Ultimo aggiornamento il 26 luglio 2026

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Elisa Pomarelli, la giovane donna lesbica vittima di 'femminicidio' ad opera del 'mostro' Massimo Sebastiani...

Elisa Pomarelli in una foto tratta dall'articolo "Stella troppo bella per volare in cielo in questo modo ingiusto" del sito today.it
_ MduL, 22 settembre 2019 _

E' degli inizi di questo mese la notizia agghiacciante della morte di Elisa Pomarelli. Una ragazza di nemmeno trent'anni, ennesima vittima di 'femminicidio', ennesima vittima di un uomo che ha ritenuto di doverle togliere la vita solo perché non lo voleva e poco importa se il motivo per il quale Elisa non voleva Massimo Sebastiani era il suo essere lesbica, il suo amare le donne, come noi.
Quel 'mostro' (altro che 'gigante buono', come qualche giornalista zelante ha avuto modo di scrivere!), in una giornata come le altre, in cui si erano visti ed avevano mangiato insieme come altre volte, dopo il suo rifiuto, come le altre volte, questa volta ha ritenuto di doverla uccidere, strangolandola, nel suo pollaio.
Non pago, dopo averla uccisa, l'ha avvolta in un telo, messa nel porta bagagli della macchina e l'ha sotterrata in un podere appartenente al padre di una sua ex...
Ancora non pago di tale orrore, ha provato a depistare da subito le indagini ed infine è scappato, rendendosi latitante per alcuni giorni (giorni nei quali si aveva ancora la speranza che Elisa fosse viva).
Infine, è di ieri la notizia, delle ultime dichiarazioni offensive oltre che palesemente costruite ai fini della futura difesa in aula, rilasciate ai giudici da Sebastiani: "Elisa guardandomi in faccia disse che forse non c'era più bisogno di vederci così spesso. Ho capito in un secondo che lei mi aveva solo preso in giro e che adesso che aveva trovato il modo per guadagnare dei soldi non le servivo più".

Elisa con Sebastiani (foto tratta da articolo huffingtonpost. Link in calce)
E no, ora basta!! E' evidente il tentativo, ancora una volta, di Sebastiani di allegerire le proprie responsabilità, buttando discredito su Elisa, la sua vittima!.
Per carità, noi non eravamo in quel pollaio e non possiamo sapere cosa è successo realmente, ma, visti i precedenti sopra citati, è facile intuire come tale affermazione sia falsa, pretenziosa e tendenziosa. 
Come hai capito solo in quel momento che ti stava prendendo in giro? Ma se era da una vita che Elisa ti diceva che non c'era e non ci sarebbe mai stato niente tra voi, che eravate solo amici ecc...
E, ciò che è peggio ed indigna ancor più, semmai fosse possibile, come sarebbe che aveva trovato modo di guadagnare dei soldi e tu non le servivi più?? Vuoi lasciare intendere che eri un povero innamorato che veniva ciruito dalla maliarda di turno che lo teneva sul filo per spillargli dei soldi? Ma vergogna!!
Insomma, di questo orribile femminicidio nulla è accettabile, non la morte di Elisa, meravigliosa donna e lesbica, non i motivi per i quali è stata uccisa, non le azioni e le dichiarazioni portate dal reo confesso Massimo Sebastiani, non gli articoli di giornale vergati nell'immediatezza del fatto, allorquando molti-troppi giornalisti hanno parlato di un povero uomo che aveva agito d'impulso, vittima di un amore non corrisposto, non le reazioni scomposte che hanno lasciato intendere che una lesbica se lo meritava pure!!....
Insomma, un po' di pace e di rispetto per Elisa, non in quanto lesbica, ma in quanto giovane donna uccisa nel fiore degli anni dalle meschine e brute mani di un mostro!!...

Riposa In Pace Elisa, con tutto il cuore.
MduL



Fonti ed Approfondimenti:
Articolo <<"Ho ucciso Elisa perché mi aveva preso in giro. E l'ho afferrata per il collo">> su huffingtonpost.it del 21/09/2019;
Articolo <<Piacenza, la follia dell'assassino: "Elisa mi aveva preso in giro">> su repubblica.it/bologna del 21/09/2019
Foto tratta da Articolo Elisa Pomarelli, il ricordo di un'amica: "Stella troppo bella per volare in cielo in questo modo ingiusto"

Il 25 novembre la "Giornata Mondiale Contro la Violenza sulle Donne"

Il manifesto della "Giornata Contro la Violenza sulle donne", dal sito icdruento.gov.it

Non ci si può e non ci si vuole esimere dal segnalare che il prossimo martedi, 25 novembre, sarà la giornata Internazionale contro omicidi e crudeltà di genere, cioè contro la violenza sulle donne, istituita - haimé - già dal 1999 dalle Nazioni Unite.
Nello specifico, il 17 dicembre del 1999, con la risoluzione n. 54/134, l'Assemblea Generale delle Nazioni Unite ha designato il 25 novembre come Giornata internazionale per l'eliminazione della violenza contro le donne e ha invitato i governi, le organizzazioni internazionali e le ONG a organizzare attività volte a sensibilizzare l'opinione pubblica in quel giorno.
La data del 25 novembre, così ufficializzata dall'Onu, fu scelta da un gruppo di donne attiviste, riunitesi nell'Incontro Femminista Latinoamericano e dei Caraibi, tenutosi a Bogotà nel 1981, in ricordo del brutale assassinio nel 1960 delle tre sorelle domenicane Mirabal, considerate esempio di donne rivoluzionarie per l'impegno con cui tentarono di contrastare il regime di Rafael Leónidas Trujillo (1930-1961), il dittatore che tenne la Repubblica Dominicana nell'arretratezza e nel caos per oltre 30 anni.
In Italia solo dal 2005 alcuni centri antiviolenza e Case delle donne hanno iniziato a celebrare questa giornata. Ma negli ultimi anni anche istituzioni e vari enti come Amnesty International festeggiano questa giornata attraverso iniziative politiche e culturali. Nel 2007 100.000 donne (40.000 secondo la questura) hanno manifestato a Roma "Contro la violenza sulle donne", senza alcun patrocinio politico. È stata la prima manifestazione su questo argomento che ha ricevuto una forte attenzione mediatica, anche per le contestazioni che si sono verificate a danno di alcuni ministri e di due deputate.
Dal 2006 la Casa delle donne per non subire violenza di Bologna promuove annualmente il Festival La Violenza Illustrata, unico festival nel panorama internazionale interamente dedicato alla Giornata mondiale contro la violenza sulle donne. Ormai centinaia di iniziative in tutta Italia vengono organizzate in occasione del 25 novembre per dire no alla violenza di genere in tutte le sue forme. [Fonte: Wikipedia]
APPUNTAMENTI E MANIFESTAZIONI: per avere una visione più ampia e dettagliata di tali iniziative, finalmente su tutto il territorio nazionale, si rinvia all'articolo "Giornata internazionale contro la violenza sulle donne: tutti gli eventi in Italia" scritto da Ilaria Lonigro per la sezione "Donne" del sito ilfattoquotidiano.it (link in fondo al post).
Del resto, che la violenza contro le donne rappresenta, a tutti gli effetti, un problema mondiale financo di salute pubblica che è possibile considerare come una tra le maggiori violazioni dei diritti umani che conosciamo al giorno d’oggi.
Ma vediamo più in dettaglio, grazie ad un altro articolo del sito ilfattoquotidiano.it ("Assistenza telefonica gratuita per la Giornata contro la violenza sulle donne" di Roberta Rossi per la sezione "Donne di fatto" - link in fondo al Post), quali sono, secondo lo studio redatto nel 2013 dalla World Health Organization (WHO), i numeri - allarmanti!! - della violenza sulle donne.
Per il WHO, infatti,  la violenza fisica o sessuale colpisce più di un terzo delle donne nel mondo (35%), e quella domestica, inflitta dal partner, è la forma più comune (30%) ma, in verità, i dati sono ancor più allarmanti se si considerano tutti quei casi non rilevati per via di una mancata denuncia.
Il Paese dove le donne sono più a rischio è il Sud-est asiatico, dove più della metà (58,8%) degli omicidi avviene per mano di mariti, fidanzati o compagni. A seguire troviamo i Paesi ad elevato reddito (41,2%), tra questi vi è anche l’Italia; le Americhe (40,5%) e infine l’Africa (40,1%).
Ed in Italia? Bhè, da noi, se è possibile le cose vanno ancora peggio!. 
Foto dal sito sinistraospi.blogspot.com
Dall'ultimo rapporto di Eures, infatti, si evince che da noi muore una donna ogni due giorni e che si assiste ad un aumento - e non ad una diminuzione! - dei cd "femminicidi": al Sud del 27 per cento nel 2013!! ed al centro del 50%  mentre il nord rimane saldamente al comando, con il (triste) record di femminicidi in famiglia.
Tutto questo, senza considerare il fatto che in Italia soltanto il 7% delle donne trova la forza, il supporto ed il coraggio per denunciare!! Del resto, come si è visto, spesso anche denunciando non accade nulla e le donne prima violentate e massacrate di botte, diventano alla fine dei semplici numeri statistici, ricompresi nella terribile terminologia: "vittima di femminicidio", magari con delle foto e/o delle scarpette rosse sul selciato a rappresentarle....
Siamo donne, figlie, sorelle, madri, nonne, zie, amiche, semplici conoscenti di altre donne....diamoci una mossa, tocca a noi per prime prendere consapevolezza e dare una mano alle altre donne!.
MduL

Articoli e Pagine web utilizzati per la redazione del Post:

Da donne a donne: un Post sul Femminicidio

Mi spiace, mi rendo conto che forse questo non è il contesto adatto, ma ritengo un mio preciso dovere civico condividere con voi questo bellissimo articolo che ho accidentalmente letto sul settimanale Gioia della scorsa settimana. L'articolo è stato redatto a cura di Rossana Campisi, ma la storia è stata scritta ed inviata per email alla rivista, dall'immensa Giulia, accolta in un centro di accoglienza per le donne, dopo essere scappata dal "suo" Pietro.
Ebbene, secondo me è riuscita nell'opera titanica di sintetizzare in poche e scarne righe tutto ciò che caratterizza e connota il fenomeno del cd Femminicidio. Trovo sia un ariticolo sconvolgentemente bellisimo e, per questo, ritengo sia un dovere condividerlo.
Perchè ci siano Una, Cento, Mille Giulia e più nessun Pietro...
MduL