Ultimo aggiornamento il 26 luglio 2026

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Omofobia - Parliamo ancora del DDL Zan, dell'intervento a gamba tesa del VATICANO e dei nuovi 'intoppi' e 'trappole' alla sua approvazione

(Foto iodonna.it)
_MduL, 26 giugno 2021_
 
Ed eccoci qui, ancora una volta costrette a parlare del DDL Zan solo per esplicitare i motivi e le nuove azioni che si frappongono alla sua approvazione e non per gioire con voi per quest'ultima. E' di questi giorni, infatti, l'intervento a gamba tesa posto in essere dal Vaticano sull'approvazione di questo disegno di legge. Vaticano che dovrebbe essere il primo a prodigarsi per l'approvazione di una tale legge...Ma andiamo con ordine.

Che cos'è il DDL Zan. 
 
Alessandro Zan (wikipedia.it)
Il DDL Zan, detto anche "Legge contro omotransfobia", è il disegno di legge, attualmente pendente in Parlamento, che reca "Misure di prevenzione e contrasto della discriminazione e della violenza per motivi fondati sul sesso, sul genere, sull’orientamento sessuale, sull’identità di genere e sulla disabilità", che prende il suo nome dal suo relatore, il deputato Pd, Alessandro Zan.
Per capire meglio di cosa si tratta, ecco le parole introduttive del DDL Zan, cioè della proposta di legge n. 868, presentata alla Camera dei Deputati lo scorso 4 luglio 2018: "La presente proposta di legge è volta a estendere alle discriminazioni fondate sull'omofobia e la transfobia le sanzioni penali introdotte dall'articolo 3 della legge 13 ottobre 1975, n. 654 (cosiddetta «legge Reale», poi modificata dal decreto-legge 26 aprile 1993, n. 122, convertito, con modificazioni, dalla legge 25 giugno 1993, n. 205 – cosiddetta «legge Mancino»), che ha reso esecutiva la convenzione internazionale sull'eliminazione di tutte le forme di discriminazione razziale, fatta a New York il 7 marzo 1966, da ultimo trasposte negli articoli 604-bis e 604-ter del codice penale.
L'intenzione è quella di equiparare le manifestazioni di odio fondate sull'omofobia e sulla transfobia a quelle, già riconosciute e punite dal nostro ordinamento, fondate su motivi razziali, etnici, nazionali, religiosi o rivolte contro gli appartenenti alle minoranze linguistiche.
In questo modo si potrà finalmente rimuovere l'irrazionale differenza che esiste nel nostro Paese, per esempio, tra l'apporre uno striscione gravemente razzista in uno stadio – il che può, almeno in teoria, configurare una condotta antigiuridica – e l'apporre il medesimo striscione, riportante le medesime parole di dileggio, nei confronti delle persone omosessuali.
 
L'iter parlamentare del DDL Zan
 
Parlamento in seduta comune (wikipedia.it)
In quanto disegno di legge, per essere approvato e diventare legge dello Stato, necessita dell'approvazione di ambo le camere del nostro Parlamento, Camera dei Deputati e Senato della Repubblica. Approvazione che, lo scorso 4 novembre 2020, dopo varie vicissitudini e passaggi parlamentari e politici, è stata raggiunta alla Camera dei deputati, facendo passare il disegno di legge così approvato all'altra Camera parlamentare, cioè al Senato della Repubblica, per la sua definitiva approvazione e trasformazione in legge.
 
Approvazione definitiva e trasformazione in legge in Senato che, però, ancora oggi non si è riusciti a raggiungere per il forte e continuato ostruzionismo opposto dalla destra ed in particolare dal partito della Lega che, forte dei numeri presenti nella Commissione del Senato che è stata investita della competenza alla discussione ed approvazione del disegno di legge e forte, soprattutto, del ruolo centrale del Presidente della commissione, proprio del leghista Andrea Ostellari, altro non ha fatto in questi mesi se non ostruire ed impedire la discussione e l'approvazione della legge.

Come già raccontato, infatti, il Presidente di commissione, il leghista Ostellari, ha posto in essere reiterati abusi della sua posizione, impedendo prima la candelarizzazione della discussione del disegno di legge Zan, adducendo come scusa l'urgente disamina di un altro ddl pendente (quello sull'abilitazione all'esercizio della professione di avvocato durante l'emergenza Covid) e continuando poi, supportato dalla destra tutta, ma in particolare dal suo partito, con ogni mezzo possibile, ad impedire la discussione e la conseguente approvazione del disegno di legge.
 
Arriviamo così agli eventi di questi giorni.
In questo - triste - scenario, le ultime novità che qui vi segnaliamo.
 
Matteo Salvini (wikipedia.org)
La prima fa riferimento a Salvini, segretario della Lega, il quale, proprio in questi giorni, intestandosi la bandiera della trattativa sul ddl Zan, propone alla sinistra e dichiara "Se togliamo l'ideologia in una settimana si chiude tutto" (cioè il suo partito disincaglierebbe il ddl Zan dalle secche dove è stato messo proprio dal suo partito), a patto, ovviamente, che si tolga la questione gender, che non piace alla Chiesa.
Perché di questo si tratta, sempre ed in ogni caso, e cioè del riferimento che la legge compie all'identità di genere. Tutto il resto, la parte centrale del normato del disegno di legge, quello importante e fondamentale, contro le discriminazioni avverso le donne, i disabili e le persone Lgbtqi+, non viene dalla destra preso neanche in considerazione, ma tutti si focalizzano sulla tutela che tale disegno di legge vorrebbe riconoscere anche alle persone che non si riconoscono nel proprio genere e nel superamento del concetto stesso di genere.
Comunque, inutile dire che del passo avanti fatto da Salvini alcuno della sinistra si fida, in particolare Enrico Letta, in quale ha dichiarato che tale disponibilità a riaprire il dialogo ed a disincagliare la legge da parte di Salvini, nasconde solo la volontà di protrarre lo stallo della legge stessa ed il suo mantenimento in parlamento e, quindi, la sua mancata approvazione.
 
In particolare, l'ultima azione della Chiesa
 
Segretario Santa Sede x Rapporti con gli Stati, Richard Paul Gallagher (ansa)
Già la Chiesa. E qui arriviamo all'altro, e principale, sviluppo della travagliata esistenza del DDL Zan.
E' di questi giorni infatti, la notizia, rilanciata da tutti i maggiorni quotidiani online e su tutti i telegiornali, della nota verbale della Segreteria di Stato Vaticana, consegnata dal cardinale Paul Richard Gallagher il 17 giugno e subito tramessa dall'ambasciatore italiano presso la Santa Sede, Peitro Sebastaiani, al ministero degli Esteri, a palazzo Chigi e al Quirinale, che  «auspica che la parte italiana possa tenere in debita considerazione le argomentazioni e trovare così una diversa modulazione del testo continuando a garantire il rispetto dei Patti lateranensi».
Che, detto in altri termini, la Segreteria di Stato Vaticana ha ritenuto di dover richiamare il Governo Italiano al rispetto dei "Patti lateranensi" (sono quei "Patti", sottoscritti a suo tempo da Mussolini e poi modificati con Craxi, che disciplinano i rapporti tra il nostro Stato e lo Stato della Chiesa, il quale, pur essendo ubicato nella nostra capitale, è uno Stato autonomo), impugnano l’articolo 2 del Concordato del 1984, in merito all'approvazione del DDL Zan.
 
Ritiene infatti la Santa Sede che «alcuni contenuti della proposta legislativa avrebbero l’effetto di incidere negativamente sulle libertà assicurate alla Chiesa e ai suoi fedeli», in quanto, è prevista la mancata esenzione delle scuole cattoliche dalle attività previste nella Giornata nazionale contro l’omofobia, la lesbofobia e la transfobia. In particolare, la Santa Sede stigmatizza «il riferimento alla criminalizzazione delle condotte discriminatorie per motivi fondati sul sesso».
 
E, continua la Santa Sede, «ci sono espressioni della sacra scrittura e della tradizione ecclesiale del magistero autentico del Papa e dei vescovi, che considerano la differenza sessuale secondo una prospettiva antropologica che la Chiesa cattolica non ritiene disponibile perché derivata dalla stessa rivelazione divina». 
Ed è proprio sulla base di questa considerazione che la Santa Sede sollecita la revisione del ddl Zan. 

Draghi nel suo intervento su DDL Zan in Senato (ilfattoquotidiano.it)
Ciò posto, non resta ora che segnalarvi la (magnifica, quanto misurata) risposta del nostro Presidente del Consiglio dei Ministri, Mario Draghi, alla nota del Vaticano ed alla sua ingerenza, resa intervenendo in Senato, estrapolando un principio espresso dalla nostra Corte Costituzionale: "La laicità non è indifferenza dello Stato rispetto al fenomeno religioso, è tutela del pluralismo e della diversità". E, ancora, “Il nostro è uno Stato laico, il Parlamento è sempre libero di discutere e di legiferare”. 
 
Il presidente del Consiglio, ha poi ricordato che “il nostro ordinamento contiene tutte le garanzie per rispettare gli impegni internazionali, tra cui il Concordato. Ci sono controlli preventivi nelle commissioni parlamentari. Ci sono controlli successivi della Corte costituzionale“. Per poi continuare: “Il governo non entra nel merito della discussione. Questo è il momento del Parlamento, non è il momento del governo”.
 
Momento che, però, ancora una volta non è arrivato, posto che la riunoine dei capigruppo al Senato, riunitasi dopo le comunicazione del premier, non ha trovato un accordo su quando cominciare a discutere sul ddl Zan: la calendarizzazione sarà quindi votata in Aula il 6 luglio. Pd, M5s, LeU, Iv e Autonomie chiederanno che l’esame inizi nella settimana del 13 luglio.
 
Matteo Renzi (tarantobuonasera.it)
Non resta ora che vedere gli ulteriori sviluppi della questione, facendo attenzione ai numeri parlamentari, visto che, almeno ad oggi, la sinistra, con anche Italia Viva (sui voti della quale non si fida alcuno degli altri esponenti di sinistra, anche perché Renzi ha detto chiaramente che cerca il confronto con le destre), avrebbe sì la maggioranza per l'approvazione in Senato, ma con dei margini troppo ristretti (168 favorevoli contro 151 contrari), vieppiù se la votazione dovesse essere a scrutinio segreto.
 
Certo è che, a noi sembra che, pur nel rispetto di tutti ed ognuno (penso, ad esempio, alle ragazze lesbiche ma profondamente cattoliche) questa legge, avversata da una pluralità di soggetti ed istituzioni per ciò che conerne solo ed esclusivamente la normazione sull'identità di genere (non possiamo dimenticare nè omettere in questa sede le polemiche portate avverso tale disegno di legge financo dalle "Femministe radicali trans escludenti" - Terf - e dall'Arcilesbica"_cfr post MduL, link in calce), dovrebbe essere comunque approvata poiché consentirebbe di tutelare tutte quelle persone che ognuno e tutti noi, cattolici e non cattolici, di destra o di sinistra, lesbiche/gay/trans/+ o no, maschi o femmine, abili o disabili, verrebbero colpite dall'odio fine a sè stesso e privo di emendazione.

MduL 
 


Fonti ed approfondimenti:
Articolo "Vaticano contro il ddl Zan, ecco il testo della nota che ora costringe il governo a intervenire: Draghi era informato e interverrà oggi" di Fiorenza Sarzanini, Francesco Verderami per corriere.it del 23/06/2021;
Articolo "Ddl Zan, Draghi: “Il nostro è uno Stato laico, il Parlamento è libero. Ci sono tutte le garanzie per rispettare il Concordato”" di F.Q. per ilfattoquotidiano.it del 23/06/2021;
Articolo "Ddl Zan, Cardinale Pietro Parolin: nessun tavolo tra Italia e Santa Sede" di Alessandra Arachi per corriere.it;
Articolo "Ddl Zan, sfida sul filo al Senato. Letta: “Subito in aula”" di Giovanna Casadio per repubblica.it del 26/07/2021;
Post MduL: "Diritti: è prevista per il prossimo 20 ottobre 2020 la discussione in aula della Legge Zan sull'omotransfobia" del 17/10/2020;
Post MduL: "Omofobia: la Lega blocca la calendarizzazione della Legge Zan in Commissione. Così facendo, lascia l'Italia ancora senza una legge contro l'omotransfobia" del 3/04/2021;
Post MduL: "Omofobia: DDL Zan - il difficile rapporto tra la tutela dei diritti e le posizioni delle "Femministe radicali trans escludenti" (Terf) e dell'Arcilesbica" dell'8/05/2021.

Diritti Lgbtqi+ e Chiesa: le posizioni 'eretiche' di Don Giulio Mignani - La negazione della benedizione alle coppie omosessuali è un errore, così come la 'concessione' e non il 'diritto' alla benedizione delle persone gay, in quanto tali

Don Giulio (foto da dietrolanotizia.it)

_MduL, 3 aprile 2021_
 
Ma quanto ci piace Don Giulio Mignani, parroco di Bonassola, un piccolo paesino sulla riviera spezzina, in Liguria, che ha avuto il coraggio di portare al conoscenza del mondo intero le sue posizioni antitetiche rispetto alla dottrina ufficiale ecclesiastica, in merito alle persone Lgbtqi+ ed alle unioni gay.
 
Il prete, infatti, ha preso formalmente le distanze dalla posizione dottrinale espressa dalla Congregazione per la Dottrina della Fede, ed avallata dalla firma del Pontefice, negando la benedizione alle unioni omosessuali e lo fa non solo dichiarando il suo dissenso, ma mettendo anche in atto forme di protesta attive, come la rinuncia alla benedizione delle palme, in questo periodo di Pasqua. Ma, andiamo con ordine.
 
Non so se ricordate il trambusto creato da tali affermazioni dottrinarie, così come rese note il 13 marzo scorso, allorquando un comunicato stampa del Vaticano, portava alla conoscenza omnia la risposta negativa data dalla Congregazione per la Dottrina della Fede al quesito che le era stato sottoposto, se "la Chiesa dispone del potere di impartire la benedizione a unioni di persone dello stesso sesso", delle quali vi abbiamo parlato in un nostro post del 20 marzo 2021 scorso (link in calce).

Ebbene, tali posizioni dottrinarie proprio non sono piaciute a don Giulio, per il quale, non riconoscere la benedizione alle coppie omosessuali è sbagliato e va contro la parola di Gesù, così come è sbagliato 'concedere' la benedizione al soggetto omosessuale in quanto tale, se si astiene dal peccato.
Le famiglie arcobaleno, infatti, sono frutto dell'amore, esattamente come quelle eterosessuali e le persone omosessuali devono essere - 'sono degne di essere' - benedette dalla Chiesa nello stesso identico modo delle persone eterosessuali.
 
Queste le sue parole, pronunciate durante l'omelia della messa della Domenica delle Palme, che apre la Settimana Santa per i cristiani: "Se non posso benedire le coppie formate da persone dello stesso sesso, allora non benedico neppure palme e ramoscelli d'olivo". 
Ha spiegato, infatti, Don Giulio che, premesso che la benedizione delle Palme è "collegata alla processione in ricordo dell'ingresso trionfale di Gesù a Gerusalemme. Non potendo fare tale processione, a motivo delle norme anti-Covid, personalmente ritengo non abbia allora senso benedire le Palme", ritengo e sono "contento che questa mia decisione di non benedire le palme e gli ulivi avvenga a pochi giorni dalla pubblicazione del documento della Congregazione per la dottrina della fede". 
Così facendo, ha quindi confermato che la mancata benedizione delle Palme rappresenta "una forma di protesta attraverso la quale manifestare il mio ritenere assurdo tale divieto ribadito dalla Congregazione per la dottrina della fede. Nella chiesa si benedice di tutto, non solo le palme ma a volte, purtroppo, sono state benedette anche le armi, però non si può benedire l'amore vero e sincero di due persone perché omosessuali. Ma, ancora più grave, è il fatto che si continui a chiamare "peccato" questo loro amore. A rimetterci - ha concluso - non sono certo le persone omosessuali, le quali possono tranquillamente fare a meno della benedizione della Chiesa, perché intanto c'è Dio a benedirle. A rimetterci è piuttosto la Chiesa".
 
Che dire? Bravo Don Giulio, tutta la nostra solidarietà e, ancora una volta, la nostra riconoscenza, visto che è uno dei più grandi paladini della questione Lgbtqi+ all'interno della Chiesa.
Sue, infatti, le posizioni a favore delle unioni omosessuali e le critiche allo sportello anti gender della Regione Liguria, nel 2017, rese note in una chat ai parrocchiani, che hanno attivato una girandola di reazioni e controreazioni, con svariate critiche e con il partito Fratelli d'Italia che aveva chiesto anche la scomunica, oltre al vescovo della Spezia, monsignor Palletti, che lo aveva frenato sull'apertura della Chiesa invocata da don Mignani, senza, però, riuscire a fermare il flusso di amore e sostegno della società civile e cattolica, che ha partecipato in massa alla messa tenuta dal sacerdote in Santa Caterina, con la presenza del sindaco, Giorgio Bernardin, e della prima coppia unita civilmente della riviera spezzina, Davide e Giuseppe.

Sue, poi, le posizioni sul bio testamento nel 2018, allorquando Don Giulio aveva dichiarato «Se eutanasia vuole dire 'buona morte' penso che sarei confortato dal sapere che è predisposta una legge tale da permettermi di morire senza ulteriori sofferenze».

Sempre sua, l'iniziativa dell'aprile 2020, allorquando decise di far suonare nella sua chiesa di Santa Margherita di Antiochia, ad un trombettista tedesco, il brano "Bella Ciao" dal campanile della chiesa, facendo scatenare le ire e le reazioni della Lega, in particolare del consigliere Alessandro Rosson.
 
E come questi, altri episodi che possono indicare perfettamente di che pasta è fatto Don Giulio. Ma, per capire fino in fondo di cosa e di chi vi stiamo parlando, vi riportiamo qui il link diretto alla Video-Intervista fatta da Giulio Golia per le Iene del 2 aprile 2021, dove Don Giulio, incalzato dalle domande di Giulio Golia, espone in modo lucido, cristallino e - secondo noi - assolutamente coerente, il proprio pensiero.
 
Buona visione e Grande Don Giulio.
MduL


Fonti ed Approfondimenti:
Articolo "Liguria, il parroco di Bonassola: "Se non posso benedire coppie gay neppure le palme. Lo abbiamo fatto per le armi, assurdo negarlo a chi si ama"" di Marco Preve per repubblica.it/Genova del 28/03/2021;
Servizio tv delle Iene "Prete pro gay: “Faccio fatica a capire quale sia il vero pensiero del Papa” | VIDEO" del 2/04/2021;
Post MduL del 20/03/2021: Diritti Lgbtqi+: la Chiesa dispone del potere di impartire la benedizione a unioni di persone dello stesso sesso? Ecco la risposta della Congregazione per la Dottrina della Fede dello scorso 22/02/2021 (resa pubblica il 15/03/2021) che tanto fa discutere.

Diritti Lgbtqi+: la Chiesa dispone del potere di impartire la benedizione a unioni di persone dello stesso sesso? Ecco la risposta della Congregazione per la Dottrina della Fede dello scorso 22/02/2021 (resa pubblica il 15/03/2021) che tanto fa discutere

Il Palazzo del Sant’Uffizio dove ha sede la Congregazione per la Dottrine della Fede (foto acistampa.com)
 
_MduL, 20 marzo 2021_
 
Con questo post, vi vogliamo parlare della notizia della settimana scorsa che tanto ha fatto discutere, in merito alla negazione alla benedizione delle coppie omosessuali da parte della Chiesa cattolica.
 
Antefatto della notizia è la risposta negativa data lo scorso 22 febbraio 2021 (e resa pubblica dal comunicato stampa del Vaticano in data 15/03/2021) dalla Congregazione per la Dottrina della Fede al seguente quesito ("dubium"): "La Chiesa dispone del potere di impartire la benedizione a unioni di persone dello stesso sesso?".
 
Quesito resosi necessario, in quanto, come riportato dalla Congregazione, "in alcuni ambiti ecclesiali si stanno diffondendo progetti e proposte di benedizioni per unioni di persone dello stesso sesso", anche sulla scia delle (bellissime) affermazioni di Papa Francesco sulle unioni civili gay, quando aveva affermato nel documentario "Francesco", a lui dedicato dal regista russo Evgeny Afineevsky, che le persone omosessuali dovrebbero essere protette dalle leggi sulle unioni civili e che tutti hanno diritto a una famiglia perché figli di Dio (ricordate? Ne abbiamo parlato anche noi nel post del 24/10/2020 scorso. Link in calce al post). 
 
Ma tant'è...che, ad alcuni mesi di distanza, è arrivata questa chiara ed univoca 'marcia indietro' nel riconoscimento delle coppie gay da parte della Congregazione della Dottrina della Fede che ha avuto anche l'avallo del Papa stesso.

(foto confraternita -sangalgano.it)
Ma quali sono le motivazioni addotte per la mancata benedizione delle coppie omossesuali da parte della Chiesa? Eccole, così come riportate nel testo del comunicato stampa diffuso dal Vaticano e da noi rese, speriamo, più comprensibili:

Tra le azioni liturgiche della Chiesa rivestono una singolare importanza i sacramentali, che, come riportato dalla Congregazione sono «segni sacri per mezzo dei quali, con una certa imitazione dei sacramenti, sono significati e, per impetrazione della Chiesa, vengono ottenuti effetti soprattutto spirituali. Per mezzo di essi gli uomini vengono disposti a ricevere l’effetto principale dei sacramenti e vengono santificate le varie situazioni della vita».
 
Dunque, come specificato dal Catechismo della Chiesa Cattolica «i sacramentali non conferiscono la grazia dello Spirito Santo alla maniera dei sacramenti; però mediante la preghiera della Chiesa preparano a ricevere la grazia e dispongono a cooperare con essa».

Al genere dei sacramentali appartengono le benedizioni, con le quali la Chiesa «chiama gli uomini a lodare Dio, li invita a chiedere la sua protezione, li esorta a meritare, con la santità della vita, la sua misericordia».
 
Esse, inoltre, «istituite in certo qual modo a imitazione dei sacramenti, si riportano sempre e principalmente a effetti spirituali, che ottengono per impetrazione (cioè per preghiera, supplica) della Chiesa».

Di conseguenza, per essere coerenti con la natura dei sacramentali, quando si invoca una benedizione su alcune relazioni umane occorre – oltre alla retta intenzione di coloro che ne partecipano – che ciò che viene benedetto sia oggettivamente e positivamente ordinato a ricevere e ad esprimere la grazia, in funzione dei disegni di Dio iscritti nella Creazione e pienamente rivelati da Cristo Signore. 
Sono quindi compatibili con l’essenza della benedizione impartita dalla Chiesa solo quelle realtà che sono di per sé ordinate a servire quei disegni.

Per tale motivo, non è lecito impartire una benedizione a relazioni, o a partenariati anche stabili, che implicano una prassi sessuale fuori dal matrimonio (vale a dire, fuori dell’unione indissolubile di un uomo e una donna aperta di per sé alla trasmissione della vita), come è il caso delle unioni fra persone dello stesso sesso. 

"La presenza in tali relazioni di elementi positivi, che in sé sono pur da apprezzare e valorizzare", non è comunque in grado di renderle "legittimamente oggetto di una benedizione ecclesiale", poiché tali elementi si trovano al servizio di una unione non ordinata al disegno del Creatore (cioè alla procreazione. A conferma del fatto che, per la Chiesa, l'amore tra due persone viene in secondo piano rispetto alla procreazione...)

Inoltre, poiché le benedizioni sulle persone sono in relazione con i sacramenti, la benedizione delle unioni omosessuali non può essere considerata lecita, in quanto costituirebbe in certo qual modo una imitazione o un rimando di analogia con la benedizione nuziale, invocata sull’uomo e la donna che si uniscono nel sacramento del Matrimonio, dato che - leggete bene ora - «non esiste fondamento alcuno per assimilare o stabilire analogie, neppur remote, tra le unioni omosessuali e il disegno di Dio sul matrimonio e la famiglia».

La dichiarazione di illiceità delle benedizioni di unioni tra persone dello stesso sesso non è quindi, e non intende essere, un’ingiusta discriminazione, quanto invece richiamare la verità del rito liturgico e di quanto corrisponde profondamente all’essenza dei sacramentali, così come la Chiesa li intende.

La risposta al dubium proposto non esclude che vengano impartite benedizioni a singole persone con inclinazione omosessuale, le quali manifestino la volontà di vivere in fedeltà ai disegni rivelati di Dio così come proposti dall’insegnamento ecclesiale, ma dichiara illecita ogni forma di benedizione che tenda a riconoscere le loro unioni. 
In questo caso, infatti, la benedizione manifesterebbe l’intenzione non di affidare alla protezione e all’aiuto di Dio alcune singole persone, nel senso di cui sopra, ma di approvare e incoraggiare una scelta ed una prassi di vita che non possono essere riconosciute come oggettivamente ordinate ai disegni rivelati di Dio.
 
E, a chiusura, "la Chiesa rammenta che Dio stesso non smette di benedire ciascuno dei suoi figli pellegrinanti in questo mondo", ma "non benedice né può benedire il peccato: benedice l’uomo peccatore, affinché riconosca di essere parte del suo disegno d’amore e si lasci cambiare da Lui. 
Che, detto in altri termini, la Chiesa ritiene le unioni gay peccato e le persone omossessuali degne di benedizione se vivono in castità?
Ed ecco, dunque, che, per i suddetti motivi, "la Chiesa non dispone, né può disporre, del potere di benedire unioni di persone dello stesso sesso".
 
Queste le parole, da noi rivisitate e semplificate in più passaggi del testo, della Congregazione per la Dottrina della Fede, che potete leggere e commentare nella loro integrità leggendo il testo originario, il cui link vi riportiamo in calce al post.

Card. Ladaria Ferrer (press.vatican.va)
Congregazione, per completezza di informazione, composta, a quanto è dato leggere sul sito ufficiale vatican.va, dai seguenti "Attuali Superiori":
Prefetto: Card. Luis Francisco Ladaria Ferrer, S.I.
Segretario: S.E. Mons. Giacomo Morandi.
Segretario Aggiunto: S.E. Mons. Joseph Augustine Di Noia, O.P.
Segretario Aggiunto: S.E. Mons. Charles Jude Scicluna
Sottosegretario: Rev.do Matteo Visioli.
Promotore di Giustizia: P. Robert Joseph Geisinger, S.I.
 
Ciò posto, inutile dirvi quante e quali le reazioni a questa risposta data dalla Congregazione della Dottrina della Fede. Su tutte, oltre alle italiche critiche da parte di Cecchi Paone, Fabio Canino, Ermal Meta, quella di Elton John che denuncia anche un'ipocrisia di fondo in tali affermazioni dogmatiche, posto che, come da lui stesso affermato, il Vaticano si rifiuta di benedire le unioni gay perche' 'sono un peccato', ma allo stesso tempo trae "felicemente profitto dall'aver investito milioni in "Rocketman", il film che celebra il modo in cui ho trovato la felicita' dal mio matrimonio con David?" (ricordiamo, infatti, che Elton John, dal 2014, e' unito in matrimonio col regista e produttore David Furnish, con il quale ha avuto anche due figli). Il riferimento è ad una serie di investimenti che avrebbe fatto il Vaticano negli anni passati nel fondo Centurion Global Fund che hanno portato alla realizzazione del film. 
 
E,  tra i cattolici Lgbt americani, le parole di Marianne Duddy-Burke, direttore esecutivo di DignityUSA, la quale ha dichiarato che i membri della sua organizzazione includono coppie dello stesso sesso che sono stati insieme per decenni, perseverando nel loro amore per l'altro di fronte a pregiudizi e rifiuto della famiglia, quindi, «Il fatto che la nostra chiesa ai suoi più alti livelli non possa riconoscere la grazia in questo e non possa estendere qualsiasi tipo di benedizione a queste coppie è semplicemente tragico».
 
Da noi, qui in Italia, per riassumere lo sconcerto di queste posizioni dottrinali, vi riportiamo le parole del pastore Alessandro Esposito, intervistato da Nev per riforma.it (link all'intervista in calce al post), che sono le seguenti: “Dio vuole l’amore e non lo giudica”. "La via da percorrere sta sempre nello spiegare le ragioni delle nostre scelte. Ragioni che in primis riguardano l’umanità e i diritti delle persone, di tutte le persone indipendentemente dalla loro affettività".

E così sia.
MduL


Fonti ed Approfondimenti:
Responsum della Congregazione per la Dottrina della Fede ad un dubium circa la benedizione delle unioni di persone dello stesso sesso, 15.03.2021;
Articolo "Papa Francesco vieta le benedizioni per le coppie gay e frena le richieste dei vescovi tedeschi" di Franca Giansoldati per ilmessaggero.it del 15/03/2021;
Articolo "Benedizioni vietate per le coppie gay, fioccano critiche al Papa. E anche Elton John si dice «allibito»" su ilmessaggero.it del 16/03/2021;
Articolo "Benedizione coppie gay, «Dio vuole l’amore e non lo giudica»" su riforma.it del 16/03/2021;
Post MduL del 24/10/2020: Papa Francesco: "Le persone omosessuali hanno il diritto di essere in una famiglia. Sono figli di Dio e hanno diritto a una famiglia...Ciò che dobbiamo creare è una legge sulle unioni civili. In questo modo sono coperti legalmente. Mi sono battuto per questo...".

AGGIORNAMENTO AL POST: "Una famiglia alle prese col demonio", questo il titolo del video delle Iene che racconta la storia (allucinante!) di una bambina di 13 anni 'esercizzata' per 'colpa' dell'omosessualità della sorella maggiore

Don Michele Barone (repubblica.it)
E' con immensa gioia che apprendiamo i recenti sviluppi della terribile storia da noi portata alla vostra attenzione la settimana scorsa, dopo aver visto il servizio delle Iene "Una famiglia alle prese col demonio" del 14/02/2018.
Stiamo parlando dell'inqualificabile vicenda che ha avuto luogo nel paese di Casapesenna e che vedeva coinvolta la piccola Giulia, sorella di Arianna, che ha dovuto subire le più assurde violenze da parte di don Michele Barone che, con il complice consenso dei genitori, ha preteso esorcizzare la bambina, di neanche 14 anni, perché, secondo lui, posseduta dal demonio per colpa dell'omosessualità di sua sorella Arianna.
In questo delirio, potete capire l'affanno di Arianna, che ha provato in tutti i modi a salvare la sorellina da questo scempio, prima rivolgendosi alla curia stessa, in persona del vescovo, poi andando alla polizia e parlando con l'ispettore competente (Luigi Schettino) ed infine, non avendo avuto alcun aiuto da queste istituzioni (entrambi, sia il vescovo che l'ispettore, infatti, hanno chiesto ad Arianna di ritirare la denuncia!!), rivolgendosi al programma mediaset "Le Iene".
Programma che, per fortuna e per buona sorte della piccola Giulia, si è subito attivato inviando il suo inviato Pecoraro a fare un servizio. Servizio che è andato in onda lo scorso 14 febbraio, scatenando così, finalmente l'indignazione popolare e, di conseguenza, attivando tutte le istituzioni, in primis la Chiesa stessa che, secondo noi tardivamente ed in modo non appropriato, ha sollevato finalmente don Michele Barone della sue funzioni per un anno e, soprattutto, la magistratura che ha subito adottato i giusti provvedimenti nei confronti di tutti i soggetti coinvolti.

Da qui, arriviamo al dunque. L'aggiornamento meritorio è il seguente:
* E’  finito in carcere con l’accusa di violenza sessuale aggravata e maltrattamenti in famiglia don Michele Barone (il prete di Casapesenna che  curava con l’esorcismo una ragazzina di 14 anni con problemi psichici e che, grazie alle indagini, si è scoperto avere, tra le altre cose, anche un'amante fissa...). Ieri mattina,  infatti, la Squadra Mobile della Questura di Caserta, su disposizione della Procura della Repubblica di Santa Maria Capua Vetere guidata da Maria Antonietta Troncone, ha eseguito un'ordinanza di custodia in carcere, emessa dal GIP dello stesso Tribunale.

* Ma non è finita qui, sono anche finiti agli arresti domiciliari i genitori della ragazzina, Cesare Tramontano e la moglie Lorenza Carangelo, entrambi di Maddaloni ma residenti a Casapesenna. 

* Ed è finito ai domiciliari anche Luigi Schettino, dirigente di polizia che cercò di convincere Nicoletta Tramontano, la sorella della giovane vittima, a ritirare la denuncia nei confronti del prete esorcista. 

* Per il Vescovo della diocesi di Aversa, monsignor Angelo Spinillo, invece, alcuna conseguenza...

Noi stiamo con Arianna e Giulia.
MduL


Per saperne di più:
- Articolo "Riti esorcisti e violenza sessuale, arrestato sacerdote nel Casertano" di Raffaele Sardo per il sito repubblica.it/cronaca di napoli;

"Una famiglia alle prese col demonio", questo il titolo del video delle Iene che racconta la storia (allucinante!) di una bambina di 13 anni 'esercizzata' per 'colpa' dell'omosessualità della sorella maggiore

Don Michele con l'inviato delle Iene, Pecoraro (Per vedere il VIDEO, vai al link in fondo al Post)




Purtroppo siamo costrette, nel 2018!, a segnalarvi questa triste ed assurda notizia, portata a conoscenza del grande pubblico grazie al programma mediaset "Le Iene", nella puntata andata in onda lo scorso 14 febbraio.
Per capire di cosa stiamo parlando, basta il titolo del servizio tv di Pecoraro, che è "Una famiglia alle prese con il demonio" si, avete letto bene, demonio e non in senso metaforico.
La storia è questa: Arianna vive la sua vita con i genitori e la sorella più piccola, Giada. In famiglia va tutto più o meno bene, come in tutte le famiglie, fino a quando Arianna non comunica a tutti che è lesbica ed a questo punto iniziano i problemi per tutti. L'omosessualità di Arianna, infatti, non viene accettata dai genitori che, non avendo gli strumenti per fare diversamente, rifiutano la ragazza ed il padre arriva persino a usare le mani contro sua figlia, solo perchè lesbica. A queste liti e di questi pestaggi assiste anche la sorellina, Giada, di soli 13 anni, che, come è di tutta evidenza, ne resta molto colpita, al punto che, non sapendo più elaborare tali eventi, la piccola non riesce più a camminare. 
Viene quindi portata in ospedale dove viene detto ai genitori che la bambina ha subito dei forti stress, ha bisogno di cure mediche ma soprattutto psicologiche e che, dopo la cura, potrà tornare a usare le gambe senza troppe difficoltà, l'importante è essere pazienti e seguire le cure, somministrando regolarmente i farmaci prescritti alla piccola. 
E qui inizia l'assurdo: i genitori delle due ragazze non credono che sia solo un problema medico e iniziano a frequentare una chiesa dove opera don Michele Barone (uno anche famoso, andato in televisione più volte) e da questo momento inizia il calvario della piccola Giada.
Sostiene infatti Don Michele che la bambina è posseduta dal demonio perché è venuta in contatto con la sorella lesbica!! Ma si, ma si, avete proprio letto bene!. Questo è quanto ha fatto intendere il prete ai due genitori.
Da qui, il delirio: alla bambina vengono interrotte le cure mediche prescrittele per gli episodi indotti di disagio e viene sottoposta al dominio/potere di Don Michele che, a quanto è dato vedere dai video e dagli audio girati proprio dalla stessa Arianna, altro non fa se non picchiarla, tirarla per i capelli, segregarla e privarla del cibo, per eliminare il demonio (anzi, per l'esattezza i demoni, perché pare siano più di 20!) dal suo corpo, per esorcizzare la bambina...
Ora, già così la storia meriterebbe di essere citata nei testi medioevali, ma non basta, purtroppo non siamo arrivate al fondo. 
Il fondo lo tocchiamo quando Arianna, la sorella maggiore lesbica "causa" del demonio della piccola Giada secondo don Michele, assistendo alle violenze perpetrate alla bambina dal prete, sempre con l'avallo dai genitori, decide di non poter stare con le mani in mano ed inizia a denunciare. 
Corre quindi dalle forze dell'ordine, dallo Stato, per denunciare lo stato delle cose e, per tutta risposta, trova un ispettore che la esorta a ritirare la denuncia! Si, si, proprio così, la esorta a non portare avanti alcuna azione contro Don Michele! Questo perché l'ispettore stesso, a quanto pare, conosce bene don Michele e lo segue nei suoi viaggi nei posti di pellegrinaggio.
Ma non basta, non siamo ancora nel fondo, Arianna, avendo avute le porte sbattute in faccia dai genitori prima e dallo Stato poi, si rivolge allora direttamente alla Chiesa e va a parlare con il Vescovo competente. 
Ebbene, anche in questo caso, la ragazza viene esortata a ritirare la denuncia, "in modo che i genitori possano decidere con calma e serenità" (questo il concetto espresso poi dal Vescovo stesso davanti ai microfoni delle Iene).
Insomma, genitori, Stato e Chiesa, dunque tutte le istituzioni chiamate a difenderci dagli abusi e dai sorprusi, erano concordi nel voler difendere l'indifendibile, nel voler tutelare un esorcismo nei confronti di una bambina di tredici anni, nel 2018!!
Per fortuna Arianna non è solo lesbica ma è anche in gamba e, dopo essersi procurata le prove sopra citate, ha continuato a lottare per salvare sua sorella Giada rivolgendosi alle Iene che, con il loro servizio, speriamo possano salvare la bambina. 
Vedremo. Di una cosa siamo però sicure, che Arianna adesso non è e non sarà più sola contro questi mostri. 

QUI IL VIDEO DELLE IENE:  "Una famiglia alle prese col demonio" del 14/02/2018

Noi stiamo con Arianna.
MduL


>>  Per il nostro Aggiornamento al 24 febbraio 2018, vai QUI  <<

Fonte:

Articolo: "Denuncia choc a Le Iene contro Don Michele Barone: esorcismi, punizioni e sevizie su una minore" di procopiofilomena per sito ultimenotizieflash.com

Il Coming-out di Monsignor Charamsa

Mons. Charamsa con il compagno (it.blastingnews.com)
Solo un richiamo, infine, alla notizia strepitosa di ieri e cioè il coming-out di monsignor Charamsa, il teologo che ha rivelato al Corriere di essere gay e di avere un compagno.
La cosa è troppo divertente e fa sorridere, vieppiù perché iniziano oggi i lavori del sinodo sulla famiglia.
Inutile raccontarvi delle reazioni della Chiesa e delle varie interviste di Ruini ed altri, così come della istantanea deposizione del monsignore da ogni incarico teologico fino ad oggi avuto.
Non ci resta che sottolineare, invece, il fatto che monsignor Charamsa non si è limitato a definirsi gay - sei un grande! - ma ha anche detto di convivere con il suo compagno da un pò...
Dunque, non solo gay ma pure accoppiato...per la Chiesa è doppiamente imperdonabile: non si può fare due volte! Per noi Grande-bis!!
Comunque, se volete leggere la notizia, andate a questo link e cioè all'articolo "TEOLOGO GAY, CASO MONDIALE" delle news di cinemagay.it.
Buona lettura.
MduL