Ultimo aggiornamento il 26 luglio 2026

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Diritti Lgbtqi+: la Chiesa dispone del potere di impartire la benedizione a unioni di persone dello stesso sesso? Ecco la risposta della Congregazione per la Dottrina della Fede dello scorso 22/02/2021 (resa pubblica il 15/03/2021) che tanto fa discutere

Il Palazzo del Sant’Uffizio dove ha sede la Congregazione per la Dottrine della Fede (foto acistampa.com)
 
_MduL, 20 marzo 2021_
 
Con questo post, vi vogliamo parlare della notizia della settimana scorsa che tanto ha fatto discutere, in merito alla negazione alla benedizione delle coppie omosessuali da parte della Chiesa cattolica.
 
Antefatto della notizia è la risposta negativa data lo scorso 22 febbraio 2021 (e resa pubblica dal comunicato stampa del Vaticano in data 15/03/2021) dalla Congregazione per la Dottrina della Fede al seguente quesito ("dubium"): "La Chiesa dispone del potere di impartire la benedizione a unioni di persone dello stesso sesso?".
 
Quesito resosi necessario, in quanto, come riportato dalla Congregazione, "in alcuni ambiti ecclesiali si stanno diffondendo progetti e proposte di benedizioni per unioni di persone dello stesso sesso", anche sulla scia delle (bellissime) affermazioni di Papa Francesco sulle unioni civili gay, quando aveva affermato nel documentario "Francesco", a lui dedicato dal regista russo Evgeny Afineevsky, che le persone omosessuali dovrebbero essere protette dalle leggi sulle unioni civili e che tutti hanno diritto a una famiglia perché figli di Dio (ricordate? Ne abbiamo parlato anche noi nel post del 24/10/2020 scorso. Link in calce al post). 
 
Ma tant'è...che, ad alcuni mesi di distanza, è arrivata questa chiara ed univoca 'marcia indietro' nel riconoscimento delle coppie gay da parte della Congregazione della Dottrina della Fede che ha avuto anche l'avallo del Papa stesso.

(foto confraternita -sangalgano.it)
Ma quali sono le motivazioni addotte per la mancata benedizione delle coppie omossesuali da parte della Chiesa? Eccole, così come riportate nel testo del comunicato stampa diffuso dal Vaticano e da noi rese, speriamo, più comprensibili:

Tra le azioni liturgiche della Chiesa rivestono una singolare importanza i sacramentali, che, come riportato dalla Congregazione sono «segni sacri per mezzo dei quali, con una certa imitazione dei sacramenti, sono significati e, per impetrazione della Chiesa, vengono ottenuti effetti soprattutto spirituali. Per mezzo di essi gli uomini vengono disposti a ricevere l’effetto principale dei sacramenti e vengono santificate le varie situazioni della vita».
 
Dunque, come specificato dal Catechismo della Chiesa Cattolica «i sacramentali non conferiscono la grazia dello Spirito Santo alla maniera dei sacramenti; però mediante la preghiera della Chiesa preparano a ricevere la grazia e dispongono a cooperare con essa».

Al genere dei sacramentali appartengono le benedizioni, con le quali la Chiesa «chiama gli uomini a lodare Dio, li invita a chiedere la sua protezione, li esorta a meritare, con la santità della vita, la sua misericordia».
 
Esse, inoltre, «istituite in certo qual modo a imitazione dei sacramenti, si riportano sempre e principalmente a effetti spirituali, che ottengono per impetrazione (cioè per preghiera, supplica) della Chiesa».

Di conseguenza, per essere coerenti con la natura dei sacramentali, quando si invoca una benedizione su alcune relazioni umane occorre – oltre alla retta intenzione di coloro che ne partecipano – che ciò che viene benedetto sia oggettivamente e positivamente ordinato a ricevere e ad esprimere la grazia, in funzione dei disegni di Dio iscritti nella Creazione e pienamente rivelati da Cristo Signore. 
Sono quindi compatibili con l’essenza della benedizione impartita dalla Chiesa solo quelle realtà che sono di per sé ordinate a servire quei disegni.

Per tale motivo, non è lecito impartire una benedizione a relazioni, o a partenariati anche stabili, che implicano una prassi sessuale fuori dal matrimonio (vale a dire, fuori dell’unione indissolubile di un uomo e una donna aperta di per sé alla trasmissione della vita), come è il caso delle unioni fra persone dello stesso sesso. 

"La presenza in tali relazioni di elementi positivi, che in sé sono pur da apprezzare e valorizzare", non è comunque in grado di renderle "legittimamente oggetto di una benedizione ecclesiale", poiché tali elementi si trovano al servizio di una unione non ordinata al disegno del Creatore (cioè alla procreazione. A conferma del fatto che, per la Chiesa, l'amore tra due persone viene in secondo piano rispetto alla procreazione...)

Inoltre, poiché le benedizioni sulle persone sono in relazione con i sacramenti, la benedizione delle unioni omosessuali non può essere considerata lecita, in quanto costituirebbe in certo qual modo una imitazione o un rimando di analogia con la benedizione nuziale, invocata sull’uomo e la donna che si uniscono nel sacramento del Matrimonio, dato che - leggete bene ora - «non esiste fondamento alcuno per assimilare o stabilire analogie, neppur remote, tra le unioni omosessuali e il disegno di Dio sul matrimonio e la famiglia».

La dichiarazione di illiceità delle benedizioni di unioni tra persone dello stesso sesso non è quindi, e non intende essere, un’ingiusta discriminazione, quanto invece richiamare la verità del rito liturgico e di quanto corrisponde profondamente all’essenza dei sacramentali, così come la Chiesa li intende.

La risposta al dubium proposto non esclude che vengano impartite benedizioni a singole persone con inclinazione omosessuale, le quali manifestino la volontà di vivere in fedeltà ai disegni rivelati di Dio così come proposti dall’insegnamento ecclesiale, ma dichiara illecita ogni forma di benedizione che tenda a riconoscere le loro unioni
In questo caso, infatti, la benedizione manifesterebbe l’intenzione non di affidare alla protezione e all’aiuto di Dio alcune singole persone, nel senso di cui sopra, ma di approvare e incoraggiare una scelta ed una prassi di vita che non possono essere riconosciute come oggettivamente ordinate ai disegni rivelati di Dio.
 
E, a chiusura, "la Chiesa rammenta che Dio stesso non smette di benedire ciascuno dei suoi figli pellegrinanti in questo mondo", ma "non benedice né può benedire il peccato: benedice l’uomo peccatore, affinché riconosca di essere parte del suo disegno d’amore e si lasci cambiare da Lui. 
Che, detto in altri termini, la Chiesa ritiene le unioni gay peccato e le persone omossessuali degne di benedizione se vivono in castità?
Ed ecco, dunque, che, per i suddetti motivi, "la Chiesa non dispone, né può disporre, del potere di benedire unioni di persone dello stesso sesso".
 
Queste le parole, da noi rivisitate e semplificate in più passaggi del testo, della Congregazione per la Dottrina della Fede, che potete leggere e commentare nella loro integrità leggendo il testo originario, il cui link vi riportiamo in calce al post.

Card. Ladaria Ferrer (press.vatican.va)
Congregazione, per completezza di informazione, composta, a quanto è dato leggere sul sito ufficiale vatican.va, dai seguenti "Attuali Superiori":
Prefetto: Card. Luis Francisco Ladaria Ferrer, S.I.
Segretario: S.E. Mons. Giacomo Morandi.
Segretario Aggiunto: S.E. Mons. Joseph Augustine Di Noia, O.P.
Segretario Aggiunto: S.E. Mons. Charles Jude Scicluna
Sottosegretario: Rev.do Matteo Visioli.
Promotore di Giustizia: P. Robert Joseph Geisinger, S.I.
 
Ciò posto, inutile dirvi quante e quali le reazioni a questa risposta data dalla Congregazione della Dottrina della Fede. Su tutte, oltre alle italiche critiche da parte di Cecchi Paone, Fabio Canino, Ermal Meta, quella di Elton John che denuncia anche un'ipocrisia di fondo in tali affermazioni dogmatiche, posto che, come da lui stesso affermato, il Vaticano si rifiuta di benedire le unioni gay perche' 'sono un peccato', ma allo stesso tempo trae "felicemente profitto dall'aver investito milioni in "Rocketman", il film che celebra il modo in cui ho trovato la felicita' dal mio matrimonio con David?" (ricordiamo, infatti, che Elton John, dal 2014, e' unito in matrimonio col regista e produttore David Furnish, con il quale ha avuto anche due figli). Il riferimento è ad una serie di investimenti che avrebbe fatto il Vaticano negli anni passati nel fondo Centurion Global Fund che hanno portato alla realizzazione del film. 
 
E,  tra i cattolici Lgbt americani, le parole di Marianne Duddy-Burke, direttore esecutivo di DignityUSA, la quale ha dichiarato che i membri della sua organizzazione includono coppie dello stesso sesso che sono stati insieme per decenni, perseverando nel loro amore per l'altro di fronte a pregiudizi e rifiuto della famiglia, quindi, «Il fatto che la nostra chiesa ai suoi più alti livelli non possa riconoscere la grazia in questo e non possa estendere qualsiasi tipo di benedizione a queste coppie è semplicemente tragico».
 
Da noi, qui in Italia, per riassumere lo sconcerto di queste posizioni dottrinali, vi riportiamo le parole del pastore Alessandro Esposito, intervistato da Nev per riforma.it (link all'intervista in calce al post), che sono le seguenti: “Dio vuole l’amore e non lo giudica”. "La via da percorrere sta sempre nello spiegare le ragioni delle nostre scelte. Ragioni che in primis riguardano l’umanità e i diritti delle persone, di tutte le persone indipendentemente dalla loro affettività".

E così sia.
MduL


Fonti ed Approfondimenti:
Responsum della Congregazione per la Dottrina della Fede ad un dubium circa la benedizione delle unioni di persone dello stesso sesso, 15.03.2021;
Articolo "Papa Francesco vieta le benedizioni per le coppie gay e frena le richieste dei vescovi tedeschi" di Franca Giansoldati per ilmessaggero.it del 15/03/2021;
Articolo "Benedizioni vietate per le coppie gay, fioccano critiche al Papa. E anche Elton John si dice «allibito»" su ilmessaggero.it del 16/03/2021;
Articolo "Benedizione coppie gay, «Dio vuole l’amore e non lo giudica»" su riforma.it del 16/03/2021;
Post MduL del 24/10/2020: Papa Francesco: "Le persone omosessuali hanno il diritto di essere in una famiglia. Sono figli di Dio e hanno diritto a una famiglia...Ciò che dobbiamo creare è una legge sulle unioni civili. In questo modo sono coperti legalmente. Mi sono battuto per questo...".

Papa Francesco: "Le persone omosessuali hanno il diritto di essere in una famiglia. Sono figli di Dio e hanno diritto a una famiglia...Ciò che dobbiamo creare è una legge sulle unioni civili. In questo modo sono coperti legalmente. Mi sono battuto per questo..."

(Foto ilmessaggero.it)
 
_MduL, 24 ottobre 2020 (agg.to h. 12)_
 
Mammamia cosa non è successo questa settimana, dopo che la notizia sulle parole di Papa Francesco in merito alle persone Lgbtqi ha fatto il giro del mondo. Ma andiamo con ordine.  
 
La locandina (shockwavemagazine.it)
Allora, partiamo prima dalla notizia: nei giorni scorsi, dopo il docufilm su Francesco Totti, è stato presentato al Festival del Cinema di Roma il documentario del regista russo Evgeny Afineevsky, "Francesco", che racconta il magistero del Papa attraverso una serie di interviste sui temi portanti del pontificato.
 
Tra queste interviste, rilasciate dal Papa durante i viaggi per il suo pontificato o in altri momenti, il regista del docufilm "Francesco", stralcia la seguente frase, data in risposta ad una giornalista: "Le persone omosessuali hanno il diritto di essere in una famiglia. Sono figli di Dio e hanno diritto a una famiglia. Nessuno dovrebbe essere estromesso o reso infelice per questo. Ciò che dobbiamo creare è una legge sulle unioni civili. In questo modo sono coperti legalmente. Mi sono battuto per questo"
 
La forza dirompente di tali parole, dette dal Papa della Chiesa Cattolica, sono evidenti. Papa Francesco, infatti, così dichiarando, di fatto, apre la porta della Chiesa anche a tutte le persone omosessuali (scriviamo omosessuali, come da lui detto, anche se siamo sicure che intendesse tutte le persone Lgbtqi) e cattoliche che, da sempre, si sentono escluse ed emarginate da tale mondo, senza loro colpa.

Certo, tale affermazione, fatta, pare, nel maggio 2019, non riguarda l'Italia, per fortuna, avendo il nostro Parlamento, nel 2016, approvato il disegno di legge Cirinnà, che poi è diventato la meravigliosa e fondamentale legge 20/05/2016, n. 76, "Regolamentazione delle unioni civili tra persone dello stesso sesso e disciplina delle convivenze", che tante vite è riuscita a cambiare, ma riguarda tutti gli altri Stati, e sono tanti, che, non solo non hanno ancora previsto alcun riconoscimento per tali unioni, ma ancora discriminano e/o, peggio, perseguono le persone per il loro orientamento sessuale.

Il fatto, poi, che il Papa avalli dette unioni, anche per un paese come il nostro, è un atto di una forza, speriamo, dirompente, stante il fatto che ancora tante-troppe persone si dicono contrarie al riconoscimento delle unioni civili.
Certo, con un minimo (ma davvero minimo) rammarico, potremmo segnalare che, in ogni caso, il Papa non ha in alcun modo equiparato le unioni omosessuali ai matrimoni che, anzi, per il Pontefice e per la dottrina pontificia restano prerogativa solo ed esclusivamente di un uomo ed una donna, ma sappiamo, in tutta coscienza, di non poter pretendere dal Papa più di questo.
 
E non possiamo, a maggior ragione, perché le aperture di Papa Francesco sui gay hanno dell'incredibile, visto da dove è partito il Papa stesso. Bergoglio, infatti, quando era vescovo in Argentina ha condotto una battaglia molto serrata contro i matrimoni per le persone dello stesso sesso, sostenendo che per la dottrina non può parlarsi di 'matrimonio omosessuale' (cosa che, come detto, coerentemente, sostiene a tutt'oggi, è bene ribadirlo), per poi iniziare, una volta salito sul soglio pontificio, una costante apertura verso il mondo Lgbtqi.
 
Il primo passo in tal senso, ad inizio pontificato, nel 2013, quando, in risposta ai giornalisti che gli chiedevano, di ritorno da Rio de Janeiro, se ci fosse una lobby gay in Vaticano, dichiara: «Si deve distinguere il fatto che una persona è gay dal fatto di fare una lobby. Se è lobby, non tutte sono buone. Se una persona è gay e cerca il Signore e ha buona volontà, chi sono io per giudicarla?».

L'ultimo episodio il mese scorso, quando, ai genitori dell’associazione «Tenda di Gionata» (Associazione fondata, per volontà del defunto don David Esposito, con i volontari del Progetto Gionata, per fare accoglienza, formazione e informazione con i cristiani LGBT, i loro familiari e gli operatori pastorali nelle comunità cristiane), aveva detto, salutandoli al termine di un’udienza generale: «Il Papa ama i vostri figli così come sono perché sono figli di Dio».

Andrea Rubera (staticfanpage.akamaized.net)
Ma, torniamo al documentario, per specificare che, in esso, il pensiero e l'attenzione alle persone omosessuali non si è risolto solo in quella frase, perché Papa Francesco fa riferimento anche ad Andrea Rubera, padre - con il compagno - di tre bambini
Ecco come è andata. Una mattina Rubera, consegnò al Papa una lettera nella quale spiegava di voler crescere i figli nella fede cattolica, temendo però per come sarebbero potuti essere accolti nella locale parrocchia. 
Il Papa — dice Rubera nel film — gli aveva poi telefonato, dicendogli di essersi commosso, e spingendolo a introdurre i figli nella vita della parrocchia, preparandosi però a trovare resistenze. Rubera, nel film, dice di aver effettivamente fatto frequentare ai figli la parrocchia, e di essere felice della scelta compiuta.

Dunque, e ricapitolando: il documentario "Francesco", presentato alla Mostra del cinema di Roma, ci ha ricordato le parole pronunciate dal Papa tempo addietro, in risposta ad una giornalista, con le quali auspicava l'adozione di una tutela ed un riconoscimento statale, in tutti gli Stati, delle coppie omosessuali, prevedendo per esse - non certo il matrimonio, che per il Papa può aversi solo tra uomo e donna - le Unioni civili. Che dire, bello. Grande Papa Francesco.

Questa la parte bella - meravigliosa - che grazie al documentario "Francesco", possiamo riportare, ma, trattandosi di Chiesa e Vaticano, vi è anche una parte oscura, della quale rendervi edotti, così come appresa da ilfattoquotidiano.it. Pare, infatti, vi sia un vero giallo in Vaticano in merito alle affermazioni di Papa Francesco sulla legge sulle unioni civili anche tra persone dello stesso sesso. 

Menichetti (copercom.it)
Nello specifico, sostiene il quotidiano online, vi sia, tra le altre cose, una mail della direzione editoriale del Dicastero per la comunicazione (che ilfattoquotidiano.it è in grado di pubblicare integralmente e in esclusiva), nella quale è contenuto l’ordine di censurare tutto ciò che riguarda il documentario nel quale Bergoglio pronuncia la sua rivoluzionaria apertura
A firmarla è Massimiliano Menichetti, responsabile della testata Radio Vaticana – Vatican News e del Centro Editoriale Multimediale, ma è evidente che riporta le indicazioni dei vertici del dicastero della Santa Sede che si occupa dei media.
 
Questo il testo: “Buono giorno a tutti, in riferimento al clamore suscitato dal film ‘Francesco’ del regista russo Evgeny Afineevsky, per ora non usciamo con NESSUNA notizia, né radio, né web. Nulla anche sul film o la premiazione di oggi in Vaticano. È attivo un confronto per fronteggiare la crisi mediatica in atto. Non è esclusa una comunicazione di Sala Stampa. Per favore segnalatemi se potete, a metà giornata e alla fine, eventuali reazioni di ascoltatori e follower. Non è necessario girarmi i commenti, bastano due righe di sintesi. Grazie, Massimiliano Menichetti”.

Dunque, dal Dicastero per la comunicazione in Vaticano, indicazioni precise per una censura a tutto campo: non parlare del docufilm e non rispondere ad eventuali domande, oltre ad un costante monitoraggio del 'sentimento' dei follower. Possibile anche un comunicato stampa per smorzare l'impatto di tali affermazioni.
La cosa che ci rattrista di più leggere è, però, l'inciso: "È attivo un confronto per fronteggiare la crisi mediatica in atto". Per loro, dunque, la meravigliosa apertura al mondo gay-cattolico è una crisi mediatica da combattere e superare...sigh!.
 
E, comunque, non temete, perché Papa Francesco va dritto per la sua strada. Nonostante le forti resistenze interne, ai massimi livelli, sopra viste e riportate, infatti, il Papa, prima della consueta udienza generale di mercoledì 21 ottobre, ha ricevuto in un saletta adiacente l’Aula Paolo VI il regista e tutti i suoi collaboratori, dando così la sua benedizione al lavoro
Inoltre, il giorno dopo l’udienza papale e la presentazione alla Festa del cinema di Roma, diretta da Antonio Monda, fratello del direttore de L’Osservatore Romano Andrea, il documentario "Francesco" è stato insignito, proprio nei Giardini Vaticani, del Premio “Kinéo Movie for Humanity Award”, assegnato a chi promuove temi sociali e umanitari (premiazione che, come abbiamo letto, il Dicastero per la comunicazione vuole 'occultare').
 
Aggiornamento: su tutti i giornali online di questa mattina, 24/10, la reazione del cardinale Müller - espressione del pensiero conservatore della Chiesa - alle parole di Papa Francesco. Eccola, così come riportata da huffingtonpost.it (link in calce al post), prima, però, vediamo chi è Müller.
 
Il Cardinale Müller (huffingtonpost.it)
Il cardinale Gerhard Ludwig Müller, 72 anni, è un teologo, curatore dell’opera omnia di Ratzinger, nominato nel 2012, da Benedetto XVI, prefetto della Congregazione per la Dottrina della Fede, rimanendo in carica fino al 2017. 
Conservatore e legato a Benedetto XVI, al Corriere della Sera ha spiegato perché, secondo lui, la presa di posizione del Pontefice è sbagliata. Queste le sue parole: “L’ho sempre difeso contro protestanti e liberali – dice - però…”...“Però il Papa non è al di sopra della Parola di Dio, che ha creato l’essere umano maschio e femmina, il matrimonio e la famiglia. Sono cardinale e sempre dalla parte del Papa, ma non a tutte le condizioni. Non è una lealtà assoluta. La prima lealtà è alla Parola di Dio. Il Papa è il Vicario di Cristo, non è Cristo. E io sono credente in Dio”. E, ancora, “La Parola di Dio vale per tutti i tempi. E parla del diritto naturale, morale. La costituzione antropologica non è rispettata in questa nuova antropologia Lgbt: dicono non esista una natura umana definita, uomo e donna, e il sesso sarebbe solo un costrutto ideale, con tutte le conseguenze del caso, compreso il diritto di cambiarlo. Ma non esiste un futuro dell’umanità senza riconoscere la complementarietà fra uomo e donna, il dato biologico e psichico, un rapporto che fonda la cultura umana. Il Papa è anche il primo interprete della legge naturale: perché interviene in queste cose degli Stati senza sottolineare la dimensione della legge naturale?».
Continua, poi, redarguendo Papa Francesco in merito alle modalità con le quali si è resa pubblica tale dichiarazione papale. Asserisce Müller: “La dichiarazione di Papa Francesco non è ufficiale, è arrivata da un’intervista, e questo la relativizza e genera malintesi. Tutto ciò non è buono perché un Papa, così come ogni vescovo, deve essere sempre molto cauto e chiaro, specie in questi tempi così delicati. Alcuni dicono, non so se sia vero, che nel documentario hanno combinato citazioni diverse. Perché la Santa Sede non ha dato una spiegazione? E la Congregazione per la Dottrina della Fede? Eppure ha pubblicato testi su omosessualità e matrimonio, elaborati scientificamente. È un problema di confusione, nel mondo ora si dice “il Papa benedice le unioni omosessuali”: non lo ha detto, ma le conseguenze sono queste. Dovrebbe essere più attento”.
 
E fino a qui, riguardando la questione elementi della dottrina cattolica, possiamo dissentire ma rispettare, come è giusto, ogni posizione in campo. Ciò che, però, in questa sede non appare accettabile è l'invasione di campo operata dal cardinale, allorquando sostiene che, oltre alla Chiesa, anche lo Stato laico dovrebbe vietare le unioni civili tra coppie omosessuali, perché violerebbero i diritti fondamentali degli esseri umani!.
Queste, le sue precise parole: “Non è possibile per un pensiero cristiano. Per questo la Chiesa si è sempre opposta: anche lo Stato laico deve rispettare la legge naturale, riconoscere i diritti fondamentali degli umani” […] “Con l’adozione dei bambini, ad esempio. Un bambino ha diritto di crescere con un padre e una madre. E non parliamo della maternità surrogata, delle donne povere che hanno bisogno di denaro e vendono il proprio corpo. Un grande mercato contro la dignità umana”.
Parole, in questo caso, inaccettabili, in quanto tese a giustificare una limitazione di diritti anche in campo laico.

Non ci resta che dire: "Grazie Papa Francesco" e "Forza, siamo con te".
MduL


Fonti ed Approfondimenti:
Articolo "Coppie gay, papa Francesco: “Sì a legge sulle unioni civili”" di Paolo Rodari per repubblica.it del 21/10/2020;
Articolo "Il Papa: «Favorevole alle unioni civili per le coppie omosessuali»" di Gian Guido Vecchi per il corriere.it del 21/10/2020;
Articolo "Il Papa dice sì alle unioni civili per i gay. Ecco perché è una novità" di Maria Antonietta Calabrò per huffingtonpost.it del 21/10/2020;
Articolo "Papa Francesco censurato dal Vaticano sulle unioni civili. E le sue frasi rivoluzionarie tagliate ad hoc" di Francesco Antonio Grana per ilfattoquotidiano.it del 22/10/2020;
Articolo  "Il cardinale Müller contro Francesco: "Le unioni civili? Violano i diritti umani. Il Papa stia più attento"" su huffingtonpost.it del 23/10/2020
Sito Associazione "Tenda di Gionata"