Ultimo aggiornamento il 17 maggio 2026...

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Due parole su Cristina di Svezia, la Regina lesbica del '600

Si ritiene assolutamente necessario segnalarvi questo interessante articolo "Cristina di Svezia. La regina lesbica", molto ben scritto da Cyrilla per il sito LezPop.it perché in poche righe regala un quadro preciso e completo della vita di questa tanto discussa Regina Svedese del '600 che, dopo aver trascorso la prima parte della sua vita regnando il suo paese, ha deciso di abdicare per venire a trascorrere i suoi ultimi anni proprio in Italia, a Roma.
Alzi la mano chi di noi non ha mai sentito parlare di questa Regina ed alzino la mano coloro che non hanno magari mai sentito parlare dell'interpretazione di Greta Garbo nel film del 1933, "La Regina Cristina", diretto da Rouben Mamoulian (dove si assiste forse al primo bacio lesbico della storia del cinema_fonte, appunto, articolo del sito LezPop citato). 
Ebba Sparre
Ma, soprattutto, alzino la mano quante di noi sapevano che la Regina di Svezia ha amato per tanti anni la dama di compagnia Ebba Sparre.
Riporta, infatti, la pagina wikipedia: "Cristina ebbe una storia d'amore con Ebba Sparre, una dama di corte, di cui tutti i contemporanei elogiarono la stupefacente bellezza. A lei indirizzò numerose lettere d'amore che oggi accertano la relazione tra le due. In una lettera scritta durante l'esilio, a Pesaro, il 27 marzo 1657, Cristina scrive alla contessa Sparre: « se voi non avete dimenticato la facoltà che avete su di me, vi ricorderete che sono già dodici anni che sono posseduta dall'essere amata da voi. Infine, io sono vostra in una maniera per cui è impossibile che voi mi possiate perdere, e non sarà altro che con la fine della vita che io cesserò di amarvi». Più chiaro di così...
Cristina di Svezia più grande
Comunque, da quanto si può leggere su wikipedia, alla pagina a lei dedicata, Cristina Alessandra Maria di Svezia, (Stoccolma, 18 dicembre 1626 – Roma, 19 aprile 1689), dopo la conversione al cattolicesimo, fu regina di Svezia dal 1632 (con pieni poteri dal 1650) al 1654.
Cristina era l'unica figlia sopravvissuta e legittima del re Gustavo II Adolfo di Svezia e di sua moglie Maria Eleonora del Brandeburgo. Come erede presunta, all'età di sei anni succedette al defunto genitore sul trono di Svezia. Essendo figlia di uno dei massimi campioni del protestantesimo durante la guerra dei trent'anni, fu motivo di scandalo quando preferì abdicare al suo trono per convertirsi al cattolicesimo nel 1654. Trascorse gli ultimi anni della sua vita a Roma, occupandosi di opere caritatevoli, di musica e di teatro. Come regina senza regno, protesse molti artisti e progettisti tra i maggiori del barocco romano ed internazionale.
Personalità complessa ed anticonformista, Cristina era molto intelligente ed era appassionata di libri antichi e manoscritti, di religione, di alchimia e scienza nonché d'arte e di filosofia. Durante gli anni del suo regno si prodigò per far divenire Stoccolma l'"Atene del nord". Influenzata dalla Controriforma, divenne sempre più attratta dalla cultura mediterranea e cercò ben presto di abbandonare la sua terra nativa, così distante dai suoi interessi e dalla sua cultura opposta al protestantesimo.
Ma ecco il link all'articolo di cui si tratta: "Cristina di Svezia. La regina lesbica" di Cyrilla per il sito LezPop.it
Buon proseguimento di lettura.
MduL

Ma se la regina fosse lesbica, l'erede chi sarebbe?


Ecco, questo è il titolo che ho visto nella rubrica "Bioritmi" di Claudia Arletti, sul numero della rivista settimanale "Venerdì di Repubblica" del 7 giugno 2013.
Sorpresa, ma convinta che lo scenario sia plausibile in un futuro prossimo nemmeno troppo lontano (speriamo!), stante il fatto che proprio in questi giorni è atteso/a un altro/a erede al trono di Inghilterra (terzo/a in linea di successione), da parte di Kate Middleton, incuriosita, mi sono messa subito a leggere l'articoletto della Arletti, che, per fare prima e per correttezza, vi riporto qui integralmente: "E se la regina fosse lesbica e si sposasse e poi facesse un figlio, quel bebè sarebbe l'erede al trono?". La sortita dell'ex ministro Tory Norman Tebbit, 82 anni, ha mandato in fibrillazione i media britannici, alle prese - anche lì - con furibonde discussioni sulle unioni gay. Un principino concepito con l'eterologa non è alle viste, però l'uscita di Tebbit è una spia; ovunque non si parla più solo di unioni gay, ma ci si concentra sulle "implicazioni", come il diritto di avere figli e il diritto che questi figli hanno di "entrare in società" a pieno titolo.
In Francia i dirigenti dell'Ump sanno di potere puntare, al massimo, a ridimensionare la legge proprio lì dove consente le adozioni. E sempre le adozioni sono il confine che Giancarlo Galan non si sente di valicare nella sua idea di legge (ci sarebbe anche il limite linguistico: "Meglio unioni, con matrimoni la legge non passerebbe mai"). Lord Tebbit commette però un errore: proietta il reale bebè nel futuro. Invece i bambini figli di coppie gay ci sono già; nati di solito all'estero grazie a semi o ovuli donati, vanno a scuola, giocano a calcetto o fanno hip pop. Ma l'Italia riconosce loro un solo genitore, quello biologico. Tommaso Giartosio (Famiglia Arcobaleno), racconta l'angoscia: in caso di separazione dei genitori, o in caso di morte del genitore biologico, bisogna convincere il tribunale che anche l'"altro" membro della coppia è un genitore, e non sempre ci si riesce. Urge cambiare prospettiva: "Per prima cosa il Parlamento garantisca i diritti dei bambini", e la legge sulle unioni verrà da sé.
p.s. Lo "scenario Tebbit" ha scatenato i commenti sui siti britannici. The answer is yes, ha tagliato corto una ragazza."
Ciò riportato, concedetemi ora di implementare il bell'articolo di Claudia Arletti con il video documentario andato in onda circa una settimana addietro (se non ricordo male) nel contesto del programma "I Dieci Comandamenti" ed intitolato "Le due Mamme".
MduL