Ultimo aggiornamento il 26 luglio 2026

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Segnaliamo l'uscita anche in Italia del Manga di Kabi Nagata "La mia prima volta-My lesbian experience with loneliness". Qui la recensione.

La protagonista Kabi Nagata del manga "La mia prima volta-My lesban experience with loneliness" (foto del sito manga.eveyeye.it)
_ MduL, 3 febbraio 2019 _

Con questo post vi segnaliamo "La mia prima volta - My lesbian experience with loneliness", un manga autobiografico di genere yuri/slice of life, scritto e disegnato da Kabi Nagata e portato nel nostro Paese dall'editore J-POP.
Per farvi capire di cosa si tratta, vi proponiamo ampi stralci della recensione che di questo manga ha fatto Manuel Crispo, nell'articolo "La mia prima volta : Recensione del manga autobiografico di Kabi Nagata" per il sito anime.everyeye.it del 25/01/2019, che, per quante di voi fossero interessate, vi esortiamo a leggere per esteso, nella sua versione integrale (noi abbiamo eliminato tanti, troppi, pezzi di tale recensione, snaturandola. Chi vuole può renderle giustizia, leggendola dunque per esteso...).
<<Intitolato originariamente Sabishisugite Lesbian Fuzoku Ni Ikimashita Report, "La mia prima volta" è un manga realizzato da Kabi Nagata e da quest'ultima pubblicato sulla piattaforma online Pixiv nel corso del 2016. 
Il successo immediato del manga ha portato a una ripubblicazione da parte di East Press Co. Nominato come miglior manga ai Crunchyroll Award nonché agli Harvey Award e agli Amazon Best Graphic Novel e 3° ai Kono Manga ga Sugoi del 2017, La mia prima volta di Kabi Nagata è una storia autobiografica che della prima volta della omonima protagonista (che da qui in avanti chiameremo K.) in effetti parla poco e nulla, con buona pace dei pastori del Maine che hanno cercato di far rimuovere l'opera dalla vetrina della Rumford Public Library. 
In effetti i cinque capitoli di La mia prima volta non sono incentrati tanto sul sesso o sulla scoperta della propria omosessualità quanto sul difficile percorso di crescita di un'anima fragile in un'epoca di solipsismo autistico e riferimenti disgregati.

Dopo una breve anticipazione del climax dell'opera, che vede K. e una escort nude sul letto di un love hotel, la narrazione torna indietro per descriverne la vita e le disavventure esistenziali tramite un lunghissimo flashback che parte dal diploma e dall'abbandono dei corsi universitari dopo appena sei mesi. I tormentati anni successivi sono raccontati da K. con semplicità del tutto priva di malizia e autocompiacimento: anoressia, bulimia, autolesionismo, tricotillomania (un disturbo ossessivo-compulsivo caratterizzato dal bisogno compulsivo di strapparsi i capelli, che causa alla protagonista una fastidiosa alopecia che ella poco si cura di nascondere), la insicura e immatura protagonista colleziona un disturbo psicologico dietro l'altro alla ricerca di una propria identità. Il suo vuoto esistenziale la porta a interrogarsi su ciò che definisce un individuo, se questo sia ad esempio il lavoro o le proprie passioni o un ruolo definito all'interno della società.

In questo intenso percorso di autoanalisi il sesso ricopre un'importanza tutto sommato minore: K. è in cerca più che altro di un atto intimo e familiare, di un momento di vicinanza, di un abbraccio, e lo desidera da parte di una donna matura, una versione non consanguinea di sua madre, che la protegga e la rassicuri. La dolce K., che non si è mai rassegnata a vedersi come una donna, che non ha mai curato il proprio aspetto fisico riservando all'igiene personale il minor tempo possibile, che a ventott'anni non ha mai baciato (né desiderato baciare) nessuno, coltiva una visione del tutto desessualizzata del contatto carnale e giungerà a ricorrere alla escort Yuka per un misto di solitudine e curiosità.

L'esperienza le lascerà un misto di eccitazione e delusione, ma risulterà un prezioso momento del suo percorso di maturazione personale. In La mia prima volta il sesso è visto come l'apice di un processo di comprensione e accettazione del sé, la quest finale nel duro gioco del relazionarsi agli altri. Come la protagonista, la escort è una ragazza moe dai tratti morbidi, vestita semplicemente, priva di qualunque connotazione fan-service.>>

Insomma, un altro manga con protagonista una ragazza lesbica che, alla ricerca del suo sé, approda al sesso saffico a pagamento con delle escort...il sesso, infine, sarà il mezzo per arrivare, come auspicato, alla conoscenza di sè...


Buona lettura.
MduL

Nel programma tv di rai tre "Le Ragazze" anche storie di donne lesbiche. La prima, andata in onda nella 2a puntata, è la storia di Edda Billi; la seconda, dovrebbe andare in onda domani, nella 5a puntata ed è la storia di Francesca Vecchioni

Gloria Guida, conduttrice del programma "Le Ragazze" su Rai Tre (foto di Amalfi notizie)
In questo post vi segnaliamo nuovamente il programma di rai tre "Le Ragazze" che racconta, attraverso interviste e testimonianze, episodi della storia italiana del XX secolo raccontati da donne diverse per età, provenienza, estrazione sociale, istruzione e opinioni.
Questa che sta andando in onda per ora, con la conduzione di Gloria Guida, è la terza edizione del programma che coinvolge, in una sola puntata la storia di ben sei donne che raccontano le loro vite e che hanno età diverse, dagli anni quartanta agli anni novanta. Tra di esse, anche personaggi famosi. Programma che, secondo noi, è bello e merita a prescindere perché permette di vedere e di ascoltare le storie di queste donne e del loro vissuto in tempi più o meno lontani.
Bellissime anche le puntate del programma andate in onda nelle passate stagioni. La prima edizione, infatti, intitolata "Le ragazze del '46", è stata trasmessa in occasione del settantesimo anniversario del suffragio femminile in Italia e la seconda edizione, intitolata "Le ragazze del '68", andata in onda lo scorso anno, ha avuto come protagoniste le donne che vissero il movimento del 1968. 

Queste le ospiti delle varie puntate di questa terza stagione, andate in onda fino ad ora.

Nella prima puntata:
Sultana Razon Veronesi (medico pediatra e vedova di Umberto Veronesi, sopravvissuta al campo di concentramento di Bergen-Belsen), 
Laura Efrikian, 
Armanda De Angelis (operaia sindacalista), 
Sara Simeoni  (la campionessa mondiale di salto in alto, ormai da tanti anni in pensione...)
Marcella Stagno (redattrice di Radio Aut al fianco di Peppino Impastato), 
Greta Maffioletti (ventiduenne, studentessa di Diritto dell'Infanzia)
Nella seconda puntata:
Silvana Galli (donna che ebbe un figlio da un soldato afroamericano delle truppe statunitensi di stanza a Viareggio durante la Seconda Guerra Mondiale),
Tina Montinaro (vedova di Antonio Montinaro, capo-scorta del giudice Giovanni Falcone), 
Antonia dell'Atte, 
Edda Billi
Madeleine Fischer
Nella terza puntata:
Lea Pericoli, 
Liliana Casprini (votante per il Referendum del 2 giugno), 
Lidia Ravera, 
Anna Zamboni

Nella quarta:
Tina Costa (ex partigiana), 
Flavia Perina, 
Bruna Finetto (ex operaia e guidatrice di una rivolta nella sua fabbrica), 
Irene Grandi, 
Carmela Di Carlo (ragazza madre negli anni noventa), 
Sara Giacopello (volontaria e blogger)

Ciò detto, ecco qui il motivo per cui scriviamo nuovamente di questo bel programma. Se nella passata edizione, quella delle "ragazze del '68", avevamo già segnalato la storia della lesbica Lorenza, con il post "Nel programma di Rai Tre "Le ragazze del '68" le tappe della vita di Lorenza, 'lesbica' negli anni sessanta anche se l'omosessualità 'non esisteva'" (QUI il link al post), qui vi vogliamo segnalare la storia di Edda Billi, andata in onda nella seconda puntata, lo scorso 4 novembre.

Edda Billi (Foto di Abitare a Roma)
Edda Billi, nata in Toscana, a Massa Marittima (Follonica), è una poetessa lesbica e femminista di 85 anni, con rapporti di collaborazione con la Casa Internazionale delle donne di Roma che tanti problemi sta avendo in questo ultimo periodo (Forza!! Siamo tutte con voi!!) che è stata ripudiata, giovanissima, dalla sua famiglia per la sua omosessualità.
Edda, dunque, era lesbica negli anni cinquanta in Italia. Potete immaginare che accoglienza abbia avuto. Il suo coming-out quasi subito, giovanissima, allorquando si innamora, senza alcuna paura, della sua amica Gianna. Apriti cielo, a quei tempi potevi anche essere lesbica ma nessuno, ovviamente, doveva saperlo. Il fatto che lei lo abbia messo in faccia ai suoi genitori ed alla sua famiglia non le è stato perdonato...
Da sola, inizia quindi la sua vita da scrittrice e frequentatrice dei ritrovi femministi....ora, senza raccontarvi tutto, sappiamo di altri suoi amori, su tutte, Alice Cereta, una scrittrice, e poi Ivana Silla, a Roma...ma, come dice lei stessa, ancora oggi, ad 85 anni, non perde occasione di innamorarsi di qualche donna...
Grande Edda...


Francesca Vecchioni (foto da VanityFair)
Ed infine, una menzione sulla quinta puntata che andrà in onda domani, domenica 25 novembre, sempre su rai tre e sempre in prima serata, verso le 21.20, dove, tra le ospiti che ci è parso di vedere nello spot della rai, dovrebbe esserci anche Francesca Vecchioni, la figlia lesbica del cantante Roberto Vecchioni, della quale tanto abbiamo scritto nei post di MduL e che ha fatto tanto parlare di se per aver messo su famiglia con la sua compagna Alessandra (e con le loro due meravigliose bambine), prima del riconoscimento delle unioni civili, e per aver divorziato, rendendo noti tutti i problemi del mancato riconoscimento della stepchild adoption per le loro bambine. Solo una di loro due è considerata la mamma delle bambine, l'altra è un'estranea e la questione, ora che sono divorziate, più che mai, pesa...Sempre di lei, poi, abbiamo parlato anche per facezie, tipo la sua vera o presunta storia con Simona Borioni...ma oggi non siamo più aggiorante sul suo vissuto. Vedremo, sarà interessante scoprire cosa ci racconterà della sua vita...

Ecco fatto.
MduL

SEGNALAZIONE: esce il 1 marzo al cinema il film "Quello che non so di lei"

 
Vi segnaliamo l'imminente uscita nelle sale cinematografiche del film francese "Quello che non so di lei" (D'après une histoire vraie) , con la regia di Roman Polanski e con protagoniste Eva Green e Emmanuelle Seigner e basato sul romanzo "Da una storia vera" di Delphine de Vigan
La Trama è presto detta: 
Delphine Dayrieux (Emmanuelle Seigner) è una scrittrice di successo che soffre di depressione e del 'blocco dello scrittore' che, ad un certo punto, inizia una relazione con Elle (Eva Gree), una donna affascinante e intelligente che riesce a capirla meglio di chiunque altro...
Interessante, vero? Sappiate però, che non stiamo parlando di una commedia romantica ma di un Thriller...
Ciò detto, se siete ancora interessate a vedere di cosa si tratta, ecco

QUI il link al Trailer del Film di comingsoon.it:


Nel caso, Buona visione.
MduL

Nel programma di Rai Tre "Le ragazze del '68" le tappe della vita di Lorenza, 'lesbica' negli anni sessanta anche se l'omosessualità 'non esisteva'

Il logo del programma di rai tre "Le ragazze del '68" (panorama)

"Le ragazze del '68" è un programma prodotto da Pesci combattenti per Rai Tre, che va in onda ormai da diverse settimane.

Protagoniste del programma, così come riportato sul sito di raiplay, sono dodici donne che nel 1968 avevano circa 20 anni e che hanno vissuto in prima persona il grande cambiamento del ruolo femminile nella società dell'epoca, quando l’onda delle contestazioni degli Stati Uniti raggiunse l'Europa e anche l'Italia, dando il via ad una vera e propria rivoluzione politica, ideologica e sociale che ha cambiato in profondità l’immagine della donna italiana. 
Donne di ogni estrazione sociale e cultura e di ogni parte d'Italia che vengono intervistate oggi, che hanno tutte circa 70anni, per testimoniare e far ricordare e/o apprendere cosa è stato il periodo della fine degli anni sessanta, il '68 appunto, e quali enormi sconvolgimenti sociali ha comportato. Tra i vari cambiamenti epocali, il femminismo e la posizione della donna che porteranno in pochi anni ad enormi riconoscimenti anche giuridici della diversa figura femminile. Sono di quegli anni la legge sul divorzio, la riforma del diritto di famiglia, la legge sull'aborto ecc...tutte leggi che oggi, a noi, sembrano scontate, ma che a quei tempi sono state oggetto di lotte incredibili che hanno trovato in queste donne, nostre madri e nonne, le paladine di una vera e non ipocrita battaglia per il riconoscimento dei nostri diritti civili. Onore al merito, dunque, a queste donne e grazie a Rai Tre per questo bellissimo programma che andrebbe trasmesso in primis nelle scuole, per tentare di rendere consapevoli le giovani donne di oggi di che cosa significhi avere la possibilità di divorziare, di abortire, di avere la responsabilità condivisa sui figli, di poter lavorare come magistrato ecc...e di quanto possa essere facile perdere tali diritti se non si è avvedute sul passato.

Una foto di Lorenza, tratta dal programma "Le ragazze del '68"
Un bel programma, dunque, che merita di essere visto a prescindere. Ma noi non ve lo segnaliamo solo per questo. Ve ne parliamo perché in una di queste puntate, e precisamente nella puntata andata in onda domenica 5 novembre, si narra, oltre alla storia di Diana di Napoli (ai tempi una 24enne di famiglia borghese, insegnante di educazione fisica in un istituto d'arte che ha saputo integrare i nuovi principi del '68 con il suo impegno cattolico), la storia di Lorenza, che ci interessa ancor più da vicino, visto che è anche una donna lesbica.
Lorenza, infatti, nata a Milano, anche lei in una famiglia borghese, nel '68 conduce una "doppia vita": ha 21 anni, è fidanzata e sta per sposarsi, ma contemporaneamente inizia a provare attrazione per una sua collega, conosciuta in uno studio di architettura. Il coming out è arrivato dopo 7 anni. Da qui, il collettivo femminista, l'attivismo gay, il gruppo di autocoscienza e, nel 2016, l'unione civile con la sua compagna. "Avevo un personaggio da portare con me e non ero io. E questa è una roba che non si può reggere a lungo. La parola lesbica era assolutamente impronunciabile, era il silenzio, non esisteva. L'omosessualità stessa non esisteva".
Ecco, tutto questo per farci/vi capire anche che cosa significava allora essere lesbiche e che cosa può significare oggi, con tutte le conquiste che in mezzo ci sono state e che a noi, a volte, paiono poca cosa ma che, invece, sono incredibili. In fondo, sono passati meno di cinquant'anni, meno di una generazione di differenza, incredibile... 
Per finire, vi riportiamo qui di seguito il link alla puntata del programma indicata, ricordandovi però che, ormai, sul sito raiplay.it occorre essere registrate (la registrazione è gratuita):
 
 
Grazie, dunque, madri e nonne del '68 e grazie a Lorenza anche per questo.
MduL

Segnaliamo ep. 16 della stagione 4 del programma "Alta infedeltà", dal titolo "Casalinghe disperate"

Ancora una storia lesbica, questa volta nel programma "Alta infedeltà", che per ora viene mandato in onda dal canale Real Time.
La puntata che vi segnaliamo è la 16 della 4a stagione, mandata in onda lo scorso lunedi, 16 ottobre 2017, dal titolo "Casalinghe disperate".
Narra la storia di Katia, di suo marito Andrea e di Serena (ma anche di suo marito). Il taglio, magari può essere opinabile ma la storia ci è piaciuta comunque. Viva l'amore!.
Ma bando alle ciance, ecco qui il link diretto al video:


Buona visione.
MduL

Segnaliamo componente lesbica nel film "Atomica bionda", con Charlize Theron

E' da prima dell'estate che avremmo voluto segnalarVi il film appena uscito nelle sale italiane (dal 17 agosto scorso), "Atomica Bionda", che vede come protagonista principale la sempre bella ed inarrivabile Charlize Theron.
Ora, premesso che "Atomica bionda" (Atomic Blonde) è un film del 2017 diretto da David Leitch e che la pellicola è l'adattamento cinematografico della graphic novel "The Coldest City" (2012) scritta da Antony Johnston ed illustrata da Sam Hart, la trama è presto detta:
Siamo nel 1989, alla vigilia del crollo del Muro di Berlino e del cambiamento nelle alleanze tra superpotenze, quando, Lorraine Broughton (Charlize Theron), una spia del massimo livello dell'MI6, viene inviata a Berlino per smontare una spietata organizzazione di spionaggio che ha appena ucciso un agente sotto copertura, per motivi ignoti. In particolare, Lorraine riceve l'ordine di cooperare col direttore della sede di Berlino David Percival (James McAvoy), e così i due formano un'incerta alleanza, scatenando tutto il loro arsenale di abilità nel perseguire una minaccia che mette a rischio l'intero mondo delle operazioni di spionaggio dei paesi occidentali.
Se, dunque, vi segnaliamo questo film, non è certo per la trama o per la profondità dei personaggi e/o del messaggio intrinseco di questo film, ma perché è stato preceduto da una campagna di marketing basata quasi esclusivamente sulla bellezza della Theron, come sempre, e sulla storia lesbica che il suo personaggio, Lorraine Broughton, intrattiene con certa Delphine Lasalle (interpretata da Sofia Boutella).
Insomma, visto che, forse, il film non appare granché, è stato lanciato da noi in Italia facendo leva sui combattimenti continui della Theron e, soprattutto, sulla scena di sesso della Theron con la collega Boutella. Aggrappiamoci allora a tale scena e vediamo se l'alchimia tra le due donne può valere tutto un film. Alchimia che, almeno sulla carta, dovrebbe sussistere. Infatti, le storie personali delle due attrici sono molto simili, entrambe hanno iniziato dal mondo della pubblicità per approdare al cinema ed entrambe sono ballerine provette ma non solo...
Di Charlize Theron sappiamo già molto, se non tutto, ma ricapitoliamo, grazie a wikipedia. 
Charlize Theron (Benoni, 7 agosto 1975) è un'attrice, produttrice cinematografica e modella sudafricana naturalizzata statunitense. Della sua vita privata sappiamo che è nata a Benoni, in Sudafrica, figlia unica di Charles, di origini francesi, e Gerda Theron, di ascendenze olandesi, la quale ereditò l'impresa del padre dopo la sua morte. La sua lingua madre è l'afrikaans. "Theron" è un cognome di origine occitana, pronunciato originariamente «Theròn» e in afrikaans «Tròn», tuttavia Charlize ha dichiarato di aver cambiato la pronuncia del suo cognome in «Thèron» per renderlo più americano.
Charlize Theron ha un'infanzia difficile. Lasciata spesso sola dai suoi genitori nel podere di loro proprietà presso Johannesburg, frequenta la scuola elementare di Putfontein; all'età di tredici anni viene mandata in collegio e successivamente inizia la "Scuola Nazionale delle Arti" a Johannesburg. Appena quindicenne ha una esperienza traumatica: assiste alla morte del padre Charles, alcolizzato, ucciso per legittima difesa dalla moglie, che tentava di aggredire, la quale si salvò dall'accusa di omicidio.
Quindi, dopo quindici anni vissuti negli Stati Uniti d'America, nel 2007 ottiene la naturalizzazione, diventando cittadina statunitense. 
Infine, nel 2012 diventa madre una prima volta, adottando Jackson Theron e nel luglio 2015, una seconda volta, adottando questa volta una bimba afro-americana, di nome August.
Non risultano uomini al suo fianco...
In merito alla sua carriera, possiamo ricordare i seguenti film: L'avvocato del diavolo (1997), Il grande Joe (1998), Le regole della casa del sidro (1999), The Italian Job (2003), Hancock (2008), Biancaneve e il cacciatore e Prometheus (2012), Mad Max: Fury Road (2015), Il cacciatore e la regina di ghiaccio (2016), Fast & Furious 8 e Atomica bionda (2017).
Ha avuto due candidature all'Oscar, in una delle quali è risultata vincente, Monster (2003), ed è stata candidata anche a tre Golden Globe, più altri premi prestigiosi.
Ciò che a noi piace di lei, comunque, oltre all'indubbia bellezza fisica, è la sua voglia di mettersi in gioco con ruoli spesso molto scomodi e difficili, come nel caso del film che le ha dato, giustamente, l'oscar, Monster. Film che, come molte di voi sapranno e ricorderanno, comprende anche una storia lesbica lunga tutto il film.
Ecco, quindi, che di Charlize Theron sappiamo quasi tutto, ma chi è Sofia Boutella? E' presto detto. Sofia Boutella, nata ad Algeri, il 3 aprile 1982, è una ballerina e attrice algerina naturalizzata francese. Qui, studia danza classica dall'età di 5 anni, fino a quando nel 1992, all'età di 10 anni, si trasferisce con la famiglia in Francia, dove inizia a praticare ginnastica ritmica. All'età di 18 anni entra fare parte della squadra nazionale olimpica.
Contemporaneamente studia danza hip hop e partecipa ad alcuni spot pubblicitari e film. 
Viene notata da Madonna, che le offre di apparire in alcuni suoi video e di esibirsi al Confession Tour, ma la sua consacrazione artistica arriva grazie ad una partecipazione a uno spot di 60 secondi di Nike Women del 2005, a cui segue la campagna pubblicitaria per l'automobile Mazda 2; inoltre, si è esibita anche durante i concerti di Jamiroquai e Rihanna. Infine, nel 2011, è la protagonista del video musicale di "Hollywood Tonight", singolo postumo dello scomparso Re del Pop, Michael Jackson.
Da queste apparizioni pubblicitarie e musicali, passa poi al cinema e, nel 2012 entra a fare parte del cast di "StreetDance 2", sequel di StreetDance 3D, ricoprendo il ruolo della ballerina Eva; quindi, nel 2014 veste i panni della letale spia Gazelle nel film "Kingsman - Secret Service", a fianco di Colin Firth, Samuel L. Jackson e Michael Caine e nel 2016 interpreta Jaylah in "Star Trek Beyond", tredicesima pellicola della saga.
Si arriva così all'anno in corso, il 2017, dove la vediamo recitare dapprima accanto a Tom Cruise nel film "La mummia", dove interpreta la malvagia principessa egizia Ahmanet, e quindi nel film di cui stiamo parlando in questo post, "Atomica bionda", dove interpreta Delphine Lasalle, che avrà una notte di sesso con la 'nostra' Charlize Theron.
Curiose? Bhè, anche noi, comunque, per tornare al punto centrale del post, e cioè alla scena di sesso lesbico tra queste due attrici, possiamo  riportarvi anche lo stralcio di un'intervista rilasciata dalla Theron ad "Extra", così come riporata dal post di Emanuele Zambon (di cui in calce), "Con Sofia è stato semplicissimo perché siamo entrambe delle ballerine e scene di questo tipo richiedono coreografie elaborate. Ci vuole tecnica nel girarle e con lei è stato davvero facile perché pensa come me, dal momento che abbiamo dei trascorsi nella danza."
Ecco fatto, tra di loro è stato anche semplicissimo girare la scena. A noi non resta che vederla...
Qui, un'anticipazione:
 
Buona visione.
MduL



Articoli e materiale di riferimento:
Articolo "Atomica Bionda: Charlize Theron e le scene di sesso con Sofia Boutella" di Emanuele Zambon per il sito mondofox.it;
https://it.wikipedia.org/wiki/Charlize_Theron
https://it.wikipedia.org/wiki/Sofia_Boutella

Una segnalazione anche per la serie Tv "GYPSY", con Naomi Watts, in onda dal 30 giugno su Netflix


Il presente Post solo per segnalarvi la serie tv "Gypsy", in onda dal 30 giugno scorso su Netflix, perché con intreccio anche lesbico. Ma andiamo con ordine.
La serie di cui stiamo parlando è un thriller psicologico in dieci episodi, scritto dall'esordiente Lisa Rudin e con la regia di Sam Taylor-Johnson. La trama è giocata sulle fantasie, cervellotiche e dark, della protagonista principale, certa Jean Holloway, una psicologa, interpretata da Naomi Watts (non nuova a personaggi lesbici, si pensi al film "Mulholland Drive").
La psicologa Jean, infatti, è una donna che ha una bella casa nel Connecticut, un lavoro soddisfacente a Manhattan ed un marito adorabile (Billy Crudup) con cui fa del gran buon sesso ma, questa terapeuta dal profilo per bene, con gonne al ginocchio e rassicuranti capelli biondi, non riesce ad essere pienamente appagata e le piace creare deliberatamente scompiglio.
E', insomma, una grande manipolatrice e se ne infischia delle regole, anche quelle professionali, se si tratta di scegliere il pericolo fine a se stesso...
Insomma, in pratica è spinta da uno strano desiderio di controllo che le fa allentare la distanza di sicurezza tra lei ed i suoi pazienti, facendola introdurre, sotto altre identità, nello loro vite. Jean, infatti, inizia una relazione sentimentale con la ex di un suo paziente e conosce da vicino la figlia di una signora iperprotettiva che ha in cura e via andando...
Insomma, una serie che si preannuncia interessante, non vi pare?
Ma ecco qui di seguito un trailer della serie, tanto per vedere di cosa si tratta:



Ecco fatto, ora lo sapete: per ora su Netflix la serie "Gypsy"...
MduL


Fonte: Articolo "Ora infrango le regole senza sfumature" di Elena Martelli per il settimanale "Il Venerdì" del 2 giugno 2017

Davvero interessante la fiction "Di padre in figlia" e non solo per aver affrontato "la questione" femminile, ma anche, e soprattutto, per il doppio piano di lettura del rapporto tra Franca e Pina...


Ma che strana questa fiction!. Stiamo parlando della serie di Rai Uno "Di padre in figlia", con la regia di Riccardo Milani (già regista delle serie "Tutti pazzi per amore" e "È arrivata la felicità"), andata in onda in queste settimane e conclusasi martedi scorso.
Strana perché Cristina Comencini (autrice del soggetto della fiction, coadiuvata nella sceneggiatura da altre tre bravissime donne: Giulia Calenda, Valia Santella e Francesca Marciano), con questa serie si è assunta un grande ed oneroso compito: parlare di donne e per le donne, ma coinvolgendo anche l'altra parte del mondo, quella maschile. Non una rivendicazione femminista tout court (che ci sarà di male, poi, nelle rivendicazioni femministe...ma questa è un'altra storia..), quindi, ma un ritratto storico che, per mezzo delle vicende delle protagoniste della storia, porta a comprendere il lungo e faticoso percorso che in questi decenni ha portato, e cerca ancora di portare, nella emancipazione femminile.

La trama

Da sinistra: Antonio e Sofia da piccoli, Maria Teresa, Elena, Filippo, Franca e Giuseppe (da repubblica.it)
La storia, infatti, ambientata in Veneto, a Bassano, si dipana in un arco di tempo che va dal 1958 ai primi anni ottanta e narra le vicende della famiglia Franza, composta dal padre-padrone Giovanni (interpretato da Alessio Boni), dalla moglie Franca (Stefania Rocca) ed i loro quattro figli: la maggiore, Maria Teresa (Cristiana Capotondi), la secondogenita Elena (la bella Maltilde Gioli) ed i due gemelli (maschio e femmina) Antonio (Roberto Gudese) e Sofia (Demetra Bellina).
Più in dettaglio. Giovanni Franza (Alessio Boni) è tornato dal Brasile con Franca (Stefania Rocca), la moglie giovanissima. La loro è una fuga. Li tiene uniti un segreto, non l’amore. 
Appena arrivato in Italia, a Bassano del Grappa, Giovanni apre una distilleria. E’ un uomo duro, abituato alla fatica nei campi di tabacco. E’ lui a prendere tutte le decisioni; Franca non ha voce in capitolo su nulla. 
Siamo nel 1958. I coniugi hanno due figlie, ma Giovanni non si dà pace perché desidera più di ogni altra cosa il maschio (Gudese), che arriva insperato insieme alla sorella gemella (Bellina).
La primogenita Maria Teresa (Capotondi) capisce subito che con la nascita del fratello Antonio il ramo femminile della famiglia vivrà nell’ombra. E crescendo ne ha la prova: per iscriversi alla facoltà di chimica deve contrapporsi al padre e in seguito, per svolgere il lavoro per cui si è laureata, è costretta a farsi assumere dai Sartori, la distilleria concorrente dell’ex socio di suo padre, Enrico, e di suo figlio Riccardo, di cui Maria Teresa è da sempre innamorata.
La secondogenita Elena  (Matilde Gioli) rimane incinta all’età di 16 anni. E’ fidanzata con Filippo, il figlio del sindaco di Bassano. Rinuncia quindi al sogno di diventare ballerina e accetta un matrimonio riparatore. 
Sofia, la gemella di Antonio, è la più istintiva e ribelle tanto da rischiare la stessa vita. Antonio è invece il più fragile, non riesce infatti a reggere il peso del progetto che il padre ha su di lui, unico discendente maschio della famiglia Franza.
Nessuno è in grado di aprirsi e di aiutare l’altro. Anche Franca, di cui cominciamo a intuire il passato quando in paese arriva Jorge, un brasiliano in visita a Bassano. Franca lo ha amato da ragazza e per le settimane in cui lui rimane in Italia vive di nascosto una passione fugace e intensa. 
Giovanni, col suo carattere ruvido e i suoi modi dispotici, è riuscito ad allontanare tutti. L’unico che gli resta accanto è Antonio il quale sente di non avere altra scelta e fa di tutto per essere all’altezza del suo ruolo nella distilleria “Franza & Figlio”, ma è diverso dal padre e distante dal suo mondo.
In un drammatico evolversi di eventi, la famiglia Franza si trova ad attraversare il dolore più profondo. Tutto alla fine viene condiviso e chiarito, anche il segreto che unisce Franca a Giovanni. Un segreto che racconta di violenza e salvezza insieme. Siamo arrivati così agli anni 80, quando sull’entrata della distilleria paterna campeggia una nuova insegna: “Sorelle Franza”
E’ la testimonianza del cambiamento dei tempi e soprattutto della battaglia portata avanti dalle donne della famiglia.

La trama vista da noi

Questa la trama, così come è stata scritta da Paolo Perazzolo per il sito famigliacristiana.it, ma, come abbiamo detto, questa è una fiction strana e, dunque, anche sulla trama, così come riportata da un uomo (e scusate per la generalizzazione) non ci troviamo d'accordo.
Senza stare a dilungarsi troppo, per noi la serie "Di padre in figlia", parla del difficile e faticoso percorso di emancipazione femminile che fanno Franca Franza e le sue tre figlie: Teresa, che trova la forza di contrapporsi al padre, andando a laurearsi in chimica a Padova e riuscendo ad eliminare i pregiudizi e perconcetti che le erano stati inculcati, tipo quello sulla verginità ecc...; Elena che, diventata madre suo malgrado, cerca, anche sbagliando, la sua strada, facendo cose impensabili per un personaggio di una fiction di rai uno, di soli pochi anni addietro: lascia la famiglia, le figlie, va a Milano, fa sesso con chiunque ecc...per poi tornare, finalmente consapevole di ciò che è e di cosa vuole realmente dalla vita; la piccola Sofia, gemella di Antonio, che, separata da suo fratello, faticherà a trovare la sua strada, arrivando a drogarsi e perdersi, fino all'inevitabile presa di coscenza di sé e della sua situazione...

In particolare, Franca Franza e "la" Pina 
Pina (Francesca Cavallin) e Franca (Stefania Rocca) (da terninrete.it)
Emancipazione femminile, dunque, questo il primo piano di lettura che abbiamo trovato nella fiction. Ma non solo! A noi, infatti, interessa molto l'altro personaggio femminile di cui si parlava all'inizio e cioè Franca Franza (interpretata da Stefania Rocca).
Ebbene, proprio il personaggio di Franca, secondo noi, è quello che meglio di ogni altro descrive il percorso di crescita ed emancipazione femminile. Franca, venuta in Italia da giovanissima, senza parlare una parola di italiano (viveva in Brasile) e soggetta in tutto e per tutto al marito, Giovanni. Franca che, diventa amica, sempre più "amica" della Pina (la bellissima Francesca Cavallin), la prostituta che andava regolaremente a letto con suo marito Giovanni e che lo stesso manteneva, dandole i soldi per farle aprire, una volta entrata in vigore la legge Merlin che ha abolito le case chiuse, la sua sartoria (soldi che restituirà appena possibile direttamente a Franca, senza che Giovanni ne sappia nulla). La donna che, meglio di tutte le altre, incarna l'emancipazione e la bravura femminile, infatti, dopo aver aperto la sartoria, parteciperà ad un quiz televisivo di Mike Bongiorno, vincendo tanti soldi con i quali, finalmente, potrà affrancarsi definitivamente da tutto e tutti. Franca che, grazie proprio alla Pina, imparerà a leggere e scrivere e, ciò che più conta, grazie a lei, al suo sostegno ed alla sua amicizia, riuscirà a trovare la forza e la voglia di emanciparsi e di cambiare, per se e per le sue figlie...
Ma soprattutto, Franca che, alla fine, non solo non resterà con il marito Giovanni, ma neanche (e questa è stata un sorpresa vera) partirà per raggiungere finalmente il suo amore brasiliano. Andrà invece a Milano, a lavorare e vivere con la Pina!!!
Da sinistra: Elena, la Pina, Maria Teresa, Franca e Sofia (optimaitalia.com)
E le ultime scene della fiction questo ci restituiscono, una Franca finalmente felice e realizzata che arriva insieme alla "sua" Pina all'inaugurazione del primo prodotto della distilleria delle "Sorelle Franza". Bello!! 
Insomma, un'evoluzione del personaggio che neanche noi ci aspettavamo. Si pensava, come tutte, che il personaggio di Franca Franza aveva due scelte: o decidere di restare con il marito Giovanni, malgrado tutto, o prendere e partire per andare in Brasile dal suo unico amore/amante. Ed invece no, parte si, ma per andare a Milano da Pina....
Fantastico!!
A questo, si aggiunga il bellissimo gioco di sguardi e di gesti che le due attrici riescono a portare sullo schermo ed avrete così chiaro il motivo per il quale questa strana fiction, alla fine, ci è proprio piaciuta. 
Il doppio piano di lettura del loro rapporto, appare di tutta evidenza: chi vuole ci vede un rapporto di amicizia forte, come tanti ce ne sono tra donne; altre, come noi, ci vedono invece proprio un rapporto di amore e di coppia.

Ecco fatto. Speriamo di avervi reso partecipi di questa storia...
MduL
* * * * *

Per quante di voi fossero interessate, ora, a vedere la fiction, qui di seguito ecco il link alla prima puntata della fiction (sono 4 in tutto), dal sito raiplay.it: Di padre in figlia - puntata n.1

Colonna sonora Merita qui essere riportata anche la colonna sonora della serie perché, oltre ad Andrea Guerra, ci presenta una playlist di tutto rispetto (playlist che abbiamo trovato in un articolo di Paolo Perazzolo per famigliacristiana.it):
Puntata n. 1: La bambola di Patty Pravo; Che colpa abbiamo noi di The Rokes; Nel sole di Albano; Homage to Mozart di F. Bocchino (rai trade); Canzone del maggio di Fabrizio De André; Giselle
Puntata n. 2: Stop! In the name of love di The Supremes; Se perdo te di Patty Pravo; Inno di Mia Martini; Piccola città di Francesco Guccini; Marry Christmas di P. Mosele S. Torossi (rai trade); Impressioni di settembre di PFM; Le tue mani su di me di Antonello Venditti
Puntata n. 3: Voglio ridere dei Nomadi; Musica anni 80' di E.Levantesi (rai trade); Reach out, i'll be there di Gloria Gaynor; Milano di Lucio Dalla; Un giorno dopo l'altro di Luigi Tenco
Puntata n. 4: Anima fragile di Vasco Rossi, Abbi cura di te dei Nomadi; Homage to Mozart di F. Bocchino (rai trade); Le cose della vita di Antonello Venditti; Polka futura di Lucio Dalla

Infine, per quante di voi avessero voglia di approfondire, ecco alcuni link a:
- l'intervista a Francesca Cavallin (Pina) di Beatrice Pagan per movieplayer.it;
- l'intervista a Stefania Rocca (Franca Franza) di pianetadonna.it
- l'ntervista a Maltilde Gioli (Elena) del sito famigliacristiana.it
- ad articolo dal quale è stata estratta la trama per questo post: "Di padre in figlia: tutte le cose da sapere sulla fiction Rai" di Paolo Perazzolo per famigliacristiana.it

Un'altra storia d'amore lesbico nella serie "Il bello delle donne"?

Germana (Anna Galiena) e Francoise (Alessandra Martines)
Prendendo spunto dall'inestimabile sito cinemagay.it, siamo venute a sapere che anche nella serie tv targata mediaset, dal titolo "Il bello delle donne 4", che va in onda per ora su Canale 5, nella scorsa puntata, quella del 22 febbraio, si sarebbe assistito ad un approccio lesbico tra due delle protagoniste principali.
Stiamo parlando di Germana, interpretata da Anna Galiena (non nuova a ruoli lesbici, ricordiamo il bel film "Amor nello specchio"), e Francoise ovvero Alessandra Martines. 
Ebbene, approfondendo la notizia, sul sito it.blastingnews.com/tv-gossip, leggiamo che "Nella fiction le due ragazze sono ora diventate molto amiche, dopo la delusione di essere state amanti dello stesso uomo. Le due abitano insieme da un po' e condividono anche l'astio nei confronti del genere maschile, anche se in fondo ai loro cuori permane il sogno di trovare la persona giusta. Stando alle ultime anticipazioni, Germana e Francoise passano una serata tra amiche e tra un bicchiere di vino ed un altro potrebbe venir fuori del tenero tra le due".
Ora, visto che la puntata è già stata trasmessa e visto che la prossima sarà mercoledi 1 marzo, lasciamo a voi la voglia e l'onere di indagare la questione. Per quante di voi volessero occuparsene, ecco qui i link utili:

Il bello delle donne 4 - prima puntata (per chi vuole iniziare dalla prima puntata)
Il bello delle donne 4 - sesta puntata (per quelle di voi che vogliono solo vedere se la notizia trova o meno fondamento)

P.s: comunque, ad onor del vero e per completezza, non è la prima volta che in questa stessa serie, possiamo trovare una storia d'amore lesbico. E' già successo nella prima serie, nel 2009, per la storia d'amore tra Olga e Cetti. Qui il video riassuntivo della loro storia:
Il bello delle donne (2009) - La storia d'amore tra Olga e Cetti

Ecco fatto, ora siamo più tranquille, lo sapete.
MduL

SEGNALAZIONE: il Film "Sils Maria", presentato a Cannes, è ora al Cinema

Il presente Post solo per segnalare che lo scorso 6 novembre è uscito nei cinema il film "Sils Maria" (il titolo originale era "Clouds of Sils Maria"), presentato all'ultimo Festival di Cannes 2014, con la regia di Olivier Assayas e con protagonista la splendida Juliette Binoche che, per l'occasione, finalmente!, ci degna di una storia a sfondo saffico...Tra le protagoniste, anche la ormai non più eroina vampiresca Kristen Stewart e la giovane Chloe Grace Moretz.
Per la trama (praticamente "Eva contro Eva" in chiave moderna) e gli altri aspetti del film, per non ripetersi, si riporta qui di seguito il link al POST già scritto a suo tempo sul film da questo Blog:  "Cannes 2014: storia lesbica anche per Juliette Binoche nel film "Clouds of Sils Maria"".
Per vedere il nuovo TRAILER del film, invece, si rinvia a questo link: "Trailer Ufficiale Sils Maria"
Ecco fatto.
Buona visione.
MduL


P.S.: l'impostazione del presente Post è stata modificata per necessità tecniche, ci scusiamo con le lettrici...

"Io e Lei": un nuovo film a tematica lesbica per Sole Tognazzi

Margherita Buy (sn) e Maria Sole Tognazzi (ds)

Volentieri si da prontamente notizia di quanto appreso sul sito Lezpop.it (ma come, ancora non lo avete messo tra i preferiti?) e cioè che, dal prossimo mese di settembre, avranno inizio le riprese dell'ultimo film di Sole Tognazzi, "Io e Lei", che vedrà come protagoniste niente di meno che Sabrina Ferilli e, soprattutto, Margherita Buy finalmente in dei ruoli lesbici!.
Il film, scritto dalla stessa Maria Sole Tognazzi (nata a Roma, lo scorso 2 maggio 1971, è la quarta figlia dell'attore Ugo Tognazzi. Tra i suoi film precedenti "Passato prossimo" e "Viaggio sola", sempre con Margherita Buy), insieme Francesca Marciano e Ivan Cotroneo, racconterà la storia d’amore tra due donne, Federica e Marina, rispettivamente Margherita Buy e Sabrina Ferilli.
Delle due, Federica è architetto, è stata sposata, ha un figlio, è timida, riservata. Marina invece è un’ex attrice, ha un’enoteca, viene da una famiglia più popolare, forte, schietta e molto divertente è lesbica da sempre. 
Come è di tutta evidenza, le due non possono essere una coppia gay orgogliosamente dichiarata, visto che, pur se Marina è serena con se stessa e con le proprie inclinazioni, Federica oppone qualche resistenza, visto che è la prima volta che si innamora di una donna...
Si preannuncia, dunque, una trama emozionante ed avvincente, sperando scatti l'alchimia tra le due protagoniste (assolutamente fondamentale!) e che, a differenza dei film italiani lesbici che escono al cinema di solito ("Viola di Mare" su tutti), possa finire bene!!.
Dopo queste necessarie premesse, ecco l'articolo "Margherita Buy e Sabrina Ferilli coppia lesbica nel nuovo film di Maria Sole Tognazzi" scritto dalla redazione del sito Lezpop.it lo scorso 22/08/2014.
MduL

"40 Love", un corto lesbico nella campagna "Cupidity Love Stories" del Cornetto Algida

Il presente Post solo per segnalare il corto "40 Love", parte della campagna "Cupidity Love Stories" ideata dal Cornetto Algida e destinata al pubblico dei Paesi anglosassoni.
Il corto, infatti, merita una segnalazione poiché riguarda una tenera e divertente storia d’amore, con protagonista una coppia lesbica assai improbabile, formata dalla famosa tennista, Maria (Fernanda Romeo) e dalla guardialinee Debbie (Phoebe Neidhart), supportata dallla dottoressa-Cupido e voce narrante, Lily Allen (come chi è, dai la cantante attrice famosa grazie ai due singoli di successo "Smile" e "Not Fair", nel 2006, che ha avuto una vita privata alquanto turbolenta e difficile ma che ora, speriamo, sembra avere sotto controllo: è sposata e, ciò che più conta, dopo due aborti spontanei che l'avevano davvero buttata giù in modo indicibile, ha due figlie. Scusate la digressione..)
Insomma, un corto carino e divertente per la campagna estera dell'Algida. Complimenti a loro per la scelta, può rammaricare però il fatto che qui in Italia non sia trasmesso....ma questa è tutta un'altra storia...Qui di seguito il Video (con sottotitoli in italiano. Se preferite i sub-eng cliccate sugli articoli qui sotto indicati).



Infine, per completezza, vi riporto i titoli delle canzoni che fanno da colonna sonora a questo corto perché, magari, come me, vi sono piaciuti:
"Matilda's Theme" di Hilary Grist
"What a difference a day makes" di Dinah Washington
"Running for cover" di Ivan & Alyosha
"Pillow talk" di Wild Child

Buona visione e buon ascolto.
MduL

Fonti per questo Post:
"40 Love, un corto lesbico molto tenero" scritto da Roberto Russo per il sito queerblog.it;

"Brevissima storia delle lesbiche italiane", il Saggio di Nerina Milletti


In questo Post, integralmente e senza alcuna modifica, si riporta il saggio "Brevissima storia delle lesbiche italiane" di Nerina Milletti, inserito il 10 aprile 2005 nel sito culturagay.it (nella traduzione italiana rivista ed aggiornata per "CulturaGay.it") ed edito, originariamente in Bonnie Zimmerman (cur.), "Lesbian history and cultures: an encyclopedia", Garland, New York 2000, voce "Italy". 

"Un'ipotetica storia lesbica dell'Italia potrebbe cominciare dalla presenza di Saffo in Sicilia nel 596 a.C. e potrebbe continuare con le cortigiane romane nominate nei classici latini.
Dopo la caduta dell'impero romano, parecchi secoli dopo, la penisola è suddivisa in una miriade di signorie, principati e staterelli ognuno con una sua legislazione autonoma.
Nel 1300 la condanna per sodomia è esplicitamente estesa alle donne negli statuti di diverse città (Ferrara, Firenze), ma non è sicuro, data la poca chiarezza nella definizione del reato, se le leggi si riferissero ad atti etero od omosessuali.
Invece all'inizio del 1400 Sant'Antonino (1363-1451) nelle sue prediche nomina chiaramente la sessualità tra donne come l'ottava di nove forme di lussuria, ed anche fra' Girolamo Savonarola (1452-1498), alla fine del secolo, è altrettanto deciso nel condannarla.
Nel 1534 Annibal Caro (1507-1566) usa, forse per la prima volta nella lingua italiana, la parola "tribadi" di Lesbo ("lesbica" come sostantivo apparve solo alla fine del XX secolo, in testi letterari); nel 1574 a Treviso le donne colpevoli di questo reato erano condannate ad essere bruciate fuori dalla porta della città.
Lo scrittore francese Pierre de Bourdeilles (1540-1614), abate e signore di Brantôme, descrivendo la vita delle dame di corte, sostiene che questo sia un "modo portato dall'Italia da una dama di qualità che non nominerò".
Le donne che potremmo considerare lesbiche in quel periodo erano dunque cortigiane e suore: nel 1626 Benedetta Carlini (1590-1661), badessa di un convento, farà 35 anni di carcere, accusata tra l'altro di avere sedotto una novizia, Bartolomea Crivelli, utilizzando, per fare questo, l'identità maschile dell'angelo Splenditello.
Ma altre donne erano intellettuali, e all'ombra del neo-platonismo riescono a nascere le prime poetesse che cantano altre donne; questo quando i giuristi dell'epoca avevano incluso i rapporti sessuali tra donne tra i reati da condannare.
Il XVIII secolo sembra invece quello delle aristocratiche: a Torino nasce Maria Teresa di Savoia Carignano (1749-1792), che diventerà principessa di Lamballe, e sarà indicata dai contemporanei come l'amante della regina di Francia, Maria Antonietta; anche la sorella della regina decapitata, Maria Carolina, regina di Napoli (1752-1814), ebbe almeno un'amante, Emma Hamilton, ufficialmente legata all'ammiraglio Nelson (1758-1805).
Ma guardando ad altre classi sociali, nel 1739 a Reggio Emilia una donna viene processata come strega e accusata di avere provato i diletti della carne con un'altra donna; a Roma viene scoperta ed inseguita fino a Siena, dove era fuggita con la sua innamorata, la giovane Catterina Vizzani (1719-1743) che per otto anni aveva vissuto travestita da uomo.
Una volgare satira accusa nel 1800 alcune donne veneziane, molte delle quali ebree, di tribadismo. Contemporaneamente, sulle isolate montagne del Pollino, ai confini tra Calabria e Basilicata, vivevano alcune lesbiche virili, chiamate "sbraie", alle quali venivano attribuiti poteri magici.
Dopo l'unificazione dell'Italia in un solo stato nel 1861, nel 1889 vengono aboliti gli articoli del codice penale che condannavano l'omosessualità (tra uomini).
Famose artiste ed attrici ebbero relazioni omosessuali: l'attrice Eleonora Duse (1858-1924) ebbe numerose amanti donne, e nel 1913, a 55 anni, si fa notare a Viareggio insieme a Isadora Duncan (1878-1927); la scrittrice Sibilla Aleramo (1876-1960) negli anni '10 conosce e si innamora perdutamente di Lina Poletti.
Sodalizi ferrei e più o meno casti anche tra le femministe dell'epoca, ad esempio Armida Barelli (1882-1952, proposta per la beatificazione) e Teresa Pallavicino, Giacinta Pezzana (1841-1919) e Alessandra Ravizza (1846-1915), Giorgina Saffi (1827-1911, moglie di Aurelio).
Molte le straniere che abitarono in Italia, cominciando dalla regina Cristina di Svezia (1626-1689), che dopo aver abdicato nel 1654, venne a vivere a Roma ed è sepolta nella basilica di San Pietro; l'attrice americana Charlotte Cushman (1816-1876) e la sua compagna Emma Stebbins (1815-1882) insieme alla scultrice Harriet Hosmer (1830-1908) e ad Edmonia Lewis (1843-1911), fecero parte di una colonia lesbica romana.
Evangeline Marss Simpson (Whipple) e Rose Elizabeth Cleveland (sorella del presidente degli Usa), nel 1910 lasciarono l'America per vivere in una cittadina toscana, Bagni di Lucca, dove sono sepolte in due tombe gemelle datate 1930 e 1918; Vernon Lee (pseudonimo di Violet Page, 1856-1935), eminente scrittrice vittoriana, visse a Firenze dal 1873 al 1935.
Anche la musicista inglese Ethel Smyth (1858-1944) ci passò qualche anno e Gertrude Stein (1874-1946) insieme ad Alice B. Toklas (1877-1967) nel 1910 furono ospiti di Mabel Dodge Luhan (1879-1962) a Fiesole.
La scrittrice inglese Radclyffe Hall abitò a più riprese a Firenze negli anni '20 e '30 con Una Troubridge (1887-1963) e Souline, l'ultima donna di cui si innamorò.
Natalie Barney (1876-1972) e Romaine Brooks, italiana di nascita (1874-1970), lasciano la Francia per l'Italia durante la seconda guerra mondiale; Naomi Ellington Jacob visse a Sirmione dal 1930.
Una colonia di celebri donne e uomini omosessuali prosperò a Capri negli anni '20.
Dal 1955 fino alla sua morte, Violet Trefusis (1894-1972), l'amante di Vita Sackville West (1892-1962) e per questo ritratta come Sasha nell'Orlando di Virginia Woolf, passò autunni e primavere a Firenze. Indubbiamente esisteva una rete di relazioni tra straniere ed italiane e questo risulta dalle lettere, dalle visite che si scambiavano e dagli ambienti comuni che le espatriate frequentavano.
Il primo caso italiano di "inversione sessuale" viene descritto nel 1883 e riguardava una donna; a cavallo del secolo infatti molte informazioni sulle donne "anormali" ci sono pervenute grazie ai resoconti di scienziati, criminologi ed antropologi della scuola positivista, che oltre alle storie, alle descrizioni minuziose di prostitute, folli, collegiali e carcerate, hanno pubblicato anche lettere d'amore di infermiere e studentesse, sentenze di separazione tra coniugi causate dalla tribadia della moglie ecc.
Durante il fascismo sappiamo che il lesbismo sopravvisse nei collegi e nelle accademie di ginnastica (ad Orvieto), che ci furono donne accusate di tribadia e condannate al confino politico (almeno un caso nel 1928). Ma sorprendentemente in pieno fascismo, nel 1930, fu tradotto e pubblicato in Italia Il pozzo della solitudine, censurato invece nella assai più libera Inghilterra.
In Italia le donne votano per la prima volta nel 1946, ed il dopoguerra è dedicato alla ricostruzione. Così negli anni '50 e '60 gli unici spazi per le donne sono la casa e la chiesa.
Il movimento omosessuale dei primi anni '70 non ebbe molto seguito tra le lesbiche, che preferirono allearsi con le femministe nella lotta per l'aborto e per questo si definirono "separatiste".
Negli anni '80 il movimento romano coniò per sé il termine di "lesbofemminista" e dette vita al CLI (Collegamento tra Lesbiche Italiane), che dal dicembre 1981 ha pubblicato "Il bollettino del CLI," diventato nel 1991 "La bollettina," estinta nel 2004.
Nello stesso periodo, un influente gruppo milanese teorizzò il pensiero della differenza, che pur basandosi sul concetto di relazione tra donne, non considerava il lesbismo una categoria politicamente utile.
Nonostante questa accusa di insignificanza, gruppi separatisti e non separatisti organizzarono convegni (fondamentale quello del 1987), settimane lesbiche (1990, 1996, 1998), rassegne di cinema (Immaginaria, 1993-2003).
Negli anni '90 la diminuzione di spazi teorici e politici rende possibili nuove alleanze e l'epidemia di Aids ricostruisce una categoria più inclusiva, quella di "gay", che ad opera della maggiore associazione per i diritti omosessuali, nel tempo subirà numerosi scivolamenti semantici. Alla sua nascita (1985) infatti l'Arci Gay comprende anche le donne; la loro specificità verrà riconosciuta nel 1989 con l'Arci Gay Donna, mentre nel 1994 si creano due associazioni separate: Arcilesbica e Arcigay, per poi indicare infine, nel convegno del 2005 il ritorno ad una associazione mista.
Sempre negli anni '90, con l'avvento di internet nascono le prime comunità online: nello stesso anno, il 1996, vedono la luce la mailing list LLI (Lista Lesbica Italiana) ed il primo sito lesbico italiano (Pagine Lesbiche, successivamente confluito in elleXelle, www.ellexelle.com).
Sostituendosi agli ormai rarissimi luoghi reali, quelli virtuali costituiranno nei primi anni del nuovo millennio la principale fonte di informazione, socializzazione e comunicazione delle lesbiche.
Nonostante i pareri negativi espressi dalla Chiesa per la concomitanza con l'anno giubilare, al World Pride di Roma (1-9 luglio 2000) partecipano diverse decine di migliaia di persone, ma l'evento è segnato da troppe polemiche, dubbi e problemi irrisolti per avere una reale ricaduta sul movimento lesbico italiano.
La situazione in Italia potrebbe comunque apparire relativamente favorevole alle lesbiche, ma evidentemente non lo è ancora abbastanza; un importante indicatore in questo senso è la visibilità: nessuna donna "famosa", scrittrice, attrice, regista o cantante, ha dichiarato pubblicamente di amare o di aver amato una donna, e quelle che, sull'onda del primo femminismo l'avevano fatto, come Dacia Maraini, hanno poi smentito.
In pratica quindi non si può citare il nome di una lesbica italiana vivente senza essere querelate e questa "reticenza" riguarda anche i lesbian studies, che con rare e lodevoli eccezioni, sono ancora completamente assenti dalle Università e dalla ricerca in genere.

Bibliografia:
- Daniela Danna, 1992. Amiche, compagne, amanti: storia dell'amore tra donne, Mondadori, Milano 1992.
- Rina Macrelli, 1989. Vacca d'Israele, "Squaderno", 1, pp. 45-72. ALI, Roma 1989.
- Nerina Milletti, 1993. Bagni di Lucca: a place to see. Il ricordo di una storia durata 18 anni, "Quir" n. 6, pp. 26-29.
- Nerina Milletti, 1994. Rime e ritmi di Radclyffe Hall, "Quir", n. 9, pp. 29-30.
- Nerina Milletti, 1994. Calavrisella mia, facimmu 'amuri? La storia delle lesbiche contadine italiane attraverso le tradizioni orali, "Quir", 11, pp. 23-26. Ripubblicato in: Babilonia.
- Nerina Milletti, 1994. Due Violette a Firenze: parte I. Violet Paget (1856-1935) e Violet Keppel (1894-1972), "Quir", 13, pp. 25-28.
- Nerina Milletti, 1994. Due Violette inglesi a Firenze: parte II. Violet Paget (1856-1925) e Violet Keppel (1894-1972), "Quir", 14, pp. 29-30.
- Nerina Milletti, 1994. Analoghe sconcezze. Tribadi, saffiste, invertite ed omosessuali: categorie e sistemi sess/genere nella rivista di antropologia criminale fondata da Cesare Lombroso (1880-1949), "DWF donnawomanfemme", 4 (24), pp. 50-122.
- Nerina Milletti, 1995. Pas d'oubli: Eleonora Duse (1858-1924) a Firenze, "Quir", n. 17, pp. 20-24.
- Nerina Milletti, 1996. Tribadi & socie: la sessualità femminile non conforme nei termini e nelle definizionii, in "Rivista di scienze sessuologiche" vol. 9, n.12, gen/ago 1996, pp. 19-35."

Un ultima notazione di MduL. Questo saggio è del 2005 e si può dire, con gioia, che qualche cosa si sta muovendo. E' dei mesi scorsi l'intervista doppia rilasciata alle Iene dalla Celentano e compagna (poi oscurata e sparita dal palinsesto mediaset, ma almeno è stata mandata in onda), oppure il timido coming-out (si solito retroattivo e di solito solo per episodi bisex e mai esclusivamente omosessuali) di alcune nostre famose attrici o cantanti o, ancora, alcune protagoniste dei vari programmi tv, tipo grande fratello o simili ecc... Per non dire dell'ufficializzazione della omosessualità di almeno due delle nostre politiche oppure dei vari telefilm, anche per il grande pubblico (tipo "Tutti pazzi per amore") che sono riusciti a trattare del tema senza essere censurati, ma anche tanti film che iniziano a trattare il tema (certo, film bellissimi come "Il richiamo" hanno trovato poi diversi problemi nella distribuzione, ma, almeno, sono stati fatti). Su tutti, il film che ha avuto anche un notevole riscontro di pubblico: "Viola di mare". Insomma, dai, qualche cosa si muove...coraggio!!!
MduL


In ogni caso, potete trovare l'articolo originale, edito dal sito culturagay.it, al seguente link:
"Brevissima storia delle lesbiche italiane" di Nerina Milletti

Gossip: Lorde & Taylor Swift

Taylor Swift (ds) & Lorde (sn)

Ed eccoci all'ennesimo polverone scatenato dai vari blog e giornali, nel marzo di quest'anno, sulla presunta storia d'amore tra la cantante neozelandese Lorde e la cantante americana Taylor Swift.
Ma vediamo, prima, chi sono queste due giovanissime, e come vedrete anche "tostissime", cantanti.

Ella Maria Lani Yelich-O'Connor, conosciuta con lo pseudonimo di Lorde, è nata in Nuova Zelanda, ad Auckland, il 7 novembre 1996 (si, avete letto bene, ha soltanto 18 anni non ancora compiuti!) ed è una cantautrice, diventata famosa in tutto il mondo grazie al singolo di debutto "Royals", che ha raggiunto nel 2013 la vetta delle più importanti classifiche mondiali.
Figlia della poetessa Sonja Yelich e dell'ingegnere civile Vic O'Connor, ha tre fratelli Jerry, Angelo e India. 
La mamma l'ha incoraggiata sin da piccola alla lettura, cosa che le ha permesso di sviluppare un suo stile di scrittura che si ritrova oggi nei testi delle sue canzoni.
E' stata scoperta all'età di dodici anni da un talent scout della A&R, Scott Maclachlan, che le offrì nell'anno seguente un contratto con la Universal, iniziò il proprio sviluppo artistico lavorando con diversi compositori e cantautori, formandosi completamente già all'età di quindici anni.
Nel marzo 2013 pubblica per via digitale, e successivamente, a maggio 2013 su CD, il suo primo EP, "The Love Club", contenente cinque brani, incluso "Royals", brano che nel giro di pochi giorni si piazza al vertice della classifica neozelandese per tre settimane, assieme ad altri tre suoi brani ("Tennis Court" e altri due brani estratti da "The Love Club Ep"), rendendola la prima artista neozelandese ad avere quattro propri brani contemporaneamente nella top 20. Per capirci, il brano "Royals" è stato usato anche per lo spot del Samsung GALAXY Note 3 Official TVC - Messi's Note (The Developer) che vede come protagonista il calciatore Lionel Andres Messi (Fc Barcellona).
Infine, una notazione sul carattere di questa ragazza: Lorde femminista convinta, pur avendo dichiarato di apprezzare molto le sonorità di "Come & Get It", brano di Selena Gomez e "Young and Beautiful" di Lana Del Rey, ha criticato le due artiste in quanto i loro testi, secondo lei, sarebbero maschilisti e sprezzanti nei confronti delle donne.

Taylor Alison Swift, invece, nata a Wyomissing, il 13 dicembre 1989 ("vecchissima", ha 25 anni) è una cantautrice e attrice statunitense. Vissuta nell'infanzia in una fattoria nella città di Reading, nel sud della Pennsylvania, con i genitori, Scott e Andrea Swift, un intermediario finanziario e una casalinga, ha un fratello, Austin. Si appassiona alla musica country già a sei anni ed anche, come la Lorde, alla poesia ed a undici anni compone la sua prima canzone. Verso i tredici anni, dopo già molte canzoni scritte e vari demo, attira l'attenzione della RCA Records, con la quale collabora per un anno come autrice. In seguito, visto che la casa discografica non le lasciava pubblicare le canzoni da lei scritte e che le era stato imposto di cantare canzoni scritte da altri autori, abbandona l'etichetta e firma un contratto con la Big Machine Records, la sua attuale casa discografica.
Nel 2006 pubblica il suo primo album in studio, "Taylor Swift", che ha venduto oltre cinque milioni e mezzo di copie ed è rimasto nella classifica statunitense per 273 settimane. Nel 2008 pubblica "Fearless", album che l'ha portata alla ribalta in tutto il mondo, grazie anche ai singoli "You Belong with Me", premiato da MTV come miglior video del 2009, e "Love Story", il suo più grande successo, avendo registrato oltre cinque milioni di download nei soli Stati Uniti, diventando la canzone country più venduta della storia. Inoltre, il singolo "White Horse", nonostante non abbia raggiunto i vertici delle classifiche, le ha fatto vincere due Grammy Award come "Miglior performance country femminile" e "Miglior canzone country". Del resto, lo stesso anno vince altri due Grammy: "Album dell'anno" e "Miglior album country", entrambi per Fearless. Si arriva così al suo terzo album, "Speak Now", premiato da Billboard come album dell'anno e inserito alla 45ª posizione dei 50 album femminili migliori nella storia da Rolling Stone, che viene trainato al successo e alle vette della classifica statunitense dai singoli "Mine" e "Back to December". Da notare che, malgrado la giovane età, è stata nominata "Donna dell'anno" nel 2011 dalla rivista Billboard per via dei grandi risultati e i record raggiunti con i suoi album e la rivista Forbes l'ha inclusa al settimo posto fra le celebrità più importanti del mondo, con un reddito di 45 milioni di dollari guadagnati durante l'anno. 
Nel 2013 si riconferma come l'artista ad aver guadagnato di più durante l'anno secondo Billboard davanti a Kenny Chesney, Justin Timberlake, Bon Jovi, Rolling Stones, Justin Bieber, One Direction, Rihanna e Beyoncé, grazie soprattutto al Red Tour..e scusate se è poco.

Inquadrate così le "giovani pulzelle", non resta ora che tornare al punto centrale del Post e cioè alla loro presunta storia d'amore.
Tutto è nato da una risposta data da Lorde ad un'intervista radiofonica con Kyle Sandilands per la radio KIIS FM. Ebbene, in tale intervista, alla domanda - maliziosa - di Kyle Sandilands che, avendo visto le foto delle due donne, sempre insieme ed ovunque, ha "candidamente" chiesto alla Lorde se lei e la Swift stavano ancora insieme, ma non come lesbiche, tipo "Ellen together" (da Ellen DeGeneres, attrice e condutrrice americana, famosa per essere stata una delle prime donne di spettacolo non solo a fare coming-out ma a cavalcare e fare carriera grazie a questo suo fantastico modo di essere - aperta, solare ed in carriera alla faccia di tutto e tutti. Ora sposata con Portia De Rossi, anche lei attrice, ma con un sacco di compagne famose), ma come semplici "amiche".
Come tutta risposta, la mitica Lorde, seppur giovanissima ha buttato li un "Che cosa intendi per "non sto parlando di una cosa tipo <<Ellen together>>?, perché c'é qualcosa di sbagliato nelle lesbiche? (ad essere lesbica?).
Al che,  Sandilands ha risposto a questa provocazione, alzando la posta e chiedendo direttamente alla Lorde se confermava di avere una relazione lesbica con la Swift.
A questo punto, la Lorde che, come abbiamo visto, non è affatto stupida, ha risposto rimanendo e ritornando nel vago, limitandosi a dire "Non ho mai provato!" (Non ho ancora provato). Amen.
Il dado comunque è stato tratto e speriamo che la loro storia, se effettivamente di storia si tratta, possa durare a lungo e portare a dei felici sviluppi.
In bocca al lupo.
MduL.


Ecco, comunque, il testo dell'intervista radiofonica in lingua originale:
Sandilands: ‘I see you guys’ pictures everywhere are you guys together now?. ‘Not together as in lesbians, I’m not talking about “Ellen together” I’m talking about, like you guys are friendly right?’
Lorde was quick to fire back at Kyle, and retaliated, saying:  ‘What do you mean you’re not talking about “Ellen together”, is there something wrong with lesbians?’
Sandilands responded: ‘Oh my god no, I would love that! Are you going to confirm now you’re in a lesbian relationship with her?’
But the Grammy winner wouldn’t take the bait, and refusing to be tricked into starting a rumour, told Kyle: ‘Don’t even try it.’

Fonti:
Pagina Wikipedia su Lorde
Pagina Wikipedia su Taylor Swift