Ultimo aggiornamento il 26 luglio 2026

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In memoria di Gianco Mangiarotti, creatore del sito cinemagay.it


_MduL, 2 maggio 2020_

E con profondo dolore e con un forte senso di perdita che vi comunichiamo la morte di Gianco Mangiarotti (questo il suo nome), ideatore e creatore dell'inarrivabile e meraviglioso sito cinemagay.it, senza il quale non avremmo potuto iniziare - e proseguire - questa avventura. Sua, infatti, la sterminata, precisa e puntuale banca dati sul cinema gay ed Lgbtqi in genere; sue le notizie interessanti sul nostro mondo, sue le segnalazioni di tanti libri lgbt e sue le segnalazioni di eventi, concorsi cinematografici, festival nazionali ed internazionali e tanto-tanto altro ancora.
Un sito bello, fatto bene, di agevole consultazione e, soprattutto, come detto, pieno di materiale sempre corretto, sempre puntuale e sempre aggiornato.

Abbiamo appreso della sua dipartita solo ieri, leggendo per caso le news del sito dove, lo scorso 18 aprile, Vincenzo Patané, uno sei suoi collaboratori, ha dato la ferale notizia. 
Queste alcune delle parole del comunicato stampa, da noi ampiamente condivise: "Un sito eccezionale, una banca dati straordinaria, con pochi riscontri in tutto il mondo, per il cinema e non solo, visto che piano piano si è aperto a tante altre manifestazioni del mondo gay.
Tutto ciò per merito di Gianco che, con tanta energia, ha sacrificato tante ore delle sue giornate a una cosa a cui credeva molto, fermamente.
Non fosse che per questo già dovremmo ringraziarlo. Ma non si può non ricordare poi che Gianco era persona magnifica, di grande cultura, gentile e disponibile. Ci mancherà tanto.".

Ed è proprio così, anche se noi non lo conoscevamo di persona ed anche se, fino a ieri, non sapevamo nemmeno il suo nome, Gianco Mangiarotti ci mancherà tanto. Ci mancheranno il suo sapere, la sua professionalità, la sua precisione e la sua indiscussa competenza.
Con il suo sito ha reso questo mondo un posto migliore e siamo sicure che, se Dio esiste, lo ha accolto di persona per congratularsi con lui.

Per il resto, qua giù, dal comunicato stampa apprendiamo con senso di sollievo che il sito, grazie all’apporto di un suo amico, continuerà a vivere. Un eredità non facile.
Tanti Auguri a questo amico ed a tutti gli altri collaboratori del sito cinemagay.it. Per quel che conta, continuerete ad essere uno dei nostri fondamentali punti di riferimento.

Grazie di tutto, Gianco Mangiarotti.
MduL

E' morta Delia Vaccarello: scrittrice e giornalista che tanto ha contribuito alla visibilità, analisi e tutela del mondo e dei diritti Lgbtqi...

Delia Vaccarello nel 2010 (Foto da pagina a lei dedicata da Wikipedia)
_MduL, 29 settembre 2019_

E' con grande commozione e tristezza che scriviamo il presente post, per annunciarvi la morte, lo scorso 27 settembre, della 'nostra' giornalista e scrittrice Delia Vaccarello, che tanto ha fatto per noi lesbiche e per la nostra 'causa' attraverso il suo attivismo ed i suoi scritti.
Se ne è andata così, in silenzio, dopo una lunga ed estenuante lotta - durata ben 6 anni - contro il maledetto tumore che, alla fine, l'ha sopraffatta, portandosela via a 59 anni
Della sua vita privata sappiamo poco, ma tanto conosciamo del suo attivismo 'gentile' alla causa Lgbtqi che l'ha sempre contraddistinta.
Questa la sua storia, così come riportata da wikipedia. Delia Vaccarello, nata a Palermo, il 7 ottobre 1960, è stata una giornalista, scrittrice ed attivista italiana. Ha svolto delle docenze presso le scuole di giornalismo di Bologna e Urbino, ed ha curato rubriche sulla stampa periodica nazionale legate a tematiche antidiscriminatorie. Nel 2005, ha collaborato con il comune di Venezia nell'ambito degli interventi antiomofobia e per l'educazione alla cittadinanza. Più in dettaglio.
Laureata in filosofia alla "Sapienza" di Roma, con una tesi in antropologia culturale, trentenne, inizia la collaborazione con il quotidiano l'Unità, prima come dipendente e, dopo la riapertura del giornale che fece seguito alla sua crisi economica, da libera professionista. Per tale quotidiano curò la pagina "Uno, due, tre… liberi tutti". Ha poi collaborato con tutti i maggiori quotidiani italiani, da Il Fatto Quotidiano all'Huffington Post e per dei settimanali, come Il Salvagente,  per il quale curava la rubrica "Il Salvagiovani".
Come attivista dei diritti Lgbtqi, poi, svolse seminari presso le scuole di giornalismo di Bologna e Urbino, per i quali coniò un corso di studi inedito dal titolo "Media e pregiudizi", questi ultimi riferiti in particolare all'orientamento sessuale, ma non solo. Tante le attività e le iniziative della Vaccarello da e per il mondo Lgbtqi. Ne ricordiamo qui alcune, in ordine sparso, così come proposte dalla pagina a lei dedicata da wikipedia.
Dal 29 agosto all'8 settembre 2007 fece parte della giuria del primo "premio Queer Lion" al 64º Festival del Cinema di Venezia.
Nel 2008, per il suo articolo "Vivere da gay morire da etero", ricevette per la seconda volta - la prima era stata nel 2004 con l'articolo "I militari gay sfidano l'esercito dei pregiudizi" - il Journalist Award indetto dalla Commissione europea e collegato alla campagna For Diversity Against Discrimination.
Prese parte, come conduttrice, animatrice od ospite, a manifestazioni nazionali a sostegno delle rivendicazioni delle persone LGBTQ; tra le più importanti si citano ad esempio Sveglia, è l'ora dei diritti, tenutasi in piazza Farnese a Roma il 10 marzo 2007 e il Gay Pride, ancora a Roma, del luglio 2010.
A partire dal 2003 curò per Oscar Mondadori la collana di antologie Principesse Azzurre: racconti d'amore e di vita di donne tra donne - nella quale comparve anche come autrice - giunta nel 2009 alla settima uscita.
Nel 2008 pubblicò il romanzo "Quando si ama si deve partire" (Mondadori).
Nel 2010 uscì il suo ultimo lavoro "Evviva la neve" (ancora Mondadori), che tratta del percorso prima, durante e dopo l'intervento di cambio di sesso, raccontato dalle stesse persone che lo hanno intrapreso.
E noi, proprio per i suoi libri, oltre che per il suo attivismo, l'abbiamo conosciuta: no, non di persona, non abbiamo avuto l'onore, ma attraverso le sue opere. Sua, infatti, come detto,  l'iniziativa della pubblicazione dei racconti, da noi sempre segnalati, delle Principesse Azzurre e suoi altri libri sempre inseriti nel nostro blog. Omaggiarla con questo piccolo quanto insignificante post ci è parso l'unico modo per poterla ringraziare di tutto quello che ha fatto per noi lesbiche, e non solo, nella sua vita.
E qui si conclude il suo racconto. Delia Vaccarello, infatti, muore nella sua Palermo, venerdi scorso, 27 settembre, lasciando questo mondo ancora una volta orfano di una donna tanto importante.

Rip Delia Vaccarello e Grazie di tutto, di cuore.
MduL





Fonti ed Approfondimenti
Articolo  <<Delia Vaccarello morta, la giornalista e scrittrice aveva 59 anni. Il segretario Arcigay: “Protagonista della nostra rivoluzione gentile”>> di F.Q. sul ilfattoquotidiano.it del 28/09/2019;
Articolo <<In memoria di Delia Vaccarello>> di Giuseppina La Delfa per il Blog su huffingtonpost.it del 28/09/2019;
Articolo <<Morta Delia Vaccarello, aveva 59 anni: raccontò il mondo Lgbt>> di Roberta Savona, su ilmessaggero.it del 29/09/2019;
Pagina Wikipedia su Delia Vaccarello.

Ancora una donna uccisa per il suo modo di essere: è l'attivista lesbica messicana Kleo (Maria Guadalupe Hernàndez Flores)

Maria Guadalupe Hernàndez Flores - Kleo nel mix fotografico in testa all'articolo del sito dinamopress.it

Avevamo scritto questo post diverse settimane fa, ma, a causa dei problemi tecnici dei quali più volte vi abbiamo accennato, non avevamo più avuto la possibilità di pubbicare.
Lo facciamo ora, nella convinzione che il passare del tempo, non potrà in alcun modo lenire il dolore di tutte noi, lesbiche e non, o diminuire il nostro senso di impotenza e di rabbia per queste morti assurde ed incomprensibili. Ecco, dunque, il Post, così come l'avevamo scritto alla fine del mese scorso.

Ci risiamo. Eccoci di nuovo costrette a scrivere di un barbaro omicidio ai danni di una donna che ha cercato di far sentire la sua voce e di svegliare le coscienze in sud america.
Una donna uccisa perché femminista e lesbica. Come già successo in Brasile qualche settimana fa con la meravigliosa Marielle Franco, solo qualche giorno fa, in Messico, è stata stroncata la vita, oltre che la voce, dell'attivista femminista lesbica Maria Flores.

Ma cerchiamo di andare con ordine, per quanto possibile.
Maria Flores, Kleo (diritti umani)
María Guadalupe Hernández Flores era una donna lesbica e femminista, un’attivista per i diritti umani, delle donne e delle persone LGBT, misteriosamente sparita i primi di marzo. La sua desapareción, infatti, era stata denunciata l’11 marzo scorso, data nella quale è stata vista viva per l'ultima volta, mentre andava verso un autobus per iniziare un viaggio.
Denunciata così la sua scomparsa, sono iniziate le disperate ricerche della donna, che avevano mobilitato amici e familiari, anche attraverso i social network, ma senza ottenere nulla. Nel proseguo, una prima orribile traccia: l’automobile che la trasportava era comparsa piena di colpi di pistola, come riportato da Zona Franca MX.
Da questa notizia, il movimento di ricerca di Maria è esponenzialmente cresciuto, fino al triste ed orribile epilogo.
La donna è stata trovata lo scorso 20 di marzo in un edificio della località Arroyo del Durazno, nel muicipio di Coroneo, provincia di Guanajuato da una coppia che passeggiava in compagnia del cane, che si è avvicinato all'edificio e, scavando nel terreno, ha scoperto una parte del suo corpo. Corpo che presentava anche segni di tortura, al punto che la polizia, avvertita subito dalla coppia con il cane, nell'immediatezza non ha potuto identificare María Guadalupe.
Sono dovuti passare dei giorni prima del riconoscimento, avvenuto il 23 marzo, allorquando i familiari dell’attivista hanno riconosciuto il corpo nelle strutture del Servizio medico forense di Guanajauto.
La cosa che più indigna e che, fino a quel momento, le autorità non avevano fatto sapere ancora di alcuna pista investigativa sul cellulare dell’assassinata o su chi ha commesso l’omicidio.

Insomma, un altro barbaro omicidio ai danni di una donna scomoda, morta perchè lesbica e, soprattutto perché attivista dei diritti femminili ed Lgbtqi. Che mondo orribile!!.

Kleo, questo il nome con cui era conosciuta nel mondo dell’attivismo questa meravigliosa trentasettenne, era infatti, prima di tutto una donna, lesbica ed attivista dei diritti Lgbt.
Con le parole della Tortillería Queretana, un’organizzazione di donne lesbiche di Querétaro [torta signficia lesbica, ndt] "Kleo, dalla sua trincea, ha lottato per la visibilità delle lesbiche, per un mondo più giusto e degno per tutte noi. Il patriarcato è ovunque, vuole annichilirci. L’arma migliore che abbiamo per lottare è continuare a organizzarci con le altre, ad amarci, a creare comunità». 
E, ancora, con le parole dell’organizzazione civile Lunas Lesbofeministas «Esprimiamo una rabbia profonda, indignazione e preoccupazione per l’omicidio della compagna Kleo: lesbica e attivista sociale».«Sebbene ognuno dei femminicidi di questo Paese ci spinge a continuare a chiedere giustizia, il fatto che sia stata uccisa una compagna, riafferma che la militanza lesbofemminista è necessaria per continuare a insistere nella costruzione del nostro mondo [monda, al femminile, nell’originale, ndt] – che è da, per e tra noi – e nell’eliminazione dell’eteropatriarcato che continua a ucciderci in tutti i modi possibili».


Non ci sono parole.
MduL

Fonti:
Articolo "Messico, assassinata attivista femminista e lesbica" di desastre.mx per il sito dinamopress.it
Articolo "Messico, attivista e femminista torturata e uccisa" di Valentina Santarpia per sito corriere.it


_29/04/2018_
Per non dimenticare.
MduL

La strage al "Pulse" di Orlando

(nextquotidiano.it)
Ancora una volta siamo costrette a dare conto di queste orribili notizie: giusto ieri, in America, sono state massacrate ben 50 persone con l'unica colpa di essere nel posto sbagiato nel momento sbagliato. Come se andare una sera in un locale Lgbt fosse una colpa. Come se ballare e divertirsi in un fine settimana come un altro possa essere una colpa...
Si, è vero: tutti questi ragazzi e ragazze erano della nostra comunità. Erano, infatti, quasi tutti gay, lesbiche, transgender, queer o come altro si sentissero di essere e li hanno uccisi solo per questo. Da noi uccidono una donna al giorno per il solo fatto di essere nata femmina, in America, questa volta, cinquanta persone solo perché Lgbt. Avremmo scritto il Post con lo stesso dolore e forte indignazione se a morire per un motivo così stupido ed odioso fossero state tante persone presenti in un locale notturno qualsiasi, non punto di ritrovo della comunità Lgbt, ma che dolore non poter vivere per come si è perché un pazzo psicopatico decide che non meriti di vivere...
Ma riportiamo i dati di questa terribile notizia.
Omar Mateen (Ansa)
Nella città di Orlando, in Florida, un certo Omar Mateen, guardia giurata, americano nato nel 1986 da genitori afgani, la scorsa sera ha deciso di armarsi fino ai denti (in quanto guardia, l'uomo aveva due licenze per portare armi: una di categoria D - destinata ai privati che svolgono funzione di security officer - e l'altra di categoria G che gli hanno permesso di detenere una pistola, un fucile mitragliatore d'assalto ma anche un ordigno esplosivo) per recarsi nella discoteca Lgbt denominata "Pulse" e fare fuoco su tutte le persone lì presenti per ballare, uccidendone alla fine della terribile notte ben 50 e ferendone quasi altrettante.
Ma non li ha uccisi tutti subito, no...molti li ha presi e trattenuti in ostaggio (e qui vi è la notizia collaterale e fortemente dolente, riportata anche su facebook, del ragazzo che ha inviato dei messaggi alla madre mentre la tragedia era in corso, fino alle sue ultime parole...straziante...), fino a quando non vi è stata l'irruzione degli agenti che, pare dopo una cruenta sparatoria, hanno posto fine alla sua vita.
Ora, a noi non interessa minimamente sapere se è vero che questo tizio ha agito solo perché omofobo oppure perché militante e/o simpatizzante Is. Non vogliamo nemmeno sapere se è vero, come alcune voci dicono, che alcuni morti sono da addebitare al fuoco amico dei poliziotti che hanno fatto irruzione per liberare gli ostaggi. Non ci interessa la posizione di Obama, negatoria di rapporti terroristici o meno e neanche le reazioni ipocrite degli altri paesi. Non ci interessa essere pro o contro (decisamente contro!!) la vendita indiscriminata di armi che si fa in America oppure se i controlli hanno funzionato o meno, compreso il capillare controllo sul e del web...a noi interessa solo ribadire che tutte queste tante-troppe persone sono morte per il solo fatto di appartenere alla nostra comunità Lgbt.
Infatti, sia che il pazzo fosse solo omofobo, sia che lo abbia fatto pensando ai dettami distorti che del corano danno i militanti Is, resta il fatto che tutte queste persone sono morte solo ed esclusivamente perché Lgbt.
Altre morti senza il minimo senso, esattamente come al Bataclan di Parigi, ma anche esattamente come tutti i naufraghi dei nostri mari, le donne uccise ogni giorno ecc...come, cioè ogni singola persona morta per i motivi più abietti e stupidi.
Per tutti loro, oltre che per tutti i nostri compagni e compagne del "Pulse", un pensiero di dolore.

E non c'è altro da dire.
MduL