Ultimo aggiornamento il 26 luglio 2026

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Legge Omotransfobia: dove siamo arrivati e quali sono le posizioni, sia a destra che a sinistra

Foto (rep.repubblica.it)
_MduL, 4 luglio 2020 (aggiornato al 12 luglio 2020)_

Dopo la dovuta sospensione dei lavori parlamentari a causa del Coronavirus, è finalmente approdato alla commissione Giustizia della Camera, lo scorso 30 giugno 2020, il progetto di legge contro l'omotransfobia e la misoginia, relatore il deputato del Pd Alessandro Zan.

Una legge che, se approvata, finalmente normerebbe un settore tanto sensibile come l'omofobia, ancora oggi in Italia molto presente, contro le persone Lgbtqi e le donne.
Il relatore Alessandro Zan (wikipedia.it)
La legge, infatti, come dichiarato dal relatore Zan, "Contrasta i crimini di odio nei confronti delle persone omosessuali e transessuali ma anche contro le donne. Infatti è una legge che combatte non solo l'omotransfobia ma anche la misoginia, accogliendo diverse risoluzioni europee e in particolare una direttiva Ue del 2012 che chiedeva agli Stati di intervenire per tutelare in modo rafforzato i soggetti più vulnerabili, vittime di discorsi d'odio e istigazione alla violenza".
Dal punto di vista più tecnico, detta legge, sempre a detta di Zan, "...parte dai reati previsti dalla legge Reale-Mancino nel codice penale contro i crimini d'odio verso razza, etnia, nazionalità e religione e li estende anche a violenza sulle donne, orientamento sessuale e identità di genere. Non inventiamo niente ma prendiamo una legge dello Stato che c'è già e allarghiamo il campo. Le polemiche di una parte della destra sulla libertà di espressione sono pretestuose, perché quando questa diventa istigazione all'odio non può essere più un principio assoluto".

Nella legge, peraltro, previste anche disposizioni specifiche a sostegno delle vittime di omotransfobia e misoginia, infatti, in accoglimento di tutte le sollecitazioni delle associazioni LGBT, è stato inserito nel testo della legge, un articolo dedicato ai centri antidiscriminazione ed alle case rifugio ed è stato, al tal fine, già presentato un emendamento al decreto Rilancio. "L'obiettivo, come dice Zan, è dare sostegno, con un meccanismo innovativo studiato con il ministero delle Pari Opportunità che prevede il coinvolgimento diretto di enti e associazioni del settore tramite bandi snelli, non solo alle vittime di reato e a coloro che denunciano, ma a tutte le situazioni di vulnerabilità".

Una legge che, come apprendiamo dall'articolo di Monica Rubino per repubblica.it (link in fondo al post), è molto travagliata, essendo il suo iter parlamentare, iniziato ben nove mesi fa, ad ottobre 2019, e rappresentando oggi, una sintesi fra ben cinque testi presentati dai diversi partiti, fra cui anche Forza Italia. "E' un testo molto avanzato - afferma soddisfatto Zan - che interviene su un tema in cui l'Italia è molto indietro. Sarà una dura battaglia che avrà forti resistenze da parte di associazioni e movimenti integralisti. Ma è una legge di civiltà e questa volta, dopo cinque tentativi andati a vuoto, dobbiamo farcela".

# La posizione della CEI (Conferenza Episcopale Italiana)
Logo CEI (chiesacattolica.it)
Resistenze che hanno visto in primo piano, con un intervento 'a gamba tesa', la CEI, che ha rigettato con forza la possibilità di un'approvazione di tale legge, in quanto inutile. Sostengono, infatti, i vescovi italiani che "esistono già adeguati presidi con cui prevenire e reprimere ogni comportamento violento o persecutorio" e che in "...questi ambiti non solo non si riscontra alcun vuoto normativo, ma nemmeno lacune che giustifichino l'urgenza di nuove disposizioni. Anzi, un'eventuale introduzione di ulteriori norme incriminatrici rischierebbe di aprire a derive liberticide, per cui - più che sanzionare la discriminazione - si finirebbe col colpire l'espressione di una legittima opinione, come insegna l'esperienza degli ordinamenti di altre Nazioni al cui interno norme simili sono già state introdotte.
Per esempio, sottoporre a procedimento penale chi ritiene che la famiglia esiga per essere tale un papà e una mamma - e non la duplicazione della stessa figura - significherebbe introdurre un reato di opinione. Ciò limita di fatto la libertà personale, le scelte educative, il modo di pensare e di essere, l'esercizio di critica e di dissenso".

# La posizione delle Femministe italiane
Francesca Izzo (repubblica.it)
In una lettera aperta ai firmatari delle pdl confluite nel testo base depositato ieri alla Camera, le attiviste dell'associazione "Se non ora quando" invitano i legislatori a riflettere sulla terminologia adoperata, in quanto la stessa suscita delle ambiguità.
Termine sotto accusa, come riporta Francesca Izzo, storica del pensiero moderno e contemporaneo, tra le fondatrici del movimento femminista "Se non ora quando", nell'intervista rilasciata a Monica Rubino per repubblica.it (link in fondo al post) "È il gender, ovvero l'espressione 'identità di genere' che è una questione molto controversa. Le donne in tutto il loro processo di liberazione e di uscita da una condizione di oppressione sociale hanno messo in discussione il genere che veniva loro assegnato e che le poneva in condizione di subalternità. Con questa espressione si sostituisce l'identità basata sul sesso con un'identità basata sul genere dichiarato. Come scriviamo nella lettera, attraverso 'l'identità di genere' la realtà dei corpi -in particolare quella dei corpi femminili- viene dissolta. Il sesso non si cancella".
La Izzo, propone, dunque, di utilizzare il diverso termine di 'orientamento sessuale', posto che "...è meglio nominare esplicitamente la 'transessualità' piuttosto che 'l'identità di genere'. Se si parte dall'assunto che definire le differenze discrimina chi non rientra in quella categorie, le conseguenze possono essere anche grottesche. Le differenze vanno riconosciute e nessuno deve essere discriminato, ma non vogliamo cancellare il fatto che ci siano donne e uomini".

Insomma, per chiarirci, la Dott.ssa Izzo, ha la posizione di pensiero in linea con quella dell'Arcilesbica italia e della scrittrice J.K. Rowling l'autrice di Hanry Potter, accusata di transfobia per aver difeso Maya Forstater, la ricercatrice licenziata dopo il tweet in cui sosteneva che "la differenza sessuale è biologica". La linea che considera le persone transgender (da maschio a femmina) non donne, in quanto biologicamente 'differenti'. In altri termini, per l'Arcilesbica e per la dr.ssa Izzo, le donne trans non sarebbero da considerarsi per la loro identità di genere, ma per il sesso biologico
E su questo punto, stante la sua complessità e le forti implicazioni di principio, come abbiamo già detto e ripetuto molte volte, non intendiamo prendere posizione, anche se una nostra idea, come è ovvio, dopo tanto studio, ce la siamo fatta. Noi vi riportiamo le posizioni di pensiero, a voi decidere da che parte stare.

Difesa a spada tratta, invece, per l'ultimo punto analizzato dalla Rubino nell'intervista con la Izzo, in merito alla misoginia, ricompresa anch'essa nella proposta di legge che stiamo qui analizzando.
Sul punto, dichiara la Izzo, "...Il mio parere strettamente personale è che mi è sembrato curioso che tutto quello che riguarda le donne, dallo stalking al femminicidio, abbia trovato posto in una legge che difende le persone omosessuali e transessuali. Le donne non sono una categoria, ma la metà del genere umano".

# La posizione della destra
Pur apparendo superfluo (è evidente che tutta la destra è contro l'approvazione di questa legge), si riportano per sommi capi le posizioni principali della destra italiana.

a) Family Day. 
(Foto lucabottura.net)
Il popolo del "Family day", che sostiene la famiglia "naturale", antiabortista e antigay, per andare contro l'approvazione del progetto di legge, lancia una manifestazione di piazza, in più di cento città italiane, l'11 luglio prossimo. 
Queste le parole, in merito, del leader del movimento, Massimo Gandolfini: "Istituisce, ma non definisce, il reato di omotransfobia, lasciando alla magistratura amplissimi margini di interpretazione che rischiano di colpire la libera espressione del pensiero; menziona una controversa identità di genere - contestata anche dalle femministe - che basandosi sull'auto-percezione può comprende oltre 50 definizioni". 
b) Pro Vita e Famiglia Onlus
(Da pagina facebook provitaonlus)
Queste, invece, le parole di  Toni Brandi e Jacopo Coghe, presidente e vice presidente di Pro Vita e Famiglia onlus, "La teoria del gender diventerà legge e i bambini saranno obbligati a festeggiare l'identità transgender già dall'asilo, questo succederà in ogni scuola di ordine e grado".
c) Immancabile, poi, il senatore leghista Simone Pillon
"Con questa legge i genitori non potranno rifiutare una baby sitter transgender o la propaganda delle drag queen nelle scuole dei loro figli. Nessuno potrà opporsi all'utero in affitto. Sarà considerata discriminazione opporsi al matrimonio o all'adozione gay".
d) Scontato il sostegno dei leader della destra, su tutti, di Matteo Salvini, il quale definisce "pericolosa" la legge Zan. Questa la sua dichiarazione, così come riportata dalla Rubino: "L'Italia è un Paese che non discrimina. Se viene picchiato o discriminato un omosessuale o un eterosessuale la via è la galera, non c'è differenza". Ma non basta, perché, subito dopo, provocatoriamente, chiede una legge "contro l'eterofobia"
E potremmo continuare, inserendo le reazioni di Giorgia Meloni e Fratelli d'Italia e via discorrendo, ma, come potete ben immaginare, sono tutte sulla stessa riga...

Non resta che aspettare gli sviluppi (parlamentari e sociali).
MduL


Aggiornamento del 12 luglio 2020:

Ed ecco altre posizioni ed approfondimenti su questo disegno di legge.
Il primo è un approfondimento dello scrittore ed editorialista Giuseppe Savagnone, responsabile del sito della Pastorale della Cultura dell'Arcidiocesi di Palermo, in merito alla posizione della CEI. Qui, potete trovare l'Articolo "I Chiaroscuri – Le ambiguità del disegno di legge contro l’omofobia" su tuttavia.eu del 4/07/2020.

Il secondo è l'Articolo "Omotransfobia, i laici dei gesuiti rompono il fronte cattolico: "Sì alla legge"" di Giovanni Panettiere per quotidiano.net dell'8/07/2020.

Ed il terzo, immancabile aggioranmento riguarda, come sempre, il Comune di Verona che in queste materie e principi ci ha abituato a stare sempre all'erta. Ecco l'ultima iniziativa del municipio veronese che approva la mozione contro la legge, prima ancora che la stessa venga approvata dal Parlamento...Per saperne di più: Articolo "Verona, passa la mozione contro la legge sulla omontransfobia e la misoginia" di Enrico Ferro per repubblica.it del 10/07/2020.





Fonti:
Articolo "Omotransfobia e misoginia, il testo approda alla Camera. Zan (Pd): "Legge di civiltà, approviamola entro l'estate"" di Monica Rubino per repubblica.it del 30/06/2020
Articolo "Omofobia, la Cei contro una nuova legge: "Non serve. Attenti a derive liberticide"" di Paolo Rodari per repubblica.it del 10/06/2020
Articolo "Omotransfobia, le femministe contro la legge. Francesca Izzo: "No all'identità di genere, il sesso non si cancella"" di Monica Rubino per repubblica.it dell'1/07/2020
Articolo "Omotransfobia, contrario il popolo del family day. Salvini: "Legge pericolosa". Arcigay: il testo è un grande passo avanti" di Monica Rubino per repubblica.it dell'1/07/2020

Ancora un bellissimo film con una storia d'amore tra due donne. Stiamo parlando del Film "Ritratto della giovane in fiamme", dal 19 dicembre nei cinema

La locandina del film (filmtv.it)
_MduL, 29 novembre 2019 (implementato il 2 dicembre 2019)_ 

Impossibile non segnalare il Film francese "Ritratto di giovane in fiamme" (titolo originale: "Portrait de la jeune fille en feu"), scritto e diretto da Céline Sciamma, che ha vinto il Prix du scénario al Festival di Cannes 2019 e che troverete in programmazione nei nostri cinema a partire dal 19 dicembre.
Impossibile perché è una produzione importante (nel cast anche Valeria Golino) e perché pare sia molto bello ed impossibile perché parla di una storia d'amore tra due donne nella Francia del '700...

Questa la trama breve:
Fine del XVIII secolo. Alla giovane pittrice Marianne viene commissionato il ritratto della giovane Héloïse affinché riesca a suscitare l'interesse di pretendenti per un futuro matrimonio. Dopo alcune incomprensioni, le due donne cominceranno a conoscersi e ... 

Marianne & Héloïse (foto repubblica.it)

Il Cast vede, oltre alla 'nostra' Valeria Golino nella parte della Duchessa, Noémie Merlant nella parte della pittrice Marianne e Adèle Haenel, nella parte della giovane nobile Héloïse.

Trama lunga, solo per quelle di voi che già vogliono sapere quasi tutto prima di arrivare in sala...
Francia, 1770. Héloise è una giovane donna che ha subito un lutto, la sorella si è uccisa perché non voleva sposarsi, e adesso tocca a lei, appena uscita dal convento, prepararsi per un matrimonio combinato, costume nella società altolocata della Francia del Settecento. 
Ma perché il futuro marito acconsenta a sposarla occorre un quadro e Héloise ha già rifiutato di posare davanti a un primo pittore che ha desistito, per questo sua madre la Contessa, interpretata da Valeria Golino, ha chiamato Mariane, una pittrice che dovrà fingere di essere sua amica, sua dama di compagnia e poi ritrarla di nascosto...ma fra le due donne nascerà un'attrazione forte che sfocerà in amore...

Dopo aver scritto il presente post, abbiamo trovato e letto su un settimanale, l'articolo "La verità di Adèle" di Piera Detassis (troverete gli estremi nella sezione approfondimenti del presente post), che riguarda proprio il film di prossima uscita, molto interessante. Vi riportiamo qui alcuni stralci.
<< Il corpo nudo di Héloise, lo specchio all'altezza del sesso, la pittrice che la ritrae, dopo averla amata. Ritratto di una giovane in fiamme di Celine Sciamma, in sala dal 12 dicembre, è il film che non dovete perdere, premiato per la migliore sceneggiatura a Cannes, un'onda di passione tra due donne, uno spazio di sensuale scoperta e libertà prima che tutto si chiuda col matrimonio imposto.
E' il 1770, le rutiche crinoline hanno i colori di terra e salsedine e l'artista Marianne (Noémie Merlant), anonima come tante altre ritrattiste all'epoca, viene chiamata sull'isola battuta dal vento per dipingere di nascosto il ritratto della giovane Héloise, riluttante alle nozze organizzate dalla contessa madre (Valeria Golino)."...

Adèle & Céline (foto parismatch.com)
..."La ragazza che va sposa, e che si concede quella pausa vibrante, quasi paurosa, di libertà, è la folgorante Adèle Haenel. E' lei, attrice trentenne pluripremiata, di scontrosa bellezza e nervosa intelligenza, la ragazza in fiamme che ha incendiato il cinema francese con un'intervista senza reticenze a Mediapart (mediapart.fr), dove ha dettagliato la sua via crucis da debuttante, molestata dai 13 ai 15 anni dal regista Christophe Ruggia, autore del film del suo debutto, Les diables."....
..."Dopo la traumatica esperienza con Ruggia nel 2002, Adèle s'era allontanata dal cinema: è tornata sul set nel 2007 solo grazie a Naissance des pieuvres, della stessa Sciamma, all'epoca sua compagna di vita (certificata da quel famoso: "Io la amo", pronunciato dal palco dei prmi Cèsar), la donna che l'ha aiutata a spezzare il cerchio del silenzio. Ruggia ha chiesto perdono"...
..."Non dovete vedere Rtitratto della giovene in fiamme per il falò acceso attorno alla testimonianza di Adèle, dovete vederlo perché è un film sensuale e bellissimo sull'identità femminile, pittorico nel senso più vivo, gonfio di tremori, paure, scoperte e desiderio. Un film libero >>.

E qui subentriamo di nuovo noi, per ricordarvi che, in effetti, la regista, Celine Sciamma e l'attrice Adèle Haenel avevano una storia già ai tempi del film "La Naissance des pieuvres" (LL), presentato al festival di Cannes nel 2007, dove una delle protagoniste principali, Floriane, era la giovanissima Adèle Haenel che, con altre tre coetanee adolescenti, fa nuoto sincronizzato e della quale è profondamente ed irrimediabilmente innamorata Marie...Ma, per (le poche) di voi che non l'hanno ancora visto e non sanno di cosa stiamo parlando, QUI vi riportiamo il link alla scheda del film del sito cinemagay.it.

Qui il Trailer del Film Ritratto di una giovane in fiamme:



Per approfondimenti, vi rimandiamo all'Articolo, "'Ritratto della giovane in fiamme', l'amore politico tra due donne nella Francia del 700", di  Chiara Ugolini per repubblica.it del 21/11/2019, utilizzato come fonte per il presente post.
Vi si rinvia anche all'articolo, haimé solo in cartaceo, "La verità di Adéle" di Piera Detassis per il settimanale Elle n.46 del 7 dicembre 2019, questa settimana in edicola.


Ecco, ora lo sapete davvero tutto. Buona visione.
MduL

Il meraviglioso spot della Renault Clio: la storia d'amore tra due donne che si guarda come un film

Un fotogramma dello spot della Clio (secoloditalia.it)

_MduL, 17 novembre 2019_
 
Useremo in questo articolo poche parole, che siano le meravigliose immagini a parlare, solo per dirvi che ci è parso impossibile non segnalare la bellezza dell'ultimo spot ideato dalla casa automobilistica francese Renault per una delle sue macchine di trentennale successo.
Stiamo parlando della Clio e questo è lo spot. Guardatelo, perché merita.



MduL


Fonti:
Articolo "Lo spot Renault sulla storia d'amore tra due donne. Concia: "Coraggio, mandatelo anche in Italia"" su repubblica.it del 12/11/2019
Articolo "Renault Clio, il meraviglioso spot con una storia d’amore lesbica – video" di Federico Boni per gay.it del 12/11/2019

"DIO PATRIA FAMIGLIA", ecco il titolo della meravigliosa inchiesta di Giulia Bosetti per Presa Diretta che, finalmente, consente di capire cosa prevede il DDL Pillon sull'affido condiviso e, soprattutto, quali sono i valori e gli interessi alla base di tale proposta di legge

Lo slogan di destra "Dio Patria Famiglia" che ha dato titolo alla puntata di Presa Diretta sul DDL Pillon (foto di Giovani A Destra)
_ MduL, 3 febbraio 2019 _

"DIO PATRIA FAMIGLIA": ecco il titolo scelto dal programma di Iacona, Presa Diretta, per la puntata andata in onda lo scorso 28 gennaio, su Rai Tre.

Giulia Bosetti (Giornalistitalia)
L'inchiesta, della bravissima Giulia Bosetti, usando le parole dell'articolo di commento alla puntata, effettuato all'indomani dalla giornalista Luisa Betti per articolo21.org, <<fa un percorso a ritroso che partendo dal progetto di riforma della famiglia ideato e portato avanti dal senatore leghista Simone Pillon, insieme alle associazioni dei padri separati, arriva a quello che è il vero progetto di restaurazione che si propone di ripristinare “un ordine” in cui i princìpi della Chiesa cattolica diventino punti fondanti della politica, con l’effetto di uno smantellamento sistematico dei diritti, a partire da quelli delle donne.>>

Il Sen. Simone Pillon
Infatti, il disegno di legge n. 735, relativo a "Norme in materia di affido condiviso, mantenimento diretto e garanzia di bigenitorialità", proposto al senato della repubblica lo scorso mese di agosto dal senatore leghista Simone Pillon, da noi, in più occasioni segnalato, prevede un nuovo e radicalmente diverso impianto normativo dei rapporti tra coniugi e tra questi ed i propri figli: basta assegno di mantenimento. Entrambi i coniugi parteciperanno al sostentamento dei figli in modo diretto; l'affido condiviso tra coniugi viene ripensato ed ora i figli saranno comunque costretti, anche se non vorranno, perché magari vittime di violenza, a frequentare e vivere presso entrambi i genitori; non vi sarà più un'unica casa di riferimento per il figlio, ma necessariamente due case e due famiglie; via libera e sdoganamento definitivo al concetto di "alienazione parentale" che prevede la condanna della donna che "con il suo agire" (ma anche senza agire!), fa si che i figli non vogliano più stare con il padre che, magari, come nella maggior parte dei casi, è violento o non è comunque in grado di prendersi cura dei figli. Dunque, donna privata della potestà genitoriale e bambini mandati in comunità di recupero, per essere convinti a tornare dal padre...(e questo verrebbe solo istituzionalizzato e formalizzato dal disegno di legge perché già accadono queste aberrazioni...). Ecc..
Insomma, un disegno di legge che, nel merito, è fallimentare, anacronistico e per nulla aderente alla società ma, cosa ancora ben più grave, un sistema di valori ed interessi sottostanti a questa nuova proposta di legge, che fanno accapponare la pelle, più che mai a noi che siamo donne e lesbiche (due delle categorie che tali zelanti pensatori vorrebbero eliminare dalla faccia della terra)...Alcuni esempi: divieto d'aborto, abolizione quindi della legge 194, abolizione del divorzio, stipendio più alto per gli uomini che dovranno lavorare e le donne in casa a procreare ed a prendersi cura della prole, ovviamente, no fecondazione assistita, no coppie omosessuali, no "gender" ecc...
Ma non è il caso di dilungarsi oltre, anche perché, con le parole è difficile far capire fino in fondo di cosa stiamo parlando.

Vi invitiamo, dunque, a vedere l'inchiesta di Giulia Bosetti per Presa Diretta, andata in onda lo scorso 28 gennaio 2019, perché è perfetta e lineare e consente finalmente di capire davvero e fino in fondo quali sono i punti ed i terribili rischi che, tutte e tutti noi, stiamo correndo...
Qui il link alla puntata di "Presa Diretta" del 28/01/2019. Se non volete vedere l'anteprima, con l'intervista di Iacona a Calenda, potete subito saltare al minuto 10.50 del video con la puntata, dove troverete la sigla d'inizio del programma e poi, subito, l'inchiesta di Giulia Bosetti "Dio Patria Famiglia" di cui vi stiamo parlando.

LINK a Presa Diretta: Video/Inchiesta
"DIO PATRIA FAMIGLIA" di Giulia Bosetti 
(dal minuto 10.50)

Infine, per completezza di informazione, poi, vi riportiamo qui di seguito:

a) LINK diretto al testo integrale del disegno di legge n.735, così come presentato dal senatore Pillon al senato della repubblica italiana, in formato pdf e, dunque, scaricabile;

b) Articolo di commento all'inchiesta della Bosetti "Dio, patria, famiglia: Presa diretta svela l’alienazione parentale e il ddl Pillon, ma quali sono i progetti del sovranismo sulle donne?" di Luisa Betti per articolo21.org del 29/01/2019.

Un'ultima, importante, notazione: potete trovare su youtube diversi video, anche della stessa rai, relativi all'inchiesta citata, ma è bene sapere che sono video in quota parte della puntata e, cioè, nessuno di essi, ad oggi, appare completo. Sono solo spezzoni dell'inchiesta che, seppur interessanti, mancano del quadro d'insieme che è il punto fondante di tutto il lavoro - magnifico - fatto dalla Bosetti per Presa Diretta.


Ecco fatto, ora lo sapete e potete farvi un'idea precisa.
MduL

Pina Mandolfo, un cenno all'autrice del libro "Desiderio", segnalato da MduL come libro della settimana

_MduL, 20 gennaio 2019_

Pina Mandolfo (foto mymovies.it)
Ci teniamo a fare un breve accenno alla vita ed alle opere di Pina Mandolfo, autrice del libro "Desiderio", qui segnalato per questa settimana, per condividere con voi la grandezza di questa donna.

Pina Mandolfo è nata a Belpasso, alle falde dell'Etna, in Sicilia. 
Laureata in Lingue e Letterature Straniere, lavora in Sicilia, dove si è fermata a vivere con amore per la sua terra, prima a Catania e poi, dal 2000, tra Palermo e la campagna siracusana, luogo dell'adolescenza e della memoria. 
Queste, le sue opere letterarie: autrice del romanzo "Desiderio" (La Tartaruga Baldini&Castoldi, Milano, 1995), edito in Germania e Svizzera (Das Begehren, Piper, Monaco, 1996); e dei saggi "Il sud delle donne, le donne del sud" (in Cartografie dell'Immaginario, Sossella, Roma, 2000), "La felicità delle narrazioni" (in Lingua bene comune, Città aperta, 2006); dei racconti: "Una necessità chiamata famiglia" (Leggendaria, maggio 2001), "Racconto di fine anno" (in Principesse azzurre, Mondadori, 2004_Sulle serie di libri "Principesse azzurre" cfr nostra pagina libri, lett. P).
Pina Mandolfo, però, non è 'solo' una scrittrice, tante/tantissime sono infatti le attività e le iniziative che ha creato e gestito. Su tutte, il suo lavoro come docente universitaria (ha insegnato Didattica della lingua straniera nei Corsi di specializzazione post-laurea all'Università di Palermo). Svolge, infatti, il suo lavoro didattico, con particolare attenzione ai processi di innovazione e ai temi della differenza di genere. I suoi ambiti privilegiati sono la ricerca e la scrittura sia letteraria che cinematografica. 
Ha collaborato con le riviste "Lapis" e "Noi donne" e con il quotidiano "La Sicilia". 
Dal 1978 al 1982 ha organizzato, a Catania, il Cineclub di film in lingua originale "British Film Club". Per l'Assessorato alla Cultura della Regione Sicilia e il Comune di Catania, tra le altre, ha curato i cataloghi e l'organizzazione delle Rassegne cinematografiche: "Hollywood un sogno per 10 cents" (Catania, 1981); I"l reale e l'immaginario "(Catania 1981); "L'immagine riflessa" con una personale di Margarethe von Trotta e Chantal Akerman e la partecipazione delle registe (Catania 1982); "Sesso, genere e travestitismi al cinema" (Catania 1994); "Sally Potter e Virginia Woolf, rappresentazione e autorappresentazione del femminile" (Catania 1995); "Vuoti di memoria, il '900 delle donne: film e documenti televisivi" (Palermo 2006); "Dalla parte di lei: le donne, la vita, il cinema" (Palermo, 2009).
Nel 1996, in occasione del Salone del Libro di Torino, è stata socia fondatrice della "Società Italiana delle Letterate" e ha fatto parte di tre Consigli Direttivi.
Nel 2007 ha organizzato, in collaborazione con il Comune e L'Università di Palermo, l'incontro della città di Palermo con le "Madres di Plaza de Majo".
Nel 2009 ha organizzato, a Palermo, gli eventi: "La società delle Letterate incontra Emma Dante", comprensivi di seminari con l'autrice e due spettacoli della stessa Emma Dante.
Ha operato poi anche come regista e sceneggiatrice. 
Queste le Regie e le sceneggiature di alcuni documentari: è autrice del soggetto del documentario "L'antigattopardo, Catania racconta Goliarda Sapienza" (2012); del soggetto, della sceneggiatura e della co-regia dei documentari: "Carpe Diem" (2007); "Donne, sud, mafia: videolettera dalla Sicilia" (2013); "Orizzonti mediterranei: storie di migrazione e d violenze" (2014) che ha inaugurato la Mostra del Cinema di Pesaro ed è stato selezionato nei Festival Il vento del Nord (Lampedusa 2014), Lampedusa in Festival (2014), in concorso al Festival del Cinema Africano (Verona 2014); "Gesti di luce: omaggio a Maria Messina" (2014); "Come un incantesimo, Mary e Percy Shelley nel Golfo dei poeti" (2014); dello spot per la Rete antiviolenza "D.i.R.E. Le parole per dirlo" (2015); del documentario "Donne in rete contro la violenza" (2016).
Regie e sceneggiature di cortometraggi: è autrice della sceneggiatura e della co-regia del cortometraggio "Silenzi e Bugie" (2006), vincitore del Sottodiciotto Film Festival di Torino e della Targa CIAS; sua, anche la regia e la sceneggiatura del film "Correva l'anno" (2008), ma, soprattutto, suo il soggetto del film "Viola di mare" (2008), del quale è anche co-sceneggiatrice, insieme a Mario Cristiani, Donatella Diamanti e Donatella Maiorca. Il film che, presentato al Festival del Cinema di Roma e in molti Festival Internazionali è stato, tra le altre cose, vincitore del NICE Festival di New York e Mosca (2009) e del premio Capri.
Ma andiamo avanti. Nel 2012 ha organizzato, a Catania, per la Società Italiana delle Letterate, "Viaggio sentimentale nei luoghi di Goliarda Sapienza", da cui è stato realizzato il documentario "L'antigattopardo, Catania racconta Goliarda Sapienza" (2012); Nel 2014 ha organizzato, per la Società Italiana delle Letterate, la "passeggiata letteraria Gesti di Luce", nei luoghi descritti dalla scrittrice Maria Messina dalla quale è stato tratto l'omonimo documentario. 
Nel 2014, ha organizzato, a Palermo, in collaborazione con l'Università, gli incontri "Parlare e scrivere il femminile: donne, linguaggi e media".
Nel 2015 ha organizzato, a Palermo, l'evento per il conferimento della Cittadinanza Onoraria a Margarethe von Trotta e la retrospettiva della sua produzione cinematografica dal titolo "Le donne di Margarethe".

Insomma, una donna instancabile e magnificamente produttiva, che, nella sua scrittura e nella sua intera creazione artistica si occupa della memoria e, in particolare della sua terra di Sicilia e delle sue donne, ma anche di cinema, della diffusione delle pratiche e dei saperi delle donne, di temi relativi alle differenze, prima tra tutte quella di genere, di difesa dei diritti umani, di salvaguardia del patrimonio culturale e ambientale e della difesa della "bellezza"...
Pia Mandolfo, una donna che ha fatto della sua vita, dell'oggetto del suo lavoro e del suo impegno politico e civile, un esempio per tutte noi. Ed è per questo che abbiamo voluto parlarvi di lei.

Insomma, una piccola-grande donna che si occupa da sempre di temi a noi più che cari e vicini. Se è lesbica? Non lo sappiamo, non vi è notizia da nessuna parte, perché, ha importanza?

MduL


Fonti:
Pagina biografica a lei dedicata dal sito mymovies.it
Pagina biografica a lei dedicata dal sito movieplayer.it  

#InQuantoDonna: anche per noi, più che mai donne e più che mai discriminate, una segnalazione doverosa e voluta contro la violenza di genere ed a sostegno dell'unione femminile

La Presidente della Camera, Laura Boldrini presiede la riunione delle donne tenutasi in occasione della giornata mondiale contro la violenza di genere
In occasione della giornata mondiale contro la violenza di genere, svoltasi ieri, 25 novembre 2017, non potevamo esimerci dal segnalarvi "#InQuantoDonna", questa lodevole e meritoria iniziativa promossa dalla Presidente della Camera, la dott.ssa Laura Boldrini, che ha avuto luogo in tutto l'arco della giornata di ieri nella sala della camera dei deputati, in Parlamento.
Per la prima volta in Italia, infatti, l'Aula di Montecitorio è stata aperta solo alle donne e che donne!!. Donne che hanno subito ogni nefandezza (schiavizzazione, tortura, violenza, tratta, morte...) e che ne sono uscite più forti e coraggiose che mai, donne vittime di violenza e donne che sostengono altre donne; oltre 1300 donne da tutta Italia! Donne che hanno parlato, ascoltato, pianto e seguito questo necessario quanto doloroso dibattito sulla (triste e sempre più inqualificabile) posizione delle donne nella nostra società.
La diretta dell'evento è stata trasmessa da Rai2 e da Rai3, a cura di Rai Parlamento e condotta dalla giornalista Annamaria Baccarelli, e nel corso del Tg2, dunque, l'evento è, in effetti, stato seguito e coperto dalla programmazione rai (come era doveroso), ma la sera stessa ed il giorno dopo a noi è parso che a tale bellissima iniziativa non sia stato dato il giusto risalto nè sulla carta stampata nè nei vari tg: i servizi prodotti in merito ci sono parsi di poche spicce parole, sembravano fatti "tanto per togliersi il pensiero" ed è un peccato perché il dibattito/la discussione avutasi ieri alla camera dei deputati è stato uno dei più belli, forti e sentiti degli ultimi decenni.
Noi abbiamo avuto l'occasione, seppur - haimè - solo verso la fine, di vedere la diretta e siamo rimaste esterefatte dalla potenza che tale simposio suscitava ed esprimeva: donne che parlano di donne e che vicendevolmente si sostengono...in alcuni passaggi, sono arrivate addirittura le lacrime agli occhi, tanta è stata l'emozione...
Emozione che vorremmo tanto condividere con tutte le altre donne. Per questo motivo abbiamo deciso di dare risalto a tale notizia ed iniziativa e, soprattutto, di riproporvi il link al video integrale di tale evento. Ecco qui il link, fatelo girare:



E' vero, il video dura tre ore e non avete sicuramente tanto tempo a disposizione, ma potete fare come facciamo noi, un pochino alla volta...
Sperando di aver fatto cosa gradita anche a Voi, oltre che giusta...
MduL


Qui, il link twitter  #InQuantoDonna"
Qui, la pagina dedicata all'evento dal sito della Camera dei Deputati

Il 25 novembre la "Giornata Mondiale Contro la Violenza sulle Donne"

Il manifesto della "Giornata Contro la Violenza sulle donne", dal sito icdruento.gov.it

Non ci si può e non ci si vuole esimere dal segnalare che il prossimo martedi, 25 novembre, sarà la giornata Internazionale contro omicidi e crudeltà di genere, cioè contro la violenza sulle donne, istituita - haimé - già dal 1999 dalle Nazioni Unite.
Nello specifico, il 17 dicembre del 1999, con la risoluzione n. 54/134, l'Assemblea Generale delle Nazioni Unite ha designato il 25 novembre come Giornata internazionale per l'eliminazione della violenza contro le donne e ha invitato i governi, le organizzazioni internazionali e le ONG a organizzare attività volte a sensibilizzare l'opinione pubblica in quel giorno.
La data del 25 novembre, così ufficializzata dall'Onu, fu scelta da un gruppo di donne attiviste, riunitesi nell'Incontro Femminista Latinoamericano e dei Caraibi, tenutosi a Bogotà nel 1981, in ricordo del brutale assassinio nel 1960 delle tre sorelle domenicane Mirabal, considerate esempio di donne rivoluzionarie per l'impegno con cui tentarono di contrastare il regime di Rafael Leónidas Trujillo (1930-1961), il dittatore che tenne la Repubblica Dominicana nell'arretratezza e nel caos per oltre 30 anni.
In Italia solo dal 2005 alcuni centri antiviolenza e Case delle donne hanno iniziato a celebrare questa giornata. Ma negli ultimi anni anche istituzioni e vari enti come Amnesty International festeggiano questa giornata attraverso iniziative politiche e culturali. Nel 2007 100.000 donne (40.000 secondo la questura) hanno manifestato a Roma "Contro la violenza sulle donne", senza alcun patrocinio politico. È stata la prima manifestazione su questo argomento che ha ricevuto una forte attenzione mediatica, anche per le contestazioni che si sono verificate a danno di alcuni ministri e di due deputate.
Dal 2006 la Casa delle donne per non subire violenza di Bologna promuove annualmente il Festival La Violenza Illustrata, unico festival nel panorama internazionale interamente dedicato alla Giornata mondiale contro la violenza sulle donne. Ormai centinaia di iniziative in tutta Italia vengono organizzate in occasione del 25 novembre per dire no alla violenza di genere in tutte le sue forme. [Fonte: Wikipedia]
APPUNTAMENTI E MANIFESTAZIONI: per avere una visione più ampia e dettagliata di tali iniziative, finalmente su tutto il territorio nazionale, si rinvia all'articolo "Giornata internazionale contro la violenza sulle donne: tutti gli eventi in Italia" scritto da Ilaria Lonigro per la sezione "Donne" del sito ilfattoquotidiano.it (link in fondo al post).
Del resto, che la violenza contro le donne rappresenta, a tutti gli effetti, un problema mondiale financo di salute pubblica che è possibile considerare come una tra le maggiori violazioni dei diritti umani che conosciamo al giorno d’oggi.
Ma vediamo più in dettaglio, grazie ad un altro articolo del sito ilfattoquotidiano.it ("Assistenza telefonica gratuita per la Giornata contro la violenza sulle donne" di Roberta Rossi per la sezione "Donne di fatto" - link in fondo al Post), quali sono, secondo lo studio redatto nel 2013 dalla World Health Organization (WHO), i numeri - allarmanti!! - della violenza sulle donne.
Per il WHO, infatti,  la violenza fisica o sessuale colpisce più di un terzo delle donne nel mondo (35%), e quella domestica, inflitta dal partner, è la forma più comune (30%) ma, in verità, i dati sono ancor più allarmanti se si considerano tutti quei casi non rilevati per via di una mancata denuncia.
Il Paese dove le donne sono più a rischio è il Sud-est asiatico, dove più della metà (58,8%) degli omicidi avviene per mano di mariti, fidanzati o compagni. A seguire troviamo i Paesi ad elevato reddito (41,2%), tra questi vi è anche l’Italia; le Americhe (40,5%) e infine l’Africa (40,1%).
Ed in Italia? Bhè, da noi, se è possibile le cose vanno ancora peggio!. 
Foto dal sito sinistraospi.blogspot.com
Dall'ultimo rapporto di Eures, infatti, si evince che da noi muore una donna ogni due giorni e che si assiste ad un aumento - e non ad una diminuzione! - dei cd "femminicidi": al Sud del 27 per cento nel 2013!! ed al centro del 50%  mentre il nord rimane saldamente al comando, con il (triste) record di femminicidi in famiglia.
Tutto questo, senza considerare il fatto che in Italia soltanto il 7% delle donne trova la forza, il supporto ed il coraggio per denunciare!! Del resto, come si è visto, spesso anche denunciando non accade nulla e le donne prima violentate e massacrate di botte, diventano alla fine dei semplici numeri statistici, ricompresi nella terribile terminologia: "vittima di femminicidio", magari con delle foto e/o delle scarpette rosse sul selciato a rappresentarle....
Siamo donne, figlie, sorelle, madri, nonne, zie, amiche, semplici conoscenti di altre donne....diamoci una mossa, tocca a noi per prime prendere consapevolezza e dare una mano alle altre donne!.
MduL

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