Ultimo aggiornamento il 26 luglio 2026

Visualizzazione post con etichetta dadt. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta dadt. Mostra tutti i post

Diritti e Riconoscimento Lgbtq: a volte basta un telefilm per rendersi conto quanto è cambiata la situazione in solo 5 anni


Eccoci qui. Questa volta non vogliamo lamentarci della nostra situazione e dei diritti ancora negati, ma vogliamo invece scrivervi con gioia e sorpresa dei successi e dei diritti di noi Lgbtq conquistati  in America (ed a seguire, nel mondo) in questi ultimi cinque anni.
L'occasione di riflessione è stata offerta dall'episodio n. 4 della seconda stagione del telefilm "Harry's Law", trasmesso su TopCrime proprio questo pomeriggio del 13 marzo 2016, dal titolo "Regina delle Vipere". Ma andiamo, come sempre, con ordine. Prima di tutto il telefilm.
(iwatchanythingontv)
Allora, il telefilm di cui stiamo parlando, dal titolo "Harry's Law" è una serie televisiva statunitense trasmessa dal 2011 al 2012 sulla rete NBC per un totale di due stagioni (mai più rinnovata).
Personaggio principale della serie è l'Avvocato Harriett "Harry" Korn, interpretata dalla sempre bravissima Kathy Bates che, come sempre accade nelle serie americane con avvocati, una volta perso il lavoro, apre uno Studio Legale tutto suo in un ex negozio di scarpe abbandonato in un quartiere malfamato di Cincinnati e si creata il suo gruppo. Con lei, dunque, diversi altri personaggi. Per ogni puntata o quasi (vi sono anche storie che si sviluppano in più puntate), la nostra Harry Korn affronterà cause impossibili e vincerà (ovviamente). 
Insomma, il solito 'legal drama' americano, se non fosse che in questo caso si è potuto assistere alla puntata sopra citata e cioè alla puntata "Regina delle Vipere".
(wikipedia.it)
Ebbene, già la tematica della puntata era un chiaro pretesto per poter parlare di diritti Lgbtq (per fortuna), visto che la trama era la seguente: Harry difende in aula Sela (l'attrice che la interpreta la ritroverete poi nelle ultime serie del telefilm "The Good Wife") una ragazza di 17 anni che, scrivendo pettegolezzi e malignita' sul suo blog ed in particolare che la ragazza era gay non dichiarata, ha involontariamente spinto al suicidio Hannah, una sua coetanea. 
Il processo e' l'occasione per Harry e non solo (nel cast della puntata anche l'attrice dichiaratamente lesbica Camryn Manheim - diventata famosa nel ruolo dell'amica e socia di Melinda Gordon, Jennifer Love Hewitt, in "Ghost Whisperer" - nel ruolo del Procuratore Generale che, con i suoi interventi denuncia la gravità della situazione in america in merito al bullismo ed all'omofobia..) per denunciare l'allarmante situazione sociale e culturale dell'America in merito alle discriminazioni che ancora esistono (esistevano!) contro le minoranze...
(opencongress.org)
Nelle arringhe finali il succo della questione: in America, nelle forze armate, vi è la regola del "Don't ask don't tell", acronimo DADT, (regola in base alla quale ai militari non veniva chiesto ed essi stessi erano tenuti a non dire di essere gay. Il Dadt, in altri termini, limitava -teoricamente- i tentativi dell'esercito di individuare membri o candidati omosessuali o bisessuali non dichiarati, ed al contempo escludeva dal servizio militare le persone apertamente gay, lesbiche o bisessuali); nei vari stati non solo il matrimonio non è consentito, ma vi sono recrudescenze omofobe ecc.. 
Insomma, sia l'Avv. Harry che il Procuratore delineano la disarmante e sorprendente situazione in cui versava l'America soltanto cinque anni fa. Stiamo parlando, infatti, del 2011. Quanti successi e quante vittorie per noi, da allora!!.
(repstatic)
La regola del "Don't ask don't tel", per esempio, dopo un iter legislativo ed istituzionale di neanche un anno, è stata definitivamente cancellata il 20 settembre 2011 (sotto l'amministrazione Obama) ed ora i militari non solo possono dichiarare il loro orientamento, ma possono agire anche pubblicamente di conseguenza, anche baciando i loro mariti/mogli al rientro da una missione!.
La Suprema Corte Federale USA, poi, che tanto ha fatto per innovare il paese in questo campo, ha stroncato tutte le leggi anti-sodomia ancora vigenti a livello statale . 
Inoltre, tra le conquiste più eclatanti, nel 2012 l'agenzia federale per le pari opportunità (Equal Employment Opportunity Commission-EEOC) ha stabilito che il VII titolo della Civil Rights Act (1964) non può consentire alcun tipo di discriminazione fondata sull'identità di genere nei luoghi di lavoro in quanto forma discriminatoria basata sul sesso e nel 2015 la stessa Commissione ha concluso alla stessa maniera anche per quel che riguarda la discriminazione nel posto di lavoro basata sull'orientamento sessuale.
(superpop)
Ed ultimo ma non ultimo, il matrimonio tra persone dello stesso sesso negli Stati Uniti d'America che, non solo è ora ampiamente previsto, ma lo è in tutti gli stati USA a seguito della storica sentenza della Corte Suprema dello scorso 26 giugno 2015 (pronunciata con riferimento al caso Obergefell v. Hodges), nel contesto della quale è stato sancito l'importante principio che negare la licenza matrimoniale a coppie dello stesso sesso viola alcune clausole del XIV emendamento della Costituzione degli Stati Uniti d'America!. Da quel meraviglioso giorno del 2015, dunque, le coppie gay hanno visto equiparato il loro matrimonio a quello eterosessuale, su tutto il territorio e, quindi, in tutti gli stati della federazione USA!.
Insomma, è vero che di lavoro da fare, soprattutto per quel che concerne il modo di pensare di tante-troppe persone ancora ancorate al medioevo, è tanto ed a volte le forze sono impari, ma è anche vero che di passi avanti, capperi!!, se ne sono fatti tanti!!!.
Insomma, se vi capita e se avete tempo, date un'occhiata a questa puntata del telefilm e diteci se anche a voi farà lo stesso effetto che ha fatto a noi!. In questo caso: Viva l'America!!.


E lo sappiamo che resta tanto/tantissimo da fare, ma, per favore, questa volta, fateci essere solo felici...
Con Gioia.
MduL

Don't Ask, Don't Tell: il caso dell'astronauta lesbica Sally Ride (1951-2012)



In questi ultimi anni si è fatto un gran parlare dell'abolizione, ad opera del Presidente Usa Obama, della inutile quanto ipocrita norma tacita "Don't ask, Don't tell", che prevedeva per tutti i componenti e le componenti delle forze armate e statali statunitensi gay, lesbiche, bisessuali, transessuali e quant'altro le espressioni della vita e del modo di essere umano possano consentire, di non dichiarare il loro orientamento sessuale in alcun modo. 
Nello specifico, il "Don't ask, don't tell" ("Non chiedere, Non dire" in lingua inglese), talvolta riportato come DADT, è il termine con cui comunemente ci si riferiva alla linea politica degli Stati Uniti d'America tra il 1993 e il 2010, in merito alla questione dell'orientamento sessuale dei membri del servizio militare.
Questa politica limitava, teoricamente, i tentativi dell'esercito di individuare membri o candidati omosessuali o bisessuali non dichiarati, al contempo escludendo dal servizio militare le persone apertamente gay, lesbiche o bisessuali. Proebiva, dunque, a chiunque "dimostri propensione o intenzione di intraprendere atteggiamenti omosessuali" di prestare servizio nell'esercito, poiché questo "creerebbe un inaccettabile rischio all'alta morale, all'ordine, alla disciplina e alla coesione che sono l'essenza della potenza militare". Inoltre, proebiva anche a qualsiasi persona omosessuale o bisessuale di svelare il proprio orientamento sessuale o di parlare di relazioni omosessuali mentre presta servizio all'esercito.
La proposta di abrogazione del DADT, mediante la modifica di legge, è stata approvata dalla Camera dei Rappresentanti e successivamente dal Senato degli Stati Uniti, nei giorni 27 e 28 maggio del 2010 ed è entrata in vigore nell'anno 2011. Il DADT, dunque, è stato abrogato il 20 settembre 2011 [fonte: il fatto quotidiano]. Solo un anno prima, dunque, della morte di Sally Ride. 
Ma andiamo con ordine. Se abbiamo esordito proprio con questa notazione è perché la persona di cui stiamo per parlare in questo post ha avuto la vita rovinata, o, quantomeno, falsata, da questa ipocrita norma del "don't ask, don't tell".

Sally Ride Astronauta negli anni '80

Parliamo, infatti, di Sally Kristen Ride, nata a Los Angeles, 26 maggio 1951 e morta a La Jolla, il 23 luglio del 2012 che è stata la prima astronauta statunitense a raggiungere, il 18 giugno 1983, lo spazio a bordo della STS-7, rientrando sulla terra dopo poco meno di una settimana, il 24 giugno 1983 (prima di lei solo due donne sovietiche, Valentina Vladimirovna Tereškova e Svetlana Evgen'evna Savickaja avevano compiuto la medesima impresa).
Ma chi era Sally Ride? Sally, figlia primogenita di Dale e Joyce Ride, ha frequentato la Westlake School for Girls high school a Los Angeles (attualmente Harvard-Westlake School) con una borsa di studio per il tennis, grazie al fatto che, oltre all'interesse per le scienze, era una giocatrice di tennis a livello nazionale. Ha frequentato lo Swarthmore College e si è laureata in Inglese e fisica alla Stanford University vicino a Palo Alto, California, quindi ha conseguito il master e il Dottorato in fisica presso la stessa università mentre era ricercatrice in astrofisica e fisica del laser.
Nel 1978 è entrata alla NASA grazie al primo concorso aperto anche alle donne per tale carriera e vi è rimasta fino al 1987, rimanendo nello spazio, complessivamente, più di 343 ore. Da notare, inoltre, che Sally Ride, che era all'ottavo mese di addestramento in vista della sua terza missione, venne nominata membro della commissione d'inchiesta che ha indagato sulle cause del disastroso incidente che coinvolse lo Shuttle Challanger e da questa esperienza, venne trasferita al quartier generale della NASA a Washington DC, dove rimase fino alla fine della sua opera.

Sally Ride in età più adulta
Ecco, questa la sua carriera, sennonché, questa donna ormai famosa ed importante, stiamo parlando degli anni ottanta, ha dovuto piegarsi comunque al sistema e mostrare la facciata ipocrita e perbenista che le era stata richiesta, sposandosi - e rimanendo sposata - con un suo collega, l'astronauta della NASA Steven Hawley fino al giorno della sua scomparsa, a soli 61 anni, per un tumore al pancreas, il 23 luglio 2012.
Quello che nessuno doveva chiedere e sapere, però, è venuto fuori lo stesso ed è stata proprio la fondazione a lei intitolata ha comunicalo dopo la sua morte: Sally Ride era bisessuale ed ha avuto una compagna che l'ha accompagnata nella vita per ben 27 anni, l'ex atleta e collega Tam O'Shaughnessy

Sally & Tam

Il prossimo 23 luglio, dunque, un pensiero a Sally Ride.
MduL

Fonti: