Ultimo aggiornamento il 26 luglio 2026

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Celesbian: parliamo di Oriana Sabatini e di cosa lega l'ex tennista degli anni 90, Gabriela Sabatini, con il calciatore Paolo Dybala ed il riconoscimento dei diritti Lgbtqi+

Da sin: Gabriela Sabatini, Mariano (fratello di Dybala), Paolo Dybala ed Oriana Sabatini (corriere.it)

_MduL, 30 gennaio 2021_
 
Prima sveliamo subito il nesso: Oriana Sabatini è una giovane ragazza argentina, nipote (figlia del fratello) della ex tennista Gabriela Sabatini e fidanzata del calciatore argentino Paolo Dybala.
Ciò posto, ecco perché vi parliamo di lei nel nostro sito.
 
E' trascorsa una settimana dalla notizia, pubblicata sulle rubriche sportive dei quotidiani online e con articoli scritti quasi tutti da giornalisti uomini.
Il motivo è presto detto, Oriana Sabatini, giovane cantante argentina con milioni di follewers, famosa al punto da aprire in patria i concerti di Ariana Grande e  dei Coldplay, qui da noi, in Italia è conosciuta solo ed esclusivamente in quanto fidanzata del giocatore argentino della Juventus, Paolo Dybala.
Ovvio, quindi, che delle sue dichiarazioni, ne parlino solo uomini che si occupano di calcio, tanto per fare un pettegolezzo su Dybala.
Fatta questa necessaria premessa, vediamo quale è la notizia e di cosa parliamo.

La notizia è la seguente: la cantante Oriana Sabatini, come detto, molto seguita in Argentina, ha sorpreso i fan durante una sessione di domande e risposte social, nel contesto della quale ha così risposto ad una domanda specifica sul suo orientamento sessuale, posta da un suo fan su Instagram: «Io bisex? Se proprio devo mettermi un’etichetta, penso di sì». Ecco qua, questo è il pettegolezzo, rimbalzato nelle sezioni sportive di tutti i maggiori quotidiani online, con riferimento al fidanzato della Sabatini, Paolo Dybala.
 
Dybala&Sabatini (corrieredellumbria.corr.it)
Ma come, Paolo Dybala chi?
Paulo Bruno Exequiel Dybala, nato a Laguna Larga, 15 novembre 1993, è un calciatore argentino, attaccante della Juventus e della nazionale argentina, che si è fatto conoscere non solo per il suo aspetto fisico (è innegabimente molto carino) ma anche per le sue indubbie doti calcistiche. Qui da noi ha giocato nel Palermo per poi passare alla Juventus. 
E' fidanzato con Oriana Sabatini da più di tre anni. I due stanno insieme, infatti, dall'estate del 2018. E se volete sapere come si sono conosciuti, ecco qui il suo racconto: «Come ci siamo conosciuti io e Paulo? Semplice, mi ha mandato un messaggio chiedendomi di uscire». «Non avevo il suo numero, così – per verificare che non fosse uno scherzo – mi sono fatta inviare un vocale e l’ho confrontato con una sua intervista»...e così, da quel momento, si sono messi insieme.
 
Ciò posto, a noi, ovviamente, interessa Oriana Sabatini e non Dybala, e la sua bisessualità, della quale aveva già parlato, in verità, tempo addietro, in un’intervista alla radio uruguaiana Agarrate Catalina, rivendicando il suo diritto alla libertà sessuale con le seguenti parole: «Non so se sono lesbica oppure bisex, però non ho pregiudizi in materia. La cosa più bella della vita è sentirsi liberi».

Oriana Sabatini (wikipedia.it)
Vabbè, direte voi, ma chi è di preciso questa Sabatini?
Oriana Gabriela Sabatini, nota come Oriana, nasce in Argentina, a Buenos Aires, il 19 aprile 1996 ed è un'attrice, cantante e modella.
E' figlia dell'imprenditore argentino Osvaldo Sabatini e dell'attrice venezuelana Catherine Fulop ed è la nipote della famosa ex tennista argentina Gabriela Sabatini, sorella di Osvaldo, vincitrice dello US Open 1990, finalista a Wimbledon 1991 e più volte vincitrice degli Internazionali di Roma (e qui ci fermiamo, anche se su di lei si potrebbe scrivere un trattato....).
Nell’aprile del 2017 ha iniziato la carriera da cantante solista pubblicando il suo primo singolo, Love Me Down Easy, che ha riscosso molto successo in Argentina. Il 5 luglio, come detto, ha aperto il Dangerous Woman Tour di Ariana Grande, mentre il 14 e 15 novembre ha aperto il A Head Full of Dreams Tour dei Coldplay.
 
E con questo, non resta molto altro da dire, se non che la Sabatini ha già avuto la ribalta per il suo dichiarato orientamento sessuale, grazie al video pubblicato su youtube per la sua canzone «Stay or Run», che narra di un amore lesbico e che la vede protagonista insieme alla modella Soledad Alonso, con tanto di bacio appassionato, che ha avuto oltre 5,5 milioni di visualizzazioni (vi ricordiamo che in Sudamerica la Sabatini è famosa).
 
E visto che si suppone che anche voi, come noi, siete curiose di vedere il video, eccolo: 



Ecco fatto.
MduL
 
 
 
Fonti ed Approfondimenti:
Articolo "La fidanzata di Dybala, chi è Oriana Sabatini: bisessuale, cantante in Argentina, nipote di Gabriela, influencer (con 5 milioni di follower)" di Andrea Sereni per corriere.it;
Articolo "Oriana Sabatini, la fidanzata di Paulo Dybala: «Credo di essere bisessuale»" di Nicola Bambini per vanityfair.it del 21/01/2021;
Pagina Wikipedia su Dybala;
Pagina Wikipedia su Oriana Sabatini.

Regine di bellezza e coming-out: Miss Nyanmar, Sew Zine Htet, al concorso per Miss Universo e Miss Utah, Rachel Slawson, al concorso per Miss America hanno trovato il coraggio, per motivi diversi, di dichiarare pubblicamente il loro orientamento sessuale

Miss Myanmar, Swe Zin Htet (foto huffingtonpost.it)
_MduL, 25 gennaio 2020_

Cosa accomuna le due splendide reginette di bellezza: Swe Zin Htet, Miss Myanmar, e Rachel Slawson, partecipante al concorso di Miss America? Per la gioia di tutte noi, il loro fantastico coming-out!. Ma, come sempre, andiamo con ordine.

Swe Zin Htet, nata in Myanmar (Birmania) nel 1998 (o 1999, wikipedia mette doppia data), è una modella 21enne birmana, vincitrice del concorso di bellezza del suo paese "Miss Universo Myanmar 2019", che, in quanto tale, ha rappresentato il suo paese, il Myanmar, nel concorso Miss Universo 2019.
Concorso di Miss Universo 2019 vinto dalla bellissima Zozibini Tunzi, proveniente dal Sudafrica e che ha visto la nostra eroina Swe Zin Htet piazzarsi in fondo alla classifica, cioè non tra le prime 20, ma non è questo quello che conta, quanto il fatto che, con la sola sua presenza, grazie al coming-out da lei fatto prima di partecipare a tale concorso, ha fatto sì che questa sessantottesima edizione del concorso di bellezza Miss Universo venga ricordata nella storia.
Prima di lei, infatti, nessuna modella - mai - aveva osato dichiarare il prorpio orientamento sessuale in sede di concorso, anche se c'è stato il caso della modella Patricia Yurena Rodríguez, Miss Spagna, che nel 2013 partecipò alla manifestazione, ma dichiarò di essere lesbica solo a concorso concluso.
Gesto che è stato apprezzato anche dalla presidente del The Miss Universe Organization, Paula Shugart, che a People ha commentato: “Siamo onorati di dare spazio a donne forti e fonti d’ispirazione come Miss Universo Myanmar, che è stata talmente coraggiosa da condividere la sua storia unica con il mondo intero. Il concorso Miss Universo premierà sempre le donne che sono orgogliose di essere quello che sono”. Onore al merito, dunque, alla meravigliosa Swe Zin Htet.

Onore, poi, amplificato dal fatto che il suo coming-out è stato dettato dall'esigenza (coraggiosa) di porre sotto i riflettori della stampa e, quindi, del mondo intero, le discriminazioni che subiscono gli omosessuali nel suo Paese, la Birmania, dove essere gay è ancora un crimine. Queste, infatti, le parole della modella a "People": “Se ora dirò di essere lesbica, questo avrà un grande impatto nella comunità LGBTQ del mio Paese. In Myanmar le persone LGBTQ non vengono accettate. Vengono guardate male dagli altri e discriminate”.
A riprova di ciò, quanto riportato dal Myanmar Times, dove si sostiene che nel paese, nel 2019, si è portata avanti una politica “repressiva” nei confronti degli omosessuali, i quali “possono andare incontro a condanne che vanno dai dieci anni all’ergastolo”. I matrimoni tra persone dello stesso sesso, poi, manco a dirlo, sono proibiti.
Ed è proprio per questa situazione che la giovane Swe Zin Htet (la "Superman" della Birmania come la definiscono i suoi fan), approfittando della vittoria del concorso interno di Miss Birmania, ha voluto far sentire ancora più chiara e forte la sua voce in occasione della partecipazione al concorso di Miss Universo, dichiarando prima di tale evento il suo orientamento sessuale, il suo essere lesbica.

Swe Zin Htet e Gae Gae (foto inclusiveindia.in)
Ma vediamo, grazie all'articolo pubblicato dallo huffingtonpost.it ed utilizzato come fonte (cfr link in calce al post), questo aspetto della vita di Swe Zin Htet ancora in più in dettaglio. 
La Htet, oltre ad essere una reginetta di bellezza, è anche una cantante ed un’attrice che ha fatto il suo primo coming out a fine novembre, sul blog di bellezza Missology. 
In tale contesto, ha ricordato le prime “strane” sensazioni, provate intorno ai quindici - sedici anni, quando ha iniziato a sentirsi attratta dalle ragazze e, anche se per lei non è stato facile accettare i suoi sentimenti, “Dopo un po’ però ho capito di essere lesbica e l’ho accettato”.
E non solo lo ha accettato, ma lo ha anche detto quasi subito ai suoi genitori, i quali, come da lei stessa dichiarato “All’inizio si sono arrabbiati.  Ma più tardi, quando ne hanno saputo di più sulla comunità LGBTQ, hanno iniziato ad accettarmi”. 
Per il resto, sempre grazie all'articolo dell'huffingtonpost.it, della sua vita privata sappiamo che, sebbene abbia avuto una relazione con Gae Gae, una cantante del Myanmar, molto famosa nel Paese, ha mantenuto la relazione segreta: “Non molti sapevano che stavamo insieme”, ha rivelato a People. 

Miss Utah, Rachel Slawson (foto advocate.com)
Quindi, la piccola-grande Swe Zin Htet ha fatto il suo coraggioso coming-out già nel novembre del 2019, prima di partecipare al concorso di Miss Universo, Rachel Slawson, invece, ha dichiarato di essere bisessuale, in occasione del concorso di Miss Usa e, che ci crediate o no, anche in questo caso siamo di fronte ad un evento epocale, poiché, anche nella grandiosa e civilissima america, nessuna modella/reginetta di bellezza partecipante ad un concorso interno, ha mai avuto la forza e/o la possibilità di dichiarare al mondo il proprio orientamento sessuale.
Lo ha fatto quest'anno, per la prima volta, Rachel Slawson, la quale, prima della vittoria come Miss Utah, ha postato su Instagram: "Potrei essere LGBTQ, ma questo è solo un dettaglio dell'elenco delle cose che mi rendono Rachel".
Così facendo, Rachel Slawson, 25 anni, diventerà la prima concorrente apertamente bisessuale nella competizione Miss USA, una delle prime nella storia dei quasi 70 anni del concorso, secondo NBC News. Prima di lei, nel 2016, solo Erin O'Flaherty, incoronata Miss Missouri, è stata la prima concorrente apertamente gay a competere nel concorso di Miss America.
Ma non basta, perché anche la Slawson ha dimostrato e dimostra coraggio da vendere, visto che, dopo aver dichiarato, con un altro post su Instagram, che le è stato diagnosticato un disturbo bipolare, ha anche parlato della sua esperienza con la malatti mentale sui social media e sul suo sito web. Queste le sue parole a Mashable Usa, in una dichiarazione via e-mail : "Attraverso la mia esperienza personale con il Disturbo Bipolare e alla mia ricerca di un posto all'interno della comunità LGBTQ +, mi chiedevo spesso: 'Ma perché sono qui?'. Sono me stessa, sono il mio perché.". La modella, conclude poi lanciando un'iniziativa online, chiamata #IAMWHY, per incoraggiare le persone che lottano con problemi di salute mentale a parlarne.
Dunque, anche Rachel Slawson è, suo malgrado, un'innovatrice ed una paladina dei diritti Lgbtq, come confermato da Anthony Ramos, attore e cantante USA, attivista Lgbtq+ a Mashable "Come donna apertamente bisessuale, Rachel Slawson incoronata Miss Utah è una grande vittoria per la visibilità LGBTQ". E, ancora, "La presenza di Rachel sul palco della Miss USA alla fine di quest'anno sicuramente invia un potente messaggio agli americani LGBTQ, in particolare a quelli della comunità + bisessuale, che sentono di non essersi mai stati rappresentati in quello spazio prima''.

Con gioia ed orgoglio,
MduL



Fonti:

Articolo <<Miss Myanmar è la prima concorrente di Miss Universo apertamente gay>> su huffingtonpost.it del 9/12/2019;
Articolo <<La sfida di Rachel Slawson, la prima bisessuale in concorso a Miss Usa: "Essere me stessa mi ha salvato la vita, ora aiuto gli altri">> a cura di Mario Di Ciommo, video per repubblica.it del 24/01/2020;
Articolo <<Rachel, la prima bisessuale dichiarata a partecipare a Miss Usa: ''Non basta a definire chi sono''>> di Natasha Pinon per it.mashable.com del 24/01/2020.

Per quante di voi se lo fossero perso, dalla stessa regista del film "La diseducazione di Cameron", il film del 2014, "Appropriate Behaviour"

Locandina Film (foto da Peccadillo Pictures)

Alla fine del mese scorso, vi abbiamo parlato del film di Desiree Akhavan, per ora nelle sale anche italiane, che ha vinto l'ultimo Sundance Film Festival e che ci riguarda da vicino. Narra, infatti, la storia dell'adolescente Cam (Chloë Grace Moretz) che vive in una cittadina del Montana, nel 1993. Quando viene sorpresa a baciarsi con una ragazza durante il ballo della scuola, Cameron viene spedita in un centro religioso,"God’s Promise", in cui una terapia di conversione dovrebbe “guarirla” dall’omosessualità. 
La regista stessa, del resto, intervistata per l'occasione da Chiara Ugolini per il quotidiano larepubblica.it, così si è espressa in merito al tema trattato nel film: "Questa spinta sui bambini ad omologarsi, a essere uguali agli altri, a ignorare i propri istinti deve essere messa in questione e giudicata".
Ciò detto, non ci dilunghiamo oltre su questo film, tanto, se volete, avete qui il link al nostro post dedicato, dal titolo  "La diseducazione di Cameron Post": dal libro di Emily M.Daunforth, il film che uscirà nelle sale italiane il prossimo 31 ottobre".

Vogliamo, invece, parlarvi della regista Desiree Akhavan e del suo precedente film, sempre con il tema lesbico a noi molto caro, dal titolo "Appropriate Behaviour".
Questo film, prodotto in inghilterra circa quattro anni fa (è del 2014), infatti, narra delle vicende del difficile coming out come bisex, nella sua famiglia iraniana, proprio da parte della regista stessa.
La trama, è presto riassunta:
Per Shirin (Desiree Akhavan) essere parte di una famiglia persiana ideale non è facile. L'accettazione le sfugge da tutte le parti: la sua famiglia è ingnara della sua reale identità sessuale, e la sua ex-fidanzata, Maxine (Rebecca Henderson), non riesce a capire il motivo per cui lei non glielo rivela. 

Ma ecco qui il Trailer del film:

 
Ma, aspettate, non abbiamo ancora finito. Per completezza, non possiamo non parlarvi e farvi conoscere anche lei, la nostra bella regista bisessuale Desiree Akhavan.

Desiree Akhavan (foto Zimbio)
Desiree Akhavan, figlia di genitori iraniani, nata nel 1984 a New York, è una regista, producer ed attrice americana. La sua formazione, come da lei stessa reso noto, le è stata data dalla visione continua e quasi esclusiva (a quei tempi, dice, non aveva amici) di shows e films americani. Formazione talmente 'formativa' che già a 10 anni inizia a scrivere lei stessa ed a 13 anni diventa attrice. Con queste premesse, inevitabile per lei studiare Film e Teatro allo Smith College (una scuola femminile di Northampton, in Massachussetts) dove si diploma nel 2007. Fatto ciò, passa all'università, dove frequenta la Tisch School of the Arts dell'università di New York e, non paga, studia anche alcuni anni all'università di Londra, la Queen Mary.
Passando ora dagli studi alla carriera, ecco che la vediamo già all'opera da studentessa, nel 2010, allorquando scrive e dirige un corto dal titolo "Nose Job".
Nel proseguo, la troviamo come scrittrice, creatrice, regista ed interprete della serie web lesbica dal titolo "The Slope". Appare poi come attrice, nella quarta stagione della serie "Girls", dove interpreta una studentessa scrittrice. In questo caso, pare che la parte le sia stata offerta da Lena Dunham e Jenni Konner, dopo che le stesse hanno visto il suo primo film, del quale qui stiamo parlando, "Appropriate Behaviour".
Arriviamo così al nostro film "Appropriate Behaviour", premiato anch'esso al Sundance Film Festival di quell'anno.
In seguito, Channel 4, le commissiona la sitcom "The Bisexual" e nel 2016 inzia la lavorazione del film "La diseducazione di Cameron Post", anch'esso, come abbiamo visto, vincitore al Sundence Film Festival di quest'anno.

Insomma, una ragazza da tenere sott'occhio, non vi pare?.

MduL


Fonti:
Articolo/Video "'La diseducazione di Cameron Post', se Chloe Moretz bacia una ragazza" di Chiara Ugolini, montaggio di Mariagrazia Morrone per repubblica.it
Pagina Wikipedia sulla regista/attrice Desiree Akhavan

Attenzione, in questi giorni il "Bologna Pride" (20-28 giugno 2014)

La locandina del Bologna Pride di quest'anno
Al via, venerdi scorso, 20 giugno, il Bologna Pride: la manifestazione lesbica, gay, bisessuale e transessuale bolognese. La manifestazione durerà fino al prossimo sabato, 28 giugno, allorquando vi sarà il corteo vero e proprio, con la parata per le vie cittadine.
Nello specifico, il giorno della Parata ufficiale, come detto: sabato 28 giugno, vi è il primo appuntamento della giornata, per il ritrovo del corteo, dalle 13.30 in poi, al giardino del Cavaticcio con la musica di Favolina & Matty P. e le esibizioni dei protagonisti di The Talent Shot Race. Vi saranno, inoltre, i Banchetti di Cassero Salute, ed i volontari di PeopAll e vi sarà anche la possibilità di acquistare in loco le prevendite del Party Pride, che si terrà la sera.
A seguire, nel pomeriggio, dalle ore 16,30 avrà inizio la Parata. Il corteo si muoverà lungo via F.lli Rosselli, via Don Minzoni, Piazza dei Martiri, Via dei Mille, Via dell’Indipendenza.
Nel suo incedere, sarà accompagnato dalle bande musicali, dagli artisti della Partòt Parata e, quest’anno, anche da due mezzi elettrici che ospiteranno due postazioni musicali con la musica di Dee Sign & Little Fluffy Luke.
Punto di approdo del corteo, il palco allestito in piazza Nettuno, dal quale si alterneranno gli interventi dei portavoci e le portavoci delle associazioni LGBT e la musica di Mc Nill, Drag Calypso, Valentina Tioli (x-factor) e Gianmarco Dottori (The voice).
In conclusione il concerto della madrina canora della manifestazione: Alexia.
A seguire, per chi avrà comprato i biglietti che, si ricorda, sono disponibili in prevendita al Parco Cavaticcio dalle 13.30 in poi, l'Official Pride Party, che si terrà al Parco Nord, Via Stalingrado n. 83, alle h. 21.30.

Segnalo, in ogni caso, che sul sito ufficiale della Manifestazione potete trovare tutto ciò di cui avete bisogno, in particolare nella sottopagina "Eventi" vi è un ottimo calendario con tutti gli eventi collaterali previsti nel Pride Week Bolognese.
Ecco, dunque, i riferimenti utili per saperne di più e meglio:
www.bolognapride.it
bologna pride su facebook
#bolognapride su twitter

Una felice partecipazione.
MduL

[Fonte, come sempre, l'inestimabile sito cinemagay.it]