politica per mano dei sindaci. 
A inaugurare i riconoscimenti amministrativi è stata quest’anno la sindaca di Torino Chiara Appendino dei 5 Stelle, che con Fontana sono al governo. 

Matteo Salvini (foto Libero Quotidiano)
A giugno Salvini dopo le esternazioni di Fontana sulle famiglie gay a giugno aveva detto che questi temi «non sono una priorità e non sono nel contratto di governo». Però, rispondendo a un’interrogazione parlamentare in merito, è tornato sulla questione con tutt’altri toni: «Il diritto dei bambini ad avere una mamma e un papà» è una delle questioni a cui «il governo darà voce e difesa in ogni sede» ha affermato. 
Salvini ha quindi spiegato di aver chiesto all’Avvocatura dello Stato di «dare le sue valutazioni legali» prima di «definire linee di indirizzo che ho intenzione di diramare alle prefetture e agli enti locali interessati». 
Secondo il ministro dell’Interno «alcuni ufficiali di stato civile hanno correttamente opposto il diniego alle trascrizioni ritenendole contro la legge altri sono andati a mio avviso oltre le norme vigenti». 
Salvini però ha anche ammesso di dover tenere «conto dell’orientamento del Consiglio di Stato, volto ad escludere che il prefetto possa annullare l’atto del ufficiale dello stato civile in assenza di un’espressa previsione di legge». Significa cioè che i prefetti, e quindi il ministero dell’Interno da cui dipendono, non hanno il potere di annullare i riconoscimenti.

Il sottosegretario Spadafora (Stylo24)
In serata ai ministri della Lega ha risposto il sottosegretario con delega alle Pari opportunità Vincenzo Spadafora «Su questi temi è necessario andare al di là delle battaglie identitarie, perché tutto questo incide realmente nella nostra società e coinvolge i più indifesi, i bambini. 
Non esistono infatti, bambini di serie A o di serie B, tutti devono essere tutelati —ha detto —. Per questo la Corte Costituzionale, con la sentenza 162 del 2014, ha superato il principio espresso dalla legge 40 del 2004, per il quale vi doveva essere coincidenza fra genitorialità biologica e genitorialità sociale». E ha spiegato che «Il preminente interesse del minore è l’unico principio che deve guidare tutte le scelte nella materia dello status familiare. Proprio per questo, secondo la giurisprudenza, è illegittimo il rifiuto dell’Ufficio di Stato Civile di iscrivere nei registri i bambini concepiti con tecniche di procreazione medicalmente assistita da coppie dello stesso sesso. Invito — ha concluso il Ministro Fontana a fermare la propaganda ed aprire un dialogo culturalmente serio, di riflessione e di discussione, per evitare che il nostro Paese torni 10 anni indietro».
Il Ministro Luigi di Maio (wikipedia)
Poi è intervenuto anche il vicepremier Luigi Di Maio: «Nel contratto di governo non ci sono queste materie — ha ricordato — perché non siamo d’accordo con la Lega. Il ministro Fontana ha espresso la sua opinione ma un ministro che dice che in Italia è illegale l’utero in affitto dice la verità». 
Di Maio ha poi aggiunto che «per quanto riguarda i bambini l’obiettivo è tutelarli, ma in questa legislatura non ci occuperemo di questa materia e non legifereremo». 

Infine le reazioni dei sindaci: «Torino è stata la prima città in Italia a riconoscere i figli di coppie dello stesso sesso, di questo siamo orgogliosi — ha rivendicato la prima cittadina torinese Chiara Appendino in un tweet —. Continueremo su questa strada, per garantire alle bambine e ai bambini il diritto di avere una famiglia in cui l’amore sia l’unica condizione necessaria». 
Mentre il Sindaco di Milano Beppe Sala ha invitato il ministro Fontana a «regolamentare queste situazioni» perché «quando i cittadini ti chiedono il riconoscimento di un diritto non puoi girarti dall’altra parte».
Il Miinistro Lorenzo Fontana (politichefamiglia.it)
Ecco, queste le posizioni e le dichiarazioni del ministro della famiglia in merito ai diritti delle persone Lgbtqi. Ma Fontana non si è fermato qui. Egli, infatti, sempre in sede di audizione alla Commissione, ha anche annunciato misure a sostegno della maternità, ma solo per le coppie “tradizionali”.
Ha dichiarato, infatti, «Occorre rafforzare le misure già esistenti in materia di indennità di maternità, congedo parentale, congedo retribuito obbligatorio per il padre lavoratore. Tutto ciò affinché la maternità non rappresenti più una ragione di discriminazione sui luoghi di lavoro».
E, ancora, «Interventi mirati potranno anche essere adottati per l'estensione dell'Istituto del part-time alla fine della maternità, anche con riferimento al potenziamento dell'assegno di maternità di base per le madri disoccupate casalinghe che non beneficiano dell'indennità di maternità».
Infine, si è pronunciato anche su gli accordi prematrimoniali, ritenendoli fattibili. Ha sostenuto, infatti, che «Mi sembra che sia arrivato il tempo per dotarsi di una serie di discipline sull’accordo prematrimoniale che siano volte a ridurre i contrasti di tipo essenzialmente economico tra i genitori nella fase di dissolvimento del vincolo».
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Don Vilmar Pavesi (FSSP Roma)
Direte voi, ebbene? Cosa c'è di male al sostegno alla maternità? No, assolutamente nulla, anzi, sennonché, a parte il non trascurabile dettaglio che tale aiuto e sostegno alla maternità verrebbe erogato solo ed esclusivamente per le donne/madri di "una famiglia tradizionale" (!)  [per intenderci, secondo Fontana, quella composta da un papà ed una mamma e non anche le famiglie arcobaleno], lascia un attimo sconcertati constatare come tali posizioni sembrino essere lo specchio fedele delle posizioni (medievali) che sulla donna e sul ruolo della donna - ma non solo, vedi infra - porta avanti il mentore e consigliere spirituale del ministro Lorenzo Fontana, don Vilmar Pavesi.
Apprendiamo, infatti, dall'anticipazione all'Articolo "«I gay sono istigati dal diavolo»: parla il prete consigliere del ministro Lorenzo Fontana" di Elena Testi per il settimanale l'Espresso, pubblicata su espresso.repubblica.it (link all'articolo in fondo al post) che "Ogni mattina, alle sette e un quarto, a pochi passi da palazzo Farnese, ponte Sisto e via Giulia, un uomo varca la porta dell'imponente chiesa della Santissima Trinità dei Pellegrini, si inginocchia e partecipa all'antico rito tridentino, la messa in latino che si celebrava prima della riforma liturgica fortemente voluta dalla Santa Sede dopo il Concilio Vaticano II. L'uomo che nella penombra si percuote il petto con il pugno in segno di contrizione per tutti i suoi peccati, è il ministro Lorenzo Fontana.
Terminata la solenne liturgia, si dirige dentro la sacrestia e incontra la sua guida spirituale, nonché consigliere fidato, don Vilmar Pavesi.
Di questo padre brasiliano, amico non solo di Fontana ma anche di Matteo Salvini, non si è saputo nulla, eppure la sua chiesa, la santissima Trinità dei Pellegrini, è frequentata da politici di spicco e da quei porporati che mettono in discussione il pontificato di Francesco (Papa Francesco!).
Più in dettaglio, l'internazionale sovranista ha qui, nel cuore di Roma, tra madonne, crocifissi ed evangelisti, uno dei suoi nascosti punti di riferimento. Una rete che comprende il cardinale Raymond Leo Burke, il segretario di Ratzinger, Georg Ganswein e l'ultracattolico Steve Bannon, intenzionato a dirigere l'Europa. Intrighi, accademie finanziate con soldi che arrivano da oltreoceano e un passato che rende chiaro il futuro.  

Ma chi è Don Vimar Pavesi? Apprendiamo, sempre dall'anticipazione dell'articolo di Elena Testi, che questo sacerdote, vestito con la tunica nera, per anni ha animato la vita politica veronese, benedicendo sedi di partito del Carroccio (cioè della Lega) e lanciando castighi divini ogni volta che gli veniva impedito di celebrare cerimone reazionarie (cerimonie che, come abbiamo visto sopra, vengono celebrate in contrapposizione al Papa stesso).
Ma don Pavesi non è solo questo. Ecco il pensiero del mentore e confessore del ministro della famiglia (non dimentichiamolo).

«In questa Chiesa vengono solo uomini perché ci vuole uno sforzo mentale per seguire la messa in latino». Avete capito, si? Sta dicendo che le donne sono troppo stupide per poter seguire una messa in latino.
Questo, invece, il suo pensiero sui gay: «I gay? Sono istigati dal diavolo, dietro ogni peccato di sensualità e lussuria c'è la mano del maligno».
Infine, come è di tutta evidenza viste le premesse, ecco il pensiero di don Pavesi sull'aborto, che per lui diventa un crimine, la civiltà necessita di una nuova alleanza tra trono e altare, bisogna tornate agli antichi regni italici e sui migranti che, sempre secondo il suo pensiero, «non mi sembra scappino dalle guerre».
Parole che, come scrive Elena Testi, lasciano perplessi, ancor di più se pronunciate da un prete che dovrebbe gridare dignità, perdono e carità, ma parla solo di gerarchia, dipendenza e legame.
Parole che, visti i rapporti tra questo prete e due dei nostri ministri della repubblica, fanno tremare i polsi.
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Il Ministro Matteo Salvini (cityjournal.it)
Per farvi capire di cosa stiamo parlando, passiamo ad un'altra notizia che ha coinvolto il nostro mondo Lgbtqi di questa estate e che riguarda proprio il Ministro degli Interni, Matteo Salvini.
Il Ministro, infatti, dopo un primo - breve - periodo durante il quale si è tenuto fuori da queste discussioni, asserendo che non facevano parte del patto e programma di governo, ha iniziato a cambiare posizione (a voler pensare male, si potrebbe supporre che il ministro sia stato spinto ad assumere tali nuove posizioni facendo riferimento ai dati riportati dal terribile e terrifico software 'la bestia' che consente al suo staff di avere sempre sotto controllo le reazioni della gente alle sue dichiarazioni sui social. Se, ad esempio, dai commenti dei suoi elettori dovesse risultare che essi vogliono tornare al medioevo, togliendo nuovamente i diritti alle persone Lgbtqi, ed alle donne, lui li fa tornare al medioevo...) sostenendo "il diritto dei bambini ad avere una mamma ed un papà", poi, seppur - per fortuna - conformandosi alle sentenze del Consiglio di Stato, appoggiando i funzionari che si rifiutano di trascrivere allo stato civile atti coinvolgenti figli di coppie omosessuali, infine, e qui è la notizia dell'estate, ha annunciato in un'intervista alla testa cattolina online 'Nuova bussola quotidiana': "Via "genitore 1" e "genitore", e ritorno all'antico con "madre" e "padre" sui moduli del Viminale per richiedere la carta di identità elettronica per i figli minori.

Queste le parole di Salvini: "...Per fare un esempio: la settimana scorsa mi è stato segnalato che sul sito del ministero dell'Interno, sui moduli per la carta d'identità elettronica c'erano 'genitore 1' e 'genitore 2'. Ho fatto subito modificare il sito ripristinando la definizione 'madre' e 'padre'. È una piccola cosa, un piccolo segnale, però è certo che farò tutto quello che è possibile al ministero dell'Interno e che comunque è previsto dalla Costituzione. Utero in affitto e orrori simili assolutamente no".
E, ancora, rispondendo alle dure critiche pervenute dal mondo della sinistra (che, è bene ricordarlo, ha almeno approvato la legge sulle unioni civili): "Per la sinistra, difendere il concetto di mamma e papà significa essere 'trogloditi'. Allora sono orgoglioso di essere un troglodita!".
E questo anche se, in realtà, andando a verificare sul sito del ministero, il modulo che si trova come esempio non porta più effettivamente "genitore 1" e "genitore 2" ma solo "genitori". Ma, "L'impegno politico del ministro - confermano dal Viminale - è ridare dignità alla figura di madre e padre. Al momento sui moduli è stata inserita la definizione Genitore". Probabilmente l'intento di Salvini di tornare alla vecchia dicitura "madre" e "padre" è in contrasto con le leggi in vigore e con le tante sentenze che riconoscono la genitorialità di madri e padri dello stesso sesso.
Del resto, è bene ribadirlo, anche per ciò che concerne i matrimoni gay (riconosciuti come unioni civili dalla legge Cirinnà) Salvini ha dichiarato e confermato tutta la sua avversità. Questo infatti il suo pensiero: "La trascrizione dei matrimoni gay? Ci stiamo lavorando, ho chiesto un parere all'avvocatura di stato, ho dato indicazione ai prefetti di ricorrere. La mia posizione è fermamente contraria". E sorvoliamo sul fatto che pretenderebbe di ovviare ad una legge dello stato con un atto amministrativo del suo ministero, come a suo tempo provò a fare Angelino Alfano...

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Presentazione dell'Intergruppo Famiglia e Vita (foto da Nozie proVita)
E se tutto questo ancora non bastasse, ecco altre notizie di questa estate che non possiamo omettere. La prima, che abbiamo appreso dall'articolo "I parlamentari del Family Day fanno squadra" della redazione di lettera43.it (link in calce al post)  riguarda la creazione di un intergruppo parlamentare chiamato "Famiglia e Vita" che riunisce tutti i parlamentari del centrodestra, più una senatrice del Movimento Cinque Stelle Tiziana Drago (una professoressa già nota alle cronache per il suo sostegno alle Sentinelle in piedi) vicini ai cattolici del Family Day.
Promotore dell'iniziativa è Massimo Gandolfini, il neurochirurgo di Brescia organizzatore delle manifestazioni contro l'approvazione delle unioni civili e, ancor prima, della legge contro l'omofobia (mai approvata).

L'intergruppo vuole battersi contro la gestazione per altri (che in Italia comunque è già vietata), le adozioni omogenitoriali (già vietate, a meno che con ciò non si intenda il riconoscimento del secondo genitore non biologico nelle coppie omosessuali), la legalizzazione delle droghe leggere (non esiste in Italia), il contrasto al siucidio assistito (anch'esso vietato) e «la valorizzazione del prinicipo di obiezione di coscienza e l'educazione del gender nelle scuole», ovvero lo stop alle iniziative di contrasto del bullismo. Si tratta, dicono i promotori, di «valori non negoziabili».

Secondo gli organizzatori, gli aderenti sarebbero 150 tra deputati e senatori. Tra gli aderenti figurano Maurizio Gasparri (Forza Italia), Gaetano Quagliariello (Idea) e l'onorevole Giovanni Donzelli (Fratelli d'Italia).

Gaetano Quagliarello (moliseweb.it)
Una prima riunione si è tenuta 18 settembre scorso, a Palazzo Madama ed una seconda è convocata per il 12 ottobre al Pirellone di Milano con anche gli amministratori locali. «Ci ritroveremo speriamo in tanti - ha detto il professor Gandolfini - sindaci, governatori, consiglieri e anche i parlamentari che vorranno partecipare per valutare cosa si può fare sul territorio, sia le regioni che i comuni per le loro competenze soprattutto su temi di educazione e anche sulle trascrizione e iscrizione delle adozioni avvenute all'estero». «Inoltre - ha aggiunto - il prossimo congresso Mondiale in favore della famiglia si terrà a fine marzo 2019 in Italia, precisamente a Verona».
Ma non è finita qui, ciò che più conta, per noi, è che uno degli obiettivi dichiarati dell'integruppo è smontare le riforme approvate durante la precedente legislatura. Dichiara infatti Quagliariello: «Quella scorsa è stata una legislatura orribile: è passata con il voto di fiducia una legge sulle unioni civili che come previsto ha aperto alla stepchild adoption per via giudiziaria ed è stata approvata una cattiva legge sul testamento biologico, eutanasica. L'intergruppo Famiglia e Vita, quindi, è stata un'azione di resistenza e di testimonianza. Serve un'azione che non si limiti solo alle aule parlamentari. Agendo con provvedimenti parlamentari e agendo nella società per frenare gli effetti perversi dei provvedimenti della scorsa legisaltura, forse è possibile recuperare un po' del terreno che si è perso, spostare un po' più indietro il confine». Ottimista anche Maurizio Gasparri: «In questa legislatura - afferma - c'e' un contesto trasversale più fecondo per trovare determinazione e coraggio, c'è un clima interessante».
Alessandro Pagano (wikipedia)

Sconvolte? Aspettate perché possiamo continuare, citandovi le posizioni del leghista Alessandro Pagano, il quale promette «stavolta non giocheremo più una partita di rimessa, ma una partita d'attacco» e parla di «deriva antropologica frutto di una cultura cosmopolita e perversa». «Siamo al governo - incalza - e abbiamo un contratto che rispetteremo in toto. Ma ricordo che le battaglie non sono soltanto parlamentari: sono anche culturali. Non sono battaglie di qualche retrogrado medievale ma battaglie di civiltà. C'è un popolo italiano che si è risvegliato dal torpore voluto dalla massoneria internazionale, possiamo essere promotori di un grande cambiamento umano, culturale e politico».
Ed infine, ecco il pensiero del forzista Malan che indica alcuni punti ritenuti critici: «I sindaci che riconoscono le coppie omogenitoriali. E qualche giudice che ha fatto delle sentenze diciamo così, creative».

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Il senatore Pillon (foto de l'Espresso)
E non è ancora finita perché tra gli aderenti a questo intergruppo parlamentare, vi è il leghista Simone Pillon, organizzatore dei Family Day e noto allle cronache per aver presentato una proposta di legge su figli e divorzi molto contestata perché ritenuta lesiva dei diritti delle donne (tra l'altro vuole cancellare l'assegno di mantenimento), che ci porta ad un'altra -triste- notizia estiva da segnalare.
Stiamo parlando del testo di legge proposto da Pillon per l'affido condiviso. Testo che non convince nessuno, nè esperti di diritto di famiglia, nè le associazioni per la tutela dei figli di genitori separati. Nel mirino sia l’automatismo per cui i bambini dovrebbero trascorrere metà del tempo con il padre e metà con la madre e avere quindi due case sia il colpo di spugna sull’assegno di mantenimento in favore del “mantenimento diretto”, nonostante in Italia più di metà delle donne non abbia un’occupazione. A questo, si aggiunga poi che chi mantiene la residenza nella casa familiare – ora assegnata quasi sempre alle madri “tenendo prioritariamente conto dell’interesse dei figli” – debba versare all’altro, se ne è proprietario, un canone di affitto.
Testo che poi, ciò che in questa sede ancor più conta, è basato su un'ideologia vecchia e molto pericolosa, che vorrebbe riportare la donna indietro di tanti decenni. Concorda su questo anche l’avvocatessa Annamaria Bernardini De Pace che reputa il testo  del disegno di legge “imbarazzante“ e “maschilista” , disponendo “un’assurda parità materiale e di contabilità”.
Ma su questo punto, rinviamo all'Articolo riportato tra gli approfondimenti dal titolo "Affido condiviso, il ddl Pillon e i pericoli di una legge infarcita di ideologia" di Mauro Grimoldi per ilfattoquotidiano.it.

Ecco fatto. Queste le notizie estive di rilievo istituzionale coinvolgenti il mondo Lgbtqi. Sorvoliamo sui fatti di cronaca, specchio fedele di questo nuovo (brutto) mondo che si sta venendo a creare per non tediarvi ulteriormente, ma sappiate che, anche in questo caso, di notizie da dare, haimé, ce ne sarebbero diverse.


MduL



Fonti:
> Articolo "Figli di coppie gay, il ministro Fontana dice no al riconoscimento" di Elena Tebano per corriere.it del 26/07/2018;
>Anticipazione all'Articolo "«I gay sono istigati dal diavolo»: parla il prete consigliere del ministro Lorenzo Fontana" di Elena Testi per il settimanale l'Espresso, pubblicata su espresso.repubblica.it;
> Articolo "Carta d'identità, colpo di spugna di Salvini: "No a genitore 1 e 2, si torna a madre e padre". Ma in realtà sul sito appare "genitori"" di Alessandra Ziniti per repubblica.it
> Articolo "I parlamentari del Family Day fanno squadra" della redazione di lettera43.it
> Articolo "Affido condiviso, il ddl dell’organizzatore dei Family day: ‘Basta assegno mantenimento. Chi resta in casa paghi affitto’" di Chiara Brusini per ilfattoquotidiano.it



Altri articoli ed Approfondimenti:
Articolo "Coppie gay, il ministro Fontana: “No al riconoscimento di bambini concepiti all’estero. Far rispettare divieto”" di F.Q. per il fattoquotidiano.it del 26/07/2018
Articolo "Fontana sui figli di coppie gay: "Maternità surrogata è vietata, stop riconoscimenti"" della redazione di repubblica.it del 26/07/2018
Articolo "Come funziona il riconoscimento dei figli delle coppie gay" della redazione di lettera43.it del 26/07/2018
Articolo "Salvini: “Via Genitore 1 e Genitore 2, sui moduli Viminale ‘madre’ e ‘padre’. Negozi marijuana legale? Fenomeno pericoloso”" di F.Q. per ilfattoquotidiano.it
Articolo "Salvini patria e famiglia: sulla carta d'identità tornano madre e padre al posto di genitore 1 e genitore 2" della redazione di huffingtonpost.it
Articolo "Nasce “Famiglia e Vita”: gli omofobi si riuniscono in un intergruppo parlamentare" della redazione di gaypost.it
Articolo "Affido condiviso, il ddl Pillon e i pericoli di una legge infarcita di ideologia" di Mauro Grimoldi per ilfattoquotidiano.it