Ultimo aggiornamento il 26 luglio 2026

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Ecco come è finita la vicenda che vedeva coinvolti l'Istituto scolastico paritario Sacro Cuore di Trento ed una sua docente, discriminata per il suo orientamento sessuale: Vittoria su tutta la linea!


Molte di voi ricorderanno la storia di due anni fa, che fece molto scalpore, della direttrice dell'Istituto scolastico superiore cattolico PARITARIO Sacro Cuore di Trento, Suor Eugenia, che non rinnovò il contratto ad un'insegnante perché questa si rifiutò di smentire di essere lesbica.
Nello specifico, la docente, come è di tutta evidenza, si era rifiutata di rispondere ad una domanda tanto personale e, dunque, la Madre Superiora Eugenia aveva pensato bene di ritenere le voci su una sua presunta (o vera, non è questo che importa) omosessualità fondate e di non rinnovarle il contratto perché, con le sue stesse parole "Visto che in questa scuola si fa educazione e bisogna avere attenzione alle persone. C’è tutto un discorso che gira intorno ai bambini che frequentano la scuola: è un discorso educativo”.
Da qui, non appena trapelata la notizia su tutti i quotidiani nazionali il dibattito e le posizioni pro e contro la sortita di Suor Eugenia che sono durate anni e che hanno viste coinvolte anche tutte noi di MduL. Ne abbiamo infatti parlato diffusamente in due post, il primo pubblicato nell'imminenza delle'evento, il 20/07/2014 e dal titolo "Trento: non smentisce di essere lesbica e la scuola non le rinnova il contratto" ed il secondo in occasione di uno spiacevole sviluppo della vicenda, allorquando vennero riconosciuti lo stesso i finanziamenti pubblici, in quanto scuola paritaria, all'Istituto in oggetto, pur con le posizioni antidemocratiche e discriminatorie espresse dalla sua direttrice nel caso in esame, dello scorso 4/01/2015 e dal titolo "La scuola 'paritaria' Sacro Cuore di Trento dopo aver buttato fuori insegnante presunta lesbica riceve lo stesso i fondi pubblici". Torniamo ora a parlarne e con immensa gioia, a chiusura della vicenda. 
E' di giusto di due iorni fa la notizia (appresa dal sito ilfattoquotidiano.it, nell'articolo "Trento, insegnante non smentisce omosessualità e non le rinnovano il contratto: scuola condannata" di Giuseppe Pietrobelli)  che L'Istituto paritario Sacro Cuore dovrà risarcire con ben 25 mila euro la docente ingiustamente discriminata per il suo orientamento sessuale!! Così ha deciso Michele Cuccaro, giudice del tribunale di Rovereto, che ha anche condannato la scuola a rifondere 1.500 euro ad ogni associazione che si era costituita parte civile, la Cgil del Trentino e l’Associazione Certi diritti, per discriminazione collettiva.
Vittoria, dunque, su tutta la linea....Fantastico!

Con Gioia.
MduL

Post precedenti sull'argomento:

La scuola 'paritaria' Sacro Cuore di Trento dopo aver buttato fuori insegnante presunta lesbica riceve lo stesso i fondi pubblici

Il lodo dell'Istituto Sacro Cuore di Trento (andreafacchinelli.wordpress.com)

Si è già raccontato, lo scorso 20 luglio, della disarmante e triste vicenda di omofobia e discriminazione che ha visto coinvolte la direttrice dell'Istituto scolastico paritario cattolico Sacro Cuore di Trento, la Superiora dott.ssa Ida Libratore (Madre Eugenia) ed una delle docenti a quel tempo in servizio presso il presso scolastico.
Ma, per quante di voi non avessero presente di cosa si sta parlando, riservandosi di rinviarvi per una lettura completa al post di riferimento (link in fondo al presente post) ecco un veloce e sintetico sunto.
Nel luglio dello scorso anno, 2014, è venuta fuori questa storia che vede la madre superiora dell'Istituto scolastico PARITARIO Sacro Cuore di Trento, chiamare nel proprio ufficio una delle sue insegnanti per chiederle di confermare alcune voci che le erano arrivate all'orecchio, in merito ad una sua presunta omosessualità.
Come è di tutta evidenza, l'insegnante si è rifiutata di rispondere alle domande della Madre Superiora e per questo motivo il suo contratto di insegnamento non è stato più rinnovato, dopo ben cinque anni, dall'Istituto scolastico.
Suor Eugenia (www.internationalpost.org)
Ora come allora, comunque, il punto non è (l'inqualificabile) gesto della Madre Superiora Suor Eugenia, Ida Libratore, ma il fatto che una tale discriminazione sia avvenuta in un istituto scolastico paritario, dove, cioè, lo stato interviene con i fondi pubblici di tutti quanti noi per garantire l'istruzione dei ragazzi in esso iscritti.
Non è la chiesa, dunque, a sostenere l'istituto Sacro Cuore ma lo Stato, dovendo quindi la scuola garantire l'istruzione scolastica dei ragazzi di Trento che ne facciano richiesta.
La rettrice, dunque, potrebbe tranquillamente agire così come ha agito, se la scuola fosse esclusivamente privata ed esclusivamente gestita e finanziata dalla chiesa italiana ma così non è: usufruisce anche dei finanziamenti pubblici. Dopo la vicenda dell'insegnante lesbica e la sua gestione, non avendo la scuola operato come di dovere, non restava altro che interrompere, in coerenza, il flusso dei finanziamenti pubblici...sennonché...
Sennonché, siamo in Italia e quindi leggete cosa è successo.
E' di questi giorni, infatti, la notizia che la Provincia di Trento ha nuovamente stanziato i fondi pubblici alla scuola omofoba e discriminante, con le parole del Presidente della provincia Ugo Rossi così giustificandosi: " la provincia ha fatto un'attività ispettiva finalizzata a verificare se c'è stata la discriminazione verso l'insegnante lesbica e non sono emersi elementi per mettere in discussione la parità scolastica dell'istituto religioso ", e dunque il contributo pubblico Trentino sarà erogato per la sua totalità anche nei prossimi anni. Contributo che, per la cronaca, ammonta a ben 4000 mila euro per studente!.
(da sito pdlcasolavalsenio.blogspot.com)
Impossibile commentare oltre con serenità, si lasciano dunque le ultime impressioni al commento di Alessandro Giacomini nel suo articolo "Il contributo omofobo della giunta provinciale Trentina" (link in fondo al Post): "Molti Trentini hanno consumato gli occhi sulla dichiarazione del governatore Rossi ad altri i loro sguardo è apparso come quello di Caronte, " di giada " , tutti si sono chiesti se la giunta priovinciale, il giorno 25 ottobre a pagina 25 ad un quotidiano regionale l'adige avesse letto la testuale dichiarazione di suor Eugenia libratore, alla domanda del giornalista: "lei non ha confermato il contratto alla docente lesbica, pentita ? o lo rifarebbe ? risposta : " è come aver dato una mano di lucido all'istituzione, oggi sono convinta più di prima che sia stata la scelta giusta", "ho voluto sentire la docente, chiedendo una smentita, che non è arrivata. Ho avuto la conferma di una tipologia di persona non adatta a questo ambiente. E' una persona che ha una identità e che si dovrebbe collocare da sola in un posto a lei adatto, è come se una donna che volesse abortire si rivolgesse all'ospedale San Camillo ".
Nel frattempo un autorevole quotidiano nazionale telefona alla suora direttrice della scuola che clamorosamente (è chiaro che la suora non è abituata a misurare le parole, sotto i riflettori non è stata divinamente diplomatica), conferma le precedenti dichiarazioni.
Più chiaro di cosi, alla luce dei dati oggettivi si può tranquillamente affermare che l'indagine ispettiva della giunta provinciale è servita al mero scopo di finanziare la scuola cattolica con un contributo omofobo, a cosa serve stabilire, di principio, che le scuole cattoliche devono garantire la non discriminazione, se poi ipocritamente si lascia passare tali dichiarazioni, cara giunta provinciale, far finta che non sia cosi è delittuoso.
MduL

Link ed Articoli utilizzati per la redazione del Post:
- Articolo "Il contributo omofobo della giunta provinciale Trentina" di Alessandro Giacomini per lavocedeltrentino.it

Trento: non smentisce di essere lesbica e la scuola non le rinnova il contratto


Il piazzale dell'Istituto Sacro Cuore di Trento

Questa triste quanto disarmante vicenda è emersa grazie all'articolo "Trento, non smentisce omosessualità, la scuola non le rinnova il contratto", scritto da Giuseppe Pipitone lo scorso 19/07/2014 per il "Fatto Quotidiano".
Stiamo parlando di una storia, l'ennesima, di omofobia e discriminazione che ferisce ancor più perché perpetuata questa volta dalla direttrice dell'Istituto scolastico paritario cattolico Sacro Cuore di Trento, la Superiora dott.ssa Ida Libratore (Madre Eugenia), nei confronti di una docente dell'Istituto alla quale non è stato più rinnovato il contratto di lavoro, dopo cinque anni, perché la stessa si è rifiutata di rispondere alla domanda diretta di Madre Eugenia circa una sua presunta omosessualità!.
Si, avete letto bene. La Direttrice di un Istituto Superiore PARITARIO, che, in quanto tale, istruisce i nostri giovani studenti, ed eroga servizi in nome e per conto dello Stato, dal quale prende cospicui finanziamenti pubblici, inopinatamente violando financo la carta costituzionale, ha pensato bene di telefonare alla docente presunta lesbica (aveva sentito delle voci, si sa, il paese è piccolo e la gente mormora...) chiedendole di confermare o smentire la voce che la dava come compagna di un'altra donna.
La docente, come è di tutta evidenza, si è rifiutata di rispondere ad una domanda tanto personale e, dunque, la Madre Superiora Eugenia ha pensato bene di ritenere le voci fondate e di non rinnovarle il contratto perché, con le sue stesse parole "Visto che in questa scuola si fa educazione e bisogna avere attenzione alle persone. C’è tutto un discorso che gira intorno ai bambini che frequentano la scuola: è un discorso educativo”. E meno male che nel sito dell'Istituto Sacro Cuore, nella sua HomePage, si legge, testualmente: "L'Istituto S. Cuore mette al centro della sua attività i bambini e i ragazzi, con le loro famiglie, in coerenza con il Carisma della Fondatrice Teresa Verzeri; persegue la promozione umana, culturale e spirituale dei propri studenti ed è attento alle realtà territoriali, nazionali ed europee con il quale interagisce."
In ogni caso, per scansare subito da equivoci la problematica così come è stata impostata, il punto non è ciò che pensa la Madre Superiora Eugenia, il punto è che la scuola è paritaria, dunque, deve garantire un determinato approccio e deve tutelare determinati diritti poiché da un'offerta formativa che deve essere conforme a quella statale di cui, a tutti gli effetti, con l'equiparazione, fa parte. Tra questi diritti, il più logico ed indiscutibile è quello sancito dal primo comma dell'art.3 della nostra Costituzione: "Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali."
Ecco, come direbbe a questo punto Suor Eugenia: Amen.
MduL

Ecco, questa l'introduzione, ecco ora l'articolo del "Fatto Quotidiano" fonte di questo Post: "Trento, non smentisce omosessualità, la scuola non le rinnova il contratto"di Giuseppe Pipitone del 19/07/2014.
"Dopo cinque anni non le viene rinnovato il contratto perché si rifiuta di smentire la sua presunta omosessualità. Succede a Trento, dove una docente del Sacro Cuore, un istituto paritario cattolico, è stata posta davanti al bivio: o smentisci di avere una compagna e di essere lesbica, o il tuo contratto non verrà rinnovato. “Insegno in quella scuola da cinque anni, e ogni anno non c’erano stati problemi: anzi direttrice e genitori erano entusiasti per il mio lavoro” racconta al fattoquotidiano.it la docente, che ha chiesto di mantenere l’anonimato, per motivi di privacy. “Quest’anno – prosegue – sapevo che il mio contratto si sarebbe esaurito dopo gli esami di fine anno. Invece mercoledì scorso mi chiama la madre superiora, pensavo fosse per il nuovo contratto e invece esordisce con una domanda strana: vuole sapere se è vero quello che si dice in giro, e cioè che avrei una compagna e che quindi fossi lesbica”.
A quel punto la discussione precipita. “Chiaramente mi sono rifiutata di rispondere: mi sono sentita offesa, per quella domanda che entra a gamba tesa dentro la vita privata di una persona. Lei però non ha desistito: sembrava che le bastasse una mia smentita in quella sede, ma alla fine ha detto che se non rispondevo era perché evidentemente le voci erano vere e se non dimostravo il desiderio di risolvere quel problema non c’erano possibilità d’intesa. Per lei in pratica era la mia omosessualità, vera o presunta, a rappresentare il problema. Non l’omofobia, ma l’omosessualità”.
Madre Eugenia Libratore
Il rinnovo del contratto per la docente, a quel punto, è fuori discussione. “Il problema non è se io sono o non sono lesbica. Il problema è che questo non deve assolutamente incidere in nessun ambito lavorativo”. La madre superiora, direttrice della Sacro Cuore, si chiama madre Eugenia Libratore. “L’istituto Sacro Cuore dichiara che ha regolarmente portato a termine i contratti in essere, e nel caso di contratti a termine sono state rispettate le scadenze prestabilite” è il senso di uno scarno comunicato di replica diffuso dalla scuola, in cui si spiega come il mancato rinnovo del contratto sia legato alla riduzione dell’organico. In un’intervista alla radio locale Nbc, però, suor Eugenia Libratore ammette l’incontro e il contenuto del colloquio con la docente. “Io ho fatto solo una domanda: ho avuto questa percezione, lei ci può aiutare a capire? Visto che in questa scuola si fa educazione e bisogna avere attenzione alle persone. C’è tutto un discorso che gira intorno ai bambini che frequentano la scuola: è un discorso educativo”.
“Se il mancato rinnovo, come sostenuto dall’insegnante, fosse basato su un orientamento che attiene ad una sfera personalissima la cosa sarebbe grave: l’ordinamento italiano vieta licenziamenti discriminatori, anche se si tratta di mancato rinnovo il principio è il medesimo” è quanto dichiarato da Sara Ferrari, assessore alle pari opportunità della provincia di Trento. L’istituto Sacro Cuore accede infatti ai finanziamenti erogati dalla provincia autonoma di Trento. Il caso era stato sollevato nei giorni scorsi dai comitati trentini che hanno sostenuto la Lista Tsipras alle ultime elezioni europee. “Ciò che desta preoccupazione e sdegno – scrivono – è la violazione dell’articolo 3 della Costituzione, compiuta all’interno di una scuola paritaria, cioè una scuola che dovrebbe erogare un servizio pubblico, e così riesce ad ottenere finanziamenti pubblici dalla Provincia Autonoma di Trento grazie anche alla garanzia di servizi agli studenti, che la scuola pubblica non può offrire a causa dei ripetuti e molteplici tagli ai fondi”. Intanto la docente non ha ancora deciso se sporgere o meno denuncia. “Dalla preside non ho ricevuto neanche una telefonata, non so se sporgerò denuncia, al momento sono disoccupata, ma non voglio più avere a che fare con quella scuola”. Twitter: @pipitone87
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Qui, se avete voglia di leggero direttamente dalla fonte, il link all'articolo originale: 
Qui, invece, per completezza, il link al sito dell'Istituto Sacro Cuore di Trento

MduL