Ultimo aggiornamento il 26 luglio 2026

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Diritti - Carte di identità minori: di nuovo via 'madre' e 'padre' e bentornati 'genitore 1' e 'genitore 2'. Al question time alla Camera la Ministra degli Interni, Dott.ssa Luciana Lamorgese ha dato l'importante annuncio

La Ministra dell'Interno, Dott.ssa Luciana Lamorgese (repubblica.it)

_MduL, 16 gennaio 2021_ 

Apprendiamo dall'articolo di Alessandra Ziniti per repubblica.it (link in calce al post) la notizia che nei giorni scorsi la Ministra dell'Interno, Dott.ssa Luciana Lamorgese, ha annunciato, durante il question time alla Camera dei Deputati, il superamento della modifica voluta nel 2019 dal predecessore, On. Matteo Salvini, in merito alla dizione da dover/poter utilizzare al rilascio della carta di identità per i figli con età minore di 14 anni, alla voce relativa ai genitori.
 
Se ricordate, la conquista di civiltà raggiunta anni addietro (per l'esattezza nel 2015, dal Governo Renzi), in base alla quale, in rispetto delle coppie omogenitoriali e delle famiglie arcobaleno (e, soprattutto, nel rispetto dei figli di quest'ultime), nella carta d'identità dei figli minorenni non si doveva più indicare i genitori con le dizioni "madre" e "padre", ma "genitore 1" e "genitore 2", era stata cancellata in un sol colpo, nel 2019, dall'allora ministro degli interni Matteo Salvini, il quale pretese di tornare alla vecchia dizione, con queste motivazioni "Difenderemo la famiglia naturale fondata sull’unione tra un uomo e una donna” e spiegando il suo come un "decreto che ripristina i suoli biologici" a suo dire aboliti con la riforma del 2015.
Così facendo, nelle sue intenzioni e nelle intenzioni della parte politica dallo stesso rappresentata, le coppie che, in Italia, avrebbero potuto avere figli minorenni riconosciuti erano solo quelle eterosessuali, formate da un uomo ed una donna.

Ebbene, oggi, a quanto apprendiamo, non sarà più così, ritorniamo al presente e ritorniamo al rispetto delle persone Lgbtqi+. 
Con il riconoscimento e la conferma della modifica in "genitore 1" e "genitore 2", senza indicazione di genere, si da atto dell'inclusione nel nostro ordinamento anche delle coppie omogenitoriali e delle famiglie arcobaleno, ma, soprattutto, come già detto dei figli in tali famiglie amati e cresciuti.
Questi bambini, finalmente, non saranno più degli esclusi ed emarginati, ma potranno fieramente girare per il paese ed all'estero con i propri "genitori 1" e "genitore 2", come tutti gli altri bambini, al pari di tutti gli altri bambini, con una carta d'identità che ricomprenda tutti.
Da notare, che tale importante modifica e tale ritorno alla tutela dei diritti, non avrà riflessi solo all'anagrafe, per la carta d'identità, ma anche nelle scuole. I moduli di iscrizione nelle scuole, infatti, riportano nuovamente la dizione "genitore 1" e "genitore 2" e non più "madre" e "padre" ed è bellissimo!!.
Queste, le parole della Ministra Lamorgese "E' prevista la reintroduzione della dicitura 'genitore 1' e 'genitore 2' per garantire conformità al quadro normativo introdotto dal regolamento Ue e per superare le problematiche applicative segnalate dal Garante della privacy" sul decreto del 2019". 
Ciò, in quanto, come dichiarato sempre dalla Ministra "Il garante della privacy ha rilevato che la dicitura padre e madre nella carta d'identità digitale ha comportato forti criticità, dal punto di vista della di protezione dei dati e della tutela dei minori, nei casi in cui i soggetti che esercitano la responsabilità genitoriale non siano riconducibili alla figura materna o paterna".
 
Per ciò che concerne l'iter di approvazione di tale, importante, provvedimento, crisi di governo permettendo, la Ministra ha annunciato che "Il nuovo schema di decreto ha già ottenuto il concerto dei ministri di Economia e della pubblica amministrazione ed è in attesa del parere del Garante, a seguito del quale sarà sottoposto alla Conferenza Stato-Città".
 
Non ci resta che attendere e sperare per il meglio.
Resta, intanto, da segnalare questo meraviglioso punto a favore di tutte/i noi Lgbtqi+.
 
MduL 


Fonte:
Articolo "Via "madre" e "padre". Sulla carta d'identità degli under 14 torna "genitore 1" e "genitore 2"" di Alessandra Ziniti per repubblica.it del 13/01/2021

Omofobia e diritti Lgbtqi+: a Messina, un caso di discriminazione ed omofobia nella causa di divorzio tra coniugi. Il legale del marito, chiede l'affidamento esclusivo poiché la moglie ha una relazione con un'altra donna

 
Il Tribunale di Messina (foto procura.messina.giustizia.it)

_MduL, 14 novembre 2020_
 
Ci segnalano, e volentieri riportiamo, una notizia di cronoca cittadina che, però, non riguarda solo la città di Messina, ma tutta l'Italia.
Questa la notizia, riportata da Alessandra Serio per tempostretto.it (link all'articolo in calce al post): al Tribunale di Messina, nel contesto di una causa di divorzio, il padre ha chiesto l'affidamento esclusivo della figlia, contestando alla ex-moglie il fatto di essere gay.
 
Questi i fatti, così come riportati nell'articolo della Serio.
A Messina, grazie alla denuncia del circolo Arcigay Macwan si scopre un caso di discriminazione ed omofobia, ad oggi, non più tollerabili.
Il legale di un padre messinese, impegnato nella causa per l’affidamento della figlia di poco meno di 10 anni, ha presentato al giudice un’istanza chiedendo l’affidamento esclusivo della bimba perché la madre ha una relazione con un’altra donna.
Questi, gli inaspettati e non condivisibili sviluppi della causa di separazione/divorzio, che va avanti ormai da circa due anni e che vede la donna legata da tempo in un rapporto stabile con la propria compagna.
Se fino ad ora, la battaglia legale si era mantenuta nei canoni della contrapposizione giudiziaria tra due ex coniugi, questa nuova istanza portata avanti dal legale del marito, fondata su basi assolutamente discriminatorie ed omofobe, ha fatto inorridire e fa inorridire tutto il mondo Lgbtqi+.
Un legale che ipotezza poter utilizzare l'orientamento sessuale della controparte come arma a proprio favore per la valutazione che i giudici sono chiamati ad operare per identificare il miglior affidamento del minore conteso, è - secondo noi - aberrante, vieppiù in pendenza di approvazione definitiva della legge sull'omofobia in discussione in questo periodo in Parlamento.

Apprendiamo, dunque, con sollievo e piacere che il circolo messinese che porta avanti la battaglia per i diritti LGBT abbia annunciato che valuterà ogni azione legale che sarà possibile intraprendere, in attesa e a prescindere dalla decisione del giudice sull’istanza “incriminata”, formulata dall'Avvocato. Avvocato che, in quanto tale, è bene ricordarlo, è tenuto al rispetto delle norme del nostro ordinamento giuridico e deve seguire eticamente i principi di deontologia professionale.
 
 
Attendiamo futuri sviluppi.
MduL 
 


Fonte:
Articolo "Il caso a Messina, padre chiede affidamento esclusivo perché ex moglie gay" di Alessandra Serio per tempostretto.it del 9/11/2020