Ultimo aggiornamento il 26 luglio 2026

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"Mala tempora currunt": si terrà a Verona il prossimo "XIII Congresso mondiale delle famiglie", ma solo di quelle 'naturali', perché, tanto, per gli organizzatori le famiglie arcobaleno "non esistono"

Il logo del XIII Congresso mondiale delle famiglie (foto di NotizieProVita)
 _ MduL, 23 febbraio 2019 _
(Aggiornato al 3 marzo 2019) 

Ecco un altro triste aggiornamento sui fatti e sulle notizie che fanno inorridire e che ci debbono far capire in che tempi bui stiamo entrando e vivendo.
La seconda notizia di questa settimana che ci teniamo a segnalare riguarda il "XIII Congresso mondiale delle famiglie" che si terrà a Verona nel mese di marzo 
Questa la notizia, così come è stata riportata dalla giornalista Sara Capolungo nel suo articolo per left.it, di cui al link in fondo a questo post:

Dal 29 al 31 marzo Verona ospiterà, per la prima volta in Italia, il XIII Congresso mondiale delle famiglie che, come si legge nel sito ufficiale, è «un importante evento pubblico internazionale che cerca di unire i leader, le organizzazioni e le famiglie per affermare, celebrare e difendere la famiglia naturale come l’unica unità fondamentale della società».

Le 'Ancelle' in protesta a Verona (ilpost.it)
A commento di questa iniziativa, prima di tutto, come giustamente fa notare la giornalista Capolungo, una considerazione: non c’è solo Pillon, e il disegno di legge sull’affido condiviso (e ora, come abbiamo visto, anche il disegno di legge sul turismo riproduttivo) che punta a smantellare i diritti delle donne, e dei bambini, conquistati negli ultimi quarant’anni. Le libertà individuali e il riconoscimento dei diritti civili sono sotto attacco da più fronti e l'organizzazione di questo Convegno ne è un significativo esempio.

Da notare, poi, il luogo in cui si terrà il Convegno: Verona. Questa meravigliosa città, infatti, negli ultimi anni, ormai dovremmo saperlo tutte noi, è diventata un fulgido esempio del 'nuovo' oscurantismo medievale di ritorno (come non ricordare, su tutto, la mozione presentata in consiglio comunale contro la legge 194?).

Foto di gruppo x il Congresso (foto left.it)
Ultimo episodio (ma solo in ordine di tempo, non vi è da sperare che si fermi), che contraddistingue l'agire in tale direzione della sua amministrazione, è proprio l'indizione di questa Tredicesima edizione del Congresso mondiale delle famiglie, ma solo quelle naturali, fondate da un 'papà' ed una 'mamma', perché per loro le famiglie arcobaleno non esistono (parole loro) e, semmai esistessero, andrebbero eliminate.

Tra gli ospiti italiani confermati, manco a dirlo, ci sono: il ministro dell’interno Matteo Salvini, il ministro per la Famiglia e la disabilità Lorenzo Fontana ed il governatore della Regione Veneto Luca Zaia. Ancora da confermare, invece, la presenza del presidente del Parlamento europeo Antonio Tajani.

Tra i relatori abbiamo:  il ministro dell’Istruzione Marco Bussetti, la presidente di Fratelli d’Italia Giorgia Meloni e don Aldo Buonaiuto, il sacerdote che ha accusato Virginia Raffaele di aver invocato Satana in uno dei suoi sketch all’ultimo festival di Sanremo. 

Ma non basta, perché sono previsti poi anche gli interventi programmati di alcune delle personalità estere che si sono contraddistinte per le loro posizioni di criminalizzazione dell’omosessualità e dell’aborto. 
Dmitri Smirnov (memri)
Stiamo parlando del russo Dmitri Smirnov, presidente della Commissione patriarcale per la famiglia e la maternità che ha lo scopo di consigliare la Duma, il Parlamento russo, e di aiutare il presidente Vladimir Putin a sviluppare politiche in linea con le indicazioni della chiesa ortodossa e su posizioni notoriamente antiabortiste e sostenitrici della famiglia tradizionale.
Vi è poi Theresa Okafor, attivista nigeriana tra le proponenti delle legge del 2014 che criminalizza le relazioni tra persone dello stesso sesso.
O, ancora Lucy Akello, ministro ombra per lo Sviluppo sociale in Uganda che ha chiesto di approvare la legge antigay del 2014, nota come “Kill the gays bill” che prevedeva originariamente la pena di morte, poi l’ergastolo, per “omosessualità aggravata”.

La sala del Cdm (governo)
Ma ancora non basta, perché, da aggiungere a tutto questo, vi è lo scandalo nello scandalo, è cioè che tale Congresso, così come organizzato ha il patrocinio della presidenza del Consiglio dei ministri, della Regione Veneto e della Provincia di Verona!. Questo significa che anche tutte noi, nostro malgrado, stiamo sponsorizzando tale Congresso!! Ciò, in quanto la Presidenza del Consiglio dei ministri rappresenta (dovrebbe rappresentare) tutto il popolo italiano. Sorvoliamo, poi, per non infierire, tutte quelle di voi/di noi che vivono nel Veneto e magari anche proprio nella città di Verona, che, con le loro tasse pagate stanno finanziando tale iniziativa!!.

Comunque, in risposta a questo attacco, l'ennesimo, frontale ai diritti civili di buona parte della popolazione, vi segnaliamo che:

nei giorni scorsi una delegazione di quattro associazioni (Famiglie arcobaleno, Certi diritti, Cgil Nuovi diritti e Circolo di cultura omosessuale Mario Mieli) ha chiesto al sottosegretario alle Pari opportunità, Vincenzo Spadafora, di revocare il patrocinio istituzionale al Congresso veronese, senza, però, riuscire a trovare le risposte sperate;

i parlamentari di Più Europa Emma Bonino e Riccardo Magi hanno presentato, insieme ai deputati Rossella Muroni e Ivan Scalfarotto, un’interrogazione parlamentare per chiedere spiegazioni sul patrocinio istituzionale garantito al Congresso delle famiglie;
le attiviste di 'Non una di meno' che si occupano di donne per le donne, promettono battaglia. Questo il loro commento, divulgato in una nota diffusa dalla rete femminista e riportato nell'articolo della Capolungo: «Come donne, lesbiche, soggettività Lgbtqi, antifasciste e antirazziste, renderemo Verona proprio nei giorni del Congresso una città aperta a tutte e tutti, organizzando una serie di eventi diffusi che convergeranno in una piazza resistente nel pomeriggio di sabato 30 marzo». 
Apriamo una piccola parentesi in merito a questa organizzazione, segnalandovi che sono molteplici le loro batteglie, combattute su più fronti. Se sie te interessate ad approfondire la conoscenza anche di tale organizzazione,vi riportiamo qui di seguito il link al loro sito wordpress.com:

Inutili altri nostri commenti. Vi invitiamo invece a leggere l'articolo di Sara Capolungo, qui utilizzato come fonte del post, per gli approfondimenti del caso.

MduL


Fonte:
Articolo <<Verona, capitale dell’oscurantismo. Per tre giorni>> di Sara Capolungo per left.it del 20/02/2019

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_ MduL, 3 marzo 2019 _
AGGIORNAMENTO:

On. Stefano Buffagni (foto Espresso)
Vi segnaliamo la presa di posizione di Stefano Buffagni, in nome del partito M5S che si scaglia contro tale iniziativa, dichiarando, con un suo post sul profilo facebook, quanto segue:
"C'è stato un tempo in cui le donne più emancipate e gli omosessuali venivano bruciati sui roghi. Pare qualcuno abbia nostalgia di quel periodo oscuro. Non io!", il quale, poi, in merito alle posizioni di alcune delle associazioni protagoniste dell'evento commenta: "Le famiglie sono il fondamento della nostra società, le donne sono una risorsa inestimabile della nostra società e chi non le vuole lavoratrici vuole tornare al Medioevo. #NotInMyName". Da qui, lo scontro nel governo e le criticità sollevate, per fortuna, con tale intervento.
Segnaliamo anche che la notizia da noi ripresa di un eventuale patrocinio del Consiglio dei Ministri a tale iniziativa, è stato smentito dallo stesso governo, con queste parole, così come riportate anche dal sottosegretario Spatafora: "Si tratta di una iniziativa autonoma del ministro per la Famiglia, Lorenzo Fontana, attraverso procedure interne agli uffici e che non hanno coinvolto direttamente la Presidenza del Consiglio".
Prendiamo atto, ma resta incontrovertibile il fatto che a detto Congresso parteciperanno ben tre ministri, uno dei quali anche vice primo ministro...se anche non vi è un patrocinio formale, l'endorsement del Governo appare evidente e, secondo noi, è una vergogna lo stesso...


Articoli per approfondimenti:
1. <<Famiglia, Buffagni (M5s) apre scontro nel governo: "No al World family congress". Palazzo Chigi: "Mai ricevuta richiesta di patrocinio">> di repubblica.it del 2/03/2019
2. <<Stefano Buffagni e Vincenzo Spadafora contro il patrocinio del Governo al "World Congress of families" di Verona>> di huffingtonpost.it del 2/03/2019
3. <<Congresso mondiale famiglie a Verona, Chigi: “Patrocinio? Iniziativa di Fontana”. Buffagni (M5s): ‘Nostalgia del Medioevo”>> di F.Q. per ilfattoquotidiano.it del 2/03/2019

"Mala tempora currunt": ancora un disegno di legge presentato al Senato dal sen. Pillon. Stiamo parlando del DDL "Disposizioni contro il turismo riproduttivo" che, oltre a voler normare la pratica del cd "utero in affitto", vorrebbe sancire "il divieto di iscrizione o trascrizione di atti di nascita dai quali risultino due padri o due madri"

Il senatore Pillon (Foto da Vivivcentro.it)
_ MduL, 23 febbraio 2019 _

Ed eccoci ancora qui, con il triste aggiornamento sui fatti e sulle notizie che fanno inorridire e che ci debbono far capire in che tempi bui stiamo entrando e vivendo.
La prima notizia che ci teniamo a segnalare riguarda la presentazione in Senato, da parte del firmatario senatore Pillon, del disegno di legge recante "Disposizioni contro il turismo riproduttivo".

Ancora una volta, dunque, dopo il disegno di legge sull'Affido condiviso, il Sen. Pillon fa una proposta di legge che, se approvata, porterebbe alla delimitazione e/o eliminazione di diritti civili già acquisiti...Ma, andiamo con ordine.
Mappa sul cd "Utero in affitto" (di dagoscopia.com)
Primo punto della legge, a quanto riportato da Antonio Atte nel suo articolo per adnkronos.com (utilizzato come fonte ed il cui link diretto potete trovare in calce al presente post), è porre fine alla cd pratica "dell'utero in affitto", ponendo un "...argine al triste fenomeno del cosiddetto 'turismo riproduttivo'", punendo con la reclusione da tre a sei anni e con la multa da 800mila a un milione di euro "chiunque, in qualsiasi forma, realizza, organizza o pubblicizza la commercializzazione di gameti o di embrioni o la surrogazione di maternità". 
Ora, in merito a questo punto del disegno di legge, stante il profondo e radicato dualismo che vi è tra i sostenitori ed i detrattori di tale forma di concepimento, che porta financo le maggiori organizzazioni e rappresentanze lesbiche ad un evidente contrasto interno, ci teniamo ad astenerci dal commentare: ognuna di voi avrà la sua posizione e la sua convinzione e non sta certo a noi intrometterci su questioni così delicate e personali. Per quante di voi volessero aprofondire questo punto, vi rinviamo al testo dell'articolo di Atte citato, di cui al link più sotto.

La parte del disegno di legge Pillon "Disposizioni contro il turismo riproduttivo", che vi vogliamo segnalare, invece, convinte che, visto il titolo della proposta di legge ed il silenzio dei giornali, magari potrebbe passare inosservata, è un'altra e ci riguarda ancor più da vicino. Ci stiamo riferendo al fatto che tale disegno di legge vorrebbe ribadire "in via definitiva il già sussistente divieto di iscrizione o trascrizione di atti di nascita dai quali risultino due padri o due madri".
Si, avete letto bene. Ora, premesso che, secondo noi, in modo assolutamente 'subdolo', viene riportato in una disposizione di legge, un concetto sbagliato e cioè che sussista in Italia un divieto di iscrizione o trascrizione di atti di nascita dai quali risultino due padri o due madri, queste le parole del sen. Pillon: occorre "dare una definitiva indicazione che renda impossibile iscrivere o trascrivere atti di nascita di minori con due padri o con due madri, in violazione delle più elementari esigenze naturali oltre che del primario e superiore interesse del minore a non essere separato dai propri genitori naturali, come previsto dalla Convenzione Onu sui diritti dell'infanzia".
Ora, a prescindere dalla citazione della Convenzione Onu sui diritti dell'infanzia, nominata a sproposito, preme far presente e ribadire la pericolosità di tale proposta di legge che, se approvata, porterebbe il nostro paese indietro di decenni e lasciarebbe, questo si, i bambini delle famiglie arcobaleno totalmente privi di qualsivoglia tutela e riconoscimento giuridico!!....

Inoltre, come detto in precedenza, non sussiste un divieto esplicito all'iscrizione o trascrizione dei figli di famiglie arcobaleno all'anagrafe, ma vi è un vuoto normativo. Non di divieto si tratta, dunque, ma del vuoto normativo creatosi nel nostro ordinamento negli anni passati e non colmato, per colpa proprio dei sostenitori della cd famiglia tradizionale, dalla legge cd Cirinnà sulle Unioni civili del 2016. Vuoto normativo che, suo malgrado, la magistratura ha dovuto colmare ogni volta che è stata coinvolta in tali annose questioni.
Magistratura che, salvo rarissime eccezioni è bene ribadirlo, ha avuto modo di esprimersi in senso conforme alla iscrizione e trascrizione di tali atti in quanto ritenuti assolutamente non contrari all'ordine pubblico (unico appiglio cui potrebbero aggrapparsi coloro, come appunto il senatore Pillon, che vogliono sancire un divieto di tale esercizio di diritti civili).
Ma vi è di più, gli stessi Sindaci, forti delle sentenze pronunciate dalla magistratura, in molti dei comuni italiani, apripista la sindaca di Torino, Chiara Appendino, hanno riconosciuto tale diritto all'iscrizione all'anagrafe di stato civile ai figli delle famiglie arcobaleno.
E proprio questo intende bloccare il disegno di legge in questione. Con l'entrata in vigore della norma, così come prevista da Pillon, non potranno infatti più esserci sentenze favorevoli alla iscrizione o trascrizione dei figli nati da coppie omosessuali perché la magistratura non potrebbe più occuparsene, né, tantomeno, i sindaci potrebbero più occuparsene direttamente, stante il fatto che, a quel punto, agirebbero contro una legge della repubblica. Legge che, come detto ed ora come qui ribadito, ad oggi non c'è ma che vorrebbe introdurre Pillon con questo suo nuovo disegno di legge.
E' chiara, ora, la pericolosità di tale proposta?

MduL




Fonte:
Articolo <<"Nuovo ddl Pillon: "Stop a turismo riproduttivo, rischio carcere">> di Antonio Atte per adnkronos.com del 17/02/2019

"Gender Equality", la lezione della Svezia nella risposta dell'ambasciatore svedese, Robert Rydberg, al senatore della repubblica italiana Simone Pillon

Gender Equality (foto LetteraDonna)
_MduL, 16 febbraio 2019_

Ed eccoci qui, ancora una volta, a scrivere del Sen. Simone Pillon. La vicenda, questa volta, è assolutamente di nostro gradimento, infatti, riguarda la risposta ('piccata') che l'ambasciatore della Svezia si è sentito in dovere di dover dare al nostro senatore della repubblica, in merito alla questione dell'utero in affitto e, più in generale, alla questione di genere e di gestione dei diritti delle donne, per il perseguimento della cd "Gender Equality" (parità di genere).

Sen. Pillon (CorrieredellaSera)
Questi i fatti, così come sono stati narrati da Gianni Rosini nel suo articolo "Svezia vs Pillon, l’ambasciatore scrive al Fatto.it e replica alle accuse. A Stoccolma il femminismo è strategia di governo", scritto per ilfattoquotidiano.it lo scorso 14/02/2019 (link in calce al post).
Il Sen. Simone Pillon, in un convegno tenutosi i primi di questo mese, nel contesto del quale era stato chiamato ad esporre gli obiettivi e le caratteristiche del suo 'controverso' disegno di legge sull'affido condiviso, ha dichiarato che, in Svezia, “la gente si suicida come le mosche” a causa di scelte politiche che avrebbero portato alla disgregazione della famiglia tradizionale e alla conseguente perdita d’identità

L'ambasciatore Robert Rydberg (ildenaro.it)
A questo punto, l’ambasciatore svedese in Italia, Robert Rydberg, a nome del paese dallo stesso rappresentato, si è sentito giustamente in dovere di rispondere alle affermazioni fatte dal senatore Pillon, così come sopra riportate e lo ha fatto per mezzo di una lettera aperta inviata al ilfattoquotidiano.it.
Ecco a voi ciò che ha scritto l'ambasciatore.
“Il politico (Pillon, ndr) fa riferimento ai cosiddetti ‘uteri in affitto’. In Svezia, la gravidanza surrogata nella sanità pubblica o su base commerciale è proibita dalla legge – si legge – In Svezia è stata legalizzata la fecondazione assistita per donne single nel 2016. I dati suggeriscono che in quell’anno circa lo 0,2% delle gravidanze hanno avuto un esito positivo attraverso questa possibilità”.
In merito, poi, al presunto alto numero di sucidi in Svezia, scrive: “Secondo un mito che va avanti da tanto tempo, il tasso dei suicidi in Svezia è particolarmente elevato. Questa informazione, a cui fa riferimento il Senatore, non è corretta. In realtà siamo vicini alla media europea”. 
E conclude quindi scrivendo: “Inoltre, la Svezia viene considerata, nei vari ranking internazionali, tra i paesi migliori al mondo dove crescere i bambini. Diamo molta importanza al fatto che i genitori possano prendersi cura e passare molto tempo con i propri figli quando sono piccoli. Per questo motivo abbiamo uno dei congedi parentali più lunghi nel mondo, che viene praticamente sempre utilizzato. È anche previsto che i genitori abbiano la possibilità di rimanere a casa quando i bambini si ammalano, ricevendo l’80% del salario. L’amore per i nostri figli è un valore che abbiamo in comune con gli italiani”.
Queste le parole nel merito dell'ambasciatore, ma la parte più interessante arriva ora, con le riflessioni e le argomentazioni riportate dal giornalista Gianni Rosini, autore dell'articolo che stiamo riportando in questo nostro post. Scrive, infatti, Rosini: "Quello tra il Senatore Pillon e Stoccolma è lo scontro tra due concezioni opposte di famiglia: tra chi punta a rendere illegale l’aborto e un ordinamento che, invece, non contempla l’esistenza di medici obiettori di coscienza, tra chi si oppone alla fecondazione assistita e chi, invece, ha deciso di renderla legale, tra chi si fa promotore dei valori della cosiddetta “famiglia tradizionale” e un Paese dove i matrimoni omosessuali sono legali da dieci anni". 

Il Ministro Margot Wallström
E qui si arriva ad un altro punto di profondo interesse per noi, in quanto donne. Ribadisce Rosini, infatti, che il governo svedese è stato il primo al mondo, nel 2014, a lanciare un piano di “politica estera femminista” che, dopo quattro anni, ha portato l’esecutivo (che si è autodefinito "un governo femminista") e il ministro degli Esteri, Margot Wallström, a sostenere che “società con parità di genere godono di migliore salute, una più forte crescita economica e maggiore sicurezza. Inoltre, contribuiscono alla pace”. Ciò, in quanto, come sempre dichiarato dal ministro Wallström promuovere una politica estera femminista “vuol dire stare contro la globale e sistematica subordinazione delle donne”
Politica estera femminista che ha, come sua precipua prerogativa, un metodo di lavoro basato sulle tre R: “rights, representation e resources”, ovvero diritti, rappresentazione e risorse. 
* Rights/“diritti”: si intende il promuovere e affrontare le principali emergenze in materia di parità di genere, come la discriminazione e la violenza sulle donne. 
* Rappresentation/“rappresentazione”: si punta a garantire la presenza delle donne nei ruoli decisionali, sia pubblici che privati. 
* Resources/“risorse”: si intende la possibilità di distribuire equamente fondi e, appunto, risorse tra uomini e donne.
Insomma, "L’intento dichiarato è quello di improntare le politiche nazionali, anche in politica estera, al fine di “aumentare la visibilità di donne e ragazze come attori” internazionali, con l’obiettivo di azzerare disuguaglianza e discriminazione di genere. 
Politica estera femminile e suoi obiettivi che dovranno, poi, in ogni caso, fare i conti con il cd principio di “intersezionalità” che prende in considerazione il fatto che le persone nel mondo si trovano in condizioni di vita differenti, con bisogni e livelli di influenza diversi: “Ci sono ancora molte donne che non sono in grado di decidere chi sposare, con chi fare sesso o quando avere figli – ha dichiarato il ministro per la Cooperazione allo sviluppo internazionale, Isabella Lövin – Questo è assurdo”.
Certo, come è di tutta evidenza, tale impostazione femminista della politica estera ha portato e porterà diversi antagonisti, sia interni (alcune organizzazioni interne svedesi) che esterni alla Svezia (come l'Arabia Saudita ed Israele), ma tutte noi, in quanto donne e, per di più lesbiche, non possiamo che essere contente di tale forte impegno del paese lappone, sperando che riesca a fare da apri-pista ad altri paesi.
In Italia, realisticamente, speriamo possa almeno riuscire a fare da argine a questa deriva omofoba e maschilista di ritorno che ci sta investendo e che vede proprio nel senatore Pillon uno dei suoi massimi esponenti, almeno secondo noi.

MduL



Fonte:

Notizie Flash: ecco cosa è successo in questi mesi estivi nel mondo Lgbtqi - Le istituzioni

Il Ministro Lorenzo Fontana (foto da articolo di lettera43.it)

Si, è vero, abbiamo già parlato del Ministro della famiglia e della disabilità, Lorenzo Fontana, prima della vacanze estive, ma siamo costrette ora a riparlarne, in modo da prepararvi a possibili future azioni di governo.
E' del 26 luglio scorso, infatti, la notizia (apparsa su tutti i maggiori quotidiani) che il Ministro Fontana ha creato una delle prime crisi di governo, presentando il proprio programma di governo in un'audizione alla Commissione per gli Affari sociali, in base al quale, oltre ad un riordino delle normative sui disabili che porti ad un "Codice della disabilità", riteneva doversi dare un "fermo no al riconoscimento delle famiglie gay, opposizione alla maternità surrogata — anche se fatta all’estero —, sostegno alla genitorialità eterosessuale, introduzione degli accordi prematrimoniali".
In altre parole (e, per l'esattezza, con le parole della giornalista Elena Tebano, scritte per il suo articolo "Figli di coppie gay, il ministro Fontana dice no al riconoscimento" in corriere.it, la cui versione integrale ed originale potete trovare nel link in calce a questo post), il Ministro Fontana era tornato a ribadire di non voler riconoscere i figli delle coppie gay (in coerenza, del resto, con la sua precedente affermazione, in base alla quale «le famiglie gay non esistono»), soprattutto se nati grazie alla maternità surrogata. 
Dichiarò, infatti, il Ministro: «Rilevo come l'attuale assetto del diritto di famiglia non possa non tenere in conto di cosa sta accadendo in questi ultimi mesi in materia di riconoscimento della genitorialità, ai fini dell'iscrizione dei registri dello stato civile di bambini concepiti all'estero da parte di coppie dello stesso sesso facendo ricorso a pratiche vietate dal nostro ordinamento e che tali dovrebbero rimanere». 
Un’espressione un po’ criptica, che fa riferimento al riconoscimento dei figli di coppie di uomini italiani nati all’estero (prevalentemente in Canada e California) grazie alla gestazione per altri arrivato in Italia prima per via giudiziaria, con una sentenza della Corte di appello di Trento del 2017 (in autunno se ne occuperà la Corte di Cassazione) e poi per via politica per mano dei sindaci. 
A inaugurare i riconoscimenti amministrativi è stata quest’anno la sindaca di Torino Chiara Appendino dei 5 Stelle, che con Fontana sono al governo. 

Matteo Salvini (foto Libero Quotidiano)
A giugno Salvini dopo le esternazioni di Fontana sulle famiglie gay a giugno aveva detto che questi temi «non sono una priorità e non sono nel contratto di governo». Però, rispondendo a un’interrogazione parlamentare in merito, è tornato sulla questione con tutt’altri toni: «Il diritto dei bambini ad avere una mamma e un papà» è una delle questioni a cui «il governo darà voce e difesa in ogni sede» ha affermato. 
Salvini ha quindi spiegato di aver chiesto all’Avvocatura dello Stato di «dare le sue valutazioni legali» prima di «definire linee di indirizzo che ho intenzione di diramare alle prefetture e agli enti locali interessati». 
Secondo il ministro dell’Interno «alcuni ufficiali di stato civile hanno correttamente opposto il diniego alle trascrizioni ritenendole contro la legge altri sono andati a mio avviso oltre le norme vigenti»
Salvini però ha anche ammesso di dover tenere «conto dell’orientamento del Consiglio di Stato, volto ad escludere che il prefetto possa annullare l’atto del ufficiale dello stato civile in assenza di un’espressa previsione di legge». Significa cioè che i prefetti, e quindi il ministero dell’Interno da cui dipendono, non hanno il potere di annullare i riconoscimenti.

Il sottosegretario Spadafora (Stylo24)
In serata ai ministri della Lega ha risposto il sottosegretario con delega alle Pari opportunità Vincenzo Spadafora «Su questi temi è necessario andare al di là delle battaglie identitarie, perché tutto questo incide realmente nella nostra società e coinvolge i più indifesi, i bambini. 
Non esistono infatti, bambini di serie A o di serie B, tutti devono essere tutelati —ha detto —. Per questo la Corte Costituzionale, con la sentenza 162 del 2014, ha superato il principio espresso dalla legge 40 del 2004, per il quale vi doveva essere coincidenza fra genitorialità biologica e genitorialità sociale». E ha spiegato che «Il preminente interesse del minore è l’unico principio che deve guidare tutte le scelte nella materia dello status familiare. Proprio per questo, secondo la giurisprudenza, è illegittimo il rifiuto dell’Ufficio di Stato Civile di iscrivere nei registri i bambini concepiti con tecniche di procreazione medicalmente assistita da coppie dello stesso sesso. Invito — ha concluso il Ministro Fontana a fermare la propaganda ed aprire un dialogo culturalmente serio, di riflessione e di discussione, per evitare che il nostro Paese torni 10 anni indietro».
Il Ministro Luigi di Maio (wikipedia)
Poi è intervenuto anche il vicepremier Luigi Di Maio: «Nel contratto di governo non ci sono queste materie — ha ricordato — perché non siamo d’accordo con la Lega. Il ministro Fontana ha espresso la sua opinione ma un ministro che dice che in Italia è illegale l’utero in affitto dice la verità». 
Di Maio ha poi aggiunto che «per quanto riguarda i bambini l’obiettivo è tutelarli, ma in questa legislatura non ci occuperemo di questa materia e non legifereremo»

Infine le reazioni dei sindaci: «Torino è stata la prima città in Italia a riconoscere i figli di coppie dello stesso sesso, di questo siamo orgogliosi — ha rivendicato la prima cittadina torinese Chiara Appendino in un tweet —. Continueremo su questa strada, per garantire alle bambine e ai bambini il diritto di avere una famiglia in cui l’amore sia l’unica condizione necessaria». 
Mentre il Sindaco di Milano Beppe Sala ha invitato il ministro Fontana a «regolamentare queste situazioni» perché «quando i cittadini ti chiedono il riconoscimento di un diritto non puoi girarti dall’altra parte».
Il Miinistro Lorenzo Fontana (politichefamiglia.it)
Ecco, queste le posizioni e le dichiarazioni del ministro della famiglia in merito ai diritti delle persone Lgbtqi. Ma Fontana non si è fermato qui. Egli, infatti, sempre in sede di audizione alla Commissione, ha anche annunciato misure a sostegno della maternità, ma solo per le coppie “tradizionali”.
Ha dichiarato, infatti, «Occorre rafforzare le misure già esistenti in materia di indennità di maternità, congedo parentale, congedo retribuito obbligatorio per il padre lavoratore. Tutto ciò affinché la maternità non rappresenti più una ragione di discriminazione sui luoghi di lavoro».
E, ancora, «Interventi mirati potranno anche essere adottati per l'estensione dell'Istituto del part-time alla fine della maternità, anche con riferimento al potenziamento dell'assegno di maternità di base per le madri disoccupate casalinghe che non beneficiano dell'indennità di maternità».
Infine, si è pronunciato anche su gli accordi prematrimoniali, ritenendoli fattibili. Ha sostenuto, infatti, che «Mi sembra che sia arrivato il tempo per dotarsi di una serie di discipline sull’accordo prematrimoniale che siano volte a ridurre i contrasti di tipo essenzialmente economico tra i genitori nella fase di dissolvimento del vincolo».
*****

Don Vilmar Pavesi (FSSP Roma)
Direte voi, ebbene? Cosa c'è di male al sostegno alla maternità? No, assolutamente nulla, anzi, sennonché, a parte il non trascurabile dettaglio che tale aiuto e sostegno alla maternità verrebbe erogato solo ed esclusivamente per le donne/madri di "una famiglia tradizionale" (!)  [per intenderci, secondo Fontana, quella composta da un papà ed una mamma e non anche le famiglie arcobaleno], lascia un attimo sconcertati constatare come tali posizioni sembrino essere lo specchio fedele delle posizioni (medievali) che sulla donna e sul ruolo della donna - ma non solo, vedi infra - porta avanti il mentore e consigliere spirituale del ministro Lorenzo Fontana, don Vilmar Pavesi.
Apprendiamo, infatti, dall'anticipazione all'Articolo "«I gay sono istigati dal diavolo»: parla il prete consigliere del ministro Lorenzo Fontana" di Elena Testi per il settimanale l'Espresso, pubblicata su espresso.repubblica.it (link all'articolo in fondo al post) che "Ogni mattina, alle sette e un quarto, a pochi passi da palazzo Farnese, ponte Sisto e via Giulia, un uomo varca la porta dell'imponente chiesa della Santissima Trinità dei Pellegrini, si inginocchia e partecipa all'antico rito tridentino, la messa in latino che si celebrava prima della riforma liturgica fortemente voluta dalla Santa Sede dopo il Concilio Vaticano II. L'uomo che nella penombra si percuote il petto con il pugno in segno di contrizione per tutti i suoi peccati, è il ministro Lorenzo Fontana.
Terminata la solenne liturgia, si dirige dentro la sacrestia e incontra la sua guida spirituale, nonché consigliere fidato, don Vilmar Pavesi.
Di questo padre brasiliano, amico non solo di Fontana ma anche di Matteo Salvini, non si è saputo nulla, eppure la sua chiesa, la santissima Trinità dei Pellegrini, è frequentata da politici di spicco e da quei porporati che mettono in discussione il pontificato di Francesco (Papa Francesco!).
Più in dettaglio, l'internazionale sovranista ha qui, nel cuore di Roma, tra madonne, crocifissi ed evangelisti, uno dei suoi nascosti punti di riferimento. Una rete che comprende il cardinale Raymond Leo Burke, il segretario di Ratzinger, Georg Ganswein e l'ultracattolico Steve Bannon, intenzionato a dirigere l'Europa. Intrighi, accademie finanziate con soldi che arrivano da oltreoceano e un passato che rende chiaro il futuro.  

Ma chi è Don Vimar Pavesi? Apprendiamo, sempre dall'anticipazione dell'articolo di Elena Testi, che questo sacerdote, vestito con la tunica nera, per anni ha animato la vita politica veronese, benedicendo sedi di partito del Carroccio (cioè della Lega) e lanciando castighi divini ogni volta che gli veniva impedito di celebrare cerimone reazionarie (cerimonie che, come abbiamo visto sopra, vengono celebrate in contrapposizione al Papa stesso).
Ma don Pavesi non è solo questo. Ecco il pensiero del mentore e confessore del ministro della famiglia (non dimentichiamolo).

«In questa Chiesa vengono solo uomini perché ci vuole uno sforzo mentale per seguire la messa in latino». Avete capito, si? Sta dicendo che le donne sono troppo stupide per poter seguire una messa in latino.
Questo, invece, il suo pensiero sui gay: «I gay? Sono istigati dal diavolo, dietro ogni peccato di sensualità e lussuria c'è la mano del maligno».
Infine, come è di tutta evidenza viste le premesse, ecco il pensiero di don Pavesi sull'aborto, che per lui diventa un crimine, la civiltà necessita di una nuova alleanza tra trono e altare, bisogna tornate agli antichi regni italici e sui migranti che, sempre secondo il suo pensiero, «non mi sembra scappino dalle guerre».
Parole che, come scrive Elena Testi, lasciano perplessi, ancor di più se pronunciate da un prete che dovrebbe gridare dignità, perdono e carità, ma parla solo di gerarchia, dipendenza e legame.
Parole che, visti i rapporti tra questo prete e due dei nostri ministri della repubblica, fanno tremare i polsi.
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Il Ministro Matteo Salvini (cityjournal.it)
Per farvi capire di cosa stiamo parlando, passiamo ad un'altra notizia che ha coinvolto il nostro mondo Lgbtqi di questa estate e che riguarda proprio il Ministro degli Interni, Matteo Salvini.
Il Ministro, infatti, dopo un primo - breve - periodo durante il quale si è tenuto fuori da queste discussioni, asserendo che non facevano parte del patto e programma di governo, ha iniziato a cambiare posizione (a voler pensare male, si potrebbe supporre che il ministro sia stato spinto ad assumere tali nuove posizioni facendo riferimento ai dati riportati dal terribile e terrifico software 'la bestia' che consente al suo staff di avere sempre sotto controllo le reazioni della gente alle sue dichiarazioni sui social. Se, ad esempio, dai commenti dei suoi elettori dovesse risultare che essi vogliono tornare al medioevo, togliendo nuovamente i diritti alle persone Lgbtqi, ed alle donne, lui li fa tornare al medioevo...) sostenendo "il diritto dei bambini ad avere una mamma ed un papà", poi, seppur - per fortuna - conformandosi alle sentenze del Consiglio di Stato, appoggiando i funzionari che si rifiutano di trascrivere allo stato civile atti coinvolgenti figli di coppie omosessuali, infine, e qui è la notizia dell'estate, ha annunciato in un'intervista alla testa cattolina online 'Nuova bussola quotidiana': "Via "genitore 1" e "genitore", e ritorno all'antico con "madre" e "padre" sui moduli del Viminale per richiedere la carta di identità elettronica per i figli minori.

Queste le parole di Salvini: "...Per fare un esempio: la settimana scorsa mi è stato segnalato che sul sito del ministero dell'Interno, sui moduli per la carta d'identità elettronica c'erano 'genitore 1' e 'genitore 2'. Ho fatto subito modificare il sito ripristinando la definizione 'madre' e 'padre'. È una piccola cosa, un piccolo segnale, però è certo che farò tutto quello che è possibile al ministero dell'Interno e che comunque è previsto dalla Costituzione. Utero in affitto e orrori simili assolutamente no".
E, ancora, rispondendo alle dure critiche pervenute dal mondo della sinistra (che, è bene ricordarlo, ha almeno approvato la legge sulle unioni civili): "Per la sinistra, difendere il concetto di mamma e papà significa essere 'trogloditi'. Allora sono orgoglioso di essere un troglodita!".
E questo anche se, in realtà, andando a verificare sul sito del ministero, il modulo che si trova come esempio non porta più effettivamente "genitore 1" e "genitore 2" ma solo "genitori". Ma, "L'impegno politico del ministro - confermano dal Viminale - è ridare dignità alla figura di madre e padre. Al momento sui moduli è stata inserita la definizione Genitore". Probabilmente l'intento di Salvini di tornare alla vecchia dicitura "madre" e "padre" è in contrasto con le leggi in vigore e con le tante sentenze che riconoscono la genitorialità di madri e padri dello stesso sesso.
Del resto, è bene ribadirlo, anche per ciò che concerne i matrimoni gay (riconosciuti come unioni civili dalla legge Cirinnà) Salvini ha dichiarato e confermato tutta la sua avversità. Questo infatti il suo pensiero: "La trascrizione dei matrimoni gay? Ci stiamo lavorando, ho chiesto un parere all'avvocatura di stato, ho dato indicazione ai prefetti di ricorrere. La mia posizione è fermamente contraria". E sorvoliamo sul fatto che pretenderebbe di ovviare ad una legge dello stato con un atto amministrativo del suo ministero, come a suo tempo provò a fare Angelino Alfano...

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Presentazione dell'Intergruppo Famiglia e Vita (foto da Nozie proVita)
E se tutto questo ancora non bastasse, ecco altre notizie di questa estate che non possiamo omettere. La prima, che abbiamo appreso dall'articolo "I parlamentari del Family Day fanno squadra" della redazione di lettera43.it (link in calce al post)  riguarda la creazione di un intergruppo parlamentare chiamato "Famiglia e Vita" che riunisce tutti i parlamentari del centrodestra, più una senatrice del Movimento Cinque Stelle Tiziana Drago (una professoressa già nota alle cronache per il suo sostegno alle Sentinelle in piedi) vicini ai cattolici del Family Day.
Promotore dell'iniziativa è Massimo Gandolfini, il neurochirurgo di Brescia organizzatore delle manifestazioni contro l'approvazione delle unioni civili e, ancor prima, della legge contro l'omofobia (mai approvata).

L'intergruppo vuole battersi contro la gestazione per altri (che in Italia comunque è già vietata), le adozioni omogenitoriali (già vietate, a meno che con ciò non si intenda il riconoscimento del secondo genitore non biologico nelle coppie omosessuali), la legalizzazione delle droghe leggere (non esiste in Italia), il contrasto al siucidio assistito (anch'esso vietato) e «la valorizzazione del prinicipo di obiezione di coscienza e l'educazione del gender nelle scuole», ovvero lo stop alle iniziative di contrasto del bullismo. Si tratta, dicono i promotori, di «valori non negoziabili».

Secondo gli organizzatori, gli aderenti sarebbero 150 tra deputati e senatori. Tra gli aderenti figurano Maurizio Gasparri (Forza Italia), Gaetano Quagliariello (Idea) e l'onorevole Giovanni Donzelli (Fratelli d'Italia).

Gaetano Quagliarello (moliseweb.it)
Una prima riunione si è tenuta 18 settembre scorso, a Palazzo Madama ed una seconda è convocata per il 12 ottobre al Pirellone di Milano con anche gli amministratori locali. «Ci ritroveremo speriamo in tanti - ha detto il professor Gandolfini - sindaci, governatori, consiglieri e anche i parlamentari che vorranno partecipare per valutare cosa si può fare sul territorio, sia le regioni che i comuni per le loro competenze soprattutto su temi di educazione e anche sulle trascrizione e iscrizione delle adozioni avvenute all'estero». «Inoltre - ha aggiunto - il prossimo congresso Mondiale in favore della famiglia si terrà a fine marzo 2019 in Italia, precisamente a Verona».
Ma non è finita qui, ciò che più conta, per noi, è che uno degli obiettivi dichiarati dell'integruppo è smontare le riforme approvate durante la precedente legislatura. Dichiara infatti Quagliariello: «Quella scorsa è stata una legislatura orribile: è passata con il voto di fiducia una legge sulle unioni civili che come previsto ha aperto alla stepchild adoption per via giudiziaria ed è stata approvata una cattiva legge sul testamento biologico, eutanasica. L'intergruppo Famiglia e Vita, quindi, è stata un'azione di resistenza e di testimonianza. Serve un'azione che non si limiti solo alle aule parlamentari. Agendo con provvedimenti parlamentari e agendo nella società per frenare gli effetti perversi dei provvedimenti della scorsa legisaltura, forse è possibile recuperare un po' del terreno che si è perso, spostare un po' più indietro il confine». Ottimista anche Maurizio Gasparri: «In questa legislatura - afferma - c'e' un contesto trasversale più fecondo per trovare determinazione e coraggio, c'è un clima interessante».
Alessandro Pagano (wikipedia)

Sconvolte? Aspettate perché possiamo continuare, citandovi le posizioni del leghista Alessandro Pagano, il quale promette «stavolta non giocheremo più una partita di rimessa, ma una partita d'attacco» e parla di «deriva antropologica frutto di una cultura cosmopolita e perversa». «Siamo al governo - incalza - e abbiamo un contratto che rispetteremo in toto. Ma ricordo che le battaglie non sono soltanto parlamentari: sono anche culturali. Non sono battaglie di qualche retrogrado medievale ma battaglie di civiltà. C'è un popolo italiano che si è risvegliato dal torpore voluto dalla massoneria internazionale, possiamo essere promotori di un grande cambiamento umano, culturale e politico».
Ed infine, ecco il pensiero del forzista Malan che indica alcuni punti ritenuti critici: «I sindaci che riconoscono le coppie omogenitoriali. E qualche giudice che ha fatto delle sentenze diciamo così, creative».

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Il senatore Pillon (foto de l'Espresso)
E non è ancora finita perché tra gli aderenti a questo intergruppo parlamentare, vi è il leghista Simone Pillon, organizzatore dei Family Day e noto allle cronache per aver presentato una proposta di legge su figli e divorzi molto contestata perché ritenuta lesiva dei diritti delle donne (tra l'altro vuole cancellare l'assegno di mantenimento), che ci porta ad un'altra -triste- notizia estiva da segnalare.
Stiamo parlando del testo di legge proposto da Pillon per l'affido condiviso. Testo che non convince nessuno, nè esperti di diritto di famiglia, nè le associazioni per la tutela dei figli di genitori separati. Nel mirino sia l’automatismo per cui i bambini dovrebbero trascorrere metà del tempo con il padre e metà con la madre e avere quindi due case sia il colpo di spugna sull’assegno di mantenimento in favore del “mantenimento diretto”, nonostante in Italia più di metà delle donne non abbia un’occupazione. A questo, si aggiunga poi che chi mantiene la residenza nella casa familiare – ora assegnata quasi sempre alle madri “tenendo prioritariamente conto dell’interesse dei figli” – debba versare all’altro, se ne è proprietario, un canone di affitto.
Testo che poi, ciò che in questa sede ancor più conta, è basato su un'ideologia vecchia e molto pericolosa, che vorrebbe riportare la donna indietro di tanti decenni. Concorda su questo anche l’avvocatessa Annamaria Bernardini De Pace che reputa il testo  del disegno di legge “imbarazzante“ e “maschilista” , disponendo “un’assurda parità materiale e di contabilità”.
Ma su questo punto, rinviamo all'Articolo riportato tra gli approfondimenti dal titolo "Affido condiviso, il ddl Pillon e i pericoli di una legge infarcita di ideologia" di Mauro Grimoldi per ilfattoquotidiano.it.

Ecco fatto. Queste le notizie estive di rilievo istituzionale coinvolgenti il mondo Lgbtqi. Sorvoliamo sui fatti di cronaca, specchio fedele di questo nuovo (brutto) mondo che si sta venendo a creare per non tediarvi ulteriormente, ma sappiate che, anche in questo caso, di notizie da dare, haimé, ce ne sarebbero diverse.


MduL



Fonti:
> Articolo "Figli di coppie gay, il ministro Fontana dice no al riconoscimento" di Elena Tebano per corriere.it del 26/07/2018;
>Anticipazione all'Articolo "«I gay sono istigati dal diavolo»: parla il prete consigliere del ministro Lorenzo Fontana" di Elena Testi per il settimanale l'Espresso, pubblicata su espresso.repubblica.it;
> Articolo "Carta d'identità, colpo di spugna di Salvini: "No a genitore 1 e 2, si torna a madre e padre". Ma in realtà sul sito appare "genitori"" di Alessandra Ziniti per repubblica.it
> Articolo "I parlamentari del Family Day fanno squadra" della redazione di lettera43.it
> Articolo "Affido condiviso, il ddl dell’organizzatore dei Family day: ‘Basta assegno mantenimento. Chi resta in casa paghi affitto’" di Chiara Brusini per ilfattoquotidiano.it



Altri articoli ed Approfondimenti:
Articolo "Coppie gay, il ministro Fontana: “No al riconoscimento di bambini concepiti all’estero. Far rispettare divieto”" di F.Q. per il fattoquotidiano.it del 26/07/2018
Articolo "Fontana sui figli di coppie gay: "Maternità surrogata è vietata, stop riconoscimenti"" della redazione di repubblica.it del 26/07/2018
Articolo "Come funziona il riconoscimento dei figli delle coppie gay" della redazione di lettera43.it del 26/07/2018
Articolo "Salvini: “Via Genitore 1 e Genitore 2, sui moduli Viminale ‘madre’ e ‘padre’. Negozi marijuana legale? Fenomeno pericoloso”" di F.Q. per ilfattoquotidiano.it
Articolo "Salvini patria e famiglia: sulla carta d'identità tornano madre e padre al posto di genitore 1 e genitore 2" della redazione di huffingtonpost.it
Articolo "Nasce “Famiglia e Vita”: gli omofobi si riuniscono in un intergruppo parlamentare" della redazione di gaypost.it
Articolo "Affido condiviso, il ddl Pillon e i pericoli di una legge infarcita di ideologia" di Mauro Grimoldi per ilfattoquotidiano.it