Ultimo aggiornamento il 26 luglio 2026

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La conoscenza serve alla difesa: ecco chi sono i "Custodi dell'Ortodossia Cattolica" - (5) Marco Scicchitano

(tralaltro.it)

Ed ecco che, finalmente!, siamo arrivati all'ultimo degli esponenti di spicco del 'movimento' dei cd 'Custodi dell'Ortodossia Cattolica' che sempre più, haimé, sta diventando pericoloso ("pericoloso" perché istiga all'odio ed alla mancanza di rispetto altrui!): è di questi giorni la notizia del plateale abbandono da parte della CEI (e, quindi, della Chiesa) di Silvio Berlusconi e di Forza Italia (ci si riferisce alle esternazioni in merito alla sentenza di assoluzione sul caso Ruby da parte della Cassazione) e del suo affatto velato interesse per l' NCD di Alfano, con tutto ciò che questo comporta. 
Ma è inutile dilungarsi su questo triste aspetto della questione. Passiamo invece, di corsa, a parlare di quest'ultimo dei quattro moschettieri (gli altri, lo ricordo, erano: Mario Adinolfi,  Costanza Mariano, e Padre Maurizio Botta) che, insieme a Massimo Introvigne tanto danno stanno creando nel nostro paese spacciando delle idee e dei concetti profondamente e radicalmente omofobi e fuorvianti come delle verità negate dall'"egemonia gender" (si, secondo loro, in Italia, in questo momento vi è la prevalenza di una mentalità aperta e disponibile al  mondo glbt che tanto male sta facendo alla famiglia tradizionale da loro strenuamente difesa!...parole loro pur se estrapolate dal contesto...).
Insomma, complimenti per chi ha iniziato con questa 'offensiva omofoba mascherata da tranquilla reazione': le sentinelle in piedi (idea geniale), ad esempio, non insultano, non portano striscioni di protesta, non offendono, stanno soltanto ferme e zitte in piedi a leggere libri con ciò esprimendo la loro volontà di difesa della famiglia tradizionale e dei suoi valori. Lo stesso fanno i moschettieri: iniziano e sviluppano tutti i loro discorsi ed i loro articoli parlando di difesa delle loro idee e principi contro lo strapotere gender che non gli permette di esprimersi. Peccato che, haimé di nuovo, ultimamente si senta parlare solo e soltanto di loro e delle loro idee e peccato anche che si possano muovere e parlare senza tema alcuna di legittime rimostranze, visto che così facendo altro non si fa che il loro "gioco"; peccato, infine, e soprattutto, che gran parte del potere - quello vero e pericoloso - cattolico e chiellino ormai si sia apertamente e spudoratamente schierato con loro e stia creando questo fronte sempre più vasto e variegato con, come detto, sia il Ncd (partito da niente che diventerà il nuovo partito principale della destra!) che la parte della Lega che non si riconosce in Salvini ma in Tosi (è di questi giorni la scissione. Non dimentichiamo poi, che Maroni, Governatore della Lombardia leghista, a suo tempo ha partecipato, chiudendo i lavori, al convegno stra-omofobo sulla tutela della famiglia di Milano!). La destra omofoba sta galoppando verso la meta del disconoscimento degli altrui diritti senza soluzione di continuità...
Peccato, infine e soprattutto, che il loro atteggiamento sbandierato come 'difensivo' ed 'inerme' sia in realtà e nei fatti profondamente ed ingiustamente 'offensivo', 'aggressivo' ed 'omofobo'!!. 
Ma torniamo al 'nostro prode' moschettiere.


(5) Marco Scicchitano

Di Marco Scicchitano, dal sito paoline.it, sappiamo che è uno psicologo e psicoterapeuta; Ricercatore Clinico presso l'ITCI di Roma, si occupa di adolescenti e di problematiche dello sviluppo.
Il suo nome ha iniziato a circolare avendo scritto, insieme a Tonino Cantelmi, il libro "Educare al femminile e al maschile"(edizioni Paoline), contro "i
rischi della teoria Gender". Secondo i sostenitori del libro, infatti, gli autori "esaminano le differenze scientificamente fondate, in termini neurofisiologici e psicologici, tra maschi e femmine e come queste differenze potrebbero essere raccolte e valorizzate in ambito educativo".
Siete già sconvolte? E' troppo presto, prima leggete qui di seguito cosa dice del libro l'Articolo "Presentato il nuovo libro di Cantelmi e Scicchitano sui rischi della teoria Gender" di Paolo Voltaggio per romagiornale.it (link in fondo al Post). L'articolo, infatti, inizia subito, dopo i toni trionfalistici sul presunto “Sold out” alla presentazione del libro tenutasi nella Sala Ovale della Chiesa Nuova (come fa ad essere un 'sold out' se si è tenuta in una chiesa?), con il concetto di fondo di tutto il libro e, quindi di tutto l'articolo che riporterò con le loro esatte parole:  <<il lettore sta per iniziare un viaggio, un’avventura esplorativa” (incipit della presentazione del libro scritta dalla psicoterapeuta Chiara D’Urbano). "Un viaggio che tanti sentono di dover intraprendere richiamati dalla consapevolezza di un’urgenza sempre più sentita: quella di frenare l’ondata ideologica della teoria del gender, secondo la quale ogni persona, sin dalla più tenerissima età, avrebbe il diritto di scegliere il proprio orientamento e il proprio comportamento sessuale" (Si, lo so, potrei anche fermarmi qui: abbiamo capito il concetto e non ci sarebbe altro da aggiungere, ma voglio/debbo continuare...).
Continua infatti l'articolo: "La preoccupazione è del tutto attuale giacchè l’ideologia del gender rischia di infiltrarsi all’interno delle scuole italiane di ogni ordine e grado tramite gli ormai tristemente noti opuscoli (“Educare alla diversità”) predisposti dall’Istituto T.A.Beck di Torino su incarico dell’UNAR (l’ufficio ministeriale per la repressione delle discriminazioni)".
"Un rischio che è attentamente monitorato dalle Associazioni famigliari e della scuola, del tutto ignorate dall’Unar, che hanno invitato tutti a segnalare eventuali diffusioni degli  opuscoli nelle scuole. A tal proposito il Forum delle Associazioni Famigliari, tramite le associazioni aderenti (tra le quali l’Associazione Identità Cristiana) ha invitato tutti i genitori, insegnanti e studenti a segnalare l’utilizzo improprio degli opuscoli dopo che è stato sconfessato il grande bluff e dal Dipartimento delle Pari opportunità è partita «una nota formale di demerito al direttore dell’Unar, Marco De Giorgi», per la diffusione nelle scuole di materiale mai approvato, e addirittura mai conosciuto da chi di dovere".

Prof. Monda (maxresdefault su youtube.com)
Ma, attenzione, ora viene il meglio!: “Fuochi verranno attizzati per testimoniare che due più due fa quattro. Spade saranno sguainate per dimostrare che le foglie sono verdi in estate“. Con queste parole del 1905 di Gilbert Keith Chesterton, il professor Andrea Monda, docente di religione ed esperto di letteratura anglosassone (la cui intervista "arricchisce il libro") ha focalizzato l’obiettivo del viaggio che il libro invita ad intraprendere. Ha poi ripercorso alcune splendide pagine di  Clive Staples Lewis per il quale “uomo e donna si completano vicendevolmente, come il bottone e l’occhiello, come il violino e l’archetto”  e ha  fatto rivivere, fornendo ai presenti le giuste lenti di lettura, le fantastiche pagine del Signore degli Anelli di Tolkien (ricordando la storia di  Eowyn, un personaggio femminile che ama non corrisposta Aragorn e che reagisce a questo dolore, assumendo una condotta volitiva da “femminista” ante litteram che, però, la condannerà alla frustrazione. Sarà l’amore di Faramir a salvarla, recuperando tutta la sua femminilità). 
Avete letto, si? Ebbene ce ne ancora...ecco la conclusione del prof. Monda: "Ha concluso evidenziando il vero rischio della teoria del gender:  ”ciò che è letale per l’umanità, è dunque la divisione, mentre la distinzione è ciò che conferisce la vita. Il rischio più grande, quindi, per la società di oggi è proprio quello della indistinzione, a partire da quella tra i sessi". 
Prof. Cantelmi (omniamagazine.it)
Passiamo quindi, sempre grazie all'ausilio dell'articolo citato, al punto di vista dei uno dei due estensori del libro, Prof. Tonino Cantelmi, per il quale il suo libro si pone <<"all’interno della cornice biologica dell’essere umano” questo l’approccio del libro alle tante problematiche sollevate dalla teoria del gender....Un punto di vista da diffondere e difendere di fronte alla sfida dell’ideologia contro la scienza, come avviene in tutte le ideologie, c’è il tentativo di sottomettere la realtà ad un’idea. 
Un punto di vista “rigorosamente scientifico (piscologico e neurobiolgico) e quindi “prereligioso” e “anti-ideologico” (avete letto, si?) perchè la riflessione possa essere condivisa e libera da categorie aprioristiche”, con un intento puramente educativo “ ha ricordato Chiara D’Urbano, ripercorrendo la sua presentazione nelle prime pagine del libro. >>
Ed arriviamo così all'apoteosi:  <<Proprio questo è il punto centrale del lavoro del Prof. Cantelmi e del Dott. Scicchitano, la chiave vincente per evidenziare il vero punto debole della battaglia ideologica in atto: muoversi  all’interno della cornice biologica, di ciò che è in natura, dell’essere umano distinto in maschio e femmina, una cornice biologica “considerata non come una zavorra o un’artificiosa costruzione della nostra cultura, ma come un dato di fatto dell’umano, senza sfumature o possibilità intermedie, da cui, però, si può partire per valorizzare peculiarità e specialità, queste sì, secondo un’infinita gamma di coloriture, tante quanti sono gli esseri umani”.>> << Cosa è maschile, cosa è femminile? Che cosa è dato o che cosa è innato nell’essere maschio o femmina? Quali sono le predisposizioni di un figlio maschio o di una figlia femmina? L’essere diversi vuole dire essere anche diseguali? Che tipo di approccio è richiesto alle cosiddette agenzie educative: famiglia, scuola, istituzioni? Che valenza hanno le scuole omogenee, così diffuse nel mondo anglosassone? Il dibattito su questo argomento è aperto a livello internazionale, ma in Italia se ne discute poco. Perché? Probabilmente, affermano gli autori, per la paura a non volersi esporre e affermare alcune verità e quindi per non essere tacciati come discriminatori o reazionari o retrogradi.>> (discriminatori, reazionari e retrogradi: parole loro!)
Ed eccoci al 'nostro' Marco Scicchitano, del quale si dice che <<ha quindi condotto tutti i presenti nel viaggio esplorativo che il libro propone ripercorrendo con grande chiarezza il “leit motiv” del libro: dare una risposta a queste domande con tesi scientifiche e sociologiche esposte in maniera accessibile e divulgabile senza mai far dimenticare al lettore l’importanza di un idoneo atteggiamento da parte dei genitori ed educatori nell’incanalare le potenzialità dell’essere femmina e maschio dei propri figli o allievi e nel proporre un modello coerente e credibile. La psicologia non lavora con stereotipi ma piuttosto con schemi e rappresentazioni, che sono cosa ben diversa dai primi. Non bisogna commettere l’ errore metodologico di considerare l’appartenenza sessuale come uno stereotipo. Il sesso, infatti, è innanzitutto una componente biologica, che, di conseguenza, plasma indelebilmente la psiche e l’apprendimento. Ha ricordato infatti che fin dall’ottava settimana di gestazione, i testicoli dell’embrione maschio producono testosterone, “maschilizzando” così il cervello e già dall’infanzia, dunque, bambini e bambine manifestano comportamenti eminentemente maschili o femminili, cosicché i primi saranno attratti da “movimento e rumore”, le seconde dalla qualità delle relazioni umane. Nel nostro desiderio sessuale, ha concluso Scicchitano, è iscritta la nostra apertura alla vita, possibile soltanto attraverso corpi e menti diversi.>>
La Miriano (foto dal suo sito)
No, vabbè, continuo perché altrimenti non mi credete. Nell'articolo, infatti, seguono 'il Costanza Miriano e Padre Maurizio Botta pensiero' (altri due dei quattro moschettieri. A riprova del fatto che, come detto più volte, si trovano sempre e fanno tanti/troppi incontri, convegni ed interventi in giro per l'Italia, senza alcun reale incontro con le posizioni altrui: parlano solo e soltanto loro e tra di loro, ovvio che quello che dicono possa sembrare, a chi non ha gli strumenti per capire, cose più che giuste e sacrosante! Aiuto!).
<<Costanza Miriano, intervistata nel libro e testimonial della serata, è stata eccezionale per la sua semplicità e naturalezza, con esempi molto concreti e famigliari (della sua famiglia!) e con una varietà di colori degna del miglior paesaggista, ha attualizzato le caratteristiche della mascolinità che nulla hanno a che vedere con il “machismo”. Suo l’unico accenno, per così dire, “confessionale” della serata allorchè ha precisato che  ”la diversità maschile/femminile è qualcosa che ricorda la “dinamica trinitaria”.  Se lo specifico femminile è il “bisogno dello sguardo” e della relazione, l’uomo è più portato alla risoluzione dei problemi.

Quanto alle caratteristiche della femminilità, è bastato ascoltarla nei quindici minuti,  rigorosamente a lei assegnati e cronometrati (come è suo costume) dal padrone di casa Padre Maurizio Botta.
Padre Botta (vitatrentina.it)
"Non è un processo irreversibile”. Queste le parole conclusive di padre Maurizio Botta. L’invasione del mondo dell’educazione, della comunicazione e della cultura portata avanti da chi ha veramente in mano il potere dell’economia e dell’informazione di uscire dalla cornice biologica dell’essere umano, di ciò che è secondo natura, può essere fermata. Dipende da noi.  
Ed ecco la conclusione dell'Articolo <<Parole che hanno dato grande speranza e motivazione al pubblico che con uno scrosciante applauso ha manifestato tutta la sua disponibilità a “testimoniare che due più due fa quattro e che le foglie sono verdi in estate”. Tutto ciò con intelligenza, simpatia ed amicizia. Tre armi pacifiche ma efficaci che Padre Maurizio Botta ha suggerito di impugnare.>> -  Non appare necessario commentare oltre. -


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Scicchitano (maxresdefault su youtube.com)

Se però non ne avete abbastanza, siete stoiche o semplicemente sentite di dover espiare chissà quali colpe, continuate a leggere l'intervista a Scicchitano riportata nell'Articolo "Femminile e maschile: dove sta la differenza" di Giulia Tanel per la testata amica la Nuova Bussola Quotidiana, di Adinolfi e trovata sul sito amicidilazzaro.it (link in fondo al Post).
Ecco l'Articolo: << Ultimamente si parla molto di uomini e donne, di maschile e femminile, di stereotipi di genere più o meno influenzati dalla cultura e dalla società di riferimento, e via discorrendo… E spesso l’impressione è che la confusione riguardo a queste tematiche sia tanta, anche all’interno delle realtà ecclesiali. Per dissipare qualche dubbio e contribuire a fare chiarezza, La Nuova Bussola Quotidiana ha interpellato Marco Scicchitano, co-autore con Tonino Cantelmi di Educare al femminile e al maschile (Ed. Paoline).
 

D. Quali sono le differenze che intercorrono tra i binomi “maschio e femmina” e “maschile e femminile”?
Maschio e femmina sono una realtà biologica data e corrispondono alla naturale diversificazione sessuale della specie umana. Maschile e femminile descrivono invece la realtà psicologica e culturale che si viene a creare intorno alla realtà biologica, e a partire da essa. Un grave errore di alcune derive culturali moderne è non considerare l’ancoraggio che il dato culturale ha nel biologico.? male-vs-female-brain

D. È molto significativo che nel titolo del vostro libro si parli di educazione: quali sono i principali accorgimenti che genitori, educatori e insegnati dovrebbero avere ben presente nell’aiutare i bambini e i ragazzi a trovare la propria identità?
Un punto importante è che è sempre e comunque necessaria l’accoglienza della specificità originale di cui ogni persona umana è portatrice. Capire le sue peculiarità originali e le caratteristiche che gli sono proprie è il modo concreto in cui manifestiamo concretamente l’accoglienza: “accogliendo” la ricchezza che possiede. Nel nostro lavoro abbiamo imparato a svincolarci dagli schemi preconfezionati e mantenere uno sguardo il più possibile “pulito” e scevro dai condizionamenti che derivano dalle posizioni ideologiche. In questo modo è risultato evidente che ci sono delle differenze irriducibili tra maschi e femmine, delle quali è importante tener conto in campo educativo. Il modo di reagire alla disciplina è molto differente, così come il modo di vivere la sessualità è molto diverso, soprattutto in età adolescenziale. Anche i tempi di sviluppo delle facoltà cognitive, così come quelli di elaborazione degli stati emotivi variano con significatività a seconda se si è maschi e femmine.

D. Uomini e donne sono profondamente diversi: la biologia, la neurologia e la psicologia lo attestano in maniera inconfutabile. Quali sono le principali peculiarità proprie dell’universo maschile e di quello femminile?
Un punto fondamentale da ricordare è che le variabilità individuali sono elevatissime all’interno di un insieme di persone, per cui non abbiamo nessun problema a riconoscere che ci possono essere maschi cui piace giocare con le case di bambole e femmine appassionate di calcio. La persona umana è sempre talmente ricca e profonda che deve essere riconosciuta anzitutto come individuo con risorse e caratteristiche proprie. Tuttavia, essendoci delle costanti riconoscibili e documentate che caratterizzano il maschile e il femminile, soprattutto nella fascia di età d’interesse per l’educazione, è utile stabilire quali esse siano e come possono essere valorizzate. Le donne hanno in dotazione un insieme di qualità biologiche che le fanno essere orientate alla relazionalità fin dalle prime ore di vita: capacità uditive e sensibilità a specifici pattern visivi, capacità di sintonizzazione empatica e capacità di espressione verbale. I maschi hanno invece delle caratteristiche biologiche che li fanno protendere per avere un atteggiamento esplorativo e di dominio nei confronti dell’ambiente spaziale e sociale. Il testosterone li spinge ad essere aggressivi e a ricevere gratificazione dal successo; le abilità visive, la muscolatura e la conformazione fisica li mettono in una situazione tale da trovare divertente e interessante il gioco fisico, il movimento, la competizione. Ovviamente tutte queste differenze variano molto a seconda dell’età e dello sviluppo personale.

D. La diversità – specialmente in campo educativo, ma non solo – è un valore troppo spesso sottovalutato, e anzi considerato quale elemento problematico. Com’è invece possibile valorizzare la ricchezza che nasce dalla differenza tra maschile e femminile?
Nel libro raccontiamo una storia, che trovo molto efficace. Un giorno una bambina, guardando i fratelli maschi avventurarsi con il padre nella foresta per imparare i primi rudimenti della caccia si era sentita offesa e, dopo aver seguito per un po’ il gruppetto, sconsolata, si era voltata ed era tornata verso casa a testa bassa. Lì aveva trovato il nonno, che come accadeva di frequente era seduto vicino alla porta di casa. Spesso lo si poteva trovare lì, quando non si occupava del suo orto. Le venne spontaneo avvicinarsi e accoccolata sulle sue gambe rimase lì, un po’ imbronciata. Il nonno, che aveva assistito alla scena, la prese per la mano. «Vieni», le disse, «andiamo a fare una passeggiata nell’orto. Ti va?». «Sì nonno, andiamo». Era bello camminare con il nonno, faceva sempre piccoli passi, uno dopo l’altro, proprio come la bimba. I due, piano piano, si incamminarono verso l’orto, entrarono nel piccolo recinto, e si infilarono nei filari. «Guarda lì nonno! Sono rossi rossi!». «È vero, di questa stagione hanno proprio un bel colore i pomodori, guarda come è diverso da quello delle melanzane, quel viola che si trasforma in bianco come una magia, vedi?». Il nonno le faceva notare la varietà di tutte le piante, alcune imponenti e alte, altre piccole, alcune con i frutti grandi e pesanti, altre rigogliose, altre con steli e fusti sottili. La bimba era estasiata. «Ora guarda piccola, ogni pianta è diversa da un’altra, e a ognuna io le do l’aiuto che ci vuole per farla crescere e dare frutti, e ogni aiuto è diverso, come ogni pianta è diversa». La bimba ascoltava, e il nonno proseguiva dicendo: «non posso trattarle tutte ugualmente, altrimenti non le aiuterei. Quanta acqua dare, quando darla, cosa potare o se mettere un sostegno al loro fusto, tutte queste cose io le decido conoscendole bene, nella loro diversità. E solo uno sguardo che vuole bene coglie le diversità. E le aiuta a crescere». La bambina allora alzò gli occhi, incontrandosi con lo sguardo dolce e sorridente del nonno, e sentì che gli voleva bene. La cosa importante è volere bene ai ragazzi. E conoscerli a fondo anche nelle loro peculiarità sessuate permette di guardare a loro in una maniera maggiormente aderente al loro essere.

D. Nel suo libro si parla di scuole omogenee. Quale valenza può avere questo approccio e qual è la motivazione sulla quale si basa??
Il libro parla di educazione differenziata e le scuole omogenee sono un modo per realizzarlo. In ogni caso, una volta stabilito che ci sono differenze tra maschi e femmine e affermato che in un ambito educativo è utile riconoscerle e valorizzarle, questo è possibile sia in una scuola omogenea per sesso, sia in una eterogenea. Ora stiamo lavorando in collaborazione con delle scuole per favorire didattiche specifiche, perché va da sé che in alcuni ambiti didattici e in alcuni momenti dello sviluppo è utile avere una classe compatta: questo fatto ha dei benefici che mi sorprende non vengano considerati nel panorama culturale/educativo italiano. Nel mondo anglosassone è una realtà riconosciuta anche attraverso finanziamenti, tanto che in America esistono scuole pubbliche single-sex.

D. Nel concludere, una domanda più generale. Secondo la sua esperienza professionale, quanto ha influito e influisce la perdita del valore della mascolinità (ad esempio: il progressivo venir meno dell’autorevolezza e della capacità di assumersi delle responsabilità; la sindrome di Peter Pan…) e lo svilimento della femminilità (su tutto, la pseudo-negazione della maternità) sulla situazione di crisi che sta attraversando la nostra società?
Ha influito molto. I processi di cambiamento sociale avvenuti dagli anni Sessanta in poi, se da una parte hanno contribuito a rendere più equa la società civile, dall’altra ne hanno minato aspetti importantissimi. Come scriviamo nel libro, se vuoi ristrutturare una casa, non devi abbattere i muri portanti. La diversità uomo/donna è vista generalmente con sospetto, perché si pensa sia portatrice di disuguaglianze e oppressioni. Invece credo sia vero il contrario: riconoscere le peculiarità proprie darebbe “a ciascuno il suo” in modo veramente equo. Trovo poco efficace promuovere la condizione femminile attraverso le quote rosa e non con veri e sostanziali contributi di sostegno alla maternità. Gli studi scientifici attestano che la maggiore gratificazione nella vita di una donna non risiede nei successi professionali, ma trova la sua linfa nell’ambito familiare, nell’essere madre. Per gli uomini posso dire che la stigmatizzazione dell’aggressività e il continuo dipingerli come pericolosi agenti di violenza inibisce e frustra una caratteristica che hanno naturalmente e che non può evaporare così, attraverso le campagne mediatiche. Piuttosto sarebbe sensato fare una buona educazione preventiva: se non puoi trasformare un potenziale bullo in un bimbetto rose e fiori, fai di lui un cavaliere.>>

Davvero disarmante e preoccupante!!. State allerta, dunque, e passate parola a tutte e tutti: teniamo alta la guardia perché si stanno espandendo davvero in modo esponenziale: difendiamoci!!.
MduL




Articoli e materiale utilizzato per il Post:
Dati biografici dal sito: http://www.paoline.it/dettaglioAutore.aspx?id=2342
-  Articolo "Presentato il nuovo libro di Cantelmi e Scicchitano sui rischi della teoria Gender" di Paolo Voltaggio per romagiornale.it;
-  Articolo/Intervista "Femminile e maschile: dove sta la differenza" di Giulia Tanel per la Nuova Bussola Quotidiana, sul sito amicidilazzaro.it.

La conoscenza serve alla difesa: ecco chi sono i "Custodi dell'Ortodossia Cattolica" - (4) Padre Maurizio Botta

(da sito tralaltro.it)

Da alcune settimane ci stiamo occupando dei maggiori esponenti del 'movimento' dei cd 'Custodi dell'Ortodossia Cattolica' che così tanto riesce a far parlare di se e dei propri (omofobi) principi, trovando un sorprendente quanto preoccupante avallo sia in esponenti e partiti politici che in alcuna parte dell'informazione pubblica. Abbiamo quindi parlato dei primi due dei quattro moschettieri, Mario Adinolfi e Costanza Mariano, per poi passare a Massimo Introvigne e quindi tornare, con il presente post, al terzo dei moschettieri, Padre Maurizio Botta. Seguirà nel prossimo post, il quarto ed ultimo dei moschettieri: Mario Scicchitano. Ma vediamo ora, come detto, chi è, quali esperienze di vita e quali principi segue Maurizio Botta.

(4) PADRE MAURIZIO BOTTA

Maurizio Botta (ilnestrosesansespine.blogspot.com)

Prima vediamo chi è. Padre Maurizio Botta, come apprendiamo dal sito vicariatusurbis.org,  nato in Italia nel 1975 (fresco quarantenne, dunque), dopo aver studiato economia aziendale  alla Bocconi, nel 2006 ha avuto (si dice 'ha avuto' con riferimento ad un'ordinazione?) l'Ordinazione Presbiterale, diventando membro della "Congregazione dello Oratorio di San Filippo Neri (Oratoriani) (C.O.)" [Società di Vita Apostolica, fondata nel 1575, approvata nel 1612 e quindi confederata e nuovamente approvata nel 1942. La Confederazione riunisce case autonome, dette «Congregazioni», nelle quali sacerdoti e laici vivono in vita comune senza voti, uniti tra loro con il solo vincolo della carità. Il Preposito della comunità, che è Superiore Maggiore, vieneeletto triennalmente. Scopi della Congregazione sono: formazione individuale alla cultura spirituale e alla pietà, per mezzo d’istruzione, contatti personali, direzione spirituale, ministero del confessionale, predicazione familiare ed apostolato liturgico specialmente fra studenti e giovani. (Fonte, sempre il sito vicariatusurbis.org)].
Dunque, Maurizio Botta è, mi pare di capire, un 'sacerdote laico'. Ma questo cosa significa? Leggo infatti su Wikipedia che <<Nel cattolicesimo il termine "laico" indica una persona che non sia un "chierico", quindi che non sia stata ordinata diacono, prete o vescovo. In dettaglio, quindi, è laico: a) ogni fedele, uomo o donna, che non faccia parte del clero; b) anche un religioso che, pur appartenendo a un ordine o ad una congregazione religiosa, non sia stato ordinato diacono o prete (è il caso del cosiddetto "fratello laico"; in senso proprio, quindi, ogni suora, in quanto donna, nella Chiesa cattolica sarà sempre una "laica")>>. Insomma, è prete o no? Assolve a funzioni da prete ma non è incorporato nel clero?. Mah...

(anddos.org)
Ma non è di questo che vogliamo parlare, perché il suo inquadramento religioso non ha la benché minima importanza. Di Maurizio Botta, al contrario, ci interessa il suo pensiero e la sua azione 'apostolica'. Egli infatti, come detto in precedenza, è uno dei cd quattro moschettieri, insieme ad Adinolfi, Mariano e Scicchitano che danno voce al pensiero "Contro i falsi miti del progresso" e (con le parole dell'articolo "Moschettieri contro i falsi miti di progresso" di Autori Vari nel Blog di Costanza Mariano_link in fondo al Post) “per” testimoniare la bellezza e la verità della natura umana, che è oggi insidiata dai “falsi miti di progresso”, frutto di un’ideologia che non mette lo sviluppo a servizio dell’uomo, ma tende a slegare le persone da ogni legame e dipendenza dalla natura e dalle relazioni umane. E’ una sorta di delirio di onnipotenza, un’illusione, che non porta alla felicità duratura, ma all’isolamento e alla delusione. «Non siamo mai contro le persone» – ha premesso Padre Maurizio Botta. «Siamo contro le lobby del “pensiero unico”.
Sempre per il loro pensiero (e sempre con le loro parole, estratte dall'articolo sopra richiamato), "Bisogna accogliere chiunque, ma dire sempre la verità. Ogni bambino ha bisogno di un padre e di una madre. «Lo slogan “love is love” non basta. Perché nasca un figlio c’è bisogno di padre e madre. 
La “neo-lingua” parla di “donatore” e di “maternità surrogata”. In realtà, tali termini nascondono lo sfruttamento del più debole. I bambini devono sapere da dove vengono, dove sono le proprie radici» [E su questo punto, pur nella ferma intenzione di non voler essere in alcun modo blasfema, non posso esimermi dal far notare che Nostro Signore Gesù, stando al dettato biblico, non è figlio di Giuseppe ma di Dio. Tecnicamente, dunque, si dovrebbe parlare proprio di  fecondazione eterologa!. La Fecondazione eterologa, infatti, si realizza allorquando il seme oppure l'ovulo (ovodonazione) provengono da un soggetto esterno alla coppia, così distinguendola dalla fecondazione omologa, dove il seme e l'ovulo oggetto di fecondazione assistita, appartengono alla coppia dei genitori del nascituro].
E, ancora, "Padre Botta ha anche richiamato le parole di Papa Francesco, che, a proposito della diffusione dell’ideologia del “gender” nelle scuole ha parlato di “campi di rieducazione”. «Da cattolici, non possiamo mercanteggiare. La nostra fede è incompatibile con l’ideologia del gender». Il primo libro della bibbia, la Genesi, dice che “maschio e femmina Dio li creò”, «nessun altro attributo, pur importante, viene citato». Gli uomini sono fatti a immagine e somiglianza di Dio. E tale somiglianza prevede la mascolinità e la femminilità, una diversità che rivela l’essenzialità della relazione, come per il Dio trinitario. 
Lucia Bellaspiga ha ricordato la battaglia di Avvenire che ha portato al ritiro da parte del Ministero dell’istruzione dei libretti dell’UNAR. «Dietro l’espediente della lotta al bullismo – sulla quale siamo tutti d’accordo -, i libretti propagandavano l’ideologia del gender nelle scuole di ogni ordine e grado, fin dalle elementari». I problemi di matematica, secondo tali linee-guida per docenti, dovrebbero basarsi su esempi tipo: “Rosa e i suoi due papà comprano tre lattine di thè al bar. Ogni lattina costa X. Quanto spendono in tutto?”. Bisognerebbe anche smetterla con le antiche favole. Meglio che il principe si innamori dello scudiero. Altrimenti, da grande, lo scolaro rischierà di innamorarsi di una donna e magari anche di sposarla. La famiglia tradizionale non esiste, è solo un’invenzione pubblicitaria. «Trovo di una violenza pazzesca questa omologazione dei bambini al “pensiero unico” fin dalle elementari. [Si, si, avete letto bene!]

(istitutobeck.com)

Prosegue poi l'articolo con l'Adinolfi pensiero. «Io richiamo gli “haters”, gli odiatori di professione», invitando il pubblico a controllare il suo profilo Twitter. «Sapete perché? Perché nel libro “Voglio la mamma” ho dichiarato in modo apodittico due cose: ogni figlio nasce da un uomo e una donna; e le persone non sono cose. Gli “haters” affermano invece che anche Pino e Ugo fanno nascere figli, e che questo è un “diritto incoercibile”, come sostiene la Corte Costituzionale. Secondo loro, noi siamo medievali. In realtà, si tratta solo di una compravendita, a vari strati. Perché la genitorialità viene frammentata. Prima serve l’ovulo, che si ottiene con bombardamenti ormonali. Poi si affitta l’utero, tipicamente da donne in paesi poveri o in via di sviluppo. Questo è sfruttamento dell’uomo sulla donna». E la giurisprudenza italiana ha già di fatto legittimato tale pratica. «Cosa c’è di più democratico, di rilevante per la democrazia che discutere sulla nascita e la vita degli essere umani? Invece il PD, di cui ero membro, pretende che questa esperienza diventi la norma, e chi si oppone è medievale. La legittimazione delle famiglie arcobaleno è un’emergenza? Vengono letteralmente fabbricati dati falsi. [Testuali parole riportate nell'articolo citato del quale si sta riproducendo una selezione]. Secondo arcilesbica, i “figli” di coppie omoseseuali sono duecentomila. Secondo l’ISTAT, 475. 
Questa lobby, questo club si oppone al ragionamento di un popolo, sfruttando abilmente il mondo della comunicazione, dove è chiaro che Platinette sa asfaltare Giovanardi. Si sente dire: “che male c’è se quei due si vogliono bene?” Rispondo con le parole di Filumena Marturano, commedia di Peppino De Filippo, comunista, senatore a vita: “i figli non si pagano”. Quando ci dicono che siamo medievali perché ci rifacciamo al cristianesimo, rispondiamogli con un ragionamento laico. Il tempo in cui le persone erano cose era due millenni fa. C’era la schiavitù e l’imperatore, con il semplice giro di un pollice, decideva della vita e della morte delle persone. Sono loro i retrogradi. La lotta alla schiavitù la facciamo noi». 
Le nozze gay sono legge solo in 16 paesi su 201, non in tutto il mondo. All’inizio c’è il boom dell’entusiasmo, poi il calo delle registrazioni. Non è un bisogno, è una lotta ideologica per soldi e potere. Ma, per ottenere questi, si minano le fondamenta della società. Cosa ci potrebbe essere di più violento?» 
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(it-it.facebook.com)
Ecco dunque stralci del pensiero condiviso e portato avanti da 'Padre' Maurizio Botta. Ma passiamo ora al Maurizio Botta pensiero diretto, espresso dal 'nostro' moschettiere in occasione di una sua intervista rilasciata al programma di Italia 1, "Le Iene".
Qui di seguito vi riporto la trascrizione integrale dell'intervista (il video, purtroppo, non appare essere più disponibile), così come trovata sul Blog "gliscritti.it" (link in fondo al Post):

IENE: Sai quanto sacerdoti ci hanno detto di no prima di te?
P.MAURIZIO: Posso immaginarlo!

IENE: Sei sicuro di voler rispondere alle nostre domande?
P.MAURIZIO: Sì, sono sicuro, il Signore ha detto di fidarci.

IENE: Sei un sacerdote con posizioni tradizionali o progressiste?
P.MAURIZIO: Se potessi rispondere con Fantozzi direi che questa domanda è una… pazzesca. Io sono un sacerdote di Cristo, sacerdote della Chiesa. Punto.

IENE: Quindi sei un sacerdote con posizioni tradizionali?
P.MAURIZIO: Quindi tu non vuoi ascoltare la mia risposta!

IENE: Che scuola hai fatto?
P.MAURIZIO: Ho studiato alla Bocconi economia aziendale

IENE: Sei stato fidanzato?
P.MAURIZIO: Sì

IENE: Quante volte?
P.MAURIZIO: Beh, una storia importante di quattro anni e poi le stupidate che hanno fatto tutti

 
IENE: Sei stato fidanzato con uomo o con una donna?
P.MAURIZIO: Con una donna!

IENE: Perché un ragazzo che ha la fidanzata e una buona istruzione decide di farsi prete?
P.MAURIZIO: Per il meglio.

IENE: Cos’è il meglio?
P.MAURIZIO: Gesù Cristo.

IENE: C’è chi sostiene che la Chiesa, per alcune cose, non sia proprio al passo con i tempi
P.MAURIZIO: È vero.

IENE: Non pensi che la Chiesa debba cambiare alcune sue posizioni?
P.MAURIZIO: Assolutamente no. La Chiesa deve preoccuparsi solo di piacere a Gesù Cristo e poi, se questo non è di moda, deve andare serenamente per la sua strada.

IENE: Non  è che è arrivato il momento di dire sì al preservativo?
P.MAURIZIO: Mi chiedo oggi quanti giovani decidono di non usare il preservativo perché la Chiesa non è d’accordo

IENE: Che male c’è del piacere, non è una cosa naturale e bella?
P.MAURIZIO: Proprio perché è una cosa naturale e bella mi viene da dire a tanti i giovani: «Vivete il rapporto nella sua naturalezza. Perché dovete impiccarvi con questa cosa del preservativo?» Nel momento dell’amore penso che la cosa proprio che uno meno vuole è bloccare tutto, mettersi il preservativo e andare avanti. Oltre al fatto che il preservativo toglie proprio il piacere; proprio toglie, diminuisce quel piacere fisico dell'amore.  [Anni ed anni di lotte per insegnare ai ragazzi l'uso del preservativo per tutelarsi e tutelare dalle malattie sessualmente trasmissibili buttati alle ortiche!!]

IENE: Quindil a Chiesa non è contro il piacere!
P.MAURIZIO: La Chiesa non può essere contro piacere. Mi spiego: quando la donna è feconda è anche più pronta fisicamente ad accogliere l'uomo; è il momento anche che c’è maggiore desiderio, maggiore voglia. Quindi il bloccare quel momento attraverso il preservativo significa introdurre un principio di qualcosa che non è naturale.
[Si si, avete letto bene!]
 

IENE: I rapporti prematrimoniali sono peccato?
P.MAURIZIO: Sì, sono peccato.

IENE: Però ci sono molti fedeli che non rispettano la morale della Chiesa...
P.MAURIZIO: Il nostro compito è quello di indicare la montagna, poi il passo con cui uno arriva in vetta alla montagna questa è un’altra questione.

IENE:  Due persone omosessuali possono sposarsi?
P.MAURIZIO: No.

IENE: Perché no?
P.MAURIZIO: Perché il matrimonio è un istituto giuridico nato con una finalità ben precisa: quella della procreazione e dell’educazione della prole. Noi crediamo dal punto di vista naturale, utilizzando la ragione, che per la crescita buona il bambino abbia bisogno di un padre e di una madre, maschio e femmina.
[Il matrimonio, dunque, non nasce perché due persone si amano, ma solo per procreare ed educare la prole ...ogni commento è inutile. Altro inciso carino è quel "Utilizzando la ragione"??!!]
 

IENE: Cosa pensi di quei sacerdoti che danno la comunione agli omosessuali sposati?
P.MAURIZIO: Certi sacerdoti sono apertamente disobbedienti a quello che dice Gesù. Per Gesù è assurdo il matrimonio omosessuale.
[Ecco, questa è la cosa di queste persone che proprio non riesco ad accettare: ma cosa ne puoi sapere tu di cosa ne pensava Gesù ? Eri li con lui? Lo hai sentito personalmente parlare di questa questione con te o con altri in tua presenza? No? Ed allora stai zitto e non ti permettere di attribuire lui parole e/o pensieri sicuramente non suoi!!]

IENE: E che pensi di quei sacerdoti che sposano coppie di omosessuali?
P.MAURIZIO: Hanno dei disagi probabilmente anche con la fede.

IENE: Perché  i sacerdoti che tu chiami disobbedienti hanno tanto consenso nella società di oggi?
P.MAURIZIO: Perché probabilmente il mondo ha delle logiche diverse da quelle di Gesù e del Vangelo. Si vede che fine ha fatto Gesù! Io ai bambini dico sempre: «Su Gesù dovete scommettere o era veramente Dio oppure era proprio un folle».

IENE: Che pensi di don Gallo?
P.MAURIZIO: Prego per lui, mi dispiace perché è un prete anziano, però sinceramente non lo stimo .

IENE: Don Gallo ha detto che un papa gay sarebbe magnifico. Sei d’accordo?
P.MAURIZIO: È un’affermazione folle. Già il fatto di identificare le persone in base alla sessualità, dire: «Tu sei omosessuale» è già una grossa ferita per queste persone.

IENE: L’omosessualità può essere considerata una malattia?
P.MAURIZIO: L'omosessualità è una tendenza misteriosa, oggi c'è una specie di dogma moderno: accettati così come sei. Bene, ci sono delle persone che non si accettano così come sono, che vogliono capire cosa c'è dietro la loro omosessualità. Io personalmente non le lascio sole. [Capito? E' una tendenza misteriosa, una specie di dogma moderno...non ci lascia sole...]

IENE: Invece chi accetta la propria omosessualità va lasciato solo?
P.MAURIZIO: No, certamente. Io non ho avuto mai problema con una persona omosessuale. Non ce ne è mai una che è andata via amareggiata, triste, incattivita, arrabbiata. Anzi, sono nati degli ottimi rapporti.
["Non ho avuto mai problema con una persona omosessuale...]
 

IENE: Che pensi delle famiglie omogenitoriali, cioè con i genitori dello stesso sesso?
P.MAURIZIO: Che ogni bambino abbia necessità per il suo sviluppo psichico di una figura maschile e di una figura femminile in corrispondenza con quella che è la sua stessa struttura biologica.

IENE: Chi è per la famiglia omogenitoriale sostiene che per i figli quello che conta veramente è l'amore.
P.MAURIZIO: In un periodo di crisi economica, di gente che fa fatica, di gente che ha perso il lavoro, il problema delle adozioni delle coppe omosessuali è al centro dell'attenzione? Per me è assurdo!
[E si, ancora una volta avete letto bene, ha proprio risposto così...]
 

IENE: Cosa dici alle coppie omosessuali che vogliono comunque dei figli?
P.MAURIZIO: Ma io non solo alle coppie dello stesso sesso, ma anche alle coppie eterosessuali ricordo e insegno questo: un figlio è un dono, un figlio non è mai un diritto. Mai. Quando uno parte con l’idea che un figlio è un diritto sta già creando dei problemi a quel bambino o a quella bambina.
[La coerenza è tutto nella vita: ma non hai appena detto, ad inizio intervista, che  "il matrimonio è un istituto giuridico nato con una finalità ben precisa: quella della procreazione e dell’educazione della prole"? Se è dunque nato con tale finalità, ricercare e volere un figlio, per tutta logica e coerenza, è e diventa un diritto (si sono sposati per questo!)]

IENE: Pensi di essere omofobo?
P.MAURIZIO: Assolutamente no!  Manco per niente! Sono convinto che ci siano delle frasi del Catechismo che se passasse una legge sull’omofobia sarebbero bollate come omofobe.
[Pensi di essere omofobo? Assolutamente no!...]
 

IENE: Se passasse la legge sull’omofobia, potresti essere accusato di omofobia?
P.MAURIZIO: Se per queste cose dette dovessi finire in galera per una cosa scritta nel Catechismo, per una lettera di san Paolo, non ci sarebbe problema.

IENE: Esiste la lobby gay nella Chiesa?
P.MAURIZIO: Non lo so, non mi risulta. [E certo, in fondo sulla lobby gay nella Chiesa sono stati solo scritti fiumi di parole, articoli, libri, documentari ecc...]

IENE: È mai esistito un papa gay?
P.MAURIZIO: No, non credo proprio.

IENE: Esiste il problema della pedofilia nella Chiesa?
P.MAURIZIO: Sicuramente esiste ed è una cosa inaccettabile, una ferita profondissima. Vi dico solo che nel Vangelo le parole più dure di tutte Gesù le usa per chi scandalizza la fede dei più piccoli che credono in Lui. Chi scandalizza un piccolo è meglio che gli sia messa al collo una macina da mulino e buttato nel mezzo del mare.

IENE: Come si deve comportare un sacerdote che viene a sapere di un altro sacerdote pedofilo?
P.MAURIZIO: Sicuramente non coprire, non cercare di difendere l'indifendibile.

IENE: Ti è mai capitato che qualcuno ti raccontasse qualcosa del genere?
P.MAURIZIO: Sì, mi è capitato.

IENE: Che hai fatto?
P.MAURIZIO: La persona poi ha deciso di fare la denuncia e tutto e io ero d’accordo. Anzi, sono andato anche direttamente a confermare le parole di chi stava denunciando.

IENE: La Chiesa ha delle responsabilità per come è stato affrontato il problema della pedofilia al suo interno?
P.MAURIZIO: Sicuramente in alcuni casi, in alcune persone le cose sono state gestite assolutamente male. Ma per una gestita male ce ne sono state tante gestite bene.

IENE: Che fine fanno le persone che non credono?
P.MAURIZIO: Gesù stabilisce come criterio della salvezza oppure della condanna eterna, cioè dell'inferno, il fatto di avere accolto il povero, il debole “avevo fame e mi avete dato da mangiare; avevo sete e mi avete dato da bere; ero nudo e mi avete vestito”. Ecco, questo è il criterio universale della salvezza.

IENE: Papa Francesco propone una Chiesa povera per i poveri, ma oggi non è proprio così!
P.MAURIZIO: Non è mai stato così! Gesù ci dice che il problema della ricchezza è una idolatria, cioè una cosa che si sostituisce a Dio e questo è un problema che è nel cuore di te che mi intervisti, di voi che state ascoltando, mio. È un problema per tutti noi.

IENE: Corrado Guzzanti diceva: «Tu puoi chiamarlo Dio, Buddha, Manitù, Maometto ma tanto lui non risponde».
P.MAURIZIO: Io ho puntato sulla verità di quello che dice Cristo. Cristo dice di essere Dio, Figlio di Dio. Io tutta la mia vita lo puntata lì. Guzzanti l’ha puntata da un’altra parte. Tanto tra sessant’anni vedremo!

IENE: Se poi quando muori scopri che Dio è Manitù?
P.MAURIZIO: Avrà vinto Guzzanti!

Ecco fatto. Ora possiamo dire di conoscere anche il Maurizio Botta pensiero. La prossima settimana, non resta che affrontare il 'pensiero' dell'ultimo dei moschettieri, Mario Scicchitano, ed è fatta (lascio immaginare quanto sia difficile e pesante per me scrivere di questi argomenti!).
Difendiamoci!.
MduL 




Articoli e link ai siti utilizzati per la scrittura del presente Post:
- Sito viariatusurbis.org;  
- Articolo "Moschettieri contro i falsi miti di progresso" di Autori Vari per il Blog di Costanza Mariano;
- Trascrizione dell' "Intervista delle Iene di Padre Maurizio Botta" sul Blog gliscritti.it

La conoscenza serve alla difesa: ecco chi sono i "Custodi dell'Ortodossia Cattolica" - (3) Massimo Introvigne

(da sito tralaltro.it)
Due settimane fa abbiamo iniziato a parlarvi di questo più o meno variegato movimento dei 'Custodi dell'Ortodossia Cattolica' che tante pagine e servizi ai Tg, haimè, sta occupando. Abbiamo parlato delle 'Sentinelle in piedi', degli altri movimenti, dei partiti politici che avallano queste posizioni omofobe e retrive (per chi scrive, ovviamente) ed abbiamo avuto modo di vedere vita ed opere del primo degli esponenti di tale movimento: Mario Adinolfi (di questo Post, se vi interessa, potete trovare il link in fondo al testo). La settimana scorsa, invece, abbiamo parlato di un'altro esponente di spicco di tale movimento, Costanza Mariano. Passiamo ora ad un'altro esponente di spicco di tale movimento che, pur non facendo parte dei cd 'quattro moschettieri': Adinolfi, Mariano, Scicchitano e padre Botta (perchè è così che si fanno chiamare!) e comunque, haimè, molto importante. Stiamo parlando di Massimo Introvigne.

(3) MASSIMO INTROVIGNE

 
(da it.wikipedia.org)
Dalla pagina di Wikipedia (link in fondo al post), si apprende che Massimo Introvigne (Roma, 14 giugno 1955) è un sociologo, filosofo e scrittore italiano. Sposato, con quattro figli, è fondatore e direttore del "Centro Studi sulle Nuove Religioni" (CESNUR), rete internazionale di studiosi di nuovi movimenti religiosi e Rappresentante per la lotta contro il razzismo, la xenofobia e la discriminazione, con un’attenzione particolare alla discriminazione contro i cristiani e i membri di altre religioni nell'ambito dell'OSCE [E Vi prego di porre attenzione all'oggetto sociale di tale Centro Studi!!]. Dal giugno 2012 è coordinatore dell'"Osservatorio della Libertà Religiosa" costituito dal Ministero degli Esteri italiano in collaborazione con Roma Capitale. Dalla fine del 2010 collabora al quotidiano in rete "La Bussola Quotidiana".
Introvigne, oltre ad essere anche membro della sezione di Sociologia della Religione dell'Associazione Italiana di Sociologia, ed autore di oltre sessanta libri, tra i quali l'Enciclopedia delle religioni in Italia, e centinaia di articoli nel campo della sociologia della religioni, è anche un consulente in proprietà industriale, specializzato in proprietà intellettuale. Egli, infatti, oltre ad essere stato fra i fondatori dello studio legale Jacobacci & Associati di Torino, specializzato in diritto della proprietà intellettuale, di cui è tuttora consulente, è socio della società Jacobacci & Partners, che si occupa del deposito di marchi e brevetti. 
Dal punto di vista prettamente politico, Introvigne è reggente nazionale vicario della associazione "Alleanza Cattolica" ed uno dei membri fondatori del "think tank Fondazione Res Publica", promosso nel 1999 da Silvio Berlusconi e strettamente connesso al partito Il Popolo della Libertà. Introvigne è stato anche membro dell'Unione dei Democratici Cristiani e Democratici di Centro (UDC) da cui però ha preso le distanze dal 2008. 
Nel febbraio 2010 è stato nominato tra i diciannove membri del "Comitato per l'Islam Italiano", costituito con funzioni consultive, in relazione alle questioni attinenti alla presenza in Italia di minoranze islamiche, presso il Ministero dell'Interno.
Questi, dunque, i suoi incarichi e le sue competenze, sui quali è inutile soffermarsi. Basta far presente che quest'uomo, in ogni caso, ci ha rappresentato e ci rappresenta nei rapporti con le altre religioni e con altri paesi: aiuto! (commento e sfogo assolutamente personale, che come tale va interpretato). 
Tra le critiche 'strumentali' (perché appaiono scritte dallo stesso Introvigne, ma potrei sbagliarmi, per carità) che sono state riportate sulla pagina wikipedia, appare meritevole di essere riportata solo quella relativa alle critiche portate avanti da Introvigne nel 2007 contro il documentario del senatore e attivista per i diritti gay irlandese Colm O'Gorman dal titolo "Sex crimes and the Vatican", verso il quale Introvigne ha versato fiumi di parole in numerosi articoli sui quotidiani Avvenire, Il Foglio, Il Giornale che poi ha pubblicato sul del CESNUR. Ebbene, alcuni critici hanno obiettato che, più che come ricercatore indipendente, questa dovrebbe essere la definizione da darsi nel contesto del suo lavoro al CESNUR, Introvigne appare qui come un difensore militante della Chiesa cattolica. 
Introvigne ha replicato che, se certo egli non fa mistero del suo essere cattolico, la critica del documentario è stata condotta con argomenti rigorosamente laici, che fanno riferimento a errori di fatto. 
Si prega di prestare attenzione all'inciso riportato in corsivo "la critica al documentario è stata condotta con argomenti rigorosamente laici"!! Inutile commentare.  
* * * * *
(da documoo.tv)

Ma veniamo ora a noi con le cose serie.  E vediamo nel dettaglio ciò che, haimè, nostro malgrado ci interessa: il Massimo Intravigne pensiero. A tal fine, vediamo subito come Massimo Introvigne esprime il suo pensiero nell'articolo/intervista "Introvigne: "Le nozze gay frutto della dittatura del relativismo" di Giacomo Galeazzi per il sito "Vaticaninsider" della Stampa (link in fondo al post) che qui riporto integralmente.
<< Il matrimonio tra persone dello stesso sesso è già legale in 14 Paesi. Sulla scia del presidente Cei Bagnasco il sociologo Massimo Introvigne, già rappresentante Ocse, ritiene che «la famiglia non può essere umiliata e indebolita da rappresentazioni similari che in modo felpato costituiscono un vulnus progressivo alla sua specifica identità, e  che non sono necessarie per tutelare diritti individuali in larga misura già garantiti dall’ordinamento".
    - Professore, tre anni fa da arcivescovo di Buenos Aires, Bergoglio attribuì la legge sul matrimonio gay alla "invidia del demonio che confonde e inganna i figli di Dio". Lei ritiene "cattolicamente accettabile" un compromesso che ammetta le unioni civili senza usare la parola matrimonio?
"Il problema non è solo né tanto un’incertezza dottrinale su quanto il Magistero insegna in materia di unioni omosessuali. Per molti – anche per tanti «conservatori», tanti dirigenti cattolici, tanti sacerdoti, forse perfino qualche vescovo – le incertezze dottrinali non ci sono, ma il problema è che in cuor loro hanno ceduto al mito illuminista del progresso e del carattere ineluttabile di certe «conquiste» moderne, un mito che lega la verità al tempo e che è il pilastro stesso di quella «dittatura del relativismo» di cui, sulla scia di Benedetto XVI, ha parlato anche Papa Francesco. Si sono convinti che la storia avanzi in modo lineare, che la rivoluzione contro la castità prematrimoniale, l’aborto, il matrimonio omosessuale, l’eutanasia – domani l’aborto post-natale – siano il risultato di processi «irreversibili». Il treno è partito e avanza in modo lineare e ineluttabile. Al massimo – com’è accaduto per ora in Italia sul tema delle unioni omosessuali – può essere fermato in stazione per un po’, ma poi riprende la sua marcia. Chi pensa diversamente è vittima, per dirla con Papa Francesco, di quella «mondanità spirituale» che perde la fiducia in Dio e segue le vie e il consenso del mondo, e di quella disperazione storica che, ci spiega il Pontefice, viene effettivamente dal diavolo".
    - Varie voci della gerarchia ecclesiastica (come il porporato belga Danneel, l'arcivescovo di Curia Marini e il cardinale austriaco Schoenborn) si sono espressi a favore di una soluzione di compromesso che legittimi un' unione civile per persone dello stesso sesso. Esiste una "fronda" pro nozze gay nell'episcopato?
"Occorre distinguere le questioni dottrinali da quelle di teoria dell’azione. La dottrina è quella esposta dal cardinale Bagnasco, e da numerosi documenti del Magistero. La teoria dell’azione porta un certo numero di cattolici, i quali dal punto di vista dottrinale dovrebbero essere, e molte volte sono, d’accordo con il Magistero, compresi alcuni prelati, a chiedersi se – da un punto di vista strategico – le unioni civili non possano essere un «male minore» rispetto al «male maggiore» rappresentato dal matrimonio e delle adozioni omosessuali. Personalmente ritengo che l’esperienza di tanti Stati, a partire dalla Francia e dalla Gran Bretagna, mostri che le leggi sulle unioni civili non sono un’alternativa ma sono l’apripista alle leggi sul matrimonio e le adozioni omosessuali. Prima si fa passare la legge sulle unioni civili – magari «venduta» agli oppositori come alternativa a quella sul matrimonio e le adozioni – e dopo qualche anno si trasformano le unioni civili in matrimoni. I vari PACS, DICO e unioni civili sono quelle «rappresentazioni similari» alla famiglia che il cardinale Bagnsco vigorosamente rifiuta e non sono semplici riconoscimenti dei diritti individuali".
    - Esiste una "santa alleanza" tra confessioni cristiani e gli altri monoteismi a difesa del matrimonio e dalla famiglia tradizionale?
"Ci sono, anche in Italia – penso a iniziative in corso in Sicilia –, feconde collaborazioni fra cristiani e protestanti soprattutto di matrice cosiddetta «evangelicale» e pentecostale, così come ci sono in Paesi dell’Est con le Chiese ortodosse, e anche con ambienti ebraici (Benedetto XVI citò il rabbino Bernheim, le cui idee rimangono interessanti a prescindere dalle successive controversie sulle sue qualifiche accademiche, che lo hanno portato a dimettersi da Rabbino Capo di Francia) e musulmani".
    - Il matrimonio omosex è anche un'arma ideologica impugnata dalla cultura laicista contro la fede?
"Penso che le collaborazioni su questo tema tra cattolici ed esponenti di altre comunità cristiane e religioni derivino appunto dal fatto che l’ideologia del gender, come Benedetto XVI spiegò nel  discorso alla Curia Romana del 21 dicembre 2012, implica la pretesa prometeica dell’uomo di «farsi da sé», di negare che esista una natura umana, e l’affermazione che possiamo inventarci come meglio preferiamo la nostra identità e il nostro modello di famiglia. Ma negare la natura significa negare che esista un Dio Creatore: «Dove la libertà del fare – diceva Benedetto XVI – diventa libertà di farsi da sé, si giunge necessariamente a negare il Creatore stesso». Per questo l’ideologia del gender è una sfida mortale per le religioni. Il cardinale Bergoglio, che come sappiamo è molto sensibile al tema dell’azione del demonio del mondo, attribuì questa negazione della natura umana all’«invidia del demonio». E nel dialogo con il rabbino argentino Abraham Skorka parlò di un «regresso antropologico» determinato dall’ideologia di genere e dai tentativi di assimilare le unioni omosessuali al matrimonio, un’espressione molto forte ma del tutto consonante con il discorso del 2012 di Benedetto XVI. Il documento fondamentale è costituito dalle Considerazioni circa i progetti di riconoscimento legale delle unioni tra persone omosessuali, un testo del 3 giugno 2003 della Congregazione per la Dottrina della Fede sottoscritto dall’allora prefetto di quella Congregazione, il cardinale Ratzinger, ma approvato speciali modo e sottoscritto dal Papa, il beato Giovanni Paolo II, il che lo rende come sappiamo parte del Magistero pontificio". >>
* * * * *
(liceofaadibruno.wordopress.com)

Altra perla del Massimo Introvigne pensiero la troviamo invece in un suo articolo dal titolo "Torino, intimidazioni gay a una scuola cattolica", scritto per La Nuova Bussola Quotidiana nel 2013 e riportato dal sito "lamadredellachiesa" (link in fondo al post). Eccolo - parole proprio sue -:
<<Ci avevano raccontato che non bisogna preoccuparsi della legge sull’omofobia: nelle chiese e nelle scuole i cattolici saranno liberi di continuare a presentare la loro dottrina. Le bugie, però, hanno le gambe corte. A Torino, un clamoroso episodio approdato sulle prime pagine di tutti i giornali locali mostra come la tolleranza sia intesa dagli attivisti omosessuali a senso unico.
L’Istituto Faà di Bruno, fondato dal beato Francesco Faà di Bruno, è una delle più antiche scuole cattoliche piemontesi. Da anni organizza incontri formativi privati per i genitori dei suoi alunni. Quest’anno tre incontri dovevano essere dedicati all’omosessualità, con relatori noti ai nostri lettori tra cui Chiara Atzori e Mauro Ronco. Il primo incontro era in programma l’8 novembre. In qualche modo l’invito è arrivato agli attivisti omosessuali torinesi, e si è scatenata la guerra.
Le organizzazioni LGBT hanno iniziato con gli insulti e le minacce via Facebook. Poi quattro consiglieri comunali PD e SEL hanno scritto al sindaco, chiedendo che alla scuola fosse revocata la convenzione comunale che riguarda il suo asilo.
Poi gli attivisti gay hanno scritto anche all’Arcivescovo di Torino con un tono fra il suadente e il minaccioso. Infine, si sono mobilitati i giornali «amici» – «La Repubblica» in testa – invocando dalla prima pagina delle edizioni torinesi immediati provvedimenti contro la scuola «omofoba».
Il crescendo di minacce ha finalmente indotto l’istituto cattolico a sospendere l’iniziativa, per «non trasformare un pacifico incontro privato di genitori in una guerra», pur «rivendicando il diritto di continuare a proporre liberamente l’insegnamento del Magistero della Chiesa e del “Catechismo” su questi temi».
Il comunicato del Faà di Bruno ricorda che «come credenti, il nostro punto di riferimento è il “Catechismo della Chiesa Cattolica”, più volte indicato da Papa Francesco come “strumento fondamentale con cui la Chiesa comunica il contenuto intero della fede” (enc. “Lumen fidei”, n. 46).
Dal “Catechismo” impariamo da una parte il dovere di accogliere le persone omosessuali “con rispetto, compassione, delicatezza”, evitando “ogni marchio di ingiusta discriminazione” (n. 2358), dall’altra che gli “atti di omosessualità sono intrinsecamente disordinati” e “in nessun caso possono essere approvati” (n. 2357)». «Siamo una scuola cattolica – prosegue il comunicato -.
Sappiamo che coniugare l’accoglienza cordiale di tutti con la lealtà alla verità che la Chiesa ci insegna ad amare non è sempre scontato né facile. Ma proprio qui sta la bellezza della nostra vocazione di educatori cattolici, e questo cerchiamo d’insegnare ai nostri ragazzi».
In serata sulla vicenda è intervenuto con un suo comunicato anche l’Arcivescovo di Torino, affermando che la Diocesi «esprime apprezzamento per la posizione» del Faà di Bruno, e chiede che s’instauri un clima dove «a nessuno sia consentito di esercitare “censure preventive”» su certi temi e su chi è chiamato a trattarli.
La Diocesi loda la decisione di sospendere l’iniziativa «per non alimentare contrapposizioni artificiose e strumentali», «mantenendo invece ben fermo l’impegno» a continuare la riflessione sui temi della famiglia e della sua difesa.
L’Arcivescovo Nosiglia ribadisce pure che «la scuola cattolica ha il diritto-dovere di educare ai valori fondamentali» «secondo la legge naturale illuminata dalla Parola di Dio e dal l’insegnamento della Chiesa».
L’episodio è gravissimo, ma anche istruttivo. Conferma l’intolleranza degli attivisti gay, (sottolineatura messa da me) per cui su queste materie si può esprimere solo chi manifesta opinioni «politicamente corrette», mentre agli altri va impedito di parlare con ogni mezzo, dall’intimidazione al ricatto. Già prima che sia approvata la legge sull’omofobia, figuriamoci dopo.
Non tutto il male, però, viene per nuocere, o – come si dice – il diavolo fa le pentole ma non i coperchi. Il mondo cattolico torinese si è stretto intorno al Faà di Bruno, che ha ricevuto attestati di solidarietà da decine di associazioni, sacerdoti, semplici fedeli, esponenti politici.
Come sempre accade, c’è stata anche qualche voce dissonante. Luigi Vico, presidente della FISM (Federazione Italiana Scuole Materne) di Torino, ha dichiarato a «La Repubblica» – citando, al solito, a sproposito il «Chi sono io per giudicare i gay?» del Papa – che i genitori delle scuole materne «verranno invitati a non partecipare» e che lui è del tutto contrario a queste iniziative.
Vico, oltre che della FISM, è esponente dell’area PD. Credeva, con la sua dichiarazione, d’ingraziarsi «La Repubblica». Ma aveva fatto i conti senza l’oste. Perfidamente, «La Repubblica» ricorda che fra tre giorni il Consiglio Comunale di Torino, dove la sinistra ha una salda maggioranza, dovrà pronunciarsi sulla riconferma dei contributi alla FISM. Finalmente, tutto è chiaro: si tratta di quattrini, e anche Vico tiene famiglia. Altro che «Chiesa povera per i poveri».>>

Ora, sorvolando sull'attacco frontale a Luigi Vico (fossi stata in lui avrei sicuramente sporto denuncia per diffamazione), si prega di prestare attenzione, oltre che alle assurde argomentazioni, ai toni di questo suo articolo. Ogni altro commento appare superfluo.
* * * * *
Matteo Renzi (arcigay.it)

Infine, per concludere, un suo più recente articolo, del giugno 2014, sul Presidente del Consiglio Matteo Renzi e la sua intenzione di promuovere e far passare i matrimoni gay (ma magari!!!). L'articolo di Introvigne che si riporta si intitola "Renzi e la pillola di Mary Poppins" ed è stato pubblicato sul sito lanuovalq.it (link in fondo al post) - anche in questo caso, dunque, parole sue. In questo caso, poi, evidenzio solo le parti evidenziate da lui stesso - :
<<Per coincidenza, ogni volta che Renzi in tema di unioni omosessuali comincia a parlare in inglese e a proporre la «civil partnership» capita sempre che mi trovi in Inghilterra. A Londra, che è anche la città di Mary Poppins, la bambinaia dotata di poteri magici creata da Pamela Travers (1899-1996). I libri della Travers, e ancora di più il film della Disney su Mary Poppins, sono del tutto godibili e raccomandabili ai bambini, che certo non sono in grado di capire il retroterra culturale dell'autrice. Ma leggendo tra le righe si scopre che la storia è anche una grande metafora del metodo esoterico, come del resto è sempre stato confermato dall'autrice, discepola diretta dell'esoterista George Ivanovich Gurdjieff (1866?-1949). Ecco allora che emerge un'altra Mary Poppins, strega moderna e simpatica che convince i bambini - e gli adulti - a fare cose che non vorrebbero fare tramite la magia di parole senza senso, ma che suonano bene, come la famosa «supercalifragilisticexpiralidoso», e un metodo paziente, di antica derivazione massonica, semplificato nella formula «con un poco di zucchero la pillola va giù».
     Il metodo con cui Matteo Renzi sta propinando agli italiani la pillola delle unioni omosessuali sembra proprio quello di Mary Poppins, con passaggi raffinati che sembrano elaborati in officine un po' più esperte di quelle dei boy-scout. Su questo giornale sono stati, e certo saranno ancora, analizzati i passaggi giuridici e politici della proposta di Renzi. Da sociologo, vorrei invece riflettere sulla sua strategia di propaganda, che prevede per fare ingoiare la pillola il ricorso a tre tipi di zucchero.
     Il primo conferma sia l'efficacia delle mobilitazioni popolari, sia il modo astuto e sofisticato con cui le officine che ispirano Renzi pensano di contenerle. Sì alla famiglia, Manif pour Tous, Sentinelle in piedi, e anche questa testata hanno creato una grande mobilitazione popolare contro il DDL Scalfarotto sull'omofobia e le sue norme liberticide, che manderebbero in galera chi «incitasse alla discriminazione» contro gli omosessuali, per esempio sostenendo che le loro unioni non hanno alcun diritto a riconoscimenti giuridici. L'estate scorsa, lo stesso Scalfarotto aveva spiegato a «L'Espresso» che l'itinerario prevedeva prima la legge sull'omofobia e poi quella sulle unioni omosessuali. 
     Ma qui si vede la differenza fra il semplice dilettante abile come Scalfarotto e i professionisti della disinformazione veramente esperti. Non piace la legge sull'omofobia? Il governo del boy scout Renzi non è sordo al grido di dolore che viene dalle piazze. Infatti rimanda la legge sull'omofobia e con una piroetta spettacolare passa direttamente alle unioni civili. Si tratta anche di un esito delle elezioni: la maggioranza di Renzi è così bulgara da potersi permettere qualche protesta in piazza. Beninteso, l'accantonamento del DDL Scalfarotto va inteso come provvisorio. Dopo le unioni civili verrà fatta passare anche la legge sull'omofobia. Ma Renzi mette la torta prima della ciliegina, sperando di spiazzare gli oppositori (che faranno bene a non cascarci).
     Secondo tipo di zucchero: parlare preferibilmente di modello tedesco piuttosto che di modello inglese. Perché nel 2013 in Inghilterra l'ipocrisia è caduta e si è deciso di chiamare francamente le «civil partnership» fra omosessuali «matrimoni», mentre in Germania la parola «matrimonio» non c'è ancora, a causa dell'opposizione di una parte della Democrazia Cristiana, quella bavarese e cattolica.
    Ma qui l'officina, per quanto esperta, fa le pentole ma non i coperchi, perché perfino Repubblica ci spiega che la proposta di Renzi è praticamente uguale all'originaria «civil partnership» inglese, e la cosa scappa detta ogni tanto anche al Presidente del Consiglio. Ecco allora il terzo tipo di zucchero, sparso a velo in quantità massicce: la distinzione fra «civil partnership» e «matrimonio omosessuale», che viene  – per dire il meno –  grandemente esagerata. Risentiamo perfino la vecchia canzone – che non si porta più in nessuna parte del mondo, ma ogni tanto rispunta in qualche sagrestia cattolica in Italia – secondo cui la «civil partnership» sarebbe l’alternativa al «matrimonio» omosessuale e il politico cattolico che, accettando la «civil partnership», ribadisse però il suo no al «matrimonio» fra persone dello stesso sesso starebbe in qualche confuso modo difendendo la famiglia.
     Il Civil Partnership Act 2004 é una legge britannica sottoscritta dalla Regina il 18 novembre 2004 ed entrata in vigore il 5 dicembre 2005. Si riferisce esclusivamente a coppie dello stesso sesso, cui garantisce gli stessi diritti e impone gli stessi doveri che due coniugi di sesso diverso assumono con il matrimonio. Un articolo della legge permette a una coppia sposata di un uomo e di una donna dove, dopo il matrimonio, uno dei coniugi ha cambiato sesso  (un tema, come sappiamo, che appassiona i nostri giudici), di formalizzare lo stesso giorno il loro divorzio e la loro nuova «civil partnership» come omosessuali.
     I due omosessuali che hanno contratto «civil partnership» acquistano tutti i diritti che la legge britannica concede ai coniugi. La dissoluzione della «civil partnership» è disciplinata in modo identico al divorzio. Le coppie omosessuali in «civil partnership» possono adottare i bambini e hanno nei confronti dei bambini adottati diritti esattamente identici a quelli di una coppia di coniugi formata da un uomo e da una donna. Il modello di Renzi è del tutto analogo a quella inglese, salvo alcuni limiti - provvisori, come ha spiegato Scalfarotto - per le adozioni.
     La legge di Renzi ha un sapore di zucchero inglese anche quando prescrive che la cerimonia in municipio sia simile a quella del matrimonio civile di un uomo e di una donna. In Inghilterra la parte della legge sulle «civil partnership» relativa alle cerimonie è stata oggetto di un confronto, anche nei tribunali, molto più accanito delle norme sulle pensioni o sulle proprietà. Un sociologo ne capisce facilmente il perché. Se la cerimonia di «civil partnership» è identica al matrimonio, tutti si abituano a considerare la «civil partnership» un matrimonio. Nella «civil partnership» la legge non solo permetteva, ma imponeva che tutto fosse uguale al matrimonio. E di fatto – il costume seguendo e completando la legge – c’erano gli abiti bianchi, lo scambio degli anelli, la musica, la torta nuziale.
     Il risultato era facilmente prevedibile anche dai non sociologi. Nel linguaggio comune, e anche sui giornali attenti a fare economia di parole, scrivere che il signor Smith e il signor Jones si sono «civil-associati» suona male e dopo un po’ viene a noia. Dire che il signor Jones è il «partner» del signor Smith non ha un significato univoco: i due potrebbero essere semplicemente soci d’affari, e l’equivoco potrebbe essere imbarazzante. Così, come si poteva prevedere, dopo pochi mesi il linguaggio ha vinto, come fa sempre, la sua battaglia contro l’ipocrisia, i media si sono adeguati, e tutti hanno cominciato a parlare e a scrivere del «matrimonio», «wedding», fra i signori Smith e Jones e del signor Jones come «marito» del signor Smith. Se i diritti e i doveri erano gli stessi del matrimonio, se la cerimonia era uguale a quella del matrimonio, se perfino la torta e gli anelli erano gli stessi perché persistere in inutili formalismi e in un linguaggio anacronistico?
     Rimaneva solo il tocco finale: adeguare le leggi al linguaggio e alla realtà e cambiare il nome da «civil partnership» a «matrimonio». È quanto è avvenuto in Inghilterra con il Marriage (Same Sex) Couples Act votato dal Parlamento il 15 luglio 2013. Una legge molto semplice: si trattava sostanzialmente di cambiare il nome a qualche cosa che esisteva già. Certo, i nomi hanno la loro importanza ma in effetti a suo tempo «Repubblica» ha dedicato più spazio alla legge del 2013 di molti quotidiani britannici. In Inghilterra molti erano convinti che i «matrimoni» omosessuali ci fossero già, e da anni.
     Sarà così anche da noi: [MA MAGARI!!! Commento mio, assolutamente avulso dal contesto ma necessario e liberatorio!!...] prima le «unioni civili» saranno fatte digerire anche ai cattolici con l'aiuto degli zuccheri di Renzi, poi i giornali cominceranno a chiamare i «civil-uniti» marito e marito e moglie e moglie, e alla fine una leggina porrà fine all'ipocrisia chiamando «matrimonio» quello che di fatto lo era già.
     Si sussurra che siano in fase di studio anche zuccheri specializzati per palati fini ecclesiastici. A settembre, in concomitanza con le unioni civili, Renzi farebbe passare qualche elemosina per le famiglie e magari anche per le scuole cattoliche, tacitando chi fra i suoi minaccia di rivedere la disciplina dell'otto per mille, ma non senza spiegare agli ecclesiastici quanta fatica gli costa difendere i loro portafogli. L'occhio acuto di qualche ecclesiastico dietro la carota vedrebbe subito il bastone, e qualcuno capirebbe per tempo l'antifona cominciando a spiegare ai fedeli - anzi, c'è chi ha già cominciato - che è meglio non disperdersi in battaglie di retroguardia e che occorre difendere la stabilità del governo in nome dell'Europa, del lavoro, dei poveri, dello spread e soprattutto dell'otto per mille. Altro che boy-scout.>>
* * * * *
Ecco fatto. Dispiace aver dovuto dilungarsi così tanto sul Massimo Introvigne pensiero, ma si ritiene assolutamente necessario perché quest'uomo ed il suo pensiero, haimé, è espressione di tutto il movimento catto-ortodosso che tanto sta facendo e lottando per bloccare ogni e qualsiasi diritto (addirittura il riconoscimento) dei diritti (e) delle persone glbt. E questa è omofobia, comunque si tenti di mascherarla. 
La prossima settimana parleremo invece del terzo dei 'quattro moschettieri': padre Maurizio Botta.
Stiamo attente, dunque, e non abbassiamo mai la guardia.  
MduL


Articoli riportati in questo Post ed altri link utili:
- Articolo "Introvigne: "Le nozze gay frutto della dittatura del relativismo" di Giacomo Galeazzi per il sito "Vaticaninsider" della Stampa
- Articolo "Torino, intimidazioni gay a una scuola cattolica" di Massimo Introvigne per La Nuova Bussola Quotidiana sul sito "lamadredellachiesa"
- Articolo "Renzi e la pillola di Mary Poppins" ed è stato pubblicato sul sito lanuovalq.it
- Pagina Wikipedia su Massimo Introvigne;

- Post MduL "La conoscenza serve alla difesa: ecco chi sono i "Custodi dell'Ortodossia Cattolica" - (1) Mario Adinolfi";
- Post MduL "La conoscenza serve alla difesa: ecco chi sono i "Custodi dell'Ortodossia Cattolica" - (2) Costanza Mariano";

La conoscenza serve alla difesa: ecco chi sono i "Custodi dell'Ortodossia Cattolica" - (2) Costanza Miriano

(da sito tralaltro.it)
La settimana scorsa abbiamo iniziato a parlarvi di questo più o meno variegato movimento dei 'Custodi dell'Ortodossia Cattolica' che tante pagine e servizi ai Tg, haimè, sta occupando. Abbiamo parlato delle 'Sentinelle in piedi', degli altri movimenti, dei partiti politici che avallano queste posizioni omofobe e retrive (per chi scrive, ovviamente) ed abbiamo avuto modo di vedere vita ed opere del primo e principale degli esponenti di tale movimento: Mario Adinolfi (di questo Post, se vi interessa, potete trovare il link in fondo al testo).
E' arrivato ora il momento di passare ad un'altra esponente di spicco: Costanza Miriano.

(2) COSTANZA MIRIANO

Costanza Miriano in una foto tratta dal suo sito costanzamiriano.com
Costanza Miriano, nata a Perugia il 26 ottobre 1970, è una giornalista e scrittrice italiana. Laureata in lettere classiche a Perugia, ha poi studiato giornalismo e si è trasferita a Roma, dove ha cominciato a lavorare al Tg3. Dopo quindici anni al Tg3, attualmente si occupa di informazione religiosa a Rai Vaticano, e collabora anche con Avvenire, Il Timone, Credere, Il Foglio e La Croce Quotidiano (si, quello di Mario Adinolfi).  E' sposata ed ha quattro figli, due maschi e due femmine.
Come scrittrice ha esordito nel 2011 con il libro che tanto ha fatto discutere: "Sposati e sii sottomessa", una raccolta di lettere alle amiche in cui sostiene convintamente la visione cristiana del matrimonio. L'anno successivo è uscito "Sposala e muori per lei", dedicato questa volta agli uomini ed infine, nel 2014, ha pubblicato anche "Obbedire è meglio" ...
Questa la sua vita e le sue opere 'letterarie' così come risultano dal sito wikipedia. Vediamo ora chi è davvero Costanza Miriano.
Per farlo useremo le parole dell'articolo/intervista che ha scritto Daniele Castellani Perelli per il sito espresso.repubblica.it dall'eloquente titolo "Fenomenologia della donna Sentinella Tutta chiesa, smalto e tacchi a spillo". Iniziamo subito citando il sottotitolo dell'articolo:  "Costanza Miriano, autrice di 'Sposati e sii sottomessa', è il prototipo femminile delle Sentinelle in piedi: contraria agli asili nido, all'eutanasia, alla fecondazione assistita, considera le esponenti della protesta "madri colte  che tengono al proprio aspetto. "Non sono omofoba ma a scuola si deve insegnare a leggere, non l'ideologia gender"".
Già così mi sembra di aver subito dato modo a tutte quante noi/voi di capire di chi stiamo parlando. Ma non basta, andiamo avanti (sempre con le parole dell'articolo di Daniele Castellani Perelli che vi riporto qui per comodità di lettura ma che potete leggere integralmente ed in originale nel link che troverete in fondo a questo Post): "I suoi libri sono tra i più letti dalle Sentinelle in Piedi . Lei stessa è scesa più volte in piazza con questo movimento ultra-cattolico che si oppone alla legge anti-omofobia, il cosiddetto ddl Scalfarotto. Si può dire che con le sue idee Costanza Miriano sia un po' la Donna-Sentinella, un prototipo di moglie e mamma orgogliosamente tradizionalista, come lasciano intuire i titoli dei suoi libri, dal primo e più famoso, «Sposati e sii sottomessa», del 2011 - che le è costato una denuncia in Spagna - fino al recente «Obbedire è meglio».
Costanza precisa di non parlare a nome delle Sentinelle, che in effetti non parlano proprio (si limitano a scendere in piazza in silenzio, immobili, leggendo in piedi un libro, in difesa «della famiglia naturale fondata sull’unione tra uomo e donna»). Il legame tra loro però è profondo. È amica stretta del loro idolo Mario Adinolfi, e la giovane portavoce nazionale del movimento, Raffaella Frullone, fa parte del ristretto team che cura il suo blog, costanzamiriano.com.
Copertina libro (costanzamiriano.com)
E, ancora, nell'intervista telefonica riportata nell'articolo di cui stiamo trattando, l'autore Daniele Castellani Perelli ci riporta: Ha fatto spesso discutere per la sua idea di donna “sottomessa”, che si prenda cura dell'uomo e sia al suo servizio, una teoria che ci spiega così: «È ovvio che credo nella pari dignità di uomo e donna. Il punto è che l'essere umano, come ci insegna la Chiesa, non è perfettamente funzionante, ha un bug, c'è in lui il germe del male e della tentazione. E se la tentazione dell'uomo è l'egoismo, quello della donna è il controllo, la manipolazione dell'altro, una forma di violenza che viene da quella che è invece la sua grande virtù, saper custodire e educare una vita. L'uomo sposa la donna sperando che non cambi, la donna sposa l'uomo sperando di cambiarlo».
Altra cosa che non piace proprio alla Miriano è l'Asilo per i bimbi. Nell'intervista, infatti, a domanda risponde: «L'asilo nido è una violenza sui bambini, è illogico mettere nelle mani di un estraneo un bambino di 4 mesi. Sono per un congedo di maternità che duri tre anni e che magari la donna restituisca al sistema quando è il momento di andare in pensione. I bambini muoiono se la mamma non va alle loro recite. Il dramma per me è essere perennemente stanche, io ho fatto 4 figli in 7 anni e confesso di essermi addormentata ovunque, al bar, alle conferenze stampa, persino durante la messa».
Ma Costanza Miriano non è solo contraria agli asili nido. È contraria all'eutanasia. Alla fecondazione assistita. Alla pillola. Pure al cognome materno per i figli. Sull'aborto dice che capisce il dramma di tante donne, «che magari sono state violentate, o hanno tradito il marito, o hanno già sei figli», ma è «comunque l'uccisione di un essere umano», e la legge 194 per alcune è diventato «un metodo contraccettivo». Sul “Foglio”, l'ultima volta che ha dialogato con il suo amico Camillo Langone, l'intellettuale che una volta ha detto «togliete i libri alle donne e torneranno a fare figli», è stato sui metodi contraccettivi naturali come alternativa al preservativo e alla pillola (la quale pillola, dice, deprimerebbe e rendere lamentose le donne).
Costanza ritiene inoltre che la rivoluzione sessuale abbia fregato le donne: «Il poliamore professato da Jacques Attali è ridicolo, la promiscuità sessuale ci ha solo resi più infelici, perché tutti tendiamo in realtà a relazioni esclusive». Infine invita a riscoprire il valore dell'obbedienza («in un'epoca in cui il mantra è quello di fidarsi solo di sé e del proprio istinto») ed è felice che papa Francesco, pur con uno stile diverso da Benedetto XVI, abbia «tenuto duro sulla dottrina, ribadendo il diritto dei bambini a un padre e una madre».
"I 4 moschettieri": Scicchitano, Adinolfi, Botta e Miriano (sito costanzamiriano.com)
E che cosa pensa, dunque, delle Sentinelle? «Sono una realtà di grandissima civiltà, con cui dovrebbero stare tutti quelli che hanno a cuore la libertà di opinione, minacciata dal ddl Scalfarotto (un'accusa sempre decisamente respinta dal deputato del Pd Ivan Scalfarotto, ndr). Noi Sentinelle non siamo omofobe. Crediamo che gli omosessuali non abbiano bisogno di una legge speciale che li tuteli, anche Pasolini sarebbe stato d'accordo, così come avrebbe contestato il diritto alle adozioni, che sono l'obiettivo ultimo di queste leggi. L'Italia è già uno dei Paesi più gay-friendly del mondo, e gli adolescenti omosessuali non sono discriminati in quanto tali, ma perché si sa che a quell'età si colpisce sempre il diverso, che sia grasso o altro».
Non sarà omofoba, Costanza Miriano, però certo non vuole rendere più facile la vita dei gay. È contro il riconoscimento delle unioni di fatto («Se qualcuno vuole lasciare la casa al proprio compagno basta che vada da un notaio»). Ha difeso Putin e «le sue leggi contro la propaganda omosessualista nelle scuole, che sono purtroppo delle direttive dell'Organizzazione Mondiale della Sanità, ma in classe si deve insegnare a leggere e scrivere, non l'ideologia gender, che ormai è mainstream in Occidente». Dice che sugli omosessuali non si può più fare nemmeno una battuta, «perché c'è la GayStapo pronta a saltarti addosso».
Nel suo lungo percorso, è felice di aver incrociato Mario Adinolfi, amatissimo dalle Sentinelle, autore di «Voglio la mamma» e fondatore del quotidiano “La Croce”, di cui Costanza sarà collaboratrice: «La nostra è una bellissima amicizia. Mario viene da una storia diversissima dalla mia, ma questo significa che non bisogna essere per forza credenti per essere ad esempio contro l'utero in affitto, un tema su cui una volta anche Miriam Mafai ha scritto su “Repubblica” parole illuminanti, ma che ora lascia indifferenti le femministe, insensibili a questo sfruttamento del corpo femminile. Con Mario, padre Maurizio Botta e lo psicoterapeuta Marco Scicchitano organizziamo degli incontri contro “i falsi miti di progresso”».
Le chiediamo se non ci sia il rischio che la loro protesta, per quanto “silenziosa”, possa essere strumentalizzata dall'estrema destra, e lei risponde così: «Sì, c'è questo rischio, ma non succederà, le Sentinelle sono attentissime alla comunicazione».
Le ultime parole sono per le donne-Sentinelle: «Lasciamelo dire, sono donne con gli attributi. Madri colte e informate, che tengono a sé e al proprio aspetto. Non sono solo cattoliche da parrocchia, hanno smalto e tacco a spillo, non dipingeteci come le solite bigotte. Lo si vede anche dai libri che portano in piazza e leggono in silenzio, non ci sono solo Bibbie e San Paolo». Lei, per esempio, che libro ha portato, quando ha “sentinellato”? «Una delle mie ultime passioni, i fumetti di Zerocalcare». Eppure una volta Zerocalcare ha scritto su Twitter: «Al netto delle contraddizioni che possono dividerci circa il McDonald's, è scontato per tutti che le Sentinelle in piedi per me so' il male, ve'?». Costanza ne è consapevole, ma non ci sta: «Ho una gran voglia di incontrarlo e dirgliene quattro, a Zerocalcare. Non ha capito chi siamo».
No, invece lo ha capito benissimo...ed anche noi!.
Difendiamoci!!
MduL
Link ed Articoli utilizzati per scrivere questo Post:
- Link (di cui sopra) al Post precedente su questo argomento, dal titolo: "La conoscenza serve alla difesa: ecco chi sono i 'Custodi dell'Ortodossia Cattolica' - (1) Mario Adinolfi" su questo Blog;
- Articolo "Fenomenologia della donna Sentinella Tutta chiesa, smalto e tacchi a spillo" di Daniele Castellani Perelli per espresso.repubblica.it;