Ultimo aggiornamento il 26 luglio 2026

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Nasce INFOTRANS: in Europa, il primo portale istituzionale per le persone transgender

Logo sito Infotrans (foto da articolo della repubblica.it)
_MduL, 31 maggio 2020_

Sempre nell'ottica di sanare, almeno in piccola parte, la nostra mancanza di attenzione verso i ragazzi e le ragazze transgender, ecco un'altra notizia per voi, che pensiamo possa essere molto utile.
Stiamo parlando di 'Infotrans', il primo portale istituzionale in Europa per persone transgender.

La notizia l'abbiamo appresa da un articolo di repubblica del 25/05/2020 (link in fondo al post) che rende noto anche come, nel giro di poche ore, si siano collegati al sito appena creato ben 1.100 utenti unici.

Ma cos'è Infotrans?
Come lascia intuire il nome, www.Infotrans.it è il primo portale istituzionale creato in Europa appositamente per le persone transgender.
Il sito, come apprendiamo dall'articolo, è il frutto di una collaborazione tra il Centro di Riferimento per la Medicina di Genere dell'Istituto Superiore di Sanità (ISS) e l'Ufficio Nazionale Antidiscriminazioni Razziali - Presidenza del Consiglio dei Ministri (Unar). 

Scopo dichiarato del sito è quello di fornire alla popolazione informazioni indipendenti, certificate e aggiornate in questo campo e di favorire una piena inclusione sociale delle persone transgender.

Queste le parole del Presidente dell'ISS Silvio Brusaferro: "Con questo nuovo portale è stato fatto un lavoro importante perché è stato possibile sistematizzare e mettere a disposizione in un modo accessibile e fruibile una mole importante di informazioni basate su evidenze scientifiche utili per orientare anche le scelte di salute di questa fascia di cittadini".

Queste, invece, le parole del Direttore Generale dell'Unar Triantafillos Loukarelis: "Sono grato all'Istituto Superiore di Sanità e alle associazioni che hanno collaborato per aver realizzato un Portale che rappresenta un'esperienza unica in Europa, una buona pratica che sono certo altri Paesi, anche più avanti di noi in tema di diritti LGBTI, vorranno realizzare basandosi sul nostro esempio. E' la dimostrazione che quando istituzioni dello Stato come le nostre collaborano tra di loro coinvolgendo l'esperienza del Terzo Settore, sono in grado di fare la differenza, contribuendo al miglioramento di migliaia di vite che rischiano altrimenti di essere marginalizzate".

Nell'articolo di repubblica, comunque, potete trovare anche i link a due articoli di approfondimento. Vi consigliamo, dunque, la lettura diretta di tale articolo (per il link diretto, cfr. in calce al post).

Nella speranza che possa essere utile...
MduL



Fonte:
Articolo "Nasce il portale Infotrans, in poche ore già 1.100 accessi" su repubblica.it del 25/05/2020

Nel mondo dei diritti Lgbtqi ci vuole unità, oggi più che mai.


Che pasticcio questi diritti civili: da un lato occorre, oggi più che mai, tenere alta la guardia per conservare i diritti acquisiti, dall'altra bisogna capire come ed in che misura portare avanti le nostre istanze. Prima di fare tutto ciò, però, occorre trovare una nuova unità ed un nuovo dialogo già all'interno del mondo Lgbtqi.
E' di ieri, 25/10/2018, l'articolo letto sul sito ilfattoquotidiano.it (link in fondo al post), con il quale l'autrice, Margherita Cavallaro, si scaglia, con toni anche molto duri, contro il gruppo di lesbiche che, in occasione del Gay Pride di Londra dello scorso 7 luglio, ha conquistato la testa del corteo ed ostentato uno striscione con su scritto “transactivists erase lesbians” (gli attivisti trans cancellano le lesbiche), contestualmente distribuendo volantini contro il 'Gender Recognition Act' (che permette alle persone trans e non binarie di scegliere sui documenti il genere che preferiscono indicare per se stesse, o nessun genere) e chiedendo che le donne trans vengano esclude dagli spazi femminili.
Non paghe, alcune di queste 10 esponenti del gruppo contro i trans, in occasione di un'intervista con il reporter di Pink News, hanno dichiarato: “Noi vogliamo togliere la L (di lesbiche, ndr) dal Pride: un uomo non può essere lesbica, una persona con un pene non può essere lesbica” ed anche “Gli uomini dicono di essere trans, di essere lesbiche e fanno pressione sulle lesbiche per fare sesso con loro”.
Ne consegue che, come riportato dall'articolo di gaypost.it (link in calce al post), "il blitz ha suscitato molte reazioni tra chi era presente. In molti si sono detti arrabbiati (su tutti, il Sindaco della città che stava marciando in testa al corteo) che si permettesse ad un gruppo che vuole escludere le persone trans di aprire il corteo.
Una delle persone che ha contestato il gruppo ha dichiarato a Pink News: “Odiano le persone trans, odiano le sex workers… sono come i bigotti che dicono che i gay andranno all’inferno. E’ disgustoso, è un problema rispetto a cosa è diventato il Pride”".

Dunque, donne lesbiche - poche - che hanno fatto della transfobia il loro cavallo di battaglia. Di questo gruppo di donne, ognuna di noi può e deve pensare ciò che meglio crede e ritiene giusto, ciò che non si può fare, però, è stigmatizzare l'episodio, come giustamente ha fatto Margherita Cavallaro nel suo articolo, senza approfondire la questione.
Per farlo ci avvaliamo di un altro articolo "Il movimento lgbt è diviso nella lotta per i diritti civili" di Claudio Rossi Marcelli per internazionale.it del 16/02/2018 che, stante la sua notevole chiarezza espositiva e la sua accuratezza, meritava qui di essere riportato integralmente. Non potendolo e volendolo fare però per rispetto nei confronti dell'autore, ci limitiamo qui a riportare i punti principali toccati dall'articolo per poi rinviarvi alla sua lettura originale.
Lo riportiamo perché pensiamo che alcune di voi, così come è successo, almeno in parte, a noi, neanche sappiano di tutte queste problematiche e di questi contrasti all'interno del mondo Lgbtqi ed all'interno dello stesso mondo lesbico.
Ecco, dunque, qui di seguito il link all'articolo indicato (riportato, per altro, anche in calce al post):

di Claudio Rossi Marcelli per internazionale.it del 16/02/2018

Qui di seguito, però, i punti principali toccati dall'interessante articolo di Claudio Rossi Marcelli che teniamo a segnalarvi:
1. <<Nonostante i progressi sul fronte dei diritti civili, oggi è ancora difficile essere gay. Ma è ancora più difficile essere lesbica, perché le donne omosessuali sono un gruppo discriminato all’interno di un gruppo discriminato...

2. Storicamente l’attivismo lesbico è sempre stato profondamente radicato nel femminismo...
3. In Italia il conflitto sotterraneo tra gay e lesbiche è riemerso negli ultimi mesi per via della dura presa di posizione di Arcilesbica contro la gestazione per altri (gpa). “Trans women are not women” (le donne trans non sono donne) è una nuova concezione che si sta diffondendo all’interno del movimento femminista internazionale e che rivendica la differenza tra donne cisgender e donne transessuali.
4. ... dragphobia, cioè paura degli uomini che si travestono da donna per esibirsi. Più che una fobia, però, il ragionamento di Willoughby suonava come una forma di intolleranza...

5. Infine, per chiudere il cerchio di vittime che diventano carnefici, va segnalata la forma di discriminazione denunciata dal documentario London’s female queens, che esplora il fenomeno delle drag queen donne.

La conclusione, invece, la riportiamo in modo testuale, perché da noi condivisa appieno. Eccola:
Ricapitolando, quindi: gay contro lesbiche, lesbiche contro padri gay, femministe contro trans, trans contro drag queen e drag queen contro donne. Si ha l’impressione che i gruppi discriminati stiano spendendo troppe energie per darsi battaglia a vicenda invece di concentrarsi sul vero obiettivo: il raggiungimento dei diritti civili e la piena parità di genere. Quando la discriminazione smetterà di essere così grave avremo tempo di ragionare su tutti gli aspetti su cui ancora non c’è accordo. Ma fino ad allora la comunità lgbt e il movimento femminista dovrebbero ricordarsi che l’unione fa la forza.>>


E questo è quanto. Quando leggerete l'articolo capirete meglio cosa intendiamo. Inutile aggiungere altre parole.
MduL




Fonti:
Articolo "Lesbiche anti-trans, tre ragioni per cui il loro odio è ridicolo" di Margherita Cavallaro per ilfattoquotidiano.it del 25/10/2018;
Articolo "Londra: 10 lesbiche anti-trans bloccano il Pride e il sindaco condanna il gesto" della redazione di gaypost.it dell'8/07/2018;
Articolo "Il movimento lgbt è diviso nella lotta per i diritti civili" di Claudio Rossi Marcelli per internazionale.it del 16/02/2018

Transgender - Storica Sentenza a Messina: riconosciuto il cambio sesso senza intervento chirurgico

(Il Tribunale di Messina - dal sito dispaccio.it)

Che bello dare queste notizie!!. E' successo nel novembre scorso a Messina, in Sicilia. Il Tribunale di Messina, e quindi un Giudice Illuminato (ce ne sono tanti, davvero e fanno quello che possono) ha emesso una sentenza storica, avendo concesso ad una studentessa di 21 anni  (le cui iniziali sono S. D.), che ne aveva fatto richiesta, di poter cambiare il 'genere', da maschile a femminile, sulla sua carta d'identità: da studente a studentessa e con le nuove declinazioni tutte al femminile...e tutto questo senza dover sopportare il delicato intervento di 'evirazione'.
E’ la prima volta in Italia che il cambio di sesso avviene senza intervento chirurgico. La sentenza ha una portata storica!. 
La storia di S.D. infatti – emersa da un’inchiesta sul terzo genere pubblicata dal Corriere della Sera – è solo una delle 50 mila che esistono in Italia. Questo caso però è il primo che ha ottenuto il cambio legale in nome del solo «diritto a una diversa identità di genere» sconnessa dal sesso biologico. Finora, infatti,  solo tre Tribunali – Roma, Rovereto e Siena -avevano garantito il cambio di sesso senza operazione, ma solo per motivi di salute.
La sentenza di Messina sostiene invece che esiste un «diritto a una diversa identità di genere» e che «non si può prestare attenzione esclusivamente alla componente biologica». Per il giudice siciliano infatti «il fenomeno della transessualità nella società contemporanea è profondamente mutato» e «con l’ausilio delle terapie ormonali e della chirurgia estetica, la fissazione della propria identità di genere spesso prescinde temporaneamente o definitivamente dalla modificazione chirurgica dei caratteri sessuali primari».
Certo, la sentenza “siciliana” non è stata “condivisa” da altri tribunali, come quello di Vercelli (anche se in questo caso, i giudici hanno comunque chiesto alla Consulta di verificare se «l’imposizione di un determinato trattamento medico non costituisca «una grave e inammissibile limitazione al riconoscimento del diritto all’ identità di genere») e quello di Trento che invece hanno respinto analoghe richieste, ma il dado ormai è tratto!!.
Scena dal film "Transamerica" (da sito affaritaliani.it)
Del resto [e da questo punto in poi, visto che non conosco abbastanza tale argomento, procedo riportandovi le parole dell'articolo «Nuove leggi per cambiare sesso. Senza è difficile anche andare in posta» di Elena Tebano - link in fondo al Post], il cambio di sesso senza obbligo di «demolizione chirurgica» è al centro delle rivendicazioni del movimento transessuale: «Nella maggior parte dei Paesi Ue è già così — dice la leader del Mit (Movimento identità transessuale) Porpora Marcasciano —. E visto che la legge che lo prevede giace da tempo in Parlamento, abbiamo iniziato a rivolgerci ai giudici, perché ci sembra un diritto fondamentale, che migliorerebbe tanto la nostra qualità della vita». Finora solo tre Tribunali (Roma dal 1997, Rovereto e Siena nel 2013) avevano garantito il cambio di sesso senza operazione, ma solo per motivi di salute. La sentenza di Messina sostiene invece che esiste un «diritto a una diversa identità di genere» e che «non si può prestare attenzione esclusivamente alla componente biologica». Per il giudice siciliano che ha scritto la sentenza infatti «il fenomeno della transessualità nella società contemporanea è profondamente mutato» e «con l’ausilio delle terapie ormonali e della chirurgia estetica, la fissazione della propria identità di genere spesso prescinde temporaneamente o definitivamente dalla modificazione chirurgica dei caratteri sessuali primari».
(da nydailynews.com)
La norma del 1982. Una visione molto diversa da quella che associava la transessualità a emarginazione e vita di strada. Oggi è al centro di serie tv di successo (la pluripremiata «Transparent» di Amazon) e Time l’ha definita la nuova frontiera dei diritti civili. «Quando la legge italiana è stata approvata, nel 1982, si dava per scontato che si volesse adeguare il più possibile il proprio corpo a quello desiderato — dice Alexander Schuster, avvocato di Trento che rappresenta numerose persone trans — e così da allora è stata generalmente interpretata in modo da subordinare la rettificazione anagrafica (cioè il cambio di sesso e nome sui documenti) a interventi chirurgici demolitivi o alla sterilità chimica. Ma in realtà la norma non è così specifica».
Di fatto però la procedura standard per il cambio di sesso dura anni e prevede prima una diagnosi psicologica di disforia di genere (spesso dopo una lunga psicoterapia), l’assunzione di ormoni, la richiesta a un Tribunale per autorizzare l’operazione chirurgica e in seguito, a intervento avvenuto, un’altra istanza al giudice per cambiare i documenti.
Sempre più persone, però, mettono in dubbio questo percorso. «Penso che sottoporsi all’operazione sia una scelta personale: riguarda il mio corpo, non può essere condizionata dalla decisione di un giudice», dice Monica Notarangelo, la ricercatrice che si è rivolta al Tribunale di Trento. «C’è chi vede conclusa la propria transizione già quando vive da donna». Monica lo fa dal 2008. «Però ho ancora i documenti maschili e mi crea molti problemi: devo pubblicare i miei articoli scientifici come Giuseppe, altrimenti non hanno valore per i concorsi in università. Ma poi non posso andare ai convegni, perché i miei colleghi non si aspettano di vedere una donna». Le difficoltà sono quotidiane: «Se devo ritirare una raccomandata, alle poste mi chiedono la delega di mio “marito”». 
(da thefix.com)
Le nuove identità. Tra coloro che non si riconoscono nella definizione tradizionale di transessuale c’è Tiresia Valentina Coletta, 29 anni, ex seminarista in Vaticano e ora studentessa di psicologia a Roma, che si identifica come «genderfluid», sia maschio che femmina: «Il mio genere è femminile, ma io sono nato maschio, ed è una parte che rimane in me». Per questo ha scelto come nome «Tiresia»: il protagonista del mito classico che vive sia da uomo che da donna. Tiresia Valentina si veste prevalentemente da donna e da un mese ha iniziato a prendere ormoni che le stanno facendo crescere seno e fianchi, ma per ora non intende fare interventi.
Di fronte a una simile costellazione, queste identità possono sembrare aleatorie. Ma per chi soffre di disforia di genere non è così. Ecco come Andrea Lamanna (all’anagrafe ancora Maria), 25 anni, di Monopoli, spiega il disagio che provava prima di sapere che poteva cambiare genere: «È come vivere con un costume addosso ed essere l’unico a sapere che è un costume: il mondo si rivolge a una persona che non sei tu — dice —. È così avvilente e pesante, che alla fine perdi qualsiasi energia, diventa difficile crearsi obiettivi e aspirazioni».
Andrea è un «FtM» abbreviazione che sta per «female to male», «da femmina a maschio». La prima riattribuzione di sesso di questo tipo, in Germania, risale al 1992: sconosciuti un tempo, oggi i ragazzi transessuali sono quasi la metà delle persone transgender. Un altro dei molti nuovi volti che assume questa identità. Andrea dodici mesi fa ha iniziato ad assumere il testosterone, oggi ha la barba e spera quanto prima di farsi la mastectomia: «Ora la mia difficoltà maggiore è non avere i documenti giusti. So che la transizione sarà lunga e tortuosa, però la devo fare. Vedere cambiare il proprio corpo è una rivincita. È come se adesso potessi cominciare davvero a vivere la mia vita».

Auguri dunque a S.D. ed alle altre 50mila persone che possono trovare giovamento da questa storica sentenza messinese.
MduL

Articoli utilizzati per scrivere il Post:
- Articolo "Messina, cambia sesso senza operazione" della Redazione di Siciliainformazioni.com
- Articolo "Cambiare sesso senza intervento, l’ok dal tribunale di Messina: primo caso in Italia" di Antonio Puglisi per 98zero.com
- Articolo «Nuove leggi per cambiare sesso. Senza è difficile anche andare in posta» di Elena Tebano per 27esimaora.corriere.it
- E per quante di voi, come me, volessero approfondire la materia, vi riporto anche il link alla Pagina Wikipedia relativa alla voce "Transgender"

E' tempo di Festival: le rassegne a tematica LGBT in Italia

E' arrivata la primavera, anche se non sembra, ed è tempo di Festival del Cinema GLBT (Gay, Lesbico, Bisessuale, Transessuale, Queer) anche da noi, in Italia. Rassegne invernali ve ne sono state, tante, ma gli appuntamenti immancabili arrivano ora, su tutti, il Festival di Torino, ma anche il Festival di Firenze ed anche se la parte da leone, in quanto ad organizzazione di festival cinematografici a tema, la fa decisamente Bologna. Un pochino in affanno, invece, gli altri festival: quello sardo, siciliano e campano.. Da segnalare, infine, che il Festival di Bologna "Some Prefer Cake" è espressamente lesbico
Ecco, dunque, un elenco per voi, da tenere sott'occhio per i mesi a venire. Prendete nota [la fonte, come quasi sempre, è cinemagay.it].
N.B.: le locandine qui riportate, spesso, non sono aggiornate all'ultima edizione del Festival in commento. Alcune volte fanno riferimento all'ultima edizione utile, altre ad edizioni ancora precedenti.




Titolo: Torino GLBT F.F.
Sottotitolo: Torino Gay & Lesbian Film Festival
Dove: Torino
Quando: 30.04.2014 - 6.05.2014
Sito: http://www.tglff.it/   

 







Titolo: Divergenti
Sottotitolo: Festival Internazionale Diver Genti di Cinema Transessuale (mit)
Dove: Bologna
Quando: 22/5/2014- 25/5/2014    
Sito: http://www.mit-italia.it/divergenti/

 











Titolo: Festival MIX MILANO
Sottotitolo: 27^ (o 28^) edizione del Festival Mix di Milano
Dove: Milano
Quando: dovrebbe tenersi a giugno    
Sito: http://www.festivalmixmilano.com/ (ma ha problemi a caricare)

 



Titolo: Sicilia Queer 2014 F.F.
Sottotitolo: Sicilia Queer International Lgbt & New Visions FilmFest
Dove: Palermo
Quando: 5 - 11 giugno 2014    
Sito: http://www.siciliaqueerfilmfest.it/festival/it/


 
 
Titolo: Some Prefer Cake
Sottotitolo: Festival Internazionale del Cinema Lesbico
Dove: Bologna
Quando: dovrebbe tenersi a settembre
Sito: http://www.someprefercakefestival.com/

 


   

 


Titolo: Gender Bender
Dove: Bologna
Quando: dovrebbe tenersi a cavallo tra ottobre-novembre
Sito: http://www.genderbender.it/ita/home.asp

 











Titolo: Florence Queer Festival
Sottotitolo: Festival Internazionale di Cinema Lgbt
Dove: Firenze
Quando: 21.11.2014 - 27.11.2014
Sito: http://www.florencequeerfestival.it/   

 





Titolo: SardiniaQueer FilmFestival
Sottotitolo: USN/EXPO Sardinia Queer Short Film Festival
Dove: Cagliari
Quando: dovrebbe tenersi a cavallo tra novembre e dicembre   
Sito: http://www.usnexpo.it/

 




Titolo: Omovies
Dove: Napoli
Quando: dovrebbe tenersi a dicembre
Sito: http://www.omovies.it/ (in manutenzione)
http://www.festivalcinemacampania.it/omovies-festival-del-cinema-omossessuale.html





Buone visioni e partecipazioni.
MduL