Ultimo aggiornamento il 26 luglio 2026

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Omofobia: la Lega blocca la calendarizzazione della Legge Zan in Commissione. Così facendo, lascia l'Italia ancora senza una legge contro l'omotransfobia

(Foto amnotizie.it)
_MduL, 3 aprile 2021_ 
Ed eccoci nuovamente qui, costrette a parlarvi ancora una volta della cd "Legge Zan" contro l'omotransfobia e della sua ancora mancata approvazione definitiva (alla Camera dei deputati, infatti, è stata approvata, manca l'approvazione del Senato) da parte del nostro parlamento. Mancata approvazione, questa volta, frutto del lavoro di un solo partito e cioè della Lega, la quale, pur se con l'appoggio di Forza Italia e di Fratelli d'Italia, blocca da sola la calendarizzazione del DDL (Disegno Di Legge) Zan nella competente Commissione Giustizia del Senato, per evitare che se ne possa discutere e che si possa giungere defintivamente alla sua approvazione.

Sen. Ostellari (wikipedia)
E' questo il mezzo usato dal Presidente della commissione, il leghista Andrea Ostellari, per evitare che la legge venga approvata. La scusa? Eccola: la presidenza della Commissione Giustizia deve esaminare con urgenza un altro ddl, quello sull'Abilitazione all'esercizio della professione di avvocato durante l'emergenza Covid, quindi, la riunione prevista per gli ultimi giorni di marzo sul ddl Zan, è stata rinviata.
Sen. Romeo (wikipedia)

A conferma del fine ostruzionistico del rinvio della discussione del Ddl Zan ed a conferma della posizione della Lega in materia, le parole chiare ed inequivocabili del Presidente dei senatori leghisti, Massimiliano Romeo, il quale, interpellato dall'Ansa sul disegno di legge contro la omotransfobia (cd Legge Zan, appunto) su cui Pd-M5s-Italia viva-gruppo Misto e Autonomie avevano chiesto la calendarizzazione nella commissione Giustizia del Senato, ha dichiarato “La Lega è assolutamente contraria alla calendarizzazione. È un tema divisivo e ideologico che non fa parte dell’agenda politica. Forzature su temi così divisivi rischiano di compromettere quei rapporti all’interno del Parlamento e quel clima di sostegno e unità nazionale che si è creato e potrebbero avere riflessi sul governo”. Ed aggiunge, “Sarebbe cosa buona e saggia concentrarsi su questioni a cui i cittadini danno maggiore attenzione come la sanità e la gestione economica della crisi Covid. Le altre sono bandiere politiche". 
 
(michelebordo.it)
Di buon auspicio le reazioni e dichiarazioni degli esponenti degli altri partiti di governo (perché, è bene ricordarlo, la Lega è, ad oggi, uno dei partiti che compongono la maggioranza del governo Draghi). Tra queste, quella di Michele Bordo del Pd, il quale così dichiara: “Al capogruppo leghista al Senato Romeo, che ha dichiarato di essere contrario alla calendarizzazione della legge contro l’omofobia, già approvata alla Camera, vorrei spiegare che una cosa è l’agenda di governo e altra cosa è l’agenda delle iniziative parlamentari sulla quale non ci sono ovviamente vincoli di maggioranza”. Per poi aggiungere: “Consiglierei, inoltre, alla Lega di abbandonare la strada dei ricatti su questi temi. Il Partito democratico non accetta ricatti, e su questa legge, come abbiamo già detto, andremo avanti. Anche perché purtroppo nel nostro Paese continuano a ripetersi aggressioni legate all’orientamento sessuale di nostri concittadini ed è assurdo che l’Italia, al pari di altri Paesi europei, non si doti di strumenti legislativi per combattere questi odiosi crimini di stampo omofobico”.

Sen. Maiorino (repubblica.it)
Dello stesso tenore, la reazione e le dichiarazioni della senatrice M5s, Alessandra Maiorino, la quale scrive su Facebook: “Incredibile. La Lega continua ad opporsi anche solo ad iniziare l’esame della legge contro l’omotransfobia, la misoginia e abilismo, tanto che abbiamo dovuto far pervenire a Ostellari, il presidente di commissione Giustizia, la richiesta scritta per convocare l’ufficio di presidenza, luogo dove si decidono i provvedimenti da esaminare”. E aggiunge: “Fuggono, dimostrando pavidità e scarso rispetto delle istituzioni, oltre a sostenere posizioni antistoriche”.
 
Sen. M. Cirinnà (wikipedia)
E la senatrice dem Monica Cirinnà, colei che è riuscita a far approvare, nel 2016, la legge sulle unioni civili, assicura che: “ll Pd chiederà assolutamente l’incardinamento” e sul rischio di spaccare la maggioranza su un tema etico spiega: “Non c’è patto di maggioranza sui provvedimenti d’Aula, vale sui provvedimenti del governo, quindi economia o pandemia”. 
 
Queste le dichiarazioni, ma come finirà? L'ipotesi più probabile è che, visto che il ddl Zan, almeno per ora, non riesce a passare il fuoco di sbarramento dei gruppi di centrodestra e Pd e M5s non sono sicuri di avere i numeri sufficienti per spuntare l’inserimento nel calendario dei lavori con una votazione in commissione, sicuramente i tempi si allungheranno, nella speranza di uscire dallo stallo, magari, ancora una volta, con l'aiuto e le capacità di mediazione e persuasione della senatrice Cirinnà e, speriamo, della nuova capogruppo pd al senato, Simona Malpezzi. Vedremo, intanto incrociamo le dita.

Sen. Pillon (wikipedia)
Ciò posto, una notazione a parte meritano le reazioni alle parole del senatore leghista Simone Pillon, uno dei principali e tenaci oppositori dei provvedimenti che tutelano l’aborto e delle leggi in favore dei diritti lgbtqi, il quale, inutile dirlo, alla notizia dell'avvenuto ostruzionismo all'approvazione del ddl Zan ha fatto salti di gioia ed ha dichiarato: “Anche per oggi niente Zan. Ne parleremo più avanti con la speranza che prevalga il buon senso. Le valutazioni sull’incardinamento di leggi ideologiche, inutili e divisive possono aspettare”.
 
Elodie e Fedez (foto pourfemme.it)
Reazioni subito giunte da più parti, ma, soprattutto, ed è bello leggerlo, da alcuni noti cantanti ed influencer. Tra questi, su tutti e prima di tutti, avendo reagito subito alle parole del senatore, la cantante Elodie, che, in merito alle dichiarazioni di Pillon, ha detto: "Questa gente non dovrebbe essere in Parlamento, questa gente è omotransfobica", rincarando: "Siete indegni, questa gente non dovrebbe essere in Parlamento".
Molto bella e di soli pochi giorni dopo, anche la reazione di Fedez alle parole del senatore leghista, il quale, in una serie di stories pubblicate su Instagram, dichiara: “Il senatore Pillon dice che il ddl Zan non è una priorità. Ma se lei ha basato la sua intera carriera politica trattando solo ed esclusivamente questi temi. Lei è famoso per essere quello del Family day, e oggi si esclude così? 
Io – continua – ho un figlio di tre anni che gioca con le bambole. Questa cosa non desta alcun tipo di turbamento in me, e non desterebbe alcun tipo di turbamento in me nemmeno su un giorno dovesse avvertire l’esigenza di truccarsi, di mettersi il rossetto, di mettersi lo smalto o una gonna, perché mio figlio ha il diritto di esprimersi come meglio crede”. 
Al contrario, continua Fedez, “la cosa che mi destabilizzerebbe un po’ è sapere che vive in uno Stato che non tutela il suo sacrosanto diritto di esprimersi in piena libertà, cercando di arginare le dinamiche discriminatorie e violente che molto spesso si verificano in questo Paese. Questo per me è una priorità”.
 
Bravi. Grandi. Che belli che siete. A dimostrazione che il mondo reale, a volte, è lontano anni luce dalle posizioni di alcuni degli esponenti del nostro parlamento.
 
Ma cosa stabilisce il disegno di legge Zan, da trovare un così pervicace ostruzionismo da parte della destra più intransigente? Per capirlo, utilizziamo le parole introduttive della proposta di legge n. 868, presentata alla Camera dei Deputati lo scorso 4 luglio 2018. Eccole: 
"La presente proposta di legge è volta a estendere alle discriminazioni fondate sull'omofobia e la transfobia le sanzioni penali introdotte dall'articolo 3 della legge 13 ottobre 1975, n. 654 (cosiddetta «legge Reale», poi modificata dal decreto-legge 26 aprile 1993, n. 122, convertito, con modificazioni, dalla legge 25 giugno 1993, n. 205 – cosiddetta «legge Mancino»), che ha reso esecutiva la convenzione internazionale sull'eliminazione di tutte le forme di discriminazione razziale, fatta a New York il 7 marzo 1966, da ultimo trasposte negli articoli 604-bis e 604-ter del codice penale
 
L'intenzione è quella di equiparare le manifestazioni di odio fondate sull'omofobia e sulla transfobia a quelle, già riconosciute e punite dal nostro ordinamento, fondate su motivi razziali, etnici, nazionali, religiosi o rivolte contro gli appartenenti alle minoranze linguistiche.
 
In questo modo si potrà finalmente rimuovere l'irrazionale differenza che esiste nel nostro Paese, per esempio, tra l'apporre uno striscione gravemente razzista in uno stadio – il che può, almeno in teoria, configurare una condotta antigiuridica – e l'apporre il medesimo striscione, riportante le medesime parole di dileggio, nei confronti delle persone omosessuali. 
 
In questo caso, fino ad oggi, non di reato si tratta, ma di semplice espressione del pensiero, poiché la legge penale non prevede che l'omofobia sia una forma d'odio perseguita dalla legge e posto che in una democrazia, in uno Stato di diritto, tutto ciò che non è vietato è e deve essere permesso".
 
Una legge molto importante, dunque, senza la quale, "...nemmeno l'Osservatorio per la sicurezza contro gli atti discriminatori (OSCAD) istituito dalle forze di polizia si è dichiarato in grado di tenere una contabilità delle aggressioni, dei pestaggi, delle violenze contro gay, lesbiche, bisessuali e transessuali. Non c'è una legge che qualifichi questi come reati d'odio e non ci sono dunque nemmeno i numeri e la possibilità di monitorare il fenomeno". 

L'importanza dell'approvazione di una tale legge, dunque, è chiara ed inequivocabile e non può essere messa in dubbio nemmeno dalla destra più retriva, anche perché, e questo va detto, il disegno di legge Zan, proprio per venire incontro a parte della destra, ha indebolito il proprio dettato normativo, all'uopo introducendo l’articolo 4 sulla “libertà di espressione”, definito dagli addetti ai lavori, come il "salva omofobi", visto che, di fatto, rende consentiti anche insulti o di fare propaganda contro la comunità LGBT+. 
Quindi, come riportato da Marrazzo (link al suo articolo in calce) <<mentre oggi possiamo riconoscere che frasi come “un uomo bianco non può sposare una donna nera o ebrea” oppure che “neri ed ebrei sono inferiori” sono razziste ed antisemite, dire che “due donne non si possono sposare” oppure “che le persone LGBT sono malate e inferiori” sono affermazioni giustificate dalla libera espressione>>. 
 
Altro punto debole del disegno di legge e concessione alle 'istanze' di destra, il successivo articolo 7 che, di fatto, rende inapplicabile la prevenzione all’omotransfobia nelle scuole, perché invece di renderla obbligatoria (almeno nelle scuole superiori), lascia la scelta ai genitori e alle scuole. Quindi se in una scuola ci sono genitori o professori omofobi non si potrà fare prevenzione contro i pregiudizi verso le persone LGBT+. Almeno oggi la scelta spetta al Consiglio di Istituto e non a tutti i singoli genitori.
 
Ciò posto, anche con questi forti limiti, è indefettibile l'approvazione della legge sull'omotransfobia ed il Parlamento può e deve essere chiamato a rispondere di questo grave ritardo nella sua applicazione.

MduL 


Fonti ed Approfondimenti:
Articolo "Elodie contro l'ostruzionismo della Lega: "Sull'omofobia siete indegni". Lo sfogo della cantante dopo il rinvio della calendarizzazione della legge Zan in Senato" su repubblica.it del 30/03/2021;
Articolo "Ddl Zan, il centrodestra blocca la legge contro l’omotransfobia in Senato. Pillon esulta, per Fi i problemi sono altri. La rabbia di Elodie" di F.Q. per ilfattoquotidiano.it del 30/03/2021;
Articolo "La Lega contro il ddl Zan sull'omofobia: "Divisivo, così il Governo rischia"" su huffingtonpost.it del 31/03/2021;
Articolo "Omotransfobia, Zan (Pd): “La Lega non può tenere in ostaggio una Commissione e bloccare l’iter della mia legge. È indegno e inaccettabile”"/Video di Gisella Ruccia per ilfattoquotidiano.it del 01/04/2021
Articolo "Omotransfobia, cosa prevede il ddl Zan: dal carcere ai centri anti-violenza" su Sky-tg24 del 01/04/2021;
Articolo "Omotransfobia, cosa non va della legge?" di Fabrizio Marrazzo per Il Blog su huffingtonpost.it del 02/04/2021;
Proposta di legge alla Camera dei deputati n. 868 del 4/07/2018. Anche in formato pdf;  
Post MduL del 4-12 luglio 2020: "Legge Omotransfobia: dove siamo arrivati e quali sono le posizioni, sia a destra che a sinistra";
Post MduL del 20/10/2020: "Diritti: è prevista per il prossimo 20 ottobre 2020 la discussione in aula della Legge Zan sull'omotransfobia".

Legge Omotransfobia: dove siamo arrivati e quali sono le posizioni, sia a destra che a sinistra

Foto (rep.repubblica.it)
_MduL, 4 luglio 2020 (aggiornato al 12 luglio 2020)_

Dopo la dovuta sospensione dei lavori parlamentari a causa del Coronavirus, è finalmente approdato alla commissione Giustizia della Camera, lo scorso 30 giugno 2020, il progetto di legge contro l'omotransfobia e la misoginia, relatore il deputato del Pd Alessandro Zan.

Una legge che, se approvata, finalmente normerebbe un settore tanto sensibile come l'omofobia, ancora oggi in Italia molto presente, contro le persone Lgbtqi e le donne.
Il relatore Alessandro Zan (wikipedia.it)
La legge, infatti, come dichiarato dal relatore Zan, "Contrasta i crimini di odio nei confronti delle persone omosessuali e transessuali ma anche contro le donne. Infatti è una legge che combatte non solo l'omotransfobia ma anche la misoginia, accogliendo diverse risoluzioni europee e in particolare una direttiva Ue del 2012 che chiedeva agli Stati di intervenire per tutelare in modo rafforzato i soggetti più vulnerabili, vittime di discorsi d'odio e istigazione alla violenza".
Dal punto di vista più tecnico, detta legge, sempre a detta di Zan, "...parte dai reati previsti dalla legge Reale-Mancino nel codice penale contro i crimini d'odio verso razza, etnia, nazionalità e religione e li estende anche a violenza sulle donne, orientamento sessuale e identità di genere. Non inventiamo niente ma prendiamo una legge dello Stato che c'è già e allarghiamo il campo. Le polemiche di una parte della destra sulla libertà di espressione sono pretestuose, perché quando questa diventa istigazione all'odio non può essere più un principio assoluto".

Nella legge, peraltro, previste anche disposizioni specifiche a sostegno delle vittime di omotransfobia e misoginia, infatti, in accoglimento di tutte le sollecitazioni delle associazioni LGBT, è stato inserito nel testo della legge, un articolo dedicato ai centri antidiscriminazione ed alle case rifugio ed è stato, al tal fine, già presentato un emendamento al decreto Rilancio. "L'obiettivo, come dice Zan, è dare sostegno, con un meccanismo innovativo studiato con il ministero delle Pari Opportunità che prevede il coinvolgimento diretto di enti e associazioni del settore tramite bandi snelli, non solo alle vittime di reato e a coloro che denunciano, ma a tutte le situazioni di vulnerabilità".

Una legge che, come apprendiamo dall'articolo di Monica Rubino per repubblica.it (link in fondo al post), è molto travagliata, essendo il suo iter parlamentare, iniziato ben nove mesi fa, ad ottobre 2019, e rappresentando oggi, una sintesi fra ben cinque testi presentati dai diversi partiti, fra cui anche Forza Italia. "E' un testo molto avanzato - afferma soddisfatto Zan - che interviene su un tema in cui l'Italia è molto indietro. Sarà una dura battaglia che avrà forti resistenze da parte di associazioni e movimenti integralisti. Ma è una legge di civiltà e questa volta, dopo cinque tentativi andati a vuoto, dobbiamo farcela".

# La posizione della CEI (Conferenza Episcopale Italiana)
Logo CEI (chiesacattolica.it)
Resistenze che hanno visto in primo piano, con un intervento 'a gamba tesa', la CEI, che ha rigettato con forza la possibilità di un'approvazione di tale legge, in quanto inutile. Sostengono, infatti, i vescovi italiani che "esistono già adeguati presidi con cui prevenire e reprimere ogni comportamento violento o persecutorio" e che in "...questi ambiti non solo non si riscontra alcun vuoto normativo, ma nemmeno lacune che giustifichino l'urgenza di nuove disposizioni. Anzi, un'eventuale introduzione di ulteriori norme incriminatrici rischierebbe di aprire a derive liberticide, per cui - più che sanzionare la discriminazione - si finirebbe col colpire l'espressione di una legittima opinione, come insegna l'esperienza degli ordinamenti di altre Nazioni al cui interno norme simili sono già state introdotte.
Per esempio, sottoporre a procedimento penale chi ritiene che la famiglia esiga per essere tale un papà e una mamma - e non la duplicazione della stessa figura - significherebbe introdurre un reato di opinione. Ciò limita di fatto la libertà personale, le scelte educative, il modo di pensare e di essere, l'esercizio di critica e di dissenso".

# La posizione delle Femministe italiane
Francesca Izzo (repubblica.it)
In una lettera aperta ai firmatari delle pdl confluite nel testo base depositato ieri alla Camera, le attiviste dell'associazione "Se non ora quando" invitano i legislatori a riflettere sulla terminologia adoperata, in quanto la stessa suscita delle ambiguità.
Termine sotto accusa, come riporta Francesca Izzo, storica del pensiero moderno e contemporaneo, tra le fondatrici del movimento femminista "Se non ora quando", nell'intervista rilasciata a Monica Rubino per repubblica.it (link in fondo al post) "È il gender, ovvero l'espressione 'identità di genere' che è una questione molto controversa. Le donne in tutto il loro processo di liberazione e di uscita da una condizione di oppressione sociale hanno messo in discussione il genere che veniva loro assegnato e che le poneva in condizione di subalternità. Con questa espressione si sostituisce l'identità basata sul sesso con un'identità basata sul genere dichiarato. Come scriviamo nella lettera, attraverso 'l'identità di genere' la realtà dei corpi -in particolare quella dei corpi femminili- viene dissolta. Il sesso non si cancella".
La Izzo, propone, dunque, di utilizzare il diverso termine di 'orientamento sessuale', posto che "...è meglio nominare esplicitamente la 'transessualità' piuttosto che 'l'identità di genere'. Se si parte dall'assunto che definire le differenze discrimina chi non rientra in quella categorie, le conseguenze possono essere anche grottesche. Le differenze vanno riconosciute e nessuno deve essere discriminato, ma non vogliamo cancellare il fatto che ci siano donne e uomini".

Insomma, per chiarirci, la Dott.ssa Izzo, ha la posizione di pensiero in linea con quella dell'Arcilesbica italia e della scrittrice J.K. Rowling l'autrice di Hanry Potter, accusata di transfobia per aver difeso Maya Forstater, la ricercatrice licenziata dopo il tweet in cui sosteneva che "la differenza sessuale è biologica". La linea che considera le persone transgender (da maschio a femmina) non donne, in quanto biologicamente 'differenti'. In altri termini, per l'Arcilesbica e per la dr.ssa Izzo, le donne trans non sarebbero da considerarsi per la loro identità di genere, ma per il sesso biologico
E su questo punto, stante la sua complessità e le forti implicazioni di principio, come abbiamo già detto e ripetuto molte volte, non intendiamo prendere posizione, anche se una nostra idea, come è ovvio, dopo tanto studio, ce la siamo fatta. Noi vi riportiamo le posizioni di pensiero, a voi decidere da che parte stare.

Difesa a spada tratta, invece, per l'ultimo punto analizzato dalla Rubino nell'intervista con la Izzo, in merito alla misoginia, ricompresa anch'essa nella proposta di legge che stiamo qui analizzando.
Sul punto, dichiara la Izzo, "...Il mio parere strettamente personale è che mi è sembrato curioso che tutto quello che riguarda le donne, dallo stalking al femminicidio, abbia trovato posto in una legge che difende le persone omosessuali e transessuali. Le donne non sono una categoria, ma la metà del genere umano".

# La posizione della destra
Pur apparendo superfluo (è evidente che tutta la destra è contro l'approvazione di questa legge), si riportano per sommi capi le posizioni principali della destra italiana.

a) Family Day. 
(Foto lucabottura.net)
Il popolo del "Family day", che sostiene la famiglia "naturale", antiabortista e antigay, per andare contro l'approvazione del progetto di legge, lancia una manifestazione di piazza, in più di cento città italiane, l'11 luglio prossimo. 
Queste le parole, in merito, del leader del movimento, Massimo Gandolfini: "Istituisce, ma non definisce, il reato di omotransfobia, lasciando alla magistratura amplissimi margini di interpretazione che rischiano di colpire la libera espressione del pensiero; menziona una controversa identità di genere - contestata anche dalle femministe - che basandosi sull'auto-percezione può comprende oltre 50 definizioni". 
b) Pro Vita e Famiglia Onlus
(Da pagina facebook provitaonlus)
Queste, invece, le parole di  Toni Brandi e Jacopo Coghe, presidente e vice presidente di Pro Vita e Famiglia onlus, "La teoria del gender diventerà legge e i bambini saranno obbligati a festeggiare l'identità transgender già dall'asilo, questo succederà in ogni scuola di ordine e grado".
c) Immancabile, poi, il senatore leghista Simone Pillon
"Con questa legge i genitori non potranno rifiutare una baby sitter transgender o la propaganda delle drag queen nelle scuole dei loro figli. Nessuno potrà opporsi all'utero in affitto. Sarà considerata discriminazione opporsi al matrimonio o all'adozione gay".
d) Scontato il sostegno dei leader della destra, su tutti, di Matteo Salvini, il quale definisce "pericolosa" la legge Zan. Questa la sua dichiarazione, così come riportata dalla Rubino: "L'Italia è un Paese che non discrimina. Se viene picchiato o discriminato un omosessuale o un eterosessuale la via è la galera, non c'è differenza". Ma non basta, perché, subito dopo, provocatoriamente, chiede una legge "contro l'eterofobia"
E potremmo continuare, inserendo le reazioni di Giorgia Meloni e Fratelli d'Italia e via discorrendo, ma, come potete ben immaginare, sono tutte sulla stessa riga...

Non resta che aspettare gli sviluppi (parlamentari e sociali).
MduL


Aggiornamento del 12 luglio 2020:

Ed ecco altre posizioni ed approfondimenti su questo disegno di legge.
Il primo è un approfondimento dello scrittore ed editorialista Giuseppe Savagnone, responsabile del sito della Pastorale della Cultura dell'Arcidiocesi di Palermo, in merito alla posizione della CEI. Qui, potete trovare l'Articolo "I Chiaroscuri – Le ambiguità del disegno di legge contro l’omofobia" su tuttavia.eu del 4/07/2020.

Il secondo è l'Articolo "Omotransfobia, i laici dei gesuiti rompono il fronte cattolico: "Sì alla legge"" di Giovanni Panettiere per quotidiano.net dell'8/07/2020.

Ed il terzo, immancabile aggioranmento riguarda, come sempre, il Comune di Verona che in queste materie e principi ci ha abituato a stare sempre all'erta. Ecco l'ultima iniziativa del municipio veronese che approva la mozione contro la legge, prima ancora che la stessa venga approvata dal Parlamento...Per saperne di più: Articolo "Verona, passa la mozione contro la legge sulla omontransfobia e la misoginia" di Enrico Ferro per repubblica.it del 10/07/2020.





Fonti:
Articolo "Omotransfobia e misoginia, il testo approda alla Camera. Zan (Pd): "Legge di civiltà, approviamola entro l'estate"" di Monica Rubino per repubblica.it del 30/06/2020
Articolo "Omofobia, la Cei contro una nuova legge: "Non serve. Attenti a derive liberticide"" di Paolo Rodari per repubblica.it del 10/06/2020
Articolo "Omotransfobia, le femministe contro la legge. Francesca Izzo: "No all'identità di genere, il sesso non si cancella"" di Monica Rubino per repubblica.it dell'1/07/2020
Articolo "Omotransfobia, contrario il popolo del family day. Salvini: "Legge pericolosa". Arcigay: il testo è un grande passo avanti" di Monica Rubino per repubblica.it dell'1/07/2020