Ultimo aggiornamento il 26 luglio 2026

Visualizzazione post con etichetta festival cinema. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta festival cinema. Mostra tutti i post

Festival del cinema di Firenze: al via la 13esima edizione del Florence Queer Festival (11-17 novembre 2015)

La locandina della 13^ edizione del Florence Queer Festival (makemefeed.com)

Apprendiamo dall'inestimabile sito cinemagay.it che nelle date tra l'11 ed il 17 novembre prossimi, nell'ambito della 50giorni di cinema Firenze, si terrà  la 13^ edizione del Florence Queer Festival,  diretto da  Bruno Casini e Roberta Vannucci.
Come riportato dal sito, << anche quest’anno il Florence Queer Festival conferma di essere un festival multidisciplinare, di respiro internazionale e molto attento a dare visibilità a tutte le diverse forme espressive del panorama LGBT".
In questa tredicesima edizione diversi film presentati trattano di un tema molto attuale, quello dei rapporti affettivi con immigrati ed espatriati (Desire Will Make You Free, 7 Kinds of Wrath, Je Suis à Toi, Dòlares de arena). 
Come al solito grande spazio viene dato ai personaggi eccentrici, fuori dal coro, che si distinguono in campo musicale ed artistico (Principe Maurice, Desire Will Make You Free, La donna pipistrello). 
Numerosa la presenza, anche in sala, di Drag Queen, Drag King, trasformisti e Burlesque
Molto interessanti i documentari sulla storia LGBT, come Reel in the Closet e Seed Money: The Chuck Holmes Story. Tematica che fortunatamente vede anche qualche buon titolo italiano come Torri, checche e Tortellini e La donna pipistrello. 
Ma ciò che più conta per noi, molto ampia è quest’anno la selezione di film lesbici, che va dalle risate di lana grossa di "S&M Sally", a commedie più sofisticate come "Portrait of a Serial Monogamist" e "Das Floss!", ai documentari come "Mamis" e "Je Suis Annemarie Schwarzenbach", sino ad arrivare a prodotti davvero intellettuali come "The Royal Road" di Jenny Olson. >>
* * * * *
Che dire, non vi resta che partecipare al Festival. Per farlo, ecco le coordinate:

Dove: Cinema Odeon di Firenze

 
Prezzi biglietti 2015: riportiamo qui i prezzi indicati sul sito del festival per le sole attività relative ai film ed alle opere teatrali, per il resto delle iniziative, si rinvia al sito ufficiale del festival.
> CINEMA
Pomeridiano: € 5 (miniabbonamento per tutte le proiezioni dalle 15 alle 21)
Serale: € 7, ridotto € 6; (miniabbonamento per tutte le proiezioni dalle 21 in poi)
Giornaliero: € 10, ridotto € 8
Abbonamento: € 35 (tutte le proiezioni pomeridiane e serali)
Abbonamento pomeridiano: € 15 (tutte le proiezioni dalle 15 alle 21)
N.b.: Tutte le proiezioni sono vietate ai minori di anni 18.
> TEATRO
Intero € 14
Ridotto € 12

Rinvio ed approfondimenti anche qui: scheda del Festival del sito cinemagay.it, con anche l'intervista al direttore artistico del FQF insieme a Roberta Vannucci, Bruno Casini sui titoli assolutamente da non perdere di questa 13° edizione.
 
Ecco fatto, ora lo sapete anche voi. 
Buona partecipazione.
MduL

Segnalazione Festival: già in corso il Gender Bender a Bologna

La locandina del Festival (travelnews24.it)

Vi segnaliamo il Festival Internazionale Gender Bender di Bologna (iniziato ieri, 31 ottobre e che terminerà il prossimo 8 novembre) che, a quanto riportato sul sito ufficiale dell'evento, "presenta al pubblico italiano gli immaginari prodotti dalla cultura contemporanea legati alle nuove rappresentazioni del corpo, delle identità di genere e di orientamento sessuale.
Il festival è interdisciplinare e propone un programma che si articola in proiezioni cinematografiche, spettacoli di danza e teatro, performance, mostre e installazioni di arti visive, incontri e convegni di letteratura, concerti e live set di musicisti e dj, party notturni.
È un modello reale di come le differenze possano dare un contributo concreto alla costruzione di una società più ricca e accogliente sotto il profilo umano, sociale e culturale.
Gender Bender è prodotto da Il Cassero LGBT Center di Bologna.
Fa parte di Bologna Contemporanea, la rete di festival che opera in città con un respiro internazionale.
Gender Bender ha sviluppato due progetti speciali che hanno luogo anche al di fuori del periodo del festival.
Performing Gender è un progetto europeo che unisce danza contemporanea e ricerca sul genere, realizzato in partnership con Dutch Dance Festival di Maastricht (Paesi Bassi), Paso a 2 – Certamen Coreografico de Madrid (Spagna) e Queer Season – Domino di Zagabria (Croazia).
È sostenuto dall’Unione Europea attraverso il Programma Cultura 2007 – 2013 (strand 1.2.1, progetti di cooperazione).
Cominciato nel maggio 2013, terminerà a Bologna nel marzo 2015. Coinvolge 17 artisti tra coreografi, performer e artisti visivi, provenienti dai quattro paesi europei, impegnati in un percorso biennale di formazione e creazione. L’obiettivo è creare opere coreografiche che rappresentino le identità con il linguaggio della danza, per inaugurare un dialogo aperto sulle differenze.
Teatro Arcobaleno è un progetto rivolto ai bambini e alle loro famiglie. Utilizza il linguaggio teatrale per promuovere il rispetto delle differenze, viste come portatrici di ricchezza culturale.
È un percorso formativo della durata di un anno, promosso in partnership con Teatro Testoni Ragazzi / La Baracca, Fondazione ERT Emilia Romagna Teatro, Pubblico Teatro di Casalecchio e CSGE – Centro Studi sul Genere e l’Educazione del Dipartimento di Scienze dell’Educazione Giovanni Maria Bertin dell’Università degli Studi di Bologna.


Noi personalmente segnaliamo, senza alcuna presunzione di completezza, i seguenti film (potete trovare tutte le indicazioni utili nel programma del festival):

- The Duke of Burgundy 
regia di Peter Strickland (UK, 2014, 106’)
Cinema Lumière 31/10/2015 h: 22:00
 
- GRANDMA
regia di Paul Weitz (Stati Uniti, 2015, 79’)
Cinema Lumière 01/11/2015 h: 20:00
 
- PORTRAIT OF A SERIAL MONOGAMIST 
regia di Christina Zeidler e John Mitchell (Canada-Stati Uniti, 2015, 84’) 
PRIMA NAZIONALE
Cinema Lumière 07/11/2015 h: 22:00
 
- GAYBY BABY 
regia di Maya Newell (Australia, 2015, 85’) 
PRIMA NAZIONALE
Cinema Lumière 08/11/2015 h: 18:00

- THE FALLING 
regia di Carol Morley (UK, 2014, 103’)
Cinema Lumière 08/11/2015 h: 22:00

A quante di voi potranno partecipare, Buona Visione.
MduL

I Film Lesbici del 29° 'Teddy Award' della Berlinale


Si apprende dall'inestimabile sito cinemagay.it che si è tenuto nei giorni scorsi il 29mo "Teddy Award della Berlinale" vero e proprio festival del cinema gay, antesignano dei premi LGBT interni ai grandi Festival internazionali, che quest'anno ha avuto come tema la celebrazione delle icone queer, personaggi gay, lesbici , bisessuali, e trans, da Valeska Gert a Divine, da James Dean a Barbara Stanwyck, da Sergei M. Eisenstein a Virginia Woolf, persone che hanno contribuito ad oltrepassare i confini dell'arte, spesso per vivere, o sopravvivere, nella società dei cosiddetti 'normali'. In particolare, il Teddy Award è stato dedicato alla figura Rainer Werner Fassbinder - in foto nella locandina della manifestazione sopra riportata - la cui vita è oggetto del documentario di Christian Braad Thomsen: "Fassbinder – To Love Without Demands". Fassbinder, infatti, morto nel 1982, a soli 37 anni, ha compiuto opere che hanno influenzato davvero molto il cinema delle ultime generazioni.
Tanti i film presentati e tanti quelli interessanti. Ma vediamo, nel dettaglio, quali sono i Film, tra i tanti presentati che più ci interessano poiché a tematica prettamente saffica [vi segnalo che tutte le foto, i dati e le recensioni sono prese dall'articolo citato del sito cinemagay.it. Potete trovare il link in fondo al Post].

(1) "Der letzte sommer der Reichen" 

Titolo originale: "Der letzte sommer der Reichen"
Titolo Inglese: "The Last Summer of the Rich"
Durata: 91 min.
Anno: 2015
Country: Österreich
Regista: Peter Kern
Sezione Berlinale: Panorama
Trama: La giovane e attraente Hanna von Stezewitz (Amira Casar), dirigente nell'azienda di famiglia, ha tutto, e quello che non ha semplicemente se lo prende. E' una manipolattrice arrogante e senza scrupoli che ha al suo servizio politici e banchieri. Un perfetto esempio di capitalismo predatorio. Per evitare la noia, cerca emozioni sempre più estreme e vede il suo abuso di una giovane ragazza con la speranza di una carriera, semplicemente come un danno collaterale, niente che il denaro non possa risolvere. Circondata da tanti yes-men e adulatori, l'unica persona che potrebbe per lei costituire un pericolo è suo nonno, il patriarca della famiglia, costretto a letto e la sua visione del mondo reazionaria. Nel disperato tentativo di liberarsi di lui, lei assume un killer. Quando Hanna trova inaspettatamente una amante, simile a lei, nella persona di Sarah, una suora, infermiera del nonno, la sua felicità sembra completa. Ma davvero lei può avere tutto sotto controllo? Peter Kern è riuscita nella creazione di un ritratto di costume opulento e rabbioso in cui tutti - ricchi o poveri - sono corruttibili o almeno suscettibili di seduzione, e dove la criminalità e il capitale vanno a braccetto. Una danza allegra di corruzione in cui chiunque non tiene il giusto passo viene semplicemente messo da parte.
 
(2) "Dyke Hard"

Titolo: Dyke Hard 
Durata: 94 min.
Anno: 2014
Country: Sweden
Regista: Bitte Andersson
Sezione Berlinale: Panorama
Categoria Berlinale: Feature Film
Trama: Dopo aver ottenuto un grande successo con il loro primo singolo, il gruppo lesbico hip 'Dyke Hard' cade in una crisi di creatività. Quando la loro front woman abbandona il gruppo, sembra proprio che si chiuda il sipario per il resto della band. Ma poi le ragazze vengono a sapere di una battaglia tra band in una grande città tre giorni dopo e decidono di partecipare per dare una spinta alla loro carriera. Accettano un passaggio da un pugile tailandese e partono per un viaggio avventuroso pieno di pericoli, intrighi e ogni tipo di ostacoli. Le ragazze si ritrovano in una casa infestata dagli spiriti e poco dopo sono rinchiuse in prigione, ingiustamente accusate, nel braccio della morte, fino a quando una guardia carceraria gay non le aiuta a fuggire. Trovano poi una breve tregua in casa di una dolce vecchia signora con dei secondi fini, che quasi fa loro dimenticare dove stanno andando. Ma la fortuna gira di nuovo e dopo una battaglia contro un esercito di cyborg ninja diretto da un miliardario che vuole ostacolarle a tutti i costi, finalmente riescono a partecipare al concorso, appena in tempo. 'Trash come il cestino dell'immondizia!' è il motto ambizioso di questo camp e demenziale sexploitation-horror-trash-musical che ci garantisce di essere totalmente privo di qualcosa di simile al buon gusto. Raccontata ad una velocità supersonica, questa è un ironica, perversa, polimorfica cavalcata, che ha le potenzialità di competere con dei cult creati da personaggi quali John Waters e Russ Meyer o con la serie Austin Powers.

(3) "Feelings Are Facts: The Life of Yvonne Rainer"

Titolo: Feelings Are Facts: The Life of Yvonne Rainer
Durata: 80 min.
Anno: 2015
Country: USA
Regista: Jack Walsh
Sezione Berlinale: Panorama
Berlinale: Documentary Film
Trama: Nel 1966, Yvonne Rainer ha cambiato il mondo della danza moderna, con la sua performance 'Trio A' , che analizzava il repertorio del movimento umano in un modo radicalmente non spettacolare. Influenzata da Merce Cunningham e John Cage, la Rainer ha sviluppato coreografie socio-politiche nelle quali ha esplorato sul palcoscenico i movimenti di tutti i giorni in un modo che volutamente contraddiva le aspettative del pubblico. Determinata a proseguire nella sua ricerca, ha iniziato a sperimentare con la pellicola - applicando al nuovo mezzo lo stesso impeto rivoluzionario che già era presente nel suo lavoro sul corpo. All'età di cinquantasei anni si è pubblicamente dichiarata lesbica, e nel 1997 ha vinto il Teddy Award con Murder and murder. Facendo abbondante uso di estratti da film, filmati di repertorio e reinterpretazioni di coreografie della Rainer, il regista Jack Walsh riesce a illustrare il suo percorso artistico dal 1950 ad oggi, caratterizzato da un incrollabile, ma anche piacevole avanguardismo. A completamento dei ricordi personali della Rainer, ci sono contributi di esperti danza e di compagni di viaggio, come Carolee Schneeman e B. Rubino Rich. Oggi, all'età di 80 anni, lei ancora lavora sul palco, dopo che Mikhail Baryshnikov la convinse a tornare come coreografa nel 2000.

(4) "Je suis Aneemarie Schwarzenbach"

Titolo originale:  Je suis Aneemarie Schwarzenbach
Titolo Inglese: My name is Annemarie Schwarzenbach
Durata: 85 min.
Anno: 2015
Country: France
Regista: Véronique Aubouy
Sezione Berlinale: Panorama
Categoria Berlinale: Documentary Film
Trama: Annemarie Schwarzenbach era una figura brillante della società bohemien degli anni '20. Scrittrice di talento, lesbica, tossicodipendente, giramondo, con ammaliante fascino androgino e - con grande disappunto della sua tirannica madre filo-nazista - anche anti-fascista. La fotografa berlinese Marianne Breslauer l'ha descritta come la più bella creatura che avesse mai incontrato. La Schwarzenbach morì giovane, all'età di 34 anni. Rimase dimenticata fino agli anni '80, quando i suoi libri hanno cominciato ad essere ripubblicati e la sua biografia ricostruita. La regista Véronique Aubouy non si limita qui salvare Annemarie Schwarzenbach dall'oblio, ma la trasporta nel presente. Sedici giovani attori di entrambi i sessi interpretano diversi ruoli per rappresentare la Schwarzenbach, i suoi amici e le amanti. La forza e il fascino di questa figura e le sue oscillazioni tra i generi sessuali, diventano qui un progetto collegiale. Un qualcosa che inizia come un provino per il ruolo di protagonista in un film sulla vita della romanziera svizzera, in cui i giovani attori sono invitati ad associare le loro biografie a quella della scrittrice, e che finisce in una danza di relazioni in cui i confini tra realtà e recitazione sono sfocati.

(5) "Misfits"

Titolo:  Misfits
Durata: 74 min.
Anno: 2015
Country: Denmark/Sweden
Regista: Jannik Splidsboel
Sezione Berlinale: Panorama
Categoria Berlinale: Documentary Film
Trama: Tulsa, Oklahoma è una città americana nel bel mezzo della cosiddetta Bible Belt, con quasi 400.000 abitanti, oltre 4.000 chiese e un solo centro giovanile per gay e lesbiche. Questo è il luogo di incontro per Larissa, Ben, 'D' e per altri giovani, che a causa della loro decisione di vivere la loro vita da gay, lesbiche e transgender, o non sono accettati, o al contrario, hanno ricevuto un forte sostegno dalle famiglie ed incondizionato amore. Jannik Splidsboel, il cui film 'How Are You' è stato proiettato nella sezione Panorama nel 2011, decide di avere un approccio quasi esclusivamente basato sull'osservazione, nel rappresentare la vita di questi tre ragazzi, il loro primo amore o il loro desiderio di amore, il loro coming out, e i loro sogni per il futuro. In modo quasi casuale, senza fretta, il film mostra come 'D' agisce passo dopo passo per migliorare la sua precaria esistenza e come Ben apprende dal fratello come fare a difendersi. Per gentile concessione di Larissa e della sua fidanzata siamo inoltre ammessi ad una delle scene di bacio lesbico tra le più luminose e colorite della storia del cinema. Misfits ritrae tre giovani, fondamentalmente nella media, che cercano di vivere una vita queer, trovare la loro identità di genere, amare ed essere amati , in un ambiente pervaso dal fondamentalismo religioso.

(6) "Sangaile"

Titolo originale:  Sangaile
Titolo Inglese: The Summer of Sangailé
Durata: 88 min.
Anno: 2015
Country: Lithuania/France/Netherlands
Regista: Alanté Kavaite
Production Company: Fralita Films
Sezione Berlinale: Panorama
Categoria Berlinale: Feature Film
Trama: La diciassettenne Sangaile è affascinata dalle acrobazie aeree e sogna di diventare pilota, ma avendo paura dell'altezza, non ha mai avuto neanche il coraggio di entrare in una cabina di pilotaggio. Durante una manifestazione estiva di aeronautica, vicino alla villa sul lago dei suoi genitori, Sangaile incontra Auste, una ragazza locale che a differenza di Sangaile vive la sua vita al massimo con creatività e coraggio. Quando le due ragazze entrano in sintonia, Sangaile permette a Auste di conoscere il suo più intimo segreto e trova nel suo amore adolescenziale l'unica persona che veramente la incoraggia a volare.
The Summer of Sangaile è un film raro che ci sorprende per l'onestà delle sue interpretazioni, la poesia della sua storia e la freschezza della sua fotografia, che riesce a catturare in egual modo la bellezza delle ragazze e l'unicità dei paesaggi lituani.
La scrittrice e regista lituana, ma residente in Francia, Alante Kavaite usa il suo vivido linguaggio figurativo, insieme ad una squisita scelta degli attori, per dare vita ad una sua storia che parla di un giovane amore, di grandi sogni e della possibilità di realizzare se stessi decidendo di scegliere quello che si vuole essere. Il risultato finale è un esperienza cinematografica emozionante.

(7) "Stories of our Lives"

Titolo:  Stories of our Lives
Durata: 60 min.
Anno: 2014
Country: Kenya
Regista: Jim Chuchu
Sezione Berlinale: Panorama
Categoria Berlinale: Feature Film
Trama: I membri del collettivo di arte multidisciplinare NEST hanno trascorso diversi mesi in viaggio attraverso il Kenya per raccogliere storie di giovani LGBTI - storie sulle loro esperienze e sulle loro vite in un paese che è ancora estremamente omofobo. Basandosi su innumerevoli interviste anonime, hanno sviluppato cinque sceneggiature per cortometraggi, che forniscono una panoramica sulla situazione attuale e sui problemi di questi giovani sessualmente emarginati. Queste brevi, e disadorne storie sono presentate dal regista Jim Chuchu in nitide e poetiche immagini in bianco e nero accompagnate da una misurata colonna sonora. Gli episodi, che affrontano temi come la ricerca di identità, l'autodeterminazione, l'eterosessualizzazione forzata e la lotta per l'accettazione, hanno una cosa in comune: tutti descrivono il bisogno di amore e la paura di vivere questo amore apertamente. Di volta in volta, le loro paure pongono la stessa domanda: è meglio nascondersi, rassegnarsi alla situazione e lasciare il paese, o rimanere e lottare apertamente per l'accettazione della diversità sessuale? Nonostante siano state vietate le proiezioni pubbliche del film in Kenya, i membri del NEST hanno optato per questa la seconda ipotesi e sono determinati a continuare la loro lotta per il riconoscimento.

(8) "Vergine giurata" 

Titolo originale: Vergine giurata
Titolo Inglese: Sworn Virgin
Durata: 90 min.
Anno: 2015
Country: Italy/Switzerland/Germany/Albania/Republic Kosovo
Regista: Laura Bispuri
Sezione Berlinale: Competition
Categoria Berlinale: Feature Film
Trama: Hana sta crescendo in un arcaico paesaggio alpino in Albania, dove i vecchi codici e la tradizione prevalgono sui ruoli di genere. Poiché vuole sfuggire al destino di moglie e di serva, in osservanza al Kanun, la legge tradizionale albanese, lei si impegna alla verginità per tutta la vita, sacrificando così la sua femminilità per la libertà. D'ora in poi, sarà trattata come un uomo. Le viene dato un pugnale e il nome di Mark. Ma dopo dieci anni di isolamento, lei si decide a cambiare vita e prende il treno per Milano, dove vive sua sorella con la sua famiglia. La quale non si può dire che aspetti Hana a braccia aperte ... Nel suo lungometraggio d'esordio, Laura Bispuri accompagna una giovane donna in una difficile e dolorosa odissea, dal mondo troppo vecchio delle montagne alla vita moderna della città. Il film ci racconta la storia di una donna che riscopre la sua sessualità, affrontando le proprie incoerenze. Con pochi dialoghi, affidandosi invece a sguardi e gesti, il film si basa su immagini all'egoriche che alludono alle ambivalenze nella vita emotiva di Hana.
> Se vi ricorda qualche cosa è perché questo film lo abbiamo già segnalato lo scorso 9 novembre 2014, parlando del libro di Elvira Dones dal quale è tratto il film <

(9) "Wonderful World End"

Titolo:  Wonderful World End
Durata: 82 min.
Anno: 2015
Country: Japan
Regista: Daigo Matsui
Sezione Berlinale: Generation
Categoria Berlinale: Feature Film
Trama: Come Gothic Lolita, la diciassettenne Shiori ha un sacco di fan iscritti al suo blog video dal vivo. Ogni volta che può parla di se stessa, offre consigli per il trucco ed è lieta per il crescente numero di visitatori per il suo sito. Dopo delle riprese per un video musicale, la sicura di sé Shiori incontra una strana e timida ragazza di nome Ayumi. Questa ragazza è una grande fan di Shiori e cerca di copiare il suo stile. Sembra anche essere piuttosto distratta e parla a monosillabi, come se non avesse proprio nulla da dire, ma lei è scappata di casa per stare con Shiori. Titubante, ma anche lusingata, Shiori si lascia coinvolgere da questa ragazza. Questa storia della strana amicizia tra queste due ragazze è anche un divertente e multicolore viaggio attraverso il mondo artificiale degli adolescenti giapponesi. Fanno cose folli e sognano di fare le cose in grande. I loro pensieri privati sono condivisi solo nei blog. Il film inoltre riflette, con un approccio estetico, sulla disintegrazione delle forme tradizionali di comunicazione: chat online che spuntano regolarmente lungo il percorso, come se il display dello smartphone fosse stato portato sul grande schermo. Basata su due video musicali di Seiko Oomori - la musicista preferita di Shiori nel film, la storia si conclude come un libro dei sogni a fumetti.

(10) "Blood Below the Skin"

Titolo:  Blood Below the Skin
Durata: 32 min.
Anno: 2015
Country: USA
Regista: Jennifer Reeder
Sezione Berlinale: Shorts
Categoria Berlinale: Short Film
Trama: Blood Below the Skin racconta una settimana nella vita di tre ragazze adolescenti che frequentano la stessa classe di scuola superiore. Provenienti da diversi ambienti sociali, le ragazze si preparano per quella che ritengono essere la più importante serata della loro vita - Il ballo scolastico annuale, per il quale hanno formato un gruppo di danza e si esercitano per provare la coreografia. Due delle ragazze sono attratte una dell'altra e si innamorano. Ia terza è costretta a prendersi cura di sua madre sconvolta a seguito della scomparsa del padre. Ogni ragazza si rifugia nella sua camera e nel suo letto, dove trova comfort e un luogo per esplorare nuove sensazioni. La musica proveniente dal giradischi fornisce una magica sincronicità fra tutte e tre - l'unità di tempo e di luogo è ampliata con la dimensione della musica. Jennifer Reeder racconta queste storie di vita quotidiana con elementi stilistici che richiamano il realismo magico del cinema latino americano. Tutto ciò che serve è la forza del pensiero, per esprimere il proprio amore a un altro. Il titolo del film non fa riferimento come si potrebbe pensare a qualcosa di horror, bensì ai segreti che le ragazze e le donne custodiscono appena sotto la pelle.

(11) "Kumu Hina"


Titolo originale:  Kumu Hina
Titolo Inglese: A Place in the Middle
Durata: 25 min.
Anno: 2014
Country: USA
Regista: Dean Hammer
Sezione Berlinale: Generation
Categoria Berlinale: Short Film
Trama: Lei si sente un ragazzo anche più della maggior parte dei ragazzi. Questo documentario segue l' undicenne hawaiana Ho'onani, che sogna di diventare la leader del gruppo di hula tradizionale della sua scuola. Hula è una miscela di danza e performance teatrale , centrale nella la cultura del popolo hawaiano, che richiede molta pratica. Anche in questo caso, Ho'onani vorrebbe ballare dalla parte dei ragazzi. Normalmente non sarebbe stato permesso farlo, ma Ho'onani ha la fortuna di avere come suo insegnante il carismatico Kumu Hina, che assegna ad Ho'onani un posto speciale nel mezzo. Nell'antica Hawaii c'era sempre vita tra i due generi, e un posto per coloro che sono sia uomini che donne. Kumu Hina sa quello di cui sta parlando, circa venti anni fa era un uomo. Kumu Hina usa la sua profonda conoscenza per trasmettere ai suoi alunni la cultura dei loro antenati - una cultura che non è stata dimenticata, nonostante i molti anni di influenza dai missionari cristiani. La parola magica è 'aloha', che significa una vita in armonia con la natura. Significa anche che ogni uomo e ogni donna dovrebbero essere amati, rispettati e valorizzati.

Ecco, ora conoscete i titoli e potete prendere nota.
MduL


Articolo utilizzato per il Post:
"OLTRE 40 FILM AL 29MO TEDDY AWARD DELLA BERLINALE" della redazione del sito cinemagay.it

Anche Film a tematica lesbica al Sundance Film Festival 2015

Una delle locandine del Sundance Festival (da sito jeannesakata.com)

Leggendo sul sito cinemagay.it le News, mi sono imbattuta nella seguente notizia "Tutti i Film con i riferimenti Lgbt al Sundance 2015" (link in fondo al Post) che, vista la validità delle pellicole presentate solitamente a questo festival mi ha spinto subito a leggere per vedere se, per caso, potevano esserci anche Film prettamente lesbici. Ebbene, ci sono e sono pure più d'uno. Ma andiamo con ordine e riportiamo, prima di tutto, alcune delle notizie relative al Sundance Festival riportate nell'articolo citato. 
Il Sundance Film Festival (il nome del Festival fa riferimento al personaggio di 'Sundance Kid', bandito gentiluomo interpretato da Redford nel film 'Butch Cassidy' di George Roy Hill del 1969) è oggi uno dei uno dei principali Festival internazionali del Cinema, fondato da Robert Redford (si lui, l'attore!) nel lontano 1978 con lo scopo dichiarato di aiutare il cinema, tutto il cinema, indipendente e che si tiene in America, nello Stato dello Utah, nella località sciistica di Park City, poco lontano da Sal lake City in questo periodo.
Da questo Festival sono transitati alcuni dei film più interessanti degli ultimi anni e, ciò che conta in questa sede, anche a spiccata tematica Lgbt.
In questa 31ma edizione, sono state presentati ben 118 lungometraggi, con 103 prime mondiali, selezionati tra oltre 12.100 film visionati. Il vincitore del Festival è il film "Me & Earl & the Dying Girl" di Gomez-Rejon, che ha ricevuto i due premi più importanti: quello della giuria e del pubblico, ma ci sono poi tantissimi altri vincitori per le varie categorie (qui l'elenco completo oppure anche qui, sul sito dell'Internazionale).

*****
Ecco, dopo questa introduzione d'obbligo, passiamo ora ai film a tematica lesbica presenti in questa trentunesima edizione del Sundance Festival. 

(da letterboxd.com)
Primo film da citare, assolutamente, è il film "GRANDMA" di Paul Weitz e con la bravissima Lilly Tomlin (Anno: 2014; Sezione: Premieres; Nazione: USA; Durata: 82 min.) Nel cast, tra le interpreti femminili, anche Julia Garner, Marcia Gay Harden e Judy Greer.
Trama [Presa integralmente dall'articolo del sito cinemagay citato]: 
Elle, un tempo una poetessa di successo, rompe bruscamente con Olive, la sua compagna da quattro mesi e questo non fa che accentuare la sua misantropia, il suo carattere chiuso, e il suo caustico senso dell umorismo. Inaspettatamente le si presenta sua nipote Sade, con una emergenza che richiede aiuto e molto denaro. Questo costringe Elle a mettersi in viaggio con la nipote e ad uscire dall invisibile guscio protettivo che la circondava emotivamente. Con le ore contate, le due donne salgono su di una vecchia macchina e fanno una serie di soste presso vecchie fiamme e amiche di Elle, chiedendo aiuto e ottenendo invece come risultato quello di riaprire vecchi armadi e rispolverare scheletri e segreti.
Mentre una tempesta si abbatte sulla città, scopriamo che dietro la sua dura facciata, Elle ancora non ha superato la perdita di una sua compagna, Vi, recentemente scomparsa, con la quale aveva avuto una relazione di 38 anni, ma che non aveva mai sposato perché il matrimonio non era ancora legale. Durante il viaggio, lungo un solo giorno, Elle impara a venire a patti con il suo passato e Sage ad affrontare il suo futuro.
Il famoso tempismo impeccabile di Lily Tomlin ed il suo pungente umorismo sono qui deliziosamente al top della forma, e si aggiungono ad un ottimo ingranaggio narrativo ed a dialoghi super arguti. La giovane star nascente Julia Garner sta al passo con la Tomlin, mentre Marcia Gay Harden recita deliziosamente il ruolo della madre, l'unica persona che riesce a tener testa alla lingua lunga della Tomlin. Questa nuova esuberante commedia del versatile scrittore/regista Paul Weitz è una appassionata e tagliente storia intergenerazionale caratterizzata da un perfetto trio di star al femminile. 
 ***** 

(da nientepopcorn.it)
Secondo Film da segnalare, "THE SUMMER OF SANGAILE" di Alanté Kavaïté (Anno 2015; Sezione: World Cinema Dramatic Competition; Nazione: Lithuania/France/The Netherlands; Durata: 90 min). Attrici protagoniste: Julija Steponaityte, Aiste DirziuteTrama [Presa integralmente dall'articolo del sito cinemagay citato]: 
La diciassettenne Sangaile è affascinata dalle acrobazie aeree e sogna di diventare pilota, ma avendo paura dell'altezza, non ha mai avuto neanche il coraggio di entrare in una cabina di pilotaggio. Durante una manifestazione estiva di aeronautica, vicino alla villa sul lago dei suoi genitori, Sangaile incontra Auste, una ragazza locale che a differenza di Sangaile vive la sua vita al massimo con creatività e coraggio. Quando le due ragazze entrano in sintonia, Sangaile permette a Auste di conoscere il suo più intimo segreto e trova nel suo amore adolescenziale l'unica persona che veramente la incoraggia a volare.
The Summer of Sangaile è un film raro che ci sorprende per l'onestà delle sue interpretazioni, la poesia della sua storia e la freschezza della sua fotografia, che riesce a catturare in egual modo la bellezza delle ragazze e l'unicità dei paesaggi lituani.
La scrittrice e regista lituana, ma residente in Francia, Alante Kavaite usa il suo vivido linguaggio figurativo, insieme ad una squisita scelta degli attori, per dare vita ad una sua storia che parla di un giovane amore, di grandi sogni e della possibilità di realizzare se stessi decidendo di scegliere quello che si vuole essere. Il risultato finale è un esperienza cinematografica emozionante.

 ***** 

(da sundance.org)
Terzo Film è "TIG" di  Kristina Goolsby, Ashley York (Anno 2015; Sezione: Doc Premieres; Nazione: USA; Durata: 90 min.).
 
Trama [Presa integralmente dall'articolo del sito cinemagay citato]: 
"Buona sera, ho il cancro" così ha esordito l'attrice comica, dichiaratamente lesbica, Tig Notaro, davanti ad un pubblico sbalordito nel 2012.
"Va tutto bene? Io ho un cancro". In soli 30 minuti, la Notaro ha rivelato non solo la sua infausta prognosi, ma ha dato la notizia con un misto di umorismo e di disarmante vulnerabilità . Il set è diventato da un momento all'altro un evento mediatico e, come questo documentario di Kristina Goolsby e Ashley York rivela, ha aiutato la popolare attrice comica a passare attraverso una serie di devastanti battute d'arresto. Appena ripresasi da una pericolosa infezione e ancora in lutto per l improvvisa scomparsa della madre, la successiva scoperta della Notaro di un cancro bilaterale al seno non le ha lasciato altra scelta che trasformare il suo profondo dolore in una continua serie di battute, sia dentro che fuori il palcoscenico. Il risultato è una finestra, ora struggente, ora giocosa sul processo di trasformazione delle peggiori paure ed ansiet dell attrice comica, in pura comicità .

 ***** 

(da twitter.com)
Quarto Film è "THE AMINA PROFILE" di Sophie Deraspe (Anno 2014; Sezione: World Cinema Documentary Competition; Nazione: Canada; Durata: 84 min).

Trama [Presa integralmente dall'articolo del sito cinemagay citato]: 
Per mesi, Sandra Bagaria a Montreal e Amina Arraf, bella blogger lesbica rivoluzionaria in Siria, legano romanticamente e intellettualmente su di un social network. Niente farebbe pensare che questo tipico flirt nato online tra due estranee, possa trasformarsi in un scioccante caso di intrigo internazionale che coinvolge i servizi segreti americani, alcuni dei media più grandi e innumerevoli sostenitori della rivoluzione siriana. Incoraggiata da Sandra, Amina crea un blog chiamato "A Gay Girl in Damascus", che rappresenta una solitaria voce in Medio Oriente sulla politica, la religione, e la sessualità , ottenendo rapidamente attenzione mondiale. Amina diventa in poco tempo una blogger superstar. Ma quando la Siria viene travolta dall'onda delle rivolte arabe del 2011, Sandra viene a sapere che Amina è stata rapita, e presto la ricerca di Amina diventa un problema di interesse internazionale e un mistero ancora più grande da risolvere. La regista Sophie Desraspe segue Sandra in un viaggio intorno al mondo,   da Montreal a Istanbul, a Tel Aviv, a Chicago per ricostruire e svelare una intrigante storia d'amore e un thriller politico. La storia di Amina è un racconto del nostro tempo, che parte e si risolve in rete, mettendo in luce gli eccessi dei media e la sottile linea tra verità e menzogna su Internet.>>

Ecco fatto, ora siamo aggiornate. Buona visione.
MduL
Articoli e Link utilizzati per la redazione di questo Post:
- News redazionale del sito cinemagay.it "Tutti i Film con i riferimenti Lgbt al Sundace 2015";
- Sito ufficiale del Sundance Film Festival

International Festival Gender Bender a Bologna (25 ottobre - 2 novembre 2014)


Si legge sul sito cinemagay.it che il prossimo sabato, 25 ottobre, prenderà il via, sempre nella splendida Bologna, la 12^ edizione del Festival Gender Bender che durerà fino a domenica 2 novembre .
La manifestazione ha davvero tanti appuntamenti e di vario genere: cinema, incontri, arte, teatro/danza, lounge, party/concerti, laboratori ma il tutto è ottimamente elencato nel PROGRAMMA che potete trovare sul loro sito e che potete comodamente anche scaricare.
Non vi è bisogno, poi, nemmeno di elencare i vari punti di incontro e ritrovi perché anche questi li troverete riportati nel programma sopra citato.
Non resta altro che dire, allora, per quante di voi avranno occasione di andare, buona visione e buoni incontri.
MduL

Si è conclusa la 29^ edizione del Festival di Torino


Ed eccoci arrivati alla conclusione della ventinovesima edizione del Gay e Lesbian Film Festival di Torino, tenutasi nei giorni tra il 30 aprile ed il 6 maggio scorso.
La Giuria, composta da Paola Pitagora, Pippo Delbono, Gabriele Ferraris, Ron Peck e Gal Uchovsky, ha assegnato il premio “Ottavio Mai” per il miglior lungometraggio a: "Der Kreis (The Circle)" di Stefan Haupt (Svizzera, 2014), con la seguente motivazione: «Un film che con un sapiente linguaggio cinematografico racconta, tra la realtà e la finzione, in maniera toccante, vera, il difficile cammino di due uomini, di una comunità, nel cuore dell'antica Europa, per arrivare a vedere finalmente riconosciuti i diritti alla libertà dell'amore».

Una menzione speciale, poi, al film "La partida (The Last Match)" di Antonio Hens (Cuba, 2013), con la seguente motivazione: «Con un linguaggio cinematografico tagliente e contemporaneo racconta, come in una  tragedia shakespeariana,  una storia  di menzogne, degrado, violenza, morte  in una terra di grandi rivoluzioni e antiche rigidità, dove alla fine vince però il grido inevitabile dell'amore».

Infine, il Premio del pubblico è andato a: "Hoje eu quero voltar sozinho (The Way He Looks)" di Daniel Ribeiro (Brasile, 2014).
Ma per un resoconto completo su questa edizione 2014 del Festival, si rimanda alla pagina dedicata del sito cinemagay.it, qui:  "Film e personaggi presential 29° Tglff"  
MduL

Al via il 31° TFF - Torino Film Festival (22-30 novembre)


Ha preso il via, lo scorso 22 novembre, la 31^ edizione del TFF (Torino Film Festival), con una madrina d'eccezione: Luciana Littizzetto ed un direttore artistico alla prima prova con la direzione di un festival, il regista Paolo Virzì. Per chi è interessata, per dare un'idea di cosa tratta il Festival di quest'anno, qui di seguito vi riporto l'articolo scritto da
Scrive Roberto Schinardi: "Alla cerimonia d'inaugurazione è subito seguita la commedia senile Last Vegas di Jon Turteltaub con un quartetto stellare di premi Oscar: Michael Douglas, Robert De Niro, Morgan Freeman e Kevin Kline. La Città del Peccato fa da rutilante sfondo all'addio al celibato di Billy (Douglas), che si sposa una donna di trent'anni più giovane. Così gli amici si ritrovano, tra rimpianti e gelosie, profondamente cambiati come irriconoscibile è la stessa Vegas. Uscirà nelle sale italiane il 23 gennaio 2014 per Universal Pictures.
I titoli queer non sono molti ma sulla carta di un certo interesse: in concorso troviamo C.O.G. (è l'acronimo di "Child of God", ossia "Figlio di Dio") di Kyle Patrick Alvarez, commedia esilarante tratta da un racconto di David Sedaris su un rigido studente di Yale, David (Jonathan Groff), con l'ambizione di diventare uno scrittore. Per farsi un'esperienza di vita pratica, decide di trascorrere l'estate a raccogliere mele in Oregon nella fattoria di un burbero agricoltore dove viene sedotto da un fascinoso carrellista (Corey Stoll) ma quando conosce un veterano di guerra molto religioso, Jon (Denis O'Hare), la sua visione del mondo subirà un radicale cambiamento. Curiosità: sia il regista che i due attori protagonisti, Groff e O'Hare, sono gay dichiarati (quest'ultimo era il senatore Briggs in Milk e si è sposato due anni fa col compagno Hugo Redwood).
Potrebbe rivelarsi una scheggia impazzita ma imperdibile, nella sezione "After Hours", l'estremo Au nom du fils ("In nome del figlio") del belga Vincent Lannoo, già vincitore a Sitges del Méliès d'Oro, su una fervente cattolica che, dopo il suicidio del figlio abusato da un prete, diventa una vendicatrice sanguinaria. 

Da non perdere assolutamente il doc portoghese pluripremiato a Locarno E agora? Lembra-me ("E adesso? Ricordatemi") di Joaquim Pinto, odissea privata del regista in lotta contro l'Aids e l'epatite (purtroppo per problemi di salute probabilmente non potrà essere presente a Torino).
Occhio ad un altro documentario, lo svedese Belleville Baby di Mia Engberg, oggi mamma di una deliziosa bambinella che cresce insieme alla sua compagna. Nel film racconta di Vincent, un suo amore etero di quando viveva a Parigi nel quartiere di Belleville, che improvvisamente è tornato nella sua vita con una telefonata allarmante in cui le racconta di essere uscito di prigione dopo otto anni di carcere. 
Si attende con trepidazione il nuovo lavoro del valente regista sardo Peter Marcias, Tutte le storie di Piera su una delle massime – e sottoutilizzate – attrici italiane, la bolognese Piera Degli Esposti che riceverà il Premio Maria Adriana Prolo.
Nella magnifica retrospettiva sulla "New Hollywood" curata da Emanuela Martini, che proseguirà l'anno prossimo (molti titoli sono in via di restauro), segnatevi la chicca vintage Milestones di Robert Kramer e John Douglas, monumentale doc con cinquanta personaggi, affresco epico sulla transizione antropologica americana dai '60 ai '70 con tanto di preziose testimonianze degli ultimi hippies e di coppie gay testimoni di un periodo irripetibile della storia statunitense". 

Ed ecco, invece, tutti i link utili:
> Il sito del TFF: 
http://www.torinofilmfest.org/
> Il programma del TFF (in pdf):
http://www.torinofilmfest.org/public/TFF_2013.pdf
> Le informazioni utili per il TFF (in pdf):

http://www.torinofilmfest.org/public/uploaded/CARTELLA-STAMPA_31TFF.pdf


Buona partecipazione.
MduL

USN Expo: Sardina Queer Short Film Festival (25 nov - 1 dic 2013)


Non può mancare la segnalazione anche per l'undicesima edizione del Festival Uno Sguardo Normale Expo – Sardinia Queer Short Film Festival 2013, che si terrà da domani, 25 novembre, fino al 1° dicembre, non solo per la qualità del Festival che, siamo sicuri, sarà notevole, o perchè si appoggia con tutte le forze l'iniziativa di questo Festival che contribuirà alla raccolta fondi per il recente disastro ambientale, ma anche, e soprattutto, per poter dare con questo semplice gesto, un segno di profonda e sentita solidarietà al "popolo" sardo, dopo gli ultimi tragici eventi.
Ciò detto, parliamo di questa 11^ edizione del Festival Sardo e, per farlo, facciamo riferimento a quanto riportato sul sito ufficiale della manifestazione:
Uno Sguardo Normale Expo – Sardinia Queer Short Film Festival 2013 è un evento cinematografico dedicato a cortometraggi a tematica gay, lesbica, transgender e queer, promosso dall’Associazione Culturale ARC di Cagliari, dal Circolo del Cinema ARCinema, membro della F.I.C.C. – Federazione Italiana dei Circoli del Cinema e dall’Associazione Studentesca universitARC, con i contributi della Fondazione Sardegna Film Commission e dell’E.R.S.U. – Ente Regionale per il diritto allo Studio Universitario, con il patrocinio del Comune di Cagliari e grazie al sostegno della Società Umanitaria – Cineteca Sarda di Cagliari, della F.I.C.C. nazionale e sarda, della Circola nel Cinema “Alice Guy”, del Gruppo 128 di Amnesty International, della L.I.L.A. Sardegna – Lega Italiana per la Lotta all’AIDS, e con la partnership dei Festival “Some Prefer Cake” e “Divergenti” di Bologna e “Sicilia Queer Short Film Festival”. 
Eccezionalmente, quest’anno USN|expo è gemellato al Bok-o-Bok (Side-by-Side) LGBT Film Festival di San Pietroburgo: un gemellaggio dall’altissimo valore politico, in un momento storico in cui leggi liberticide e totalitarie stanno riportando la Russia a un passato oscurantista, in cui norme dettate da una esplicita omofobia di stato mettono a rischio la vita delle persone gay, lesbiche e transessuali. Lo stesso Bok-o-Bok, che si terrà esattamente in contemporanea con USN|expo e con il quale ci si collegherà via web in apertura e in chiusura, rischia pesanti sanzioni per il solo fatto di svolgersi, in aperta sfida alle leggi omofobiche di Vladimir Putin. 
USN|expo 2013 quest’anno, oltre che sulla Russia, concentrerà la sua attenzione su altre due grandi tematiche sociopolitiche: la situazione dell’omosessualità in Africa e la violenza sulle donne. Per questo, grazie alla curatrice Emanuela Falqui e alla sostenitrice Valentina Lai, durante tutta la rassegna sarà possibile visitare una selezione di fotografie di Zanele Muholi, artista sudafricana, donate all’ARC e alla Circola nel Cinema “Alice Guy” in conclusione della Queeresima 2013. Sarà inoltre presentato il libro Storie nascoste. Inchiesta sull’omosessualità in Africa di Sabrina Avarian e proiettato il documentario sull’Uganda Call me Kuchu (giovedì 28 novembre). 
Sabato 30, invece, ARC avrà il piacere di ospitare Vladimir Luxuria e Porpora Marcasciano, presidente del M.I.T. – Movimento Identità Transessuale e della Giuria del Festival, per un incontro con il pubblico sul tema della violenza sulle donne, durante il quale sarà presentato anche il trailer del nuovo lavoro del regista Giovanni Coda La donna di carta. 
Domenica 1 dicembre, infine, in apertura della serata delle premiazioni finali, sarà proposto il cortometraggio animato di Peter Marcias Il mondo sopra la testa, in cui il cortocircuito tra stato e società civile sulla questione omosessuale viene rappresentato fino alle sue estreme conseguenze.
Con questo lungo evento l’ARC si propone, ancor più quest’anno, di sensibilizzare la società, attraverso l’universale mezzo di comunicazione del cinema, sui temi delle naturali differenze di orientamento sessuale e di identità di genere, e sulla necessità di raggiungere equivalenti diritti civili per tutti e tutte. Inoltre, attraverso il Festival, l’ARC persegue l’obiettivo di valorizzare e promuovere le produzioni cinematografiche, anche piccole e piccolissime, dedicate a questo tema; favorire il confronto e lo scambio culturale tra le produzioni di paesi diversi; consolidare la rete di collaborazioni tra associazioni, circoli del cinema, movimenti e realtà culturali della città e della Sardegna; offrire a Cagliari la possibilità di conoscere e discutere (secondo il principio del diritto del pubblico alla risposta) un mondo cinematografico per lo più inesplorato.
Per tutti questi motivi, inoltre, USN|expo aderisce al calendario delle iniziative previste nel Mese dei Diritti Umani organizzato e coordinato dal comitato “Stop OPG”.
Puoi trovare il programma e tutte le informazioni utili, sul sito ufficiale del "Uno Sguardo Normale Expo – Sardinia Queer Short Film Festival 2013", qui:  http://www.usnexpo.it
Spero riusciate a partecipare numerose.
MduL