Ultimo aggiornamento il 26 luglio 2026

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Segnalazione: Articolo "10 eventi che hanno segnato il 2016" di cinemagay.it - Rinvio

(foto dal sito: la capanna del silenzio)
Sempre l'unico e solo sito cinemagay.it ha pubblicato la classifica dei 10 eventi più importanti per il mondo Lgbt che ci trova perfettamente d'accordo. 
Se ne volete sapere di più, non resta, dunque, che riportarvi il link al loro Articolo, che è il seguente:

Buona lettura.
MduL

Per quante di voi fossero interessate, vi è tempo fino al 20/12/2016 per presentare il proprio cortometraggio Lgtb al “Pequeño Certamen de Cine de Ambiente” (PECCA)


Ci è arrivato con posta elettronica questo invito dalla DeFrente Lgtb e volentieri lo segnaliamo alla vostra attenzione:

<<The Asociación DeFrente (Seville - Spain) organises one more year the “Pequeño Certamen de Cine de Ambiente” (PECCA) with whom they want to make known the day life of homosexuals, transsexuals and bisexuals. They want to show plural lives stories in an opened environment which served to give visibility to their daily routine.
The deadline for short-films presentation has been opened for a tenth consecutive year and we invite you all to participate and take part in the event as actors or directors. The short-films projects will be accepted till the 20 of December of 2016 and during January will take place the jury’s deliberations.
The prize will give away two adwards. First Adward for Best Short Film (1.000€ plus a trophy) and Second Award for Best Short Film (500€ plus a trophy)
If you are interested or you know someone who could be interested, you can find the contest basis in the tab “Participa” in the web: www.lapecca.com; and also in the download site of our web: www.defrente.org
For further information you can send an email to  defrente@defrente.org
Help us to broadcast this event! The more people they know, the better it will be!
>> 

In pratica, per quante di voi fossero interessate, si tratta di inviare, entro il 20 dicembre prossimo, un cortometraggio a tema Lgbt che vi veda protagoniste in qualche modo, cioè come attrici, sceneggiatrici, registe ecc...Per le prime arrivate, in palio premi in denaro da mille o cinquecento euro.

Qui i riferimenti utili:
sito ufficiale lapecca.com
Sito di riferimento dell'associazione: www.defrente.org
Email: defrente@defrente.org

Ciò detto, anche se a noi sembra un evento interessante ed un ottima opportunità per quelle di noi che hanno o vogliano avere un riscontro nel campo del cinema, Vi esortiamo, comunque, ad approfondire i contenuti, le procedure e quant'altro si ritenga utile, per poter stare tranquille, stante il fatto che non conosciamo personalmente né l'iniziativa né il referente che ci ha contattato. 

Ecco fatto.
MduL

Onore al merito alla sindaca di Torino, Chiara Appendino, che ha scelto come primo gesto pubblico l'agire attivamente contro l'omofobia ed in favore della comunità Lgbt della sua città

La Sindaca Chiara Appendino mentre ricopre i manifesti imbrattati (foto da italy.s5.webdigital.hu)

Onore al merito alla  neosindaca di Torino, Chiara Appendino, che, con Marco Giusta, assessore alle Pari Opportunità ed Alessandro Battaglia, coordinatore del Torino Pride, ha ricoperto con nuovi manifesti lo scempio compiuto da dei neonazisti - imbrattamento con svastiche e croci celtiche -  sui precedenti manifesti del Torino Pride che si terrà nella città della Mole il prossimo 9 luglio. Di impatto anche la spiegazione del suo agire. La Sindaca ha scritto infatti su facebook:  “All’ignoranza rispondiamo coi fatti". "Non ci sembrava sufficiente una condanna. Ci sembrava giusto venire qui nell’immediato a coprire quanto accaduto“. 
Continua poi l'assessore alle Pari Opportunità, Giusta, “Reputiamo che l’omofobia, la lesbofobia, la bifobia, la transfobia, il sessismo e la misoginia siano residui di un’età che non vogliamo più vedere a Torino. È importante che quando accadono fatti del genere i cittadini di Torino ma anche le istituzioni si alzino in piedi e compiano azioni di riposta. Non dobbiamo aver paura, ma dobbiamo alzarci e dare un segnale di ciò che faremo”. 
Infine, come commentato da Battaglia, coordinatore del Torino Pride, “I simboli che qualche furbo ha disegnato sui manifesti del pride hanno un significato d’odio. Il pride ha l’unico significato dell’amore e il 9 luglio noi celebriamo quell’amore. E adesso copriamo questo scempio che è stato commesso”.
Ora, se il coordinatore del Torino Pride, Battaglia stante il suo ruolo, era tenuto comunque ad agire in risposta a tali provocazioni così come l'assessore alle Pari Opportunità, Giusta, visto il suo incarico istituzionale (dando atto in ogni caso che avrebbe potuto limitarsi a due parole scritte e non andare di persona...complimenti, è stato un bel gesto), la Sindaca (perché si dice sindaca, al femminile, con buona pace dei maschilisti che hanno il monopolio anche della lingua italiana!) ha operato, in una delle sue prime uscite ed iniziative pubbliche, nel modo migliore possibile. 
Infatti, non solo ha posto attenzione all'evento in sè (e già questo non è da tutti. Quanti i manifesti e le scritte offensive nei nostri confronti nelle varie città...), non solo non si è limitata ha condannare l'accaduto con due righe sui social, come fanno solitamente, se lo fanno, i rappresentanti delle istituzioni via via coinvolti in questi ed altri episodi incresciosi, ma è andata di persona in loco e si è "sporcata le mani" per porre rimedio a questo affronto nazista, lanciando così un chiaro ed inequivocabile segnale: la sua amministrazione non tollererà l'odio, il rifiuto ed il disprezzo ma agirà per l'inclusione e l'amore, di qualsiasi colore e natura esso sia. E di questi tempi, permetteteci di dire, è un gesto quasi rivoluzionario.
Brava, dunque, alla Sindaca di Torino, Chiara Appendino.
MduL

La strage al "Pulse" di Orlando

(nextquotidiano.it)
Ancora una volta siamo costrette a dare conto di queste orribili notizie: giusto ieri, in America, sono state massacrate ben 50 persone con l'unica colpa di essere nel posto sbagiato nel momento sbagliato. Come se andare una sera in un locale Lgbt fosse una colpa. Come se ballare e divertirsi in un fine settimana come un altro possa essere una colpa...
Si, è vero: tutti questi ragazzi e ragazze erano della nostra comunità. Erano, infatti, quasi tutti gay, lesbiche, transgender, queer o come altro si sentissero di essere e li hanno uccisi solo per questo. Da noi uccidono una donna al giorno per il solo fatto di essere nata femmina, in America, questa volta, cinquanta persone solo perché Lgbt. Avremmo scritto il Post con lo stesso dolore e forte indignazione se a morire per un motivo così stupido ed odioso fossero state tante persone presenti in un locale notturno qualsiasi, non punto di ritrovo della comunità Lgbt, ma che dolore non poter vivere per come si è perché un pazzo psicopatico decide che non meriti di vivere...
Ma riportiamo i dati di questa terribile notizia.
Omar Mateen (Ansa)
Nella città di Orlando, in Florida, un certo Omar Mateen, guardia giurata, americano nato nel 1986 da genitori afgani, la scorsa sera ha deciso di armarsi fino ai denti (in quanto guardia, l'uomo aveva due licenze per portare armi: una di categoria D - destinata ai privati che svolgono funzione di security officer - e l'altra di categoria G che gli hanno permesso di detenere una pistola, un fucile mitragliatore d'assalto ma anche un ordigno esplosivo) per recarsi nella discoteca Lgbt denominata "Pulse" e fare fuoco su tutte le persone lì presenti per ballare, uccidendone alla fine della terribile notte ben 50 e ferendone quasi altrettante.
Ma non li ha uccisi tutti subito, no...molti li ha presi e trattenuti in ostaggio (e qui vi è la notizia collaterale e fortemente dolente, riportata anche su facebook, del ragazzo che ha inviato dei messaggi alla madre mentre la tragedia era in corso, fino alle sue ultime parole...straziante...), fino a quando non vi è stata l'irruzione degli agenti che, pare dopo una cruenta sparatoria, hanno posto fine alla sua vita.
Ora, a noi non interessa minimamente sapere se è vero che questo tizio ha agito solo perché omofobo oppure perché militante e/o simpatizzante Is. Non vogliamo nemmeno sapere se è vero, come alcune voci dicono, che alcuni morti sono da addebitare al fuoco amico dei poliziotti che hanno fatto irruzione per liberare gli ostaggi. Non ci interessa la posizione di Obama, negatoria di rapporti terroristici o meno e neanche le reazioni ipocrite degli altri paesi. Non ci interessa essere pro o contro (decisamente contro!!) la vendita indiscriminata di armi che si fa in America oppure se i controlli hanno funzionato o meno, compreso il capillare controllo sul e del web...a noi interessa solo ribadire che tutte queste tante-troppe persone sono morte per il solo fatto di appartenere alla nostra comunità Lgbt.
Infatti, sia che il pazzo fosse solo omofobo, sia che lo abbia fatto pensando ai dettami distorti che del corano danno i militanti Is, resta il fatto che tutte queste persone sono morte solo ed esclusivamente perché Lgbt.
Altre morti senza il minimo senso, esattamente come al Bataclan di Parigi, ma anche esattamente come tutti i naufraghi dei nostri mari, le donne uccise ogni giorno ecc...come, cioè ogni singola persona morta per i motivi più abietti e stupidi.
Per tutti loro, oltre che per tutti i nostri compagni e compagne del "Pulse", un pensiero di dolore.

E non c'è altro da dire.
MduL

Diversity Media Awards 2016: Ecco i VINCITORI


Come detto in uno dei nostri post della scorsa settimana ("Prima edizione del Diversity Media Awards: domani sera, 23 maggio, la cerimonia di premiazione" - vedi - ), il 23 maggio scorso si è tenuta a Milano la cerimonia di premiazione della prima edizione del Diversity Media Awards, organizzata dall’associazione no-profit Diversity, la cui presidentessa è Francesca Vecchioni, per premiare i media (tv, radio, web, cinema, pubblicità, stampa e tg) ed i personaggi che nel 2015 hanno rappresentato con simpatia e positività le tematiche e della comunità Lgbt.
La settimana scorsa abbiamo visto le Nomination per le varie categorie, passiamo ora ai vincitori.

I VINCITORI delle singole categorie sono:

CINEMA: Miglior Film italiano
    Io e lei (Produzione Indigo Films)  [Vedi Trailer Film]

Motivazione della candidatura: "Perché rivolgendosi a un pubblico ampio e mainstream racconta una storia d’amore tra donne utilizzando gli stessi codici narrativi impiegati per raccontare le storie d’amore tra personaggi di sesso opposto."
Altri film candidati erano "Né Giulietta nè Romeo" della Pivetti e "Vergine Giurata" con  Alba Rohrwacher


>  RADIO – Miglior programma radio
    Pinocchio – Radio Deejay

Motivazione della candidatura: "Perché sa parlare di temi LGBT, tra cui il matrimonio egualitario e l’omogenitorialità, anche in chiave pop rendendoli fruibili a un’audience giovane e ampia"
 


>  PUBBLICITÀ – Miglior Campagna
    Buone Feste dalla famiglia Frozen – Disney Junior
 
Motivazione della candidatura: "Perché Disney ci ricorda che il vero centro di tutto sono le bambine e i bambini. I suoi auguri di Buone Feste sono rivolti a loro, e alle loro famiglie, di qualunque origine o colore, anche arcobaleno, perché ogni bambina e bambino ci si possa ritrovare.


 >  TV – Miglior Serie Italiana
    È arrivata la felicità – Rai Uno (Produzione Publispei)

(Il cast da Uominidonne.net)
Secondo noi meritatissimo, non solo perché la serie è firmata Cotroneo e, dunque, è molto divertente e piacevole pur trattando temi anche spinosi, ma anche perché, per la prima volta, parla di una coppia lesbica alle prese con la maternità in arrivo come se fosse la cosa più normale di questo mondo...non dobbiamo dimenticare, infatti, che la serie è andata in onda su Rai Uno in prima serata. Non era mai successo prima...Del resto, la motivazione della nomination di questa serie è stata la seguente: "Perché è una serie, prodotta dalla televisione pubblica, che utilizza una narrazione rassicurante e quotidiana anche per raccontare, tra le altre, la storia di una coppia di giovani lesbiche in procinto di diventare mamme." [Qui potete trovare il sito rai con le puntate della serie]
In questo caso, una parola anche per gli altri due concorrenti della categoria, "Un posto al sole" e "Ragion di Stato" perché secondo noi anche queste due serie hanno contribuito molto alla causa Lgbt. "Un posto al sole" per aver inserito nello sviluppo narrativo la storia di questi due ragazzi che riusciranno ad amarsi alla luce del sole e con la conquistata serenità sociale. Un pò meno, forse, la serie breve "Ragion di Stato" con la bellissima Anna Foglietta che interpreta un agente segreto lesbica. In questo caso, infatti, la storia con la sua compagna è solo abbozzata e di alcun peso nell'intreccio narrativo, anzi...avrebbero forse potuto osare di più...ma almeno ci hanno provato (e non dimentichiamo che anche questo è andato in onda in prima serata su Rai Uno)

>  TV – Miglior Serie Straniera
    Grey’s Anatomy – La7 e Fox Life 
 
La storia d'amore prima, la famiglia creata e la rottura poi tra Callie & Arizona ci hanno appassionato come non mai...ma la serie è stata sempre molto attenta ed aperta in merito alle tematiche Lgbt...e di rapporti/storie lesbiche ne sono effettivamente sorti più d'uno. Del resto, la motivazione della nomination di tale serie è stata: "Perché è una delle serie TV più popolari e ha portato in Italia la prima rappresentazione realistica di una storia d’amore tra donne."

>  TV – Miglior Programma
    Pechino Express – Rai Due

Motivazione della candidatura: "Perché è un reality show di successo, considerato il più gay friendly della TV, in cui la presenza di diverse persone LGBT dichiarate non ne determina la cifra narrativa principale. 



>  WEB – Miglior Produzione Video"
    10percento Badhole Video 

Questo premio ci riempe di gioia!! La Badhole Video, infatti, ha prodotto la serie web "Re(l)azioni a catena", da noi sponsorizzata in più occasioni (siamo loro fan della prima ora)...


>  PEOPLE – Personaggio dell’anno
    Laura Pausini
 
Anche in questo caso il premio ci sembra più che meritato. Onore al merito anche a tutti gli altri candidati (Mika, Tiziano Ferro, Barbara D’Urso, Fedez e Daria Bignardi), ma la Pausini, effettivamente, in più occasioni e con costanza nell'ultimo anno ha portato avanti una vera e propria campagna a favore dei diritti Lgbt. In ogni intervista, con ogni intervento sui social, con la sua presenza alle manifestazioni di interesse, nei suoi programmi televisivi, sempre e comunque esprimendo il suo esplicito appoggio alla comunità Lgbt. Famosa la presa di posizione di qualche tempo fa in merito al matrimonio....se non può sposarsi una mia amica con la sua compagna, non vedo perché dovrei farlo io (parole non testuali, ci siamo prese la libertà di interpretare il concetto base). Dunque, Brava Laura Pausini e Grazie!!.
 
Premi all’informazione:

>  TV – MIGLIOR SERVIZIO TG
    Famiglia arcobaleno a Salerno del TG3 [Purtroppo non abbiamo trovato detto servizio]

>  STAMPA – MIGLIOR ARTICOLO DI INFORMAZIONE
   Corriere della Sera, Terzo Genere di Elena Tabano [Vai alla pagina del Corriere della Sera dedicata al tema del Terzo Genere e con gli articoli non solo della Tebano]

> STAMPA – MIGLIOR ARTICOLO DI COSTUME
   Luca Castaldini, Rugby Pride per SportWeek   [Leggi l'articolo]

Ecco fatto.
MduL

Prima edizione del Diversity Media Awards: domani sera, 23 maggio, la cerimonia di premiazione


Ed eccoci quasi arrivati alla premiazione della prima edizione del Diversity Media Awards italiano. La cerimonia, che avrà luogo domani, 23 maggio, presso l'Unicredit Pavillon di Milano, è stata voluta ed organizzata dall’associazione no-profit Diversity per premiare i media (tv, radio, web, cinema, pubblicità, stampa e tg) ed i personaggi che nel 2015 hanno rappresentato con simpatia e positività le tematiche e della comunità Lgbt. 

Ma cos'è Diversity?
Diversity, presieduta da Francesca Vecchioni, con le parole contenute nel sito ufficiale, è un’associazione di persone che si impegnano per l’abbattimento del pregiudizio e della discriminazione legati al concetto di diversità, nell'ottica di favorire una visione del mondo che consideri la molteplicità come valore e preziosa risorsa per tutti. Le tematiche primarie di cui l’associazione si occupa riguardano i diritti individuali di ogni persona e la lotta contro le forme di discriminazione che ne minano lo sviluppo, con particolare attenzione nei confronti dei temi relativi all’orientamento affettivo e sessuale, all’identità ed espressione di genere, e alle diverse forme di famiglia.
Le principali attività di Diversity sono molteplici e variegate. Tra queste vi è il diffondere la conoscenza di questi temi tramite la cultura per disinnescare i meccanismi di paura derivanti dal “non sapere”,  posti alla base di preconcetti negativi sul mondo lgbt che alimentano anche le reazioni omofobiche più gravi e violente. 
A tal fine, utilizzando come riferimento i più autorevoli indici internazionali (Cei, H.R.C. Glaad), l’associazione è il principale organizzatore dei Diversity Media Awards, manifestazioni che premiando i prodotti mediali e le aziende capaci di veicolare in maniera migliore il concetto di diversità come valore.
Nello specifico, questo primo Diversity Media Awards, nasce nell’ambito di una ricerca interdisciplinare, il Diversity Media Report, coordinata da Diversity in collaborazione con otto università italiane: qui 42 ricercatori hanno selezionato 200 tra programmi, produzioni e personaggi dello spettacolo attraverso una analisi qualitativa di prodotti mediali segnalati dalla rete. La proclamazione dei vincitori si avrà grazie alla sinergia di due diversi sistemi di votazione e valutazione: per il 50% sarà il pubblico che ha votato online ad eleggere i vincitori di ciascuna delle 8 categorie; per il restante 50% i vincitori saranno invece decisi dai centri di ricerca scientifica coinvolti.

Il Diversity Media Awards
Eccoci dunque arrivate al punto, alla prima edizione del Diversity Media Awards. Il tema della serata è ‘Change is coming out’ che, con le parole della presidente di Diversity, Francesca Vecchioni, indica che "Negli ultimi anni qualcosa è cambiato nella trattazione dei temi Lgbt, anche se ancora molto è da fare per raggiungere una visione condivisa che consideri la diversità come valore e risorsa per tutti". “Ogni cambiamento inizia dalla conoscenza e solo con un’informazione corretta è possibile superare pregiudizi e paure verso le diversità”.
La manifestazione consta di una previa selezione dei programmi dei vari media, tv-radio-cinema-stampa-web, che nel 2015 si ritiene abbiano contribuito all'abbattimento delle barriere omofobe ed al disvelamento delle tematiche lgbt ed una successiva e conseguente votazione (tenutasi in questi primi mesi del 2016) del miglior programma, in tale ottica, tra la terna di quelli individuati per ogni categoria.

LE NOMINATION:
Ma vediamo, dunque, quali sono le categorie individuate e quali le nomination e cioè le terne di "concorrenti" per ognuna di esse, in vista della proclamazione di domani sera.

> Per il CINEMA: Miglior film italiano
1.  Io e lei
Perché rivolgendosi a un pubblico ampio e mainstream racconta una storia d’amore tra donne utilizzando gli stessi codici narrativi impiegati per raccontare le storie d’amore tra personaggi di sesso opposto.
2.  Né Giulietta né Romeo
Perché (e per come) racconta la storia di una famiglia italiana come tante, in cui il figlio fa (come tanti) coming out con genitori e parenti.
3.  Vergine Giurata
Perché trae ispirazione da un’antica tradizione albanese per utilizzarla come strumento per sfidare gli stereotipi di genere.

> Per la RADIO – Miglior programma radio
1. Pinocchio – Radio Deejay
Perché sa parlare di temi LGBT, tra cui il matrimonio egualitario e l’omogenitorialità, anche in chiave pop rendendoli fruibili a un’audience giovane e ampia
2. Caterpillar AM – Radio2
Perché tratta notizie e storie a tema LGBT in modo positivo, sfidando la narrazione dominante.
3. Lateral – Radio Capital
Perché inserisce in modo ordinario i temi LGBT nella rassegna stampa quotidiana con puntuale ironia e disarmante efficacia.

> Per la PUBBLICITÀ – Miglior campagna
1. Milioni di passioni – Tim Vision
Perché, tra le molteplici famiglie che si godono una serata sul divano, di fronte alla televisione, mostra anche una coppia gay. Una bella novità nella storia dell’advertising in Italia.
2. Microonde e gustose sorprese – Findus
Perché racconta una storia di coming out dove, tipicamente, accade: una cena in famiglia, ma cotta al microonde, per mostrare che i tempi stanno cambiando.
3. Buone feste dalla famiglia Frozen
Perché Disney ci ricorda che il vero centro di tutto sono le bambine e i bambini. I suoi auguri di Buone Feste sono rivolti a loro, e alle loro famiglie, di qualunque origine o colore, anche arcobaleno, perché ogni bambina e bambino ci si possa ritrovare

> Per la TV – Miglior serie italiana
1. Un posto al sole – Rai Tre
Perché è la prima soap di produzione nostrana a incorporare temi LGBT nel suo arco narrativo, raccontando una storia di scoperta di se stessi e coming out in contesti differenti (in famiglia, con gli amici, eccetera).
2. È arrivata la felicità – Rai Uno
Perché è una serie, prodotta dalla televisione pubblica, che utilizza una narrazione rassicurante e quotidiana anche per raccontare, tra le altre, la storia di una coppia di giovani lesbiche in procinto di diventare mamme.
3. Ragion di Stato – Rai Uno
Perché è un film per la TV, andato in onda sulla televisione pubblica, in cui l’orientamento sessuale della protagonista è un dato di fatto e non un problema.

> Per la TV – Miglior serie straniera
1. Grey’s Anatomy – La7 e Fox Life 
Perché è una delle serie TV più popolari e ha portato in Italia la prima rappresentazione realistica di una storia d’amore tra donne.
2. Beautiful – Canale 5
Perché è una soap opera di culto che, di recente, ha introdotto un personaggio transgender attraverso cui ha spiegato, con tatto e accuratezza, argomenti delicati come il coming out e l’outing.
3. Faking It – MTV
Perché parla a spettatrici e spettatori giovani raccontando i momenti tristi e quelli felici che attraversano gli adolescenti LGBT nella scoperta di se stessi e nel rapporto con genitori, parenti e amici. Il tutto mantenendo un raro equilibrio tra ironia, leggerezza e profondità.

> Per la TV – Miglior programma
1. Che Tempo che Fa – Rai Tre
Perché è un talk show che affronta temi LGBT senza controversie e polemiche. Il momento di comicità finale diventa spesso l’occasione per invitare il pubblico e, in particolare, la classe politica a ricordarsi che i diritti umani e civili riguardano indistintamente tutte le persone.
2. Pechino Express – Rai Due
Perché è un reality show di successo, considerato il più gay friendly della TV, in cui la presenza di diverse persone LGBT dichiarate non ne determina la cifra narrativa principale.
3. Italia’s Got Talent – Sky Uno
Perché, per la prima volta nella storia della TV italiana, ha ospitato una proposta di matrimonio tra due uomini. Il video è diventato subito virale ed è stato ripreso da notiziari e altri programmi.
4. Sconosciuti – Rai Tre
Perché ha raccontato le vite di tutti i giorni delle persone LGBT, riuscendo sempre a evitare sensazionalismi e stereotipi.
5. Vite Divergenti – Real Time
Perché racconta in modo innovativo e autentico le vite e le esperienze delle persone transgender attraverso la loro stessa voce.

> Per il WEB – Miglior produzione video
1. 10percento Badhole Video
2. Fuori!
3. The Jackal

> PEOPLE – Personaggio dell’anno
Chi si è distinto nel rappresentare la realtà LGBT sostenendo la causa contro pregiudizi e discriminazioni. Candidati:
1. Mika
2. Laura Pausini
3. Tiziano Ferro
4. Barbara D’Urso
5. Fedez
6. Daria Bignardi

Premi all'informazione:
> TV – MIGLIOR SERVIZIO TG
TG1, TG2, TG3, TG4, TG5, Studio Aperto
> STAMPA – MIGLIOR ARTICOLO DI INFORMAZIONE
Corriere della Sera – Internazionale – La Stampa – L’Espresso – La Repubblica – Panorama
> STAMPA – MIGLIOR ARTICOLO DI COSTUME
Donna Moderna – Grazia – Oggi – SportWeek – Vanity Fair – Wired

Altri premi:
> PREMIO MEDIA YOUNG 
Assegnato dai ragazzi delle scuole superiori che partecipano all’analisi utilizzando gli stessi strumenti di valutazione della ricerca qualitativa.

> LGBT AT WORK
Un premio per chi rappresenta le persone LGBT in contesti lavorativi in termini valorizzanti, anche in ragione dei bisogni di cui esse e le loro famiglie possono essere portatrici.

La cerimonia di premiazione
Siete curiose? Niente paura, come detto domani sera, nel corso della cerimonia in live streaming verranno disvelati i vincitori per ogni categoria.  
Alcune ultime notazioni sulla cerimonia. La serata, condotta da Fabio Canino e Syria, vedrà presenti non solo i nominati ma anche ospiti dal mondo dello spettacolo, della cultura e dello sport. Tra questi: la cantante Malika Ayane, l’ex calciatore Beppe Baresi, Chef Rubio, i giornalisti Daria Bignardi, Luca Bottura e Luca Sofri, i presentatori Valeria Marini, Enzo Miccio, Barbara D’Urso e Costantino della Gherardesca, il politico Vladimir Luxuria e i deejay la Pina, Diego e la Vale. Oltre, ovviamente, al presidente dell’associazione Diversity Francesca Vecchioni

Diretta streaming
Diretta steaming sul sito ufficiale Diversity e su Dplay (il servizio OTT gratuito di Discovery Italia).

Ecco, ora lo sapete. Buona visione.
MduL


Articolo utilizzato per la redazione di questo post:

Oggi, 11 ottobre, festeggiamo il Coming Out Day

(gay.tv)

Il presente Post solo per festeggiare quest'oggi con Voi il "Coming Out Day". Tale ricorrenza, che si è tenuta per la prima volta negli USA l'11 ottobre 1988, nasce dall'idea di Robert Eichberg, psicologo del New Mexico, e Jean O'Leary, politico ed attivista LGBT di Los Angeles, durante il workshop "The Experience and National Gay Rights Advocates", il quale propose, appunto, l'istituzione di una giornata mondiale dedicata al coming out delle persone lgbt. La data dell'11 ottobre, fu scelta in quanto si trattava del primo anniversario della seconda marcia nazionale su Washington per i diritti delle lesbiche e dei gay, tenutasi appunto l'11 ottobre 1987.
La prima celebrazione si è tenuta nella sede della "National Gay Rights Advocates a West Hollywood", California alla presenza di 18 degli stati statunitensi e dei principali media nazionali. La seconda edizione si è spostata a Santa Fe, New Mexico con la partecipazione di 21 stati. Grazie all'ampia copertura mediatica riservata all'edizione del 1990, a partire dalla quale ha iniziato a dare il suo importante contributo la Human Rights Campaign, la celebrazione del Coming Out Day si è estesa all'intero territorio statunitense con la partecipazione ulteriore di altri 7 paesi....
(pianetagay.com)
Il Coming Out Day è celebrato, oltre che negli USA, anche in Australia, Canada, Croazia, Germania, Paesi Bassi, Nuova Zelanda, Polonia, Svizzera e Regno Unito. Negli Stati Uniti, Human Rights Campaign organizza gli eventi relativi al National Coming Out Project ed offre risorse alle persone LGBT, alle coppie, ai genitori ed ai figli, oltre che ai loro parenti ed amici eterosessuali, per diffondere l'accettazione delle famiglie LGBT e la consapevolezza nei singoli, nelle coppie e nelle famiglie, della possibilità di vivere la propria vita in maniera aperta e onesta. Dal 1995 Candace Gingrich è la portavoce del Coming Out Day. [Fonte Wikipedia]
E in Italia? Bhè lasciamo perdere....Per fortuna, però, ci sono siti come LezPop (ma come non lo hai messo tra i preferiti? Che aspetti?) che almeno festeggiano tale ricorrenza come si deve. Qui di seguito, dunque, vi riporto i link a due pagine del sito che festeggiano tale ricorrenza specifica con due video a tema:
Il primo video riguarda: "Coming out day. Il bellissimo video di Condividilove e Agedo: a parlare sono le mamme e i papà di gay e lesbiche. VIDEO" ed è della redazione di LezPop;
Il secondo video, invece,  riguarda "I coming out delle persone comuni che ci hanno commosso. GALLERY" ed è di La Mile, sempre per LezPop.
Buona visione ed Auguri.
MduL

Omofobia: la cd "Ideologia del Gender"

(ihr.asu.edu)
Allora, l'argomento non è semplice, quindi cerchiamo subito di fare chiarezza. Prima di tutto definiamo, in parole povere, l'oggetto. La cosidetta "Ideologia del Gender" fa riferimento al presunto "indottrinamento" che, secondo le istituzioni ecclesiastiche e la parte della società che in tali principi si riconosce, riceverebbero i bambini nella scuola italiana, al fine di comprendere e conoscere la diversità di genere e cioè la dimensione anche LGBT della vita. 

(notizieprovita.it)
Per la Chiesa (non tutta però), infatti, questa forma di conoscenza è sbagliata e controproducente poiché minerebbe alle fondamenta la "famiglia". Per la Chiesa, non esistono "Generi", niente gay/lesbiche/trans ecc...Esistono solo uomo e donna (ragazze che vi sentite uomini e viceversa fatevene una ragione, per la Chiesa non esistete proprio!) e ognuno di questi due generi per natura può innamorarsi soltanto del genere opposto (lesbiche/gay/bisex ecc..fatevene una ragione anche voi e non abbiate paura. Per la Chiesa potete essere curati!). Ciò che conta sono solo ed esclusivamente un uomo, una donna e la relativa prole per dare vita alla cd "famiglia naturale". A questo, dunque, deve tendere ed insegnare la scuola: deve rimarcare le differenze tra uomini e donne e deve continuare ad assegnare ad ognuno di loro il ruolo sociale previsto per la famiglia naturale (con il ruolo della donna che, come è di tutta evidenza, sarà quello di genitrice, madre, moglie, angelo del focolare domestico, figlia che accudisce i genitori e mai "donna/persona").
Tutte le persone Lgbt, infatti, altro non sono che il frutto dell'indottrinamento e del condizionamento sociale che, con i suoi empi principi, ha convinto molte persone di amare persone del proprio stesso sesso o essere e sentirsi del sesso 'opposto'.
In altre parole, e cioè con le parole dell'Associazione degli psicologi (API), oggi "si assiste all’organizzazione di iniziative e mobilitazioni che, su scala locale e nazionale, tendono a etichettare gli interventi di educazione alle differenze di genere e di orientamento sessuale nelle scuole italiane come pretesti per la divulgazione di una cosiddetta “ideologia del gender”.

Mon. Giampaolo Crepaldi (ilpiccolo.gelocal.it)
Fulgidi esempi di tale - insostenibile - posizione vengono offerti, oltre che dalle più volte citate "sentinelle in piedi" e dai cd "quattro moschettieri", dai massimi esponenti della Chiesa. Infatti, dopo l'esternazione della settimana scorsa del segretario di stato Vaticano, Mon. Pietro Parolin, in merito all'esito del referendum irlandese sui matrimoni gay, il quale ha definito l’esito del referendum come «una sconfitta per l’umanità», siamo costrette questa settimana a dare conto anche della dichiarazione dell'arcivescovo di Trieste, Mon. Giampaolo Crepaldi, il quale, nel contesto dell'omelia pronunciata durante la messa domenicale, a conclusione della "peregrinatio Mariae" presso il santuario Monte Grisa, ha così esordito: «Gli attacchi al matrimonio come unione di un uomo e una donna rappresentano una sorta di suicidio dell'umanità stessa, soprattutto nei nostri paesi occidentali». Di più, l'arcivescovo Crepaldi, probabilmente sconvolto dal fatto che pochi giorni addietro fossero stati registrate ben due unioni omosessuali all'anagrafe cittadina, ha continuato asserendo che «Dal punto di vista cristiano è erroneo affermare che la relazione fondamentale tra uomo e donna sia soltanto un prodotto culturale o sociale, un 'donò di un governo o la costruzione dell'uomo. I governi non possono soppiantare la primordiale responsabilità dei genitori per i loro figli, né possono negare ai bambini il diritto di crescere con una mamma e un papà».
Mon. Bagnasco (ilsole24ore.com)
A seguire, sempre questa settimana, la dichiarazione del Presidente della Conferenza Episcopale, cardinale Angelo Bagnasco, il quale, ingerendosi ancora una volta in modo palese e spudorato nelle questioni dello Stato Italiano, in merito all'insegnamento dell'educazione sessuale nelle scuole, si è epresso con queste precise parole: «Non fare educazione sessuale e surrettiziamente diffusione della teoria del genere nelle scuola durante l'orario curricolare ma casomai fare educazione alla sessualità se, e solo se, lo chiedono i genitori come servizio aggiuntivo al di fuori del monte ore scolastico».
Niente male per l'istituzione ecclesiastica, posto che solo poco tempo addietro, in merito alla posizione della Chiesa sulla famiglia, vi è stato l'auspicio, emerso della 5ª Sessione del Sinodo, svoltasi a Pietralba, di una apertura e rinnovata collaborazione tra le istituzioni ecclesiastiche affinché si addivenga finalmente ad una nuova adesione dei principi con la società civile. 
Riporta infatti il documento conclusivo del Sinodo sul punto: "Nelle questioni essenziali sul matrimonio e la famiglia molte delle persone che si sentono vicine alla Chiesa preferiscono oggi orientarsi alla propria coscienza piuttosto che ad una dottrina. E il divario tra magistero della Chiesa, gerarchia ecclesiale e realtà delle persone diventa sempre più profondo. Questa mancata apertura ha causato molta sofferenza alle madri non sposate, ai figli nati fuori dal matrimonio, alle coppie di fatto, ai separati, agli omosessuali e alle vittime di abusi sessuali. Una realtà di fronte alla quale c’è da scusarsi e chiedere perdono, ha sostenuto l’assemblea sinodale, orientata a intraprendere nuove iniziative per rispondere alle esigenze delle persone per rendere nuovamente visibile il valore del matrimonio e rendere possibile un nuovo inizio".

(universita.it)
Ma le divisioni interne alla stessa Chiesa, in questa sede, seppur importanti e da rimarcare, poco rilevano. Ciò che conta è chiarire subito e definitivamente che tale posizione dottrinale e di principio, quella cioè che vede in atto una fantomatica operazione finalizzata all'affermazione di una "ideologia gender" non è corretta e non esiste!.
E questo non lo dico io che non sono nessuno, ma lAssociazione Italiana di Psicologia (AIP) che, approvando il documento "Sulla rilevanza scientifica degli studi di genere e orientamento sessuale e sulla loro diffusione nei contesti scolastici italiani”, ha chiarito che il concetto di “IDEOLOGIA DEL GENDER” non ha alcuna consistenza scientifica!.
Infatti, "Favorire l’educazione sessuale nelle scuole e inserire nei progetti didattico-formativi contenuti riguardanti il genere e l’orientamento sessuale non significa promuovere un’inesistente “ideologia del gender”, ma fare chiarezza sulle dimensioni costitutive della sessualità e dell’affettività, favorendo una cultura delle differenze e del rispetto della persona umana in tutte le sue dimensioni e mettendo in atto strategie preventive adeguate ed efficaci capaci di contrastare fenomeni come il bullismo omofobico, la discriminazione di genere, il cyberbullismo". 
A sua volta, l'Associazione degli Psicologi, non parla a nome proprio, ma "riconosce la portata scientifica dei "Gender Studies" che, insieme ai "Gay and Lesbian Studies" ed ai "Women Studies", hanno contribuito in modo significativo alla conoscenza di tematiche di grande rilievo per molti campi disciplinari (dalla medicina alla psicologia, all’economia, alla giurisprudenza, alle scienze sociali) e alla riduzione, a livello individuale e sociale, dei pregiudizi e delle discriminazioni basati sul genere e l’orientamento sessuale".
Ma non basta, "Il contributo scientifico di questi studi si affianca a quanto già riconosciuto, da ormai più di quarant’anni, da tutte le associazioni internazionali, scientifiche e professionali, che promuovono la salute mentale (tra queste, l’American Psychological Association, l’American Psychiatric Association, l’Organizzazione Mondiale della Sanità, ecc.), le quali, derubricando l’omosessualità dal novero delle malattie, hanno ribadito una concezione dell’omosessualità come variante normale non patologica della sessualità umana".

(hal.arts.unsw.edu.au)
Insomma,  le evidenze empiriche raggiunte da questi studi mostrano che il sessismo, l’omofobia, il pregiudizio e gli stereotipi di genere sono appresi sin dai primi anni di vita e sono trasmessi attraverso la socializzazione, le pratiche educative, il linguaggio, la comunicazione mediatica e le norme sociali. 
Dunque, una eventuale, quanto auspicabile, seria ed appropriata diffusione di tali studi attraverso corrette metodologie didattico-educative può offrire occasioni di crescita personale e culturale ad allievi e personale scolastico e può contrastare le discriminazioni basate sul genere e l’orientamento sessuale nei contesti scolastici, valorizzando una cultura dello scambio, della relazione, dell’amicizia e della nonviolenza. 
Del resto, perfino l’Unicef, nel Position Statement del novembre 2014, ha rimarcato la necessità di intervenire contro ogni forma di discriminazione nei confronti dei bambini e dei loro genitori basata sull’orientamento sessuale e/o l’identità di genere. Ed un’analoga policy è da tempo seguita anche dall’Unesco.
 
MduL


Articoli utilizzati per la redazione del Post:
- Articolo "La 'ideologia del Gender' non ha alcuna consistenza scientifica" della redazione di Rete Lenford;

Ecco la prima puntata del Documentario "FUORI!": Nicole Bonamino

(mariomieli.net)
Segnaliamo anche noi la prima puntata del Documentario "Fuori!", di Chiara Tarfano e Ilaria Luperini, sulla visibilità LGBT. In questa prima puntata la protagonista è Nicole Bonamino, portiere della Nazionale italiana di hockey in-line, attualmente l’unica sportiva in Italia ad aver fatto coming out.
Ma la forza del documentario, come dice La Mile nel suo articolo su lezpop.it (link in fondo al Post)  << è quella di far uscire i suoi protagonisti fuori (appunto), per strada a chiedere alla gente comune cosa pensa dell’omosessualità, dei matrimoni egualitari, e nel caso di Nicole, perché in Italia non ci sono sportivi omosessuali dichiarati.  Le risposte sono a dir poco sorprendenti. >>
Vi anticipo anche, perché anche questo l'ho letto nell'articolo di La Mile, che la prossima puntata sarà pubblicata a giugno e avrà come protagoniste Ingrid e Lorenza, protagoniste del film "Lei disse sì"
Per il resto, vi rimando all'articolo più volte richiamato di La Mile, dove troverete altre informazioni utili in merito a questo documentario in progress..

Ma ecco qui il VIDEO della prima puntata del Documentario "Fuori!" su Nicole Bonamino:



Buona visione.
MduL

Qui il link all'Articolo di La Mile per lezpop.it, citato:

A Lecce il Salento Lgbt Fest (6-8 dicembre)


Si apprende dai siti del Torino Gay & Lesbian Film Festival e gayburg.blogspot che il prossimo sabato, 6 dicembre e fino a lunedì 8 dicembre, si terrà il Primo Festival Lgbt della città di Lecce.
Questo il comunicato dal sito gayburg.blogspot: "'Finalmente a Lecce qualcosa di normale'. È questo lo slogan scelto per la prima edizione del Salento LGBT Film Fest, un'evento organizzato dal'associazione LeA-Liberamente e Apertamente che si svolgerà dal 6 all'8 dicembre nel capoluogo pugliese.

Foto dal sito "leccesette.it"
La tre giorni proporrà ben diciassette documentari, nove cortometraggi, tre webseries, due video, un film ed un docufilm. Tutte opere a tematica lgbt e, come tali, semplici visioni di una straordinaria normalità. Il tutto impreziosito dalla partecipazione di registi, autori ed ospiti provenienti da tutta Italia.

Il festival non sarà solo cinema, ma anche presentazioni di libri, incontri aperti al pubblico, momenti di riflessione e dibattito, laboratori di lettura per bambini... insomma, un contenitore pratico e di approfondimento su un genere cinematografico quasi del tutto sconosciuto nel territorio salentino.

La programmazione è stata curata con la collaborazione di Giovanni Minerba (direttore del Torino Gay and Lesbian Film Festival) e l'evento è parte delle azioni previste dal Programma Integrato di Rigenerazione Urbana "Cantiere Internazionale di Arte, Cultura e Partecipazione presso l'ex Cnos di Lecce" finanziato con fondi europei (Linea 7.1 del PO FESR 2007/2013).

Il programma completo della manifestazione è consultabile sul sito dell'associazione o attraverso la pagina dedicata su Facebook".
 
Buona partecipazione.
MduL

Articoli utilizzati per il Post ed altri Link utili:
- link alla nota sul festival del sito del torino gay e lesbian film festival;
- link alla nota sul festival del sito gayburg
- link al sito dell'associazionelea.org ;
- link alla pagina facebook del festival

Il Gay pride a Palermo (Palermopride 2013)


Ebbene, eccoci arrivati al mese di giugno, al mese del Gay pride italiano. Quest'anno, più degli altri anni, merita attenzione, visto che si svolgerà in Sicilia, una delle regioni geneticamente più omofobe d'Italia. Merito sicuramente della sinergia venutasi a creare tra il Presidente della Regione, Rosario Crocetta (gay dichiarato) ed il Sindaco di Palermo, Orlando, che ha capito quanto una tale manifestazione possa fare da volano e richiamo per una crescita della sua città e dei suoi cittadini tutti.
Ma diamo le date perchè in giro vengono riportate date diverse e vi è il rischio di fare confusione. Dunque, la manifestazione si svolgerà, come detto, a Palermo tra il 14 ed il 23 giugno prossimi. In tutti questi giorni, infatti, sono previsti al pride Village un sacco di eventi, incontri, concerti e manifestazioni varie.
La manifestazione vera e propria, cioè il corteo del Gay pride, invece, si terrà nella giornata di Sabato, 22 giugno.
Madrina della manifestazione la sempre più amabile Maria Grazia Cucinotta (Messinese) che, da sempre, è molto attenta alle tematiche omosessuali e discriminatorie. 
Parteciperanno, poi, alla manifestazione (meglio, ad un convegno che si terrà prima della manifestazione vera e propria del 22 giugno), il Presidente della Camera dei Deputati, Laura Boldrini ed il Ministro delle Pari Opportunità, Josefa Idem, dando così, finalmente!, un forte impatto, anche politico e femminile su questa manifestazione.

Ecco, comunque, qui di seguito i link utili per sapere tutto sul Gay Pride di Palermo:
programma completo del gay village: http://palermopride.it/2013/2408
Partecipate numerose, mi raccomando!!
MduL