Ultimo aggiornamento il 26 luglio 2026

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Segnalazione: a Torino, il PD sfiducia la propria consigliera 'cattolica' e segue la sindaca Chiara Appendino in merito all'assessorato alle famiglie

La Sindaca di Torino (repubblica.it)
Ricordate il post della scorsa settimana, quello di elogio alla neo-sindaca di Torino, Chiara Appendino, che era andata a sistemare i poster del gay pride, tenutosi quest'oggi, che erano stati sfregiati da fascisti omofobi di passaggio?.. Era andata di persona, si era "sporcata le mani" per poter coprire lo scempio fatto dai fascisti, non si era limitata ad una semplice dichiarazione ufficiale...Ebbene, in tale occasione abbiamo avuto modo di rimarcare la meravigliosa apertura della sindaca in materia di diritti lgbt e questa segnalazione ne è una conferma: a Torino non esisterà più "l'assessorato alla famiglia" ma "l'assessorato alle famiglie", volendo con tale nuova dicitura essere inclusivi di tutti i tipi ed i colori che una famiglia può avere...

Monica Canalis (repubblica.it)
Detto questo, ovviamente, ecco le reazioni del mondo politico, reazioni che, però, almeno questa volta ci hanno lasciate piacevolmente sorprese. Tutti, ma proprio tutti, quindi anche l'ala cattolica del partito di opposione più forte, il pd, si sono schierati a favore di questo piccola modifica terminologica che tanto significato può regalare e, ciò che più conta, tutti hanno sfiduciato la catto-pd di turno, in questo caso la consigliera Monica Canalis che avrebbe voluto creare un caso, coinvolgendo la curia torinese e le forze catto-dem per indire una crociata contro la modifica nominalistica dell'assessorato (ma, per saperne di più andata qui, all'articolo della repubblica/torino).
A Torino, dunque, si va avanti con la politica dell'inclusione e della tutela dei diritti di tutti. E' una meravigliosa quanto insolita notizia per questo nostro povero e maltrattato paese e volevamo darvela.
Con Gioia.
MduL

Onore al merito alla sindaca di Torino, Chiara Appendino, che ha scelto come primo gesto pubblico l'agire attivamente contro l'omofobia ed in favore della comunità Lgbt della sua città

La Sindaca Chiara Appendino mentre ricopre i manifesti imbrattati (foto da italy.s5.webdigital.hu)

Onore al merito alla  neosindaca di Torino, Chiara Appendino, che, con Marco Giusta, assessore alle Pari Opportunità ed Alessandro Battaglia, coordinatore del Torino Pride, ha ricoperto con nuovi manifesti lo scempio compiuto da dei neonazisti - imbrattamento con svastiche e croci celtiche -  sui precedenti manifesti del Torino Pride che si terrà nella città della Mole il prossimo 9 luglio. Di impatto anche la spiegazione del suo agire. La Sindaca ha scritto infatti su facebook:  “All’ignoranza rispondiamo coi fatti". "Non ci sembrava sufficiente una condanna. Ci sembrava giusto venire qui nell’immediato a coprire quanto accaduto“. 
Continua poi l'assessore alle Pari Opportunità, Giusta, “Reputiamo che l’omofobia, la lesbofobia, la bifobia, la transfobia, il sessismo e la misoginia siano residui di un’età che non vogliamo più vedere a Torino. È importante che quando accadono fatti del genere i cittadini di Torino ma anche le istituzioni si alzino in piedi e compiano azioni di riposta. Non dobbiamo aver paura, ma dobbiamo alzarci e dare un segnale di ciò che faremo”. 
Infine, come commentato da Battaglia, coordinatore del Torino Pride, “I simboli che qualche furbo ha disegnato sui manifesti del pride hanno un significato d’odio. Il pride ha l’unico significato dell’amore e il 9 luglio noi celebriamo quell’amore. E adesso copriamo questo scempio che è stato commesso”.
Ora, se il coordinatore del Torino Pride, Battaglia stante il suo ruolo, era tenuto comunque ad agire in risposta a tali provocazioni così come l'assessore alle Pari Opportunità, Giusta, visto il suo incarico istituzionale (dando atto in ogni caso che avrebbe potuto limitarsi a due parole scritte e non andare di persona...complimenti, è stato un bel gesto), la Sindaca (perché si dice sindaca, al femminile, con buona pace dei maschilisti che hanno il monopolio anche della lingua italiana!) ha operato, in una delle sue prime uscite ed iniziative pubbliche, nel modo migliore possibile. 
Infatti, non solo ha posto attenzione all'evento in sè (e già questo non è da tutti. Quanti i manifesti e le scritte offensive nei nostri confronti nelle varie città...), non solo non si è limitata ha condannare l'accaduto con due righe sui social, come fanno solitamente, se lo fanno, i rappresentanti delle istituzioni via via coinvolti in questi ed altri episodi incresciosi, ma è andata di persona in loco e si è "sporcata le mani" per porre rimedio a questo affronto nazista, lanciando così un chiaro ed inequivocabile segnale: la sua amministrazione non tollererà l'odio, il rifiuto ed il disprezzo ma agirà per l'inclusione e l'amore, di qualsiasi colore e natura esso sia. E di questi tempi, permetteteci di dire, è un gesto quasi rivoluzionario.
Brava, dunque, alla Sindaca di Torino, Chiara Appendino.
MduL