Ultimo aggiornamento il 26 luglio 2026

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Nel programma "A modo mio", la vita ed il pensiero (innovativo e rivoluzionario) di Suor Teresa Forcades

Suor Teresa Forcades (foto da: la Ventisettesima Ora)

Con questo post Vi segnaliamo il programma "A modo mio", andato in onda venerdi 18 maggio 2018 su Rai Tre, in seconda serata. E ve lo segnaliamo perché in questo documentario si è narrata la vita e le opere (sia di intelletto che materiali) compiute - ed in compimento - dalla monaca benedettina di clausura Teresa Forcades. Una donna che, come cita la presentazione del programma stesso, è davvero una persona ' fuori dall'ordinario' che sta cambiando il mondo.
Ma, come sempre, proviamo ad andare con ordine.

Chi è Teresa Forcades.
Teresa Forcades i Vila nasce nella sua Catalogna, a Barcellona, nel 1966. Figlia di un agente di commercio e di una infermiera, è la prima di tre sorelle.
All'età di 11 anni, nel 1977, il primo grosso cambiamento nella sua vita: i suoi genitori si separano e lei, dopo un anno, nel 1978, con le sorelle e la madre si trasferisce a Parigi dove, con le sue parole "provai una sensazione di libertà e un'emozione per tutto quello che lì percepivo".
Nel proseguo degli anni, torna quindi in spagna, sempre a Barcellona, per studiare medicina e, nel 1992, va negli Stati Uniti dove, dopo tre anni, prende la specializzazione in medicina interna. Quindi, dopo altri due anni, nel 1997, dopo aver ottenuto una borsa di studio, si trasferisce a Cambridge, nel Massachusetts, dove consegue il Master of Divinity presso la Harvard Divinity School.
La 'chiamata' e la vocazione sono arrivate giusto poco prima della accettazione da parte della Harvard, mentre stava preparando un esame di medicina, allorquando, per trovare pace e concentrazione, decise di alloggiare per un mese nella foresteria del monastero. Qui, infatti, alla fine del periodo di studio, come da lei stessa dichiarato, è arrivata la chiamata di Gesù a farsi monaca.
A questa chiamata, Teresa voleva rispondere subito, prendendo i voti da li a breve, sennonché, la madre superiora, per tastare l'autenticità della vocazione, le ha chiesto di posticipare il suo ingresso nell'ordine di due anni, portando a termine prima gli studi. Teresa ha accettato ed ha quindi aspettato i due anni, portando a termine, come visto, tutti i progetti di studio, per tornare poi, nel 1997 al convento benedettino e qui, con l'approvazione ora della stessa madre superiora, si è fatta monaca di clausura dell'ordine.

Suor Teresa Forcades: una suora che sta cambiando il mondo. La discesa in politica.
Una volta diventata suora benedettina, di clausura, però, suor Teresa Forcades, non abbandona tutte le sue conquiste e conoscenze per chiudersi nella meditazione e contemplazione di Dio, ma impara a servirlo 'a modo suo', limitando magari le preghiere e chiedendo svariate dispense dalla clausura (dal Concilio di Trento pare sia possibile farlo per casi e situazioni specifiche. Si può ottenere, infatti, la cd "clausura parziale", applicata e/o revocata dalla comunità del monastero) per poter servire nel mondo.
Un primo eclatante esempio del suo rapporto particolare con Dio e con la sua istituzione religiosa, lo ha dato qualche anno fa, allorquando Suor Teresa ha chiesto, ed ottenuto, di essere dispensata dalla clausura per un anno, prorogabili fino a tre, per potersi lanciare in politica. Era, infatti, il settembre del 2015, quando, in Catalogna, si tenevano le elezioni regionali alle quali Suor Teresa, si è candidata alla Presidenza, formando il partito 'Proces Costituent', alleato di Podemos e di altre formazioni di sinistra. Suor Teresa, infatti, si dichiara non solo indipendentista, ma anche femminista, di sinistra e sostenitrice dei diritti dei poveri e degli esclusi di tutto il mondo. 

Suor Teresa Forcades: una suora che sta cambiando il mondo. Il pensiero Teologico ed il femminismo.
Narra Suor Teresa che, per ciò che riguarda i suoi studi filosofici, il suo pensiero teologico ed il suo rapporto con il mondo, è stata di fondamentale importanza nella sua vita l'incontro con Elisabeth Schüssler Fiorenza, teologa e femminista cattolica romena naturalizzata americana, che l'avvicinò alla teologia ed al femminismo. Da li, iniziò il suo percorso di conoscenza e di rottura degli schemi che la hanno portata, su temi fondamentali, sulle seguenti innovative posizioni:

"La Teologia Queer". Prima di tutto, cerchiamo di capire cosa si intende per Teologia Queer e lo facciamo con le parole di Suor Teresa, così come rilasciate in una delle interviste a repubblica.it di cui in calce al post, "Queer è un termine che cominciò a circolare negli anni Novanta. Può voler dire "attraversamento", "passaggio", "transizione". Poi ha preso il significato di bizzarro, strano, stravagante". E, incalzata dal giornalista che le fa notare come tale termine sia stato ricondotto all'universo transgender, continua "È vero e si tratta di una declinazione possibile (quella transgender_ndr). Quello che intendo è affrontare una teologia fuori dagli schemi precostituiti. La teologia non è la difesa concettuale dell'esistenza di Dio. Il che potrebbe creare parecchi malintesi. No. È una forma di co-creazione". "Penso che Dio non si sia limitato a creare il mondo e noi in sette giorni. Co-creazione significa che noi continuiamo a svolgere il suo lavoro con altri strumenti" "...Dio ha creato dei pezzi unici. Sta a noi continuare a esserlo".

Ma non solo, ecco altri punti salienti del suo pensiero filosofico, così come riportati in un'altra sua intervista, riportata sul sito quotidiano.net, ed il cui link potete trovare in calce a questo post.

D: Gli studi di genere sono un valido strumento conoscitivo per archiviare gli stereotipi sul femminile e sul maschile, nella società come nella Chiesa?
"Dipende da quali studi. Esistono molte versioni di cosa sia il genere. Alcune mi sembrano molto valide e altre mi sembrano false. 
Mi pare altrettanto falso considerare che la femminilità e la mascolinità possano definirsi in modo essenzialista (come nella teologia del corpo di Giovanni Paolo II) quanto pensare che siano delle pure categorie culturali".
D: Oggi l’attualizzazione della Teologia della liberazione coincide con la liberazione della donna dai luoghi comuni sul suo genere?
"Le diverse lotte di liberazione non si possono opporre tra di loro: oppressione economica, razzismo, sessimo, omofobia... Ogni persona deve affrontare lʼingiustizia che si trova davanti e ricordare, col Vangelo alla mano, che Dio non giustifica nessuna discriminazione e ci dà il coraggio per affrontarle".

D: Nella Chiesa vanno liberate anche le persone e, forse ancora di più, le coppie omosessuali: non basta dire «Chi sono io per giudicare?». Non trova?
"Non basta, ma è un primo passo. Da quando è stato eletto papa Francesco, i teologi, che come me sostengono che lʼamore omosessuale è benedetto da Dio, non hanno più avuto problemi. 
Prima sì, cʼerano denunce e si viveva nella paura di essere censurati. Ora no. 
I cambiamenti più significativi arriveranno quando la maggior parte dei fedeli cattolici sarà pronta. Non desidero che vengano imposti dallʼalto, tramite il Papa".


Ed ora arriviamo a noi: le posizioni di Suor Teresa Forcades sul mondo Lgbtq.
Da un'intervista di Geraldine Schwarz per repubblica.it (anche questa con link in calce al post) ecco il suo pensiero sul mondo Lgbtq neii suoi rapporti con la Chiesa cattolica.

Suor Teresa (thewildreed.blogspot.com)
Le parole di Suor Teresa sulle Unioni Civili: "Se si è contro le unioni civili perché queste permettono l'unione tra persone dello stesso sesso, mi sembra che questo sia in fondo solo paura delle differenze. Il valore fondamentale del matrimonio è che rappresenta un impegno per sempre. 
Credo che sia importante sottolineare questo in una società che tende alla superficialità e alla strumentalizzazione delle persone: sto con te perché mi servi, o mi sei utile, o mi dai piacere, o mi diverti o quello che sia. Sono contro questo atteggiamento chiaramente e l'unione civile può essere seria come una religiosa, dipende dal grado di impegno che ci si mette."
D.: Cosa pensa delle unioni civili e dei matrimoni omosex, possono essere considerati come un sacramento, possono funzionare agli occhi di Dio e della società?
"Un sacramento è la manifestazione dell'amore di Dio nello spazio e nel tempo. L'amore è sempre sacramento di Dio se rispetta la libertà dell'altro. L'amore possessivo, al contrario, anche se è tra un uomo e una donna, può non essere sacramentale nel significato profondo del termine".
D: Bambini "adottati" da una famiglia omosex, con due padri o con due madri, crede che possano crescere in modo sano?
"Sí, assolutamente. Quello di cui i bambini hanno bisogno è di un amore adulto, maturo e responsabile da genitori che antepongano le loro necessità alle proprie e che sappiano nello stesso tempo porre loro dei giusti limiti e aiutarli a crescere. Il fatto di crescere con due donne o con due uomini non rappresenta nessun problema. Nel medioevo molti bambini crescevano in Monastero solo con donne o solo con uomini e molti di essi sono diventati santi".

E più in generale, su altri problemi etici connessi anche alle questioni Lgbtqi:

D: Cosa pensa della maternità surrogata?
"Il graduale accumulo di ricchezza nelle mani di pochi è lo scandalo del nostro secolo. La maternità surrogata è un abuso di potere in un mondo economicamente sbilanciato come quello attuale nel quale viviamo. Mette sempre più spesso donne povere nelle condizioni di scegliere se commercializzare e vendere la propria maternità o condannare se stesse e i loro figli alla miseria. ...Omissis.... "A parte lo sfruttamento economico, rifiuto la maternità surrogata per ragioni etiche: la psiche di una persona comincia costituirsi durante la gravidanza attraverso la percezione della voce e gli effetti degli ormoni materni che circolano nei tessuti fetali e che si accordano alla  voce e dallo stato d'animo della madre. Quindi, la separazione dalla madre biologica è sempre traumatica per il bambino e deve evitarsi per quanto possibile".
D: Cosa pensa della posizione del Vaticano sui temi dei diritti civili e temi bioetici?
"La dottrina della Chiesa difende la dignità della persona e rifiuta la sua strumentalizzazione però in alcuni casi come nell'aborto, o per l'eutanasia, il principio di autodeterminazione della persona che è un principio riconosciuto e difeso dalla Chiesa, si scontra con la difesa della vita e con il riconoscimento della vita come dono di Dio. 
Io credo che la chiesa debba continuare a difendere la vita come un dono del quale non si può disporre a proprio piacimento. Ma credo che la maniera migliore di farlo non sia promuovere leggi che criminalizzano le donne che interrompono la gravidanza. Non si può salvare la vita del feto senza mettere sotto accusa i diritti della madre. Allora è necessario chiedersi se vogliamo che uno Stato forzi una donna a scegliere per il bambino. In questo caso, solo in questo caso, io propendo per la madre. 
Io credo che non si possano strumentalizzare le persone: non si può fare della madre uno strumento per la vita del bambino ma allo stesso tempo, e questo vale per la pratica della surrogazione, non si può neanche fare del bambino uno strumento del desiderio".

Infine, in merito al suo modo di essere e sul suo rapporto con le istituzioni ecclesiastiche:

D: Si sente rivoluzionaria e femminista come la definiscono alcuni? in che senso?
"Mi sento una rivoluzionaria pacifica. Mi sento femminista perché voglio riconoscere il lavoro delle prime donne, pioniere del femminismo che si chiamarono così mentre lottavano per il diritto a entrare all'università, al voto, a essere governanti nella società o a detenere i massimi incarichi nella chiesa o nella religione.
Sono contro la violenza e non la considero utile a cambiare la società però sono rivoluzionaria perché credo che la nostra società non si debba riformare ma debba proprio cambiare radicalmente. Per esempio difendo il diritto alla proprietà ma non sono d'accordo quando vuole essere un valore assoluto. In questo sono contro i principi capitalistici".
D: Ha intrapreso molte battaglie, c'è qualcuno che ha cercato di farla restare in silenzio? Quali sono le critiche che le vengono rivolte e se ha subito resistenze, da parte di quali ambienti?
"Mi hanno censurato, cancellato conferenze sia in ambito medico che politico che religioso. 
Per la medicina, per le mie critiche contro le industrie farmaceutiche. 
Per la politica, per le mie critiche alla politica del governo israeliano nei confronti della popolazione palestinese. 
In ambito religioso, perché difendo le unioni omosessuali e per il mio femminismo. 

D: Quali sono oggi per lei gli ostacoli sul cammino delle donne nella Chiesa?
"L'ostacolo maggiore è l'interiorizzazione di una coscienza che dice che le donne devono avere un ruolo secondario rispetto a quello degli uomini e che Dio desidera così".

Ecco, dunque, il pensiero teologico e filosofico di Suor Teresa Forcades. Si può essere più o meno d'accordo con lei, si può essere cattoliche o meno, ma, secondo noi, è importante conoscere questa donna e sapere che esiste perché, volenti o nolenti, sta effettivamente cambiando il mondo!.

Per quante di voi volessero saperne di più, questi sono i suoi libri più famosi (trovate il link alla pagina ibs.it con i suoi libri in calce al post):
'Nazione e compassione' (Castelvecchi, 2018)
"Fede e libertà" (Castelvecchi, 2017)
'Siamo tutti diversi!' (sempre per Castelvecchi, 2016) 

Infine, sempre in calce al post, per quante di voi fossero interessate, anche il link alla puntata di "A modo mio" su Suor Teresa Forcades, trasmessa ieri, venerdi 18 maggio 2018 su Rai Tre.

E con questo, è tutto.
MduL



Fonti:
* Articolo "La storia di Teresa, la suora spagnola che ha lasciato la clausura per la politica", del 16/06/2015, ad opera della redazione de lastampa.it;
* Articolo "Teresa Forcades: "Ho lasciato l'università di Harvard per il convento"" di Antonio Gnoli per repubblica.it;
* Articolo "Suor Forcades, la storia. Una femminista in clausura. L'intervista" - BLOG Pacem in Terris - di Giovanni Panettiere su quotidiano.net;
* Pagina ibs.it relativa ai libri di Suor Teresa Forcades
* Pagina di raiplay sulla puntata di "A modo mio" su Suor Teresa, andata in onda venerdi 18 maggio, in seconda serata, su Rai Tre

Il concetto di omosessualità per la Chiesa, nelle parole di Papa Francesco. Sussite una dicotomia tra le lesbiche per natura e quelle "cattive", vittime della conversione per la "Teoria gender"

Papa Francesco (foto dal sito ilpost.it)
Ed eccoci costrette a parlare nuovamente della inesistente "Teoria Gender" (1), tanto proclamata e cara alla Chiesa, da spingere anche il Papa in persona ad occuparsene.
Questi i fatti. Solo qualche giorno fa, Papa Francesco, prima con il discorso tenuto in Georgia, davanti a religiosi e seminaristi eppoi sul volo di rientro da Tiblisi, parlando con la stampa, ha espresso il suo pensiero, dunque il pensiero della Chiesa Cattolica tutta, a proposito dell'omosessualità.
Ebbene, sulla base di ciò che ha dichiarato il Pontefice, appare evidente che egli ritiene sussistere una dicotomia tra le persone omosessuali: da un lato i gay e le lesbiche che potremmo definire "naturali" (scusate il termine!), cioè tutti coloro che sono e si sentono gay fin dalla nascita, a prescindere da tutto e da tutti, e dall'altro i gay e le lesbiche divenuti tali “per conversione” o “per scelta”, con ciò intendendo tutte quelle persone che pur essendo "naturalmente" eterosessuali, si professano e si sentono invece omosessuali perché traviati e sfuorviati, soprattutto in tenera età, dalla “colonizzazione ideologica” operata dalla famigerata “teoria del gender”, che li avrebbe trasformati in gay, deformandone la naturale inclinazione sessuale.
Ora, da tali premesse, discendono importanti conseguenze, anche per la stessa Chiesa Cattolica. Infatti, mentre per i gay e le lesbiche del primo tipo (quelli cd "Naturali" - e scusate di nuovo il termine!), l'approccio della Chiesa, incoraggiato ed incentivato anche dallo stesso Papa Francesco, è - o dovrebbe essere - plasmato sull'accoglienza, per i gay e le lesbiche del secondo tipo (quelli "fuorviati" dalla colonizzazione ideologica della teoria gender) è previsto un netto rifiuto!.
Ciò, in quanto, con le parole di Marco Marzano, autore dell'articolo in calce riportato, <<gli omosessuali “naturali” sono, per così dire, delle vittime di una condizione strutturalmente anomala, secondo il catechismo cattolico e secondo il papa “contraria alla legge naturale” e tale, se vissuta in modo attivo, da “precludere all’atto sessuale il dono della vita”, senza mai poter essere “il frutto di una vera complementarietà affettiva e sessuale”.
Verso costoro, il catechismo e papa Francesco, al pari dei suoi predecessori, consiglia di offrire accoglienza e insieme “rispetto, compassione e delicatezza”, evitando, recitano il catechismo e i discorsi di Francesco, qualunque marchio di ingiusta discriminazione, dato che tali persone “sono chiamate a realizzare la volontà di Dio nella loro vita, e, se sono cristiane, a unire al sacrificio della croce del Signore le difficoltà che possono incontrare in conseguenza della loro condizione”.  
“Le persone omosessuali  sono chiamate alla castità. Attraverso le virtù della padronanza di sé, educatrici della libertà interiore, mediante il sostegno, talvolta, di un’amicizia disinteressata, con la preghiera e la grazia sacramentale, possono e devono, gradatamente e risolutamente, avvicinarsi alla perfezione cristiana”.>> Insomma, nei loro confronti <<la Chiesa e i preti debbono avere un atteggiamento di misericordia e di benevola comprensione, dal momento che si tratta di individui che non hanno affatto scelto di finire in una condizione che il catechismo della Chiesa Cattolica definisce “intrinsecamente disordinata”>>.
Per i gay e le lesbiche del secondo tipo, quelli "cattivi" (vittime dei condizionamenti della 'teoria gender'), invece, sempre secondo Papa Francesco, non si può usare la misericordia valida per i primi (quelli che si presentano, dinanzi ai sacerdoti cattolici, a capo chino, consapevoli della profonda infelicità della loro condizione anormale e ben disposti a mantenersi casti e puri) perché questo secondo tipo di gay e lesbiche, "cattivi", lo sono per "scelta" e, dunque, non può essere loro il regno dei cieli, ma, al contrario, meritano di essere respinti, emarginati ed esclusi, nonché, possibilmente, sconfitti. Ciò, per impedire loro, con tutte le risorse disponibili, di far proseliti, di riprodursi, di crescere nella considerazione collettiva e nell’autorevolezza pubblica, al punto da arrivare a minare le fondamenta della famiglia e del matrimonio.  Da qui, ovviamente, il plauso ed il sostegno delle varie intransigenti associazioni catto-conservatrici che si riconoscono nei Family Day e simili...
Insomma, care sorelle lesbiche. Se siete e vi sentite intrinsecamente lesbiche fin dalla nascita, se lottate con tutte le vostre forze contro la vostra natura, desiderando di essere eterosessuali; se vi astenete comunque dal commettere atti impuri, facendo magari l'amore con una vostra simile, non potendo procreare, allora, ecco per voi l'accettazione ed il perdono della Chiesa. 
Se, invece, siete lesbiche solo perché fuorviate da qualcuno o qualcosa che vi ha detto che potete amare chi vi pare ed essere come vi pare è un diritto ed una cosa bella, oppure se, come alcune di noi, amate sia donne che uomini, dando così esempio di una totale mancanza di giudizio e di pentimento, bhé, allora per voi la Chiesa non solo resterà chiusa e sorda ai vostri richiami, ma vi darà contro per tentare di sconfiggervi ed annientarvi (in senso metaforico, ovviamente!) in nome della tutela della famiglia 'tradizionale' e del matrimonio 'tradizionale' (quelle istituzioni, per intenderci, dove un marito può tranquillamente picchiare la moglie e/o i figli, dove si cornificano fino a farsi male, dove si umiliano, battono ecc..in continuazione, basta che non si sappia in giro...insomma, la famiglia ed il matrimonio tradizionale).
Scritto da noi, donne assolutamente lesbiche ed orgogliose di esserlo!!

MduL


(1)  Ma come quale "Teoria Gender"? La Teoria che la Chiesa ha creato ad hoc, dal nulla, solo per combatterla...Dai, quella secondo la quale le persone possono essere come vogliono e possono amare chiunque ritengano meritevole del loro amore, non importa il colore, il tipo, la nazionalità ecc... Quella, insomma, che non 'rispetta' i ruoli tradizionali attribuiti alla nascita: sei maschio? Ti comporti ed agisci da maschio, innamorandoti solo ed esclusivamente di donne. Sei femmina? A te il ruolo subalterno di donna, che agisce e si comporta da donna, amando solo ed esclusivamente il suo uomo padrone e, nel caso, i suoi figli. 
Le scuole, l'Europa tutta e tanti, troppi Stati, secondo la Chiesa cattolica, incentivano la perdita dei ruoli tradizionali, favorendo con leggi ed iniziative varie l'egemonia dei gay e delle lesbiche "cattivi" che con il loro agire sconsiderato (amare persone dello stesso sesso senza problemi e tantomeno sensi di colpa) produrranno la distruzione della famiglia e del matrimonio tradizionali.
In Italia, per esempio, l'abominio è stata l'approvazione della legge sulle Unioni Civili....


Bibliografia:
Articolo del fattoquotidiano.it/Diritti di Marco Marzano,del 7 ottobre 2016, dal titolo "Papa Francesco, l’interessante teoria sui gay buoni e quelli cattivi"

Omofobia: la cd "Ideologia del Gender"

(ihr.asu.edu)
Allora, l'argomento non è semplice, quindi cerchiamo subito di fare chiarezza. Prima di tutto definiamo, in parole povere, l'oggetto. La cosidetta "Ideologia del Gender" fa riferimento al presunto "indottrinamento" che, secondo le istituzioni ecclesiastiche e la parte della società che in tali principi si riconosce, riceverebbero i bambini nella scuola italiana, al fine di comprendere e conoscere la diversità di genere e cioè la dimensione anche LGBT della vita. 

(notizieprovita.it)
Per la Chiesa (non tutta però), infatti, questa forma di conoscenza è sbagliata e controproducente poiché minerebbe alle fondamenta la "famiglia". Per la Chiesa, non esistono "Generi", niente gay/lesbiche/trans ecc...Esistono solo uomo e donna (ragazze che vi sentite uomini e viceversa fatevene una ragione, per la Chiesa non esistete proprio!) e ognuno di questi due generi per natura può innamorarsi soltanto del genere opposto (lesbiche/gay/bisex ecc..fatevene una ragione anche voi e non abbiate paura. Per la Chiesa potete essere curati!). Ciò che conta sono solo ed esclusivamente un uomo, una donna e la relativa prole per dare vita alla cd "famiglia naturale". A questo, dunque, deve tendere ed insegnare la scuola: deve rimarcare le differenze tra uomini e donne e deve continuare ad assegnare ad ognuno di loro il ruolo sociale previsto per la famiglia naturale (con il ruolo della donna che, come è di tutta evidenza, sarà quello di genitrice, madre, moglie, angelo del focolare domestico, figlia che accudisce i genitori e mai "donna/persona").
Tutte le persone Lgbt, infatti, altro non sono che il frutto dell'indottrinamento e del condizionamento sociale che, con i suoi empi principi, ha convinto molte persone di amare persone del proprio stesso sesso o essere e sentirsi del sesso 'opposto'.
In altre parole, e cioè con le parole dell'Associazione degli psicologi (API), oggi "si assiste all’organizzazione di iniziative e mobilitazioni che, su scala locale e nazionale, tendono a etichettare gli interventi di educazione alle differenze di genere e di orientamento sessuale nelle scuole italiane come pretesti per la divulgazione di una cosiddetta “ideologia del gender”.

Mon. Giampaolo Crepaldi (ilpiccolo.gelocal.it)
Fulgidi esempi di tale - insostenibile - posizione vengono offerti, oltre che dalle più volte citate "sentinelle in piedi" e dai cd "quattro moschettieri", dai massimi esponenti della Chiesa. Infatti, dopo l'esternazione della settimana scorsa del segretario di stato Vaticano, Mon. Pietro Parolin, in merito all'esito del referendum irlandese sui matrimoni gay, il quale ha definito l’esito del referendum come «una sconfitta per l’umanità», siamo costrette questa settimana a dare conto anche della dichiarazione dell'arcivescovo di Trieste, Mon. Giampaolo Crepaldi, il quale, nel contesto dell'omelia pronunciata durante la messa domenicale, a conclusione della "peregrinatio Mariae" presso il santuario Monte Grisa, ha così esordito: «Gli attacchi al matrimonio come unione di un uomo e una donna rappresentano una sorta di suicidio dell'umanità stessa, soprattutto nei nostri paesi occidentali». Di più, l'arcivescovo Crepaldi, probabilmente sconvolto dal fatto che pochi giorni addietro fossero stati registrate ben due unioni omosessuali all'anagrafe cittadina, ha continuato asserendo che «Dal punto di vista cristiano è erroneo affermare che la relazione fondamentale tra uomo e donna sia soltanto un prodotto culturale o sociale, un 'donò di un governo o la costruzione dell'uomo. I governi non possono soppiantare la primordiale responsabilità dei genitori per i loro figli, né possono negare ai bambini il diritto di crescere con una mamma e un papà».
Mon. Bagnasco (ilsole24ore.com)
A seguire, sempre questa settimana, la dichiarazione del Presidente della Conferenza Episcopale, cardinale Angelo Bagnasco, il quale, ingerendosi ancora una volta in modo palese e spudorato nelle questioni dello Stato Italiano, in merito all'insegnamento dell'educazione sessuale nelle scuole, si è epresso con queste precise parole: «Non fare educazione sessuale e surrettiziamente diffusione della teoria del genere nelle scuola durante l'orario curricolare ma casomai fare educazione alla sessualità se, e solo se, lo chiedono i genitori come servizio aggiuntivo al di fuori del monte ore scolastico».
Niente male per l'istituzione ecclesiastica, posto che solo poco tempo addietro, in merito alla posizione della Chiesa sulla famiglia, vi è stato l'auspicio, emerso della 5ª Sessione del Sinodo, svoltasi a Pietralba, di una apertura e rinnovata collaborazione tra le istituzioni ecclesiastiche affinché si addivenga finalmente ad una nuova adesione dei principi con la società civile. 
Riporta infatti il documento conclusivo del Sinodo sul punto: "Nelle questioni essenziali sul matrimonio e la famiglia molte delle persone che si sentono vicine alla Chiesa preferiscono oggi orientarsi alla propria coscienza piuttosto che ad una dottrina. E il divario tra magistero della Chiesa, gerarchia ecclesiale e realtà delle persone diventa sempre più profondo. Questa mancata apertura ha causato molta sofferenza alle madri non sposate, ai figli nati fuori dal matrimonio, alle coppie di fatto, ai separati, agli omosessuali e alle vittime di abusi sessuali. Una realtà di fronte alla quale c’è da scusarsi e chiedere perdono, ha sostenuto l’assemblea sinodale, orientata a intraprendere nuove iniziative per rispondere alle esigenze delle persone per rendere nuovamente visibile il valore del matrimonio e rendere possibile un nuovo inizio".

(universita.it)
Ma le divisioni interne alla stessa Chiesa, in questa sede, seppur importanti e da rimarcare, poco rilevano. Ciò che conta è chiarire subito e definitivamente che tale posizione dottrinale e di principio, quella cioè che vede in atto una fantomatica operazione finalizzata all'affermazione di una "ideologia gender" non è corretta e non esiste!.
E questo non lo dico io che non sono nessuno, ma l’Associazione Italiana di Psicologia (AIP) che, approvando il documento "Sulla rilevanza scientifica degli studi di genere e orientamento sessuale e sulla loro diffusione nei contesti scolastici italiani”, ha chiarito che il concetto di “IDEOLOGIA DEL GENDER” non ha alcuna consistenza scientifica!.
Infatti, "Favorire l’educazione sessuale nelle scuole e inserire nei progetti didattico-formativi contenuti riguardanti il genere e l’orientamento sessuale non significa promuovere un’inesistente “ideologia del gender”, ma fare chiarezza sulle dimensioni costitutive della sessualità e dell’affettività, favorendo una cultura delle differenze e del rispetto della persona umana in tutte le sue dimensioni e mettendo in atto strategie preventive adeguate ed efficaci capaci di contrastare fenomeni come il bullismo omofobico, la discriminazione di genere, il cyberbullismo". 
A sua volta, l'Associazione degli Psicologi, non parla a nome proprio, ma "riconosce la portata scientifica dei "Gender Studies" che, insieme ai "Gay and Lesbian Studies" ed ai "Women Studies", hanno contribuito in modo significativo alla conoscenza di tematiche di grande rilievo per molti campi disciplinari (dalla medicina alla psicologia, all’economia, alla giurisprudenza, alle scienze sociali) e alla riduzione, a livello individuale e sociale, dei pregiudizi e delle discriminazioni basati sul genere e l’orientamento sessuale".
Ma non basta, "Il contributo scientifico di questi studi si affianca a quanto già riconosciuto, da ormai più di quarant’anni, da tutte le associazioni internazionali, scientifiche e professionali, che promuovono la salute mentale (tra queste, l’American Psychological Association, l’American Psychiatric Association, l’Organizzazione Mondiale della Sanità, ecc.), le quali, derubricando l’omosessualità dal novero delle malattie, hanno ribadito una concezione dell’omosessualità come variante normale non patologica della sessualità umana".

(hal.arts.unsw.edu.au)
Insomma,  le evidenze empiriche raggiunte da questi studi mostrano che il sessismo, l’omofobia, il pregiudizio e gli stereotipi di genere sono appresi sin dai primi anni di vita e sono trasmessi attraverso la socializzazione, le pratiche educative, il linguaggio, la comunicazione mediatica e le norme sociali. 
Dunque, una eventuale, quanto auspicabile, seria ed appropriata diffusione di tali studi attraverso corrette metodologie didattico-educative può offrire occasioni di crescita personale e culturale ad allievi e personale scolastico e può contrastare le discriminazioni basate sul genere e l’orientamento sessuale nei contesti scolastici, valorizzando una cultura dello scambio, della relazione, dell’amicizia e della nonviolenza. 
Del resto, perfino l’Unicef, nel Position Statement del novembre 2014, ha rimarcato la necessità di intervenire contro ogni forma di discriminazione nei confronti dei bambini e dei loro genitori basata sull’orientamento sessuale e/o l’identità di genere. Ed un’analoga policy è da tempo seguita anche dall’Unesco.
 
MduL


Articoli utilizzati per la redazione del Post:
- Articolo "La 'ideologia del Gender' non ha alcuna consistenza scientifica" della redazione di Rete Lenford;

Forza Nuova: ora Basta, occorre fermare il nuovo medio evo che avanza!!

Ora Basta!. Davvero, Bastaa!!. E' di questi giorni la notizia che Forza Nuova ha pensato bene, in quei di Milano, notte tempo, di affiggere, davanti ad alcune scuole, i manifesti di cui a margine, dal testo, come potete vedere, inequivocabile: "Mamma, papà. Segnalate le iniziative di propaganda omosessualista nelle scuole dei vostri figli. Lottate per la vostra famiglia, difendete i vostri figli!". A seguire, tutti i recapiti utili, compreso anche un numero verde (!) ai quali tutte "le Mamme ed i Papà che vogliano difendere la loro famiglia ed i loro figli" possono rivolgersi.
Ma andiamo con ordine. Vediamo di inquadrare subito di cosa stiamo parlando scrivendo di Forza Nuova (FN). Come, haimè, ormai e vostro malgrado saprete tutte, viste le sempre più numerose ed eclatanti iniziative, Forza Nuova è un movimento politico italiano nazionalista di estrema destra (o ultradestra. Definito anche come destra antagonista o neofascista) che è stato fondato nel 1997 da Roberto Fiore e Massimo Morsello e che, dopo vari appoggi e sinergie con il partito di Alternativa sociale della Mussolini e Forza Italia, dal 2008 è presente con proprie sedi in tutte le regioni d'Italia e partecipa alle elezioni nazionali con un proprio simbolo, indipendente da altri schieramenti.
Per ciò che in questa sede rileva, la posizione di questo movimento politico (mi rifiuto di definirlo partito, perché un tale partito, in Italia, come stabilito dalla Costituzione, dalla legge Scelba e, da ultimo, dalla Legge n. 205/1993, cd. Mancino, non potrebbe esistere poiché ha come scopo "gesti, azioni e slogan legati all'ideologia nazifascista, e aventi per scopo l'incitazione alla violenza e alla discriminazione per motivi razziali, etnici religiosi o nazionali"!!) in merito ai matrimoni e, più in generale, all'omosessualità, è la seguente (fonte wikipedia): "Forza Nuova difende la famiglia naturale (uomo, donna, figli) e si oppone a matrimoni gay e adozioni gay." Tra i loro manifesti, possiamo trovare slogan, tipo: "L'Italia ha bisogno di figli, non di gay" oppure un laconico "Basta froci". 
Ma, tranquille, Forza Nuova ha replicato spiegando che i manifesti non sono omofobi. Dichiarano, infatti: "La nostra omofobia sta nel fatto che proviamo ribrezzo e repulsione. Per i gay l’omosessualita’ è normale, per noi è una patologia". !!!
dal sito glbtshirts.com
Specificano, poi, che FN non attacca la sessualità privata di ognuno, bensì chiede solo "di riconoscere valore aggiunto per la famiglia tradizionale che può e deve creare figli, o comunque la possibilità di adottare figli solo a coppie composte come per natura da un uomo e una donna: "Noi rispettiamo la sessualita’ privata pur non comprendendo lo stare insieme tra persone dello stesso sesso perché siamo per l’ordine naturale delle cose, ma con il manifesto esprimiamo la nostra più totale contrarieta’ alle unioni civili, ai matrimoni e alle adozioni".
Ecco, ora che abbiamo ripassato i "valori" ed i "principi" di questo movimento, torniamo al fatto in sé e cioè all'affissione dei manifesti "pro-famiglia" al di fuori delle scuole di Milano.
Di tutta evidenza, oltre che facilmente desumibile, l'intento perseguito in questo caso da FN con questa iniziativa: crearsi uno spazio e dare risposte all'elettorato ultra conservatore e di estrema destra, lo stesso che, per intenderci, la Curia Milanese, solo poche settimane addietro aveva provato a coinvolgere inviando una circolare contenente una richiesta scritta ai 6.102 insegnanti di religione della Diocesi ambrosiana affinché venissero da loro segnalati i colleghi ed i progetti che nella loro scuola trattavano con gli alunni temi legati all'omosessualità ed all'identità di genere.!!
La lettera, inviata da don Rota e riservata, è stata messa a suo tempo on line sul portale a cui accedono solo i professori di religione con una password ma, per fortuna, si è avuta lo stesso la fuga di notizie che ha la Repubblica a parlarne, il mondo ad indignarsi e la Curia stessa a fare marcia indietro con tanto di scuse!.
Il messaggio, però, era stato lanciato: per la chiesa cattolica italiana nelle scuole italiane vi sono, con le parole di FN "insegnanti ed iniziative di propaganda omosessualista" che, se non bloccate, porteranno al più cupo ed orribile degli scenari possibili futuri: i ragazzi potrebbero iniziare a ragionare con il loro cervello e potrebbero addirittura arrivare a vivere la loro omosessualità con consapevolezza e, ciò che è più imperdonabile, senza paura o timore di commettere chissà quale orribile delitto!!..
Coraggio, ce la possiamo fare: opponiamoci con tutte le nostre forze a questo terribile e buio periodo evolutivo. Forza Nuova, CasaPaund, Sentinelle in piedi  e/o sedute e la Chiesa ultra ortodossa e conservatrice non sono la risposta e non sono la maggioranza, anzi....sembrano più forti solo perché fanno più rumore...iniziamo a fare rumore anche noi: tutta la comunità glbt, i veri cattolici (che sono tanti, ma davvero tanti), aperti e rispettosi dell'altrui modo di essere ed esistere e tutte le persone che hanno nel "rispetto altrui" il loro primo e più saldo principio!!...
MduL

Articoli utilizzati per la redazione del Post:
>  Articolo "Milano, campagna shock di Forza Nuova in 40 scuole: 'Segnalate la propaganda gay'" di Massimo Pisa per la repubblica.it/Milano
> Articolo "Milano, la Curia ai professori di religione: 'Segnalateci tutte le scuole pro omosessuali' di Zita Dazzi per la repubblica.it/Milano
> La foto sono state prese dai seguenti siti:
  - Foto n. 1 da sito: oea-glbt.ohea.us
  - Foto n. 2 (Manifesto di Forza Nuova) da sito: milano.repubblica.it;
  - Foto n. 3 da sito: glbtshirts.com;
  - Foto n. 4 da sito: pidivi.wordpress.com