Ultimo aggiornamento il 17 maggio 2026...

Legge Cirinnà: sono passati 10 anni dalla legge che ha riconosciuto le unioni civili anche alle coppie omosessuali. A che punto siamo.

 UNIONI CIVILI E CONVIVENZE DI FATTO

LEGGE 20 MAGGIO 2016, N. 76 

MduL, 20 maggio 2026

Prima una premessa alla quale teniamo molto: la legge 20 maggio 2016, n. 76 viene chiamata anche Legge Cirinnà poiché frutto dell'indefessa battaglia condotta dalla relatrice di detta legge, la senatrice Monica Cirinnà, eletta nelle fila del partito democratico e rimasta in Senato dal 2013 al 2022. Senza il suo impegno e la sua grande dedizione, la legge non ci sarebbe stata. Ed è giusto ricordarlo in questo anniversario.

Sono passati ormai 10 anni dalla entrata in vigore della Legge 20/05/2016, n. 76 che ha dettato la "Regolamentazione delle unioni civili tra persone dello stesso sesso e disciplina delle convivenze.", quindi appare doveroso un pensiero a questa importantissima legge che le più giovani di noi danno come acquisita, ma che, invece, è stata frutto di una grande e lunga battaglia parlamentare che, oggi più che mai, deve essere ricordata. 

Ricordata perché, come sintetizzato perfettamente nell'articolo di repubblica di Maria Novella De Luca (link in calce al post) dalla prima coppia omosessuale che ne ha usufruito, Elena Vanni e Deborah Piccinini, spose in Bologna, “Il nostro rapporto è saldo e felice ma l’Italia, invece, è tornata indietro. L’omofobia è una pianta dura da sradicare, i diritti vacillano". 

Se, infatti, la legge n. 76/2016 ha permesso a tante coppie omosessuali di poter regolamentare i propri rapporti giuridici, permettendo finalmente di avere riconosciuti gli stessi diritti delle coppie sposate, tante, troppe cose sono ancora da conquistare e/o cambiare.

Su tutte, e prima di tutto, l'ampliamento dell'assimilazione al matrimonio attraverso il riconoscimento giuridico della genitorialità che dieci anni fa è stata sacrificata per poter far approvare la legge alla parte più retriva del paese che non voleva in alcun modo il riconoscimento di tali diritti per le coppie omosessuali.

Ancora oggi, infatti, i figli delle coppie omosessuali, pur se 'sposate' con legge n. 76/2016, non sono riconosciuti, facendo sì che persista una aberrante discriminazione tra detti bambini ed i figli delle coppie sposate con il matrimonio.

Oltre a ciò, bisogna conquistare e cambiare la mentalità di tanta parte degli Italiani, i quali, più che mai in questo periodo di impoverimento culturale e sociale a livello planetario, continuano a pensare che i diritti siano prerogativa esclusiva delle persone bianche/etero/cattoliche, con esclusione, dunque, dei 3/4 del mondo intero.

Ancora oggi, infatti, dopo 10 anni dalla Legge Cirinnà, ci sono ragazzini italiani che picchiano, fino ad ucciderlo, un ragazzo solo perché di colore; italiani che, ancora oggi, hanno da ridire se prendi la mano alla tua compagna ed italiani che crescono dei figli che prendono in giro e fanno sentire sbagliati i figli delle coppie omosessuali...e potremmo, haimè continuare ancora, ma fermiamoci qui, perché è di questi giorni l'articolo di Veronica Mazza su D di repubblica dal titolo inequivocabile "Simona viene presa in giro perché ha due mamme. Siamo una bella famiglia ma ora si vergogna di noi" (link in calce al post), laddove si racconta la storia di questa ragazzina che, per colpa di alcuni compagni - e non solo - si trova a disagio ed arriva a sentirsi 'sbagliata' solo perché figlia di due mamme e non di una coppia etero!. E questo, come detto, nel 2026, dopo ben 10 anni dalla legge Cirinnà!

Insomma, anche se ancora c'è tanto da fare, almeno oggi, tanti Auguri a tutte noi per il 10° anniversario dell'entrata in vigore della legge 20/05/2016, n. 76 che permette di regolamentare le unioni civili anche tra pesone dello stesso sesso.

MduL



Bibliografia:

- Articolo “La nostra unione civile cambiò l’Italia 10 anni fa: oggi i diritti vacillano” di Maria Novella De Luca per Repubblica

- Articolo "Simona viene presa in giro perché ha due mamme. Siamo una bella famiglia ma ora si vergogna di noi" di Veronica Mazza per D di Repubblica

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