Ultimo aggiornamento il 26 luglio 2026

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Celesbian: un dovuto omaggio alla Contessa del Cinema, Marina Cicogna

La Contessa Marina Cicogna (1934-2023) [foto repubblica.it]

 _MduL, 5 novembre 2023_

Come sapete, è da un po' di tempo che non scriviamo più, ma questa volta faremo un'eccezione, per parlarvi di Marina Cicogna, morta ieri, 4 novembre 2023, ad 89 anni, nella sua casa di Roma, per un cancro.

I motivi per cui vogliamo parlarvi di lei, in questo giorno di lutto, è per condividere con tutte voi l'affetto per questa donna che, non solo è stata la Prima donna produttrice cinematografica in Europa, ma anche fotografa, sceneggiatrice e attrice italiana; non solo parlava fluentemente inglese, francese e portoghese; non solo il New York Times l'ha descritta come "la prima grande produttrice cinematografica italiana" e "una delle donne più potenti del cinema europeo"; non solo è stata inserita dalla rivista statunitense Vanity Fair nella sua International Best-Dressed Hall of Fame List (la lista delle personalità meglio vestite al mondo) per l'anno 2010; ma anche, con il suo modo di essere e di vivere, ha contribuito non poco all'evoluzione sociale che oggi ci permette, almeno in questa parte del mondo, di parlare di persone e diritti Lgbtqi+.

La copertina del libro della Cicogna
Già, il suo modo di essere e di vivere che, come potete leggere sulla pagina wikipedia a lei dedicata ed anche nel libro autobiografico "Ancora spero. Una storia di vita e di cinema", uscito nel maggio di quest'anno per Marsilio editore, ci spinge a scrivere questo suo ricordo. Ma, andiamo con ordine.

La Contessa Marina Cicogna Mozzoni Volpi di Misurata, nasce a Roma, a Palazzo Volpi di Misurata (in Via del Quirinale), dal conte Cesare Cicogna Mozzoni e dalla contessa Annamaria Volpi di Misurata (appartenenti rispettivamente all'antico casato lombardo dei Cicogna Mozzoni e ai veneti Volpi di Misurata) il 29 maggio 1934.

Dai suoi indubbi natali agiati, riceve anche 'in dote' un forte ed indissolubile legame con il cinema. Suo nonno, il conte Giuseppe Volpi, governatore della Tripolitania, infatti, era il presidente della Biennale di Venezia e, come tale, fondatore della Mostra del Cinema di Venezia (1932), tanto che da lui prende nome la Coppa Volpi, mentre il padre co-produsse il film reputato il capolavoro del neorealismo italiano "Ladri di biciclette" nel 1948.

Inevitabili, dunque, appaiono le conoscenze e le strade che la portereanno, dopo la separazione dei genitori, a conseguire la maturità classica ed a frequentare il "Sarah Lawrence College" di New York (dove avrà come insegnante financo Marguerite Yourcenar), corso di arte, cinema e letteratura, dove farà amicizia con Barbara Warner, figlia di Jack, che le schiuderà le porte di Hollywood, facendole conoscere i più grandi attori del tempo, come, ad esempio, Marilyn Monroe e Lauren Bacall, conosciute sul set del film "Come sposare un milionario".

Dopo l'università a New York, torna quindi a Roma, dove, esponente del jet set e della dolce vita romana degli anni sessanta che gravitava attorno a Via Vittorio Veneto, cresce tra Milano, Venezia e Cortina in un ambiente agiato e cosmopolita.

Nel 1967 diventa titolare, assieme al fratello minore Ascanio detto “Bino”, della casa di produzione e distribuzione "Euro International Films", che sua madre aveva rilevato, immettendo nel mercato cinematografico italiano una grande quantità di film prodotti all'estero spesso da case indipendenti, a partire da "L'uomo del banco dei pegni" di Sidney Lumet. 

Si afferma in un mondo esclusivamente maschile con intuizioni vincenti, come l'acquisto di "Helga" (primo film sull'educazione sessuale distribuito al cinema) e di "Bella di giorno" di Luis Buñuel, su cui nessuno scommetteva, poi Leone d'oro a Venezia.

La svolta come produttrice arriva con "Metti, una sera a cena" (1969) di Giuseppe Patroni Griffi, da lei fortemente voluto contro lo scetticismo della stessa Euro. Seguono film come "C'era una volta il West" di Sergio Leone, "Teorema" e "Medea" di Pier Paolo Pasolini, "Uomini contro" di Francesco Rosi, "Anonimo veneziano" di Enrico Maria Salerno, "Mimì metallurgico ferito nell'onore" di Lina Wertmüller, "Fratello sole, sorella luna" di Franco Zeffirelli e soprattutto "Indagine su un cittadino al di sopra di ogni sospetto" di Elio Petri che, al netto di furiose polemiche politiche, vince il Premio Oscar 1971 per il miglior film straniero.

Marina Cicogna (foto da it.italy24.press)

In seguito, come apprendiamo sempre da wikipedia, dopo il tragico suicidio del fratello Bino a Rio de Janeiro e la crisi finanziaria della "Euro", passa per un breve periodo alla "Paramount" (che le rifiuta "Ultimo tango a Parigi" di Bernardo Bertolucci e "Il portiere di notte" di Liliana Cavani) prima di cessare del tutto l'attività di produttrice e trasferirsi negli Stati Uniti. 

Nel 1976 appare come interprete in una piccola parte di "Il comune senso del pudore". Di ritorno in Italia, le viene offerta la presidenza di Italia Cinema (2002). Era presidente onoraria dell'Accademia Internazionale d'Arte di Ischia.

Nel 2021 è protagonista del documentario "Marina Cicogna - La vita e tutto il resto" di Andrea Bettinetti, in cui ripercorre le tappe della propria vita. Infine, nel 2023 scrive con Sara D'Ascenzo la propria autobiografia intitolata "Ancora spero. Una storia di vita e di cinema", che, come abbiamo visto, è uscito nel mese di maggio e riceve il Premio alla carriera nel corso della 68ª edizione dei David di Donatello.

Insomma, una vita da scrivere. Una vita che, però, soprattutto, nel suo turbinio e nel suo divenire è stata sempre caratterizzata da una profonda quanto gloriosa ed encomiabile integrità intellettuale e morale, posto che la Contessa del Cinema Marina Cicogna, mai, in nessuna occasione ed in nessun momento, ha taciuto o mentito sul suo essere bisessuale. Attenzione, non ha mai fatto "coming out", definendolo "una volgarità", ma non ha mai nascosto il suo modo di essere, vivendo le sue storie, anche lesbiche, alla luce del sole.
Bisessuale in un tempo, è bene chiarirlo e ricordarlo anche alle più piccole di noi, dove esserlo era ancora considerato una colpa e contro natura; in un tempo in cui, in Italia, se anche lo eri, lo tenevi ben nascosto e, più spesso, lo reprimevi, vivendo una vita non tua, ma dettata dalla società (quanti i mariti gay e le mogli lesbiche, sposi solo perché non era permesso fare diversamente?).

Ma quali erano questi amori della Contessa Cicogna?

La Bolkan con la Contessa Cicogna (foto corriere.it)
La Contessa ebbe flirt con Alain Delon, Warren Beatty e Farley Granger ma, ciò che qui più conta, fu anche la compagna di vita per oltre vent'anni dell'attrice Florinda Bolkan (da lei stessa scoperta) ed in seguito con Benedetta Grandona. 
 
Circa la lunga storia d'amore tra la Contessa e Florinda Bolkan, sappiamo che Florinda Bolkan, pseudonimo di Florinda Soares Bulcão (Uruburetama, 15 febbraio 1941), è un'attrice brasiliana, figlia di Maria Hosana Sousa Bulcão, e del politico José Pedro Soares Bulcão, che la lascia presto orfana.Poliglotta, ha cominciato a lavorare come hostess nella compagnia aerea brasiliana Varig dove avrebbe incontrato proprio la Contessa Cicogna.
 
Ma, sull'incontro tra la Contessa Cicogna e la Bolkan, le notizie sono divergenti. Dalla pagina wikipedia dedicata a Florinda Bolkan, infatti, come detto, si può dedurre che l'incontro con la  Contessa Cicogna, avvenne per caso nel 1968, allorquando, in uno dei suoi numerosi spostamenti per lavoro, la Bolkan veniva notata dalla contessa che la introduce nel mondo del jet-set portandola con sé in vacanza a Ischia. 
 
La Contessa Cicogna con Benedetta Gardona (foto repubblica.it)
Da quanto si legge, invece, nell'intervista rilasciata dalla Contessa al Messaggero (link in fondo al post): "Florinda la conobbi a Parigi, lei era tornata da una vacanza a casa Kennedy. La trovavo speciale, solare, libera, disinibita, fisico asciutto, sorriso infantile, aspetto androgino. Alle sue scappatelle davo poco peso ma si rifiutava di accettare la mia con Benedetta, che dovette nascondersi in un armadio, tra i miei vestiti. Ci vivo da 40 anni»"

Dove Benedetta è Benedetta Gardona che, sua compagna per circa quarat'anni e diventata poi sua figlia tramite adozione, come da lei dichiarato, per tutelare sia sé stessa che la compagna, e per problemi in famiglia.

Ecco, questa, a grandi linee la sua vita. Impossibile, dunque, non renderle omaggio.

MduL

 

 

Fonti ed Approfondimenti:

Pagina Wikipedia su Marina Cicogna;
Pagin Wikipedia su Florinda Bolkan;
Articolo "Marina Cicogna, l'ultima intervista: «Florinda Bolkan? Mi tradiva ma ci passavo sopra. Alain Delon? Ero invaghita di un mito»" su ilmessaggero.it;
Articolo "La Contessa di Cinecittà" di Mariella Boerci sul settimanale "F" del 2023.

Interviste MduL: in occasione della pubblicazione in Italia del libro harmony FF per lesbiche dal titolo "Prima Di Dire Si, Lo Voglio", scopriamo la scrittrice inglese Clare Lydon

La scrittrice inglese Clare Lydon (foto MduL)
 
_MduL, 2 ottobre 2022_
 
In occasione dell'uscita in Italia del primo dei suoi libri harmony per lesbiche (libri, cioè, con storie d'amore a lieto fine con e per lesbiche), abbiamo deciso, non solo di segnalarvi l'uscita del libro, ma anche di raccontarvi chi è l'autrice, l'inglese Clare Lydon.
 
E di cose da raccontare,  Clare Lydon, in effetti, ne ha, posto che, oltre ad essere un'autrice inglese di romanzi rosa lesbici a lieto fine (Lesbian Romance Author), che, con il suo marchio Custard Books, si autopubblica in modo professionale in inglese, e ora anche in italiano (mentre le edizioni tedesche e portoghesi sono a cura di editori), co-presenta un podcast, "Lesbians Who Write". Il tutto, facendo trasparire e trasmettendo positività e gentilezza che, visti i tempi in cui viviamo, sono beni preziosi e da approfondire.
 
Questi i titoli dei suoi best seller: "Change Of Heart"; "It Started With A Kiss"; "London Calling" e "Before You Say I Do", l'unico, ad oggi, tradotto in italiano, da Elena Tonazzo, ed edito nel nostro paese con il titolo "Prima Di Dire Si, Lo Voglio".
 
Vediamo, dunque, subito, di cosa tratta il libro.
 
Il libro
 
Prima una premessa: questo libro è stato premiato, nel 2021, nella categoria Romanzi rosa brevi, dalla Golden Crown Literary Society, la società letteraria leader nel mondo che celebra la letteratura saffica e di donne che amano le donne. 
 
PRIMA DI DIRE SI, LO VOGLIO
Titolo: Prima Di Dire Si, Lo Voglio
Autrice: Clare Lydon
Traduttrice: Elena Tonazzo
Editore: Custard Books (24 giugno 2022)
Dati: 2022; 296 p.
Dove: anche QUI, sulla pagina del sito amazon.it
Nota: edito anche in formato Kindle
 
Descrizione
Cosa succede se ti innamori della tua damigella d’onore?
Abby Porter ha un lavoro invidiabile e il fidanzato perfetto, Marcus Montgomery. Ma il suo mondo si capovolge quando lui assume una damigella professionista per aiutarla nel periodo di preparazione del matrimonio. Sin dal primo incontro con Jordan, Abby resta senza fiato.
Marcus è ignaro di tutto. Mancano poche settimane al matrimonio. La domanda da porsi è una sola: ce la farà Abby ad andare all’altare?
Voi che dite?
 
Ora, siccome, come è ovvio, la possibilità che anche qui da noi vengano pubblicati i libri tipo harmony, con protagoniste delle lesbiche, ci vede entusiaste, posto che siamo convinte ci voglia anche un pochino di leggerezza, vieppiù in questi tempi bui, abbiamo deciso di approfondire la conoscenza dell'autrice, Clare Lydon e di condividere ciò che abbiamo scoperto con voi.


L'intervista


Clare Lydon in Scozia (foto MduL)
Ecco, dunque, l'intervista che, grazie all'indispensabile quanto encomiabile lavoro della traduttrice, Elena Tonazzo (che non ringrazieremo mai abbastanza), che ha fatto da intermediario tra le nostre domande e le risposte dell'autrice (consapevoli che il nostro inglese, seppur bastevole alla sopravvivenza ed alla visione dei film in lingua, più o meno, non poteva certo garantire la correttezza della traduzione) ci ha rilasciato Clare Lydon.

1: Ci racconti un po’ della sua famiglia. Ha avuto un’infanzia felice?

Felicissima. Sono l’ultima di otto figli, quindi a casa nostra non c’era mai un momento di noia. Non abbiamo mai avuto tanti soldi, ma siamo sempre stati ben nutriti e curati. Adesso ho 19 nipoti e 21 pronipoti. Siamo un grande clan, ed è praticamente impossibile radunarci da uno di noi, perché nessuno ha una casa abbastanza spaziosa da contenerci tutti. La famiglia è sempre molto presente nei miei libri, perché la famiglia è ciò che ci fa e ciò che ci distrugge.


2: Abbiamo letto che la sua città elettiva è Londra. Cosa ha provato alla morte della Regina Elisabetta II e cosa pensa di Re Carlo III?

Vivo a Londra da 23 anni, e prima stavo a 45 minuti di treno da qui. La capitale ha sempre avuto un posto speciale nel mio cuore ed è l’unica città in cui ho sempre voluto vivere. Molti dei miei romanzi sono ambientati a Londra, compresi tutti gli otto libri della serie London Romance.
Quando ho saputo della morte della Regina Elisabetta II, mi è dispiaciuto per la sua famiglia, e per la morte del senso di familiarità che lei veicolava. Io non sono poi tanto monarchica, ma riconosco che questa è una grande notizia per tutto il mondo, e che ancora una volta stiamo vivendo un evento storico importante. Mi dispiace che lei resterà l’ultima regina per un po’, perché tutti i suoi eredi viventi sono maschi. Inoltre, sembra che con lei sia finita un’epoca, un periodo più stabile. Sono sicura che Carlo farà del suo meglio, ma ha ereditato un disastro di Paese diviso.


3: Tra i suoi luoghi del cuore, c’è la Scozia. Cosa rappresenta per Lei?

Ho sempre amato le città scozzesi, e sono stata a Glasgow e a Edimburgo tante volte. Gli scozzesi sono gente calorosa e ospitale. Nell’estate del 2021 mia moglie e io ci siamo prese due settimane per fare il giro delle Highlands, ed è stata una delle vacanze più belle degli ultimi anni. Dietro ogni angolo c’erano viste mozzafiato, spiagge deserte e splendidi tramonti. Amo stare nella natura, staccare la spina e vivere il momento presente. Le Highlands sono state l’occasione perfetta per farlo. Non vediamo l’ora di tornarci.


4: Lei scrive appassionate e appassionanti storie d’amore, ma di Lei cosa ci racconta? Ci racconti dell’amore nella sua vita.

Sono fortunata: la mia vita è circondata dall’amore. Ho una moglie magnifica, che conosco da più di 18 anni. Ho una famiglia meravigliosamente unita. In più, ho un enorme esercito di lettrici in tutto il mondo che mi sostiene e mi scrive regolarmente dicendo che ama la mia scrittura. Sono grata a tutte loro! Sono una grande romantica, amo il lieto fine e credo che l’amore vada celebrato in ogni occasione. Mia moglie e io ci siamo sposate alla grande nel 2014, quando nel Regno Unito finalmente è stato legalizzato il matrimonio tra persone dello stesso sesso, e spero di fare una festa per il decimo anniversario nel 2024 (incrocio le dita!).


Clare Lydon con il premio (foto MduL)
5: La Golden Crown Literary Society, come si legge nel suo sito web, è la società letteraria leader nel mondo che celebra la letteratura saffica e di donne che amano le donne. Nel 2021 Lei è stata premiata per il romanzo Prima di dire Sì lo voglio nella categoria Romanzi rosa brevi. Cosa rappresenta questo libro per Lei? E il premio?

È bello essere riconosciuti con un premio, ma preferisco la reazione delle lettrici a qualsiasi giuria. E le lettrici questo libro l’hanno adorato! Prima di dire Sì lo voglio è stato il romanzo che ha cambiato tutto per me. È ancora oggi il mio libro che vende di più, è stato inserito nella lista dei GoodReads Pride Books nel 2020, ed è quello che ha suscitato più reazioni nelle lettrici. Ho un gran debole per questo libro. Parla di una sposa che si innamora della sua damigella d’onore professionista. Ho pensato e ripensato alla storia per almeno due anni prima di riuscire a scriverla. Sono contentissima del risultato, ma ancor più per tutto l’amore delle lettrici per Jordan e Abby.   


6: Abbiamo letto che non ha dei gatti. Cosa ci dice dei cani? Qual è il suo rapporto con gli animali?

Lesbiche e gatti pare siano fatti le une per gli altri. Ma non ho mai avuto un animale domestico, e mia moglie è allergica al pelo dei gatti, ecco il perché della mia battuta «Does not own a cat» («Non ha un gatto»). Oggi mi sento più vicina agli animali domestici di quand’ero bambina, visto che tutti i miei amici hanno cani o gatti. Se ne avrò mai uno? Mai dire mai, anche se mi piace la libertà di non avere legami.


7: Cosa pensa dell’Italia? È mai stata qui da noi? Se sì, dove? Si è trovata bene?

Amo l’Italia! È uno dei miei Paesi europei preferiti. Amo la gente, il cibo, il vino, la storia. Il cibo soprattutto! Sono stata a Roma, Pisa, Firenze, Milano, nelle Cinque Terre e in Sicilia. Dovevamo andare a Bologna nel maggio 2020, ma non c’è stato modo a causa del covid. Speriamo di andarci, perché ho sentito dire che è un paradiso per chi ama la buona cucina. Quando siamo state a Milano, c’era la settimana della moda e ci siamo imbucate ad alcune feste dei modaioli. Che esperienza! Adoro la vostra tradizione dell’aperitivo. E la vostra pasta è divina.

8: Cosa vuole dire alle sue (auspichiamo numerose) lettrici italiane?

Spero di far tradurre altri libri in italiano se c’è il desiderio di leggerli. Il mercato dei romanzi rosa lesbo sta crescendo in molti Paesi europei, e spero di riuscire a proporvi altre storie nel prossimo futuro. Spero che leggiate e vi piaccia Prima di dire Sì lo voglio. Se sì, scrivetelo, così so che ne volete leggere altri! 

 

Le 21 cose che non sapete di lei

Queste, dunque, le domande di rito da noi fatte per cercare di conoscere meglio Clare Lydon che, però, non riescono a ridare l'ironia, la freschezza e la sagacia che caratterizzano la scrittura dell'autrice ed allora, sempre e solo grazie ad Elena Tonazzo che l'ha tradotta per noi, eccovi la pagina "About" del sito della Lydon, sì come dalla stessa autrice scritta, che tanto ci ha fatto ridere. Una volta letta, vedrete che la conoscerete meglio anche voi. 

Clare Lydon a Londra (foto MduL)
Nome:    Clare Lydon.
Lavoro: Autrice di romanzi rosa lesbo.
Età: Quella in cui frigno quando mi devo alzare dal divano.
Origini: Essex, e ne sono fiera!

Eccoti dunque nella sezione Chi sono del mio sito web. È chiaro che ti interessa conoscermi un po’ meglio. Ogni tuo desiderio è un ordine. Di seguito ti dico 21 cose di me…

1: Sono sempre stata una narratrice. A sei anni ero la bambina strana che gironzolava nel parco giochi inventandosi storie nella sua testa. Quando mi hanno regalato una Swing Ball a undici anni, passavo ore in giardino a fantasticare mentre colpivo la palla legata al laccio. Ma non mi sarei mai immaginata di diventare una scrittrice a tempo pieno, giuro! La cosa mi sorprende ancora quasi tutte le mattine appena sveglia.

2: Dieci anni fa ho iniziato a fare yoga e meditazione e continuo ancora oggi. Nessuno è più sorpreso di me. È solo una questione di tempo: vedrai che prima o poi entrerò in un coro e inizierò a ricamare a punto a croce!

3: Ci sono voluti cinque anni per scrivere il mio primo romanzo rosa, London Calling. Un altro anno per presentarlo a una casa editrice, ricevere un rifiuto, imparare come si fa ad auto-pubblicarsi e infine avere il fegato di premere il tasto «pubblica». Ma è stata proprio quell’azione a dare una svolta favolosa alla mia vita. L’azione porta al cambiamento.

4: Di tutte le città del vasto mondo, la mia preferita è Londra. Ho un debole per Auckland, Chicago, Parigi e Berlino. Ma Londra è il posto in cui ho sempre voluto vivere sin da bambina e non mi delude mai. Ovunque andrò, il mio cuore sarà sempre qui.

5: Non credo nel blocco dello scrittore. Vero, ci sono giorni in cui faccio fatica a scrivere un pezzo compiuto, ma è così in tutti i lavori. Se uno è bloccato, probabilmente significa che non ha fatto abbastanza ricerche o non ha ragionato abbastanza sulla trama. Molti pensano che la creatività prosperi nel caos; io penso che prosperi di più in un’atmosfera serena, calma e ordinata. Con questo non voglio dire che la mia vita sia sempre così, ma è quella che cerco di avere.

6: Se fossi nata maschio, i miei genitori mi avrebbero chiamato Philip. Sarei stata un ottimo Phil. Avevano anche considerato Judith per una bambina, che sarebbe stato molto più figo di Clare, il nome di metà delle ragazze in classe mia. «Ciao, Jude!» è molto meglio di «Ciao, Clare!», dico bene?

7: La prima volta che mi sono imbattuta nella narrativa lesbo è stata quando alloggiavo in un ostello a Christchurch, in Nuova Zelanda. Avevano un libro nella biblioteca comunale, e per me è stata una meraviglia: finalmente una storia con cui potevo relazionarmi davvero. Se mi ricordo di chi era e come si intitolava? No.

8: Nella mia vita precedente di giornalista musicale, ho intervistato molte pop star, tra cui Bananarama, Bruno Mars, Kanye West, Keane, Steps e Nora Jones. Quando ho intervistato Boy George, gli ho detto che mia mamma mi aveva accusato di essere «salita sul suo carrozzone» quando avevo fatto coming out. La sua risposta? «Avevo un carrozzone?!»

9: Conduco due podcast. Il primo, The Lesbian Book Club, è ospitato su The Lesbian Lounge ed è una chiacchierata mensile con un’altra autrice, oltre che una carrellata di notizie sulla narrativa lesbo. Il secondo, Lesbians Who Write, svela la vita degli scrittori mentre io e la co-conduttrice TB Markinson parliamo di tutto ciò che riguarda la scrittura e la narrativa lesbo. Iscriviti se vuoi dalla tua app per i podcast!

10: Mi sono sempre piaciuti i giovani gruppi musicali pop e ci sono rimasta malissimo quando i Take That si sono sciolti negli anni Novanta. Ho preso molto meglio la separazione dei One Direction, a riprova di una certa maturità da parte mia. E già mi aspetto che Justin Bieber si dissolva, bada bene.

11: La mia prima esperienza di co-autrice è stata nel 2018, quando ho scritto con Harper Bliss il romanzo Once Upon A Princess. All’inizio ero atterrita, ma col tempo si è rivelata una delle migliori esperienze della mia carriera di autrice. Scrivendo con qualcun altro, si è creato un ritmo inarrestabile, e anche condividere l’esperienza è stato divertente. In più, è stata la prova che 1+1 = ben più di 2.

12: Se vai a vedere la città in cui sono nata, Southend-on-Sea, ti consiglio di fare una passeggiata sul pontile, che è il più lungo del mondo (2,16 km!). Puoi anche prendere il treno, ma a piedi ci vogliono solo 30 minuti. Pensa ai passi. Inoltre, potresti anche vedere Jamie Oliver nel suo caffè. In fondo ci sono un negozio e posti dove mangiare.

13: Quando ho scritto You’re My Kind era appena morto un mio caro amico. Era la prima volta che affrontavo una perdita del genere. La morte fa parte della vita, ma è stato comunque uno shock. Scrivere il libro mi ha aiutato a dare un senso ai miei sentimenti, e l’ho dedicato a Marc. Chissà quanto avrebbe riso, se avesse visto un romanzo rosa lesbo dedicato a lui!

14: Le mie canzoni da karaoke sono Teenage Dirtbag, Footloose, A Little Respect e Top Of The World. Vengo da una famiglia di cantanti e non mi sono mai tirata indietro davanti a un microfono.

15: Se potessi fare un salto indietro nel tempo e dare un consiglio sulla scrittura alla me di anni fa, le direi: scrivi e pubblica adesso. Non aspettare che arrivi «il giorno giusto per». Le uniche cose che mi frenavano erano una mancanza di conoscenze e i dubbi sulla mia scrittura. Ma si può imparare ciò che si ha bisogno di sapere, mentre i dubbi sono una costante. Non spariscono mai, bisogna solo imparare a conviverci. La cosa fondamentale è sedersi e scrivere il libro che si ha dentro. E farlo ancora. E poi ancora.

16: Credo di essere nata gay-gay-gay. Sì, è un triplo gay, anziché solo un normale standard gay.

17: Ho iniziato a scrivere la serie London Romance perché volevo leggere storie delle donne lesbiche che conoscevo. Spero di aver catturato lo spirito della Londra del XXI secolo, e che le lettrici mi dicano di rivedersi nei personaggi, cosa che adoro. La serie dei London Romance è stata descritta come «The L Word ambientata a Londra». Concordo.

18: Amo il cioccolato, ma non il gelato al cioccolato, non la torta al cioccolato, né altre cose al gusto di cioccolato. In più, preferisco il cioccolato che costa poco, quello pieno di robe chimiche come il Cadbury o il Galaxy, rispetto al cioccolato belga di qualità. Che vuoi che ti dica? Sono una rustica.

19: L’umorismo inglese tagliente è il punto di forza della mia scrittura. I miei libri contengono personaggi con difetti: dicono la cosa sbagliata, bevono troppo, hanno rimpianti e imparano strada facendo. E nei miei libri l’ironia e il lieto fine sono garantiti: sei in una botte di ferro. Ti do la mia parola.

20: Se muoio, vorrei che al mio funerale si suonasse Copacabana di Barry Manilow. E pure che si ballasse. Ai funerali bisogna ballare di più.

21: Scrivere storie di vita lesbo è un grande onore e privilegio. Non intendo farmi dire «poverina», ma quand’ero ragazza, era difficile trovare un romanzo rosa lesbo. Oggi basta premere un tasto per averne a disposizione tanti. La rappresentanza non è mai stata più vitale, e io sono orgogliosa di fare la mia parte. Continua a leggere, e io continuerò a scrivere.

Ecco fatto, ora non potete dire di non conoscerla, almeno un pochino. Non ci resta che attendere il suo prossimo titolo tradotto in italiano.
 
MduL 

Celesbian: scopriamo chi è la cantautrice "Ariete"

Ariete (Foto soundsblog.it)
 
_MduL, 11 giugno 2022_
 
Potevamo non parlarvi della cantautrice Ariete? No, non potevamo, perchè la ragazza, seppur giovanissima, già riesce a farsi rispettare e ad essere, suo malgrado, un esempio importante per le piccole donne che ancora si debbono affacciare alla prima giovinezza. Ma andiamo con ordine.
 
Prima di tutto, vediamo di chi stiamo parlando.
Ariete, pseudonimo di Arianna Del Giaccio, classe 2002, è una cantautrice e compositrice italiana, che ha iniziato la sua carriera su youtube, per poi arrivare, in brevissimo tempo e dopo già due album di successo con anche collaborazioni importanti con altri artisti (su tutti, Madame) a suonare sul palco dell'ultimo concerto del primo maggio a Piazza San Giovanni, a Roma, davanti a milioni di persone (in piazza ed in tv).

Vediamo, ora, perché abbiamo deciso di parlarvi di lei. 
 
Jenny De Nucci & Ariete (idealia.it)
Abbiamo deciso di parlarvi della giovanissima Ariete non perché sia bisessuale (o, almeno, così la definisce wikipedia. Data l'età, si presume lei preferisca altre definizioni) o perché ha una relazione con la parimenti giovanissima attrice/influenzer/scrittrice Jenny De Nucci, ma perché, in ogni occasione e contesto, soprattutto nei live, esprime con forza i principi cari al nostro mondo, su tutti, la tolleranza e la mancanza di pregiudizi nei confronti di ognuno che, come ribadisce sempre Ariete, è libero di essere ed amare chiunque voglia.

Andiamo ora nel dettaglio, riepilogandovi la sua straordinaria e rapidissima carriera che, vista la giovanissima età, divideremo per anni.
 
Gli esordi.
Leggiamo su wikipedia che la ventenne Ariete, tre anni addietro, all'età di 17 anni, ha partecipato alla tredicesima edizione di X Factor, superando le prime fasi di selezione ma venendo comunque eliminata ai Bootcamp.
Dopo questa esperienza, nell'agosto del 2019, pubblica su Youtube il suo primo singolo "Quel bar", distribuito poi, dal 15 novembre sulle piattaforme di streaming, e nel dicembre 2019 il secondo singolo, dal titolo "1/12"
 
Anno 2020:
Copertina Album "Spazio"
A questo punto, la ragazza viene scritturata dalla casa discografica Bomba Dischi e nel maggio del 2020, a 18 anni, pubblica l'EP d'esordio, dal titolo "Spazio", il quale vede i brani "Amianto" e "Pillole" venire certificati dischi d'oro.
Quindi, il 16 settembre esce il singolo "Tatuaggi", in collaborazione con Psicologi (certificato disco di platino) e l’11 novembre pubblica un altro singolo dal titolo "18 anni", anticipatore dell'omonimo EP uscito il 3 dicembre, contenente il brano Mille guerre, che viene certificato disco d'oro.
Infine, in quest'anno, nel mese di dicembre, collabora con Sir Prodige per il singolo "Aries".
 
Anno 2021:
Nel corso del 2021 canta in collaborazione in brani di Alfa, Novelo, Tauro Boys, dei Bnkr44 e di Rkomi, ottenendo con quest'ultimo un disco di platino per il brano "Diecimilavoci".
Il 3 maggio pubblica il singolo "L'ultima notte", che, almeno questo, tutte voi avrete sentito almeno una volta, visto che è stato utilizzato anche come spot del Cornetto Algida (e certificato doppio disco di platino).
 
Anno 2022:
Copertina Album "Specchio"
A inizio 2022 collabora con Tenth Sky per Capelli blu, con Sick Luke e Mecna per Il giorno più triste del mondo nell'album X2. 
Il 25 febbraio 2022 pubblica il suo primo album in studio "Specchio", contenente undici brani, con la partecipazione di Franco126 e Madame (con lei il brano "Cicatrici").
L'album, anticipato dai singoli "L" (certificato oro) e "Club", ha esordito direttamente al quarto posto della Classifica FIMI Album.
Sempre nel 2022, la cantante organizza un tour musicale in tutta Italia, dal titolo "Specchio Tour"
 
Ed ora alcune notizie relative alla sua vita privata.
Sempre grazie a wikipedia, scopriamo che la piccola Arianna, nata ad Anzio il 27 marzo 2002, inizia a suonare la chitarra già ad otto anni ed il pianoforte pochi anni dopo, dopodiché comincia a scrivere e comporre i primi pezzi, per arrivare, come detto, ad X Factor all'età di 17 anni.
 
Di lei sappiamo che è "apertamente bisessuale" (definizione wikipedia) e che nelle sue canzoni racconta il suo amore per le ragazze, facendo anche attivismo sui social ma soprattutto, come detto, nei live, nei quali ribadisce l'importanza di essere ed amare chiunque si voglia. 
 
Ariete & Jenny De Nucci (vogue.it)
Dal 2021 è fidanzata con l'attrice italiana Jenny De Nucci.
La loro è una delle coppie più amate nel mondo dei social. Ultimamente, Ariete e la De Nucci hanno rilasciato un’intervista a Vogue Italia, dove hanno parlato del loro rapporto e della loro “vita quotidiana”.  
Queste, alcune delle frasi delle ragazze che definiscono la loro coppia, così come riportate da Gabbo per webboh.it (link all'articolo in calce al post).
Jenny De Nucci: “Non ho mai dovuto specificare con nessuno chi sono perché forse ancora non lo so nemmeno io. So che posso amare una donna come amare un uomo. Probabilmente mi è stato insegnato così bene l’amore che posso amare chiunque. Ora sono felice di amare lei, perché lei mi ama anche se la sera dopo dieci minuti mi addormento sul divano
Ariete: “La cosa bella è che questo racconto può, omettendo magari qualche passaggio, essere di tutti: di due amici, di un uomo e un altro uomo, di una madre e un figlio. E scommetto che se non avessi specificato del nostro fidanzamento, forse non l’avreste nemmeno pensato!”. 
Ariete: "Io e Jenny spesso dormiamo insieme. Non sempre perché dobbiamo, solo perché ci va. Non per forza perché siamo fidanzate, solo perché ci piace e ci vogliamo bene. (…) Le nostre famiglie ci vogliono bene e ci supportano, insomma, stiamo bene, siamo contente. Io sono contenta perché sono ciò che sognavo di essere a vent’anni, Jenny tante volte sembra anche più felice di me. Forse perché io sono un po’ meno entusiasta, non mi aspetto mai niente, non tendo quasi mai ad esaltarmi".

Vabbè, direte voi, ma chi è Jenni De Nucci?
 
Jenny De Nucci (cdastudiodinardo.com)
Jenny Claudia De Nucci
nasce a Garbagnate Milanese il 27 maggio 2000 e cresce in provincia di Monza e della Brianza. 
Artista a tutto tondo, si appassiona fin da giovanissima al canto, alla musica, alla danza e alla fotografia. Frequenta il Centro Studio Danza L’étoile di Varedo e frequenta un liceo linguistico. Partecipa inoltre a un workshop di recitazione presso l’Associazione Culturale Mondo Artistico di Roma. 
A soli 16 anni fa il suo debutto nel mondo dello spettacolo partecipando alla prima edizione del reality show targato Rai "Il Collegio", trasmissione che ha reso noto anche Denis Dosio, Nicole Rossi e Jennifer Poni.
Ha anche recitato nelle fiction "Don Matteo" e "Un passo dal Cielo" e nei film "Ancora più bello", "Sing 2" e "Sempre più bello".
La De Nucci, però, non è solo influenzer ed attrice, ma anche scrittrice. Suo il libro "Girls. Siamo tutte regine"
Ultima notazione che abbiamo trovato: recentemente è stata ospite del programma di Stefano De Martino su Rai 2, "Stasera tutto è possibile".
Che dire, anche lei, indubbiamente, una ragazza che, seppur giovanissima, ha già acquisito molte sicurezze e certezze nello scardinare i pregiudizi ancora oggi, haimé, in questo paese molto forti, soprattutto nelle vecchie generazioni, ma anche in tanti/troppi ragazzi dell'età delle nostre protagoniste.
 
 
Ecco fatto, ora sapete proprio tutto.
MduL 



Fonti ed approfondimenti:
Pagina Wikipedia su Ariete;
Articolo "Jenny De Nucci e Ariete confidano a Vogue il loro quotidiano di giovane coppia" di Di Federico Chiara per vogue.it del 5/05/2022;
Articolo "Ariete, chi è la cantante di L’ultima notte e L" di Alberto Graziola per soundsblog.it del 2/03/2022;
Articolo "Ariete, chi è?/ Da X Factor al Concerto del Primo Maggio 2022: il percorso" di Matteo Fantozzi per ilsussidiario.net del 01/05/2022;
Articolo "Jenny de Nucci parla del suo orientamento e del rapporto con Ariete (e lancia un bel messaggio!)" di Gabbo per webboh.it;
Articolo "Chi è Jenny De Nucci: Biografia, Età, Instagram e Fidanzato dell’attrice" su chiecosa.it;
Filmografia di Jenny De Nucci su mymovies.it;

Omofobia - ad Alessandria un'aggressione omofoba da parte di un vicino ad una donna di 53 anni, solo perché lesbica

Claudia Cecconello dopo l'aggressione (foto repubblica.it)
 
_MduL, 14 maggio 2022_
 
E' sempre così: a fronte di alcuni, magari importanti e significativi passi avanti del mondo Lgbtqi+, ci sono delle sempre gravi recrudescenze omofobe di cui siamo costrette a darvi conto.
 
In questo caso vi raccontiamo la storia, così come l'abbiamo letta nell'articolo di  Carlotta Rocci (link in calce al post), che ha coinvolto Claudia Cecconello, una donna lesbica di 53 anni che vive ad Alessandria.
 
La donna, che abita in un condominio del rione Cristo di Alessandria, nella giornata di venerdì 6 maggio, è stata avvicinata dal vicino di casa, il quale l'ha apostrofata dicendole, di punto in bianco, "Sei una lesbica di m..." e l'ha aggredita a calci e pugni, spingendola giù dalle scale del condomino. 
Nello specifico, come raccontato sui social da una sua amica, l'ascensore era stato manomesso e non funzionava: il vicino l'ha raggiunta, insultata, fatta cadere dalla rampa di scale, poi l'ha presa a pugni in piena faccia.
Ferita, Claudia è riuscita a nascondersi in casa: ha chiesto aiuto e ha chiamato la polizia. Poi è stata trasportata in ospedale. Sull'episodio la polizia ha aperto un'indagine.
 
Claudia, infatti,  che si era trasferita al terzo piano del palazzo del rione Cristo dieci anni fa, racconta che già da tempo era vittima di dispetti, ma questa è la prima volta che viene aggredita. Così, senza motivo, solo perché lesbica!.
 
Nessun commento, solo, forza Claudia!.
MduL 
 


Fonte:
Articolo "Alessandria, "Sei una lesbica di m...": il vicino la picchia e la butta giù dalle scale" di Carlotta Rocci per repubblica.it del 9/05/2022

Film Lbtqi+: nel film "Only the animals - Storie di spiriti amanti", ancora una parte lesbica per l'attrice Valeria Bruni Tedeschi

(foto mymovies.it)

 
_MduL, 14 maggio 2022_
 
V.Bruni Tedeschi (wikipedia.it)
Ancora un altro film con personaggi lesbici, ancora un ruolo lesbico per l'attrice Valeria Bruni Tedeschi [solo quest'anno, al cinema, siamo a tre: "Parigi, tutto in una notte" (titolo originale: "La Fracture") di Catherine Corsini del 2021; "Gli amori di Anaìs" (titolo originale: "Les Amours d'Anaìs") di Charline Bourgeois-Tacquet (2021) ed ora, appunto, "Only for animals-Storie di spiriti amanti"]. Stiamo parlando del thriller "Only for animals-Storie di spiriti amanti" di Dominik Moll, uscito lo scorso 12 maggio nei cinema.
 
Nel cast, per ciò che ci interessa, oltre alla sempre brava Valeria Bruni Tedeschi nel ruolo principale di Evelyne Ducat ed alla giovane Nadia Tereszkiewicz nel ruolo di Marion (attrice quest'ultima, franco-finlandese di origine polacca), anche una delle attrici rivelazione degli scorsi anni, Laure Calamy, che nella serie "Chiami il mio agente", interpretava la finta svampita Noémie Leclerc.
 
Il film è tratto dal libro, purtroppo, per ora, ancora non tradotto in italiano, "Seules les bêtes" di Colin Niel del 2019.
 
Questa la trama, tratta dal sito mymovies.it:
Lozère, sud della Francia. Una donna - Evelyne Ducat (Valeria Bruni Tedeschi) - sparisce misteriosamente durante una bufera di neve. La polizia trova la sua macchina sul ciglio di una strada e comincia ad indagare sui possibili colpevoli. Tra i sospetti ci sono Alice (Laure Calamy), assistante sociale, suo marito e il suo amante. Vivono tutti e tre lontani dal resto dal mondo. Poco prima, a Sète, una cameriera - Marion (Nadia Tereszkiewicz) - si era innamorata della vittima e ha cercato in tutti i modi di far funzionare il loro amore proibito. Infine, un ragazzo dell'Abidjan che tenta di uscire dalla miseria si ritroverà, anch'esso, coinvolto in questo caso. Le loro vicende si intrecciano e il puzzle è difficile da ricomporre. Tutti nascondono un grave segreto... ma chi ha ucciso Evelyne Ducat? 
 
Nel film, dunque, si parla, tra le altre cose, anche della storia d'amore tra la protagonista, la bisessuale Evelyne Ducat e la sua giovane cameriera, Marion. Ma essendo il film, come detto, un thriller, non vi raccontiamo altro...se volete, lo trovate per ora al cinema.
 
Buona visione.
MduL
 

Anche nella trilogia di film "Sul più bello" (2020), "Ancora più bello" (2021) e "Sempre più bello" (2022), uno dei personaggi principali, Federica (interpretata da Gaja Masciale), è lesbica

Gaja Masciale è Federica nella serie di film Sul/Ancora/Sempre più bello (foto da repubblica.it)
  
_MduL, 27 febbraio 2022_
 
Vi segnaliamo la trilogia di film usciti nei nostri cinema tra il 2020 e l'inizio di questo 2022, "Sul più bello", "Ancora più bello" e "Sempre più bello" perché vedono tra i personaggi principali Federica (Gaja Masciale) che è lesbica.
 
Ciò posto, come sempre, andiamo con ordine e spieghiamo di cosa stiamo parlando.
 
(comingsoon.it)
"Sul più bello"
è un film italiano del 2020, opera prima della regista Alice Filippi, tratto dall'omonimo romanzo di Eleonora Gaggero (che prende parte anche al film nel ruolo di Beatrice) che segna il debutto cinematografico di Ludovica Francesconi, Jozef Gjura e Gaja Masciale.
Questa la trama: la protagonista principale dei film è Marta (Ludovica Francesconi), una ragazza orfana, un po' bruttina e consapevole di esserlo, ma non ne fa certo un dramma, che può contare sui suoi due migliori amici: Jacopo (Jozef Gjura) e Federica (Gaja Masciale), entrambi omosessuali, che fanno le veci della sua famiglia.
Grande e vero problema di Marta è la malattia ereditaria (mucoviscidosi) da cui è affetta, la quale potrebbe ucciderla molto presto, dal momento che le cure a cui si sta sottoponendo non stanno funzionando. Marta comunque non si perde d'animo: va a vivere con i suoi migliori amici in un appartamento che ha ereditato, è felice del suo lavoro come annunciatrice delle offerte in un supermercato, e soprattutto si sente spronata dal suo medico a perseguire uno scopo per non percepire il suo tempo che passa. 
Dopo aver tentato invano un approccio con un ragazzo su Tinder, la ragazza si lascia trascinare dai suoi amici (che nel frattempo decidono di avere un bambino fra di loro nonostante il loro orientamento sessuale) ad una festa. Qui ha un colpo di fulmine per un certo Arturo (Giuseppe Maggio), ragazzo bellissimo che non riesce a togliersi dalla testa e che riuscirà a conquistare....

(comingsoon.it)
A seguire, il secondo film della trilogia, "Ancora più bello" (2021), diretto da Claudio Norza, che ci narra la vita di Marta dopo un anno da dove l'avevamo lasciata con il primo film.
Questa la trama: Marta ed Arturo, dopo un anno, decidono che è ora di lasciarsi, perchè Marta è dell'idea che "alla fine si lasciano". Marta, quindi, inizia a pensare solo a sé stessa, non avendo alcuna intenzione di avere nuove storie, sennonchè nella sua vita entra Gabriele (Giancarlo Commare), un ragazzo dolce e affettuoso, divertente e non molto sicuro di se stesso, che di lavoro fa il disegnatore e che attira subito il suo interesse. Marta però prima d'impegnarsi in un nuovo rapporto d'amore, preferisce buttarsi definitamente alle spalle la sua vecchia storia con Arturo. Così mentre Gabriele si trasferisce temporaneamente a Parigi, Marta, anche grazie all'aiuto dei suoi inseparabili amici, Federica (Gaja Masciale) e Jacopo (Jozef Gjura), cerca di fare chiarezza nel suo cuore. Ma proprio nel momento in cui decide di aprirsi e farsi coinvolgere dalla storia con Gabriele, il ragazzo in preda alla gelosia, cade in un imperdonabile passo falso che li farà allontanare. Quando tutto sembra andare per il verso sbagliato, una notizia inaspettata sposterà subito l'attenzione di Marta: l'ospedale ha trovato un donatore compatibile.

(comingsoon.it)
Arriviamo così all'ultimo film della trilogia "Sempre più bello" (2022), uscito lo scorso mese di gennaio e diretto sempre da Claudio Norza, che ci fa ritrovare Marta, che, dopo la delicata operazione di trapianto ai polmoni, sembra stare finalmente bene. Gabriele (Giancarlo Commare) non l'ha mai lasciata, è stato sempre al suo fianco. I due decidono di prendere una casa tutta nuova e andare a vivere insieme, lasciando l'appartamento di Jacopo e Federica, che si mettono così alla ricerca di nuovi coinquilini. Tutto sembra andare per il verso giusto, quando all'improvviso Marta ha una ricaduta e viene portata d'urgenza in ospedale. Tutti i suoi amici sono in ansia e si ritrovano in ospedale con la speranza di ricevere al più presto notizie da Dario, il medico che segue Marta ormai da diverso tempo. In questo momento così delicato, l'unica a poter aiutare Marta sembrerebbe essere l'austera e schiva nonna (Drusilla Foer), con cui la ragazza non ha più contatti da molti anni. Gabriele disperato cercherà di rintracciarla...
 
Questi, dunque, i film che compongono la trilogia che, come anticipato, a noi interessa perché Federica l'amica della protagonista principale Marta, è lesbica e come tale ci accompagna nelle sue avventure.
 
Federica e Jacopo (foto fred.fm)
Il personaggio di Federica
, infatti, è abbastanza carino e particolare, posto che la ragazza è intelligente, spiritosa, inquieta, capace di mettere al tappeto le signore della Torino bene a colpi di partite di poker, ma anche di ribellarsi alle molestie in ufficio. Insomma, un tipo tosto e particolare.
 
Ma per saperne di più sul personaggio di Federica e sulla giovane attrice, Gaja Masciale, che la interpreta, andate qui, all'articolo/intervista "'Sempre più bello', Gaja Masciale: "Mi è piaciuto interpretare un personaggio che vive la sessualità senza stereotipi"" di Chiara Ugolini per repubblica.it del 31/01/2022.

(accademiasilviodamico.it)
Dell'attrice Gaja Masciale
, invece, sappiamo ben poco, vista anche la giovane età. Quello che sappiamo di lei, grazie all'articolo di Maria Carmela Furfaro per donnapop.it del 23/09/2021, è che ha 24 anni, essendo nata in Puglia, a Terlizzi (BA), il 18 novembre 1997, che ha conseguito il diploma nel 2016 all’Accademia Nazionale d’Arte Drammatica Silvio D’Amico, che sulla sua vita privata e sentimentale è super riservata; che ha occhi verde chiaro e trasparenti, capelli lunghi e rossi, viso tempestato da lentiggini ed è alta un metro e 68 centimetri di altezza.
Sappiamo, inoltre, che è appassionata di danza, nuoto ed equitazione, che ha una buona voce e canta da mezzo-soprano e che parla perfettamente la lingua spagnola.
Sappiamo infine che vanta oltre 18mila follower nel suo profilo Instagram (follower che, siamo sicure, essendo ormai passati diversi mesi dall'articolo da cui abbiamo estratto i dati, saranno ora tanti di più).

Ecco fatto, ora sapete tutto.
 
MduL

Personaggi lesbici in Serie tv: vi segnaliamo che nella serie "Fosca Innocenti", per ora in onda su Canale 5, uno dei personaggi principali, la poliziotta Giulia De Falco, è lesbica

 
Parte del Cast della serie "Fosca Innocenti". Da sinistra: Francesco Leone, Cecilia Dazzi, Vanessa Incontrada e Desirée Noferini (foto lanotiziagiornale.it)

_MduL, 13 febbraio 2022_
 
Ebbene sì, lo ammettiamo: per l'ennesima volta abbiamo iniziato a vedere una serie tv solo perché la protagonista principale è Vanessa Incontrada e solo perché il venerdì avevamo voglia di leggerezza. Ammettiamo pure che, visto che la prima puntata di "Fosca Innocenti" è andata in onda su Canale 5, eravamo più prevenute che mai, essendo palese la nostra predilizione per le serie tv rai, quindi i presupposti per essere critiche e lasciare la puntata a metà c'erano tutti, ma, che dirvi, anche se non ci è parsa una serie recitata benissimo ed anche se la sceneggiatura e la regia non sono certo ai livelli rai, ci è comunque piaciuta e siamo quasi sicure che venerdì prossimo vedremo anche la seconda puntata.
Certo, gli elementi di 'manchevolezza' sono molteplici e le recensioni non hanno mancato di essere anche molto cattive, ma, insomma, se avete voglia di leggerezza e di non troppo impegno, ve la consigliamo lo stesso.
 
(foto tutto.tv)
Questi gli elementi che ci hanno conquistato.

1. Il personaggio principale, il Vicequestore Fosca Innocenti, è interpretato da Vanessa Incontrada.

2. Vi è una marcata predominanza di personaggi femminili nei ruoli principali.

3. Sono personaggi femminili il Vicequestore, le poliziotte ed il Magistrato competente. I due personaggi maschili principali hanno ruoli 'minori' nella vicenda, essendo uno un poliziotto bistrattato dalle colleghe e l'altro, con ruolo più importante, un caro amico della Vicequestore Fosca Innocenti, che gestisce un'enoteca, dunque, almeno fino a questa prima puntata, non partecipa alle indagini.

4. Uno di questi personaggi femminili principali, la poliziotta Giulia De Falco, è lesbica e già nella prima puntata abbiamo occasione di scoprirlo e di apprezzare la sua storia/avventura con un'altra donna.

5. Soprattutto, il fatto che Giulia De Falco sia lesbica è un dato di fatto, inserito nella sceneggiatura della serie come una cosa normalissima e non come un problema o come una cosa da rimarcare e compatire...

Poste così, le necessarie premesse alla serie, vediamo ora di cosa si tratta e che cos'è "Fosca Innocenti".

(foto ciakgeneration.it)
"Fosca Innocenti" è una serie tv mediaset, del 2022
(creata da Massimo Del Frate, diretta da Fabrizio Costa, prodotta da RTI in collaborazione con Banijay Studios Italy e Film Commission Toscana), composta da un'unica stagione di 4 episodi (ma per la quale è già stato previsto il rinnovo), la prima puntata della quale è andata in onda venerdì scorso, 11 febbraio 2022, su Canale 5.
 
La serie, anche se scritta da Dido Castelli, già autore di alcuni episodi de "I Bastardi di Pizzofalcone" (ma quanto ci piace questa serie e non solo perché ci sono due dei personaggi lesbici migliori in circolazione...), e Graziano Diana, che ha preso parte alla stesura del soggetto di "Yara" (Netflix), come detto, non ha avuto recensioni entusiastiche, in ogni caso, è stata vista da quasi 4 milioni di persone e non ci sembra poco.

Il titolo della serie fa riferimento al nome della protagonista, il Vicequestore Fosca Innocenti (interpretata, come detto più volte, da Vanessa Incontrada), che opera in Toscana, ad Arezzo, con la sua squadra, composta da tre elementi: il poliziotto alle prime armi,  Pino Ricci (interpretato da Francesco Leone) e le poliziotte Rosa Lulli  (interpretata da Cecilia Dazzi) e la 'nostra' Giulia De Falco (interpretata da Desirée Noferini).
 
Irene Ferri è G. Perego (cdn.blogo.it)
Segue le indagini, il PM Giuliana Perego, interpretata da Irene Ferri, della quale, inutile dirlo, siamo innamorate dai tempi della serie rai di Ivan Cotroneo "Tutti pazzi per Amore", dove, insieme a Francesca Inaudi ed a Carlotta Natoli (e per un periodo anche con Sonia Bergamasco), componeva il trio della redazione della rivista dove lavorava la protagonista della serie (prima Stefania Rocca e poi Antonia Liskova). Ma non divaghiamo.
 
Del Vice Questore Fosca Innocenti, sappiamo che è orfana di madre (alla nascita) e di padre in età adulta, che ama gli animali, ed in particolare il suo cavallo, e che vive da sola nel suo casolare di campagna, con la sua vecchia governante, Bice, interpretata da Giorgia Trasselli.
Incontrada e Arca (fanpage.it)
Va in giro con la vecchia macchina del padre, che aggiusta da sola alla perfezione, è un'ottima conoscitrice di vini e si veste 'come viene', a differenza della PM, Giuliana Perego, che è sempre perfetta e frequenta i campi da golf esclusivi ecc..., ed è molto brava a risolvere i casi. Dalla sua, anche un fiuto eccezionale, che le vale come un'arma in più nella risoluzione dei casi.
Profondo e vero amico di Fosca è Cosimo, interpretato da Francesco Arca, che, come detto, gestisce un'enoteca e che è uno 'sciupafemmine'.
 
Degli altri protagonisti, sappiamo che la poliziotta Rosa Lulli, interpretata, come detto, dalla sempre brava Cecilia Dazzi, è sposata con figli ed ha un marito che in casa e nel letto è un disastro e che il poliziotto Pino Ricci (interpretato da Francesco Leone) è siciliano, non ha la fidanzata ed ha una mamma che gli invia sempre pacchi con torte o cibo dal sud (chiaro stereotipo, ma pazienza). Sul lavoro è anche bravo, ma viene preso sempre in giro dalla colleghe. La De Falco, inoltre, quando parla siciliano, non lo capisce.
 
Desirée Noferini (foto mediasetplay.mediaset.it)
Siamo arrivate così, finalmente, a parlare della 'nostra' tostissima poliziotta Giulia De Falco (interpretata da Desirée Noferini), della quale, già solo nella prima puntata, abbiamo apprezzato la sua storia con Martina, una fisioterapista aretina, con la quale, una volta incontratesi in discoteca, mentre la De Falco era fuori servizio, sembrava aver iniziato una relazione...e non vi diciamo niente altro, per evitare eventuali spoiler ed anche perché pensiamo, speriamo, ci siano sviluppi nelle prossime puntate.
Comunque, la nostra De Falco è tosta, va in giro con una motocicletta, vive da sola ed è lesbica, cosa perfettamente e tranquillamente risaputa dal vicequestore Innocenti, che ha sgamato subito la sua storia con Martina...e poi, basta, per ora non abbiamo altro da darvi, avendo visto, appunto, solo la prima puntata.
 
Ciò posto, per quante di voi fossero interessate, vi segnaliamo che la prima puntata, almeno fino ad oggi, non è disponibile in replica ed è disponibile in streaming solo on demand, su Mediaset Infinity (richiede l'iscrizione, non sappiamo dirvi se a pagamento o meno. Comunque, se volete provare o se già siete utenti infinity, ecco il link diretto alla puntata) e che la seconda puntata andrà in onda venerdì prossimo, 18 febbraio, in prima serata su Canale 5.
 
MduL

Celesbian: Victoria De Angelis, la bassista dei Maneskin ha dichiarato a Vanity Fair la sua attrazione per le donne...

Victoria De Angelis (foto novella2000.it)

_MduL, 12 giugno 2021_ 

Ed eccoci qui a parlarvi anche noi dei Maneskin, il gruppo musicale rock formatosi a Roma nel 2016 e composto da Damiano David (voce), Victoria De Angelis (basso), Thomas Raggi (chitarra) ed Ethan Torchio (batteria), che ha raggiunto la notorietà in Italia nel 2017, grazie all'undicesima edizione di X Factor (dove portano i brani: "Chosen", "Morirò da re" e "Torna a casa"), dove, pur essendosi classificati secondi, hanno firmato un contratto con l'etichetta discografica Sony Music, pubblicando l'EP Chosen nello stesso anno e che quest'anno ha fatto incetta di premi, vincendo prima la 71ª edizione del Festival di Sanremo e poi la 65ª edizione dell'Eurovision Song Contest, con il pezzo "Zitti e buoni".
 
Del gruppo tanto si è parlato e si parla tutt'oggi, soprattutto con riferimento al suo frontman Damiano (è gay, no è etero; si fa di cocaina, no non è vero; paladino dei diritti Lgtbqi+ e delle donne; è fidanzato, non è fidanzato, ecc...), ma noi in questa sede ci occuperemo, ca va sans dire, della bassista e fondatrice del gruppo, Victoria De Angelis.
 
La ventenne Victoria De Angelis nasce a Roma il 28 aprile del 2000. Di origini danesi, Vic inizia a suonare la chitarra giovanissima, a 8 anni, per poi passare, una volta alle medie, al basso.
Arrivata al liceo (ha frequentato il liceo scientifico J. F. Kennedy) conosce il chitarrista Thomas Raggi, con il quale, nel 2015, insieme al cantante Damiano David, fondano la band Måneskin, che si completa poi con il batterista Ethan Torchio. 
Da segnalare che il nome della band lo ha proposto e deciso proprio Victoria e deriva dal danese, dove significa “chiaro di luna”.

Della musicista, quindi, stante la giovanissima età, ne sappiamo abbastanza, ciò che non si conosce più di tanto è la sua vita privata. Di lei, almeno prima dell'intervista rilasciata al settimanale "Vanity Fair", di cui vi parleremo tra poco, si sapeva soltanto che vive a Roma, che il suo colore preferito è il verde, e che la frase che più la rappresenta è: “Non sono impegnata, sono impegnativa”. Oltre a ciò, sempre grazie all'articolo su chiecosa.it (link in calce al post), conosciamo alcune curiosità, come, ad esempio, che è soprannominata dai membri del gruppo "Mamma Maneskin", che i suoi generi musicali preferiti sono il rap, funky, indie rock, soul, hip hop e R&B, che cura il look per la band personalmente, che ha un piercing all’ombelico.

Arriviamo così all'intervista rilasciata da Victoria De Angelis a Vanity Fair, per il numero del settimanale dedicato al valore della diversità.
Ebbene, in questa intervista la bassista ha rivelato che, “Quando per la prima volta ho provato sentimenti e attrazione per una ragazza è stato un po’ disorientante perché non avevo mai avuto il coraggio di andare oltre le limitazioni che avevo imposto a me stessa". 
Spiegando poi che, "Per la società essere eterosessuali è la norma e quindi spesso uno si incasella automaticamente in quel modo privandosi della libertà di vivere molte sfumature e sfaccettature diverse dell’amore."
Per concludere, poi, dichiarando che "Una volta superata l’insicurezza iniziale di dover mettere in discussione le proprie certezze ho vissuto la mia sessualità in maniera molto naturale e libera, come dovrebbe poter essere per tutti“.

A riprova e conferma di questo suo - meraviglioso - modo di essere, il suo sentire fin da piccolissima, allorquando, come da lei stessa dichiarato “A sei anni già non le tolleravo le distinzioni tra maschile e femminile. Ho sempre avuto idee forti su come volevo essere. Rifiutavo cose tipicamente definite da bambina, e intorno mi prendevano in giro perché andavo sullo skate, giocavo a calcio, non indossavo gonne, mi stavo dando la chance di essere come desideravo (…) ma ho avuto coraggio e oggi grazie a quel coraggio so che potevo rimanerci molto più ferita, o avrei rischiato di lasciare ad altri la decisione più importante: quella su di me”.
 
E questo è quanto.
MduL 


Fonti ed Approfondimenti:
Articolo "Victoria dei Maneskin: “La prima volta che ho provato attrazione per una ragazza è stato disorientante”" di F.Q. per ilfattoquotidiano.it dell'11/06/2021;
Articolo "Chi è Victoria De Angelis Bassista dei Maneskin? Età, Fidanzato e Instagram" su chiecosa.it del 23/05/2021