Ultimo aggiornamento il 26 luglio 2026

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Legge Omotransfobia: dove siamo arrivati e quali sono le posizioni, sia a destra che a sinistra

Foto (rep.repubblica.it)
_MduL, 4 luglio 2020 (aggiornato al 12 luglio 2020)_

Dopo la dovuta sospensione dei lavori parlamentari a causa del Coronavirus, è finalmente approdato alla commissione Giustizia della Camera, lo scorso 30 giugno 2020, il progetto di legge contro l'omotransfobia e la misoginia, relatore il deputato del Pd Alessandro Zan.

Una legge che, se approvata, finalmente normerebbe un settore tanto sensibile come l'omofobia, ancora oggi in Italia molto presente, contro le persone Lgbtqi e le donne.
Il relatore Alessandro Zan (wikipedia.it)
La legge, infatti, come dichiarato dal relatore Zan, "Contrasta i crimini di odio nei confronti delle persone omosessuali e transessuali ma anche contro le donne. Infatti è una legge che combatte non solo l'omotransfobia ma anche la misoginia, accogliendo diverse risoluzioni europee e in particolare una direttiva Ue del 2012 che chiedeva agli Stati di intervenire per tutelare in modo rafforzato i soggetti più vulnerabili, vittime di discorsi d'odio e istigazione alla violenza".
Dal punto di vista più tecnico, detta legge, sempre a detta di Zan, "...parte dai reati previsti dalla legge Reale-Mancino nel codice penale contro i crimini d'odio verso razza, etnia, nazionalità e religione e li estende anche a violenza sulle donne, orientamento sessuale e identità di genere. Non inventiamo niente ma prendiamo una legge dello Stato che c'è già e allarghiamo il campo. Le polemiche di una parte della destra sulla libertà di espressione sono pretestuose, perché quando questa diventa istigazione all'odio non può essere più un principio assoluto".

Nella legge, peraltro, previste anche disposizioni specifiche a sostegno delle vittime di omotransfobia e misoginia, infatti, in accoglimento di tutte le sollecitazioni delle associazioni LGBT, è stato inserito nel testo della legge, un articolo dedicato ai centri antidiscriminazione ed alle case rifugio ed è stato, al tal fine, già presentato un emendamento al decreto Rilancio. "L'obiettivo, come dice Zan, è dare sostegno, con un meccanismo innovativo studiato con il ministero delle Pari Opportunità che prevede il coinvolgimento diretto di enti e associazioni del settore tramite bandi snelli, non solo alle vittime di reato e a coloro che denunciano, ma a tutte le situazioni di vulnerabilità".

Una legge che, come apprendiamo dall'articolo di Monica Rubino per repubblica.it (link in fondo al post), è molto travagliata, essendo il suo iter parlamentare, iniziato ben nove mesi fa, ad ottobre 2019, e rappresentando oggi, una sintesi fra ben cinque testi presentati dai diversi partiti, fra cui anche Forza Italia. "E' un testo molto avanzato - afferma soddisfatto Zan - che interviene su un tema in cui l'Italia è molto indietro. Sarà una dura battaglia che avrà forti resistenze da parte di associazioni e movimenti integralisti. Ma è una legge di civiltà e questa volta, dopo cinque tentativi andati a vuoto, dobbiamo farcela".

# La posizione della CEI (Conferenza Episcopale Italiana)
Logo CEI (chiesacattolica.it)
Resistenze che hanno visto in primo piano, con un intervento 'a gamba tesa', la CEI, che ha rigettato con forza la possibilità di un'approvazione di tale legge, in quanto inutile. Sostengono, infatti, i vescovi italiani che "esistono già adeguati presidi con cui prevenire e reprimere ogni comportamento violento o persecutorio" e che in "...questi ambiti non solo non si riscontra alcun vuoto normativo, ma nemmeno lacune che giustifichino l'urgenza di nuove disposizioni. Anzi, un'eventuale introduzione di ulteriori norme incriminatrici rischierebbe di aprire a derive liberticide, per cui - più che sanzionare la discriminazione - si finirebbe col colpire l'espressione di una legittima opinione, come insegna l'esperienza degli ordinamenti di altre Nazioni al cui interno norme simili sono già state introdotte.
Per esempio, sottoporre a procedimento penale chi ritiene che la famiglia esiga per essere tale un papà e una mamma - e non la duplicazione della stessa figura - significherebbe introdurre un reato di opinione. Ciò limita di fatto la libertà personale, le scelte educative, il modo di pensare e di essere, l'esercizio di critica e di dissenso".

# La posizione delle Femministe italiane
Francesca Izzo (repubblica.it)
In una lettera aperta ai firmatari delle pdl confluite nel testo base depositato ieri alla Camera, le attiviste dell'associazione "Se non ora quando" invitano i legislatori a riflettere sulla terminologia adoperata, in quanto la stessa suscita delle ambiguità.
Termine sotto accusa, come riporta Francesca Izzo, storica del pensiero moderno e contemporaneo, tra le fondatrici del movimento femminista "Se non ora quando", nell'intervista rilasciata a Monica Rubino per repubblica.it (link in fondo al post) "È il gender, ovvero l'espressione 'identità di genere' che è una questione molto controversa. Le donne in tutto il loro processo di liberazione e di uscita da una condizione di oppressione sociale hanno messo in discussione il genere che veniva loro assegnato e che le poneva in condizione di subalternità. Con questa espressione si sostituisce l'identità basata sul sesso con un'identità basata sul genere dichiarato. Come scriviamo nella lettera, attraverso 'l'identità di genere' la realtà dei corpi -in particolare quella dei corpi femminili- viene dissolta. Il sesso non si cancella".
La Izzo, propone, dunque, di utilizzare il diverso termine di 'orientamento sessuale', posto che "...è meglio nominare esplicitamente la 'transessualità' piuttosto che 'l'identità di genere'. Se si parte dall'assunto che definire le differenze discrimina chi non rientra in quella categorie, le conseguenze possono essere anche grottesche. Le differenze vanno riconosciute e nessuno deve essere discriminato, ma non vogliamo cancellare il fatto che ci siano donne e uomini".

Insomma, per chiarirci, la Dott.ssa Izzo, ha la posizione di pensiero in linea con quella dell'Arcilesbica italia e della scrittrice J.K. Rowling l'autrice di Hanry Potter, accusata di transfobia per aver difeso Maya Forstater, la ricercatrice licenziata dopo il tweet in cui sosteneva che "la differenza sessuale è biologica". La linea che considera le persone transgender (da maschio a femmina) non donne, in quanto biologicamente 'differenti'. In altri termini, per l'Arcilesbica e per la dr.ssa Izzo, le donne trans non sarebbero da considerarsi per la loro identità di genere, ma per il sesso biologico. 
E su questo punto, stante la sua complessità e le forti implicazioni di principio, come abbiamo già detto e ripetuto molte volte, non intendiamo prendere posizione, anche se una nostra idea, come è ovvio, dopo tanto studio, ce la siamo fatta. Noi vi riportiamo le posizioni di pensiero, a voi decidere da che parte stare.

Difesa a spada tratta, invece, per l'ultimo punto analizzato dalla Rubino nell'intervista con la Izzo, in merito alla misoginia, ricompresa anch'essa nella proposta di legge che stiamo qui analizzando.
Sul punto, dichiara la Izzo, "...Il mio parere strettamente personale è che mi è sembrato curioso che tutto quello che riguarda le donne, dallo stalking al femminicidio, abbia trovato posto in una legge che difende le persone omosessuali e transessuali. Le donne non sono una categoria, ma la metà del genere umano".

# La posizione della destra
Pur apparendo superfluo (è evidente che tutta la destra è contro l'approvazione di questa legge), si riportano per sommi capi le posizioni principali della destra italiana.

a) Family Day. 
(Foto lucabottura.net)
Il popolo del "Family day", che sostiene la famiglia "naturale", antiabortista e antigay, per andare contro l'approvazione del progetto di legge, lancia una manifestazione di piazza, in più di cento città italiane, l'11 luglio prossimo. 
Queste le parole, in merito, del leader del movimento, Massimo Gandolfini: "Istituisce, ma non definisce, il reato di omotransfobia, lasciando alla magistratura amplissimi margini di interpretazione che rischiano di colpire la libera espressione del pensiero; menziona una controversa identità di genere - contestata anche dalle femministe - che basandosi sull'auto-percezione può comprende oltre 50 definizioni". 
b) Pro Vita e Famiglia Onlus
(Da pagina facebook provitaonlus)
Queste, invece, le parole di  Toni Brandi e Jacopo Coghe, presidente e vice presidente di Pro Vita e Famiglia onlus, "La teoria del gender diventerà legge e i bambini saranno obbligati a festeggiare l'identità transgender già dall'asilo, questo succederà in ogni scuola di ordine e grado".
c) Immancabile, poi, il senatore leghista Simone Pillon
"Con questa legge i genitori non potranno rifiutare una baby sitter transgender o la propaganda delle drag queen nelle scuole dei loro figli. Nessuno potrà opporsi all'utero in affitto. Sarà considerata discriminazione opporsi al matrimonio o all'adozione gay".
d) Scontato il sostegno dei leader della destra, su tutti, di Matteo Salvini, il quale definisce "pericolosa" la legge Zan. Questa la sua dichiarazione, così come riportata dalla Rubino: "L'Italia è un Paese che non discrimina. Se viene picchiato o discriminato un omosessuale o un eterosessuale la via è la galera, non c'è differenza". Ma non basta, perché, subito dopo, provocatoriamente, chiede una legge "contro l'eterofobia". 
E potremmo continuare, inserendo le reazioni di Giorgia Meloni e Fratelli d'Italia e via discorrendo, ma, come potete ben immaginare, sono tutte sulla stessa riga...

Non resta che aspettare gli sviluppi (parlamentari e sociali).
MduL


Aggiornamento del 12 luglio 2020:

Ed ecco altre posizioni ed approfondimenti su questo disegno di legge.
Il primo è un approfondimento dello scrittore ed editorialista Giuseppe Savagnone, responsabile del sito della Pastorale della Cultura dell'Arcidiocesi di Palermo, in merito alla posizione della CEI. Qui, potete trovare l'Articolo "I Chiaroscuri – Le ambiguità del disegno di legge contro l’omofobia" su tuttavia.eu del 4/07/2020.

Il secondo è l'Articolo "Omotransfobia, i laici dei gesuiti rompono il fronte cattolico: "Sì alla legge"" di Giovanni Panettiere per quotidiano.net dell'8/07/2020.

Ed il terzo, immancabile aggioranmento riguarda, come sempre, il Comune di Verona che in queste materie e principi ci ha abituato a stare sempre all'erta. Ecco l'ultima iniziativa del municipio veronese che approva la mozione contro la legge, prima ancora che la stessa venga approvata dal Parlamento...Per saperne di più: Articolo "Verona, passa la mozione contro la legge sulla omontransfobia e la misoginia" di Enrico Ferro per repubblica.it del 10/07/2020.





Fonti:
Articolo "Omotransfobia e misoginia, il testo approda alla Camera. Zan (Pd): "Legge di civiltà, approviamola entro l'estate"" di Monica Rubino per repubblica.it del 30/06/2020
Articolo "Omofobia, la Cei contro una nuova legge: "Non serve. Attenti a derive liberticide"" di Paolo Rodari per repubblica.it del 10/06/2020
Articolo "Omotransfobia, le femministe contro la legge. Francesca Izzo: "No all'identità di genere, il sesso non si cancella"" di Monica Rubino per repubblica.it dell'1/07/2020
Articolo "Omotransfobia, contrario il popolo del family day. Salvini: "Legge pericolosa". Arcigay: il testo è un grande passo avanti" di Monica Rubino per repubblica.it dell'1/07/2020

"Sono Giulia, vengo da Treviso, sono qui con mia moglie..." Queste le parole di presentazione di Giulia Busato ai giudici della 9a edizione di MasterChef Italia.

Alessia bacia sua moglie Giulia, concorrente alla 9a edizione di MasterChef Italia (foto estratta dal video di MasterChef Italia di cui al post)
_MduL, 25 gennaio 2020_
 
Ormai lo sapete, scrivere e portare alla vostra conoscenza queste notizie, ci piace molto perché sono belle ed aiutano più che mai la causa dei diritti Lgbtqi+. Questa volta, vi parliamo di una concorrente dell'edizione di quest'anno di Masterchef italia, la nona, iniziata alla fine di dicembre 2019 ed attualmente in onda, ogni giovedì alle 21.15, su Sky Uno (ma anche in streaming su Now Tv e disponibile on demand su Sky Go). La concorrente si chiama Giulia Busato, ha 31 anni ed è sposata con Alessia. 

Questa la storia. 
Alle selezioni per l'ottenimento di un posto tra i 20 partecipanti alla 9a edizione di Masterchef italia, arriva il turno di Giulia Busato, che si presenta ai tre giudici così "Sono Giulia, vengo da Treviso, sono qui con mia moglie...". Interviene Chef Locatelli che chiede cosa cucinerà e Giulia risponde che farà una crepé che coniughi i sapori della tradizione veneta con i gusti del Marocco, dal nome "Crepacuore"...
I tre giudici di MasterChef 9 (foto quotidiano.net)
Prepara quindi la sua crepe e la offre al giudizio dei tre giudici di questa edizione del format, Bruno Barbieri, Antonino Cannavacciuolo e Giorgio Locatelli, ottenendo i due NO di Barbieri e Cannavacciuolo ma il SI di Locatelli che, grazie alle nuove regole sancite per la gara a partire proprio da questa edizione, ha dato fiducia a Giulia, regalandole il grembiule "Grigio" firmato da lui, con ciò, consentendole di passare alla fase successiva della selezione (da quest'anno, infatti, il concorrente può ottenere il passaggio alle prove successive anche se ha ottenuto 2 SI su 3 od anche 1 solo SI. Ma per vedere le nuove regole, vi rinviamo all'articolo di Barbara Berti, citato tra le fonti, in calce al post).
Fase successiva da Giulia Busato brillantemente superata, al punto da ottenere un posto tra i 20 concorrenti di questa edizione di Masterchef. Non resta ora che continuare a seguirla su Sky Uno.

Ecco qui il video della sua selezione, pubblicato su youtube da MasteChef Italia:

Questa, dunque, la vicenda che volevamo portare alla vostra conoscenza, soprattutto per quelle di voi, come noi, innamorate del format e rimaste orfane dopo l'abbandono di Masterchef da parte di Antonia Klugmann, al punto da non voler più seguire il programma...

Giulia Busato (foto tpi.it)
Ma chi è Giulia Busato?
Leggendo qua e la negli articoli che parlano di lei (troverete i link agli articoli in calce al post), scopriamo che Giulia Busato, 31 anni, laureata in Giurisprudenza, è originaria di Noale, nel Veneziano, ma residente ormai da diversi anni in provincia di Treviso, con sua moglie Alessia che, a sua insaputa, l'ha iscritta alla selezione per Mastechef.

Alessia, la moglie di Giulia (foto tratta da video di MasterChef Italia)
Di Giulia, poi, sappiamo che lavora in un patronato e che ha una spiccata predilezione per la cucina, tanto che già da molto tempo pubblica regolarmente su Instagram le foto delle sue bellissime creazioni culinarie. Amante della cucina di Antonia Klugmann (noi, non solo della sua cucina), il suo piatto forte è la pizza, tanto che, come ci racconta Alvise Wollner, si definisce "ferrata sulla pizza ad alta idratazione e lunga lievitazione, con un impasto realizzato attraverso l’utilizzo del lievito madre, farine macinate a pietra e grani antichi. Nella sua cucina non possono mai mancare le farine di vario tipo. Il suo piatto del cuore restano gli gnocchi al ragù preparati dalla nonna"... 
Instancabile, il suo punto debole è l'insicurezza cronica, non riuscendosi mai a sentire all'altezza, soprattutto quando è sotto esame e pressione. Insicurezza che, speriamo, sua moglie sia riuscita a farle superare, iscrivendola a Masterchef...

Intanto, da tutte noi, il nostro più partecipe sostegno per la vittoria di Mastechef 9...
MduL



Fonti:
Articolo <<BACI LESBO e GAY a MasterChef, due concorrenti Lgbt tra gli aspiranti cuochi>> su viva.lgbt del 22/12/2019;
Articolo <<Masterchef Italia 9, da Noale alla conquista dei fornelli la concorrente Giulia Busato>> su veneziatoday.it del 30/12/2019;
Articolo <<MasterChef 9, Giulia ce l'ha fatta: sarà tra i 20 concorrenti della nuova edizione>> di Alvise Wollner per trevisotoday.it del 27/12/2019;
Articolo <<Giulia Busato, chi è la concorrente di MasterChef Italia 9>> di Cristina Migliaccio per tpi.it del 2/01/2020;
Articolo <<MasterChef Italia 9, tre giudici e un grembiule grigio. Tutto sulla nuova edizione>> di Barbara Berti per quotidiano.net.

Star Wars, episodio 9: nell'ultimo episodio della serie ufficiale della saga di Star Wars, per ora nei cinema, c'è anche il bacio lesbico tra due combattenti della resistenza. Il regista J.J. Abrams: "la nostra è una galassia d'inclusione"...

La locandina del Film "Star Wars: l'ascesa di Skywalker" (starwars.fandom.com)
 _MduL, 21 dicembre 2019_ 
 
Solo un breve cenno alla notizia che abbiamo trovato nell'articolo della repubblica.it di richiamo al video con l'intervista di Arianna Finos al creatore e regista di questo ultimo lungometraggio della serie Star Wars "Star Wars: L'ascesa di Skywalker" (episodio 9), J.J. Abrams.
Ebbene, ascoltando i frammenti dell'intervista, grazie al montaggio fatto da Cinzia Comandé, scopriamo che J.J.Abrams ha pensato di inserire in questo ultimo film della serie Star Wars, anche una scena con un bacio lesbico tra due combattenti della resistenza.
Alla domanda della giornalista che ha fatto soffermare il regista su tale scena, Abrams ha specificato che tale scena è stata inserita nel film per due ordini di motivi, il primo è riparativo: mai, in nessuno degli episodi della saga interstellare più famosa di sempre, infatti, è stato affrontato il tema degli amori omosessuali e delle persone Lgbtqi. Il secondo motivo è che, con tale scena, gli autori ed il regista hanno voluto rimarcare che la galassia pensata ed inventata da Lucas (e poi integrata dagli altri autori e registi della Walt Disney), è una "galassia d'inclusione", dove non importa come tu sei e da dove vieni, basta che sei te stesso...(o, almeno, questo è quello che abbiamo capito noi ascoltando l'intervista).
Insomma, solo una piccola notizia in più per le appassionate della serie che hanno intenzione di vedere il film Star Wars: L'ascesa di Skywalker, per ora nei cinema.

Tanto dovevamo.
MduL



Fonte:
Articolo/Video Star Wars episodio 9, J.J. Abrams: "Il bacio lesbo nel film? La nostra è una galassia d'inclusione" su repubblica.it del 19/12/2019

Veronica Pivetti: approfittiamo del suo ultimo libro "Per sole donne", con personaggi anche lesbici, per parlarvi ancora un po' di lei

Veronica Pivetti (foto ilsussidiario.net)
 _MduL, 7 dicembre 2019_

Grazie alla rassegna stampa mattutina, lo scorso 1 dicembre, ci siamo imbattute nell'intervista di Giuseppe Fantasia per huffingtonpost.it, dal titolo Veronica Pivetti: "La fluidità è una conquista. La scelta è più vasta di quella che ci hanno fatto credere” (link in calce al post).
Subito incuriosite dal titolo, abbiamo iniziato a leggere l'articolo ed abbiamo scoperto diverse cose delle quali vogliamo rendervi partecipi. Ma, come al solito, andiamo con ordine.

Veronica Pivetti, nata a Milano il 19 febbraio 1965, è un'attrice, regista, doppiatrice e conduttrice televisiva italiana, ma anche scrittrice.
Sorella minore della politica Irene Pivetti (Presidente della Camera dei Deputati durante il governo Berlusconi) e figlia del regista Paolo Pivetti e dell'attrice e doppiatrice Grazia Gabrielli è stata sposata dal 1996 al 2000 con l'attore e doppiatore Giorgio Ginex ed ora vive (pare sembra si dice) con la sua compagna Giordana ed i loro 4 amati cani.
La sua carriera professionale inizia negli anni ottanta, come doppiatrice di cartoni animati, negli anni novanta le prime partecipazioni a programmi tv e quindi la prima grande occasione con una parte nel film di Carlo Verdone Viaggi di nozze. A seguire, sempre negli anni novanta, un film con Lina Wertmüller ed anche la co-presentazione, conduttore Vianello, del Festival di Sanremo del 1998.
Nei primi anni del 2000 il successo con la serie tv Commesse, trasmessa per due stagioni su rai 1, poi alcuni film (tra questi, Le Giraffe con la Ferilli) ed un altra parte in fiction di successo come il Maresciallo Rocca.
Poi, la consacrazione con due fiction che la vedono protagonista assoluta: Ladra e Provaci ancora Prof! che tanto successo hanno avuto, e continuano ad avere.
Oltre a questo, la conduzione dei programmi di rai 3 Per un pugno di libri e dopo Amore criminale, che ancora oggi conduce in prima serata.
Da segnalare, infine, la sua prima opera come regista, dal titolo Né Giulietta, né Romeo, a tematica Lgbtqi e le sue due prime opere come scrittrice Ho smesso di piangere (2012) e Mai all’altezza (2019) che hanno anticipato il suo primo romanzo Per sole donne (2019) di cui vi parleremo in questo post.
Sulla sua vita privata, oltre al fatto di essere stata sposata per 4 anni con Giorgio Ginex, si sa poco o nulla, ma, per fortuna, ogni anno un pochino di più. Nel tempo, infatti, siamo venute a sapere che ama moltissimo gli animali ed ha avuto ed ha diversi cani, molto amati (e questo è un altro dei motivi per i quali ci piace così tanto); sappiamo anche che, haimé, la sua casa, negli anni scorsi, è andata irrimediabilmente perduta a causa di un incendio e che la cosa, come è inevitabile, l'ha molto provata, sappiamo che ha sofferto di depressione e che vive da anni con la sua compagna Giordana ed i loro cani (motivo che da sempre ce l'ha fatta amare). Di queste ultime, per noi meravigliose notizie private, abbiamo saputo solo negli ultimi tempi, prima con un'intervista da Bruno Vespa e poi con altre dichiarazioni sempre più libere ed esplicite della stessa Pivetti (Graziee!!) - cfr. articolo ilsussidiario.net, con link in calce al post-.

La copertina di "Per sole donne"
Ciò posto, torniamo a noi e parliamo ora dell'intervista che Giuseppe Fantasia ha fatto all'attrice per la testata huffingtonpost.it, in occasione della pubblicazione del libro di prossimo uscita Per sole donne, edito da Mondadori, del quale vogliamo parlarvi, visto che tra i personaggi principali vi sono anche delle donne lesbiche.
Qui vi riportiamo alcuni stralci dell'intervista indicata (intervista che vi esortiamo a leggere nella sua versione integrale al link riportato in calce al presente post).

Il giornalista, Fantasia, rivolge alla Pivetti la prima domanda che introduce il libro scritto dall'attrice. Eccola: 
"Cosa fa un gruppo di cinque amiche con un’età che avanza giorno dopo giorno, che spaventa e disorienta?"
Lavorano, si incontrano, stanno con i loro uomini o donne (a seconda dei gusti), si ascoltano e si capiscono, si aiutano e si fanno assistenza tutte insieme – nel loro ristorante cinese preferito o a telefono, poco importa – quando tutto sembra esser perduto o in procinto di perdersi, ma – soprattutto – si raccontano quello che fanno sopra e sotto le lenzuola. 
L’antiquaria Adelaide e le altre “girls” – Benedetta, Tonia, Rosaria e Martina – fanno sesso e ne parlano tantissimo, usando nomi, aggettivi e vocaboli di ogni genere e senza alcuna censura, perché anche se della vita si può avere una visione disincantata, è assolutamente indispensabile viverla appieno. 
...“Sono una donna di 54 anni, mi rivolgo alle donne a cavallo di quell’età – mi sembra fisiologico quel pubblico – anche se ho riscontrato che ci sono molte giovani tra le mie lettrici, ma, tengo a ribadirlo, non ho voluto escludere nessuno, uomini compresi”. 
“Le storie che racconto sono tutte vere, poi, certo, le ho messe in un romanzo e le ho – come si dice – romanzate. Alcuni di quei racconti sono entrati diversi anni fa nella mia testa e poi li ho rielaborati, ma anche i fatti più incredibili sono veri. Volevo un fondamento di verità, impossibile da non avere quando si parla di sesso e di donne”. 
“Ci sono ancora troppe parole da sdoganare – continua l’attrice, la doppiatrice, la conduttrice televisiva e radiofonica amatissima dal grande pubblico - ma ricordiamoci che nella nostra cameretta ci chiudiamo tutti e che tutti facciamo cose spinte”. 

Per sole donne ..."è il suo primo romanzo – esilarante e pieno di vita - quello con cui ha deciso di dar voce a quel malumore che hanno le donne, a un malumore che hanno in comune". 
“Lo definisco erotico/comico – ci dice; c’è molto sesso, perché è il fulcro delle loro storie, è il filo conduttore delle loro vite. “Per una donna dell’età come la mia, la parola magica non è affatto solo e soltanto ‘menopausa’. La vita alla nostra età non è finita, ma può ricominciare anche a cinquant’anni che non sono la fine di nulla, sono piuttosto un giro di boa, per me almeno lo sono stati. Sono un girare l’angolo e scoprire altre cose, sono un dare un nuovo passo alla propria vita”. 

Sul linguaggio 'esplicito' del libro. Per far capire il timbro del libro, Fantasia riporta l'incipit, che è il seguente “Era stata una scopata noiosissima. Adelaide si era addormentata a metà, mentre Andrea gliela leccava.” Un inizio fulminante e senza alcun tabù. Finalmente un libro in cui le donne parlano come sono davvero dimostrando che la parità parte proprio dalla libertà d’espressione.

Del resto, queste le argomentazioni della Pivetti “Si pensa che le donne abbiano riservata “l’ora d’aria”, ma non è così. Devono poter parlare come vogliono, devono avere una libertà d’espressione, come dice giustamente lei. Permettetemi di parlare come parlo io, permettiamo a ciascuna donna di farlo. 
Detesto le convenzioni e i recinti in cui siamo state messe, anche perché le stesse convenzioni sono recinti. 
Scrivendo questo libro sono stata diretta e spudorata. Si parla molto esplicitamente, si usa il turpiloquio, ma questo si può fare e non c’è nulla di male. 
Perché agli uomini è permesso tutto e a noi no? Venite a cena con me o con altre donne e uscirete in mutande, o forse anche senza (ride, ndr). Non possiamo inibirci nel linguaggio. 
La mia è stata un’operazione ardita, uno sdoganamento per tutte. Basta restare nei ranghi! Ci siamo da sempre…”.
 
A seguire, nell'intervista le motivazioni e l'inquadramento sociologico di tale scrittura dell'attrice che vi esortiamo a leggere nell'articolo originale...Passiamo, invece, ad un altro pezzo dell'intervista, sempre circostanziato al libro.
Pezzo che parla delle differenze tra la visibilità dell'omosessualità maschile e femminile.
Questa la domanda di Fantasia: "Di queste cinque donne, due sono omosessuali: quella femminile non ha la stessa visibilità di quella maschile. Perché secondo lei?"
Questa la risposta della Pivetti: “Ne parlo perché anche nell’ambito dell’omosessualità, le donne sono svantaggiate. Rispetto a quella maschile, quella femminile è ignorata che è una cosa ancora più grave dell’essere ostacolata. 
Non se ne parla, perché il nostro è un popolo pieno di tabù e quello dell’omosessualità femminile è gigantesco. Le donne lesbiche hanno ancora meno voce delle donne etero. Tutto questo è assurdo”. 


A seguire, ancora alcuni pezzi di intervista molto interessanti sul concetto di maternità e sulle sue implicazioni sociologiche e sul ruolo degli uomini, oltre che nel libro, nei rapporti con le donne e nella società che, anche in questo caso, vi invitiamo a leggere nell'articolo originale.

Veronica Pivetti in Victor Victoria (foto blogteatroescuola.it)
Noi, passiamo invece alla domanda del giornalista Fantasia, relativa allo spettacolo teatrale, Viktor und Viktoria, che la Pivetti sta portando da tre anni in giro per l’Italia con grande successo di pubblico e critica e che è stato uno dei film di maggior successo dell'attrice Julie Andrews. Alla domanda "di cosa parla?", la Pivetti risponde:
“È una commedia con musiche liberamente ispirata all’omonimo film del 1933 di Reinhold Schünzel, non a quello di Blake Edwards. La versione originale è di Giovanna Gra, la regia di Emanuele Gamba. In una Berlino degli anni Trenta, Susanne Weber, talentuosa cantante disoccupata, si finge Viktor e conquista le platee, ma il suo fascino androgino scatenerà presto curiosità e sospetti. Tra battute di spirito ed equivoci si legge la critica ad una società bigotta e superficiale, sempre pronta a giudicare dalle apparenze. In scena c’è un continuo entrare ed uscire da qualsiasi identità sessuale”. 

Infine, vi segnaliamo un'altra domanda dell'intervista nella quale la Pivetti viene chiesta in merito al concetto di fluidità. Questa la domanda: "La giornalista Natalia Aspesi e lo scrittore André Aciman ci hanno detto che oggi siamo tutti fluidi: è così?"

E questa la risposta della Pivetti: “Ne sono convita anche io. Anche questa è una conquista. Prima eravamo tutti messi in una specie di alveare, al chiuso della nostra celletta. 
Oggi no: ci possono essere anche più cellette e se si ha voglia si può finalmente uscire anche da quell’alveare. 
C’è un mondo là fuori. La scelta è molto più vasta di quella che ci hanno fatto credere. 
Una raccomandazione? Prendere a pedate il senso di colpa, perché se c’è, fa male e inibisce. 
Una realizzazione sessuale è la prima forma di libertà che dobbiamo assecondare. Ci renderà felici e pronti ad andare nel mondo”.

E con questo, vogliamo chiudere il presente post. Grande Veronica Pivetti. Non vediamo l'ora di leggere il suo libro.
MduL



Fonte:
Articolo/Intervista Veronica Pivetti: "La fluidità è una conquista. La scelta è più vasta di quella che ci hanno fatto credere” di Giuseppe Fantasia per huffingtonpost.it del 1/12/2019;
Articolo GIORDANA, L’AMICA DI VERONICA PIVETTI/ “Ha capito subito che stavo male e…” di Emanuele Ambrosio per ilsussidiario.net del 16/03/2019

Nel programma tv di rai tre "Le Ragazze", la storia di Marilisa Del Vecchio, fidanzata con una ragazza. Scopriamo chi è.

Gloria Guida, conduttrice del programma di rai tre "Le Ragazze" (Foto dal sito superguidatv.it)

_MduL, 20 ottobre 2019_

Il presente post solo per segnalarvi che, nell'ultima puntata del programma di rai tre, "Le ragazze", andato in onda ieri sera, sabato 19 ottobre 2019, l'ultima ragazza, quella del Nuovo Millennio (solo 25 anni), Marilisa Del Vecchio, la vita della quale siamo state rese partecipi, è fidanzata con una ragazza.
Nello specifico, grazie alla narrazione della sua storia, abbiamo saputo che, dopo il diploma da perito informatico, si è laureata in Sicurezza dei Sistemi e delle Reti Informatiche presso l’Università statale di Milano. Quindi, dopo un’esperienza nell’information risk management, ha iniziato a lavorare come consulente del settore IT Security (più in dettaglio, per le informatiche, Marilisa Del Vecchio, così come evidenziato dal 'She Tech Italy', oggi ricopre il ruolo di IT Security Analyst in Accenture, occupandosi principalmente di Data Protection nel dominio Application Security). 

Marilisa Del Vecchio (foto viagginews.com)
Una 'ragazza', dunque, molto preparata ed una pioniera che lavora in un mondo, da sempre, prettamente maschile e maschilista. E di questo, anche di questo, complimenti Marilisa.
Ma complimenti anche, e soprattutto, per la tua meravigliosa vita privata che hai voluto condividere con noi. Oltre a renderci edotte, infatti, dei suoi hobby e del suo amore per la fotografia e la musica, ci ha raccontato della sua famiglia, composta dalla sua compagna - hanno appena comprato casa - e da due gattini piccoli e, a quanto sembra di capire, abbastanza pestiferi...
Ottimi i rapporti con la mamma e con la nonna, con la quale, da sempre, ha un ottimo rapporto e che, quando lei le ha rilevato di essere gay (pansessuale_ndr) le ha semplicemente risposto: "L'importante è che tu sia felice"...(dunque, anche in questo caso, come nel caso della calciatrice della nostra nazionale italiana Elena Linari, siamo in presenza di nonne fantastiche che, grazie alla loro età, sanno benissimo distinguere tra ciò che è importante e giusto da ciò che non lo è e che, quindi, non si scompongono più di tanto nel sapere che le loro nipotine sono lesbiche...).
Sul punto, bella la frase della Del Vecchio: "ci sono tre coming out: uno con sé stessi, uno con la propria famiglia ed uno con la gente"... (frase che abbiamo citato a memoria, scusateci, quindi, per eventuali inesattezze. Per sentirla dalla viva voce della protagonista, si rinvia al link alla puntata, in fondo al post)

Ecco questo il motivo per il quale vi segnaliamo la puntata di ieri, 19 ottobre 2019, del programma "Le Ragazze", trasmessa da rai tre, ma non solo, visto che, come sempre, nel programma avrete modo di assistere alla narrazione delle storie, così come introdotte dalla conduttrice, Gloria Guida, suddivise per decenni (si inizia dalle 'ragazze' oggi più anziane, per passare a quelle che erano giovani negli anni 50, poi a quelle giovani negli anni 90 e quindi alla ragazza del nuovo millennio) delle seguenti altre "Ragazze": 
Isa Bellini, che è stata Ragazza negli anni ’40 ed oggi ha 97 anni. Non è ancora maggiorenne quando vince il concorso per cantanti indetto dalla Rai nel 1940. Da allora procede senza soste: canta nel Trio Primavera, affianca attori del calibro di Totò e Anna Magnani, diventa una star della radio.
Dopo di lei si intrecciano le storie di due combattive Ragazze degli anni ’50. 
Vera Pegna è poco più che ventenne quando approda in Sicilia attratta dal mito di Danilo Dolci e della non-violenza. Lì militerà nel PCI e arriverà a sfidare un boss mafioso. 
Giannola Nonino, invece, è un’imprenditrice, nata in una concreta famiglia friulana. Ha due passioni: i vigneti e Benito, l’uomo che sposa e con cui inizia a distillare la grappa. Con lui, avrà tre figlie femmine. Suo il marchio della famosa grappa "Nonino".
Seguono le storie di due Ragazze che sono state ventenni negli anni ‘90.
Michela Murgia, la scrittrice di successo che tutte noi conosciamo, ci racconta della sua vita, del suo lavoro al call center che ha dato inizio alla sua carriera di blogger e scrittrice (vi ricordiamo che il bel film "Tutta la vita davanti" è tratto proprio dal suo primo libro), del suo matrimonio, degli haters ed anche del suo tumore e della diagnosi infausta che le aveva dato pochi mesi di vita. Il tutto, affrontato con determinazione e coraggio.
Valeria Imbrogno. Valeria era la compagna di Dj Fabo, Fabiano Antoniani, il giovane rimasto tetraplegico e cieco a seguito di un incidente d’auto, che lei ha accompagnato nella difficile scelta di porre fine alla sua vita e che tanto ha fatto e fa discutere, visto che si sta parlando di eutanasia.
Chiude la puntata, come detto, la storia della 'nostra' Marilisa Del Vecchio, in quanto ragazza del Nuovo Millennio...

Dunque, per quelle di voi interessate alla puntata, ecco il link alla pagina del programma di rai tre: "Le Ragazze", su raiplay.it


Ecco fatto, tanto dovevamo.
MduL


Fonti:
Articolo Ufficio stampa rai "Le Ragazze"
Articolo "Marilisa Del Vecchio/ Dalla sicurezza informatica all’attivismo LGBT+ (Le ragazze)" di Carmine Massimo Balsamo per ilsussidiario.net del 19.10.2019
Articolo "Marilisa Del Vecchio, chi è: età, carriera e vita privata" di Enrico per viagginews.com del 19.10.2019
Foto Le Ragazze da sito superguidatv.it
Foto di Marilisa Del Vecchio da viagginews.com

Elena Bonetti: scopriamo chi è la Ministra delle pari opportunità, della famiglia e delle disabilità

La Ministra Elena Bonetti (foto tratta dall'articolo <<Governo, la ministra Bonetti: "Il ddl Pillon resterà chiuso in un cassetto">> su repubblica.it del 16/09/2019)
 _MduL, 17 settembre 2019_

Come tutte noi sappiamo, lo scorso mese vi è stato il rinnovo totale del governo italiano. Con il cd Conte-bis, la maggioranza è ora rappresentata dal movimento 5 stelle e dal Partito democratico. In conseguenza di tale nuova maggioranza parlamentare, sono cambiati i ministri in carica. Nel contesto di tali cambiamenti, poi, è stato nuovamente reso autonomo il dipartimento della Presidenza del Consiglio dei Ministri delle pari opportunità. Per esso, infatti, è stato nuovamente indicato un ministro, pur senza portafoglio, che debba gestirlo; ministro al quale è stata data anche la delega alla famiglia ed alle disabilità.
Non abbiamo più, dunque, come in pendenza del governo Conte1, a maggioranza 5stelle/Lega, il Ministero della famiglia e delle disabilità, retto dal ministro Lorenzo Fontana (e poi Alessandra Locatelli) solo fino a pochi mesi addietro da un lato ed il solo dipartimento delle pari opportunità dall'altro, ma nuovamente il Ministero delle pari opportunità che si occuperà anche della famiglia e delle disabilità, assorbendo così le funzioni che prima erano del neo-ministero della famiglia.

Questo, dunque, già il primo grande cambiamento che lascia capire i diversi valori che verranno perseguiti e tutelati: non più la famiglia a trazione leghista, così come delineata dal convegno di Verona sulla famiglia che tanto fece scandalo; non più proposte di legge sull'affido condiviso che volevano ridisegnare il mondo dei rapporti parentali con le impostazioni rappresentate, ancora una volta, al Convegno di Verona, ma, al contrario, di nuovo la tutela dei diritti, delle donne e delle pari opportunità sia a livello sociale che familiare.

Ma veniamo a noi. A capo di tale ministero delle pari opportunità (e della famiglia e disabilità) è stata nominata una donna, Elena Bonetti, che racchiude in sè, nel suo modo di essere ed esistere la sintesi di tutte le migliori parti di ognuno di noi: sia esso di sinistra, di destra, di centro, cattolici, atei, agnostici, di sopra, di sotto ecc...

Elena Bonetti, infatti, nata ad Asola, un comune in provincia di Mantova, il 12 aprile 1974, sposata con figli, è professore universitario di matematica (di analisi) presso l'Università degli studi di Milano ed è anche, da sempre, cattolica praticante, tanto da essere stata per molto tempo attiva negli scout cattolici dell'AGESCI, di cui è stata anche incaricata nazionale della branca R/S.
Dunque, da sempre vicina all'area cattolica, è stata portata in politica nel 2017 proprio da Matteo Renzi, conosciuto grazie all'AGESCI, con il quale ha condiviso tutto il percorso politico, prima partecipando alla segreteria del partito a guida Renzi, poi, aiutando ad organizzare la Leopolda.
Nel 2018 viene candidata alla Camera dei deputati (3a in lista) ma non ce la fa ad essere eletta, quindi entra a far parte della direzione nazionale del Partito Democratico e, questa estate, ha organizzato la scuola di formazione politica per giovani "Meritare Italia" di Matteo Renzi.

Ma veniamo al dunque e vediamo perché è stato indicato il nome di Elena Bonetti per dare un segno di discontinuità forte e chiaro. Per farlo, basta far riferimento alle posizioni politiche del Ministro Bonetti, eccole:
Appoggia le politiche giovanili e in particolare sostiene l’istituzione di un salario minimo garantito, di misure fiscali per famiglie con figli, di una pensione di garanzia per i giovani, di incentivi per il diritto allo studio e per ridurre l’emigrazione dei giovani, del servizio civile obbligatorio per un mese.
Per quanto riguarda il tema dell’immigrazione, sostiene invece lo ius soli e la promozione di una forma di accoglienza diffusa per gli immigrati.
Ma, ciò che più conta per noi (donne e lesbiche), è tra quelle persone cattoliche illuminate (e ce ne sono tante, credetemi, alcune delle nostre migliori amiche sono così) che ritengono l'amore un diritto di tutti e per tutti.
Per far capire di cosa stiamo parlando, basta portare alla memoria il 2014, allorquando, l'attuale ministro delle pari opportunità, insieme a don Gallo, sottoscrisse un appello per chiedere allo Stato di riconoscere le unioni gay e alla Chiesa di rivedere le proprie posizioni «perché tutti abbiamo il diritto di amare e di essere amati».

Questi i suoi primi atti e le sue prime dichiarazioni:
"Lavorerò al congedo parentale per i padri". In un suo intervento a Radio 24 ha infatti dicharato che: "L'obiettivo è riconoscere che il ruolo di un padre è fondamentale sia nei confronti della cura del figlio che nella relazione di coppia" ciò facendo, però, ha contestualmente cassato il ddl Pillon. E' di ieri, infatti, la sua dichiarazione "Il ddl Pillon resterà chiuso in un cassetto" poiché il disegno di legge sull'affido così come impostato dal senatore Pillon, non è una priorità del nuovo governo.

Ecco, questa è la misura ed il modo d'agire del nuovo Ministro delle pari opportunità, della famiglia e delle disabilità e cioè: tutela della famiglia si, nuova organizzazione ed aiuto alle famiglie ed ai figli nei loro rapporti parentali si, ma con altri metodi, modi e maniere. Oseremmo dire noi, con garbo ed intelligenza, così come sta facendo, appunto la nostra nuova ministra.

Insomma, secondo noi, Conte ha un'ottima scelta, indicando come ministra delle pari opportunità, della famiglia e delle disabilità una donna che, da sempre, riesce a conciliare ed avvicinare mondi che negli ultimi tempi stavano allontanandosi sempre più, soprattutto quello cattolico e quello dei diritti sia delle donne che del mondo Lgbtqi, dei bambini, dei disabili ecc...

Ben arrivata Ministro e Buon lavoro.
MduL



Fonti ed Approfondimenti:
Articolo <<Elena Bonetti ministra delle Pari opportunità e della Famiglia. Matematica, nel 2014 firmò un appello per riconoscere le unioni gay>> su repubblica.it del 4/09/2019
Articolo <<Elena Bonetti, chi è il nuovo ministro per le Pari opportunità e la Famiglia>> su ilmessaggero.it del 4/09/2019
Articolo <<Elena Bonetti: "Lavorerò al congedo parentale per i padri">> su fuffingtonpost.it del 15/09/2019
Articolo <<Governo, la ministra Bonetti: "Il ddl Pillon resterà chiuso in un cassetto">> su repubblica.it del 16/09/2019
Pagina Wikipedia su Elena Bonetti

Londra. Coppia di donne lesbiche picchiata brutalmente sull'autobus da quattro balordi perché si sono rifiutate di baciarsi davanti a loro!!

Melania Geymonat e la sua compagna Chris dopo la brutale aggressione (foto huffingtonpost.it)
_ MduL, 8 giugno 2019 _

Ma che brutta notizia siamo costrette a darvi, vieppiù perché questo evento increscioso è accaduto nella notte tra il 29 ed il 30 maggio scorsi, nella City di Londra, non in un paesino sperduto di chissà quale nazione retrograda...

Questo il fatto.
Melania Geymonat, 28enne assistente di volo, originaria dell’Uruguay e che ora vive nel villaggio di Essex di Takeleye, e la sua compagna Chris stavano tranquillamente rientrando a casa da West Hampsted verso Camden, viaggiando su un autobus della linea londinese, quando un gruppo di balordi, di età compresa tra i 20 e i 30 anni (erano almeno quattro, uno dei quali parlava spagnolo mentre gli altri avevano accento britannico), ha iniziato prima ad importunarle, poi ad apostrofarle in modo greve e quindi a pretendere che si baciassero per il loro eccitamento!! Alle risposte delle ragazze, che, giustamente, si sono rifiutate di baciarsi per il loro piacimento, hanno iniziato ad aggredirle ed a picchiarle selvaggiamente. Infine, mentre erano esamini sull'autobus, le hanno anche derubate.

Come è evidente, essendo un fatto di una gravità inaudita, ha avuto molta eco, tanto che se ne è fatto portavoce il Daily Mail, suscitando così, come è giusto, le reazioni indignate di tutti gli esponenti delle istituzioni oltre che della società civile.
Tra le reazioni più significative, quella del sindaco di Londra, Sadiq Khan, che in un post ha denunciato questo "attacco disgustoso e misogino". Il primo cittadino ha quindi intimato ed esortato: "I crimini d'odio contro le persone Lgbt non saranno tollerati a Londra. La polizia sta indagando, se avete informazioni chiamate il 101".
Ma, anche la premier May è intervenuta definendo l'aggressione "ripugnante". Questa, poi, la sua dichiarazione in merito: "Nessuno dovrebbe dover nascondere chi è veramente o chi ama e dobbiamo lavorare insieme per sradicare l'inaccettabile violenza contro la comunità Lgbt".
Infine, il leader dell'opposizione laburista, Jeremy Corbyn, ha parlato di episodio "assolutamente scioccante".

Melania Geymonat (foto BBC.com)
Questo il racconto di Melania Geymonat (così come riportato dal sito repubblica.it. Link all'articolo in calce al post), pubblicato in un post sul suo profilo Facebook, dove appare anche la foto che molto ha scosso le coscienze, in cui la si vede insieme alla compagna Chris, entrambe con il volto sporco di sangue, colato anche sulla camicia.
"Non ricordo se erano già lì o se si sono messi dietro di noi. Ce n'erano almeno quattro. 
Hanno cominciato a comportarsi come dei teppisti, chiedendo che ci baciassimo in modo che potessero divertirsi guardando, hanno cominciato a chiamarci "lesbiche" e a descrivere posizioni sessuali. 
Eravamo solo noi e loro nell'autobus. Nel tentativo di calmare le cose, ho iniziato a fare battute. Ho pensato che questo potesse farli andare via, ma hanno continuato a molestarci, a tirarci delle delle monete e ad accalorarsi sempre di più. 
La cosa che ricordo subito dopo è che Chris era nel mezzo dell'autobus e loro la colpivano. D'istinto mi sono precipitata verso di lei e ho visto la sua faccia sanguinante e tre di loro che la picchiavano.
Alla vista del mio sangue ho avuto un capogiro e sono caduta all'indietro. Non ricordo se ho perso conoscenza o meno. 
All'improvviso l'autobus si è fermato, la polizia era lì e io stavo sanguinando e ho scoperto che le nostre cose erano state rubate".

Melania G. dopo l'aggressione (foto Sky News)
Queste, infine, le legittime quanto pessimistiche reazioni a questo vile attacco omofobo di Melania, la quale ha dichiarato: "Sono stanca di essere trattata come un oggetto sessuale, di scoprire che queste situazioni sono solite, di amici gay che sono stati picchiati solo perché...". E, ancora,"Dobbiamo sopportare le molestie verbali e le violenze scioviniste, misogine e omofobiche perché quando ci si difende, ecco quello che succede".

Ultima notazione, speriamo positiva, è che, almeno questa volta, l'impegno profuso da Scotland Yard per la cattura dei balordi, abbia sortito un felice esito: sono stati infatti fermati quattro giovani, fra i 15 e i 18 anni, che in queste ore vengono interrogati.

Ultima considerazione? La speranza è che non siano davvero così giovani i ragazzi che si sono resi artefici di questo gravissimo atto, perché, se così fosse, sarebbe davvero un colpo ancora più duro ed ingiustificabile, qualche cosa che, in effetti, concordando con Melania, non si potrebbe mandare giù!! Intendiamoci, stessa gravità ed indignazione se si scoprisse che gli aggressori hanno tra i 70 e gli 80 anni, ma, il fatto che ragazzini così giovani possano macchiarsi di episodi del genere, nel 2019, è inqualificabile, è sintomo del totale disfacimento della nostra società: loro dovrebbero cambiare il modo di pensare omofobo dei loro genitori e non viceversa...

Infine, per quante di Voi fossero interessate, qui di seguito il Link ad un articolo di approfondimento della vicenda, scritto da Luca Paladini per il sito huffingtonpost.it:
Approfondimento <<Presto smetteremo d’essere così tolleranti con gli intolleranti>> di Luca Paladini per Blog/huffingtonpost.it del 7/06/2019.
 
 
Che brutta storia.
MduL




Fonti:
Articolo: <<Londra, coppia di ragazze picchiata a sangue sul bus: "Baciatevi, lesbiche". Arrestati 4 adolescenti>> su repubblica.it del 7/06/2019
Articolo: <<Balordi picchiano coppia lesbica su un bus di Londra. "Volevano che ci baciassimo davanti a loro">> su huffingtonpost.it del 7/06/2019

"Ho una famiglia normale, non ho gay, non ho niente": così si è presentato l'Avv. Brini, candidato sindaco per Lega nel comune di Pontedera, in Toscana

Il candidato sindaco per Pontedera, Avv. Giuseppe Brini, al centro, con i rappresentanti della coalizione di centrodestra (foto Pisa Today.it)
 _ MduL, 3 marzo 2019 _
Potrebbe considerarsi una notizia poco più che folcloristica, se non fosse che, in effetti, stiamo attraversando un periodo molto pericoloso, con forti derive autoritarie, maschiliste, omofobe, razziste ecc...che devono portare ad una soglia di sopportazione sempre più bassa ed ai sensi sempre più allertati ad ogni minimo sintomo di ulteriore deriva e sconfinamento.
Stiamo parlando della notizia riportata oggi sui giornali, relativa alla poco felice uscita/dichiarazione dell'avvocato Giuseppe Brini, candidato a sindaco della coalizione di centrodestra a Pontedera, in Toscana, nella provincia pisana.

L'Avv. Brini (foto GranducatoTv)
Questa, infatti, la frase shock, pronunciata quasi subito, presentandosi al pubblico, "Ho una famiglia normale, non ho gay, non ho niente". Si, ha proprio esordito in questo modo: lui ha una famiglia normale, senza gay in casa...
La cosa simpatica è che è riusciuto immediatamente a far morire di vergogna perfino i principali esponenti della Lega che in quel momento presenziavano alla manifestazione con lui e cioè la commissaria Susanna Ceccardi, pupilla di Salvini, ed il deputato legista pisano Edoardo Ziello (quest'ultimo, come si può vedere perfettamente dal video che per ora circola nella rete e che ha ripreso tutto, si passa la mano in faccia imbarazzato..).
La storia continua, poi, con il deputato di Fratelli d'Italia, Giovanni Donzelli, presente anche lui, che si avvicina prontamente alla commissaria Ceccardi per avvertirla che presto sarebbero scoppiate le polemiche e con l'arrivo, appena un'ora dopo, della nota dello stesso Brini (costretto a chiedere scusa da Ceccardi e Ziello, furiosi), il cui testo è il seguente: "Mi scuso perché le parole che ho usato possono essere offensive della sensibilità di persone che non debbono essere giudicate per la propria inclinazione sessuale. Mi sono espresso male e probabilmente qualcuno si sarà offeso delle mie parole e me ne dispiaccio. Con i fatti, meglio che a parole, dimostrerò che nessuno verrà discriminato con la nostra azione di governo" dice Brini".
E vi preghiamo, anche in questo caso, di valutare attentamente il testo e le parole utilizzate: "...sensibilità di persone che non debbono essere giudicate per la propria inclinazione sessuale...", no comment...
Il deputato Ziello (foto TPI)
Da qui, tutte le inevitabili precisazioni e prese di posizione sia da una parte che dall'altra, come, ad esempio, da parte di Ziello, in nome della Lega, che così si esprime: "La frase sui gay è inaccettabile e non rispecchia in alcun modo il pensiero della Lega. La frase sui gay, pronunciata da Giuseppe Brini durante il suo discorso di ufficializzazione della candidatura a sindaco, è imbarazzante e non rispecchia in alcun modo il pensiero della Lega, partito inclusivo che guarda al futuro. Per noi ognuno è libero di seguire l'orientamento sessuale che più lo aggrada e questo è testimoniato dal fatto che abbiamo iscritti e simpatizzanti omosessuali". 
Dall'altro lato, ecco invece la dichiarazione del sindaco uscente di Pontedera, Simone Millozzi, in quota Pd: "Mi è stato chiesto cosa pensi di quanto detto dal candidato della destra pontederese sul fatto che la sua famiglia sia normale perché non ha figli gay. Io penso che Pontedera meriti davvero altre parole ed altri valori".
E via discorrendo, con le solite ed inevitabili dichiarazioni anche future che verranno fatte da tutte le parti ed i partiti politici nel merito...
Ciò che in questa sede ci teniamo però a segnalare e ricordare è il fatto che, in effetti, la dichiarazione di Ziello pro-Lgbtqi appare alquanto forzata e, almeno fino ad oggi non supportata dai fatti, constatato che, solo a titolo esemplificativo, il ministro della famiglia e disabilità, il legista Fontana, sta portando avanti una politica apertamente anti Lgbtqi (ultimo suo atto, in ordine di tempo, il patrocinio, l'impegno e la partecipazione al prossimo congresso mondiale della famiglia - solo quella naturale - che si terrà a Verona alla fine di marzo), così come il senatore Pillon, che con le sue proposte di legge mira ad eliminare o, comunque, a fortemente limitare i diritti Lgbtqi (e delle donne....ma questo è un altro discorso...) e via discorrendo, perché di esempi ce ne sarebbero da riportare davvero tanti (troppi).

Mai come questa volta, dunque, speriamo di essere contraddette dai fatti. Speriamo che abbia invece ragione Ziello e che la Lega appoggi e promuova i diritti delle persone Lgbtqi ed in particolare, le unioni civili, le adozioni nelle famiglie omogenitoriali e la famiglia globalmente intesa, dunque, comprensiva delle famiglie arcobaleno, famiglie che, se ben ricordate, per il Ministro Fontana neanche esistono...

Niente altro da dire.
MduL


Fonte:
Articolo <<Pontedera, il candidato del centrodestra: "Ho una famiglia normale, non ho gay">> di Ernesto Ferrara per repubblica.it del 2/03/2019

Segnalazione: esce nei cinema, ma solo per tre giorni (dal 25 al 27 giugno), il film "Favola", con protagonista un amore 'lesbico'

Leggiamo nella rubrica "Spettacoli" del settimanale "Il venerdi" della Repubblica della settimana scorsa, che è in arrivo nelle sale italiane il nuovo film dell'attore di Vincere, Filippo Timi, che vede la storia di un'amore tra due signore americane degli anni cinquanta, anzi, come riportato testualmente nell'inciso dell'articolo di Alba Solaro "l'amore fra due signore americane nell'estremo kitsch anni 50...".
Ma, andiamo con ordine, e cerchiamo di spiegare di cosa stiamo parlando.
Allora, prima di tutto la storia di questo film. Il film, infatti, altro non è se non la trasposizione cinematografica della omonima piece teatrale che tanto successo ha avuto nei teatri italiani. Protagonisti sempre Filippo Timi e Lucia Mascino.
Riferimento del film, come dichiarato dalla stesso Timi, è il film "Donne" di George Cukor del 1939 (film che noi conosciamo, nella versione più recente, quella del 2008, con il titolo "The Women", ma che potete indagare con il link in fondo al post).

Filippo Timi e Lucia Mascino (foto da LetteraDonna)
Regista del film è Sebastiano Mauri e protagonisti principali del film sono, come detto, Filippo Timi (attore con tanti film alle spalle, ora conosciuto anche per la serie cult "I delitti del BarLume") e Lucia Mascino (diventata famosa con la webserie, che andò in onda anche su rai due tempo addietro "Una mamma imperfetta", ma protagonista anche lei di tantissimi film, molti anche davvero belli, come Timi del resto, ed anche lei protagonista della serie tv "I delitti del Bar Lume"). Vi è poi la partecipazione di Piera Degli Esposti (sulla quale non vi scriviamo niente, perché è tra le grandi in assoluto. Impossibile non sapere di chi stiamo parlando) e tanti altri personaggi di contorno.
Altra notizia sul film è che, il prossimo 21 giugno, aprirà il Festival MIX di Milano, dedicato, come saprete, al cinema Lgbtqi ed uscirà nelle sale italiane per soli tre giorni, tra il 25 ed il 27 giugno prossimi.

Ecco fatto. Inquadrato così il film, passiamo ora alla TRAMA.
L'epoca di riferimento, come detto, è quella degli anni cinquanta, nel boom del dopoguerra, che fa da "sfondo technicolor di questa dark comedy vertiginosa, colorata coe la casa dove tutto si svolge e che sembra una bomboniera in acido, prina di oggetti kitsch, curve esagerate" (le parole sono dell'autrice dell'articolo citato in calce, Alba Solaro).
Mrs. Emerald (Mascino) & Mrs. Fairytale( Timi)_(foto MoviePlayer)
In questo contesto, Filippo Timi è Mrs. Fairytale (si, avete capito bene. Un uomo, Filippo Timi, interpreta la signora Fairytale), la protagonista principale, che ha una madre schietta e tosta (Piera Degli Esposti), che va in giro con la pistola in mano ed una cagnetta di nome Lady (impagliata!), ma ha anche un'amica del cuore, Mrs. Emerald (Lucia Mascino), la coprotagonista del film, appunto. 
Le due donne, in particolare, sono, come detto, due casalinghe americane degli anni cinquanta dei sobborghi middle class, che hanno dei mariti che, nella migliore delle ipotesi, le ignorano e nella peggiore le picchiano e che passano il loro tempo tra i lavori di casa, le chiacchere, lo scambio di ricette...
Infine, come accennato più sopra, nella trama che, ricordiamolo, è una Favola ed è anche fantascienza, vi sono altri personaggi, come i tre gemelli vicini di casa, gli alieni in giardino e la cagnetta Lady (che, come detto, è impagliata) che ogni tanto sparisce...
Ecco, da questi pochi elementi potete già capire che è un film davvero particolare e fuori da ogni stereotipo, una favola, appunto, dove, in ogni caso, possiamo assistere al lieto fine ed al trionfo dell'amore tra le due donne (perché, non ve l'abbiamo ancora detto, Mrs. Fairytale diventa maschio, suo malgrado, durante la narrazione, ma, all'inizio del film, è femmina...).
Insomma, un film, secondo noi da segnalare e da vedere, avvertendovi subito che verrà trasmesso nei cinema soltanto per tre giorni, da lunedi 25 a mercoledi 27 giugno della prossima settimana.

Ecco il trailer:



Buona visione.
MduL


Fonte e link utili:
Fonte è l'Articolo "Filippo Timi e una casalinga da favola" di Alba Solaro per il settimanale "Il Venerdi" della Repubblica dell'8 giugno 2018;
Pagina Wikipedia al film "Donne" di George Cukor del 1939;
Pagina Wikipedia Filippo Timi
Pagina Wikipedia Lucia Mascino
Pagina Wikipedia Piera Degli Esposti