Ultimo aggiornamento il 26 luglio 2026

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Diritti Lgbtqi+ e Legge Zan: anche Piero Angela, 92 anni, intervistato da Fazio a "Che tempo che fa", ricorda che le dinamiche delle coppie omosessuali sono identiche a quelle delle coppie eterosessuali

Fabio Fazio e Piero Angela (Foto huffingtonpost.it)

 _Messina, 25 ottobre 2021_

Un breve accenno alle parole di Piero Angela, il 'nostro' divulgatore scientifico per eccellenza, che, alla veneranda età di 92 anni, nel contesto dell'intervista di ieri, rilasciata a "Che tempo che fa" di Fabio Fazio per lanciare la prossima edizione, su raiplay, di Superquark+, ha così definito i rapporti di coppia omosessuali.

Queste le sue parole: “Nella prima puntata di Superquark+ faccio una premessa e dico che parleremo prevalentemente della coppia uomo-donna, ma sappiamo che oggi finalmente le coppie omosessuali hanno potuto trovare una liberazione da una repressione terribile che è durata lungo tutta la storia”. 

Spiegando poi che ”è una cosa importante da capire perché spesso viene vista l’omosessualità, come un rapporto fisico, contronatura, in realtà le coppie omosessuali fanno esattamente lo stesso percorso di quelle eterosessuali: attrazione, innamoramento, gelosia, vita di coppia, figli, hanno sentimenti, amori, passioni. Bisogna capirlo bene”.

Da segnalare che l’intervento di Piero Angela arriva nella stessa puntata in cui anche il segretario del Pd, Enrico Letta, altro ospite da Fabio Fazio, è tornato sul tema dell’omotransfobia, espressamente dichiarando, senza margini di fraintendimenti, che “abbiamo il dovere di portare avanti e di far approvare il disegno di legge Zan e presto chiederò un’esplorazione con le altre forze politiche per capire se ci sono le condizioni che possano portare ad una approvazione rapida del testo”.

Duole ricordare, infatti, che la cd "Legge Zan" (dal nome dell'On. Alessandro Zan, deputato Pd, autore/relatore della proposta di legge), contro l'omotransfobia ed i crimini d'odio, non è riuscita a trovare applicazione dal Parlamento, stante il forte ostruzionismo operato soprattutto dalla Lega, sia in commissione che in aula.

Non ci resta che attendere, ribadendo che, se perfino Piero Angela, alla sua età, ha ritenuto opportuno evidenziare l'ovvio, il momento sembra maturo per questo ulteriore passo avanti di civiltà.

Non ci resta che segnalare, a quante di voi fossero interessate, che nell'articolo/fonte in calce troverete il video con il pezzetto dell'intervista a Piero Angela.

MduL


Fonte:
Articolo "La lezione di Piero Angela sull'omosessualità: "È percorso d'amore, non contronatura"" su huffingtonpost.it del 25/10/2021

Omofobia: finalmente calendarizzata al Senato la Legge Zan, ma non è tutto oro ciò che luccica, visto che uno dei suoi più grandi detrattori, il Presidente della Commissione che se ne occupa, il leghista Ostellari, sarà il relatore

(Foto amnotizie.it)

_MduL, 1° maggio 2021_

Un breve aggiornamento sulla vicenda parlamentare del disegno di legge sulla Omotransfobia cd "Legge Zan", dal nome del relatore che l'ha proposta.
 
(Foto centrostudilivatino.it)
Ebbene, il disegno di legge è stato finalmente calendarizzato nei lavori della competente commissione giustizia del Senato della Repubblica, presieduta, haimé, dal leghista Ostellani, uno dei suoi più grandi detrattori. 
 
La commissione, infatti, così a deciso nei giorni scorsi, con 13 voti favorevoli ed 11 contrari. 
La discussione del disegno di legge e la sua successiva approvazione, dunque, ci saranno e sono stati fissati per i prossimi giorni. 
 
Indubbiamente, una notizia bellissima, frutto della pressione anche sociale, oltre che parlamentare, che è riuscita a superare le continue e reiterate resistenze ed ostacoli alla sua discussione ed approvazione effettuate dal centro destra e dalla Lega in particolare che fino allo scorso mese di aprile è riuscita - con espedienti ostruzionistici parlamentari - a far sì che tale legge non potesse essere discussa dai senatori e, dunque, approvata.
 
Sen. Ostellani (wikipedia.it)
Ciò posto, il "guaio" è che il Presidente della Commissione Giustizia del Senato che ha deliberato, infine e finalmente, la discussione di tale importante disegno di legge è il leghista Andrea Ostellani, il quale, costretto ad accettare la votazione effettuata a maggioranza dei senatori componenti la commissione (abbiamo detto 13 contro 11), si è inopinatamente proclamato relatore del disegno di legge stesso.
 
Giustifiazione addotta per tale - ennesimo - atto ostruzionistico è il fatto che, secondo il Presidente Ostellani essendo la maggioranza che ha approvato la discussione esigua e la commissione spaccata, lui stesso, in quanto Presidente, dovrà fare il relatore per poter dirigere i tempi ed i modi della discussione.
 
E' di tutta evidenza che, così come ha fatto fino ad ora, il senatore Ostellani, in veste sia di Presidente della Commissione che di Relatore userà ogni mezzo lecito ma inopportuno per affossare ancora una volta la discussione e l'approvazione del disegno di legge e, ciò che è peggio, è evidente che potrebbe anche riuscire a bloccarla ad libitum, posto che ha è riveste tutti e due i ruoli fondamentali per la sua approvazione.
 
Resta inconcepibile ed inammissibile come un singolo senatore leghista possa assumere un tale potere nelle sue mani, in seno alle procedure del Senato della Repubblica e ciò che è peggio, come possa farlo pur avendo dimostrato di non essere in alcun modo all'altezza del compito affidatogli con la nomina.
 
Il Presidente di una Commissione del Senato, infatti, in quanto tale, dovrebbe essere assolutamente super partes, dovendo pensare e perseguire il giusto e corretto funzionamento istituzionale della istituzione che presiede, e non fare ostruzionismo o, peggio, aperta guerra, con ogni mezzo, alla approvazione di una legge che deve essere deliberata dalla commissione dallo stesso presieduta.
 
Inutile e stupido, quindi, pensare ad un suo ravvedimento e sperare che agisca come istituzionalmente richiesto nella sua doppia veste di relatore del disegno di legge e Presidente di commissione. 
 
Ciò posto e nonostante tutto, restiamo fiduciosamente in attesa degli sviluppi, consapevoli del fatto che l'approvazione di tale Legge è un atto di civiltà troppo importante per poter essere ancora a lungo ostacolato.

MduL

Omofobia: Castelfiorentino, anno 2021 - La storia di Malika, cacciata di casa e disconosciuta dai genitori perché lesbica

Malika Chalhy (foto articolo di fanpage.it)

_MduL, 16 aprile 2021_
 
E' con profondo rammarico e disappunto che ci vediamo costrette ancora oggi, nel 2021, a parlare di un grave episodio di omofobia, vieppiù perché maturato e cresciuto in un ambiente familiare.
 
La storia, questa volta, è quella di Malika Chalhy, una ragazza di 22 anni di Castelfiorentino, in Toscana, che ha raccontato di essere stata cacciata di casa dalla famiglia perché lesbica e non in senso metaforico, ma sul serio, posto che la povera ragazza, nel mese di gennaio di quest'anno, da un momento all'altro, senza alcun preavviso, tornando a casa sua non è riuscita ad aprire la porta perché i suoi genitori e suo fratello avevano cambiato la serratura!.
 
Inevitabile, a quel punto, per la ragazza, come riportato dal quotidiano La Nazione, presentare denuncia ai carabinieri della compagnia di Empoli, posto che la poveretta, così facendo, non ha potuto neanche prendere nemmeno parte dei suoi effetti personali, il nonno non le ha più risposto al telefono, la madre le ha detto in faccia di non conoscerla ed il fratello l'ha minacciata al punto da farle temere di uscire all’aria aperta.
 
E tutto questo perché? Perché ha ammazzato qualcuno? Perché ha rubato? Perché si è macchiata di chissà quale reato?. No, niente di tutto ciò, ma solo perché ha rivelato alla famiglia il proprio orientamento sessuale, facendo coming-out in famiglia per dire che è lesbica!.

Tanta è stata la veemenza nel rifiuto da parte della famiglia di Malika, da far pronunciare alla madre decine di messaggi vocali su Whatsapp, come riportato dalla ragazza in un video da lei realizzato per Fanpage, di questo tenore: “Ti auguro un tumore”, “meglio una figlia drogata che lesbica”. 
Sì avete letto bene: da una madre alla figlia...
 
Ma non basta, perché, da quanto dichiarato dal fratello di Malika, Samir, alla giornalista del programma tv "Le Iene" (link in calce al post), i genitori non si sono limitati a tali invettive nei confronti della figlia, ma «Le hanno tolto la residenza e quindi lei è senza fissa dimora e in più è disconosciuta, come se la mia mamma non l’avesse mai partorita. La residenza gliel’hanno tolta tre giorni fa in Comune e per il disconoscimento hanno fatto la richiesta".

Per fortuna, però, nella vita di Malika non ci sono solo i genitori ed il fratello, ma anche una cugina, Yasmine, che ha organizzato una raccolta fondi per la ragazza, che ha già raccolto per lei, ad oggi, più di 100,00 mila euro, in modo da poterle consentire di iniziare una nuova vita per i fatti suoi.
 
Inutile raccontarvi, poi, delle molteplici iniziative e dichiarazioni di stima e sostegno da parte di molti personaggi pubblici (Fedez, per esempio) ed istituzionali, sia locali, su tutti, oltre al Sindaco di Castelfiorentino, Alessio Falorni, l’assessora della Regione Toscana alle pari opportunità Alessandra Nardini  che ha dichiarato “È una vicenda dolorosissima, che ci impone di riflettere molto su quanto ci sia ancora da lottare per costruire una cultura diffusa di rispetto e di uguaglianza verso le persone Lgbtqia+”, che nazionali e financo europei, con il presidente del Parlamento europeo, David Sassoli, che ha dichiarato “La mia solidarietà a Malika, cacciata dalla famiglia e minacciata, senza la possibilità di tornare a prendere gli effetti personali. Questo accade perché è innamorata di una ragazza, e rivendica il diritto a vivere liberamente le scelte affettive”.
 
Malika (corriere.it)
Insomma, tanta e variegata la moltitudine di persone ed istituzioni che hanno preso le difese di Malika, al punto da spingere la ragazza ad un sentito ringraziamento, tramite un post pubblico scritto nel suo profilo Facebook, chiedendo, però, di non insultare i suoi genitori, con queste parole: “Grazie. Per una parola, un gesto, un abbraccio virtuale. Vi leggo tutti, ma siete veramente tanti. Porto avanti questa battaglia con coraggio, per i ragazzi che stanno passando quel che ho passato e sto passando io, per i bambini del futuro, per quel che conta nella vita… l’amore. Vi chiedo soltanto di non dimostrare odio, offese e parole brutte verso i miei ‘genitori’, per quanto siano anche comprensibili. Vi abbraccio tutti”.
 
E su questa vicenda, con queste parole, non c'è altro da dire.
 
Resta da fare un accenno polemico alla mancata approvazione della Legge Zan contro l'omotransfobia. Come sapete, infatti, il provvedimento è tenuto in ostaggio (di nuovo) della Lega e del centrodestra che ne impediscono in tutti i modi l'approvazione, utilizzando dei "giochetti" parlamentari atti a fare ostruzionismo ad oltranza. Da ultimo, la decisione della Lega di bloccare la calendarizzazione della discussione della legge e questo, nonostante le associazioni e molto politici continuino a chiedere che il testo possa essere approvato velocemente (sono di pochi giorni fa i casi di aggressione prima a Roma e poi a Torino).
 
Certo è che, con le parole dell'assessora Nardini, “Storie come questa ci dicono anche quanto sia ormai irrimandabile, a livello nazionale, l’approvazione del disegno di legge Zan, per sancire il diritto di ogni cittadina e di ogni cittadino a non subire discriminazioni e violenze per chi si è o per chi si ama”.
 
Passando dall'astratto al concreto. Dopo la denuncia presentata da Marika ai carabinieri sono partiti gli accertamenti disposti dal pm incaricato, il p.m., Dott. Giovanni Solinas, vedremo gli sviluppi, resta il fatto che, se fosse stata già approvata, come avrebbe dovuto, la Legge Zan contro l'omotransfobia, tali sviluppi giudiziari avrebbero potuto essere ben diversi dagli attuali, consentendo alla ragazza una reale tutela giuridica...sigh!

MduL



Fonti ed Approfondimenti:
Articolo "Malika, la procura indaga per violenza domestica: la 22enne cacciatoa di casa e minacciata dai genitori perché lesbica" di F.Q. per ilfattoquotidiano.it dell'11/04/2021;
Articolo "La procura di Firenze indaga sul caso di Malika, cacciata di casa perché gay" su huffingtonpost.it dell'11/04/2021;
Articolo "Malika, cacciata di casa, il fratello: "I nostri genitori hanno fatto domanda per disconoscerla" della redazione del corrierefiorentino.corriere.it del 14/04/2021;
Articolo "Malika, cacciata di casa perché lesbica: “Grazie al sostegno potrò pagarmi affitto e spese legali” di Maria Elena Gottarelli per fanpage.it dell'11/04/2021;
Video "Malika, cacciata da casa perché lesbica: "Io speravo in un abbraccio" di Veronica Ruggeri per "Le Iene" del 13/04/2021.

Omofobia: la Lega blocca la calendarizzazione della Legge Zan in Commissione. Così facendo, lascia l'Italia ancora senza una legge contro l'omotransfobia

(Foto amnotizie.it)
_MduL, 3 aprile 2021_ 
Ed eccoci nuovamente qui, costrette a parlarvi ancora una volta della cd "Legge Zan" contro l'omotransfobia e della sua ancora mancata approvazione definitiva (alla Camera dei deputati, infatti, è stata approvata, manca l'approvazione del Senato) da parte del nostro parlamento. Mancata approvazione, questa volta, frutto del lavoro di un solo partito e cioè della Lega, la quale, pur se con l'appoggio di Forza Italia e di Fratelli d'Italia, blocca da sola la calendarizzazione del DDL (Disegno Di Legge) Zan nella competente Commissione Giustizia del Senato, per evitare che se ne possa discutere e che si possa giungere defintivamente alla sua approvazione.

Sen. Ostellari (wikipedia)
E' questo il mezzo usato dal Presidente della commissione, il leghista Andrea Ostellari, per evitare che la legge venga approvata. La scusa? Eccola: la presidenza della Commissione Giustizia deve esaminare con urgenza un altro ddl, quello sull'Abilitazione all'esercizio della professione di avvocato durante l'emergenza Covid, quindi, la riunione prevista per gli ultimi giorni di marzo sul ddl Zan, è stata rinviata.
Sen. Romeo (wikipedia)

A conferma del fine ostruzionistico del rinvio della discussione del Ddl Zan ed a conferma della posizione della Lega in materia, le parole chiare ed inequivocabili del Presidente dei senatori leghisti, Massimiliano Romeo, il quale, interpellato dall'Ansa sul disegno di legge contro la omotransfobia (cd Legge Zan, appunto) su cui Pd-M5s-Italia viva-gruppo Misto e Autonomie avevano chiesto la calendarizzazione nella commissione Giustizia del Senato, ha dichiarato “La Lega è assolutamente contraria alla calendarizzazione. È un tema divisivo e ideologico che non fa parte dell’agenda politica. Forzature su temi così divisivi rischiano di compromettere quei rapporti all’interno del Parlamento e quel clima di sostegno e unità nazionale che si è creato e potrebbero avere riflessi sul governo”. Ed aggiunge, “Sarebbe cosa buona e saggia concentrarsi su questioni a cui i cittadini danno maggiore attenzione come la sanità e la gestione economica della crisi Covid. Le altre sono bandiere politiche". 
 
(michelebordo.it)
Di buon auspicio le reazioni e dichiarazioni degli esponenti degli altri partiti di governo (perché, è bene ricordarlo, la Lega è, ad oggi, uno dei partiti che compongono la maggioranza del governo Draghi). Tra queste, quella di Michele Bordo del Pd, il quale così dichiara: “Al capogruppo leghista al Senato Romeo, che ha dichiarato di essere contrario alla calendarizzazione della legge contro l’omofobia, già approvata alla Camera, vorrei spiegare che una cosa è l’agenda di governo e altra cosa è l’agenda delle iniziative parlamentari sulla quale non ci sono ovviamente vincoli di maggioranza”. Per poi aggiungere: “Consiglierei, inoltre, alla Lega di abbandonare la strada dei ricatti su questi temi. Il Partito democratico non accetta ricatti, e su questa legge, come abbiamo già detto, andremo avanti. Anche perché purtroppo nel nostro Paese continuano a ripetersi aggressioni legate all’orientamento sessuale di nostri concittadini ed è assurdo che l’Italia, al pari di altri Paesi europei, non si doti di strumenti legislativi per combattere questi odiosi crimini di stampo omofobico”.

Sen. Maiorino (repubblica.it)
Dello stesso tenore, la reazione e le dichiarazioni della senatrice M5s, Alessandra Maiorino, la quale scrive su Facebook: “Incredibile. La Lega continua ad opporsi anche solo ad iniziare l’esame della legge contro l’omotransfobia, la misoginia e abilismo, tanto che abbiamo dovuto far pervenire a Ostellari, il presidente di commissione Giustizia, la richiesta scritta per convocare l’ufficio di presidenza, luogo dove si decidono i provvedimenti da esaminare”. E aggiunge: “Fuggono, dimostrando pavidità e scarso rispetto delle istituzioni, oltre a sostenere posizioni antistoriche”.
 
Sen. M. Cirinnà (wikipedia)
E la senatrice dem Monica Cirinnà, colei che è riuscita a far approvare, nel 2016, la legge sulle unioni civili, assicura che: “ll Pd chiederà assolutamente l’incardinamento” e sul rischio di spaccare la maggioranza su un tema etico spiega: “Non c’è patto di maggioranza sui provvedimenti d’Aula, vale sui provvedimenti del governo, quindi economia o pandemia”. 
 
Queste le dichiarazioni, ma come finirà? L'ipotesi più probabile è che, visto che il ddl Zan, almeno per ora, non riesce a passare il fuoco di sbarramento dei gruppi di centrodestra e Pd e M5s non sono sicuri di avere i numeri sufficienti per spuntare l’inserimento nel calendario dei lavori con una votazione in commissione, sicuramente i tempi si allungheranno, nella speranza di uscire dallo stallo, magari, ancora una volta, con l'aiuto e le capacità di mediazione e persuasione della senatrice Cirinnà e, speriamo, della nuova capogruppo pd al senato, Simona Malpezzi. Vedremo, intanto incrociamo le dita.

Sen. Pillon (wikipedia)
Ciò posto, una notazione a parte meritano le reazioni alle parole del senatore leghista Simone Pillon, uno dei principali e tenaci oppositori dei provvedimenti che tutelano l’aborto e delle leggi in favore dei diritti lgbtqi, il quale, inutile dirlo, alla notizia dell'avvenuto ostruzionismo all'approvazione del ddl Zan ha fatto salti di gioia ed ha dichiarato: “Anche per oggi niente Zan. Ne parleremo più avanti con la speranza che prevalga il buon senso. Le valutazioni sull’incardinamento di leggi ideologiche, inutili e divisive possono aspettare”.
 
Elodie e Fedez (foto pourfemme.it)
Reazioni subito giunte da più parti, ma, soprattutto, ed è bello leggerlo, da alcuni noti cantanti ed influencer. Tra questi, su tutti e prima di tutti, avendo reagito subito alle parole del senatore, la cantante Elodie, che, in merito alle dichiarazioni di Pillon, ha detto: "Questa gente non dovrebbe essere in Parlamento, questa gente è omotransfobica", rincarando: "Siete indegni, questa gente non dovrebbe essere in Parlamento".
Molto bella e di soli pochi giorni dopo, anche la reazione di Fedez alle parole del senatore leghista, il quale, in una serie di stories pubblicate su Instagram, dichiara: “Il senatore Pillon dice che il ddl Zan non è una priorità. Ma se lei ha basato la sua intera carriera politica trattando solo ed esclusivamente questi temi. Lei è famoso per essere quello del Family day, e oggi si esclude così? 
Io – continua – ho un figlio di tre anni che gioca con le bambole. Questa cosa non desta alcun tipo di turbamento in me, e non desterebbe alcun tipo di turbamento in me nemmeno su un giorno dovesse avvertire l’esigenza di truccarsi, di mettersi il rossetto, di mettersi lo smalto o una gonna, perché mio figlio ha il diritto di esprimersi come meglio crede”. 
Al contrario, continua Fedez, “la cosa che mi destabilizzerebbe un po’ è sapere che vive in uno Stato che non tutela il suo sacrosanto diritto di esprimersi in piena libertà, cercando di arginare le dinamiche discriminatorie e violente che molto spesso si verificano in questo Paese. Questo per me è una priorità”.
 
Bravi. Grandi. Che belli che siete. A dimostrazione che il mondo reale, a volte, è lontano anni luce dalle posizioni di alcuni degli esponenti del nostro parlamento.
 
Ma cosa stabilisce il disegno di legge Zan, da trovare un così pervicace ostruzionismo da parte della destra più intransigente? Per capirlo, utilizziamo le parole introduttive della proposta di legge n. 868, presentata alla Camera dei Deputati lo scorso 4 luglio 2018. Eccole: 
"La presente proposta di legge è volta a estendere alle discriminazioni fondate sull'omofobia e la transfobia le sanzioni penali introdotte dall'articolo 3 della legge 13 ottobre 1975, n. 654 (cosiddetta «legge Reale», poi modificata dal decreto-legge 26 aprile 1993, n. 122, convertito, con modificazioni, dalla legge 25 giugno 1993, n. 205 – cosiddetta «legge Mancino»), che ha reso esecutiva la convenzione internazionale sull'eliminazione di tutte le forme di discriminazione razziale, fatta a New York il 7 marzo 1966, da ultimo trasposte negli articoli 604-bis e 604-ter del codice penale. 
 
L'intenzione è quella di equiparare le manifestazioni di odio fondate sull'omofobia e sulla transfobia a quelle, già riconosciute e punite dal nostro ordinamento, fondate su motivi razziali, etnici, nazionali, religiosi o rivolte contro gli appartenenti alle minoranze linguistiche.
 
In questo modo si potrà finalmente rimuovere l'irrazionale differenza che esiste nel nostro Paese, per esempio, tra l'apporre uno striscione gravemente razzista in uno stadio – il che può, almeno in teoria, configurare una condotta antigiuridica – e l'apporre il medesimo striscione, riportante le medesime parole di dileggio, nei confronti delle persone omosessuali. 
 
In questo caso, fino ad oggi, non di reato si tratta, ma di semplice espressione del pensiero, poiché la legge penale non prevede che l'omofobia sia una forma d'odio perseguita dalla legge e posto che in una democrazia, in uno Stato di diritto, tutto ciò che non è vietato è e deve essere permesso".
 
Una legge molto importante, dunque, senza la quale, "...nemmeno l'Osservatorio per la sicurezza contro gli atti discriminatori (OSCAD) istituito dalle forze di polizia si è dichiarato in grado di tenere una contabilità delle aggressioni, dei pestaggi, delle violenze contro gay, lesbiche, bisessuali e transessuali. Non c'è una legge che qualifichi questi come reati d'odio e non ci sono dunque nemmeno i numeri e la possibilità di monitorare il fenomeno". 

L'importanza dell'approvazione di una tale legge, dunque, è chiara ed inequivocabile e non può essere messa in dubbio nemmeno dalla destra più retriva, anche perché, e questo va detto, il disegno di legge Zan, proprio per venire incontro a parte della destra, ha indebolito il proprio dettato normativo, all'uopo introducendo l’articolo 4 sulla “libertà di espressione”, definito dagli addetti ai lavori, come il "salva omofobi", visto che, di fatto, rende consentiti anche insulti o di fare propaganda contro la comunità LGBT+. 
Quindi, come riportato da Marrazzo (link al suo articolo in calce) <<mentre oggi possiamo riconoscere che frasi come “un uomo bianco non può sposare una donna nera o ebrea” oppure che “neri ed ebrei sono inferiori” sono razziste ed antisemite, dire che “due donne non si possono sposare” oppure “che le persone LGBT sono malate e inferiori” sono affermazioni giustificate dalla libera espressione>>. 
 
Altro punto debole del disegno di legge e concessione alle 'istanze' di destra, il successivo articolo 7 che, di fatto, rende inapplicabile la prevenzione all’omotransfobia nelle scuole, perché invece di renderla obbligatoria (almeno nelle scuole superiori), lascia la scelta ai genitori e alle scuole. Quindi se in una scuola ci sono genitori o professori omofobi non si potrà fare prevenzione contro i pregiudizi verso le persone LGBT+. Almeno oggi la scelta spetta al Consiglio di Istituto e non a tutti i singoli genitori.
 
Ciò posto, anche con questi forti limiti, è indefettibile l'approvazione della legge sull'omotransfobia ed il Parlamento può e deve essere chiamato a rispondere di questo grave ritardo nella sua applicazione.

MduL 


Fonti ed Approfondimenti:
Articolo "Elodie contro l'ostruzionismo della Lega: "Sull'omofobia siete indegni". Lo sfogo della cantante dopo il rinvio della calendarizzazione della legge Zan in Senato" su repubblica.it del 30/03/2021;
Articolo "Ddl Zan, il centrodestra blocca la legge contro l’omotransfobia in Senato. Pillon esulta, per Fi i problemi sono altri. La rabbia di Elodie" di F.Q. per ilfattoquotidiano.it del 30/03/2021;
Articolo "La Lega contro il ddl Zan sull'omofobia: "Divisivo, così il Governo rischia"" su huffingtonpost.it del 31/03/2021;
Articolo "Omotransfobia, Zan (Pd): “La Lega non può tenere in ostaggio una Commissione e bloccare l’iter della mia legge. È indegno e inaccettabile”"/Video di Gisella Ruccia per ilfattoquotidiano.it del 01/04/2021
Articolo "Omotransfobia, cosa prevede il ddl Zan: dal carcere ai centri anti-violenza" su Sky-tg24 del 01/04/2021;
Articolo "Omotransfobia, cosa non va della legge?" di Fabrizio Marrazzo per Il Blog su huffingtonpost.it del 02/04/2021;
Proposta di legge alla Camera dei deputati n. 868 del 4/07/2018. Anche in formato pdf;  
Post MduL del 4-12 luglio 2020: "Legge Omotransfobia: dove siamo arrivati e quali sono le posizioni, sia a destra che a sinistra";
Post MduL del 20/10/2020: "Diritti: è prevista per il prossimo 20 ottobre 2020 la discussione in aula della Legge Zan sull'omotransfobia".

Diritti: è prevista per il prossimo 20 ottobre 2020 la discussione in aula della Legge Zan sull'omotransfobia

 
(Foto pickline.it)
_MduL, 17 ottobre 2020_ 
 
Il presente post, solo per segnalare l'approdo del disegno di legge cd "Zan" (dal nome del deputato relatore), sull'omotransfobia, nell'aula parlmentare, il prossimo 20 ottobre, martedi.

Nel ricordare che, in Italia, una legge contro l'omofobia è attesa da oltre 30 anni, riepiloghiamo velocemente l'iter che sta seguendo/affrontando tale proposta di legge nel nostro parlamento. 
Il ddl Zan è stato approvato il 29 luglio 2020 in commissione Giustizia alla Camera; il 3 agosto è iniziata la discussione generale in aula, poi interrotta dalla pausa estiva. 
Prima della ripresa della discussione in aula, però, su tale disegno di legge pende una cd "eccezione di costituzionalità" e ben 800 emendamenti, tutti, sia l'eccezione di incostituzionalità che gli 800 emendamenti, presentati dalle opposizioni, Lega e Fdi su tutti.
L'eccezione di costituzionalità, prerogativa parlamentare, può essere presentata da alcuni deputati e/o senatori, poiché si ritiene il testo di tale legge non conforme ai principi ed al dettato costituzionale del nostro paese. Così facendo, in caso di voto favorevole del parlamento su tale eccezione, si attiva la procedura avanti alla Suprema Corte Costituzionale che dovrà pronunciarsi sulla conformità o meno del testo. Tale voto, che si svolge con modalità non palese (ogni deputato, cioè, potrà votare secondo coscienza, poiché il voto è segreto), essendo pregiudiziale a tutti gli altri, avrà luogo subito, il prossimo 20 ottobre.
A seguire, l'aula parlamentare dovrà votare sugli 800 emendamenti presentati - si può supporre, come sempre accade, a scopi meramente ostruzionistici - dalle opposizioni al testo del disegno di legge.
Da segnalare che la scelta della data del 20 ottobre, non è casuale. Lo scopo è sfruttare la finestra libera prima dell'inizio della sezione di bilancio (quando l'attività del Parlamento si concentra in via esclusiva sulla manovra) e puntare a un'approvazione rapida delle legge che altrimenti rischia di rimanere in standby.
 
Dipende, dunque, da questi preliminari passaggi tecnici (con valenze di principio) l'iter della legge sull'omofobia in Italia. Una legge che, come detto, è attesa da ben 30 anni e che ancora oggi trova tanta parte della società contraria. Tante le manifestazioni dell'ultradestra cattolica e dei partiti dell'opposizione che, con pretesti più o meno plausibili, si oppongono all'approvazione di tale legge. Perfino i vescovi italiani si sono pronunciati in merito, dettando univoce e specifiche indicazioni di voto.

Ma cosa prevede questa proposta di legge, da far tanta paura e dare tanto fastidio a parte della società? Vediamolo. 
La proposta di legge sull'omofobia, da un lato estende le fattispecie previste dagli articoli 604 bis e ter del codice penale (legge Reale-Mancino contro i reati d'odio verso razza, etnia, nazionalità e religione) ai crimini legati al sesso, al genere, all'orientamento sessuale e all'identità di genere; dall'altro istituisce e organizza l'attività di centri antidiscriminazione e case rifugio per accogliere e proteggere le vittime di violenze e discriminazioni omotransfobiche.
Quindi, in altri termini, tale disegno di legge altro non fa che estendere le protezioni previste dalla legge Mancino del 1993 per i reati d'odio motivati dall’etnia e l’orientamento religioso, punendo con il carcere chi commette violenza o incita a commettere violenza sulla base dell’orientamento sessuale. 
Così facendo, le opposizioni gridano al reato d’opinione. Per loro, cioè, bisogna essere liberi di denigrare ed istigare all'odio delle persone Lgbtqi, senza la paura di incorrere in un reato, come è stato ed è ancora oggi.
 
Ecco, tutto qui. Non ci sembra una cosa tanto rivoluzionaria, certo non è contro la nostra costituzione ed i principi fondamentali del nostro ordinamento!.

Non ci resta che sperare in un sussulto di dignità del nostro parlamento.
MduL


Fonte:
Articolo "Omotransfobia, la legge Zan in aula il 20 ottobre. L'appello del Pd a Lega e FdI: "Ritirate le pregiudiziali di costituzionalità"" di Monica Rubino per repubblica.it del 9/10/2020
  

A Novara l'ennesima aggressione omofoba ai danni di due ragazze lesbiche. Autori del pestaggio, i vicini di casa.

Foto da articolo di Carlotta Rocci per repubblica.it
 
_MduL, 19 settembre 2020_
 
Speravamo di non dover più scrivere di queste notizie, ma eccoci di nuovo qui, a dover dare conto dell'ennesima aggressione omofoba ai danni di due ragazze lesbiche.
 
Questa volta siamo a Novara, città del Piemonte, secondo comune per numero di abitanti dopo Torino. Qui, da tre anni, convivono due ragazze lesbiche, di 22 e 29 anni, in uno degli appartamenti Atc di via Adamello, quartiere 'complicato' di Novara.Con loro, nello stesso stabile, i vicini di casa, che le hanno picchiate solo perché lesbiche e conviventi.
 
Ma veniamo ai fatti, così come riportati nella denuncia depositata in procura dal loro legale, Maurizio Antoniazzi, nei giorni scorsi.
 
Gli insulti e le frasi omofobe sono cominciate quando le due donne si sono trasferite nell'appartamento di via Adamello e, nello specifico, dopo aver segnalato dei comportamenti illeciti all'interno del condominio. Da allora le due donne avevano iniziato a ricevere insulti, tipo: "State zitte lesbiche", o ancora "Lesbiche di m...".  
 
Alcuni giorni fa, però, le aggressioni sono diventate fisiche: dopo una discussione a parole, le due ragazze sono scese in cortile per chiarire con i vicini ed "è scoppiato l'inferno": il padre ha cominciato a colpire una delle due donne senza che l'altra riuscisse a fare niente per difenderla, poi è arrivato anche il figlio.
 
Quando è intervenuta la polizia ha denunciato tutti per rissa, anche le ragazze, sennonché queste ultime hanno potuto consegnare con il loro esposto anche un video di 20 secondi, che permette di ricostruire perfettamente le dinamiche e le responsabilità. 
In questo video, che riprende esattamente il momento dell'aggressione, si vede la più giovane delle due ragazze a terra, con il suo aggressore che si accanisce, colpendola con un calcio in testa, con tale forza e cattiveria da spingere il loro legale alla richiesta di valutare anche l'ipotesi di tentato omicidio (ed in effetti, il calcio ricevuto in testa, avrebbe potuto ucciderla).
 
Comunque, per fortuna, nulla di tutto ciò è successo, anche se la giovane donna è stata ricoverata in ospedale e poi dimessa con trenta giorni di prognosi, il naso rotto e una frattura di un'orbita.

Il commento finale delle ragazze? "Per fortuna è intervenuta la polizia e ha fermato quella violenza". Già, proprio una fortuna, ma quanto ancora dovrà passare perché la vita di altre di noi debba dipendere solo dalla fortuna e dal caso?.E' urgente l'approvazione della legge contro l'omofobia e la transfobia, è urgente educare alla diversità ed al rispetto di tutto e di tutti!! (e qui, un pensiero va anche al giovane e meraviglioso Willy, privato della sua giovane vita, senza una valida ragione...).
 
MduL
 


Fonte:
Articolo "Novara, l'accusa di due ragazze: "Prese a calci in faccia perché lesbiche"" di Carlotta Rocci per repubblica.it del 18/09/2020