Ultimo aggiornamento il 26 luglio 2026

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DDL ZAN: tutto da rifare!! Ancora una volta nel nostro paese i diritti Lgbtqi+ sono stati calpestati in funzione delle alleanze per l'elezione del prossimo Presidente della Repubblica. La storia secondo noi: un nome su tutti, Matteo Renzi

(Foto cgil.lombardia.it)

 _MduL, 31 ottobre 2021_

Prima di aggiornarvi con la sciagurata e vergognosa pagina di storia italica che si è avuta lo scorso 27 ottobre, abbiamo aspettato qualche giorno, giusto il tempo di sbollire almeno un pochino della rabbia e della delusione che ci attanagliano.

Rabbia perché una legge così importante (cioè la legge contro l'omotransfobia ed i reati di odio, cd "legge Zan") è stata fatta oggetto di rivalse/conteggi/prove tecniche di maggioranze politiche che andranno a votare in Parlamento congiunto, tra pochi mesi, il prossimo Presidente della Repubblica; delusione perché, ancora una volta, non ci si sente rappresentati da questo parlamento che sempre più e sempre più platealmente calpesta i diritti civili dei cittadini - tutti - che dovrebbe rappresentare.

Ciò posto, la notizia è questa.

Lo scorso 27 ottobre, in Senato, si è tenuta l'ultima votazione del Disegno di legge "Zan", relativo  a "Misure di prevenzione e contrasto della discriminazione e della violenza per motivi fondati sul sesso, sul genere, sull’orientamento sessuale, sull’identità di genere e sulla disabilità". Ultima votazione, nel senso che il disegno di legge, dovendo essere approvato nello stesso testo sia dalla Camera dei deputati che dal Senato della Repubblica, dopo essere stato approvato definitivamente alla Camera, era passato, appunto, al Senato per l'ultima approvazione definitiva. Fosse stato approvato, infatti, sarebbe diventato finalmente Legge, entrando in vigore la sua tutela decorsi i termini per la pubblicazione.

Non stiamo qui a spiegarvi e ricapitolarvi tutte le vicissitudini ed i giochetti parlamentari che sono stati posti in essere dalla destra, in particolare dalla Lega, per evitare/snaturare/posticipare l'approvazione del ddl Zan mentre era alla Camera, perché, alla fine, il testo è comunque stato licenziato ed è passato, come detto, al Senato per la sua definitiva approvazione.

Di tale passaggio e calendarizzazione in Senato si è fatto portavoce e sostenitore il segretario del Pd, Enrico Letta, che su detta legge si è molto speso. E proprio questo è stato il primo guaio: dove c'è Letta, c'è Matteo Renzi e quest'ultimo, certo, non poteva farsi sfuggire l'occasione di dare - ancora una volta (ormai è proverbiale e di uso comune il "stai sereno", rivolto da Renzi a Letta anni fa, poco prima di pugnalarlo alle spalle e di prendergli la Presidenza del Consiglio) - una lezione a Letta, forte del numero dei suoi senatori di Italia Viva (senatori che, è bene comunque ricordarlo, sono stati a suo tempo eletti nel e per il Partito Democratico...ma questa è un'altra storia), che, haimé, nel Senato della Repubblica fanno la differenza tra la bocciatura o l'approvazione di una legge.

Ma non è solo per questo che i senatori renziani (Renzi, si segnala, non era nemmeno presente, essendo occupato in Arabia Saudita...) hanno affossato il ddl Zan, ma anche, e soprattutto, perché tale prova di forza di Italia Viva è servita a Renzi per rendersi quasi indispensabile alla destra per l'elezione di un Capo dello Stato di loro gradimento.

Nella partita dell'elezione del prossimo Presidente della Repubblica, infatti, la destra, con anche i voti di Italia Viva (e della maggior parte dei grandi elettori, visto che gran parte dei Governatori delle Regioni sono stati eletti dalla destra), potrebbe, dal 4 scrutinio in poi, arrivare a far eleggere un proprio candidato, a differenza della sinistra che, almeno sulla carta, non avrebbe alcuna possibilità. Insomma, così agendo - cioè affossando il ddl Zan - Renzi ha dimostrato alla destra di poter essere l'ago della bilancia per le prossime votazioni importanti, e questo ha, indubbiamente, un forte peso politico.

Nel caso specifico del DDL Zan, quindi, come detto, si suppone (dobbiamo scrivere così, ma la matematica non è un'opinione) che siano stati proprio i senatori di Italia Viva a fare la differenza e, dunque, a far bocciare la legge, votando in modo opposto rispetto a come avevano votato alla Camera dei deputati (lì, infatti, avevano votato a favore del ddl).

Insomma, senza continuare a dilungarsi (scusate, ma come detto, la rabbia e la delusione continuano ad avere la meglio) il DDL Zan è stato affossato in Senato grazie all'opera congiunta del Presidente del Senato, Alberti Casellati (la quale, secondo noi forzando il regolamento parlamentare, ha riconosciuto la possibilità del voto segreto e non palese, così consentendo l'agire dei franchi tiratori renziani e non solo), prima ancora del Leghista Calderoli (ideatore della proposta di 'tagliola', cioè di non voto agli articoli), di Renzi e della destra tutta.

Deprecabile e disgustoso, poi, il giubilo e gli applausi dei senatori di destra, seguiti alla proclamazione della bocciatura del ddl Zan.

Ma ecco, tecnicamente, cosa è successo in Senato mercoledì scorso, nella ricostruzione fattane da tg24.sky.it (qui link all'articolo).

L’Aula di Palazzo Madama, con voto segreto, si è espressa a favore della cosiddetta “tagliola” (frutto della mente di Calderoli) che fa saltare l’esame degli articoli ed emendamenti al testo. 

La "Tagliola" è una procedura parlamentare, prevista all'art. 96 del regolamento del Senato, relativo alla "Proposta di non passare all'esame degli articoli", che recita: "Prima che abbia inizio l'esame degli articoli di un disegno di legge, un senatore per ciascun gruppo può avanzare la proposta che non si passi a tale esame". E ancora: "La votazione della proposta ha la precedenza su quella degli ordini del giorno". 

A richiederla, come detto, sono stati Lega e Fratelli d'Italia, su un'idea del leghista Calderoli, che così hanno raggiunto il loro scopo di bloccare il disegno di legge.

Ma non basta, perché, sempre Lega e Fratelli d'Italia, appellandosi all'art. 133 del Regolamento, hanno richiesto il voto segreto, anziché palese. Tale richiesta, che deve essere sostenuta da almeno 20 senatori e che viene decisa dalla presidenza di Palazzo Madama, è stata dalla Presidente Elisabetta Alberti Casellati accolta, richiamando il regolamento ed i precedenti.

Quindi, dopo la discussione generale sul disegno di legge, a causa di questo procedimento (tagliola + voto segreto),  non si è andati avanti con l'esame dei vari articoli e con il voto degli emendamenti presentati. 

Il disegno di legge che, quindi, risulta essere stato bocciato, essendo stato in tal modo l'intero iter parlamentare bloccato. 

Si dovrà ripartire da zero presentando una nuova proposta di legge, non prima però di 6 mesi. 

Si specifica che a favore della tagliola, chiesta, come detto, da Lega e Fratelli d’Italia, hanno votato 154 senatori, mentre 131 hanno detto no e due si sono astenuti: ad affossare la legge sono stati quindi 23 voti (di cui 16 inaspettati perché avrebbero dovuto essere a favore della legge..e, se ve lo state chiedendo, i senatori di Italia Viva, se non ci ricordiamo male, sono circa 14...).

Ad oggi, dunque, il tanto lavoro portato avanti per riuscire a far avere anche all'Italia - finalmente - una legge contro l'omofobia ed i crimini d'odio è stato buttato alle ortiche e si dovrà ricominciare tutto daccapo, non prima, però, di altri sei mesi, tanto è il termine di legge previsto per poter ripresentare una legge sullo stesso argomento.

Disegno di legge che, come già scritto altre volte, altro non voleva se non equiparare le manifestazioni di odio fondate sull'omofobia e sulla transfobia a quelle, già riconosciute e punite dal nostro ordinamento, fondate su motivi razziali, etnici, nazionali, religiosi o rivolte contro gli appartenenti alle minoranze linguistiche.

Cosa c'era di male? Cosa di sbagliato?

MduL

 

P.S.: per capire davvero che cosa era il ddl Zan, vi riportiamo anche qui le parole introduttive del DDL Zan, cioè della proposta di legge n. 868, presentata alla Camera dei Deputati lo scorso 4 luglio 2018: 

"La presente proposta di legge è volta a estendere alle discriminazioni fondate sull'omofobia e la transfobia le sanzioni penali introdotte dall'articolo 3 della legge 13 ottobre 1975, n. 654 (cosiddetta «legge Reale», poi modificata dal decreto-legge 26 aprile 1993, n. 122, convertito, con modificazioni, dalla legge 25 giugno 1993, n. 205 – cosiddetta «legge Mancino»), che ha reso esecutiva la convenzione internazionale sull'eliminazione di tutte le forme di discriminazione razziale, fatta a New York il 7 marzo 1966, da ultimo trasposte negli articoli 604-bis e 604-ter del codice penale. 

L'intenzione è quella di equiparare le manifestazioni di odio fondate sull'omofobia e sulla transfobia a quelle, già riconosciute e punite dal nostro ordinamento, fondate su motivi razziali, etnici, nazionali, religiosi o rivolte contro gli appartenenti alle minoranze linguistiche.

In questo modo si potrà finalmente rimuovere l'irrazionale differenza che esiste nel nostro Paese, per esempio, tra l'apporre uno striscione gravemente razzista in uno stadio – il che può, almeno in teoria, configurare una condotta antigiuridica – e l'apporre il medesimo striscione, riportante le medesime parole di dileggio, nei confronti delle persone omosessuali.

Ultime notizie ed aggiornamenti flash prima delle ferie

  
_MduL, 21 luglio 2021_
 
Prima di andare in ferie, ci sembra doveroso darvi almeno un accenno alle ultime notizie ed aggiornamenti intervenuti questa settimana.

1. CELESBIAN - Una bella notizia sulla pallavolista PAOLA EGONU.

Paola Egonu (foto mondotv24.it)

La pallavolista Paola Egonu
, che tante soddisfazioni ci ha dato a fine 2018, allorquando ha resa pubblica la sua omosessualità, è stata scelta dal CIO come portabandiera delle Olimpiadi di Tokyo 2020, che si svolgereanno nel paese nipponico, salvo imprevisti dell'ultimo minuto, nei prossimi giorni.
 
La pallavolista italiana, infatti, porterà, insieme ad altri atleti, il vessillo a cinque cerchi a Tokyo nell’inaugurazione dei Giochi giapponesi in programma allo Stadio Olimpico venerdì 23 luglio. 
 
Grande emozione per la ventiduenne pallavolista azzurra, che, informata della decisione dal presidente del CONI, Giovanni Malagò, ha dichiarato: "Sono molto onorata per l'incarico che mi è stato assegnato di far parte del CIO per portare la bandiera olimpica. Mi ha fatto emozionare appena il presidente Malagò me l’ha detto, perché mi ritrovo a rappresentare gli atleti di tutto il mondo ed è una grossa responsabilità: attraverso me esprimerò e sfilerò per ogni atleta di questo pianeta".

Notizia, dunque, molto bella e che ci coinvolge direttamente, essendo, come detto, la Egonu lesbico, certo, ci dispiace un pochino che in ognuno degli articoli che abbiamo letto si parla della sua libertà, del suo carisma, della sua bravura e di altre cose tutte giuste e vere, ma nessuno, almeno fino agli articoli letti ad oggi, ha parlato o parla direttamente del suo essere anche meravigliosamente lesbica.
 
Fonti ed Approfondimenti:
Post MduL "Le Italiane che vorremmo essere: Paola Egonu, vice-campionessa mondiale di pallavolo e lesbica" del 4/11/2018;
Post MduL "Le pallavoliste Paola Egonu & Kasia Skorupa si sono lasciate..." del 30/12/2018;
Articolo "Paola Egonu scelta tra i portabandiera del Cio nella cerimonia di apertura a Tokyo 2020" su sport.sky.it del 20/07/2021;
Articolo "Paola Egonu scelta dal Cio come simbolo delle Olimpiadi di Tokyo: «Sfilerò per ogni atleta del mondo»" di Gaia Piccardi per corriere.it del 20/07/2021.
 
***
 
2.  OMICIDIO ELISA POMARELLI: CONDANNATO A 20 ANNI DI CARCERE SEBASTIANI.

Elisa Pomarelli (foto repubblica.it)

Ricordate dell'atroce femminicidio che ha coinvolto la poco meno che trentenne Elisa Pomarelli, uccisa nel Piacentino dal suo 'amico', il quarantasettenne Massimo Sebastiani, che la strangolò nel suo pollaio, nascose il suo corpo nelle colline di Piacenza e poi scappò per giorni, nel tentativo di non farsi trovare dai carabinieri?
 
La ragazza uccisa dal Sebastiani perché 'innamorato' non corrisposto da Elisa che come linea di difesa ha osato sostenere che lei, lesbica dichiarata, lo abbia illuso, facendogli credere che tra di loro potesse esserci una storia?
 
Ebbene, il processo per l'omicidio di Elisa, che vedeva il Sebastiani come unico imputato, è finalmente giunto a conclusione, portando ad una condanna di 20 anni di reclusione per il suo assassino.
 
Dolore e sconcerto per la famiglia di Elisa, per la quale 20 anni sono troppo pochi per un tale delitto: avrebbero voluto l'ergastolo. Questa, infatti, la dichiarazione di Debora, la sorella di Elisa, fuori dal Tribunale, subito dopo la lettura della sentenza: "Sebastiani avrebbe meritato l'ergastolo, la giusta pena era questa. Non mi avrebbe tolto il dolore che c'è sempre ma comunque vent'anni sono pochi. Questa non è giustizia"
 
Siamo d'accordo, ma, ad onor del vero, occorre segnalare che il processo, durato solo alcuni mesi, è stato celebrato con il cd "rito abbreviato" che presuppone uno sconto sulla pena.

Fonti ed Approfondimenti:
Post MduL "Elisa Pomarelli, la giovane donna lesbica vittima di 'femminicidio' ad opera del 'mostro' Massimo Sebastiani..." del 22/09/2021;
Articolo "Omicidio Elisa, vent'anni a Sebastiani. I familiari della vittima: "Non è giustizia"" su repubblica.it del 19/07/2021.
 
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3. OMOFOBIA - ANCORA DUE RAGAZZE LESBICHE CACCIATE DA UNA SPIAGGIA.

Alcuni fermo immagine dal video della vicenda (Foto bufale.net)

Ed ecco che, come accade periodicamente, due ragazze lesbiche sono state verbalmente aggredite e cacciate da una spiaggia del napoletano perché, per il solo loro esistere "disturbano i bambini".
 
Più in dettaglio, grazie all'articolo su bufale.net (ma la notizia appare essere tutt'altro che falsa), scopriamo che due ragazze sono state cacciate dalla spiaggia di Capo Miseno a Bacoli, in provincia di Napoli, perché lesbiche.
 
Come riporta la stampa locale su Cronaca Flegrea, il fatto è avvenuto venerdì 16 luglio e le ragazze hanno documentato l’episodio su Instagram.
 
Nello specifico, le due ragazze, Francesca e Martina, si trovavano in spiaggia e si erano scambiate qualche bacio, attirando così l’attenzione di un uomo anziano, il quale non ha esitato a trattarle male ed a rivolgere loro 'improperi' vari. 
 
Ogni commento appare inutile. Vi rinviamo, dunque, al Video di cui all'articolo qui sotto richiamato.

Fonti ed Approfondimenti:
Articolo/VIDEO "Omofobia, ragazze lesbiche cacciate dalla spiaggia a Napoli: "Disturbano i bambini"" (Video Fb Francesco Borrelli) per repubblica.it del 19/07/2021;
Articolo "Bacoli, cacciate dalla spiaggia perché lesbiche: “Andate sulle montagne”" di bufale.net del 19/07/2021.
 
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4. OMOFOBIA - LE INACCETTABILI PAROLE DEL DEPUTATO BORGHI (LEGA) 
 
Il deputato Claudio Borghi (foto kulturjam.it)

Siamo costrette a darvi anche questa notizia: il deputato della repubblica italiana, il leghista Claudio Borghi, stressato dalle continue domande dei giornalisti in merito alla circostanza se avesse già fatto o meno il vaccino anti Covid, è così sbottato su Twitter: “Terzo giornalista che chiama per sapere se sono vaccinato. Finora sono stato gentile, al prossimo parte il vaffan…e la cancellazione dalla lista dei contatti. Perché questi eroi la prossima volta che intervistano un Lgbt non gli chiedono se è sieropositivo e se fa profilassi?”. 
 
Si, lo ha scritto davvero. Nel 2021 ha scritto una cosa del genere ed è, e bene ribadirlo, un deputato, membro della Camera, essendo stato eletto nelle file della Lega-Salvini premier nelle ultime elezioni del 2018.
 
Inutile sottolineare che vi è stata una valanga di reazioni da parte del mondo intero, anche da parte di esponenti della destra, oltre che dal segretario del Pd, Letta, che hanno travolto Borghi, accusandolo - giustamente! - di promuovere il "bimonio omosessuale-sieropositivo" e di paragonare l'Aids ad una malattia che, specie per contagiosità, non ha nulla a che vedere con il Covid-19.  
 
Tra i tanti commenti, esaustivi nella loro semplicità e stringatezza, quello di un altro utente twitter, il quale ha scritto: "L'Hiv la possono prendere pure gli eterosessuali, fenomeno. vergognati".
 
Carina ed assolutamente condivisibile, poi, la presa di posizione della cantante Paola Turci, la quale, ritwittando il post del leghista, ha commentato: "Siamo al delirio".

Ecco, appunto, siamo al delirio. Mentre scriviamo, non possiamo sapere come andrà a finire la questione e se ci saranno ulteriori sviluppi, ma resta il fatto che un deputato ha osato dire e, ciò che è peggio, pensare una  cosa del genere...
 
Fonti ed Approfondimenti:
Articolo "Borghi (Lega): "I giornalisti mi chiedono se sono vaccinato. Perché non chiedono a un omosessuale se è sieropositivo?"" su repubblica.it del 20/07/2021;
Articolo "Borghi (Lega): “Io sono vaccinato? Allora chiedete a un omosessuale se è sieropositivo”. Letta: “E noi dobbiamo dialogare con questi?”" di F.Q. per ilfattoquotidiano.it del 20/07/2021;
Articolo "Medioevo leghista: Claudio Borghi accosta omosessuali a sieropositivi" della redazione di kulturjam.it del 20/07/2021.
 
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5. OMOFOBIA/DDL ZAN - Aggiornamenti sull'iter del disegno di legge Zan sull'omotransfobia

(Foto ilmessaggero.it)

Dall'ultima volta che vi abbiamo aggiornate sull'iter parlamentare che sta seguendo il disegno di legge Zan, sono intervenuti nuovi fatti e notizie che qui vi riportiamo molto schematicamente.

a) il DDL Zan, in effetti, è stato portato in aula, in Senato, lo scorso 13 luglio, come previsto ed auspicato e la cosa non era per niente scontata: primo successo per noi;

b) nella discussione delle questioni preliminari, per un solo voto - dicesi uno - la maggioranza è riuscita a tenere e, dunque, la discussione ed approvazione del disegno di legge è rimasta nell'aula del Senato, essendo stato bocciato l'emendamento che voleva tornasse in discussione, per eventuali modifiche, alla Commissione Giustizia (presieduta, è bene ricordarlo, dal leghista Ostellari): secondo successo per noi;

c) Matteo Renzi per il DDL Zan si è staccato dalla maggioranza, con la quale, è bene ricordarlo, ha votato proprio questo identico testo di legge alla Camera dei deputati, chiedendo modifiche al DDL e volendo trovare un accordo con la Lega per la modifica ed "epurazione" del testo di legge;
 
d)  nell'ambito della discussione sul DDL Zan, abbiamo assistito con partecipazione e riconoscenza al coming out della senatrice di Forza Italia Barbara Masini (cfr Post MduL dello scorso 17-18 luglio 2021);

e) la Lega ha presentato al Senato  circa 700, e sottolineamo 700, emendamenti al testo che, sommati agli altri circa 300 presentati dalle altre forze politiche, porta al numero complessivo di circa 1.000 emendamenti al DDL Zan, i quali, come è evidente, hanno il solo e precipuo scopo di affossare la legge e di impedirle l'approvazione definitiva;

f) stante il numero spropositato di emendamenti, è più che probabile un ulteriore spostamento della data di approvazione della legge, che verrebbe rinviata, stante la sospensione estiva, quanto meno al mese di settembre.


Ecco, ci sembra di avervi detto ed aggiornato su tutto.
 
Buone vacanze.
MduL

DDL Zan/Celesbian: grazie al disegno di legge Zan ed alla lotta per la sua approvazione, ci è stato regalato in questi giorni il coming out della Senatrice di Forza Italia, Barbara Masini. Ecco la sua storia.

 
La Senatrice Masini (bionda, a ds), con la compagna (foto ansa da corriere.it)
_MduL, 17 luglio 2021 (Agg.to il 18/07/21)_ 

Ed ecco che, grazie alla battaglia per l'approvazione del DDL Zan, abbiamo potuto assistere al primo (e lo definiamo il 'primo' non a caso) coming out tra le senatrici presenti nel nostro Parlamento, quello della Senatrice di Forza Italia, Barbara Masini.
 
Ma, come sempre, andiamo con ordine e vediamo prima, grazie a Wikipedia, di chi stiamo parlando.
Barbara Masini nasce a Pistoia, in Toscana, il 22 gennaio 1974.  
Diplomata al liceo classico Niccolò Forteguerri di Pistoia, si laureata in scienze politiche all'Università degli Studi di Siena, per poi svolgere attività di grafica e comunicazione occupandosi di visual communication come libero professionista.
Alle amministrative del 2017 viene eletta consigliere comunale di Forza Italia a Pistoia, risultando la donna più votata della coalizione di centro-destra a sostegno del sindaco Alessandro Tomasi e divenendo quindi presidente della V commissione consiliare (Sociale e sanità, attività produttive, commercio, politiche giovanili, pari opportunità).
Alle elezioni politiche dell'anno successivo è eletta al Senato della Repubblica nel collegio proporzionale Toscana 1, dove Forza Italia riesce a conquistare l'unico senatore eletto al proporzionale in Toscana. È proclamata senatrice della Repubblica il 16 marzo 2018. 
Ha aderito al gruppo parlamentare "Forza Italia-Berlusconi Presidente". A palazzo Madama fa parte della commissione Politiche dell'Unione Europea. 
Sulla sua vita privata, wikipedia riporta che il 6 luglio 2021, dunque la settimana scorsa, ha fatto coming out, dichiarando di avere una compagna, niente di più, niente di meno.

Noi l'abbiamo scoperto leggendo l'intervista rilasciata dalla senatrice alla giornalista di repubblica Giovanna Casadio (link in calce al post) qualche giorno prima della discussione in aula sul DDL Zan, nella quale esordiva dichiarando: "Ho una compagna, ma non mi batto a favore del ddl Zan mossa da ragioni personali. La mia è una battaglia di giustizia e libertà. Non capisco perché un omosessuale non dovrebbe sentirsi rappresentato da un partito di destra e soprattutto da un partito liberale come Forza Italia". 
 
Subito interessate, abbiamo continuato a leggere l'intervista, per scoprire anche che la senatrice toscana non si sente una mosca bianca nel suo partito, il quale, lo ricordiamo, è tra quelli che chiede di cambiare il testo del disegno di legge, posto che, come dalla stessa dichiarato "Alla Camera c'è stata un pattuglia di liberal forzisti, tra cui Elio Vito, che hanno votato a favore della legge Zan. Al Senato non sono sola e, soprattutto nei voti segreti, ci sarà più di qualcuno pro".
 
Interessante anche la sua risposta alla domanda diretta: "Vuole che il disegno di legge sia approvato così com'è?", dove dichiara "Non ho difficoltà a votare il ddl Zan così com'è. Devo dire che nel centrodestra ho visto un cambiamento: da quando si diceva che la legge contro l'omofobia non era necessaria, che le aggressioni omofobe non c'erano o erano poche, a oggi. Finalmente si è preso atto che una legge ci vuole, mi auguro di avere contribuito un po' anch'io a questo cambiamento".
 
Sen. Masini durante suo intervento al senato su ddl Zan (foto corriere.it)
Assolutamente condivisibile, poi la sua ricostruzione del rapporto tra la destra e la legge sull'omotransfobia. Queste le sue parole: "I diritti non sono di sinistra o di destra. La destra ci deve mettere più coraggio. Per quale motivo un omosessuale non deve sentirsi rappresentato da un partito di centrodestra ed essere messo in una condizione di estraneità? Comunque se uscissero dal gioco di piantare ciascuno la sua bandierina, i partiti farebbero fare un passo avanti anche culturale al Paese, che è quello di cui c'è più bisogno". E, nello specifico dell'obiezione principale, portata avanti dai partiti di destra, in merito ad una presunta limitazione alla libertà di espressione, dichiara "Non credo. Comunque la libertà d'espressione va bilanciata con i diritti inviolabili garantiti dalla Costituzione, come quello alla dignità, all'identità, all'eguaglianza, alla libertà personale. Per prima cosa bisogna essere liberi dalla paura di potere essere se stessi".

Molto lucida e pragmatica appare anche la risposta data dalla senatrice Masini in merito a possibili eventuali modifiche al DDL Zan, da fare prima (ed in funzione) della sua approvazione. Queste le sue parole in merito al ddl: "Ripeto: a me va bene così com'è. Se vogliamo essere pragmatici però, ammetto che sarebbe bello un testo condiviso purché non si eliminino elementi fondanti della legge. All'articolo 1 la definizione di identità di genere è prevista persino dalla Consulta. L'articolo 4 lo ha voluto Forza Italia, ma se sta lì il problema, lo si tolga. E il 7 si può cambiare sì, ma non eliminare. Tutto questo purché ci sia un patto tra gentiluomini affinché alla Camera passi in fretta".
 
Glorioso appare infine l'auspicio con il quale la senatrice chiude l'intervista. Rispondendo alla domanda di Giovanna Casadio, che le chiede cosa vorrebbe che Forza Italia facesse in tale contesto, risponde "Che lasciasse libertà di voto". 

Avendo in tal modo scalato vertiginosamente la scala del nostro interesse, abbiamo quindi iniziato e continuato a leggere di lei nelle varie e principali testate giornalistiche online, per scoprire, nella nuova intervista rilasciata dalla senatrice alla giornalista Alessandra Arachi per corriere.it, dopo il suo intervento in Senato nella discussione sul DDL Zan, tenuto lo scorso giovedì, aspetti più personali della vita della senatrice Masini.
 
Sen. Barbara Masini (letteradelgusto.it)
Scopriamo così che è figlia di due medici che, con le sue parole "hanno una mentalità apertissima, hanno sempre votato per i radicali. A mia madre poi non ho dovuto nemmeno dirlo (di essere omosessuale, ndr.)" e che tra i 18 ed i 25 anni è stata fidanzata con un ragazzo per poi capire che non era questo quello che voleva e sentiva, fino a quando non si è innamorata di una donna...

Ad oggi, come apprendiamo sempre dalle sue dichiarazioni, la senatrice Masini abita da ben 12 anni con la sua compagna e, a quanto abbiamo avuto modo di capire, non è intenzionata a 'sposarsi' civilmente.
Aggiornamento: abbiamo il nome della (bellissima) compagna della senatrice Masini: si chiama  Pamela Kustermann, nipote dell'attrice Manuela e per il momento non sappiamo altro. Comunque, siamo sicure che questa estate seguiranno altre notizie ed approfondimenti su di loro.

Carina e molto condivisibile la specificazione in merito alla giustezza e convinzione dell'utilità del suo coming out: «Servirà ad aiutare qualcuno. Sono contenta di poter essere un modello. Ai miei tempi di modelli non ce n’erano. Per noi lesbiche nate negli anni Settanta c’era soltanto Lady Oscar».
Vero, verissimo!!

Parzialmente diversa, invece, la posizione della senatrice nel merito dell'approvazione parlamentare del DDL Zan, visto che in questa seconda intervista, successiva alla prima che vi abbiamo riportato sopra, ha dichiarato «L’articolo 1 lo cancellerei, sono solo definizioni che esistono già nella giurisprudenza e non deve essere certo Zan a spiegarcele. È l’articolo 2 che da le tutele. Poi toglierei il 4, non stravolge la legge. E sul 7 metterei dei limiti: nessuna educazione ai bambini delle elementari. Però siamo chiari: se la legge rimane così com’è io la voto tutta la vita». 
 
Che dire? Grazie Senatrice Masini per averci messo, oltre alla faccia, la sua vita privata, siamo certe che è e sarà di aiuto.

MduL 
 


Fonti ed Approfondimenti:
Articolo <<Masini: "Io, senatrice forzista e omosessuale: sosterrò il ddl Zan">> di Giovanna Casadio per repubblica.it del 6/07/2021;
Articolo <<Ddl Zan, Masini la senatrice di Forza Italia che ha fatto coming out: "Mia madre mi disse 'ho paura per te'">> su repubblica.it del 15/07/2021
Articolo <<Ddl Zan, Barbara Masini di FI difende la legge e si commuove: «Mia madre mi disse: ho paura per te»>> della redazione politica del corriere.it del 15/07/2021;
Articolo <<Ddl Zan, Masini la senatrice di Forza Italia che ha fatto coming out: "Mia madre mi disse 'ho paura per te'">> Video, per huffingtonpost.it del 15/07/2021;
Articolo <<Ddl Zan, Barbara Masini: «Abito con la mia compagna da dodici anni»>> di Alessandra Arachi per corriere.it del 16/07/2021;
Articolo <<Barbara Masini, senatrice forzista "ribelle" e sommelier: "Il vino è amore: va assaggiato senza pregiudizi">> di Federico Taddia per repubblica.it/ilgusto del 15/07/2021.

Omofobia - DDL Zan: vediamo a che punto siamo arrivati

(foto fanpage.it)
 
_MduL, 10 luglio 2021_
 
Ed eccoci qui, ancora una volta costrette a parlarvi del DDL Zan, per aggiornarvi sul punto della situazione. E per aggiornarvi, stante il profluvio di articoli e questioni sorte, vi faremo un riassunto a modo nostro, scusateci, dunque, per la poca accuratezza ai dettagli.
 
L'ultima volta che ne abbiamo scritto, le questioni irrisolte riguardavano l'intervento a gamba tesa del Vaticano, il quale ha chiesto addirittura di non approvare la legge Zan in ossequio ai Patti Lateranensi, le sempre più impunite proposte della Lega e le per niente inaspettate quanto interessate aperture alla destra da parte di Matteo Renzi e del suo partito Italia Viva, che in precedenza aveva approvato il testo così come adesso vuole cambiarlo.
 
I nuovi sviluppi di cui vi vogliamo mettere a parte,  riguardano la travagliata calendarizzazione del DDL Zan nell'aula del Senato per il prossimo 13 luglio, con la Lega che continua a chiedere, con il supporto della Chiesa, l'eliminazione dal disegno di legge della cd questione di genere (dunque, della tutela delle persone transessuali e non solo!), con Italia Viva che, a quanto è dato evincere, per puro interesse politico/elettorale (si aderisce convintamente alla tesi secondo la quale Mattero Renzi e Matteo Salvini stanno giocando con la pelle dei diritti della donne, dei disabili e delle persone Lgbtqi+ per provare ad eleggere un prossimo Presidente della Repubblica di loro gradimento) si avvicina all'accordo con la Lega e propone ora di resuscitare il testo di legge sull'omofobia cd Scalfarotto; con l'implosione del movimento 5 stelle e, dunque, senza più la tenuta della maggioranza di governo (Salvini escluso, ovviamente, anche se, ma tutti lo dimenticano, Salvini formalmente è nella maggioranza di governo ed ha pure dei ministri di peso, come Giorgetti...ma questa è un'altra storia).
Da qui, le discussioni delle settimane scorse sulla irricevibilità degli emendamenti proposti da Renzi per la maggioranza di governo, in particolare per il Pd e per il suo segretario, Enrico Letta, il quale, nel tentativo di proteggere l'approvazione della Legge, ha spinto affinché il DDL venisse discusso, come previsto a suo tempo, il prossimo 13 luglio in aula, senza alcun rinvio e senza alcuna ulteriore melina (come richiesto, ancora una volta, da Renzi e co. con la scusa di discutere nuovamente i punti controversi).

E, ancora, sempre in queste settimane e sempre sul DDL Zan, la presa di posizione di Chiara Ferragni e la risposta, sempre aggressiva e sempre priva di rilievo nel merito, di Matteo Renzi e la chiosa di Fedez.
Per approfondire, ecco due dei tanti articoli scritti sull'argomento dai maggiori quotidiani online:
Articolo "Chiara Ferragni: "Politici, fate schifo". Renzi replica: "Pronto al confronto. La politica non si fa con i like"" su huffingtonpost.it del 6/07/2021;
Articolo "Ddl Zan, Renzi dà della ‘qualunquista’ a Chiara Ferragni che ha criticato la sua giravolta sui diritti. Fedez risponde: ‘Matteo stai sereno’" di F.Q. per ilfattoquotidiano.it del 6/07/2021;
Articolo "Ferragni, Fedez, Renzi e il ddl Zan: quanto pesa, davvero, la presa di posizione social dei Ferragnez?" di Chiara Severgnini per corriere.it dell'8/07/2021.
  
Quindi, volutamente sorvolando sull'uscita della Garante dell'infanzia della Regione Umbria, Maria Rita Castellani, per la quale l'approvazione del DDL Zan potrebbe aprire le porte al sesso con i bambini o con gli animali (Articolo "Umbria, la garante dell’infanzia: «Con il ddl Zan sesso anche con animali e cose»" su corriere.it del 7/07/2021), si arriva, come detto, alle ultime lotte parlamentari tra maggioranza ed opposizione (ma, in realtà, come abbiamo visto, principalmente tra Pd, Lega ed Italia Viva), con la prima - cioè con il Pd/Letta - che ha vinto la battaglia (non ancora della 'guerra') sulla calendarizzazione al 13 luglio del disegno di legge Zan in aula, al Senato per la sua approvazione (o sarebbe meglio dire per il tentativo di approvazione), battendo con i voti espressi la posizione di Renzi che chiedeva il ritorno in Commissione della discussione della legge e di altri emendamenti nel frattempo proposti, che avrebbe, di fatto, rinviato sine die l'approvazione della legge stessa.
 
Ed ecco che, come sempre, arriviamo alla possibile ulteriore scissione interna alla maggioranza, infatti ci sarebbe una fronda interna si Dem che vorrebbe ridiscutere il testo del DDL Zan, andando incontro così, alle mire di Renzi e co. Fronda, alla quale Letta si sta opponendo con ogni forza e peso politico, in modo da poter assicurare la necessaria compattezza dei voti per l'approvazione definitiva del testo di legge.

Siamo così al punto in cui Renzi, con la Lega, la Chiesa e l'altra parte della destra, sta facendo di tutto per affossare l'approvazione del DDL Zan in Senato e con Letta che cerca di compattare il suo gruppo e tutta la maggioranza (non dimentichiamoci della frattura interna tra Conte e Grillo nei 5 stelle che, se non ricomposta in tempo, potrebbe avere sviluppi nefasti sulla tenuta della maggioranza in aula) affinché votino il testo così come è, senza offrire il fianco ai 'franchi tiratori'.

In tutto questo bailamme politico (e di dietrologie politiche) ed in contrapposizione allo stesso, vi segnaliamo, infine, la posizione unitaria del movimento Lgbtqi+ (e non era scontato, stante i dissidi interni ed i distinguo proprio sulla questione di genere) e la posizione favorevole (almeno secondo un sondaggio a tal fine predisposto, del quale abbiamo letto su corriere.it) della maggioranza del paese, compresi diversi elettori di Forza Italia e cattolici, anche se molti non conoscono bene di cosa si sia davvero parlando.

Che poi, in effetti, con tutto questo "vociare" e queste lotte politiche che nulla hanno a che fare con la tutela dei diritti, ma solo con biechi interessi personali e di potere, come si può capire di che cosa parla davvero il DDL Zan?

Parla di tutela e rispetto dei più deboli. Deboli che sono, nella nostra società, le donne (sì proprio così, le donne. A quante di noi, a quante nostre amiche, ad esempio, è successo di sentirsi apostrofare con termini irripetibili, da 'puttana' in su, oppure umiliare ed additare come minus habens solo perché donna?), i disabili (sì, proprio i disabili, che ancora oggi non hanno una tutela effettiva contro le molteplici - quanto deprecabili ed inspiegabili - dimostrazioni d'odio e intolleranza e, più in generale, di mancanza di rispetto) e le persone Lgbtqi+.

E qui, sulle persone Lgbtqi+ si apre la questione, posto che tutti, anche la destra e la Chiesa, sarebbero portati a riconoscere una tutela dalla forme di odio e/o intolleranza per le persone Gay o Lesbiche, ma non sono disposti a farlo per le persone che non si riconoscono nel "genere" con il quale vengono identificati in società, e, dunque, a maggior ragione, per i transessuali che hanno iniziato e/o completato la transizione. Persone che, come tutte noi sappiamo perfettamente, sono in assoluto tra le più esposte ai reati di odio e violenza.
Per loro, per tutte queste persone, secondo la destra e la Chiesa, non può e non deve esserci alcuna tutela, visto che questo significa proporre, come stanno facendo in questi giorni, lo stralcio della "questione di genere" al disegno di legge Zan.

Che poi, non smetteremo mai di ribadirlo, il disegno di legge Zan si ripromette di modificare il nostro codice penale, introducendo, così come riportato nel titolo del ddl stesso, "Misure di prevenzione e contrasto della discriminazione e della violenza per motivi fondati sul sesso, sul genere, sull’orientamento sessuale, sull’identità di genere e sulla disabilità", con l'intenzione "di equiparare le manifestazioni di odio fondate sull'omofobia e sulla transfobia a quelle, già riconosciute e punite dal nostro ordinamento, fondate su motivi razziali, etnici, nazionali, religiosi o rivolte contro gli appartenenti alle minoranze linguistiche".
 
Niente di più e niente di meno. Perché mai, dunque, dovrebbe essere un problema approvarla?
Certo, i distinguo, anche più che legittimi e degni di discussione ce ne sono molti, anche, come sappiamo, all'interno dello stesso mondo Lgbtqi+ e chi scrive non è poi tanto convinta di alcuni aspetti della normativa relativa proprio alla 'questione di genere', ma la legge deve essere approvata, basta giochi di palazzo sulla nostra pelle (sulla nostra più che mai, in quanto donne e lesbiche, dunque, appartenenti a due delle tra categorie che tale legge mira a tutelare).

Passando dall'astratto al concreto, per capire meglio di cosa stiamo parlando, ecco l'esempio che vi abbiamo sottoposto tempo addietro: 
Oggi, senza la Legge Zan, se un gruppo di tifosi, mentre gioca la loro squadra, espone allo Stadio uno striscione con frasi gravemente razziste nei confronti dei giocatori e/o tifosi dell'altra squadra, si configura una condotta antigiuridica che verrà sanzionata dallo Stato, essendo i reati di razzismo perseguiti dal nostro diritto penale; non così, invece, se tali striscioni, anziché contenere frasi razziste, contengono frasi umilianti e di dileggio nei confronti delle persone omosessuali, se, cioè, anzichè epiteti razzisti, vengono lanciati epiteti omofobi nei confronti dei calciatori e/o tifosi della squadra avversaria. In questo caso, infatti, oggi, senza la Legge Zan, tali striscioni possono essere tranquillamente esposti, senza temere alcuna conseguenza giuridica. 
 
In altri termini, esemplificando, oggi, senza la legge Zan, esporre uno striscione con scritto "sporchi terroni/negri ecc.." porta a delle conseguenze giuridiche, configurandosi, per fortuna, un reato perseguito dal nostro codice penale; invece, esporre uno striscione con scritto "lesbiche, lecca passera e/o froci, checche e/o quello che vi pare a voi" non espone ad alcuna conseguenza, perché tale condotta non è prevista dal nostro ordinamento giuridico come reato e, dunque, non è perseguibile.
Con l'approvazione della Legge Zan, invece, sarà perseguibile anche tale condotta.

Ecco fatto.
MduL
 
 
 
Qui, gli altri post MduL nei quali vi abbiamo parlato del DDL Zan:
Post MduL: "Diritti: è prevista per il prossimo 20 ottobre 2020 la discussione in aula della Legge Zan sull'omotransfobia" del 17/10/2020;
Post MduL: "Omofobia: la Lega blocca la calendarizzazione della Legge Zan in Commissione. Così facendo, lascia l'Italia ancora senza una legge contro l'omotransfobia" del 3/04/2021;
Post MduL: "Omofobia: DDL Zan - il difficile rapporto tra la tutela dei diritti e le posizioni delle "Femministe radicali trans escludenti" (Terf) e dell'Arcilesbica" dell'8/05/2021;
Post MduL: "Omofobia - Parliamo ancora del DDL Zan, dell'intervento a gamba tesa del VATICANO e dei nuovi 'intoppi' e 'trappole' alla sua approvazione" del 26/06/2021.

Omofobia - Parliamo ancora del DDL Zan, dell'intervento a gamba tesa del VATICANO e dei nuovi 'intoppi' e 'trappole' alla sua approvazione

(Foto iodonna.it)
_MduL, 26 giugno 2021_
 
Ed eccoci qui, ancora una volta costrette a parlare del DDL Zan solo per esplicitare i motivi e le nuove azioni che si frappongono alla sua approvazione e non per gioire con voi per quest'ultima. E' di questi giorni, infatti, l'intervento a gamba tesa posto in essere dal Vaticano sull'approvazione di questo disegno di legge. Vaticano che dovrebbe essere il primo a prodigarsi per l'approvazione di una tale legge...Ma andiamo con ordine.

Che cos'è il DDL Zan. 
 
Alessandro Zan (wikipedia.it)
Il DDL Zan, detto anche "Legge contro omotransfobia", è il disegno di legge, attualmente pendente in Parlamento, che reca "Misure di prevenzione e contrasto della discriminazione e della violenza per motivi fondati sul sesso, sul genere, sull’orientamento sessuale, sull’identità di genere e sulla disabilità", che prende il suo nome dal suo relatore, il deputato Pd, Alessandro Zan.
Per capire meglio di cosa si tratta, ecco le parole introduttive del DDL Zan, cioè della proposta di legge n. 868, presentata alla Camera dei Deputati lo scorso 4 luglio 2018: "La presente proposta di legge è volta a estendere alle discriminazioni fondate sull'omofobia e la transfobia le sanzioni penali introdotte dall'articolo 3 della legge 13 ottobre 1975, n. 654 (cosiddetta «legge Reale», poi modificata dal decreto-legge 26 aprile 1993, n. 122, convertito, con modificazioni, dalla legge 25 giugno 1993, n. 205 – cosiddetta «legge Mancino»), che ha reso esecutiva la convenzione internazionale sull'eliminazione di tutte le forme di discriminazione razziale, fatta a New York il 7 marzo 1966, da ultimo trasposte negli articoli 604-bis e 604-ter del codice penale.
L'intenzione è quella di equiparare le manifestazioni di odio fondate sull'omofobia e sulla transfobia a quelle, già riconosciute e punite dal nostro ordinamento, fondate su motivi razziali, etnici, nazionali, religiosi o rivolte contro gli appartenenti alle minoranze linguistiche.
In questo modo si potrà finalmente rimuovere l'irrazionale differenza che esiste nel nostro Paese, per esempio, tra l'apporre uno striscione gravemente razzista in uno stadio – il che può, almeno in teoria, configurare una condotta antigiuridica – e l'apporre il medesimo striscione, riportante le medesime parole di dileggio, nei confronti delle persone omosessuali.
 
L'iter parlamentare del DDL Zan
 
Parlamento in seduta comune (wikipedia.it)
In quanto disegno di legge, per essere approvato e diventare legge dello Stato, necessita dell'approvazione di ambo le camere del nostro Parlamento, Camera dei Deputati e Senato della Repubblica. Approvazione che, lo scorso 4 novembre 2020, dopo varie vicissitudini e passaggi parlamentari e politici, è stata raggiunta alla Camera dei deputati, facendo passare il disegno di legge così approvato all'altra Camera parlamentare, cioè al Senato della Repubblica, per la sua definitiva approvazione e trasformazione in legge.
 
Approvazione definitiva e trasformazione in legge in Senato che, però, ancora oggi non si è riusciti a raggiungere per il forte e continuato ostruzionismo opposto dalla destra ed in particolare dal partito della Lega che, forte dei numeri presenti nella Commissione del Senato che è stata investita della competenza alla discussione ed approvazione del disegno di legge e forte, soprattutto, del ruolo centrale del Presidente della commissione, proprio del leghista Andrea Ostellari, altro non ha fatto in questi mesi se non ostruire ed impedire la discussione e l'approvazione della legge.

Come già raccontato, infatti, il Presidente di commissione, il leghista Ostellari, ha posto in essere reiterati abusi della sua posizione, impedendo prima la candelarizzazione della discussione del disegno di legge Zan, adducendo come scusa l'urgente disamina di un altro ddl pendente (quello sull'abilitazione all'esercizio della professione di avvocato durante l'emergenza Covid) e continuando poi, supportato dalla destra tutta, ma in particolare dal suo partito, con ogni mezzo possibile, ad impedire la discussione e la conseguente approvazione del disegno di legge.
 
Arriviamo così agli eventi di questi giorni.
In questo - triste - scenario, le ultime novità che qui vi segnaliamo.
 
Matteo Salvini (wikipedia.org)
La prima fa riferimento a Salvini, segretario della Lega, il quale, proprio in questi giorni, intestandosi la bandiera della trattativa sul ddl Zan, propone alla sinistra e dichiara "Se togliamo l'ideologia in una settimana si chiude tutto" (cioè il suo partito disincaglierebbe il ddl Zan dalle secche dove è stato messo proprio dal suo partito), a patto, ovviamente, che si tolga la questione gender, che non piace alla Chiesa.
Perché di questo si tratta, sempre ed in ogni caso, e cioè del riferimento che la legge compie all'identità di genere. Tutto il resto, la parte centrale del normato del disegno di legge, quello importante e fondamentale, contro le discriminazioni avverso le donne, i disabili e le persone Lgbtqi+, non viene dalla destra preso neanche in considerazione, ma tutti si focalizzano sulla tutela che tale disegno di legge vorrebbe riconoscere anche alle persone che non si riconoscono nel proprio genere e nel superamento del concetto stesso di genere.
Comunque, inutile dire che del passo avanti fatto da Salvini alcuno della sinistra si fida, in particolare Enrico Letta, in quale ha dichiarato che tale disponibilità a riaprire il dialogo ed a disincagliare la legge da parte di Salvini, nasconde solo la volontà di protrarre lo stallo della legge stessa ed il suo mantenimento in parlamento e, quindi, la sua mancata approvazione.
 
In particolare, l'ultima azione della Chiesa
 
Segretario Santa Sede x Rapporti con gli Stati, Richard Paul Gallagher (ansa)
Già la Chiesa. E qui arriviamo all'altro, e principale, sviluppo della travagliata esistenza del DDL Zan.
E' di questi giorni infatti, la notizia, rilanciata da tutti i maggiorni quotidiani online e su tutti i telegiornali, della nota verbale della Segreteria di Stato Vaticana, consegnata dal cardinale Paul Richard Gallagher il 17 giugno e subito tramessa dall'ambasciatore italiano presso la Santa Sede, Peitro Sebastaiani, al ministero degli Esteri, a palazzo Chigi e al Quirinale, che  «auspica che la parte italiana possa tenere in debita considerazione le argomentazioni e trovare così una diversa modulazione del testo continuando a garantire il rispetto dei Patti lateranensi».
Che, detto in altri termini, la Segreteria di Stato Vaticana ha ritenuto di dover richiamare il Governo Italiano al rispetto dei "Patti lateranensi" (sono quei "Patti", sottoscritti a suo tempo da Mussolini e poi modificati con Craxi, che disciplinano i rapporti tra il nostro Stato e lo Stato della Chiesa, il quale, pur essendo ubicato nella nostra capitale, è uno Stato autonomo), impugnano l’articolo 2 del Concordato del 1984, in merito all'approvazione del DDL Zan.
 
Ritiene infatti la Santa Sede che «alcuni contenuti della proposta legislativa avrebbero l’effetto di incidere negativamente sulle libertà assicurate alla Chiesa e ai suoi fedeli», in quanto, è prevista la mancata esenzione delle scuole cattoliche dalle attività previste nella Giornata nazionale contro l’omofobia, la lesbofobia e la transfobia. In particolare, la Santa Sede stigmatizza «il riferimento alla criminalizzazione delle condotte discriminatorie per motivi fondati sul sesso».
 
E, continua la Santa Sede, «ci sono espressioni della sacra scrittura e della tradizione ecclesiale del magistero autentico del Papa e dei vescovi, che considerano la differenza sessuale secondo una prospettiva antropologica che la Chiesa cattolica non ritiene disponibile perché derivata dalla stessa rivelazione divina». 
Ed è proprio sulla base di questa considerazione che la Santa Sede sollecita la revisione del ddl Zan. 

Draghi nel suo intervento su DDL Zan in Senato (ilfattoquotidiano.it)
Ciò posto, non resta ora che segnalarvi la (magnifica, quanto misurata) risposta del nostro Presidente del Consiglio dei Ministri, Mario Draghi, alla nota del Vaticano ed alla sua ingerenza, resa intervenendo in Senato, estrapolando un principio espresso dalla nostra Corte Costituzionale: "La laicità non è indifferenza dello Stato rispetto al fenomeno religioso, è tutela del pluralismo e della diversità". E, ancora, “Il nostro è uno Stato laico, il Parlamento è sempre libero di discutere e di legiferare”. 
 
Il presidente del Consiglio, ha poi ricordato che “il nostro ordinamento contiene tutte le garanzie per rispettare gli impegni internazionali, tra cui il Concordato. Ci sono controlli preventivi nelle commissioni parlamentari. Ci sono controlli successivi della Corte costituzionale“. Per poi continuare: “Il governo non entra nel merito della discussione. Questo è il momento del Parlamento, non è il momento del governo”.
 
Momento che, però, ancora una volta non è arrivato, posto che la riunoine dei capigruppo al Senato, riunitasi dopo le comunicazione del premier, non ha trovato un accordo su quando cominciare a discutere sul ddl Zan: la calendarizzazione sarà quindi votata in Aula il 6 luglio. Pd, M5s, LeU, Iv e Autonomie chiederanno che l’esame inizi nella settimana del 13 luglio.
 
Matteo Renzi (tarantobuonasera.it)
Non resta ora che vedere gli ulteriori sviluppi della questione, facendo attenzione ai numeri parlamentari, visto che, almeno ad oggi, la sinistra, con anche Italia Viva (sui voti della quale non si fida alcuno degli altri esponenti di sinistra, anche perché Renzi ha detto chiaramente che cerca il confronto con le destre), avrebbe sì la maggioranza per l'approvazione in Senato, ma con dei margini troppo ristretti (168 favorevoli contro 151 contrari), vieppiù se la votazione dovesse essere a scrutinio segreto.
 
Certo è che, a noi sembra che, pur nel rispetto di tutti ed ognuno (penso, ad esempio, alle ragazze lesbiche ma profondamente cattoliche) questa legge, avversata da una pluralità di soggetti ed istituzioni per ciò che conerne solo ed esclusivamente la normazione sull'identità di genere (non possiamo dimenticare nè omettere in questa sede le polemiche portate avverso tale disegno di legge financo dalle "Femministe radicali trans escludenti" - Terf - e dall'Arcilesbica"_cfr post MduL, link in calce), dovrebbe essere comunque approvata poiché consentirebbe di tutelare tutte quelle persone che ognuno e tutti noi, cattolici e non cattolici, di destra o di sinistra, lesbiche/gay/trans/+ o no, maschi o femmine, abili o disabili, verrebbero colpite dall'odio fine a sè stesso e privo di emendazione.

MduL 
 


Fonti ed approfondimenti:
Articolo "Vaticano contro il ddl Zan, ecco il testo della nota che ora costringe il governo a intervenire: Draghi era informato e interverrà oggi" di Fiorenza Sarzanini, Francesco Verderami per corriere.it del 23/06/2021;
Articolo "Ddl Zan, Draghi: “Il nostro è uno Stato laico, il Parlamento è libero. Ci sono tutte le garanzie per rispettare il Concordato”" di F.Q. per ilfattoquotidiano.it del 23/06/2021;
Articolo "Ddl Zan, Cardinale Pietro Parolin: nessun tavolo tra Italia e Santa Sede" di Alessandra Arachi per corriere.it;
Articolo "Ddl Zan, sfida sul filo al Senato. Letta: “Subito in aula”" di Giovanna Casadio per repubblica.it del 26/07/2021;
Post MduL: "Diritti: è prevista per il prossimo 20 ottobre 2020 la discussione in aula della Legge Zan sull'omotransfobia" del 17/10/2020;
Post MduL: "Omofobia: la Lega blocca la calendarizzazione della Legge Zan in Commissione. Così facendo, lascia l'Italia ancora senza una legge contro l'omotransfobia" del 3/04/2021;
Post MduL: "Omofobia: DDL Zan - il difficile rapporto tra la tutela dei diritti e le posizioni delle "Femministe radicali trans escludenti" (Terf) e dell'Arcilesbica" dell'8/05/2021.

Omofobia: DDL Zan - il difficile rapporto tra la tutela dei diritti e le posizioni delle "Femministe radicali trans escludenti" (Terf) e dell'Arcilesbica

(foto leparoleelecose.it)
_MduL, 8 maggio 2021_
 
In questi giorni in cui non si fa altro che parlare del DDL Zan sull'omotransfobia e gli altri reati d'odio e della sua possibile, quanto necessaria ed auspicata approvazione, sì come ostacolata dalla Lega e difesa dall'asse M5S e Pd (e dagli altri partiti della vecchia maggioranza), tralasciando la questione "Fedez" ed il suo intervento al concerto del primo maggio, della quale, siamo sicure, avete già letto tutte voi, vorremmo parlarvi di un aspetto molto controverso della questione che coinvolge l'opposizione che a tale disegno di legge portano da alcuni movimenti femministri e dall'Arcilesbica.

Ora, premesso che l'argomento è estremamente controverso e delicato, proviamo a fare chiarezza e cerchiamo di capire il perché dell'opposizione di tali movimenti al DDL Zan. 
A tal fine, la prima cosa da porre subito in evidenza e da rimarcare è che non tutto il movimento femminista, ma solo una sua parte minoritaria, e non tutto il movimento lesbico, solo l'Arcilesbica, sono contrari all'approvazione del DDL Zan e che la loro contrarietà non investe tutto il disegno di legge, ma solo i seguenti tre punti: l'identità autopercepita (nella parte in cui le trans non operate vengono considerate come donne a tutti gli effetti); la tutela generalizzata delle donne in quanto genus (che non dovrebbe essere prevista, in quanto le donne sono metà del genere umano); la gestazione per altri (che secondo tale movimento, porterebbe alla legittimazione della maternità surrogata).

JK Rowling (franchising-petsplanet.it)
Nello specifico, il movimento femminista che vorrebbe emendare il DDL Zan è il «Trans Exclusionary Radical Feminists», «femministe radicali trans escludenti» (c.d. Terf) — un acronimo nato nei circoli femministi degli anni 70 che loro rifiutano definendosi solo «femministe radicali» — che vede tra le sue principali e più famose esponenti la scrittrice britannica della saga di Harry Potter, JK Rowling, che lo scorso anno è stata duramente attaccata per alcuni suoi post nei quali sosteneva tali posizioni. 
In uno di questi, ad esempio, la Rowling ironizzando sull’utilizzo dell’espressione “persone che hanno le mestruazioni” utilizzato nel titolo di un articolo del sito Devex che usava l’espressione per includere esplicitamente persone trans e non binarie, scriveva: «Sono sicura che esistesse una parola per queste persone. Aiutatemi… Danne? Done? Dumne?», con ciò sottintendendo una corrispondenza automatica tra le persone che hanno le mestruazioni e le donne e, dunque, negando la possibilità che esistano persone che le hanno ma non si identificano come donne (alcuni uomini trans, o persone che non si identificano in alcun genere, ad esempio). 
Crisitna Comencini (iodonna.it)
Alle discussioni animate che ne sono seguite, la scrittrice ha quindi risposto con un altro post, affermando di «conoscere e sostenere persone transgender», ma di opporsi a «cancellare il concetto di “sesso”».
Qui da noi, in Italia, esponenti note di tale movimento Terf sono, tra le altre, la regista e scrittrice Cristina Comencini e la giornalista Marina Terragni (autrice di «Gli uomini ci rubano tutto»).
A tale movimento, poi, nel sostegno alla volontà di emendare il Ddl Zan, si aggiungono, a detta della stessa Terragni, l’Unione donne italiane (Udi), la Libreria delle donne e anche una associazione di uomini come Equality Italia, guidata da Aurelio Mancuso.
 
Delimitato così il campo ed individuati i soggetti in campo, vediamo ora nel merito i risvolti della questione.
Le cd Terf vorrebbero emendare (cioè modificare) il testo del DDL Zan nella parte relativa al riconoscimento all'identità di genere. Sostiene, infatti, tale movimento, con le parole di Marina Terragni «L’identità di genere è un oggetto non definito e non puoi mettere in una legge penale un oggetto non definito. Nel testo si parla di identità autopercepita che è l’ambiguità che apre la porta alla “Self Id”, l’autopercezione del genere. Per capire: in California, dove il self-Id è diventato legge ci sono stati 270 detenuti che si sono dichiarati donne e hanno chiesto di andare nel carcere femminile, con il terrore delle detenute. In Gran Bretagna è successo lo stesso con uno stupratore che si è dichiarato donna. Non basta l’autocertficazione per cambiare sesso ci vuole un percorso».
 
In altri termini, per le "Trans Exclusionary Radical Feminist" non solo esiste un'inconciliabilità tra uomo e donna, ma l'identità di una persona è legata categoricamente al suo corredo biologico. Dunque: sei una donna solo se possiedi un utero, una vagina eccetera ed uomo se hai un pene. Questo significa anche che solo le donne cisgender (quindi classificate donne alla nascita) sono "vere donne", mentre le donne trans, avendo (fino alla eventuale operazione) il pene, sono uomini "effemminati". 
Da ciò, ne discende la considerazione che le donne trans, altro non sarebbero se non “uomini in incognito” che, come tali, potrebbero facilmente stuprare le donne cisgender, approfittando dell’intimità concessa dagli spazi condivisi. 

Alcuni sostenitori del Ddl Zan ( foto digitalic.it)
Su quest'ultimo punto, i sostenitori del Ddl Zan opinano che appare piuttosto improbabile che un uomo scelga di intraprendere un percorso di riassegnazione del genere sui documenti al solo scopo di aggredire delle donne. Poi, comunque, il ddl Zan non apre proprio a niente, limitandosi a dare una generica definizione di identità di genere al suo art. 1, come "l’identificazione percepita e manifestata di sé in relazione al genere, anche se non corrispondente al sesso, indipendentemente dal­ l’aver concluso un percorso di transizione". Definizione che, così come formulata, serve unicamente allo scopo di tutelare le persone trans - a prescindere dal percorso di transizione - dalle aggressioni transfobiche.

Altri punti del DDL Zan che non vedono d'accordo le cd Terf, fanno riferimento alla tutela delle donne in quanto genus, categoria. Ritengono le Terf, infatti, che sia sbagliato considerare le donne come una categoria da tutelare, perché "non si tratta di una minoranza, ma di metà della popolazione". 
A tale obiezione, i sostenitori del DDL Zan rispondono che, purtroppo, la misoginia esiste e, dunque, è necessario normare il fatto che odiare una donna in quanto donna, istigando alla violenza, esula dalla "libertà di pensiero".
 
Altro punto controverso, che vede l'opposizione delle cd Terf con l'Arcilesbica, riguarda la "gestazione per altri", potendo tale gestione, secondo tali movimenti, aprire la porta alla maternità surrogata.
Queste, infatti, le parole sulla 'Gravidanza per altri' della Presidente di Arcilesbica, Cristina Gramolini: «Bisognerebbe emendare il ddl Zan seguendo una legge approvata dall’Emilia Romagna: la regione non finanzia le associazioni che propagandano la Gpa. Con il ddl Zan criticare l’utero in affitto viene considerato omofobia».
Ma, anche su questo punto, i sostenitori del DDL Zan, ribattono che basta leggere il testo del ddl per vedere che la maternità surrogata non è mai nemmeno citata e che l'unico scopo del disegno di legge è solo ed esclusivamente quello di tutelare da violenza e odio.
 
Questo, in linea di massima, il punto della questione e queste le posizioni in campo. Per quante di voi fossero interessate ad un opportuno quanto necessario approfondimento, ecco qui di seguito i link di riferimento:
Articolo "Ddl Zan, quel no (inaspettato) alla legge sull’omofobia di femministe e Arcilesbica" di Alessandra Arachi per corriere.it del 3/05/2021;
Articolo "Perché le femministe transescludenti e Arcilesbica continuano a criticare il ddl Zan?" di Elisabetta Moro per elle.com del 4/05/2021;
Articolo "Chi sono le «Terf», le femministe «critiche del genere» che si oppongono al ddl Zan" di Elena Tebano per 27esimaora.corriere.it del 5/05/2021;
Articolo "Il ddl Zan e il femminismo, un confronto aperto" di Luisa Pronzato per 27esimaora.corriere.it del 6/05/2021. Articolo, all'interno del quale, sempre con riferimento al Ddl Zan ed al dibattito su genere e sesso, trovate il richiamo a queste altre letture: articolo "Omotransfobia: proviamo a capire di che parliamo"; articolo "Ddl Zan. «È un lui o una lei?»"; articolo "Perché una legge sugli “hate crimes”, può creare problemi alle donne?"; articolo "Omotransfobia, dal centrosinistra un appello per cambiare il Ddl Zan"; articolo "Perché le femministe chiedono di stralciare l’identità di genere dal Ddl Zan".
 
Ecco fatto, con questo materiale, siamo sicure che potrete farvi una vostra idea precisa sulla questione, così come ce la siamo fatta noi.
Ciò posto, prescindendo dal merito, a nostro modestissimo quanto assolutamente ininfluente parere, non dovrebbe essere questo il momento delle divisioni ma dell'unione. L'approvazione del disegno di legge Zan sulla omotransfobia e contro l'odio è di fondamentale importanza per il paese. Si proceda, dunque, alla sua approvazione ed in seguito, dopo la prima applicazione, quando saranno anche più chiare le implicazioni pratiche e giuridiche, si discuta su eventuali, quanto possibili, emendamenti alla Legge.
 
Buona lettura.
MduL